venerdì 1 marzo 2013

I dati macro ci dicono che l'Italia forse è destinata al default



I primi due mesi di questo 2013 sono passati piuttosto velocemente sui mercati finanziari senza gravi ripercussioni sui mercati fino alla scorsa settimana. L'esito incerto delle elezioni politiche Italiane ha riportato la tensione sui mercati azionari ed obbligazionari europei senza tuttavia influire in maniera significativa sugli altri mercati azionari globali più decorrelati  (Usa, Giappone, Bric).
Al di la della completa incertezza politica del nostro paese che potrebbe costarci molti punti di spread e di mancata crescita di Pil per la mancata approvazione di alcune riforme strutturali necessarie per la ripresa economica dell'Italia, gli ultimi dati macro sono a dir poco negativi.

Partiamo dai dati ufficiali: 
Nel 2012 il Pil Italiano è sceso del 2,4%
Il Pil Nominale Italiano a fine 2012 è quindi pari a 1.565,916 Miliardi di euro.
Il Debito Pubblico Italiano a fine 2012 è invece pari a 1.988,363 Miliardi di euro.

Il Rapporto Debito/Pil a fine 2012 è quindi pari al 127%. 

Nell'ultimo anno il debito italiano è cresciuto di oltre 90 Miliardi di euro pari al 4,75%, consumi hanno segnato un calo del 3,9% su anno, con la spesa delle famiglie a -4,3%; gli investimenti fissi lordi crollano dell'8%. Unica componente in aumento l'export con +2,3%, mentre l'import scende del 7,7% mentre la pressione fiscale ha raggiunto un nuovo record storico del 44%.


Sul fronte lavorativo le cose non vanno meglio. Il tasso di disoccupazione è salito all'11,70% ma il dato realmente terrificante è quello riferito al tasso di disoccupazione giovanile che ha raggiunto un nuovo record al 38,7% con punte superiori al 50% dei giovani ragazzi del sud italia. 
In tutto ciò il numero degli inattivi risulta pari al 36,1%.

L'indice PMI manifatturiero italiano a febbraio è risultato pari a 45,80 contro delle attese pari a 47,60.  (Un valore di questo indicatore inferiore a 50 indica una fase di recessione dell'economia, valori vicino ai 45 di grave recessione...) 

Cosa ci aspetta per il 2013

Le previsioni più ottimistiche parlano di un calo del Pil vicino all'1% ma a mio avviso andremo facilmente in una forchetta tra il -1,4% e il -2% a causa della congiuntura economica mondiale meno favorevole e delle continue politiche di austerity che porteranno all'aumento della pressione fiscale sulle famiglie italiane (aumento dell'1% dell'Iva tra qualche mese) e dall'introduzione di nuove imposte che verranno approvate nel corso del 2013. 

A trainare al ribasso le mie stime sul Pil basta guardare ai dati catastrofici del mercato automobilistico: 
a febbraio le immatricolazioni sono state pari a 108.419 unità , con un calo del 17,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, caratterizzato a sua volta già da una pesante contrazione (-18,6%). Si tratta del peggior febbraio dal 1979 e della diciannovesima flessione a doppia cifra da gennaio 2011.
Il primo bimestre del 2013, si chiude  con una perdita complessiva del 17,3%, pari a 222.406 vetture consegnate, con cali che rappresentano circa il doppio della media europea. In altre parole il mercato automobilistico è tornato indietro di quasi 35 anni!! 

Provando a fare delle stime realistiche sul debito pubblico a fine 2013 (che a mio avviso potrebbe aggirarsi attorno ai 2040 Miliardi di euro) , il rapporto debito/Pil per il 2013 potrebbe superare il 131%, valore difficilmente sostenibile nel lungo periodo a causa della crescente spesa per gli interessi che per il solo 2013 dovrebbe superare i 90 Miliardi di euro. 

In questo scenario la situazione potrebbe facilmente surriscaldarsi anche a causa della completa instabilità politica del prossimo governo cosa che potrebbe riportare un deciso ritorno della volatità sui mercati che già hanno dato alcuni segnali importanti in questa settimana....



Il grafico su base settimanale dell'indice di milano ha dato in settimana due chiari segnali negativi. In primis la rottura ribassista della media mobile a 25 settimane e in secondo luogo l'incrocio ribassista dell'oscillatore Macd. 
L'ultima volta che si era verificato un segnale simile è stato a fine marzo 2012. Nei mesi successivi l'indice italiano passò dai 16000 punti ai 12200 punti toccati nella scorsa estate.... Se queste sono le premesse per il mercato azionario italiano i prossimi 2-3 mesi saranno tutt'altro che positivi. 

P.s. A partire da oggi entra in vigore la Tobin Tax ( qui il dettaglio della normativa)  sul mercato azionario italiano. Cosa cambia? La speculazione intraday sarà esente da questa tassa mentre i poveri cassettisti italiani oltre a perdere in media i loro pochi risparmi dovranno pagare anche lo 0,12% sul controvalore investito.  
W l'Italia. 






martedì 22 gennaio 2013

La crisi è finita o almeno i mercati stanno scontando questo


Sono passate alcune settimane dal mio ultimo post e il mercato è drasticamente cambiato nell'ultimo periodo. Cerchiamo di fare il punto della situazione dopo le ultime evoluzioni dei vari mercati internazionali. 

1) La crisi europea sembra volgere al termine, i mercati stanno scontando la fine del contagio dei paesi dell'area euro periferici e i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sono scesi violentemente su valori più accettabili e sostenibili rispetto a quelli di un anno fa'.


Le variazioni dell'ultimo anno parlano chiaro con un vero e proprio crollo dei tassi di interessi della Grecia ( da oltre il 30% al 10,45% odierno) del Portogallo ( dal 14% al 6,095 odierno) e dell'Italia ( dal 6,25% al 4,23% di oggi). Miglioramenti significativi anche per Francia, Germania e Spagna ( che potrebbe essere la vera sorpresa del 2013 ) .

A dir poco sorprendente la performance messa a segno dal btp decennale italiano da quanto si è insediato il governo Monti è passato dal 75 al 4,22% odierno. ( In altre parole un investitore che avesse comprato i btp nei giorni di tensione di novembre 2011 avrebbe realizzato un guadagno vicino al 30%...) 

2) Osservando il grafico sottostante del rendimento del btp decennale appare evidente che siamo tornati su dei livelli che non si vedevano da ottobre 2011 e la tendenza sembra proiettare tale rendimento attorno al 3,80%-4% di rendimento (valore strutturale di lungo periodo e a mio avviso sostenibile per l'attuale situazione economica dell'Italia). 



3) Per quanto riguarda gli indici azionari la situazione è stata a dir poco positiva nell'ultimo trimestre del 2012 e anche in questa prima parte del 2013. 


L'indice azionario americano Sp500 dopo aver violato al rialzo i precedenti massimi del 2011 sembra essere proiettato verso i 1500 punti e successivamente sui suoi massimi assoluti storici in area 1560 punti. Nonostante vi sia un elevata fase di ipercomprato il mercato rimane tonico e non ci sono segnali preoccupanti di ritorno di volatilità sui mercati anzi....
Osservando il grafico del Vix ( l'indice della paura) si può notare che alcuni giorni fa è stata violata al ribasso un importantissimo supporto statico ( in area 13,3 punti), rotto il quale si è assistito a un drastico calo della volatilità sui mercati. E al calo della volatilità si sa è associato un rialzo dei prezzi azioanari. 


Allungando l'orizzonte temporale di riferimento si può osservare che il Vix è tornato ai livelli del 2007, cioè in una fase naturale del ciclo economico e dei mercati finanziari. Forse siamo davvero in una nuova era di volatilità ( che a questo punto potrebbe tornare verso un livello strutturalmente naturale tra i 10 e i 12 punti ) simile a quella presente nel grafico sottostante dal 2005 in poi. Questo segnale è a mio avviso la vera svolta degli ultimi mesi e mi lascia molto più fiducioso per il 2013. 



Per quanto riguarda l'indice Italiano Ftse Mib va segnalato la formazione di un testa spalle di lungo periodo che avrà il suo punto di svolta attorno ai 18000 punti. L'eventuale rottura di questo valore potrebbe innescare una violenta accelerazione con successivi target in area 20000 e finale attorno ai 22000 punti. 


Osservando i grafici non si può non essere ottimisti sul 2013 e pensare che la crisi economica stia per finire. In genere i mercati anticipano la fine della crisi di circa 9 mesi e se i minimi sono stati toccati a metà del 2012 probabilmente inizieremo ad osservare dei dati macro in miglioramento già a partire dal 2 trimestre del 2013. 

Al momento tuttavia i numeri della disoccupazione in europa sono ancora tutti negativi ma si spera valga il detto dall'abisso non si può che risalire....



mercoledì 26 settembre 2012

Gli orsi tornano a piazza affari


Dopo giorni vissuti in piena euforia i mercati azionari europei sono tornati nuovamente in una fase di correzione. In particolare il mercato orso sembra esser tornato a casa (Piazza Affari) proprio da quando la Consob ha permesso nuovamente le vendite allo scoperto sui titoli finanziari italiani (il divieto è scaduto venerdì 14 settembre alle 18) ....sarà un caso??? Guardate i grafici e dite la vostra...

A partire dal 17 settembre infatti il listino italiano Ftse Mib ha perso oltre 1000 punti passando dai 16600 punti agli attuali 15408 punti (-3,3% solo oggi) . 
Da un punto di vista grafico lo scenario sembra alquanto preoccupante poichè sembra essersi formato un testa spalle ribassista che potrebbe proiettare l'indice italiano attorno ai 14500 punti. 
Inoltre il Macd Dayly conferma lo scenario negativo in corso come anche il taglio della media mobile a 20 giorni avvenuto quest'oggi. Probabile qualche tentativo di rimbalzo domattina ma l'eventuale rottura dei 15300 punti potrebbe innescare ulteriori ribassi con target fino a 15000 punti. L'eventuale cedimento di questo livello aprirebbe la strada a nuovi ribassi con successivi target a 14800 e a 14500 punti. 
Al contrario l'eventuale ritorno al di sopra dei 15600 punti potrebbe riportare il nostro listino in area 15800 e successivamente a 16000 punti. Tuttavia data la notevole debolezza del settore bancario italiano tale scenario appare meno probabile. 

Per quanto riguarda lo spread quest'oggi è salito a quota 375 punti base. Graficamente sembra essersi formato un doppio minimo in area 330 punti base dal quale il mercato sembra aver girato nuovamente al rialzo e puntare a questo punto ai 400 punti



Guardando all'America lo scenario appare decisamente preoccupante....



Analizzando il grafico si può notare che il dow jones sembra aver iniziato una fase correttiva piuttosto interessante. In particolare il Macd dayly ha appena tagliato al ribasso e anche l'oscillatore stocastico segnala una decisa inversione del trend rialzista in corso. L'eventuale rottura dei minimi odierni dovrebbe portare l'indice sul supporto statico a quota 13370 punti e successivamente attorno ai 13200 punti. Qualora questo movimento dovesse assumere proporzioni più estreme non escludo un ritorno in area 13000 e a 12840 punti dove transita la media a 200 giorni. 

Vedremo...

mercoledì 12 settembre 2012

Economia virtuale Vs Economia Reale


Negli ultimi 15 giorni la situazione sui mercati finanziari è radicalmente cambiata e la fase peggiore della crisi sembra per il momento passata. Quest'oggi lo spread tra titoli decennali italiani e titoli tedeschi è sceso a 341 punti base, valore più basso da aprile 2012. 
Nel giro di 2 mesi complice l'intervento di Draghi, lo spread si è ridotto di oltre 200 punti base lasciando intravedere un futuro meno cupo per l'Italia e per l'intera Europa.


Ancora più eclatante è il grafico dello spread tra titoli italiani e tedeschi a 2 anni: 


Nel giro di poche settimane siamo passati da oltre 500 punti base agli attuali 212!! 

In questo contesto la borsa di Milano è stata molto tonica registrando uno dei rialzi più corposi della sua storia recente: 



Dal 25 luglio 2012 il Ftse Mib è passato da 12200 punti agli attuali 16419, recuperando oltre il 30% in meno di 2 mesi. Raramente ho assistito a rialzi cosi pronunciati negli ultimi 15 anni di borsa. Sebbene la situazione di lungo periodo sembra infatti tornata positiva con la rottura della media a 200 giorni che aveva dato un segnale di acquisto molto valido nei giorni scorsi attorno ai 14800 punti, sul breve periodo il mercato appare in una situazione di ipercomprato molto violento come dimostra la fuoriuscita dei prezzi dalla banda di bollinger superiore. Probabile in tal senso un'imminente correzione nei prossimi giorni con primo target a 16000 punti. Al contrario se questo violento uptrend dovesse proseguire i prossimi target si riscontrano in area 16500-16800 e infine 17000 punti. 

La forza relativa del mib appare ancor più significativa se confrontata con quella di altri indici europei. In particolare si può osservare che nell'ultimo mese l'indice italiano è salito di oltre il 10% mentre il Dax tedesco ha messo a segno una performance del 5% come anche l'indice Stoxx europeo.



Da un punto di vista macro invece i numeri continuano ad essere estremamente negativi per quanto riguarda l'italia:
la produzione industriale italiana nell'ultimo mese ha messo a segno un -0,2% ( e ben -7,3% su base annua) mentre il pil ha messo a segno un -0,8% nell'ultimo trimestre (-2,6% su base annua) . 
Nei prossimi mesi lo scenario economico a mio avviso resterà ancora piuttosto debole anche a seguito delle numerose imposte che colpiranno i risparmiatori e i consumatori italiani e se ci sarà una ripresa se ne parlerà nella seconda metà del 2013. Infatti generalmente i mercati azionari anticipano il ciclo economico di circa 9 mesi e se come sembra sono stati toccati dei minimi importanti in questo 2012 è lecito sperare in una lieve crescita economica (+0,5% nella seconda metà del 2013). 





martedì 21 agosto 2012

Siamo già nella fase di euforia dei mercati??


Ennesima chiusura positiva per le borse europee quest'oggi. A svettare è stata ancora una volta la borsa di Milano con il Ftse Mib che ha chiuso in rialzo del 2,4% a quota 15330 punti trainata ancora una volta dall'intero settore bancario e da quei titoli particolarmente colpiti dalle vendite nei mesi scorsi.


Osservando il grafico giornaliero si può notare che il mercato azionario italiano è passato da una fase di depressione attorno al 25 di luglio a una fase di completa eccitazione che si sta trasformando in euforia in questi ultimi giorni.. Dai minimi il Ftse Mib ha recuperato ben 3000 punti ( quasi il 25% nel giro di 20 giorni borsistici, credo si tratti di un record storico). La rottura della media mobile a 200 giorni attorno ai 14820 punti ha innescato un'ulteriore balzo delle quotazioni che ora si son spinte fino a 15330 punti. Osservando il macd dayly l'impostazione rimane rialzista ma gli eccessi di ipercomprato mi fanno propendere per una fase di lateralizzazione/correzione delle quotazioni nei prossimi giorni.  
Il primo grafico mostra invece quali sono le fasi emotive del mercato e sappiamo cosa succede dopo la fase di euforia sui mercati...

A conferma di ciò basta vedere il grafico dell'indice americano Dow jones:


Al momento il mercato americano sembra aver fatto un doppio massimo di lungo periodo e la chiusura sui minimi di seduta in calo dello 0,5% non è sicuramente un bel segno della tenuta dell'uptrend in corso. 
Oltretutto l'oscillatore stocastico mostra che i prezzi dopo essere stati in una fase di ipercomprato molto importante (superiore a 90) stanno iniziando a scendere e questo rafforza la visione negativa per le prossime sedute. Stessa conclusione anche dall'analisi del MACD dayly. 


Conclusioni negative vengono anche dall'analisi del Vix (l'indice della volatilità/paura) che dopo aver testato l'area 13,5-14 sembra ritrovare una certa impostazione positiva ( oggi +7,1% a 15,02) che dovrebbe proseguire anche nei prossimi giorni. 


Infine guardiamo l'indice SP500. Quest'oggi è stato ritoccato al rialzo il massimo intraday degli ultimi 4 anni ma dopo pochi minuti sono partite le prime prese di beneficio che hanno portato ad una chiusura negativa per l'indice americano. Statisticamente parlando ho notato che negli ultimi anni ogni volta che il mercato ha segnato dei nuovi massimi assoluti è partito un trend di direzione opposta a quello che aveva portato il mercato sui massimi. 
Inoltre osservando il grafico su un orizzonte temporale più esteso si può osservare con i ventagli di gann come le quotazioni si siano mosse in un canale rialzista piuttosto prolungato nell'ultimo periodo e quest'oggi i prezzi dopo esser fuorisciti al rialzo da questo canale hanno iniziato una piccola correzione. Vedremo se questi segnali di indebolimento del trend principale ( che al momento rimane assolutamente rialzista) verranno confermati anche nei giorni successivi ma personalmente inizierei a prender profitto dopo i violenti rialzi delle ultime sedute. 

lunedì 13 agosto 2012

Arriva Ferragosto ma anche sui mercati la temperatura potrebbe salire...


Sono passati svariati giorni dal mio ultimo post e tornato dalle vacanze estive non posso non augurarvi un buon ferragosto con i vostri amici e parenti con una bellissima foto di un tramonto pugliese. 
Detto questo cerchiamo di analizzare la possibile evoluzione dello scenario macro-economico nelle prossime settimane. 
1) A livello mondiale il rallentamento economico appare sempre più evidente e la crisi economica sembra dilagare a macchia d'olio in tutti i paesi sviluppati ( europa in testa) mentre risulta confermato il marcato rallentamento economico per i Bric.
2) Per quanto riguarda l'Italia gli ultimi dati macro sono piuttosto negativi. 
Il debito pubblico italiano a giugno 2012 ha raggiunto un nuovo record storico a quota 1.972,940 miliardi di euro con un rapporto tra debito e Pil che è così salito al 124%.


Come si può osservare in questa tabella, da fine 2011 il debito pubblico italiano è cresciuto di quasi 75 miliardi di euro, pari ad una variazione del 3,95% rispetto a dicembre 2011.


In base ai miei calcoli, ipotizzando un calo del pil nominale del 2% a fine 2012 e che il debito pubblico italiano a fine 2012 sia pari a quello di giugno (1972,9 Miliardi di euro) , ci troveremmo a fine anno con un rapporto debito/pil pari al 127,4% e del 128,2% per il 2013 (per il quale ho stimato invece un calo del pil nominale dell'1% rispetto al 2012). 

Come si può osservare negli ultimi anni il debito italiano è cresciuto in maniera esponenziale e la situazione anche con il governo tecnico attuale sembra fuori controllo. 
Il dato finale è spaventoso. Negli ultimi 12 anni e mezzo il debito pubblico italiano è passato da 1272,5 miliardi di euro di fine millennio ai 1972 attuali, registrato in pratica una crescita vicina al 52%.



A questi dati macro va segnalato che la quota di debito pubblico detenuta da  non residenti è scesa al 31,7%, dal 45% toccata nel 2011. ( Si parla di un deflusso costante di denaro che solo ad aprile è stata pari a 61 miliardi di euro). 

3) In questi giorni il mercato è stato piuttosto tranquillo, anche perchè quasi tutti i vertici internazionali mondiali sono in ferie e non ci sono state dichiarazioni particolari. Tuttavia sul sole 24 ore di oggi viene riportata questa notizia non proprio rassicurante: 

"Nuova doccia fredda sui sogni di integrazione eueopea e, prima ancora, sulle chance che si attivino quanto prima meccanismi in grado di mettere al riparo Spagna e Italia dalle conseguenze della crisi finanziaria. Infatti, a causa di una nuova causa pendente la decisione della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm e del fiscal compact potrebbe slittare «molto oltre» il 12 settembre prossimo, data entro cui era originariamente attesa. Lo scrive il sito del quotidiano economico tedesco Handelsblatt."

4) Da un punto di vista grafico la situazione appare vicina ad un punto di svolta per l'indice milanese Ftse Mib. 

Osservando il grafico con candele giornaliere risulta evidente l'attuale fase di consolidamento delle quotazioni attorno all'area 14400-14800 punti. L'andamento delle ultime sedute sembrerebbe una tipica figura di inversione ribassista del mercato (evening star) . In tal senso l'eventuale rottura del supporto chiave dei 14400 punti potrebbe innescare nuove prese di beneficio con successivi target a 14200 e successivamente a 14000 punti. 
Nuova positività invece al di sopra dei 14600 con successivi target a 14800 e poi 15000 punti. (Tale  scenario appare a mio avviso meno probabile)


Allargando il grafico su una scala temporale più estesa risulta evidente che il downtrend di lungo periodo non è mai stato intaccato negli ultimi mesi. Infatti i prezzi si sono sempre mantenuti al di sotto della media mobile a 255 giorni ( circa i giorni di borsa aperti in un anno) e l'attuale recupero sembrerebbe soltanto un rimbalzo momentaneo del mercato. 


Infine guardiamo anche il Vix americano (detto anche l'indice della paura): 


Quest'oggi il Vix ha chiuso a quota 13,86 punti, valore che storicamente parlando è estremamente basso. Osservando il grafico si può notare che ogni volta che è stato toccato un valore inferiore a 15 il Vix è tornato a salire violentemente, trascinando al ribasso i vari mercati azionari americani e di conseguenza quelli europei. Va segnalato inoltre che anche lo stocastico dayly ha raggiunto dei valori di ipervenduto molto interessanti sui quali potrebbe essere conveniente provare qualche acquisto di volatilità o contemporaneamente qualche short sull'azionario. 





martedì 24 luglio 2012

Il Ftse Mib segna nuovi minimi storici mentre la tensione vola alle stelle


Difficile commentare quello che sta accadendo sui mercati finanziari in questi giorni senza farsi trasportare dall'emotività ma proviamo ad analizzare la situazione attuale in modo imparziale. 
Da un punto di vista macroeconomico la situazione europea appare in deciso peggioramento e l'andamento degli indici Pmi odierni di Francia (43.1) e Germania (44.1) confermano ancora una volta il rallentamento dell'economia europea. La recessione che sta colpendo duramente la Grecia (Samaras ha parlato di un -7% per il Pil di Atene per il 2012) non è un evento isolato (anche la Spagna e l'Italia subiranno un violento calo del Pil quest'anno) e con molta probabilità interesserà anche gli Stati Uniti d'America, il Giappone e gran parte delle economie avanzate. Al contrario i paesi emergenti (Bric) dovrebbero continuare ad osservare ritmi di cresciuta piuttosto importanti (dal 3% al 7%) ma inferiori rispetto a quanto previsto qualche mese fa. 
Sul fronte internazionale la situazione è tesissima e le istituzioni politiche ed economiche sembrano gettare benzina sul fuoco con le loro dichiarazioni di questi giorni......
La Spagna è al centro del ciclone con i rendimenti dei titoli spagnoli che ormai sono fuori controllo. Lo spread tra titoli di stato spagnoli e titoli di stato tedeschi ha raggiunto i 640 punti base. In particolare va segnalato che la curva dei rendimenti dei titoli di stato spagnoli risulta quest'oggi quasi invertita. I titoli a 5 anni infatti rendono il 7,59% mentre i titoli a 10 anni rendono il 7,62%. 


Contemporaneamente i titoli a 2 anni rendono il 6,64%... Poche settimane fa questi titoli rendevano attorno al 4%. 


Questi rendimenti esprimono un concreto rischio di default sul debito iberico nei prossimi anni se non verrà effettuata qualche operazione straordinaria di salvataggio da parte dell'Europa. 

Quest'oggi è infatti emerso che dopo le comunità autonome di Valencia e Murcia anche la Catalogna si trova in difficoltà finanziarie (c'è un buco di 42 miliardi di euro che nessuna banca può finanziare). Qui sotto (Fonte Sole 24 ore) potrete notare i debiti pubblici delle varie regioni spagnole (complessivamente si parla di quasi 120 miliardi di euro).  




A risentire della Crisi Spagnola è stata quest'oggi sopratutto l'Italia che vanta uno dei debiti pubblici più alti al mondo e un rapporto debito/pil assolutamente preoccupante (oltre il 123% in base agli ultimi dati ufficiali ma vicino al 128% in base ai miei calcoli) . 
A fine giornata lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito sopra i 530 punti base ( valori che sono molto vicini a quelli toccati a novembre 2011, quando si insediò il governo Monti) con il rendimento dei titoli italiani a 10 anni che è salito al 6,59%. 


A questo punto credo che nei prossimi giorni la BCE dovrebbe intervenire a sostegno dei titoli governativi italiani e spagnoli, almeno sulla parte di medio- breve (titoli fino al 2015-2016) per evitare il disastro. Vedremo quali mosse saranno messe in campo (acquisto diretto dei titoli sul mercato secondario, scudo anti-spread, nuovo ltro, taglio dei tassi) ma una cosa è sicura: è tempo di agire altrimenti il mercato potrebbe collassare e superare il punto di non ritorno (se già non è stato superato per il caso spagnolo) prima di settembre. 

Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib della borsa di Milano va segnalato che quest'oggi sono stati segnati dei nuovi minimi intraday assoluti a quota 12276 punti prima di un leggero recupero nella fase finale della seduta. L'indice milanese ha infatti raggiunto e superato i minimi toccati nel lontano marzo 2009 quando tutti i mercati erano in una situazione di panico. Osservando il grafico sottostante si può osservare che la rottura della trendline rialzista di breve periodo tre giorni fa ha innescato un violento sell-off che ha fatto perdere quasi il 10% al listino italiano in sole 3 sedute. A questo punto data l'elevata volatilità è difficile fare delle previsioni anche perchè sotto i livelli attuali non c'è più alcun supporto ne' statico ne' dinamico. 
Provando ad ipotizzare dei possibili livelli tecnici di supporto credo che i prossimi target ribassisti potrebbero essere in area 12000 punti ed eventualmente a 11500-11600 punti per le prossime sedute. 
Tuttavia data l'elevato livello di ipervenduto raggiunto non escluderei delle possibili rapide ricoperture con target rialzisti fino a 12800 punti.
In tal senso proverei con molta cautela e con stop loss vicini, qualche acquisto in tarda mattinata su qualche titolo bancario (tipo Unicredit o Intesa) particolarmente colpiti dalle vendite negli ultimi giorni. 




martedì 17 luglio 2012

La crisi italiana si aggrava! Debito e Spread alle stelle


Sono passati alcuni giorni dal mio ultimo articolo ma la situazione macroeconomica italiana ed internazionale sembra tutt'altro che migliorata.
Il debito pubblico italiano negli ultimi mesi ha continuato a crescere a livelli drammaticamente elevati raggiungendo quota 1966 Miliardi di euro a maggio 2012 (l'equivalente di 32771 euro per ogni italiano). Domanda polemica: ma il governo Monti non doveva tagliare le spese e ridurre il debito pubblico?? 
Come potete osservare nella tabella sottostante da inizio 2012 il debito pubblico italiano è cresciuto di ben 68,3 miliardi di euro ( cioè una variazione del +3,6% rispetto a dicembre 2011). 


Debito Publico Italiano
2012 Variazione mensile
Gennaio 1.935.829 37.883
Febbraio 1.928.200 -7.629
Marzo 1.946.083 17.883
Aprile 1.949.243 3.160
Maggio 1.966.303 17.060
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Variazione 2012 3,60% 68.357


Quest'oggi il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le nuove proiezioni di crescita in questa tabella, mettendo in risalto un netto rallentamento della Crescita economica a livello mondiale. Come si può osservare l'Area euro chiuderà il 2012 con un calo dello 0,3% del Pil. In particolare saranno l'Italia e la Spagna a subire maggiormente la crisi economica e la recessione, rispettivamente con un -1,5% di Pil per la Spagna e -1,9% di Pil per l'Italia.  



Ipotizzando una caduta (ottimistica) del Pil italiano a fine 2012 del 2% ( in linea con le attuali stime del FMI) ci troveremmo a fine 2012 ( in base ai miei calcoli) con un rapporto debito/Pil del 127% ben superiore a quanto stimato dal rapporto del FMI (125,8% per il 2012 e 126,4% per il 2013). 

Provando a fare delle valutazioni leggermente più pessimistiche, nell'ordine di un calo del Pil a fine 2012 del 3% e dell'1% a fine 2013 (a mio avviso del tutto compatibile con l'attuale crollo dei consumi degli italiani e della fiducia delle famiglie italiane) ci troveremmo con un rapporto debito/Pil del 128,3% a fine 2012 e del 129,6% a fine 2013. 
Tali valori esprimono la reale situazione economica italiana e spiegano perchè i mercati internazionali stiano colpendo i titoli di stato italiani e spagnoli negli ultimi mesi. 
Quest'oggi il rendimento dei titoli decennali italiani è tornato al 6,045% valore lontano dai massimi toccati a novembre scorso ma pur sempre troppo elevato per essere sostenibile nel lungo periodo.




Contemporaneamente lo spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è invece tornato su valori estremamente elevati. Dopo aver toccato i 550 punti nell'autunno scorso adesso siamo tornati in area 480/490 punti, valori tutt'altro che rassicuranti. 



Quello che però è a mio avviso la situazione più preoccupante/ paradossale , a seconda dei punti di vista è l'andamento dei rendimenti dei titoli dei paesi "core" a breve termine. In particolare nel grafico sottostante si può osservare che ai livelli attuali i titoli tedeschi a 2 anni offrono dei tassi di interesse nominali negativi, pari a -0,047%. Si avete capito bene, interessi negativi, chi compra titoli tedeschi a 2 anni oggi sa che a scadenza riceverà meno del capitale investito (a meno di situazioni anomale). 
Una situazione analoga vale per i titoli di stato finlandesi, austriaci, francesi e  belgi (con rendimenti che sfiorano lo 0%). I rendimenti dei titoli di stato italiani, spagnoli, portoghesi etc etc con le stesse scadenze sono invece ben superiori al 3%.....



Va sottolineato che stiamo parlando di tassi di interessi nominali e non reali, perchè in quel caso dovremmo sottrarre il tasso di inflazione a questi rendimenti. In quel caso avremmo un rendimento reale dei titoli tedeschi a 2 anni attorno al -2% annualizzato).

Cercando di analizzare questi valori possiamo darne una doppia interpretazione: 
1) il mercato è impazzito e gli investitori preferiscono investire i propri capitali in paesi core a rendimenti negativi piuttosto che investire in paesi periferici ( con rendimenti alti ma rischiosi). In questo caso tutti gli investimenti in titoli di stato francesi, tedeschi, austriaci e finlandesi sarebbero una sorta di grande bolla speculativa destinata a scoppiare a breve e contemporaneamente tutti i titoli dei paesi periferici potrebbero essere una buona opportunità di investimento. 
2) il secondo scenario è invece diametralmente opposto: il mercato ha capito che l'eurozona e l'euro non hanno più di due anni di vita e che i titoli dei paesi core si rivaluteranno quando torneranno in valuta locale e questo compenserebbe i tassi di interessi negativi. 
Ad esempio ipotizzando uno smembramento dell'area euro ed un ritorno alle valute nazionali i titoli tedeschi subirebbero una rivalutazione ( dell'ordine del 10-15%) data dall'apprezzamento del nuovo marco tedesco rispetto all'euro. 
Solo in questo contesto è spiegabile un tasso di rendimento negativo sui vari titoli governativi dei paesi dell'europa centrale. 

Vedremo cosa accadrà ma una cosa è certa: negli ultimi mesi la recessione  sta colpendo sia in italia che negli altri paesi periferici e credo che sia indispensabile per i vari governi effettuare delle scelte politiche volte alla crescita e alla riduzione della disoccupazione (in particolare della disoccupazione giovanile). A mio avviso anche la BCE nelle prossime settimane potrebbe decidere di abbassare ulteriormente il tasso di interesse ufficiale (ad ora allo 0,75%) e/o adottare delle nuove politiche di intervento sul mercato primario/secondario per i titoli di stato dei paesi periferici. Alternativamente la BCE potrebbe anche decidere di varare un nuovo LTRO magari a 5 anni per il sostegno del sistema bancario europeo ( ad oggi in netta difficoltà nonostante i vari interventi del passato) ma credo che sia fondamentale far tornare la fiducia negli investitori internazionali e nelle famiglie che vedono il loro futuro molto incerto. 

In questo contesto piuttosto caldo credo che i prossimi 20 giorni di contrattazione saranno piuttosto turbolenti per i mercati finanziari. 




martedì 3 luglio 2012

Milano mette a segno il 5° rialzo consecutivo


Sono bastati 5 giorni all'indice Ftse Mib per riportarsi rapidamente in area 14500 punti. Con il rialzo odierno ( +1,3% a 14494 punti) l'indice italiano mette a segno il 5 rialzo consecutivo e un clamoroso più 11,5% rispetto ai valori di giovedì 26 giugno. Come si può osservare il recupero partito sulla tenuta del supporto statico passante in area 12600 punti ha innescato un copioso rialzo che sembra ben più del classico rimbalzo di breve periodo. Infatti la rottura al rialzo della trendline ribassista di lungo periodo ( partita da febbraio) ha innescato un ondata di acquisti decisamente interessanti. Contemporaneamente anche il Macd giornaliero aveva segnalato un'imminente inversione di tendenza che a questo punto potrebbe riportare l'indice, nelle prossime settimane, in area 16000 punti. Tuttavia va segnalato che l'elevato livello di ipercomprato accumulato in questi ultimi 4-5 giorni è statisticamente elevato e potrebbe innescare rapide prese di beneficio con target a 14000 punti. 

giovedì 21 giugno 2012

Il rimbalzo per i mercati forse è finito


Dopo alcuni giorni di violenti rimbalzi per i listini europei sembra che il clima stia cambiando piuttosto rapidamente. L'andamento dei corsi azionari di oggi appare emblematico in tal senso. Infatti il Ftse Mib dopo una apertura in calo era stato in grado di allungare decisamente fino a registrare una crescita vicino all'1,5% attorno ai 14000 punti. La mancata rottura di questa resistenza ha innescato le prime prese di beneficio che hanno riportato l'indice sui valori di ieri. A fine seduta infatti l'indice milanese ha guadagnato appena lo 0,14% a quota 13751 punti. 


Da un punto di vista tecnico va segnalato che il listino italiano ha guadagnato nelle ultime sedute oltre 1100 punti e dopo aver tentato invano di superare quota 14000 punti sembra configurarsi qualche giorno di correzione. Infatti sul grafico con candele orarie si può osservare un taglio ribassista del macd che rafforza questo segnale ribassista. In tal senso i primissimi target transitano in area 13600 punti e successivamente a 13500 punti. Poichè il trend di lungo periodo rimane impostato ancora al ribasso non sono da escludere ulteriori affondi in area 13400 punti ed eventualmente a 13200 punti. 
Al contrario in caso di nuovi rialzi i primissimi target transitano in area 13800 e 14000 punti ma tale scenario a mio avviso è poco probabile.  

Sul fronte macroeconomico va segnalato che questa sera sono uscite le analisi sulle banche spagnole. Secondo le analisi condotte da due società di consulenze esterne su 14 gruppi bancari del Paese (90% del sistema finanziario nazionale) sembra che sia necessaria una ricapitalizzazione delle banche spagnole in un intervallo compreso tra 51 e 62 miliardi di euro
Secondo la tedesca Roland Berger servirebbero 51,8 miliardi di euro, mentre secondo l'americana Oliver Wyman potrebbero servire tra 51 e 62 miliardi. 

Va segnalato inoltre il nuovo allargamento dello spread tra titoli decennali italiani e bund tedeschi a quota 418 punti (dopo un minimo intraday in area 400 punti). 

In tal senso la mancata rottura del supporto passante in area 400 punti è piuttosto preoccupante e potrebbe innescare un ulteriore allargamento dello spread fino ai 430 e successivamente a 450 punti. 
Osservando il grafico con candele orarie del btp future si può osservare il deciso rally degli ultimi giorni che ha proiettato i prezzi da quota 96 a 101,5 punti. Su questo livello sono scattate le prime vendite che potrebbero continuare anche nella giornata di domani con target intermedio a quota 100 e successivamente a 99,50. A sostegno di questo scenario c'è il taglio ribassista dell'oscillatore macd che segnala una decisa inversione di tendenza. 


Sul fronte delle commodities va segnalato il crollo del petrolio nell'ultimo periodo. ( oggi -3,5% a quota 78,55 dollari a barile ). A mio avviso tale crollo è un segnale piuttosto preoccupante sulla reale situazione economica mondiale...in altre parole il mercato sta scontando una recessione mondiale nei prossimi mesi. 


Per quanto riguarda Wall Street il grafico sottostante del Dow jones con candele giornaliere parla da solo ( notare il taglio sullo stocastico e il pullback sulla media mobile) ed è tutt'altro che positivo per i prossimi giorni.....