Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post

mercoledì 30 dicembre 2015

I momenti chiave del 2015 sui mercati finanziari

Il 2015 sui mercati finanziari

Il 2015 sui mercati finanziari sarà ricordato come un anno mediamente positivo nonostante i numerosi eventi che hanno portato ad una spiccata volatilità che ha contraddistinto quasi tutti i mercati.
Il primo evento destabilizzante è stato il 15 gennaio 2015 quando la Banca Centrale Svizzera (BNS) ha sorpreso i mercati ha rimosso il Peg nei confronti dell’Euro (fissato precedentemente a 1,20 CHF) ed ha abbassato il tasso sui depositi a -0,75% dal precedente -0,25%. Le reazioni sui mercati sono state molto violente con un immediato apprezzamento del Franco Svizzero di quasi il 30% in poche ore e una spiccata volatilità sui mercati azionari e dei cambi. Sul fronte tasso la mossa della BNS ha aperto la strada anche ad altre banche centrali sperimentando in prima persona un tasso sui depositi fortemente negativo ha dato il via ad una nuova epoca di allentamento monetario. 



Appena una settimana dopo, il 22 Gennaio 2015, la Banca Centrale Europea annuncia il “Quantitative Easing” un piano di acquisto di titoli governativi da 60 Miliardi di euro al mese a partire da Marzo 2015 per 19 mesi per complessivi 1140 MLD di euro.


Nei mesi successivi il mercato registra un vero e proprio rally trascinati dai mercati azionari che salgono di oltre il 15% mentre sul lato dei titoli governativi si toccano dei rendimenti mai visti in precedenza (bund decennale allo 0,05% bund trentennale allo 0,45%, BTP decennale all’1%,e BTP trentennale sotto 1,90%) .  Sul mercato dei cambi l’euro contro il dollaro passa da 1,20 di fine 2014 a 1,05 a metà marzo.
Il 15 aprile 2015 durante la conferenza stampa una manifestante sale sul tavolo da dove sta parlando Draghi gettandogli addosso dei coriandoli e protestando contro la dittatura della BCE. Durante la conferenza stampa Draghi appare molto fiducioso sugli effetti del piano di quantitative easing riguardo all’andamento dell’inflazione e destabilizza i mercati che da quel giorno iniziano una corposa correzione.

Nelle settimane successive i titoli governativi subiscono un violentissimo incremento di volatilità che porta ad un vero e proprio tracrollo delle quotazioni (Bund decennale torna all’1% di rendimento e i titoli trentennali subiscono perdite vicino al 30% dai massimi di periodo) mentre il petrolio recupera quota 60 dollari a barile.


Ad inizio estate è stata la Grecia a tenere sotto scacco il mondo intero quando non rimborsando il debito verso il Fondo Monetario Internazionale innesca una nuova ondata di volatilità che produce sia un calo dell’equity sia un forte ampliamento degli spread governativi (Btp- Bund passa da 120 bps a 180 bps in poche ore). 

In piena estate scoppia il problema dei mercati emergenti. Il nuovo calo del petrolio che torna ai minimi degli ultimi anni sotto i 40 dollari al barile e le prospettive di un imminente rialzo dei tassi in America preoccupano gli investitori che scappano dai BRIC. L’indice cinese dopo un incredibile rialzo del 50% da fine 2014 passa da 5100 punti a 4000 punti nel giro di poche settimane.



Dall’11 Agosto 2015 la Banca Centrale Cinese per arginare il crollo delle esportazioni cinesi vara a sorpresa una triplice svalutazione dello Yuan pari complessivamente circa al 4%. Gli effetti sui mercati sono stati particolarmente destabilizzanti sui vari comparti con violenti crolli sui mercati azionari. L’indice cinese Shcomp crolla ulteriormente andando nel giro di due settimane sotto i 3000 punti mentre l’indice Eurostox passa da 3700 punti a 3050 punti registrando uno dei peggiori crolli della storia recente anche in termini di velocità della discesa della sua storia recente. Dinamica simile per l’indice Sp500 che registra la peggiore perdita in due giorni degli ultimi 5 anni.
Quasi contemporaneamente viene fuori lo scandalo sulle emissioni inquinanti dei motori diesel della Volkswagen che trascina al ribasso tutto il comparto auto europeo e innesca una serie di ribassi significativi sul mercato azionario. Il titolo passa da 240 euro a 100 euro nel giro di 3 mesi. 


Successivamente nei mesi autunnali il mercato è tornato costruttivo recuperando gran parte delle perdite estive. Il continuo calo delle materie prime ed il petrolio costantemente in ribasso ha invece segmentato notevolmente il mercato con un netto incremento dei rendimenti degli HY americani tornati su livelli che non si registravano da anni.
Anche il mese di dicembre è stato alquanto tumultuoso. Il 4 dicembre Draghi ha portato il limite sul tasso dei depositi a -0,3% ed allungato ulteriormente il piano di quantitative easing di altri 6 mesi. Il mercato che scontava un maggior interventismo da parte della BCE ha reagito male con volatilità marcata sui titoli governativi e sull’equity. L’indice eurostoxx europeo è sceso di oltre il 10% nelle 2 settimane successive.


L’ultimo evento dell’anno è stato probabilmente anche quello più significativo con la Fed che dopo 7 anni ha rialzato i tassi di interesse di 25 bps ( ora nella forchetta 0,25%-0,5%) mettendo fine alla politica monetaria ultra-espansiva degli ultimi anni.





martedì 13 marzo 2012

Wall Street Euforica torna sui massimi degli ultimi 4 anni!


Chiusura euforica per le borse americane questa sera. Il Dow Jones è salito di 217,97 punti, pari all'1,68%, e si e' assestato a quota 13.177,68 punti sui massimi degli ultimi 4 anni. Il Nasdaq ha registrato un balzo di 56,22 punti, pari all'1,88% e si e' fermato a quota 3.039,88 registrando il valore più elevato degli ultimi 10 anni. Ottima performance anche per l'indice Sp500 salito dell'1,82% a quota 1396,02 punti.  
A trascinare al rialzo i listini americani sono state le parole della Federal Reserve che ha lasciato invariato il costo del denaro ed ha intravisto una crescita moderata per l'economia americana anche sul fronte lavorativo. 
In realtà i mercati erano partiti bene già nel primo pomeriggio a seguito della notizia comparsa qualche ora fa sui monitor degli operatori: l'agenzia di Rating Fitch ha migliorato il merito di credito della Grecia a "B-" con  outlook  stabile dal precedente “RD” (Restricted Default). “Fitch ha ritirato –si legge nella nota- i rating emessi dalla Repubblica greca ed ha assegnato il giudizio "B-" ai nuovi titoli obbligazionari emessi  dopo lo swap sul debito. Il rating sulle obbligazioni rimarrà pari a "C" fino al settlement dell'operazione, prevista per l'11 aprile.
Questo evento ha fatto letteralmente crollare i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sulla Grecia che sono passati dal 35,2% al 17,2% in un sol colpo. Chi ci ha creduto si porterà a casa un bel guadagno domani.  


Forse potrebbe essere anche interessante iniziare a valutare l'acquisto di qualche Etf sulla Grecia che ha perso oltre il 90% negli ultimi anni...

Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il buon esito delle aste sui titoli di stato italiani. Il Tesoro italiano ha collocato titoli di stato a tre mesi per un valore pari a €3,5 miliardi, ad un tasso dello 0,439% , in forte flessione  rispetto al precedente pari all' 1,735%. La domanda degli investitori è stata buona, con il rapporto bid-to-cover pari a 2,23 anche se in deciso calo rispetto al precedente 3,05.
Sono stati emessi anche titoli di stato con scadenza a 12 mesi, per un valore di 8,5 miliardi di euro; in questo caso il tasso medio si è attestato all'1,43%, in flessione rispetto al 2,230% dell'ultima asta.  La domanda in questo caso è stata ottima con il rapporto bid to cover salito a 1,38 contro gli 1,09 precedenti. 
Va segnalato che rendimenti simili non si registravano sui mercati da agosto del 2010 segno che il punto peggiore della crisi finanziaria (perchè quella economica è ovviamente sotto gli occhi di tutti) è sicuramente alle spalle per quanto riguarda l'Italia. 
Il grafico sottostante forse è quello che esprime meglio di tutti l'evoluzione della crisi dei nostri titoli di stato nell'ultimo anno. Tale grafico, relativo ai bot semestrali, mostra l'incredibile andamento dei rendimenti offerti dai titoli italiani. Come si può osservare si è passati dal 7,9% raggiunto a novembre ( giorni in cui l'italia ha realmente rischiato di saltare per aria) al tasso di tutta tranquillità dello 0,836%  registrato quest'oggi. 


Se i tassi dovessero mantenersi su questi livelli nelle prossime settimane credo che il listino italiano avrà ottime possibilità di registrare performance interessanti (+10%?), magari anche superiori a quelle degli altri indici europei per la maggior ingerenza del settore bancario all'interno dell'indice (particolarmente colpito durante il picco della crisi finanziaria).  

domenica 11 marzo 2012

Le verità nascoste sul Default della Grecia


Probabilmente questa notizia ha avuto poco risalto sui vari quotidiani, media etc etc ma la realtà è che la Grecia è ufficialmente in Default. 
Infatti per la società di Rating Moody's lo swap sul debito, effettuato pochi giorni fa dal governo di Atene rappresenta infatti un "distressed exchange" e quindi un default sul debito. 
In base alle statistiche si tratta del 5° default della Grecia dal 1820. 

I titoli greci entreranno «nelle statistiche di default» di Moody's alla scadenza, che è «stata l'8 marzo per i bond regolati dalla legge greca e che è prevista il 28 marzo per i titoli regolati da normativa estera», si legge in una nota, nella quale si precisa che Moody's rivedrà il rating della Grecia per valutare l'impatto dello swap sulla sostenibilità del debito insieme ad altri fattori rilevanti, incluso il rispetto delle condizioni per gli aiuti esterni e le prospettive di crescita. (fonte sole 24 ore) 

Nell'ottimo grafico sottostante elaborato dal Sole 24 ore si possono ripercorrere le varie tappe, in breve, della crisi greca che ha portato al Default. 


Va sottolineato che l'uso da parte della Grecia della clausola di azione collettiva (Cac) ha portato le adesioni dello Swap al 95,7% del debito totale. Di fatto tale dispositivo coercitivo obbligherà i creditori privati a partecipare alle perdite sul debito ellenico e farà scattare il pagamento dei Cds, pari a oltre 3 miliardi di dollari di risarcimenti da parte delle assicurazioni stipulate contro l'insolvenza di Atene. (questo secondo evento produrrà molto probabilmente delle tensioni sul comparto bancario/assicurativo in quasi tutto il mondo finanziario) 
A comunicare questa decisione è stata l'Ista (International, Swaps & Derivative association). 


Molti saranno sorpresi da questa notizia anche perchè fino a pochi giorni fa i mercati finanziari sembravano festeggiare allegramente il salvataggio della Grecia. In realtà osservando i valori dei Cds a 5 anni della Grecia che avevano toccato i 25422 punti e il grafico dei rendimenti dei titoli di stato a 1 anno che avevano raggiunto il 1143% questo venerdì si poteva comprendere facilmente cosa sarebbe accaduto. 




Quello che pochi sanno invece è che nel mercato grigio (fonte trading no stop) i nuovi 24 bond (con varie scadenze e clausole) della Grecia frutto dello scambio con i vecchi bond greci (in altre parole quelli dello swap) ora quotano circa 1/4 rispetto a venerdì. In altre parole se inizialmente un soggetto avesse investito 100 euro in bond della Grecia, si sarebbe trovato in mano circa 53,5 euro venerdì quando lo swap era stato accettato dal mercato, e qualcosa come 13 euro sul mercato grigio ad oggi. Un affarone vero? 

Già nel lontano aprile del 2010 avevo sottolineato più volte la situazione di crisi della Grecia specificando che il mercato stava scommettendo sul fallimento del paese e che probabilmente era già stato superato il punto di non ritorno. In tal senso vi consiglio di rispolverare questi articoli: 

Peccato che gli organi economici internazionali siano stati assolutamente inutili in questi due anni prolungando solo l'agonia dei cittadini greci e peggiorando la situazione con le varie dichiarazioni sempre più vaghe e spesso contrastanti. 
A tal proposito questa sera il Fondo Monetario Internazionale si dice pronto a erogare 28 miliardi di euro in favore della Grecia per i prossimi quattro anni a sostegno dell'ambizioso programma economico della Grecia. A voi ogni commento...

Quello che ora mi preoccupa sono i seguenti 5 aspetti: 

1) Cosa accadrà alla Grecia, che in base agli ultimi dati aveva un Debito/Pil del 160%, un tasso di disoccupazione giovanile del 51% e un PIL in calo del 7% annuo e veniva da 5 anni di recessione economica? 
2) Quali saranno le reazioni dei mercati azionari lunedì a questa notizia? Inizio di un nuovo crollo o i mercati avevano già scontato il tutto quest'estate?
3) Quali saranno le possibili implicazioni in termini di effetto domino sugli altri Piigs (in particolare su Irlanda e Portogallo che hanno già un piede nella fossa, ma anche su Spagna e Italia?)
4) Cosa accadrà all'Euro e all'Eurozona? 
5) Ci saranno effetti anche sull'intera economia mondiale? Ci sarà un ulteriore peggioramento della crisi economica e finanziaria come quella che si verificò dal 1929-1933?  

Gradirei un vostro parere su questi quesiti anche se forse solo il tempo ci potrà fornire la verità ma il futuro economico mondiale mi sembra meno roseo di qualche anno fa....vedremo


martedì 6 marzo 2012

Milano Affonda : Ftse Mib - 3,4%


Chiusura in deciso ribasso per la borsa italiana quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,39% a quota 16218 punti. A pesare sul listino sono stati i titoli bancari protagonisti in negativo per l'ennesima volta: Monte dei Paschi ha ceduto il 6,44%, Bpm il 5,92%, Mediobanca il 5,63%, Unicredit il 5,18%. Male anche Intesa SanPaolo, che ha perso il 4,93% e anche Fiat (-6%) che è stata la peggiore degli industriali.. L'accordo sul debito Premafin ha abbattuto le quotazioni di Fonsai (-9,7%) mentre solo Lottomatica (-0,15%) ha limitato i danni. 
A scatenare le vendite quest'oggi sono stati 3 eventi:
1) la Cina sta rallentando la propria crescita (+7,5% di Pil, valore estremamente elevato ma meno delle attese degli investitori e inferiore alla crescita degli ultimi anni) 
2) La crescente tensione sulla vicenda Grecia: il prossimo giovedì 8 marzo  i creditori privati di Atene dovranno pronunciarsi sul piano di swap bond da 200 miliardi.  La paura che non venga raggiunta una soglia soddisfacente di consensi (almeno il 66%) ha innescato le vendite. Va sottolineato che il rendimento dei titoli della Grecia a 1 anno ha toccato la stratosferica cifra del 1000%. 

3) Le preoccupazioni sulle crescenti tensioni geopolitiche tra Israele e Iran, sul controverso programma nucleare di Teheran. 

Graficamente parlando la situazione sembra tornare piuttosto preoccupante per il listino italiano. La chiusura sui minimi di seduta è sicuramente un segnale della forza del trend ribassista innescatosi da qualche giorno sulla mancata rottura rialzista dei 17000 punti. L'oscillatore MACD inoltre segnala la possibilità di un nuovo trend ribassista che potrebbe durare per qualche giorno/settimana.


L'eventuale rottura del supporto chiave passante in area 16200-16150 punti potrebbe innescare nuovi ribassi con target a 16050-16000 punti e successivamente a 15800 e 15600 punti. Al contrario la tenuta di questi valori potrebbe innescare un pronto recupero azionario con target a 16340 punti e successivamente a 16450 punti. Tuttavia il trend primario rialzista di lungo periodo sarà confermato soltanto con una chiusura al di sopra dei 17000 punti. 



giovedì 23 febbraio 2012

Milano chiude in rosso: prese di beneficio o fine del Rally?


Chiusura in deciso ribasso per la borsa di Milano quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,48% chiudendo a quota 16312 punti, vicina ai minimi di seduta. A penalizzare il listino sono stati sopratutto i titoli bancari (Unicredit -6%, intesa -2,2%) e Fiat (-4,5%) dopo i rialzi dei giorni scorsi. 
Graficamente si può osservare che la situazione appare in deciso peggioramento rispetto ai giorni scorsi e la chiusura al di sotto della media a 200 giorni (segnalata dalla linea blu) potrebbe essere interpretato come un segnale d'allerta. Va sottolineato che il doppio massimo decrescente realizzato in area 16800 punti in questa settimana, unita alla rottura al ribasso della trendline rialzista partita a inizio gennaio lasciano più di qualche dubbio sulla prosecuzione dei rialzi di breve periodo. A questo punto è ipotizzabile un test del primo supporto passante in area 16200 punti ed in caso di rottura fino 16000 punti. L'eventuale break-out dei 16000 punti potrebbe innescare ulteriori ribassi con successivi target a 15800 punti ed eventualmente anche a 15600 punti. 
Al contrario in caso di nuovi spunti rialzisti il ftse mib dovrebbe riportarsi in area 16400 punti e successivamente a quota 16500 punti. ulteriori allunghi potrebbero proiettare il nostro indice in area 16600 punti ed eventualmente a 16800 punti. 
Tuttavia, osservando con attenzione la figura venutasi a formare negli ultimi giorni questo secondo scenario appare a mio avviso meno probabile e va sottolineato che, se non sbaglio, da lunedì sarà sospeso il divieto di vendite allo scoperto sui titoli italiani ( cosa molto sospetta visto che la crisi è tutt'altra che finita )...

Vi lascio con un ultimo grafico: 



Si avete letto bene il rendimento dei titoli della Grecia a 1 anno ha raggiunto il 730%. Ma come lunedì è stato approvato il piano salva-grecia da 130 Miliardi e i rendimenti salgono ?? C'è qualcosa che non mi torna (il default è sempre più vicino).  

mercoledì 15 febbraio 2012

L’Italia è in recessione mentre la Grecia è vicina al collasso.


Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro: il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre del 2011 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre ha registrato un incremento dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso.
In altre parole il 2011 è stato un anno di debole crescita economica in Europa ed il rallentamento registrato durante l’ultimo trimestre è stato piuttosto significativo. Osservando i singoli paesi si può osservare che ci sono enormi differenze tra paesi come Francia e Germania che hanno visto il loro Pil registrare lievi crescite e paesi come Grecia ed Italia che si trovano in recessione. A mio avviso il primo trimestre del 2012 potrebbe essere altrettanto negativo e la vera ripresa economica potrebbe iniziare tra la fine del 4 trimestre del 2012 e l'inizio del 2013. 
Grecia:
L'economia greca ha subito una contrazione del Pil pari al 7% tendenziale nel quarto trimestre. Si tratta di un dato ancora peggiore delle ultime stime, che prevedevano una contrazione del 6% legata all'impatto dei tagli alle retribuzioni e degli aumenti delle tasse chiesti da Ue e Fmi. A seguito dell’ulteriore piano di austerity votato qualche giorno fa l’economia Greca rischia di avvitarsi sempre di più in un vortice di debiti e di recessione.
Le tensioni politiche di questi giorni, in merito allo slittamento del pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro da consegnare ad Atene, contribuiscono alle tensioni sui mercati finanziari, in particolare per quanto riguarda la borsa greca ( ATHEN INDEX COMPOS -5,1% quest'oggi a quota 776 punti). 



Italia:
Il prodotto interno lordo dell'Italia è sceso dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,5% su base annua. Il dato è risultato peggiore delle previsioni, in quanto gli analisti si aspettavano una flessione dello 0,4% su base trimestrale. Si tratta del secondo trimestre negativo per l'economia italiana (-0,2% in quello precedente), cosa che da un punto di vista economico fa parlare di Recessione Tecnica per l'Italia. L'ultima volta in cui l'Italia ha versato in condizioni di recessione è stato nel 2009, quando il prodotto interno lordo è crollato -5,1%.

Se a questi numeri aggiungiamo che le famiglie italiane hanno perso circa un 4% (è una mia stima ottimistica) del loro potere di acquisto a causa dell'inflazione (2,5% circa) e dell'aumento della pressione fiscale possiamo concludere che il 2011 è stato un anno molto negativo per l'economia italiana e il 2012 rischia di essere altrettanto negativo.  
Il paragone con l'andamento dei Pil francese e tedesco, mette evidenza ancora una volta le condizioni negative in cui versa il paese. 
Francia
Infatti il Pil Francese, con il  che è salito dello 0,2% su base trimestrale (dato preliminare del quarto trimestre del 2011), contro il -0,2% atteso. Su base annua, la crescita è stata +1,4%. 
Germania
Meglio delle stime è stato anche il Pil tedesco, in calo -0,2% su base trimestrale, che parlavano di una contrazione pari a -0,3%. Inoltre, l'ufficio di statistica tedesco ha rivisto al rialzo la crescita tedesca della Germania del terzo trimestre a +0,6% da +0,5% comunicato inizialmente.

Personalmente credo che l'Europa sia sempre più divisa sia da un punto di vista politico che da un punto di vista economico. Le disparità si stanno allargando sempre di più e le condizioni economiche in cui versano i cittadini europei sono estremamente diverse a seconda del paese di residenza, basti pensare alle drammatiche condizioni in cui sono costretti i cittadini greci a causa del piano di Austerity. 

Per risolvere la situazione attuale credo sia necessario un grande impegno politico da parte dei principali leader europei  in tal senso l'incontro tra il premier Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel di venerdì potrebbe essere determinante per decidere le sorti della Grecia) e un grande impegno finanziario da parte della Bce. In tal senso credo che l'europa possa giocare ancora due carte per salvare la Grecia e per salvare l'euro dal collasso:
1) Attuare una manovra espansiva attraverso il taglio dei tassi di interesse allo 0% ( così come è stato fatto dalla Fed in precedenza) 
2) Attuare un prestito per il rilancio dell'Economia Greca magari stile LTRO ( prestiti all'0,5-1% per 3 anni per finanziare nuovi progetti industriali, nuove attività produttive, nuovi investimenti nel settore delle costruzioni a livello pubblico in grado di riattivare il ciclo economico attualmente avvitato tra disoccupazione, pressione fiscale e recessione).
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni in tal senso...

lunedì 13 febbraio 2012

Atene dice di si al piano di Austerity ma Atene è in fiamme


Con 199 voti a favore e 74 contrari il parlamento greco ha votato a favore del piano di Austerity lacrime e sangue previsto dal governo del primo ministro Lucas Papademos.
Il pacchetto prevede una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation; una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni; una drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali; la vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. 

"La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile", queste le parole del premier greco per convincere il Parlamento a votare a favore di questo nuovo intervento. 


All'esterno del parlamento la protesta di migliaia di manifestanti è sfociata in guerriglia urbana. Negozi devastati, incendi, feriti, scontri con la polizia. 

Sono molto vicino alla popolazione greca in questi momenti difficili e mi auguro che la situazione economica possa migliorare miracolosamente in breve termine ma se devo essere realista credo che a questo punto il Default e l'eventuale uscita dall'euro possa essere considerata un opzione (nel breve periodo sarebbe una tragedia ma nel lungo periodo non necessariamente sarebbe la peggiore soluzione per la popolazione greca). 
Gli ultimi dati macroeconomici parlano di un tasso di disoccupazione giovanile a novembre 2011 salito al 48%. Con queste ulteriori manovre di Austerity quale futuro potrà esserci per i giovani greci e sopratutto quale futuro potrà avere la Grecia? 



giovedì 9 febbraio 2012

Fine del rally per Milano?


Chiusura in leggero ribasso quest'oggi per il Ftse Mib (-0,09%) a quota 16653 punti. Da un punto di vista grafico la situazione mi sembra alquanto preoccupante per svariati motivi sia di natura grafica che di natura macroeconomica:
1) La chiusura in territorio negativo e ben al di sotto del valore di apertura di circa 16800 punti. Inoltre domani è venerdì, giornata in cui solitamente scattano le prese di beneficio.
2) La mancata rottura della media mobile a 200 giorni.Sia ieri che oggi il listino italiano ha testato già due volte la resistenza chiave dei 16840-16850 punti (dove appunto transita la media mobile a 200 giorni segnalata dalla linea blu). La giornata di domani sarà determinante il tal senso. Qualora l'indice dovesse essere respinto per la terza volta da questo valore credo che dovremo aspettarci alcuni giorni di ribassi con target intermedi a 16500 punti e successivamente anche a 16200 e  16000 punti.
3) Si è formato un gap di prezzo due sedute fa che potrebbe essere interpretato come gap di esaurimento dell'uptrend in corso dal 10 di gennaio.
4) Al di sotto del grafico si può osservare che l'oscillatore stocastico ha raggiunto un livello di ipercomprato notevole (vicino a quota 90) e sembra vicino ad un taglio ribassista della linea verde che segnalerebbe una chiara inversione del trend rialzista in atto. Da segnalare che quando si era verificato uno scenario simile ad ottobre 2011 tale l'indice italiano passò da 17000 punti a 14000 punti nel giro di poche settimane.
5) Dal 10 di Gennaio 2012 l'indice Ftse mib ha registrato un incremento di quasi 2400 punti passando dai 14400 punti ai 16848 registrati oggi, pari ad un rendimento del +16,5% in un mese! 
6) I grafici degli indici americani mostrano dei valori di ipercomprato estremamente accentuati. 
In particolare l'indice Sp500 dai minimi registrati il 04/10/2011 ha realizzato un incremento superiore al 25% passando dai 1074 punti ai 1352 punti odierni. Va tuttavia segnalato che l'indice americano ha chiuso le ultime 6 settimane sempre in territorio positivo e i valori registrati dall'oscillatore stocastico  di 96,35% a livello giornaliero e del 96,25% a livello settimanale mostrano una chiara situazione di ipercomprato. Difficile capire quando ci sarà un'inversione di tendenza in tal senso ma va segnalato che valori simili erano stati registrati a febbraio 2011 e che segnalai in questo articolo  (http://thebesttrader.blogspot.com/2011/02/e-se-un-giorno-arrivasse-un-cigno-nero.html) e che vi consiglio di leggere.


Per la cronaca il giorno successivo la borsa di Milano iniziò il proprio trend ribassista accusando un calo del 3,6% e chiudendo a 22230 punti ( vedi   http://thebesttrader.blogspot.com/2011/02/la-libia-spaventa-piazza-affari-e.html  dove scrissi testuali parole:  "Molti saranno sorpresi del calo odierno, sopratutto con la borsa americana chiusa. Nella mia esperienza sui mercati posso dirvi che nulla accade per caso sui mercati finanziari , e se da domani anche gli indici americani iniziassero a scendere violentemente credo che dovremo abituarci a vedere il colore rosso sui nostri monitor per qualche settimana")
7) Da un punto di vista macroeconomico non dimentichiamoci della Grecia: 
Sebbene sia stato raggiunto l'accordo sui tagli al settore pubblico della Grecia e sui minimi salariali, l'eurogruppo non ha ancora sbloccato i 130 miliardi di euro (forse 145 miliardi di euro) per salvare Atene dall'imminente Default. Qualora la situazione dovesse collassare in tal senso ( la dead line è il 20 marzo come già scritto in questo post http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/la-grecia-ha-2-mesi-di-vitama-anche-il.html) credo che i listini torneranno rapidamente a scendere e sarà opportuno valutare oculatamente le proprie strategie di investimento. 

In conclusione, in questo momento propenderei per una posizione neutrale sul mercato in attesa dell'evoluzione degli scenari macroeconomici e degli scenari grafici sopra descritti.



giovedì 26 gennaio 2012

Allarme Piigs!!!


Tranquilli non li abbiamo dimenticati... i Piigs sono sempre qui tra noi, e forse messi anche peggio rispetto all'ultima volta. Basta guardare i livelli dei CDS sottostanti:


Come si può osservare i CDS della Grecia a 5 anni quotano alla stratosferica cifra di 5255 punti, quelli del Portogallo ben 1551 punti, quelli dell'Irlanda a 624 punti, Italia a 418 e Spagna a 359 punti. Attenzione anche ai CDS dell'Ungheria che hanno raggiunto i 576 punti. 
A destare le preoccupazioni maggiori sono i rendimenti dei titoli di stato della Grecia e del Portogallo:

Il rendimento dei titoli a 1 anno della Grecia hanno raggiunto il 437%! Come già scritto negli articoli precedenti, a meno di provvedimenti straordinari dell'ultimo minuto la Grecia farà default entro il 20 marzo 2012. 


Quello che però inizia a spaventare è l'effetto contagio agli altri paesi periferici d'Europa. In particolare mi riferisco al Portogallo, che ha visto crescere al 14,8% il rendimento dei titoli decennali. Anche in questo caso la situazione è diventata insostenibile e credo che nel giro di 1 anno il Portogallo sarà costretto a dichiarare default. 


E non dimentichiamoci dell'Italia: Sebbene la situazione sia nettamente migliorata sulle scadenze a breve termine, su quelle a lungo permangono ancora notevoli difficoltà. Quest'oggi infatti il rendimento dei titoli decennali permane sopra il 6% ( 6,052%) valore tutt'altro che rassicurante per il lungo periodo. Oltretutto osservando con attenzione il trend di questa curva a partire da settembre si può osservare una chiara intonazione rialzista. A mio avviso soltanto il ritorno al di sotto del 5,5% potrà essere considerato come un chiaro segnale distensivo per lo scenario macroeconomico italiano.  
Per la cronaca domani ci sarà uno sciopero generale totale in italia ( mezzi pubblici, treni, etc) dopo il dramma dei giorni scorsi dello sciopero dei tir che sta paralizzando la produzione, i rifornimenti di benzina e i consumi alimentari degli italiani. Siamo proprio sicuri che il peggio sia alle nostre spalle? 



mercoledì 18 gennaio 2012

La Grecia ha 2 mesi di vita.....ma anche il Portogallo rischia...


20 Marzo 2012, questa sarà probabilmente la data ufficiale del fallimento della Grecia. Esattamente quel giorno infatti scadranno titoli di stato della Grecia per un ammontare pari a 14,4 Miliardi di euro. In base ai dati attuali nelle casse dello stato ellenico ci sono soli 11 Miliardi di euro e a meno di salvataggi dell'ultimo minuto da parte dell'europa la Grecia dichiarerà default. Tuttavia dopo le frasi della Merkel che ha bocciato qualsiasi intervento della Bce e ritiene che l'Italia "possa farcela da sola" ho seri dubbi che l'europa possa superare agevolmente i prossimi mesi di crisi economica e finanziaria. 
Guardando i rendimenti dei titoli di stato ellenici si capisce che la situazione negli ultimi mesi è ormai totalmente fuori controllo:


Il rendimento dei titoli a un anno è passato dal 50% di agosto 2011 al 421% odierno, valore che esprime più di mille parole la realtà economica greca. 
Allargando l'orizzonte temporale si osserva che i titoli a 2 anni oggi offrono un rendimento del 171%. 


Quelli a 5 anni offrono un rendimento del 56% mentre quelli a 10 anni si attestano al 33,7%. 

L'inversione della curva dei rendimenti (ovvero rendimenti maggiori per le scadenze più vicine) confermano il fatto che il mercato sta scontando lo scenario peggiore e che non ci sono più molte speranze. Secondo alcune indiscrezioni i bond potrebbero essere rimborsati ad un valore di circa 32. 

A preoccupare ancor di più è quanto scritto dal sole 24 ore: 

Una circolare ministeriale di fine dicembre, bocciata dagli archeologi che hanno sempre difeso i tesori, ha fissato il nuovo tariffario delle location con le manifestazioni autorizzate. Affittare l'Acropoli di Atene per un giorno a una troupe cinematografica costerà d'ora in poi 1600 euro, 2400 euro in meno rispetto a quanto veniva chiesto nel 2005. Il  Il Partenone viene scontato anche come set fotografico: solo 200 euro per 24 ore. Sono state decurtate anche le tariffe per l'uso commerciale (libri, guide turistiche, enciclopedie) di immagini di siti e musei dello Stato: da 100 a 30 euro. Previste anche formule di sconto per altri monumenti come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion: dopo 10 scatti, l'undicesimo è gratis.

A mio avviso questo può essere interpretato come chiaro segnale della crisi spaventosa che attanaglia la Grecia e del suo imminente Default. Se queste sono le premesse l'inverno sarà molto lungo quest'anno in Europa...

Attenzione anche al Portogallo i cui CDS sono saliti al nuovo record storico a quota 1266 punti che potrebbe essere il secondo Piigs a saltare già nel 2012....

Non a caso i rendimenti dei titoli a 10 anni del Portogallo hanno raggiunto la stratosferica cifra del 14,5%, quelli a 5 anni al 17,91% e quelli a 2 anni al 15,4%. 


Speriamo in un miracolo.... 

sabato 14 gennaio 2012

Allarme Rosso: S&P taglia il rating di mezza europa


In questo strano Venerdì 13 dopo una giornata altalenante i listini europei hanno accusato discrete perdite a causa delle indiscrezioni relative ad un possibile downgrade collettivo dei vari paesi europei. In serata è arrivato inesorabile il giudizio definitivo dell'agenzia di Rating Standard and Poor's:
Italia: ha perso il rating A e la bocciatura è stata di ben due gradini, fino a BBB+, queste le dichiarazioni ufficiali:
"Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell'Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche". Il contesto politico italiano è "migliorato" sotto il governo Monti e le riforme allo studio possono "migliorare la competitivita' italiana". Tuttavia, "ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici".
A mio avviso questo downgrade risulta completamente infondato visto il piano di austerity e di riforme adottate dal governo Monti. I rischi nel breve periodo (come dimostra l'andamento delle ultime aste) è sicuramente diminuito nelle ultime settimane mentre per il medio periodo rimangono rischi piuttosto elevati.Tuttavia non reputo appropriato un Rating BBB+ per l'Italia alle condizioni attuali (personalmente avrei tagliato il rating italiano di un solo gradino). 
Francia: il rating della Francia è stato tagliato da  AAA ad AA+  
Austria: il rating dell'Austria è stato tagliato da  AAA ad AA+ 
Spagna: Il rating della Spagna è stato abbassato da AA- ad A
Portogallo: il giudizio è stato ridotto da BBB- a BB, ovvero a livello di junk ( spazzatura) 

Europa: in generale, la bocciatura è stata di due notch, ovvero di due gradini, per le valutazioni di Italia, Spagna, Portogallo e Cipro. Il downgrade è stato di un solo gradino per Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia.
A salvarsi, e a mantenere la tripla AAA, sono state Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Ma i rating di tutti i 14 paesi europei analizzati ( 14 su 15), riporta Bloomberg, sono stati messi sotto osservazione con "negative watch", tutti tranne la Germania. Questo significa che c'è una possibilità su tre di un ulteriore downgrade nel 2012 o nel 2013.

Difficile commentare questa valanga di giudizi ma sicuramente mi sembra piuttosto strano che l'agenzia di rating abbia tagliato i rating di mezza europa in una singola serata facendo crollare il tasso di cambio euro dollaro sotto quota 1,27. A voler pensare male si potrebbe ipotizzare che sia in atto un attacco speculativo contro l'euro da parte di qualche fondo estero che porterà nel tempo allo sfaldamento dell'eurozona e ad un crollo dell'economia reale Europea. 


Per ultima va analizzata la Grecia che vive ore drammatiche: 

L’Institute of international finance (Iif), che rappresenta le banche e i creditori privati della Grecia, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico. «Sfortunatamente, nonostante gli sforzi della leadership greca – si legge – la proposta elaborata dal comitato di creditori e investitori privati, una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci da loro detenuti, non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti». In queste circostanze, prosegue l’Iif, «le discussioni con la Grecia sono interrotte per una riflessione»

Il Grafico sottostante parla da solo:


Si leggete bene: il rendimento dei titoli di stato a 1 anno della Grecia hanno raggiunto la stratosferica cifra del 396% (massimo odierno 408%). Sono valori fuori da ogni logica e il mercato sconta un imminente fallimento delle finanze elleniche probabilmente già prima di inizio marzo.... 

Se queste sono le premesse la prossima settimana per i mercati finanziari si preannuncia piuttosto preoccupante.....

martedì 29 novembre 2011

Dopo un + 5% in due giorni il sentiment sui mercati è meno negativo


Sono bastate 48 ore per riportare un po' di speranza nei cuori degli investitori italiani ed internazionali. Nel giro di due sedute il Ftse Mib ha recuperato quasi il 5% portandosi nuovamente a quota 14627 punti mentre lo spread con il bund a 10 anni è sceso a 490 punti base. 
Come potete osservare nell'immagine sovrastante esistono delle fasi emotive  che si ripetono ogni volta che si verifica una crisi economica e finanziaria. 
Ogni volta tutti gli individui rimangono vittima della paura, del panico, della disperazione e dell'avvilimento (spesso anche gli investitori più esperti)  mentre quel 2-3% di persone ottimiste (o razionali e che non si fanno prendere dall'emotività del momento) , pazze o incredibilmente fortunate riescono a sfruttare quello che viene definito come Point of Maximum Financial Opportunity, realizzando nei mesi successivi incredibili profitti. 
Probabilmente è ancora presto per poter dire che il peggio della crisi finanziaria è alle spalle ma indubbiamente negli ultimi due giorni è successo qualcosa di importante che mi lascia indubbiamente più ottimista rispetto ai giorni scorsi sia da un punto di vista macroeconomico che da un punto di vista grafico. 


Quest'oggi il Tesoro ha emesso tre tipologie di Bond: quelli a tre anni sono stati emessi per un valore di €3,5 miliardi, mentre quelli con scadenza nel 2022 e nel 2020 rispettivamente per 2,5 miliardi e 1,5 miliardi di euro. i rendimenti dei bond con scadenza nel 2022, ovvero a dieci anni, si sono attestati su un nuovo record dall'introduzione dell'euro, al 7,56%, in crescita dal 6,06% precedente l titolo a tre anni, con scadenza nel 2014, è stato venduto al tasso del 7,89%, massimo dal 1997 e in rialzo rispetto al 4,93% precedente.
Riguardo al rapporto tra domanda e offerta, il bid to cover per i bond a tre anni, ovvero con scadenza nel 2014, è stato pari a 1,5 volte, in rialzo rispetto a 1,35 dell'ultima asta, mentre il bid to cover per i titoli a scadenza nel 2022 è stato pari a 1,34, in crescita rispetto a 1,27 dell'ultima asta
In altre parole, il Tesoro italiano ha assistito a una buona domanda dei titoli di stato, fattore che ha immediatamente alimentato il recupero della borsa di Milano che durante la mattina accusava un calo superiore all'1%. 


Graficamente la situazione per l'indice di Milano appare in deciso miglioramento rispetto alla scorsa settimana e la chiusura vicino ai massimi di seduta odierna segnalano una certa forza nel nuovo trend partito dai 13600 punti di venerdì pomeriggio scorso. Tuttavia finchè l'indice non riuscirà a violare l'importante resistenza dei 14800 punti sarà difficile parlare di trend rialzista di medio-lungo periodo. Qualora il Ftse Mib dovesse riuscire a superare tale livello dovrebbe portarsi rapidamente in area 15000 punti e successivamente a 15200 punti. Al contrario qualora il listino dovesse essere respinto dalla resistenza dei 14750-14800 potrebbe tornare a scendere dapprima in area 14500 punti e successivamente in area 14300 e 14000 punti. 

Lo scenario rialzista potrebbe essere supportato anche dalla notizia di questa sera dell'Ansa: 


Via libera alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, 8 miliardi di euro vitali per le casse dello Stato in crisi: e' quanto fa sapere il ministro belga delle Finanze, Didier Reynders, sul suo account Twitter. L'accordo sulla sesta tranche e' stato possibile dopo che il nuovo governo greco ha inviato a Bruxelles una lettera che garantisce gli impegni presi da Atene con la Ue, formata dai due maggiori partiti al governo.