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martedì 5 luglio 2016

In questo mondo di tassi.... zero e sottozero!


Aggiornamento last minute sull'evoluzione dei tassi di interesse a livello globale. L'ammontare complessivo di titoli a rendimento negativo ha superato gli 11,7 Trilioni di dollari. In altre parole oltre il 30% dell'ammontare complessivo di titoli di stato a livello globale offre rendimento negativo. In altre parole si perdono soldi mantenendo tali titoli fino a scadenza. 
Osservando l'immagine sovrastante si può notare come tutti i titoli a 2 anni dell'area euro siano a rendimento negativo ( escluso Portogallo e Grecia). Il record spetta però alla svizzera con il 2 anni che è arrivato a -1,03%! Notevole anche il 2 anni tedesco che rende un incredibile -0,67%. Allungando l'orizzonte temporale di investimento a 10 anni le cose non cambiano più di tanto. 



Il decennale tedesco ha raggiunto nuovi minimi assoluti ovvero -0,16% e anche il 15 anni tedesco è a rendimento negativo (-0,09%). In Giappone siamo a livelli ancora più bassi con il 10 anni sceso a -0,25% mentre il decennale svizzero è a -0,61%. La razionalità di un investimento a 10 anni in titoli di stato della Svizzera non so quale sia per un investitore domestico (ai tassi attuali si perderebbe oltre il 6% cumulato in 10 anni!). Va segnalato il movimento pazzesco del decennale inglese passato da 1,40% pre-referendum allo 0,79% attuale. 



Allungando ulteriormente la scadenza dei titoli di stato a 30 anni finalmente spuntano dei rendimenti positivi, esclusa la svizzera come al solito (-0,10%) . 
In questo caso il 30y giapponese offre ben lo 0,06%, quello tedesco lo 0,36% e quello americano il 2,15%. Mai nella storia sono stati toccati dei rendimenti così bassi sia su scadenze brevi che su quelle più lunghe. 
Il motivo di questa corsa al ribasso dei rendimenti a livello globale è da ricercarsi fondamentalmente in 4 aspetti:
1) politiche monetarie ultraespansive da parte di tutte le banche centrali del mondo ( esclusa la Fed che cmq ha bloccato il proprio ciclo di rialzo dei tassi dopo il balzello di 25 bps di dicembre 2015) 
2) Timori recessivi a livello globale con l'economia americana in deciso rallentamento, forte riduzione della crescita Cinese ed un economia Europea che non riesce a riprendersi dalla crisi del 2008-2009 sia a livello industriale che a livello politico. La Brexit ha ulteriormente appesantito lo scenario economico e le ultime valutazioni ed analisi parlano di una minor crescita per l'area euro di uno 0,8% di Pil sia per il 2017 che per il 2018. 
3) Deflazione. I prezzi a livello mondiale delle materie prime sono in caduta libera, in particolare per ciò che riguarda il settore energy e il settore del grano con nuovi minimi aggiornati ormai ogni giorno. L'evoluzione tecnologica amplifica gli effetti deflazionistici con i consumatori sempre più attenti ai prezzi e riduce i margini di profitto delle aziende anche in altri settori. ( Le famose spinte deflazionistiche di cui parlò Draghi alcuni mesi fa'). 
4) Tracollo delle borse europee ed asiatiche da inizio 2016 


L'evoluzione delle quotazioni azionarie da inizio dell'anno è estremamente negativo per le borse europee. In tal contesto l'indice italiano è stato il peggiore con un -25,6% ad oggi penalizzato dal crollo totale delle banche ( molte accusano perdite vicine al 70% da inizio anno). L'indice europeo Eurostoxx accusa un calo del 14% quasi da inizio anno mentre il Nikkei giapponese perde il 17,6%. Il crollo dei mercati azionari ha creato il classico Fly to quality spingendo gli investitori ad acquistare titoli di stato di alta qualità creditizia ( Esempio Tedeschi e Francesi) spingendo appunto i rendimenti di tali asset class su valori negativi. 

venerdì 10 giugno 2016

Il bund vola ai nuovi minimi assoluti


Il bund raggiunge i nuovi minimi assoluti di rendimento. Siamo allo 0,02% per il decennale! si avete capito bene bisogna investire a 10 anni per ottenere indietro un rendimento leggermente positivo.  L'intera curva tedesca è ormai in territorio negativo con tassi fortemente negativi (tra -0,6% e -0,42%) sulle scadenze fino a 5 anni. Bello investire in titoli tedeschi a 5 anni sapendo di perderci complessivamente un 2% mantenendo questi titoli fino a scadenza. Quasi l'85% dell'ammontare complessivo di titoli tedeschi offre un rendimento negativo. A livello europeo quasi il 48% dei titoli di stato offre rendimenti negativi! 


A livello mondiale ci sono altri paesi che sono messi anche peggio. Il 10 anni svizzero rende -0,46%, quello giapponese -0,14% stamane. 
Per la prima volta nella storia ci sono oltre 10.000 Miliardi di dollari a livello globale ( cioè 10 Trilioni ma con tutti questi 0 ci si confonde) di titoli di stato a rendimento negativo. Il famoso investitore Bill Gross ha detto che un giorno questa supernova esploderà...e come dargli torto. 

Le banche centrali hanno distorto totalmente il mercato e la razionalità degli investitori è ormai venuta meno.... Che senso ha acquistare titoli di stato a rendimenti negativi???? 

In tutto ciò anche le borse non se la passano benissimo. I tassi negativi stanno uccidendo il sistema bancario europeo e i listini vacillano vistosamente. Da inizio anno solamente il listino americano è in positivo con un +3% mentre il listino europeo Eurostoxx perde quasi il 10% e l'Italia è il fanalino di Europa con un meno 19%.  Nelle prossime settimane ci saranno eventi piuttosto importanti ( referendum su Brexit, Possibile rialzo dei tassi da parte della Fed, Elezioni in Spagna) se questo è l'inizio preparatevi ad una estate rovente! 



martedì 5 aprile 2016

Il Bund decennale rende lo 0,09%


Il bund decennale tocca dei nuovi minimi assoluti. Attualmente gira allo 0,09% mentre rimangono stabili o in leggera crescita gli spread con gli altri paesi. Impressiona il fatto che per trovare un rendimento positivo sulla curva tedesca bisogna spingersi a 10 anni. Il titolo tedesco a 9 anni oggi è infatti sceso in territorio negativo a -0,03%. Va sottolineato che questo titolo l'anno scorso sui minimi assoluti di aprile toccò lo 0,05% prima di iniziare una fase estremamente volatile che lo portò nel giro di pochi mesi all'1%. 

giovedì 4 luglio 2013

Indipendence day : il punto della situazione sui mercati


Domani è 4 luglio e in America si festeggia come al solito l'Indipendence Day. A mercati chiusi cerchiamo di fare il punto della situazione sui mercati dopo il primo semestre 2013.

Dopo una prima fase dell'anno molto positiva per tutte le varie asset class  che avevano registrato ottime performance (equity, bond, titoli governativi, high yield) è arrivata una brusca correzione nel mese di maggio che ha colpito indistintamente tutto il mercato.
Il classico detto di borsa " sell in may and go away" anche per quest'anno è stato rispettato ma ha colpito in tempistiche e modalità piuttosto differenti:



A partire da inizio maggio i titoli governativi americani a 10 anni hanno iniziato ad accusare un calo piuttosto significativo che nel corso del mese ha assunto proporzioni importanti anche a causa delle dichiarazioni più conservative della Fed ( riduzione del quantitative easing a fine 2013 quando la disoccupazione americana scenderà sotto la soglia chiave del 7%). Dai  massimi di fine aprile il calo del t-bond 10y è stato superiore al 6% e ha scatenato tutte le vendite su tutto il mondo tasso a livello internazionale. 


Anche il mitico bund decennale tedesco (da tutti considerati un porto sicuro) ha accusato il colpo con una perdita vicina al 5% dai massimi registrati a fine aprile. 


In questo contesto il nostro caro future sul btp decennale è passato da 117,50 di fine aprile ai 109,75 della chiusura di oggi. 


Per quanto riguarda il principale listino azionario mondiale ( sp500) si può notare che il 22 maggio 2013 dopo aver toccato nuovi massimi storici a 1687 punti era fuoriuscito dalle bande di bollinger dando avvio a una piccola fase correttiva che lo ha riportato fino ai 1560 punti nel giro di un mese a cui è seguito un recupero che lo ha portato fino ai 1615 punti di questa sera. 


Ben peggio ha fatto il listino italiano Ftsemib che dopo aver segnato un doppio massimo decrescente annuale è passato dai 17000 punti ai 15000 punti di qualche giorno fa. L'eventuale rottura del canale ribassista segnalato dalla seconda linea rossa (area 14900-15000) sarebbe estremamente negativo e in tal caso cercherei di mantenere una posizione piuttosto prudente sul mercato italiano. 

Per quanto riguarda la seconda metà dell'anno mi aspetto una fase ancora incerta per i mesi estivi caratterizzati come al solito da bassi volumi e volatilità piuttosto elevata (non mancano di certo le news in tal senso: crisi di governo in portogallo, crisi in egitto e rally del petrolio, grecia in bilico tra nuovi aiuti dall'europa e pressioni della troika, mancanza di manovre significative per la crescita del governo italiano, incertezze sulle manovre delle banche centrali ( fed e bce in primis ma anche boj), incertezza sulla ripresa economica in europa (dati macro ancora molto negativi con il pil italiano che se tutto va bene farà -2% a fine 2013,  etc etc).


Vi lascio infine con il grafico dayly dello stoxx.. come potete notare la rottura della media 200 giornaliera (linea blu) ha invertito, per ora, la tendenza di lungo periodo che ora è dunque al ribasso. 

Dopo un pullback da manuale sulla media l'indice ha aperto quest'oggi direttamente in gap down.... 
Vedremo cosa accadrà ma se queste sono le premesse, l'estate ( nonostante le temperature piuttosto miti ) sarà piuttosto calda sui mercati finanziari.....