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giovedì 29 marzo 2012

Torna la paura sui Mercati: Milano perde il 3,3%


Nuova giornata di passione per gli investitori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,30% a quota 15908 punti. Violenti i cali del settore bancario: sono scivolate del 10-11%% Mps e Bpm, seguite dal Banco Popolare (-7%) e Ubi (-6,5%). Male anche Intesa San paolo (-5,3%) e Unicredit (-5,9%). 
Da segnalare anche il tonfo di Premafin (-14%),Fondiaria Sai (-14%) e Unipol (-3% oggi dopo il-7% di ieri). 
Da un punto di vista grafico la situazione volge al peggio per il listino italiano che durante tutta la seduta ha mostrato un'estrema debolezza ed infatti ha chiuso sui minimi di giornata. Va segnalato inoltre che si tratta del 3° ribasso consecutivo e che milano ha perso oltre 1000 punti negli ultimi 8 giorni. 
Come si può osservare dal grafico sottostante, quest'oggi è stata rotta al ribasso la trend-line rialzista di medio periodo passante attorno ai 16400 punti. I successivi supporti sono stati rotti abbastanza facilmente e la chiusura al di sotto della media mobile a 200 giorni è un segnale piuttosto allarmante per il listino azionario italiano. Inoltre l'oscillatore Macd ( rappresentato al di sotto della linea dei prezzi) ha assunto una pendenza negativa e conferma il downtrend di breve periodo. A questo punto, l'eventuale rottura dei 15900 punti aprirebbe le strade a un nuovo ribasso con target immediato a 15800 punti e successivamente sull'importantissimo supporto statico passante in area 15640-15600 punti. Tuttavia, data la violenza del ribasso degli ultimi 3 giorni mi aspetto qualche tentativo di rimbalzo per domani mattina con primi target passanti in area 16000 punti e 16200 punti. Soltanto il ritorno sopra i 16500 punti riporterà un po di fiducia sul mercato italiano ma al momento mi sembra uno scenario meno probabile. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato che le nuove previsioni sul Pil italiano da parte dell'Ocse parlano di una contrazione del Pil nel corso del primo trimestre del -1,6% e di un -0,1% nel secondo trimestre. ( Pochi giorni fa in quest'articolo ( italia-sempre-piu-in-crisi ) avevo scritto che mi aspettavo un calo del Pil italiano a fine 2012 tra il -1,5% e il -2%.... 
Queste notizie hanno portato al nuovo rialzo dello Spread con i titoli tedeschi a 10 anni salito a quota 346 punti base. Il rendimento del Btp decennale è infatti nuovamente salito al 5,21%
L'eventuale superamento dei 350 punti sarebbe molto preoccupante e aprirebbe lo scenario a nuovi crolli borsistici. Infatti osservando il grafico sottostante lo spread potrebbe facilmente tornare sui 375 punti e successivamente a quota 400 punti. 


Sul fronte internazionale tornano i timori di un rallentamento dell'economia mondiale e del rischio sovrano per la Zona euro. Oggi S&P ha detto che la Grecia potrebbe ristrutturare il suo debito un'altra volta e questo comporterebbe un nuovo impegno da parte del Fondo Monetario Internazionale.
Ma molte tensioni si possono notare anche nell'andamento dei rendimenti dei titoli portoghesi e spagnoli....



Sul fronte automobilistico va segnalato il nuovo rincaro dei prezzi della benzina che nei distributori Ip e Shell ha superato quota 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro.  
Secondo Federauto (Paolo Bernacchi) le immatricolazioni a Marzo subiranno un vero e proprio tracollo (-32%) . Il numero uno di Federauto aggiunge: "voglio sottolineare che l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC, sta dando i suoi frutti: ha ucciso la domanda".  Bernacchi si domanda infine: "traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetusta' del parco circolante? Se qualcuno non interviene sara' inevitabile"....



sabato 4 febbraio 2012

Torna la fiducia sui mercati: Milano recupera il 5% in una settimana

Sono bastati pochi giorni ai mercati azionari di tutta Europa per tornare ad essere più ottimisti sul futuro. Durante questa settimana il Ftse Mib ha messo a segno una delle migliori performance degli ultimi mesi registrando un incremento di quasi 800 punti rispetto ai minimi toccati a fine gennaio. 
Nella sola seduta odierna il listino è salito dell'1%, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, trascinato ancora una volta dal settore bancario (Unicredit +3,6% , Banco Popolare +5,2%, Banco Popolare di Milano +9,2% e Intesa San Paolo +1,1% ). Da segnalare anche il boom di Unipol +19% a seguito delle dichiarazioni in merito all’operazione con Fondiaria Sai . Infatti, il presidente dell'Ania, Aldo Minucci ha detto che "mi sembra che, per come e' impostata l'operazione, non ci sia in campo nessun operatore straniero. Poi, la concorrenza e' libera e quindi, se hanno (Axa) la dimensione patrimoniale ed economica, cosa che hanno, comunque non ci deve fare paura".
Lo scenario macroeconomico sebbene mostri ancora alcune problematiche piuttosto critiche come quello della disoccupazione giovanile italiana (31%) appare in deciso miglioramento negli ultimi giorni. Ciò risulta evidente dal crollo dello spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni sceso a 373 punti base.


Ancora più emblematico è l’andamento dello Spread sui titoli a 2 anni crollato negli ultimi mesi dal 7,3% al 2,85% odierno.

Forse è ancora presto per dirlo ma il peggio della crisi finanziaria sembra essere alle nostre spalle, merito soprattutto degli sforzi profusi dalla Fed e dalla BCE con i loro quantitative easing e LTRO che hanno tenuto in piedi il sistema. Non a caso i dati macroeconomici americani sono risultati piuttosto incoraggianti. Sia il tasso di disoccupazione (8,3%) che i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (+243.000) a gennaio sono stati superiori alle attese. Anche l'indice Ism servizi nel mese scorso (56,8) ha battuto le stime del consensus.
Nei prossimi mesi tuttavia ci saranno altri nodi importanti da risolvere ( Grecia e Portogallo in primis) e vedremo cosa accadrà in tal senso. 


Da un punto di vista grafico invece la situazione appare in deciso miglioramento. Come già segnalato in alcuni post precedenti, la rottura grafica della trendline ribassista e del successivo superamento della resistenza statica dei 15800 punti ha innescato una serie di acquisti che hanno riportato l'indice in breve tempo attorno ai 16500 punti. L’eventuale rottura di questo livello darebbe un ulteriore conferma rialzista del trend in atto con target successivi a 16700-16800 punti in un primo momento e successivamente a circa 17000 punti. Al contrario in caso di qualche presa di beneficio le quotazioni potrebbero ritornare in area 16200 punti e successivamente sul supporto dei 16000 punti, dove transita anche la media mobile a 10 giorni. 
Attenzione ad alcuni titoli che hanno già mostrato notevole forza nei giorni scorsi e che hanno rotto al rialzo alcune importanti medie mobili di lungo periodo. Come ad esempio Intesa San Paolo:


Come si può osservare nel grafico sovrastante la rottura al rialzo della media mobile a 200 giorni ha innescato una serie di acquisti che ha proiettato il titolo bancario da 1,43 a 1,57 euro ad azione nel corso di questa settimana. Tale rottura segnala una chiara inversione di tendenza di lungo periodo e rafforza (per il momento) la buona impostazione generale del comparto bancario italiano.