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giovedì 2 giugno 2011

Moody's potrebbe tagliare il rating degli Usa


L'agenzia di Rating Moody's continua a spaventare i mercati finanziari giorno dopo giorno e questa volta sono gli Usa a tremare. Infatti il rating "AAA" assegnato dall'agenzia di rating Moody's agli Stati Uniti potrebbe essere tagliato se entro le prossime settimane non si raggiungerà un accordo credibile al Congresso sulla riduzione del deficit federale. ''Un mancato accordo - avverte l'agenzia - potrebbe spingere Moody's a cambiare l'oulook sul rating AAA a negativo". 
Sempre Moody's ha inoltre avviato una revisione del rating sul credito senior e subordinato di Citigroup, Bank of America e Wells Fargo per una possibile revisione al ribasso della loro valutazione. La decisione dell'agenzia di rating è legata all'eccessiva esposizione in mutui residenziali delle tre grandi banche americane. 
ll timore di Moody's è che, se la ripresa negli Stati Uniti continuerà ad essere debole, come i recenti dati americani hanno dimostrato, il costo del credito potrebbe salire minando quindi la solidità patrimoniale dei tre istituti di credito.
Tuttavia se la situazione dovesse peggiorare, un salvataggio statale tipo 2008 non sarebbe possibile in base alla legge Dodd Frank (la riforma finanziaria dell'amministrazione Obama). 
A questo punto tutte le banche europee ed americane dovrebbero ricorrere ai ripari raccogliendo riserve di capitali per far fronte ad eventuali svalutazioni immobiliari. 
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni ma i nuvoloni all'orizzonte sembrano davvero minacciosi....

lunedì 18 aprile 2011

Allarme rosso: outlook negativo per gli Usa



Pochi istanti fa la società "Standard & Poor's ha lasciato invariato il rating americano al livello AAA ma ha rivisto a negativo l'outlook sugli Usa". La notizia ha avuto effetti disastrosi sui listini azionari. In pochi minuti il Ftse Mib è passato da -1,8% a -2,7%. Vedremo cosa accadrà a fine giornata.

martedì 12 aprile 2011

Venti di tempesta in agguato a Wall Street!

Giornata molto importante quella di oggi per le piazze finanziarie del mondo. Dopo giorni di attesa e di indecisione i mercati hanno virato al ribasso in maniera secca e decisa. A spaventare i mercati internazionali e di conseguenza gli investitori sono state un insieme di cattive notizie:
1) Il livello di gravità del disastro nucleare di Fukuskima è stato innalzato al livello massimo (7Si tratta dello stesso grado di gravità che fu stabilito, appunto, per Cernobyl. L'Agenzia ha comunque precisato che il livello delle emissioni radioattive registrato dall'inizio dell'incidente equivale solo al 10% di quelle misurate nel 1986 dopo la catastrofe presso la centrale situata in Ucraina. 
Già il 16 marzo scorso scrivevo in questo articolo:
Non sono un'esperto nucleare ma credo che qualcosa di molto pericoloso stia avvenendo in Giappone, ben al di la di quello che dice il governo giapponese e credo che il livello 7 sia il più appropriato per quello che sta avvenendo".

Sembra che oggi anche il Giappone e le altre autorità internazionali si siano accorte della gravità della situazione...e casualmente anche i mercati sono tornati a scendere.

2) Dati macro
La giornata odierna è stata caratterizzata da un insieme di dati macro piuttosto deludenti. A preoccupare è sopratutto la situazione americana. Il deficit pubblico americano di marzo è stato di 188 Miliardi di dollariNella prima meta' del 2011 il deficit pubblico complessivo e salito al livello record di 829 miliardi di dollari, il 16% in piu' rispetto ai 717 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2010. 
Andando avanti di questo passo credo che il deficit americano a fine 2011 possa avvicinarsi all'11% del Pil, un valore che ricorda il deficit portoghese o greco degli ultimi anni, e tutti sappiamo cosa è successo dopo....

Anche l'Europa non mostra dati macro rassicuranti: 
Indice prezzi al consumo in Ungheria +4,5% in un anno 
Indice prezzi al consumo in Spagna +3,6% in un anno 
Questo indica una inflazione crescente in europa con ulteriori possibili restrizioni economiche da parte della Bce nei prossimi mesi. 
Ma sopratutto è stato l'indice Zew sul clima di fiducia della popolazione è sceso a 7,1 contro il 14,1 del dato precedente.  

Passiamo ora alla parte di analisi tecnica. Il Ftse Mib dopo giorni di indecisione si è girato in territorio negativo intraprendendo nuovamente un trend ribassista. Guardando il grafico credo sia piuttosto scontato un ritorno in area 21900-21800 punti nella mattinata di domani ma non escludo ulteriori spinte ribassiste fino ai 21650 punti. Qualora venisse rotto questo livello nei prossimi giorni, la situazione di lungo periodo verrebbe messa in discussione e si potrebbe tornare anche a 20800 punti. 
Al contrario qualora domani le quotazioni dovessero tornare a salire l'indice dovrebbe riportarsi a quota 22100 punti in un primo momento e successivamente a 22200 punti. 


Ben più preoccupante è il grafico dell'Sp500 di lungo periodo: Dopo aver provato più volte a riportarsi sui massimi dell'anno l'indice americano ha intrapreso un nuovo trend ribassista piuttosto allarmante. Infatti sembra configurarsi in questa maniera una sorta di doppio massimo di lungo periodo che preannunci dei cali piuttosto importanti per i prossimi mesi. Operativamente parlando la rottura dei 1320 punti, avvenuta quest'oggi  (chiusura a 1314 punti)  dovrebbe portare l'indice ad un nuovo test dei 1300 punti e successivamente anche a 1280 e a 1250.