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giovedì 29 settembre 2011

Il recupero continua: Milano chiude a +2% e ritorna sopra i 15000 punti


Continua come previsto il recupero di Piazza Affari. Dopo la piccola pausa di assestamento di ieri l'indice Ftse Mib ha chiuso quest'oggi in rialzo del 2,07% a quota 15047 punti, tornando sopra l'importantissima soglia psicologica (e non solo) dei 15000 punti , valore che non si vedeva da inizio settembre.  
Ancora sugli scudi il settore bancario :  Unicredit e Intesa SanPaolo che hanno mostrato rispettivamente un rialzo del 6,04% a 0,816 euro e del 5,88% a 1,225 euro. Positiva anche Bpm (+3,99% a 1,643 euro).
Come avevo scritto già sabato scorso l'indice ha intrapreso una chiara inversione a V che ha portato il principale listino milanese dai 13100 punti di venerdì pomeriggio ai 15047 della chiusura odierna. 
Nel grafico sottostante si può notare come l'indice Ftse Mib sia letteralmente rimbalzato sul supporto statico dei 13100 punti (rappresentato dalla linea rossa orizzontale) prima di violare al rialzo la trend line ribassista precedente( rappresentata dalla linea rossa obliqua) attorno ai 14000 punti. Questo ha riportato l'appeal degli investitori sul mercato italiano che ora sembra diretto verso i 15200 punti e successivamente verso i 15500 e 15700 punti. 
Sebbene il trend di brevissimo sia ovviamente rialzista non escludo qualche presa di beneficio per domani pomeriggio a causa degli elevati livelli di ipercomprato raggiunti. 
Da segnalare inoltre una ritrovata forza relativa del nostro indice rispetto agli altri indici europei ed americani. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il deciso calo dello spread tra btp e bund a 356 punti base e il dato sul Pil americano che ha mostrato un progresso dell'1,3% su base annua rispetto al +1% della precedente lettura e le richieste di sussidi di disoccupazione che sono scese  più del previsto a quota 391 mila unità, con le attese che erano ferme a 420mila.
Da sottolineare inoltre che il Parlamento tedesco ha dato il via libera al potenziamento del Fondo europeo salva-Stati (EFSF) da 250 a 440 miliardi di euro, cosa che dovrebbe riportare un po di serenità sui mercati finanziari europei e internazionali nelle prossime settimane. 

giovedì 7 luglio 2011

Milano chiude in rosso sotto un tremendo attacco speculativo sui bancari


Chiusura in ribasso anche oggi per il listino Ftse Mib che a fine seduta accusa un calo dello 0,24% a quota 19735 punti. A pesare sul nostro listino il calo accusato da Unicredit (-3,5%) e dagli altri titoli bancari, letteralmente massacrati dalle vendite nelle ultime due ore di contrattazione. 

Graficamente la giornata odierna è stata a dir poco imprevedibile con delle variazioni piuttosto repentine nel corso della giornata. In particolare attorno alle 14 e 30 l'indice è salito violentemente di oltre 300 punti nel giro di pochi minuti, fino ai 20100 punti, per poi tornare in territorio negativo nel finale di seduta. Difficile dare un senso a tutto ciò guardando esclusivamente i grafici ma è chiaro che le difficoltà economiche dell'Italia sono cresciute notevolmente in questi giorni. 
Nel grafico sottostante è riportato lo spread tra titoli decennali tedeschi e titoli decennali italiani. Quest'oggi è stato toccato un nuovo record a quota 221 punti (pari al 2,21%) mentre il Btp decennale ha toccato un rendimento record del 5,18%.

Da sottolineare l'estrema debolezza del listino italiano nei confronti degli altri indici europei negli ultimi mesi, in particolare nei confronti del listino tedesco: 

Negli ultimi 3 mesi l'indice tedesco Dax (in verde) ha realizzato una performance superiore al 3%, mentre l'indice Italiano Ftse Mib ( in blu) ha accusato un calo superiore al 12%...

Ancora più emblematico è questo secondo grafico relativo agli ultimi 12 mesi. 


L'indice americano Dow Jones ( linea rossa) ha registrato un rialzo vicino al 30% nell'ultimo anno, mentre il nostro Ftse Mib ( linea verde) è appena sopra la linea dello 0. Nettamente negativo invece il rendimento di Unicredit che nell'ultimo anno ha accusato un calo vicino al 25%.

A questo punto credo che il mercato stia scontando un taglio del Rating del debito pubblico italiano, anche a seguito della disastrosa manovra finanziaria correttiva di qualche giorno fa che sta allontanando ulteriormente gli investitori dal mercato italiano. 


Da un punto di vista macro c'è da sottolineare che la BCE quest'oggi ha innalzato il tasso di interesse all'1,50 % ( dal precedente 1,25%) a seguito delle preoccupazioni dovute alla crescente inflazione nell'area euro. A mio avviso, tuttavia, tale manovra non mi sembra molto sensata visto le chiare difficoltà economiche di tutta europa sulla tenuta dei conti pubblici. 

Notizie positive invece giungono dall'America dove i dati macro odierni sono risultati tutti migliori delle attese: 
Variazione occupazionale non agricola: +157 mila unità ( attese di + 60 mila)
Richieste sussidi di disoccupazione a quota 418 mila ( contro le 432 mila del dato precedente)
Richieste di disoccupazione continua: 3681 mila ( contro le 3724 mila del dato precedente)


giovedì 24 marzo 2011

Sesto rialzo consecutivo per Milano!

Sono passati pochi giorni dal 16 marzo quando la borsa di Milano chiudeva appena sopra il supporto dei 20800 punti. In soli 6 giorni di contrattazione, l'indice di Milano è salito di oltre mille punti, chiudendo ogni seduta in positivo. In questi giorni è successo veramente di tutto, dalla fuga radioattiva di Fukushima alla guerra in Libia ma nonostante tutto la borsa ha trovato la forza di recuperare quanto perso in precedenza. La giornata odierna ben rappresenta la forza dei listini azionari. Nel corso della seduta l'indice si è rafforzato continuamente per chiudere a quota 22023 punti sui massimi di seduta in rialzo dell'1,5%. A trascinare all'insù il mercato è stato unicredit salito del 5% a quota con oltre 500 Milioni di pezzi scambiati. Nomura ha alzato il target price di unicredit da 2,18 a 2,29 euro ad azione cambiando il giudizio a Buy a seguito dei buoni conti societari:
Lo scorso esercizio si è chiuso con un utile netto di 1,32 miliardi di euro, in calo da 1,70 miliardi del 2009 e sopra le aspettative del consensus degli analisti, pari a 1,21 miliardi di euro. Negli ultimi tre mesi dell'anno il risultato netto è stato pari a 322 milioni di euro, in discesa dai 371 milioni di euro del 2009, ma superiore di 100 milioni alle aspettative medie degli analisti.

In buon rialzo anche parmalat +2% sulle voci di una possibile cordata italiana per assumerne il controllo. 
Da un punto di vista macroeconomico le notizie odierne sono state quasi tutte negative e forse proprio per questo il rialzo odierno appare ancor più sorprendente.
Eccoli in breve dal sito Forexpros.it










Per quanto riguarda il Portogallo la situazione appare sempre più complicata: ieri sera il governo si è dimesso a seguito della non approvazione del decreto per ripianare il bilancio pubblico. 
Pochi minuti fa l'agenzia di Rating Fitch ha affermato che in assenza di un piano concordato tra Bce e Fmi potrebbe abbassare il rating sul Portogallo (anche più di un livello) nei prossimi giorni.
Da un punto di vista grafico il trend giornaliero è rimasto sempre positivo e la chiusura sui massimi di seduta al di sopra dei 22000 punti conferma l'attuale forza del listino italiano. Tuttavia dopo 6 sedute consecutive al rialzo domani potrebbe tornare il segno meno a piazza affari con primi target a 21950 e successivamente a 21850 punti. 
Al contrario in caso di nuovi allunghi le prossime resistenze passano per i 22200 punti e successivamente 22300 punti. 

giovedì 10 marzo 2011

Borse in bilico.... Milano -1,6%!

Borse europee in deciso ribasso quest'oggi a seguito della decisione di Moody's di abbassare il rating sulla Spagna, ( per maggiori dettagli leggete qui moodys-taglia-ancora-il-rating-spagnolo) . Le vendite sono state massicce fin da questa mattina e l'avvio in deciso ribasso di Wall Street ha incrementato le perdite di giornata. 
A spaventare gli investitori oltre al downgrade della Spagna sono stati i dati macro negativi di oggi: 
Produzione Italiana nel mese scorso -1,5%
Richieste sussidi di disoccupazione Usa in questa settimana : 397 mila unità ( dato molto peggiore delle attese)
Richieste di disoccupazione continua Usa: 3,771 milioni ( dato peggiore delle aspettative). 
Bilancia commerciale Usa : -46,3 Miliardi di dollari. ( dato peggiore delle attese).
Nel giro di pochi minuti gli indici americani sono andati a testare dei livelli chiave (1295 punti per Sp500 e 12000 punti per il Dow Jones)  e al momento sono riusciti ad arginare i ribassi e a riportarsi al di sopra di tali livelli. 
A questo punto la situazione appare in bilico e si prospettano due scenari per il medio periodo: 
1) Rottura di questi livelli, nonchè della media mobile a 50 giorni sull'Sp500,  chiusura odierna in deciso ribasso sotto i 1290 punti e fine del trend rialzista in corso da settembre. 
2) Rimbalzo da questi livelli e ripartenza decisa verso i precedenti massimi. 
A mio avviso in questo momento occorre avere molta prudenza in quanto un'eventuale rottura ribassista potrebbe scatenare delle vendite molto copiose sia in america che in Europa. Quindi attenzione agli acquisti senza stop loss o adeguate coperture.

Inoltre da un punto di vista macro nei prossimi giorni non sarei sorpreso  da possibili ulteriori downgrade, in particolare sull'Irlanda e sul Portogallo ma non tralascerei nemmeno la nostra cara Italia. 


Da un punto di vista grafico l'indice di Milano continua il percorso ribassista iniziato qualche settimana fa e quest'oggi si è scontrato contro il supporto chiave dei 22000 punti. Nell'ultima mezz'ora l'indice è riuscito a recuperare qualcosa chiudendo a quota 22084 punti in calo dell'1,59%. Per domani in caso di nuovi ribassi sarà fondamentale la tenuta dei 22000 punti altrimenti sarà possibile un ritorno in area 21880-21900. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe proiettare il nostro indice a 21700 punti. 
In caso di recuperi invece le prime resistenze transitano in area 22200 punti e successivamente a 22300-22350 punti. 
Attenzione anche alle aste di Btp a 5 e 15 anni in programma domani che potrebbero condizionare il mercato italiano. 

giovedì 24 febbraio 2011

Una giornata di incertezza per Milano

Seduta alquanto apatica quella di oggi per Piazza Affari. A fine giornata l'indice generale è salito dello 0,09% a quota 21948 punti. Dopo i cali dei giorni scorsi questa mattina l'indice Ftse Mib aveva aperto in netto ribasso (-0,85%) spingendosi fino a quota 21727 punti. Nel giro di pochi minuti l'indice si è riportato prontamente sui valori della vigilia tentando anche un allungo sopra i 22000 punti. Nel primo pomeriggio le quotazioni sono tornate a indebolirsi a causa dei dati macro Americani in chiaroscuro. Infatti se da una parte c'è stato un netto calo della richiesta dei sussidi di disoccupazione a 391.000 unità e a quota 3,790 Milioni per le richieste di disoccupazione continua dall'altra preoccupano i dati degli ordinativi dei beni durevoli. Infatti l'ultimo rapporto parla di un calo del 3,6% degli ordini ,escludendo la componente dei trasporti. Questo dato è risultato nettamente sotto le attese è ha frenato il recupero degli indici americani. 
In rialzo ancora il prezzo del petrolio (99,3 ora) anche se nel pomeriggio sono scattate le prime prese di beneficio dopo aver toccato quota 103,5 dollari al barile a causa delle tensioni in Libia. 
Difficile fare previsioni a questo punto, anche perchè il Doji odierno è un tipico segno di indecisione del mercato, ma credo che la giornata di domani sarà fondamentale per capire il trend delle prossime settimane. Mi aspetto una giornata piuttosto nervosa e con un trend ben delineato nella seconda parte della giornata. Graficamente parlando per il nostro indice la situazione rimane immutata. In caso di rimbalzi tecnici i primi ostacoli transitano in area 22050 punti e successivamente a 22150 punti e successivamente a 21300 punti. Al contrario in caso di nuovi ribassi i primi supporti transitano in area 21850 punti e successivamente a 21730-21700 punti. In caso di ulteriori affondi si potrebbe scendere verso i 21500 punti dove dovrebbero tornare gli acquisti. 
Da segnalare l'ennesimo calo del Dax tedesco (-1% anche oggi), vedremo se domani ci sarà qualche rimbalzo .

giovedì 17 febbraio 2011

Inflazione e disoccupazione questa è la vera ripresa Usa, ma Wall Street festeggia

Titolo provocatorio quello di oggi, ma gli ultimi dati americani dicono proprio questo. Le richieste di sussidi di disoccupazione americana sono salite questa settimana a 410.000 unità contro le 385.000 della scorsa settimana. Peggio delle attese anche le richieste di disoccupazione continua, salite a quota 3,911 milioni.
A destare ulteriori preoccupazioni sono però i dati relativi ai prezzi al consumo in america. Nel mese di gennaio i prezzi sono saliti dello 0,4% ( contro attese di +0,3%) e a dicembre erano saliti dello 0,5%. Insomma l'inflazione sta tornando a correre velocemente in America e la Fed credo che entro i prossimi 6-9 mesi dovrà alzare nettamente i tassi di interessi per evitare un surriscaldamento dell'economia.  
Negativo anche il dato del Superindice che ha gennaio ha registrato un debole +0,1% dopo un +0,8% di dicembre. 
Unica notizia positiva della giornata macroeconomia americana deriva dall'indice di Produzione della Fed di Philadelphia che a Febbraio è balzata a 35,9 da 19,3 di Gennaio. 
I dati macro parlano da soli e nei prossimi mesi vedremo gli effetti inflattivi anche sulla nostra pelle. Ma già in questi giorni è possibile notare i rialzi dei prezzi dei carburanti (diesel oltre 1,4 euro al litro e benzina oltre 1,5 euro al litro). In alcune città inoltre sono aumentati anche i biglietti dei bus ( es. a Bologna sono saliti da 1 euro a 1,20 euro ). Spero di sbagliarmi ma prevedo una ondata inflattiva piuttosto seria nei prossimi mesi per l'Italia ( 3,5% o 4%). 
Vorrei segnalare la debolezza dell'asta dei titoli di stato spagnoli , notizia passata come al solito inosservata sulle piazze europee quest'oggi: 

Stamattina il Tesoro spagnolo ha collocato un totale di circa 3,5 miliardi di euro di titoli con scadenza 2020 (2,5 miliardi) e 2037 (1 miliardo), a metà strada del range previsto di 3-4 miliardi di euro.
Il rendimento medio del decennale è stato del 5,2% dal 5,446% dell'asta scorsa di dicembre.
Il rendimento medio del trentennale è stato del 5,957% dal 5,488% dell'asta di novembre.
Le richieste per il decennale sono state pari a 1,54 volte l'offerta, in calo da 1,67 precedente. 
Lo spread con il Bund tedesco si è allargato a 215 punti da 210 di ieri. 


In questo contesto macroeconomico le piazze europee si sono prese una giornata di pausa dopo i recenti guadagni ma hanno dimostrato qualche difficoltà nel superare i massimi precedenti, soprattutto il Dax tedesco. 
A fine seduta il Ftse Mib è riuscito a recuperare le lievi perdite del primo pomeriggio grazie all'allungo di Wall street ( Dow Jones di nuovo a 12300 punti) , e ha chiuso a quota 23178 in rialzo dello 0,05%.

Graficamente parlando il trend rialzista rimane solido, e il recupero dai minimi di oggi è sicuramente un segnale di forza del nostro listino. Tuttavia il rapido calo a cui abbiamo assistito verso le 14 e 30 con alti volumi lascia intravedere qualche possibilità di correzione nella seduta di domani.
I livelli da monitorare in caso di nuovi rialzi saranno i 23200-23220 punti e successivamente quota 23300 e 23400.Al contrario in caso di ribassi al di sotto dei 23150 punti è probabile una accelerazione ribassista con target 23050 ed anche 23000. Allerta sotto i 22950 punti con target ribassisti a 22800 punti.  

giovedì 10 febbraio 2011

Prima il crollo, poi il recupero...Milano limita i danni!

Giornata dalle forti emozioni per i risparmiatori italiani oggi. Questa mattina l'indice Ftse Mib dopo una apertura in lieve ribasso si era spinto fino a 22300 punti (-1,65%), ma poi nel corso del pomeriggio, complice il recupero di Wall Street, è riuscito a limitare i danni, chiudendo a quota 22596 punti in calo dello 0,38%. Si tratta del terzo ribasso consecutivo per Milano e la seduta di domani sarà molto importante da un punto di vista grafico poichè potremmo assistere a due scenari. Il primo, una netta inversione di tendenza di breve-medio periodo con una chiusura al di sotto dei 22300 punti e successivi target ribassisti a 22100-22000 punti. Il secondo scenario invece è un nuovo rally azionario con target intermedio di 22800 punti e successivamente 23000 punti. 
Graficamente parlando è eloquente il supporto chiave dei 22300 punti, doppio minimo odierno dal quale le quotazioni sono ripartite con vigore nell'ultima ora di contrattazioni. Vedremo se gli acquisti continueranno anche nella giornata di domani.
Da un punto di vista macro, quest'oggi i dati sono stati alquanto altalenanti. Da una parte la produzione industriale italiana è salita solo dello 0,3% nell'ultimo mese ( il dato precedente era stato +1,5%) mentre dati positivi sono arrivati dagli Stati Uniti. Le richieste dei sussidi di disoccupazione sono calate a 383 mila unità ( meglio delle attese di 413 mila unità) e soprattutto le richieste di disoccupazione continua sono calate a 3.888 mila unità ( dato anche questo migliore delle attese). 
Nessuna sorpresa sul fronte dei tassi Inglesi, lasciati anche oggi allo 0,50% nonostante l'inflazione a dicembre sia risultata piuttosto elevata (+3,7%). 

giovedì 3 febbraio 2011

Scattano i realizzi a piazza affari: Ftse Mib -0,93%

Forse è ancora troppo presto per dirlo ma un piccolo orsetto oggi si è visto in giro a piazza affari. Nel giro di un'ora l'indice italiano è sceso nettamente di oltre un punto percentuale a seguito dell'apertura incerta di Wall Street. Nel finale di seduta l'indice si è riportato sopra i minimi intraday per chiudere in calo dello 0,93% a quota  22443 punti. 
A preoccupare i mercati oggi è stata la situazione in Egitto e delle voci di possibili downgrade di alcuni Piigs nei prossimi giorni. In particolare è l'Irlanda a spaventare   tutti i risparmiatori. Nel mese di dicembre sono stati ritirati dai conti correnti irlandesi ben 40 Miliardi di euro ( +50% del mese precedente). Gran parte di questi miliardi di euro sono stati prelevati e spostati in conti correnti all'estero per un ammontare complessivo vicino ai  35 miliardi di euro. A mio avviso questo deflusso di capitale dovrebbe allarmare in primis il governo Irlandese e il settore bancario irlandese, già in profonda crisi dal 2008.  In secondo luogo tutta l'area euro e la BCE dovrebbe monitorare molto da vicino la situazione per evitare un contagio sistemico del sistema bancario europeo. 
Da un punto di vista macroeconomico la giornata è stata caratterizzata dai vari dati americani. 
Richieste di disoccupazione a 415 mila unità ( dato migliore delle attese di 425 mila)
Richieste di disoccupazione continua a 3925 mila unità ( come nelle attese)
Variazione occupazionale non agricola ( +2,6% nell'ultimo trimestre)
Indice Ism non manifatturiero  a 59,4 ( contro attese di 57,0).

Da un punto di vista grafico si può notare una secca inversione di tendenza di brevissimo periodo per il nostro indice. La mancata rottura dei 22800 punti ha innescato una serie di prese di beneficio che ha portato l'indice fino a 22300 punti da dove è rimbalzato nel finale di seduta. 
Per domani sarà molto importante la tenuta del supporto dei 22300 punti altrimenti vedremo una rapida discesa verso i 22200-22100 e infine 22000 punti dove dovrebbero tornare gli acquisti. 
Al contrario in caso di recuperi i primi ostacoli rialzisti si trovano in area 22500 punti e successivamente a 22650-22800 punti. Vedremo se il calo di oggi è stato un evento ribassista passeggero o l'inizio di un nuovo trend. 

giovedì 27 gennaio 2011

Tori ribelli a Milano : Ftse Mib +1,38%

Mercati finanziari in rialzo anche oggi in tutta europa. Dopo un avvio incerto ( Milano è arrivata a perdere mezzo punto percentuale) i tori sono tornati di scena a Piazza Affari e hanno portato il Ftse Mib sui nuovi massimi da inizio 2011 a quota 22312 punti (+1,38%).  Dall'inizio dell'anno l'indice di Milano è salito del 10,6%, e dai minimi dell' 11 gennaio il rialzo è vicino al 12%. Sono andato a controllare i miei dati a disposizione, e rialzi così cospicui negli ultimi 14 giorni si sono verificati solo nell'1,8% dei casi. Insomma l'ipercomprato ha preso casa a Piazza Affari in questi giorni. Da notare che il rialzo odierno non è assolutamente giustificabile dai dati macro americani. In particolare la situazione occupazionale americana torna ad essere molto preoccupante. 
Ecco i dati macro americani più importanti di oggi
Richieste sussidi di disoccupazione saliti a quota 454 mila dai 403 mila della scorsa settimana.
Richieste di disoccupazione continua salite a 3991 mila unità dalle 3897 mila del dato precedente. 
Ordini di beni durevoli crollati del 2,5% a dicembre contro attese di +1,5%; escludendo la componente dei trasporti i nuovi ordini sono scesi dello 0,5% ( attese di +0,6%).
Unico dato positivo della giornata proviene dalle vendite di case con contratti in corso a +2% (attese di +0,8%). 
Le piazze finanziarie hanno snobbato tutti questi dati e anche il taglio del Rating, da parte di S&P, di lungo termine del Giappone da AA a A-. 
In questo contesto l'indice americano Dow Jones al momento si mantiene sulla parità ma sembra essersi configurata una sorta di triplo massimo attorno ai 12020 punti che preannuncia qualche possibile calo. 

Per quanto riguarda il nostro indice la situazione rimane rialzista. I primi ostacoli ora transitano in area 22400 punti e successivamente a 22500 e 22600. Al contrario in caso di ribassi i primi supporti si trovano a 22200 punti e successivamente a 22000 e 21850. L'eventuale rottura dei 21850-21800 punti sarebbe un segnale molto significativo per le prossime sedute. 

giovedì 20 gennaio 2011

L'europa in rosso, Milano resiste e chiude in positivo

In una giornata caratterizzata da numerosi dati macro, le piazze europee si sono concesse una seduta di riposo chiudendo quasi tutte in calo dopo i guadagni dei giorni scorsi. Unica piazza finanziaria insieme a Madrid, a resistere all'ondata ribassista, è stata la borsa di Milano, anche oggi tra le migliori d'europa, che ha chiuso in rialzo dello 0,37% a quota 21792 punti.  
I dati macro provenienti dalla Cina sono stati molto positivi: 
(variazioni anno su anno)
Pil cinese +9,8% 
Indice dei prezzi al consumo : +4,6%
Produzione industriale: +13,5% 
Indice dei prezzi alla produzione : +5,9%
Vendite al dettaglio: +19,1%
Positivi anche i dati provenienti dagli Stati Uniti:
Richieste sussidi di disoccupazione : 404 mila unità
Richieste di disoccupazione continua: 3861 mila unità
Vendite di case esistenti: 5,28 milioni di unità. 
Unico dato negativo della giornata è stato l'indice della produzione Fed di Filadelfia uscito sotto le attese a 19,3.

Nonostante i dati positivi, Wall Street è stata colpita dalle vendite, ( al momento è in calo di mezzo punto) trascinando al ribasso quasi tutta l'europa. Da segnalare l'impennata della volatilità ( Vix +7,5% a quota 18,66) sui mercati americani. 
Piuttosto pesante la borsa inglese, -1,8% a causa di un possibile rialzo dei tassi da parte della BoE nella prossima riunione per limitare la crescente inflazione in Gran Bretagna. In deciso ribasso anche Francoforte (-0,8%).

Il nostro listino si è scontrato con l'importantissima resistenza dei 22000 punti ma allo stesso tempo non ha mostrato segni di debolezza rispetto al resto d'Europa. Per domani in caso di prese di beneficio è probabile un ritorno in area 21650 punti ed eventualmente 21500. Al contrario in caso di nuovi rialzi i primi ostacoli transitano in area 21900 e successivamente a quota 22000 punti. 

giovedì 13 gennaio 2011

Tre giorni di fuoco per Milano: Ftse Mib +6,5%

Ennesima chiusura positiva per Piazza Affari oggi: il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,91% a quota 21308 punti mostrando ancora una volta una notevole forza nei confronti degli altri listini europei. Infatti a parte la Spagna che ha guadagnato il 2,7%, l'indice Tedesco Dax ha chiuso quasi invariato mentre l'Indice Svizzero ha perso lo 0,7% e quello inglese lo 0,5%. 
La performance dell'indice Italiano diventa quasi da record se si considerano le ultime 3 sedute. In questi giorni di fuoco infatti, il Ftse Mib ha guadagnato oltre il 6,5% trascinato al rialzo sopratutto dal comparto bancario. 
Da un punto di vista grafico la situazione è indubbiamente impostata al rialzo e la chiusura sui massimi degli ultimi due mesi segnala il ritorno dei tori a milano. Tuttavia la situazione di ipercomprato sul breve periodo dovrebbe portare a qualche lieve presa di beneficio nelle prossime sedute. 
Eventuali nuovi allunghi dovrebbero portare il nostro indice verso l'importante resistenza dei 21450-21500 punti. Al contrario in caso di prese di beneficio è probabile un ritorno dapprima sui 21180 punti e successivamente sui 21050-21100 punti. 
Da segnalare sul fronte macro il discorso di Trichet ( BCE) che si è detto preoccupato per l'inflazione futura in Europa. Infatti quest'oggi sia la BCE che la BOE hanno lasciato i tassi d'interessi invariati ma i continui rialzi dei prezzi delle materie prime iniziano a destare preoccupazioni nei vertici europei. La reazione sui mercati valutari è stata immediata con l'Euro che è ora viene scambiato a 1,3370 contro dollaro (+1,8% da ieri). 
Sul fronte dati l'agenda odierna ha dato delle notizie controverse riguardo alla situazione lavorativa americana. Infatti le richieste di sussidi di disoccupazione   sono volate a 445 mila unità ( contro attese di 410 mila) mentre le richieste di disoccupazione continua sono scese nettamente ( 3,879 milioni contro attese di 4,1 milioni ). 

Le aste di titoli di stato italiane di oggi hanno avuto esito positivo, vi riporto la news da Wall Street Italia: 

L'Italia ha collocato Btp per 6 miliardi sulle scadenze 5 e 15 anni. La domanda è stata buona, ma i rendimenti hanno segnato un rialzo. Sulla scadenza quinquennale, il tasso medio è salito al 3,67% dal 3,24% dell'asta del 12 novembre scorso, mentre la domanda è rimasta stabile con il 'bid-to cover ratio' (rapporto fra domanda e offerta) pari a 1,41, il medesimo dell'asta di novembre. Sulla scadenza 2026, il rendimento medio è salito al 5,06% dal 4,81% precedente e la domanda ha segnato un aumento con bid- to cover ratio di 1,42 contro l'1,3 di novembre.

giovedì 30 dicembre 2010

L'ultima seduta del 2010 si chiude in ribasso: Ftse Mib -1,45%

Chiusura in deciso calo per la borsa di milano quest'oggi. Dopo una apertura piuttosto debole l'indice ha continuato a scendere per tutta la seduta per chiudere vicino ai minimi di giornata  in calo dell'1,45% a quota 20173 punti. Nonostante i buoni dati macro americani che hanno visto le richieste di disoccupazione calare a 388 mila unità, il Ftse Mib non è riuscito ad arginare le perdite. A penalizzare il listino milanese è stato sopratutto il settore bancario ( unicredit -3% e intesa san paolo -2,3%) a causa dell'esito delle aste di titoli di stato piuttosto deludenti di questi giorni. In particolare il rendimento del Btp decennale è salito al 4,86% scatenando le tensioni anche sul mercato azionario. Piuttosto preoccupante è l'andamento dei Cds a 5 anni, che in questi giorni sono tornati a livelli record: 
Grecia 1021
Irlanda 620
Portogallo 496
Spagna  348
Italia 238

I conti pubblici di questi paesi sono ancora allo sbando e l'andamento delle borse ha segnalato questo problema in tutta la sua gravità ai vari investitori. 
Nel 2010 il listino milanese è sceso del 13,2%, mentre la borsa tedesca è cresciuta del 16%. Il cac40 francese ha accusato un calo del 2% in questo anno mentre il Dow Jones americano è salito quasi del 10%. Inutile sottolineare che gli investitori stanno scappando dal listino italiano per rivolgersi in porti più sicuri. Allargando il confronto ad altri indici la situazione diventa davvero allarmante.
Infatti anche l'indice inglese è riuscito a guadagnare il 10% nel 2010 mentre soltanto la spagna è riuscita a fare peggio dell'italia, accusando un calo vicino al 18%. Vedremo cosa accadrà nel 2011, ma se queste sono le premesse, per i piigs non credo che sarà un anno facile.
Infine diamo uno sguardo al grafico giornaliero del Ftse Mib.La chiusura sui minimi di giornata denota una pressione ribassista piuttosto importante che potrebbe continuare anche nelle prossime sedute. Probabile un ritorno in area 20000 punti quando la borsa aprirà i battenti il 3 gennaio 2011. Qualora venisse violato questo supporto non escludo rapide discese verso i 19800 punti. Al contrario, qualora vi fosse un rimbalzo tecnico l'indice italiano potrebbe spingersi sui 20300 punti e successivamente in area 20380-20400 punti. 
Da segnalare che alla riapertura della borsa Fiat verrà scissa in due società ( Fiat auto  che secondo gli analisti dovrebbe valere attorno a 6,60 euro ad azione e Fiat industrial attorno ai 9,3-9,4 euro ad azione). Personalmente ritengo questi valori sopravvalutati del 2-3% rispetto ai valori odierni, ma il mercato risponderà ai miei dubbi. 

giovedì 9 dicembre 2010

Borse in rialzo ma i dati preoccupano

Chiusura brillante per le piazze europee anche oggi. Milano ha guadagnato lo 0,69% portandosi a quota 20533 punti. Parigi ha guadagnato lo 0,68% mentre la Germania è scesa dello 0,15%. Probabilmente mi sbaglierò ma questa mancanza di correlazione tra i mercati europei mi piace sempre meno. Difficile spiegare le motivazioni che spingono il nostro listino in questi giorni, anche perchè i dati macroeconomici dell'Italia e dell'europa non sono incoraggianti.
Inoltre quest'oggi l'agenzia di Rating Fitch ha tagliato di ben 3 livelli il giudizio di merito sull'Irlanda portandolo da A+ a BBB+. Un vero e proprio tonfo. Nello specifico, il declassamento di Fitch riguarda la valutazione di lungo termine di emittente in valuta locale ed estera. Anche il ratign di breve termine in valuta estera è stato tagliato a F2 da F1. "L'abbassamento del rating", ha spiegato Fitch in una nota, "riflette i costi aggiuntivi derivanti dal salvataggio del sistema bancario, le maggiori incertezze e le più deboli prospettive dello scenario economico e l'impossibilità di accedere ai finanziamenti sul mercato a costi sostenibili".
Vi lascio qualche dato macro ulteriore sulla situazione dell'europa dei PigiBuks ( i PIIGS allargati) 
In realtà i dati della tabella sono ottimistici in quanto in base ai miei calcoli il rapporto debito/pil italiano a fine 2010 dovrebbe essere superiore al 120% mentre quello della Grecia dovrebbe attestarsi sul 140-142%. Situazione drammatica anche per l'Irlanda che dovrebbe avere per fine anno un debito pari al 115% del Pil. 
Piccola considerazione sulla Grecia: quest'oggi è uscito il dato sul Pil Greco dell'ultimo anno : -4,60%. Il dato è risultato peggio del previsto e non credo che la situazione nel 2011 migliorerà di molto con tutti i tagli e con l'aumento spropositato delle tasse previsti dal governo greco nei prossimi anni. 
Unica nota positiva della giornata è stato il dato sulla richiesta dei sussidi di disoccupazione americana calati ben oltre le attese a quota 421 mila unità. 

mercoledì 24 novembre 2010

Milano sotto attacco speculativo

Giornata piuttosto interessante quella di oggi per i mercati finanziari. Dopo una partenza attorno alla parità l'indice di milano è sceso violentemente di circa un punto percentuale a causa delle preoccupazioni relative al debito italiano, all'instabilità politica e ai problemi dell'area euro. Guardando i grafici ho il sospetto che la speculazione internazionale stia architettando qualcosa di grosso anche sull'Italia. Dopo aver attaccato prima la Grecia, poi l'Irlanda e il Portogallo e negli ultimi giorni la Spagna, oggi è stata la volta dell'Italia. I volumi in vendita questa mattina sono stati molto elevati sopratutto sul settore bancario. 
I valori dei Cds sono saliti quest'oggi a livelli record sopratutto per la questione irlandese....


Le differenze tra le varie economie e i vari listini europei si notano ogni giorno di più. Basta guardare alle enormi differenze di rendimento odierne tra il Dax Tedesco e il nostro Ftse Mib.
Ftse Mib -0,05% a 19941 punti.
Dax +1,75%


Il grafico sottostante mostra l'andamento degli ultimi 3 mesi del listino italiano (Ftse Mib), del listino tedesco (Dax), di quello americano (Dow) e di quello Francese (Cac 40).

Risulta evidente la straordinaria forza del listino tedesco rispetto a tutti gli altri con un rendimento vicino al 13% negli ultimi 3 mesi. Segue il listino americano con un rialzo vicino al 9%. Ben diversa la situazione del listino Francese (+5%) e per quello italiano (+2%). 

Per quanto riguarda i dati macro odierni vorrei segnalare il netto miglioramento (per la prima volta) delle richieste di disoccupazione americane calate a 407 mila unità dalle 441 mila del dato precedente.  In miglioramento anche il dato sulla fiducia del Michigan uscito a 71,60 dal 69,30 del dato precedente. Sinceramente sono positivamente sorpreso da questi dati e spero che la situazione possa ulteriormente migliorare nelle prossime settimane. 

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice si fa molto complicata, ma il recupero dai minimi di oggi lascia qualche speranza per le prossime sedute. L'eventuale rottura dei 20050 punti aprirebbe le strade a dei rimbalzi tecnici verso quota 20200 punti ed eventualmente a 20400 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi il Ftse Mib dovrebbe tornare nuovamente sui 19700 punti e successivamente anche a 19500 punti. 

giovedì 14 ottobre 2010

I dati Usa frenano le borse europee

Nuova serie di dati deludenti dall'economia americana quest'oggi. 
Nel mese di agosto il deficit della bilancia commerciale Usa si e' ampliato rispetto al mese passato ed è andato ben al di là delle previsioni degli analisti. Il dato si e' attestato a $46.3 miliardi. Il risultato di luglio e' stato rivisto a -42.6 da -42.8 miliardi. In particolare le importazioni sono salite a $200.2 miliardi (+2.1%), stabili le esportazioni a $153.9 miliardi (+0.2%). Il disavanzo con la Cina e' stato record, attestandosi a $28 miliardi: si tratta del massimo storico. 
ll Dipartimento del Lavoro Usa ha comunicato che nella settimana conclusasi il 9 ottobre le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 13000 unita' a 462000. Inoltre è stato rivisto al rialzo il dato di sette giorni fa a 449000 da 445000. 
Le cifre si sono rivelate ben peggiori del previsto; gli analisti infatti si aspettavano un valore di 450 mila unità. 
Inutile sottolineare ulteriormente che il mercato del lavoro dovra' impiegare ancora molto tempo prima di poter guarire seriamente. Oltretutto le richieste dei sussidi di disoccupazione continuano ad aumentare invece di diminuire mentre il tasso di disoccupazione rimane vicino ai massimi degli ultimi 26 anni. Anche il premio nobel Nouriel Roubini crede che la situazione dell'economia americana sia piuttosto critica. Egli ipotizza un "double dip" ( cioè un ritorno in recessione degli Usa ) con una probabilità del 35-40%...

A seguito di queste notizie i mercati europei hanno invertito rotta e hanno chiuso in territorio leggermente negativo. 
Il Ftse Mib infatti ha chiuso in ribasso dello 0,24% a quota 21094 punti. 

Graficamente parlando durante tutta la giornata odierna la situazione è stata piuttosto negativa e la chiusura sui minimi di giornata è un segnale di allerta da tenere sotto controllo. Infatti quella odierna potrebbe essere considerata una figura di inversione del trend rialzista in atto da alcuni giorni ma anche una semplice e salutare battuta d'arresto dopo i recenti guadagni. Al momento lo scenario rialzista permane ma qualora le quotazioni dovessero scendere sotto il supporto dei 21000 punti è probabile un rapido ritorno in area 20850-20800 punti e successivamente anche a 20700. Qualora dovessimo assistere ad un crollo violento l'indice Ftse Mib potrebbe adagiarsi sul supporto dei 20500 punti. 
Al contrario in caso di rialzi per domani le prime resistenze transitano in area 21150 punti e successivamente a 21250 punti. Qualora venissero violate anche queste resistenze è possibile un ulteriore allungo prima verso i 21300 punti e successivamente verso i 21400 punti. 

giovedì 30 settembre 2010

Il salto del toro....nel vuoto ?


Giornata da ricordare quella di oggi. Questa mattina le borse avevano avevano aperto in deciso ribasso a seguito del Downgrade di Moody's sulla Spagna. Successivamente sono state le notizie provenienti dall'Irlanda a preoccupare i mercati finanziari. Dublino infatti è afflitta da gravi problemi al settore bancario e il salvataggio potrebbe costare dai 34 Miliardi di euro ( nella migliore delle ipotesi) fino ai 50 Miliardi di euro. Essendo piuttosto piccolo il paese , il costo del salvataggio richiederebbe dei sacrifici enormi per poter far quadrare i conti. Alcuni analisti parlano di un deficit/Pil che potrebbe raggiungere quest'anno anche il 32% per l'Irlanda. Tali valori sono compatibili solo con un fallimento di uno stato. Tuttavia credo che BCE e FMI entreranno in azione per evitare il default del settore bancario irlandese. 
A metà seduta tuttavia c'è stata una svolta violenta nelle quotazioni dei listini europei trascinati dai buoni dati macro provenienti dall'america. 
In particolare le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 453 Mila unità (in netto miglioramento dal valore precedente di 469 mila unità).Tale valore è risultato migliore delle stime degli analisti
Altro dato piuttosto buono è stato quello relativo al Pil Statunitense che è risultato a +1,7% contro attese di +1,6%. Si tratta di un valore annualizzato che in realtà mostra un deciso rallentamento della crescita economica. Infatti nel trimestre precedente il Pil è cresciuto del 3,7% ( dato sempre annualizzato), quindi in fin dei conti parliamo di una crescita più che dimezzata in questi ultimi 3 mesi. 
La reazione delle borse a questi dati macro è stata esplosiva: nel giro di pochi minuti l'indice di Milano è passato da -0,4% a +2,1%. A mio avviso è stata una reazione un po esagerata e lo stesso vale anche per gli indici americani. 
Il finale di seduta è stato molto nervoso e sono scattate delle prese di beneficio piuttosto importanti.
A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,65% a quota 20505 punti  ma ben lontano dai massimi di giornata. 

giovedì 16 settembre 2010

Milano ancora debole, secondo giorno in rosso.

Per il secondo giorno consecutivo la borsa di Milano chiude in calo. Durante tutta la giornata le vendite hanno colpito l'indice italiano, che raramente ha dato segnali di ripresa. A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in ribasso del 0,90% a quota 20684 punti . Da segnalare il netto aumento dei volumi sul nostro derivato: quasi 31.000 contratti per la scadenza  di settembre. L'analisi tecnica ci insegna che i volumi supportano il trend, quindi questo calo odierno deve lasciarci piuttosto allerta per i prossimi giorni. Inoltre la chiusura vicino ai minimi di seduta non è un buon segnale. Questo conferma che il trend di breve periodo è diventato ribassista, quindi attenzione ad aprire nuove posizioni long senza stop loss. 
Domani ricorrono delle scadenze tecniche, quindi lecito attendersi una apertura piuttosto debole per il nostro indice.
Probabile un ritorno in area 20500 punti in caso di nuovi e intensi cali. Al contrario in caso di recuperi le prime resistenze transitano in area 20750 e poi 20800.
Per quanto riguarda i numerosi dati macro della giornata ci sono state delle sorprese positive ma anche negative.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste dei sussidi di disoccupazione sono risultati pari a 450.000 unità contro attese di 460.000 ( leggermente meglio delle attese) e l'indice dei prezzi di produzione è salito dello 0,4% dal mese scorso ( attese di +0,3%). Ancora negativo invece l'indice Fed di Philadelphia a -0,7 (contro attese di 0,0) ma in miglioramento dal -7,7 dello scorso rilevamento. Ricordiamo per chi non lo sapesse che un valore di tale indice al di sotto dello 0 indica recessione. 
Siamo ancora lontani da una vera ripresa ma qualcosa inizia a muoversi e bisogna sottolinearlo.
Piuttosto diversa invece la situazione in Gran Bretagna dove i dati odierni sono risultati piuttosto negativi:
Aspettative sull'Inflazione al 3,4%( peggio delle attese del 3,3%); Vendite al Dettaglio in calo dello 0,5%( contro attese di +0,3%) e Tendenza ordini industriali a quota -17 (contro -12 delle attese)

giovedì 9 settembre 2010

I dati Usa aiutano le borse: Milano +1,3%

Chiusura positiva per piazza affari oggi: il Ftse ha archiviato la seduta in rialzo del 1,35% a quota 20858 punti. Anche oggi la seduta si era aperta in territorio negativo ma nel corso della giornata il clima è tornato positivo grazie a vari dati macroeconomici.
In particolare c'è da segnalare un dato piuttosto positivo: sussidi di disoccupazione americani scesi a 451 mila unità contro le 478 mila unità del dato precedente. Altra notizia positiva deriva dalla bilancia commerciale americana ( -42,8 B) contro -49,8B della lettura precedente. Entrambi questi dati sono risultati nettamente migliori delle aspettative degli analisti e nel giro di pochi minuti tutti i listini sono saliti violentemente. Nel finale di seduta c'è stato un alleggerimento di alcune posizioni azionarie ma il trend sembra ben impostato al rialzo. 
Per domani qualora le quotazioni dovessero salire ulteriormente, i primi ostacoli transitano in area 20950 punti e successivamente a 21000. In caso di rottura di questo livello si aprirebbero nuove opportunità fino a 21100 e successivamente a 21200. Tuttavia c'è da segnalare un livello di ipercomprato piuttosto intenso nel breve periodo, quindi non è da sottovalutare il rischio di qualche leggera correzione. 
In tal senso i primi target del ribasso potrebbero essere i 20700 punti e successivamente i 20500. 

giovedì 19 agosto 2010

In america è allarme bancarotta e disoccupazione

Gli ultimi dati macroeconomici americani non sono dei migliori... Le richieste di bancarotta in Usa sono ai massimi degli ultimi 5 anni : secondo gli ultimi dati fra aprile e giugno le richieste sono state 422.061. Si tratta di un aumento del  9%,  rispetto alle 388.148 del primo trimestre 2010, e dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2009. Dall'ultimo trimestre del 2005 è la prima volta che a livello trimestrale vengono superate le 400mila richieste.  Considerando gli ultimi 12 mesi, da giugno 2009 a giugno 2010, le bancarotte sono state 1,57 milioni, il 20% in più rispetto ai 12 mesi precedenti quando c'erano state  1,13 milioni di rischieste. Tra gli stati in cui le richieste di bancarotta sono più alte, si mettono in evidenza il Nevada e la California. 
Non c'è dubbio a questo punto che la ripresa economica americana sia alquanto anemica nell'ultimo periodo. A conferma di questo c'è il dato sulle richieste di disoccupazione uscito su Wall street Italia pochi minuti fa' :
Nella settimana che si e' conclusa il 14 agosto le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 12000 unita' a quota 500.000, ai massimi dal 14 novembre 2009, segnalando una situazione in peggioramento del mercato del lavoro. Si tratta infatti del terzo rialzo consecutivo. Inoltre è stato rivisto al rialzo il dato di sette giorni fa a 488000 (+6000) da 484000 (+2000). 
Il dato è peggiore delle attese degli analisti a 475 mila. 
La reazione dei future americani al dato è stata molto violenta con un calo di quasi un punto percentuale in pochi secondi. Anche la borsa di Milano è scesa in modo repentino passando da +0,4% a -0,5%. Vedremo nelle prossime ore l'evoluzione delle quotazioni.