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lunedì 13 febbraio 2012

L'asta dei Bot delude e Milano chiude in pari


Il Tesoro italiano ha collocato sul mercato 8,575 miliardi di euro di bot con scadenza a dodici mesi (15/02/2012) ad un tasso di interesse del 2,23%, in calo rispetto al rendimento del 2,735% dell'asta precedente. Tuttavia il bid to cover ha registrato una flessione a 1,09, in calo dall' 1,27 precedente. Tale valore risulta estremamente preoccupante, infatti la domanda è stata appena superiore all'offerta, risultando pari rispettivamente a 9,272 miliardi di euro a fronte dei 8,575 miliardi di euro collocati. La Banca d'Italia in merito ha fatto sapere che su questo risultato può aver influito un problema tecnico che ha indotto un rallentamento nella ricezione delle domande inviate da diversi operatori, pervenute in Banca d'Italia dopo il termine delle 11 e che quindi sono state scartate dalla procedura d'asta". 
Inoltre sono stati emessi anche dei bot con scadenza a 127 giorni (giugno 2012), ovvero a quattro mesi, all'1,546%. La domanda è stata pari a circa 8,5 miliardi a fronte di 3,5 miliardi di Bot collocati. In questo caso il bid to cover è stato pari a 2,45 un valore decisamente soddisfacente. 
A mio avviso questo l'esito delle due aste odierne è di difficile interpretazione. Da una parte risulta piuttosto deludente sul fronte della domanda da parte degli investitori in merito ai titoli a 1 anno (al di la dell'errore tecnico credo che la domanda sia stata decisamente debole) mentre è soddisfacente in relazione al calo dei rendimenti offerti rispetto alle ultime aste. 
Osservando i rendimenti sul mercato secondario dei titoli di stato a 10 anni quest'oggi si registra un valore del 5,60%, ben lontano dai livelli record registrati a fine 2011 ma ancora troppo elevati per poter parlare di ripresa economica e di fine della crisi finanziaria. 
Da segnalare il rialzo nelle ultime ore di contrattazione dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni balzato da 347 punti base (minimo odierno) ai 367 punti della chiusura.  



Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib lo scenario ribassista ipotizzato  nell'articolo di giovedì scorso (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/02/fine-del-rally-per-milano.html ) sembra trovare conferme giorno dopo giorno. Infatti la chiusura odierna sui minimi di seduta (+0,05% a quota 16369 punti) evidenzia la debolezza dell'indice negli ultimi 3 giorni che a questo punto sembra essere proiettato verso quota 16200 punti ed eventualmente fino a 16000 punti. A supporto di tale ipotesi si può notare la mancata rottura della media mobile a 200 giorni (linea blu) che denota la permanenza del trend ribassista di lungo periodo e il contemporaneo taglio ribassista dell'oscillatore stocastico rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi. In tale contesto cercherei di evitare acquisti affrettati se non per operazioni intraday e con stop loss rigidi e vicini ai prezzi di ingresso. 

giovedì 12 gennaio 2012

L'italia ritrova la fiducia: crollano i rendimenti dei BOT e la borsa vola


Torna finalmente il sereno a Piazza Affari dopo i giorni di paura ed agonia della scorsa settimana. Quest'oggi il  mercato è stato pervaso da un senso di fiducia e di ottimismo che non si vedeva da alcuni mesi. Il grafico sovrastante mostra l'andamento del rendimento dei titoli di stato italiani a 2 anni, crollato quest'oggi al 4,26%, con un minimo realizzato del 3,98%. Tali valori mettono in risalto il significativo ridimensionamento del rischio Default dell'Italia nei prossimi 2 anni. Basti notare che nei giorni precedenti all'arrivo del nuovo governo Monti il rendimento dei titoli a due anni aveva sfiorato il valore di non ritorno dell'8%. Sebbene la situazione sul breve termine sia decisamente migliorata , nel medio-lungo periodo permangono numerose incertezze. Infatti il rendimento dei titoli italiani a 5 anni si aggira ancora attorno al 5,75% ( vedi immagine sottostante). 

Continua a registrare livelli piuttosto elevati (nonostante il netto calo odierno) il rendimento del Btp a 10 anni attorno al 6,63%, mentre lo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni è sceso a quota 479 punti base, sotto la soglia psicologica dei 500 punti. 


A sostenere i listini azionari sono state le notizie decisamente positive provenienti dalle aste dei titoli di stato odierne: 
Madrid  ha collocato 10 miliardi di euro di bond contro le previsioni per 4-5 miliardi sulle due scadenze 2015 e 2016. I rendimenti sono calati di molto, confermando le attese che prevedevano un esito positivo, viste anche le scadenze piuttosto ravvicinate. Il rapporto bid to cover dei titoli con consegna aprile 2016 e' stato pari a 2,21
Per i bond 2015 il risultato e' stato di 1,80 con i rendimenti che hanno toccato il 3,384% contro il 5,187% dell'asta precedente di dicembre. 
L'Italia ha invece offerto 12 miliardi complessivi di Bot a un anno a un tasso di interesse praticamente dimezzato rispetto all'emissione precedente: al 2,735% contro il 5,925% registrato a dicembre. 
In questo contesto l'indice Ftse Mib ha registrato un rialzo del 2,09% a quota 15192 punti trascinato al rialzo dai titoli bancari, (Unicredit in particolare con un +13%). A questo punto la situazione per l'indice italiano appare vicina ad un grande cambiamento di medio-periodo. Infatti Milano sembra congestionata all'interno di un triangolo simmetrico che via via va restringendosi. L'eventuale rottura rialzista della trendline superiore (passante in area 15400 punti), se confermata in chiusura di seduta potrebbe essere un importante segnale di inversione rialzista del mercato per il medio periodo, con eventuale target finale attorno ai 17000 punti. Al contrario l'eventuale ritorno al di sotto dei 15000 punti sarebbe un segnale piuttosto negativo con possibili nuovi target ribassisti attorno ai 14800 punti. 

domenica 18 dicembre 2011

Sotto l'albero ci aspetta un Rally del panettone? I grafici al momento dicono di no...

Tra una settimana precisa sarà Natale e anche sui mercati finanziari si inizia a respirare aria di vacanza ma non certo aria di festa visto i recenti crolli borsistici. L'indice Italiano Ftse Mib ripartirà dalla chiusura negativa di venerd' scorso a quota 14572 punti (-0,38%). Analizzando il grafico sottostante si può osservare un chiaro trend ribassista di breve periodo (linea rossa inclinata verso il basso) che ha portato il listino italiano dai 16000 punti del 7 dicembre all'importante supporto dei 14400 punti  toccati a metà della scorsa settimana.
L'eventuale rottura di questo importantissimo livello potrebbe innescare un nuovo violento calo con primissimo target a quota 14200 punti e successivamente a quota 14000-13900 punti, dove transita la seconda linea orizzontale disegnata in rosso. L'eventuale ulteriore rottura di questo livello sarebbe estremamente allarmante in quanto aprirebbe lo spazio a nuovi crolli con target successivi a 13400 e infine a 13100 punti (minimi dell'anno registrati a settembre). 
Al contrario in caso di nuovi rialzi le prime resistenze transitano in area 14800 punti e successivamente a 15000 punti. Tuttavia soltanto una chiusura al di sopra dei 15200 punti darebbe finalmente un minimo spiraglio rialzista di medio periodo. 


Da un punto di vista macro va segnalato che le curve dei rendimenti dei titoli di stato italiano sono tornate regolari, con rendimenti maggiori per i titoli di stato a lungo termine, ma continuano a registrare valori piuttosto elevati. In particolare, i titoli decennali registrano un rendimento del 6,59% ( con lo spread con il bund tedeschi che persiste a quota 474 punti base), quelli a 5 anni un tasso del 6,35% e quelli a 2 anni del 5,29%. 



giovedì 15 dicembre 2011

Milano rimbalza : Ftse Mib +1,37%


Dopo il crollo di ieri le borse europee hanno tentato un timido rimbalzo e alla fine sono riuscite a chiudere in territorio positivo dopo ben 3 giorni consecutivi di calo. A fine seduta il Ftse Mib è stato il miglior indice europeo mettendo a segno un rialzo dell’1,37% a quota 14627 punti.


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il calo dello spread con i titoli decennali tedeschi a quota 463 punti ( dopo un massimo di 496 punti registrato in mattinata). In deciso calo anche il rendimento dei titoli a 10 anni italiani (sceso al 6,57%) e a 5 anni (6,38%); ben consistente è stato il calo del rendimento dei titoli a 2 anni (al 5,54%). Tale aspetto va sottolineato, in quanto un calo dei rendimenti dei titoli a breve indica indirettamente un ritorno della fiducia degli investitori nei confronti dell’Italia. Non a caso i titoli di stato a 1 anno emessi nel “BOT DAY” stanno mostrando un’ottima richiesta in questi primi giorni (con volumi e prezzi crescenti) anche sul mercato secondario confermando che qualcosa sta cambiando sul fronte della fiducia internazionale sui conti italiani.


Da un punto di vista grafico la situazione del listino milanese Ftse Mib appare ancora molto complicata. La rottura dei 14800 punti nella seduta di ieri ha innescato delle violente perdite che hanno riportato l’indice sull’importante supporto dei 14400 punti. Da questo livello i prezzi sono tornati a salire per attestarsi ai 14627 punti della chiusura. Probabile domani un ulteriore allungo verso quota 14800 punti ed eventualmente a 15000 punti. Al contrario, in caso di ribassi dovremo attenderci un rapido ritorno in area 14400 punti. L’eventuale rottura di questo livello, se accompagnata da grandi volumi, potrebbe rappresentare un chiaro segnale di allerta che spingerebbe il Ftse Mib verso l’ulteriore supporto dei 14200 punti ed eventualmente a 14000 punti. 

Da un punto di vista generale la volatilità rimarrà ancora elevata nelle prossime sedute e le strategie di investimento dovranno essere molto accurate in tal senso, inserendo degli opportuni take profit sulle resistenze chiave e degli stop loss appena al di sotto i supporti individuati anche perchè le trendline ribassiste sia di breve che di lungo periodo sono rimaste intatte.

lunedì 12 dicembre 2011

Il Bot Day è un successo ma le borse crollano ancora una volta.



Ennesima giornata da dimenticare per Piazza Affari. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,79% chiudendo a quota 14896 punti. 
E pensare che questa mattina il Bot Day è stato un "vero successo" rispetto agli ultimi collocamenti disastrosi: 
Il Tesoro italiano, infatti, ha emesso oggi titoli di stato a dodici mesi, con scadenza il 14 dicembre del 2012, ad un tasso medio del 5,95%, più basso rispetto al 6,09% dell'asta precedente del 10 novembre scorso. 
Complessivamente, a fronte dei 7 miliardi di euro collocati, la richiesta è stata di 13,4 miliardi. In altre parole il bid to cover è stato pari a 1,9 volte, valore decisamente più elevato rispetto a quanto registrano nella scorsa emissione. 
Inoltre in un report diffuso oggi la Banca dei regolamenti internazionali ha indicato che l'Italia è in grado di pagare tassi elevati sul debito pubblico anche per diversi anni.
Tutto ciò non è bastato per arginare l'ondata di vendite che ha riportato le quotazioni sui livelli di chiusura di giovedì scorso.

La chiusura sui minimi di seduta unita, alla permanenza delle quotazioni al di sotto della trend line ribassista di lungo periodo, che avevo segnalato nel post precedente, rappresenta un segnale piuttosto allarmante per le prossime sedute. 
Come si può osservare dal grafico sottostante il Ftse Mib appare congestionato all'interno di due livelli. Da una parte la resistenza chiave posta attorno ai 16100 punti, dall'altra l'importante supporto dei 14750-14800 punti. L'eventuale rottura di questo importante supporto potrebbe innescare nuovi e violenti ribassi con target intermedi a 14400 punti e successivamente anche a 14200 e 14000 punti.  



Infine va segnalato il nuovo rialzo dello spread con i bund tedeschi a dieci anni  a quota 454 punti base. Contemporaneamente sono saliti anche i rendimenti dei titoli italiani a 2 anni (5,84%) a 5 anni (6,75%) e a 10 anni (6,56%).

domenica 11 dicembre 2011

Un'analisi di lungo periodo sull'Indice Italiano Ftse Mib (11/12/11)


Con la brillante chiusura di Venerdì 9 dicembre (+3,37%)  l'indice Ftse Mib si è riportato a quota 15483 punti, molto vicino ai valori di chiusura della scorsa settimana. 
Andando ad analizzare il grafico di lungo periodo del principale listino di Piazza Affari si può osservare che il trend principale rimane ancora impostato al ribasso (linea rossa) e soltanto la rottura al rialzo della resistenza chiave posta attorno ai 16000-16100 punti aprirà la strada ad un nuovo trend rialzista che potrebbe caratterizzare i prossimi mesi. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe innescare un rally piuttosto importante con target finale attorno ai 18000 punti valore dove transita anche l'importantissima media mobile a 200 giorni. 
Al contrario l'eventuale permanenza dei prezzi al di sotto della trendline ribassista (linea rossa), che ha caratterizzato il mercato italiano a partire da Maggio, potrebbe preannunciare nuovi imminenti crolli dapprima con target a 14800 punti e successivamente anche a 14000 e a 13600 punti. 
A mio avviso questo secondo scenario appare meno probabile in quanto anche da un punto di vista macroeconomico sono in atto dei cambiamenti piuttosto importanti sia in Italia che in Europa e credo che il punto peggiore della crisi finanziaria sia alle nostre spalle. 
Infatti anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è tornato su livelli più rassicuranti a quota 421 punti base. Nei prossimi giorni non sarei sorpreso da un calo dello spread dapprima attorno ai 400 punti base e successivamente sull'importante supporto dei 350 punti base. Qualora tale valore dovesse ridursi nelle prossime settimane sotto i 350 punti base la situazione sui mercati finanziari dovrebbe tornare nella normalità dopo questi mesi di preoccupazione generale e di panico.


Va infine ricordato che Lunedì 12 dicembre ci sarà il Bot Day e dopo il successo del Btp Day credo che molti italiani vorranno partecipare all'iniziativa. Gli investitori potranno acquistare Bot a 1 anno (scadenza 14 dicembre 2012) per un'ammontare di circa 7 Miliardi di euro senza pagare le consuete commissioni (0,30 euro per 100 euro investiti) per le banche che aderiscono all'iniziativa.  Va sottolineato che si tratta di una nuova emissione di titoli di stato e che soltanto chi ha già prenotato i titoli venerdì riuscirà ad aderire all'iniziativa. 


mercoledì 10 agosto 2011

Giornata da Incubo per Milano: Ftse Mib - 6,65%


Giornata da incubo quella di oggi per tutti i mercati azionari internazionali: 

Peggio di tutti ha fatto il nostro Ftse Mib che ha accusato un calo del 6,65% a quota 14676 punti. Violenti i cali su tutti i comparti, in primis quello bancario: Intesa ha raggiunto nuovi minimi storici a 1,13 euro ad azione e Unicredit è crollata a 0,967 euro ad azione. A questo punto diventa difficile fare qualsiasi previsione dato il panico e l'estrema volatilità dei mercati. Basti pensare che quest'oggi l'indice Italiano dai massimi di giornata è sceso dell'8%. Il calo odierno ha bruciato qualcosa come 22 Miliardi di euro di capitalizzazione . Il valore dell'intero listino scende a questo punto a soli 343 Miliardi di euro, valore molto vicino a quello toccato a Marzo 2009. 

In due giorni di Borsa in Europa e negli Stati Uniti sono stati bruciati oltre 900 miliardi di euro, secondo gli analisti di Dexia Securities. Ai 2.477 miliardi di capitalizzazione andati in fumo tra l'8 febbraio e giovedì 4 agosto, si legge nel report, bisogna adesso aggiungere 916 miliardi persi nelle sedute del 5 e dell'8 agosto.

Tra l'altro, prima dell'apertura e per la seconda volta questa settimana, la prima lunedì, il New York Stock Exchange ha applicato la cosiddetta "Rule 48", una regola solitamente poco usata volta a rendere più agevole l'apertura in giornate di forte volatilità. La regola, la cui applicazione deve essere decisa da un responsabile del floor, sospende la comunicazione dei prezzi dei titoli prima dell'apertura delle contrattazioni, rendendo più facile e veloce l'avvio degli scambi. In precedenza era stata invocata il 27 gennaio. 

Nemmeno il buon esito dell'asta odierna dei Bot a 12 mesi è stato in grado di riportare la fiducia sul mercato italiano. Nell'asta, infatti, è stato collocato l'intero importo di 6,5 miliardi di euro a fronte di una domanda pari a 12,642 miliardi. I rendimenti sono scesi di 0,711 punti percentuali a 2,959%. In calo anche il rendimento del Btp decennale italiano sceso al 5,09% grazie all'intervento della Bce sul mercato secondario. Stabile anche lo Spread con i titoli tedeschi a dieci anni a 290 punti base. 

A scatenare il panico sui mercati internazionali, quest'oggi è stata Societe Generale che alla fine ha chiuso in calo del 12% a causa di alcuni rumors di un possibile downgrade della Francia (cosa smentita sia dal governo francese che dalle varie agenzie di rating che hanno confermato la tripla A). 

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice si fa drammatica. Da inizio 2011 il mercato italiano ha accusato un calo del 36%. Infatti rotti i 15000 punti il mercato è sceso senza nessun tentativo di rimbalzo e a questo punto sembra diretto in primis a 14500 e poi a 14000, 13700 ed eventualmente a 13000 punti. Sotto tale livello rimangono solo i minimi intraday toccati a marzo 2009 a quota 12330 punti.