sabato 15 maggio 2010

Il punto della situazione sui mercati azionari


Cerchiamo di fare il punto della situazione sui mercati azionari. L'indice Milanese Ftse Mib continua il suo trend discendente di lungo periodo. La media mobile a 255 periodi dopo essere stata tagliata in corrispondenza dei 22 mila punti con un Gap ribassista verso fine aprile 2010 non è stata più toccata. A inizio settimana c'è stato un rimbalzo molto violento delle quotazioni (+11%) a seguito dell'elevato livello di ipervenduto raggiunto dall'Rsi e dal Macd come potete notare nel grafico. Tecnicamente si è assistito ad un pull-back, cioè ad un ritorno delle quotazioni a quota 21300-21000 punti. Su questa fascia si trovava un importantissima resistenza ( data anche dal precedente supporto dei minimi di febbraio e di marzo) ma l'indice italiano non è riuscito a superarla. La mancata rottura di questo livello unita ad un trend decisamente ribassista ha portato ad un rapido crollo delle quotazioni tra giovedì e venerdì. A questo punto sembra piuttosto scontato un ritorno delle quotazioni verso i 19500 punti in un primo momento, e anche a 19000 e 18500 punti in un secondo momento, durante la prossima settimana. Per chi fa investimenti di lungo periodo, consiglio di non assumere posizioni long in questo periodo di altà volatilità e con un trend ribassista così forte. Per gli speculatori e per i trader puri, consiglio molta prudenza e stop loss rigidi ed inflessibili. 

Per quanto riguarda l'indice americano Dow Jones, la situazione è meno drammatica rispetto all'indice italiano. Il trend di lungo periodo rimane ancora rialzista, i prezzi rimangono decisamente al di sopra della media mobile a 255 periodi ( che transita attorno ai 9900 punti ). Tuttavia il trend di breve e di medio periodo è tornato rapidamente negativo negli ultimi 2 giorni. Oltretutto si può notare la formazione di un canale discendente a partire dagli 11200 punti che potrebbe avere come target finale i 10400 punti in un primo momento e anche i 10000 punti in un secondo. 

Il grafico sottostante, realizzato con candele giornaliere, sembra segnalare una inversione di trend anche di lungo periodo. Le linee di Gann fatte partire in corrispondenza dei minimi di marzo 2009 parlano chiaro. Come si può notare, il taglio di una linea provoca un inversione di tendenza momentanea, fino al raggiungimento della linea successiva. L'eventuale test di un livello e la mancata rottura, provoca invece un repentino rialzo delle quotazioni, come è successo a luglio 2009 e a febbraio 2010. Negli ultimi giorni invece è stata violata l'ultima linea , cosa che non si è verificava da oltre 2 anni. Forse è ancora presto per parlare di inversione del trend ma quantomeno è necessaria molta prudenza in questi giorni. 


Per quanto riguarda la situazione dell'Euro nei confronti del dollaro, il grafico sottostante desta molte preoccupazioni. Il trend è decisamente ribassista sia nel breve,che nel medio che nel lungo periodo. La chiusura sui minimi settimanali è un pessimo segnale (1,2387). I large traders, linea rossa, sono posizionati tutti short, e come potete notare sono loro che dettano le regole del mercato. Probabile un arrivo in area 1,20 la prossima settimana se l'Unione Europea non dovesse riuscire a tranquillizzare i mercati nel weekend.
Da un punto di vista macroeconomico, avere un euro così debole non è un danno, anzi. Le imprese europee riusciranno ad esportare più prodotti nei prossimi mesi, per la ritrovata competitività sui mercati internazionali. Questo potrebbe avere effetti positivi sulla crescita economica nonchè sul turismo. Pensate ai turisti americani, giapponesi e cinesi che potrebbero venire in europa quest'estate per fare le vacanze. Spendere il 20-25% in meno, rispetto a dicembre 2009, per le vacanze e per l'acquisto delle merci italiane ed europee potrebbe essere molto allettante per i turisti stranieri. 

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