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lunedì 20 febbraio 2012

I mercati scommettono sul salvataggio della Grecia e Milano rompe al rialzo la media a 200 giorni

20/02/2012 questa data forse rimarrà impressa in molti investitori perché nel bene o nel male questa sera accadrà qualcosa di importante sul futuro economico della Grecia, sul futuro economico dell’Europa e dell’Euro e probabilmente sulle sorti dell’economia Globale. I mercati finanziari quest’oggi complice la chiusura di Wall Street hanno vissuto una giornata caratterizzata da bassa volatilità (non accadeva da mesi una giornata così tranquilla) e dal rialzo delle quotazioni dei vari titoli. Guardando i grafici sembra che gli investitori diano ampia fiducia al varo dei 130 Miliardi di euro per il salvataggio della Grecia e i dati di chiusura di Milano sono senz’altro positivi. 




L’indice Ftse Mib è salito dell’1,07% chiudendo a quota 16724 punti e al di sopra della Media Mobile semplice a 200 giorni segnalata in blu nel grafico(da sempre un ottimo strumento  utilizzato anche dai principali fondi comuni per calibrare le proprie scelte di investimento nel lungo periodo). Era da Maggio 2011 che l’indice Italiano non si trovava al di sopra di questa media mobile e ciò potrebbe innescare ulteriori acquisti nei prossimi giorni, soprattutto se venissero violate le successive resistenze statiche poste in area 16800 punti e successivamente a 17000 punti. L’eventuale rottura di questi livelli contribuirebbe ad alimentare un rinnovato ottimismo sul mercato italiano con successivi target a 17500 e 18000 punti nelle prossime settimane.
Al contrario se questa sera dovessero sopraggiungere notizie infauste sul salvataggio della Grecia con conseguenti nuovi crolli borsistici, la rottura odierna al rialzo di tale media mobile dovrebbe essere interpretata come un falso segnale e bisognerebbe assumere una posizione difensiva del proprio portafoglio azionario. Difficile capire cosa accadrà questa sera anche perché il rendimento dei titoli di stato della Grecia a 1 anno è salito al 615%...

Andando invece ad analizzare l’andamento dei rendimenti dei titoli di stato si possono riscontrare numerosi aspetti positivi per ciò che riguarda l’Italia:

I btp a 10 anni quest’oggi offrono un rendimento del 5,48% (ai minimi da ottobre 2011) e al di sotto dell’importante soglia di guardia del 6%.  
I btp a 5 anni offrono un rendimento del 4,32% (ai minimi da settembre 2011)
I titoli di stato a 2 anni offrono un rendimento del 2,97% ( ai minimi da aprile 2011).

Contemporaneamente lo spread tra btp e bund tedeschi a 10 anni si è ridotto a 352 punti base (ai minimi da settembre 2011).


Tali valori esprimono più di mille parole l’efficacia e la rinnovata stima a livello nazionale ed internazionale dell’Italia (merito a mio avviso soprattutto dell’impulso dato dal nuovo premier Mario Monti che ha attuato delle manovre di urgenza per salvare il paese dal collasso economico).
In tal senso infatti va sottolineato che i rendimenti dei titoli di stato italiani sono scesi nell’ultima settimana senza alcun intervento da parte della BCE ( non sono stati acquistati titoli di stato di nessun paese dell’area euro). Va evidenziato che la scorsa settimana i valori dei bond italiani sono balzati per la sesta settimana consecutiva, mettendo a segno l'arco temporale più lungo di rialzi dall'agosto del 2006, non male per un paese in piena crisi economica.
La prossima importante sfida che il governo dovrà affrontare riguarda la Crescita Economica. A mio avviso era necessaria una politica di lacrime e sangue per assestare i conti dell’Italia e per evitare il default ma a questo punto si rende necessario attuare una politica economica volta alla crescita, al futuro dei giovani (riduzione del valore spaventoso del 31% di disoccupazione giovanile) e al futuro del 15% della popolazione che ora si trova al limite della povertà. Un paese oltre a contenere le spese deve essere in grado di produrre e di dare un futuro alle nuove generazioni altrimenti non potrà far altro che fallire nel lungo periodo. 

mercoledì 15 febbraio 2012

L’Italia è in recessione mentre la Grecia è vicina al collasso.


Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro: il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre del 2011 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre ha registrato un incremento dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso.
In altre parole il 2011 è stato un anno di debole crescita economica in Europa ed il rallentamento registrato durante l’ultimo trimestre è stato piuttosto significativo. Osservando i singoli paesi si può osservare che ci sono enormi differenze tra paesi come Francia e Germania che hanno visto il loro Pil registrare lievi crescite e paesi come Grecia ed Italia che si trovano in recessione. A mio avviso il primo trimestre del 2012 potrebbe essere altrettanto negativo e la vera ripresa economica potrebbe iniziare tra la fine del 4 trimestre del 2012 e l'inizio del 2013. 
Grecia:
L'economia greca ha subito una contrazione del Pil pari al 7% tendenziale nel quarto trimestre. Si tratta di un dato ancora peggiore delle ultime stime, che prevedevano una contrazione del 6% legata all'impatto dei tagli alle retribuzioni e degli aumenti delle tasse chiesti da Ue e Fmi. A seguito dell’ulteriore piano di austerity votato qualche giorno fa l’economia Greca rischia di avvitarsi sempre di più in un vortice di debiti e di recessione.
Le tensioni politiche di questi giorni, in merito allo slittamento del pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro da consegnare ad Atene, contribuiscono alle tensioni sui mercati finanziari, in particolare per quanto riguarda la borsa greca ( ATHEN INDEX COMPOS -5,1% quest'oggi a quota 776 punti). 



Italia:
Il prodotto interno lordo dell'Italia è sceso dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,5% su base annua. Il dato è risultato peggiore delle previsioni, in quanto gli analisti si aspettavano una flessione dello 0,4% su base trimestrale. Si tratta del secondo trimestre negativo per l'economia italiana (-0,2% in quello precedente), cosa che da un punto di vista economico fa parlare di Recessione Tecnica per l'Italia. L'ultima volta in cui l'Italia ha versato in condizioni di recessione è stato nel 2009, quando il prodotto interno lordo è crollato -5,1%.

Se a questi numeri aggiungiamo che le famiglie italiane hanno perso circa un 4% (è una mia stima ottimistica) del loro potere di acquisto a causa dell'inflazione (2,5% circa) e dell'aumento della pressione fiscale possiamo concludere che il 2011 è stato un anno molto negativo per l'economia italiana e il 2012 rischia di essere altrettanto negativo.  
Il paragone con l'andamento dei Pil francese e tedesco, mette evidenza ancora una volta le condizioni negative in cui versa il paese. 
Francia
Infatti il Pil Francese, con il  che è salito dello 0,2% su base trimestrale (dato preliminare del quarto trimestre del 2011), contro il -0,2% atteso. Su base annua, la crescita è stata +1,4%
Germania
Meglio delle stime è stato anche il Pil tedesco, in calo -0,2% su base trimestrale, che parlavano di una contrazione pari a -0,3%. Inoltre, l'ufficio di statistica tedesco ha rivisto al rialzo la crescita tedesca della Germania del terzo trimestre a +0,6% da +0,5% comunicato inizialmente.

Personalmente credo che l'Europa sia sempre più divisa sia da un punto di vista politico che da un punto di vista economico. Le disparità si stanno allargando sempre di più e le condizioni economiche in cui versano i cittadini europei sono estremamente diverse a seconda del paese di residenza, basti pensare alle drammatiche condizioni in cui sono costretti i cittadini greci a causa del piano di Austerity. 

Per risolvere la situazione attuale credo sia necessario un grande impegno politico da parte dei principali leader europei  in tal senso l'incontro tra il premier Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel di venerdì potrebbe essere determinante per decidere le sorti della Grecia) e un grande impegno finanziario da parte della Bce. In tal senso credo che l'europa possa giocare ancora due carte per salvare la Grecia e per salvare l'euro dal collasso:
1) Attuare una manovra espansiva attraverso il taglio dei tassi di interesse allo 0% ( così come è stato fatto dalla Fed in precedenza) 
2) Attuare un prestito per il rilancio dell'Economia Greca magari stile LTRO ( prestiti all'0,5-1% per 3 anni per finanziare nuovi progetti industriali, nuove attività produttive, nuovi investimenti nel settore delle costruzioni a livello pubblico in grado di riattivare il ciclo economico attualmente avvitato tra disoccupazione, pressione fiscale e recessione).
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni in tal senso...

lunedì 13 febbraio 2012

L'asta dei Bot delude e Milano chiude in pari


Il Tesoro italiano ha collocato sul mercato 8,575 miliardi di euro di bot con scadenza a dodici mesi (15/02/2012) ad un tasso di interesse del 2,23%, in calo rispetto al rendimento del 2,735% dell'asta precedente. Tuttavia il bid to cover ha registrato una flessione a 1,09, in calo dall' 1,27 precedente. Tale valore risulta estremamente preoccupante, infatti la domanda è stata appena superiore all'offerta, risultando pari rispettivamente a 9,272 miliardi di euro a fronte dei 8,575 miliardi di euro collocati. La Banca d'Italia in merito ha fatto sapere che su questo risultato può aver influito un problema tecnico che ha indotto un rallentamento nella ricezione delle domande inviate da diversi operatori, pervenute in Banca d'Italia dopo il termine delle 11 e che quindi sono state scartate dalla procedura d'asta". 
Inoltre sono stati emessi anche dei bot con scadenza a 127 giorni (giugno 2012), ovvero a quattro mesi, all'1,546%. La domanda è stata pari a circa 8,5 miliardi a fronte di 3,5 miliardi di Bot collocati. In questo caso il bid to cover è stato pari a 2,45 un valore decisamente soddisfacente. 
A mio avviso questo l'esito delle due aste odierne è di difficile interpretazione. Da una parte risulta piuttosto deludente sul fronte della domanda da parte degli investitori in merito ai titoli a 1 anno (al di la dell'errore tecnico credo che la domanda sia stata decisamente debole) mentre è soddisfacente in relazione al calo dei rendimenti offerti rispetto alle ultime aste. 
Osservando i rendimenti sul mercato secondario dei titoli di stato a 10 anni quest'oggi si registra un valore del 5,60%, ben lontano dai livelli record registrati a fine 2011 ma ancora troppo elevati per poter parlare di ripresa economica e di fine della crisi finanziaria. 
Da segnalare il rialzo nelle ultime ore di contrattazione dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni balzato da 347 punti base (minimo odierno) ai 367 punti della chiusura.  



Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib lo scenario ribassista ipotizzato  nell'articolo di giovedì scorso (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/02/fine-del-rally-per-milano.html ) sembra trovare conferme giorno dopo giorno. Infatti la chiusura odierna sui minimi di seduta (+0,05% a quota 16369 punti) evidenzia la debolezza dell'indice negli ultimi 3 giorni che a questo punto sembra essere proiettato verso quota 16200 punti ed eventualmente fino a 16000 punti. A supporto di tale ipotesi si può notare la mancata rottura della media mobile a 200 giorni (linea blu) che denota la permanenza del trend ribassista di lungo periodo e il contemporaneo taglio ribassista dell'oscillatore stocastico rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi. In tale contesto cercherei di evitare acquisti affrettati se non per operazioni intraday e con stop loss rigidi e vicini ai prezzi di ingresso. 

Atene dice di si al piano di Austerity ma Atene è in fiamme


Con 199 voti a favore e 74 contrari il parlamento greco ha votato a favore del piano di Austerity lacrime e sangue previsto dal governo del primo ministro Lucas Papademos.
Il pacchetto prevede una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation; una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni; una drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali; la vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. 

"La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile", queste le parole del premier greco per convincere il Parlamento a votare a favore di questo nuovo intervento. 


All'esterno del parlamento la protesta di migliaia di manifestanti è sfociata in guerriglia urbana. Negozi devastati, incendi, feriti, scontri con la polizia. 

Sono molto vicino alla popolazione greca in questi momenti difficili e mi auguro che la situazione economica possa migliorare miracolosamente in breve termine ma se devo essere realista credo che a questo punto il Default e l'eventuale uscita dall'euro possa essere considerata un opzione (nel breve periodo sarebbe una tragedia ma nel lungo periodo non necessariamente sarebbe la peggiore soluzione per la popolazione greca). 
Gli ultimi dati macroeconomici parlano di un tasso di disoccupazione giovanile a novembre 2011 salito al 48%. Con queste ulteriori manovre di Austerity quale futuro potrà esserci per i giovani greci e sopratutto quale futuro potrà avere la Grecia? 



giovedì 9 febbraio 2012

Fine del rally per Milano?


Chiusura in leggero ribasso quest'oggi per il Ftse Mib (-0,09%) a quota 16653 punti. Da un punto di vista grafico la situazione mi sembra alquanto preoccupante per svariati motivi sia di natura grafica che di natura macroeconomica:
1) La chiusura in territorio negativo e ben al di sotto del valore di apertura di circa 16800 punti. Inoltre domani è venerdì, giornata in cui solitamente scattano le prese di beneficio.
2) La mancata rottura della media mobile a 200 giorni.Sia ieri che oggi il listino italiano ha testato già due volte la resistenza chiave dei 16840-16850 punti (dove appunto transita la media mobile a 200 giorni segnalata dalla linea blu). La giornata di domani sarà determinante il tal senso. Qualora l'indice dovesse essere respinto per la terza volta da questo valore credo che dovremo aspettarci alcuni giorni di ribassi con target intermedi a 16500 punti e successivamente anche a 16200 e  16000 punti.
3) Si è formato un gap di prezzo due sedute fa che potrebbe essere interpretato come gap di esaurimento dell'uptrend in corso dal 10 di gennaio.
4) Al di sotto del grafico si può osservare che l'oscillatore stocastico ha raggiunto un livello di ipercomprato notevole (vicino a quota 90) e sembra vicino ad un taglio ribassista della linea verde che segnalerebbe una chiara inversione del trend rialzista in atto. Da segnalare che quando si era verificato uno scenario simile ad ottobre 2011 tale l'indice italiano passò da 17000 punti a 14000 punti nel giro di poche settimane.
5) Dal 10 di Gennaio 2012 l'indice Ftse mib ha registrato un incremento di quasi 2400 punti passando dai 14400 punti ai 16848 registrati oggi, pari ad un rendimento del +16,5% in un mese! 
6) I grafici degli indici americani mostrano dei valori di ipercomprato estremamente accentuati. 
In particolare l'indice Sp500 dai minimi registrati il 04/10/2011 ha realizzato un incremento superiore al 25% passando dai 1074 punti ai 1352 punti odierni. Va tuttavia segnalato che l'indice americano ha chiuso le ultime 6 settimane sempre in territorio positivo e i valori registrati dall'oscillatore stocastico  di 96,35% a livello giornaliero e del 96,25% a livello settimanale mostrano una chiara situazione di ipercomprato. Difficile capire quando ci sarà un'inversione di tendenza in tal senso ma va segnalato che valori simili erano stati registrati a febbraio 2011 e che segnalai in questo articolo  (http://thebesttrader.blogspot.com/2011/02/e-se-un-giorno-arrivasse-un-cigno-nero.html) e che vi consiglio di leggere.


Per la cronaca il giorno successivo la borsa di Milano iniziò il proprio trend ribassista accusando un calo del 3,6% e chiudendo a 22230 punti ( vedi   http://thebesttrader.blogspot.com/2011/02/la-libia-spaventa-piazza-affari-e.html  dove scrissi testuali parole:  "Molti saranno sorpresi del calo odierno, sopratutto con la borsa americana chiusa. Nella mia esperienza sui mercati posso dirvi che nulla accade per caso sui mercati finanziari , e se da domani anche gli indici americani iniziassero a scendere violentemente credo che dovremo abituarci a vedere il colore rosso sui nostri monitor per qualche settimana")
7) Da un punto di vista macroeconomico non dimentichiamoci della Grecia
Sebbene sia stato raggiunto l'accordo sui tagli al settore pubblico della Grecia e sui minimi salariali, l'eurogruppo non ha ancora sbloccato i 130 miliardi di euro (forse 145 miliardi di euro) per salvare Atene dall'imminente Default. Qualora la situazione dovesse collassare in tal senso ( la dead line è il 20 marzo come già scritto in questo post http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/la-grecia-ha-2-mesi-di-vitama-anche-il.html) credo che i listini torneranno rapidamente a scendere e sarà opportuno valutare oculatamente le proprie strategie di investimento. 

In conclusione, in questo momento propenderei per una posizione neutrale sul mercato in attesa dell'evoluzione degli scenari macroeconomici e degli scenari grafici sopra descritti.



martedì 7 febbraio 2012

Unicredit superstar: +100% in meno di un mese


Non è passato nemmeno un mese dal fatidico 9 gennaio 2012 quando nel primo giorno dell’aumento di capitale il titolo Unicredit toccò quota 2,20 euro ad azione. In quei giorni di panico il titolo era in caduta libera e scrissi un articolo piuttosto interessante il giorno dopo (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/scatta-il-recupero-milano-3-unicredit-6.html) sulla possibile evoluzione azionaria della principale banca italiana quotata a piazza affari con un target fino a 4 euro. 
A conti fatti, dopo un mese, chi ha partecipato all’aumento di capitale di Unicredit è riuscito a recuperare gran parte delle perdite dell’ultimo periodo. Quest’oggi infatti il titolo ha chiuso a quota 4,38 euro ad azione, dopo aver toccato i 4,396 euro ad azione. 
Chi fosse riuscito ad acquistare il titolo a quei prezzi (2,20 euro ad azione) avrebbe realizzato un incredibile guadagno del 100% in meno di un mese, una performance che raramente si può osservare sui mercati finanziari, neppure nei periodi di alta volatilità come quelli degli ultimi mesi. Ancor più sbalorditiva è la performance degli investitori che hanno deciso di speculare al rialzo sui diritti proprio il 9 di gennaio (quando hanno toccato un valore di 0,47 euro). Nel giro di pochi giorni dall’inizio dell’aumento di capitale, i diritti sono saliti fin quasi a 3 euro realizzando una performance superiore al 500% . 
Come avevo sottolineato già dai primi giorni dell’aumento di capitale, i volumi mostravano una chiara inversione rialzista di lungo periodo che hanno sostenuto la crescita dei prezzi. Ciò risulta ancor più evidente nel grafico sottostante:


A questo punto sembra che il titolo dovrebbe proseguire la propria corsa fino ai 4,5 euro ad azione dove incontrerà le prime significative resistenze e successivamente verso i 5 euro ad azione. A supporto di tale ipotesi  va sottolineato che il prezzo di chiusura odierno si trova al di sopra delle medie mobili a 25 e 56 giorni che sono state violate al rialzo già nei giorni scorsi.  


Per quanto riguarda l’indice Ftse Mib (+0,62% a quota 16491 punti) la situazione appare in deciso miglioramento anche a seguito delle indiscrezioni provenienti da Atene (domani dovrebbero essere varate le nuove misure di austerity che potrebbero evitare il collasso della Grecia entro il 20 Marzo. Difficile capire cosa accadrà in tal senso anche perché il rendimento dei titoli di stato della Grecia a un anno ha raggiunto il 528%
Tuttavia ,da un punto di vista grafico appare evidente l’impostazione positiva dell’indice italiano che si avvia verso i 16500 punti e soprattutto verso il significativo test della media mobile a 200 giorni attorno ai 16830 punti. L’eventuale rottura di questo livello rappresenterà probabilmente la fine della situazione d’allerta sul mercato finanziario italiano. A mio avviso sarà estremamente importante monitorare la situazione nei prossimi giorni anche perché questa media mobile raramente ha dato falsi segnali al mercato ( basta guardare cosa è successo a maggio quando era stata rotta al ribasso) e l'eventuale mancata rottura dovrebbe essere interpretata come un chiaro segnale per alleggerire le posizioni rialziste in essere.  

Infine va segnalato il nuovo calo dei rendimento dei Btp decennali italiani scesi quest’oggi al 5,59%


A mio avviso, qualora tale rendimento dovesse andare al di sotto del 5,50% la situazione rientrebbe nella normalità e potremmo considerare passata la parte più acuta della crisi. Da segnalare inoltre anche il calo del rendimento dei Btp a 5 anni scesi al 4,30%. e dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni a quota 363 punti base, al minimo degli ultimi mesi.

sabato 4 febbraio 2012

Torna la fiducia sui mercati: Milano recupera il 5% in una settimana

Sono bastati pochi giorni ai mercati azionari di tutta Europa per tornare ad essere più ottimisti sul futuro. Durante questa settimana il Ftse Mib ha messo a segno una delle migliori performance degli ultimi mesi registrando un incremento di quasi 800 punti rispetto ai minimi toccati a fine gennaio. 
Nella sola seduta odierna il listino è salito dell'1%, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, trascinato ancora una volta dal settore bancario (Unicredit +3,6% , Banco Popolare +5,2%, Banco Popolare di Milano +9,2% e Intesa San Paolo +1,1% ). Da segnalare anche il boom di Unipol +19% a seguito delle dichiarazioni in merito all’operazione con Fondiaria Sai . Infatti, il presidente dell'Ania, Aldo Minucci ha detto che "mi sembra che, per come e' impostata l'operazione, non ci sia in campo nessun operatore straniero. Poi, la concorrenza e' libera e quindi, se hanno (Axa) la dimensione patrimoniale ed economica, cosa che hanno, comunque non ci deve fare paura".
Lo scenario macroeconomico sebbene mostri ancora alcune problematiche piuttosto critiche come quello della disoccupazione giovanile italiana (31%) appare in deciso miglioramento negli ultimi giorni. Ciò risulta evidente dal crollo dello spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni sceso a 373 punti base.


Ancora più emblematico è l’andamento dello Spread sui titoli a 2 anni crollato negli ultimi mesi dal 7,3% al 2,85% odierno.

Forse è ancora presto per dirlo ma il peggio della crisi finanziaria sembra essere alle nostre spalle, merito soprattutto degli sforzi profusi dalla Fed e dalla BCE con i loro quantitative easing e LTRO che hanno tenuto in piedi il sistema. Non a caso i dati macroeconomici americani sono risultati piuttosto incoraggianti. Sia il tasso di disoccupazione (8,3%) che i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (+243.000) a gennaio sono stati superiori alle attese. Anche l'indice Ism servizi nel mese scorso (56,8) ha battuto le stime del consensus.
Nei prossimi mesi tuttavia ci saranno altri nodi importanti da risolvere ( Grecia e Portogallo in primis) e vedremo cosa accadrà in tal senso. 


Da un punto di vista grafico invece la situazione appare in deciso miglioramento. Come già segnalato in alcuni post precedenti, la rottura grafica della trendline ribassista e del successivo superamento della resistenza statica dei 15800 punti ha innescato una serie di acquisti che hanno riportato l'indice in breve tempo attorno ai 16500 punti. L’eventuale rottura di questo livello darebbe un ulteriore conferma rialzista del trend in atto con target successivi a 16700-16800 punti in un primo momento e successivamente a circa 17000 punti. Al contrario in caso di qualche presa di beneficio le quotazioni potrebbero ritornare in area 16200 punti e successivamente sul supporto dei 16000 punti, dove transita anche la media mobile a 10 giorni. 
Attenzione ad alcuni titoli che hanno già mostrato notevole forza nei giorni scorsi e che hanno rotto al rialzo alcune importanti medie mobili di lungo periodo. Come ad esempio Intesa San Paolo:


Come si può osservare nel grafico sovrastante la rottura al rialzo della media mobile a 200 giorni ha innescato una serie di acquisti che ha proiettato il titolo bancario da 1,43 a 1,57 euro ad azione nel corso di questa settimana. Tale rottura segnala una chiara inversione di tendenza di lungo periodo e rafforza (per il momento) la buona impostazione generale del comparto bancario italiano.   



lunedì 30 gennaio 2012

Milano al secondo ribasso consecutivo dopo le aste piuttosto deboli


Chiusura negativa quest'oggi a Piazza Affari. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,21% a quota 15753 punti. Come avevo segnalato qualche giorno fa ( http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/rally-finito-per-wall-street-forse.html) mi aspettavo un calo delle quotazioni a Wall Street che ha riportato discrete pressioni ribassiste anche sugli indici italiani ed europei. 
Graficamente parlando si può osservare la chiara rottura della trendline rialzista formatasi a partire da inizio Gennaio da quota 14400 punti fino ai 16200 punti toccati pochi giorni fa. A questo punto la tenuta dell'importantissimo supporto a quota 15600-15630 punti appare fondamentale. Infatti l'eventuale rottura di questo livello andrebbe a inficiare il trend rialzista di breve periodo con successivo target ribassista a quota 15400 punti e successivamente a 15200 e 15000 punti. 
Al contrario la tenuta dei 15600 punti potrebbe ridare slancio alle quotazioni con successivi target a 15900 e 16000 punti.
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato l'esito piuttosto negativo delle aste dei titoli di stato italiane odierne. 
Infatti sebbene il tesoro abbia collocato titoli a 5 e 10 anni per un valore complessivo di 7 miliardi e 475 milioni di euro con rendimenti in calo rispetto alle ultime aste, il bid to cover (la domanda rispetto all'offerta) è stata particolarmente deludente sopratutto per i titoli a 5 anni: 
Il prezzo pagato per il BTP a dieci anni (consegna marzo 2022) e' stato pari al 6,077% a fronte del 6,98% richiesto a fine dicembre. Sono stati collocati i due miliardi previsti, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,416.
Nel caso del Btp a Cinque anni (maggio 2017), l'emissione ha reso in media il 5,39% contro il 6,47% dell'asta precedente del 14 dicembre. Piazzati solo 3 miliardi 574 milioni di euro a fronte di un range di offerta iniziale tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro. Il Bid to Cover e' stato pari a 1,297.
Collocati inoltre anche titoli con consegna aprile 2016 al tasso del 4,79% (contro il 6,47% precedente) per 746 milioni di euro con un Bid to Cover dell'1,42 e titoli scadenza marzo 2021 per un ammontare pari a 1 miliardo 155 milioni di euro di titoli con  al tasso del 5,74% (in questo caso in rialzo rispetto al 4,73 precedente), con un rapporto tra offerta e domanda pari a 1,45.
A mio avviso l'esito complessivo delle aste odierne è da considerare alquanto negativo, in particolare per il bid to cover dell'asta dei BTP a 5 anni (solo 1,297 per un ammontare nettamente inferiore al range iniziale proposto) e per i titoli con scadenza marzo 2021 che hanno visto il rendimento crescere di quasi l'1%. 
Non a caso la tensione si è immediatamente trasmessa anche sullo spread con i titoli decennali tedeschi salito nuovamente a 430 punti base...


A Febbraio l'Italia dovrà collocare quasi 25 Miliardi di euro, speriamo che la situazione non torni critica in tal senso.

Quello che però preoccupa a dismisura è la situazione del Portogallo: Il rendimento dei titoli decennali portoghesi è salito al 17,39% ( in rialzo del 14,3% da venerdì scorso). L'andamento del grafico sottostante mostra l'evidente peggioramento della situazione economica portoghese negli ultimi mesi che sembra sempre più simile a quella greca.


giovedì 26 gennaio 2012

Allarme Piigs!!!


Tranquilli non li abbiamo dimenticati... i Piigs sono sempre qui tra noi, e forse messi anche peggio rispetto all'ultima volta. Basta guardare i livelli dei CDS sottostanti:


Come si può osservare i CDS della Grecia a 5 anni quotano alla stratosferica cifra di 5255 punti, quelli del Portogallo ben 1551 punti, quelli dell'Irlanda a 624 punti, Italia a 418 e Spagna a 359 punti. Attenzione anche ai CDS dell'Ungheria che hanno raggiunto i 576 punti
A destare le preoccupazioni maggiori sono i rendimenti dei titoli di stato della Grecia e del Portogallo:

Il rendimento dei titoli a 1 anno della Grecia hanno raggiunto il 437%! Come già scritto negli articoli precedenti, a meno di provvedimenti straordinari dell'ultimo minuto la Grecia farà default entro il 20 marzo 2012. 


Quello che però inizia a spaventare è l'effetto contagio agli altri paesi periferici d'Europa. In particolare mi riferisco al Portogallo, che ha visto crescere al 14,8% il rendimento dei titoli decennali. Anche in questo caso la situazione è diventata insostenibile e credo che nel giro di 1 anno il Portogallo sarà costretto a dichiarare default. 


E non dimentichiamoci dell'Italia: Sebbene la situazione sia nettamente migliorata sulle scadenze a breve termine, su quelle a lungo permangono ancora notevoli difficoltà. Quest'oggi infatti il rendimento dei titoli decennali permane sopra il 6% ( 6,052%) valore tutt'altro che rassicurante per il lungo periodo. Oltretutto osservando con attenzione il trend di questa curva a partire da settembre si può osservare una chiara intonazione rialzista. A mio avviso soltanto il ritorno al di sotto del 5,5% potrà essere considerato come un chiaro segnale distensivo per lo scenario macroeconomico italiano.  
Per la cronaca domani ci sarà uno sciopero generale totale in italia ( mezzi pubblici, treni, etc) dopo il dramma dei giorni scorsi dello sciopero dei tir che sta paralizzando la produzione, i rifornimenti di benzina e i consumi alimentari degli italiani. Siamo proprio sicuri che il peggio sia alle nostre spalle? 



Rally finito per Wall Street? Forse...


Chiusura in rosso per l'indice americano SP500 questa sera. Dopo aver toccato un massimo di 1333 punti nei minuti seguenti l'apertura, le vendite hanno preso il sopravvento portando le quotazioni ai 1318 punti della chiusura. Analizzando il grafico degli ultimi mesi si può osservare il deciso movimento rialzista messo a segno nell'ultimo mese che ha portato l'indice dai 1200 punti ai 1333 punti toccati quest'oggi. Stiamo parlando di un rialzo superiore al 10% in meno di un mese, evento che si è verificato piuttosto raramente sul listino americano. 
Applicando uno strumento di analisi tecnica alquanto semplice ma poco utilizzato (Fibonacci Fan) segnalato in celestino, si osserva una crescita delle quotazioni piuttosto ripida, che non è mai stata intaccata nell'ultimo mese. Qualora la trendline rialzista venisse bucata al ribasso già domani è probabile una accelerazione al ribasso delle quotazioni con primi target a quota 1300 punti e successivamente a 1280 e 1260 punti. A mio avviso tale scenario non è da escludere anche perchè l'oscillatore stocastico dopo aver superato quota 95 (valore estremamente alto di ipercomprato) appare in inversione ribassista, cosa che potrebbe innescare discrete vendite nei prossimi giorni. 
Al contrario in caso di ripartenza da questi livelli l'indice dovrebbe riportarsi in area 1330 punti e successivamente attorno ai 1350 punti.  


lunedì 23 gennaio 2012

L’Italia si ferma ma la borsa vola ( Ftse Mib +1,8%)



Si sa i mercati finanziari hanno le proprie logiche che spesso risultano incomprensibili anche per gli investitori più attenti. Un vecchio detto di borsa dice "Wall Street ha ragioni che la ragione non conosce"... Ecco la giornata odierna esprime forse al meglio questo concetto. Da una parte l’economia reale sempre più in difficoltà che ha portato alla paralisi di quasi tutte le autostrade italiane a causa del blocco forzoso dei Tir, dall’altra invece le ottime performance in borsa del listino italiano guidato ancora una volta da Unicredit( +10%).
Va segnalato che il blocco dei tir ha costretto la Fiat a bloccare la produzione della Grande Punto per domani nello stabilimento di Melfi. A mio avviso queste manifestazioni sono assolutamente controproducenti in quanto provocano effetti disastrosi sull’economia italiana e sul Pil. Si calcola che il blocco in Sicilia dei giorni scorsi abbia provocato un danno di quasi 500 Milioni di euro!  
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il deciso calo dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni a quota 413 punti base. In deciso calo anche il rendimento del Btp decennale al 6,11%, fattore che rincuora gli animi degli investitori italiani ed internazionali dopo il panico dei mesi scorsi. 


In deciso miglioramento anche la situazione grafica del nostro listino che torna finalmente maglia rosa d’europa (miglior listino d'europa quest’oggi) con un + 1,76% a quota 15907 punti trascinata al rialzo dai titoli bancari (Mps +14% e Unicredit +10%) .

Graficamente si può osservare il trend rialzista di breve periodo che ha riportato il Ftse Mib da 14400 punti fino a lambire i 16000 punti quest'oggi. La notevole forza del comparto bancario e rispetto agli altri indici europei è sicuramente un bel segnale rispetto agli ultimi mesi. Tuttavia, a mio avviso la resistenza passante in area 16050 punti sarà molto difficile da oltrepassare dopo il rally degli ultimi giorni senza qualche pausa di assestamento nelle quotazioni. In tal senso l'eventuale rottura dei 15800 punti potrebbe innescare ulteriori discese verso i 15600 punti e successivamente verso i 15400 punti. Al contrario l'eventuale rottura al rialzo dei 16050 punti potrebbe essere determinante per lo sviluppo di medio periodo delle quotazioni del listino italiano che nelle settimane successive potrebbe poi riportarsi sui 16500 punti e successivamente anche a 17000 punti. 




mercoledì 18 gennaio 2012

La Grecia ha 2 mesi di vita.....ma anche il Portogallo rischia...


20 Marzo 2012, questa sarà probabilmente la data ufficiale del fallimento della Grecia. Esattamente quel giorno infatti scadranno titoli di stato della Grecia per un ammontare pari a 14,4 Miliardi di euro. In base ai dati attuali nelle casse dello stato ellenico ci sono soli 11 Miliardi di euro e a meno di salvataggi dell'ultimo minuto da parte dell'europa la Grecia dichiarerà default. Tuttavia dopo le frasi della Merkel che ha bocciato qualsiasi intervento della Bce e ritiene che l'Italia "possa farcela da sola" ho seri dubbi che l'europa possa superare agevolmente i prossimi mesi di crisi economica e finanziaria. 
Guardando i rendimenti dei titoli di stato ellenici si capisce che la situazione negli ultimi mesi è ormai totalmente fuori controllo:


Il rendimento dei titoli a un anno è passato dal 50% di agosto 2011 al 421% odierno, valore che esprime più di mille parole la realtà economica greca. 
Allargando l'orizzonte temporale si osserva che i titoli a 2 anni oggi offrono un rendimento del 171%


Quelli a 5 anni offrono un rendimento del 56% mentre quelli a 10 anni si attestano al 33,7%

L'inversione della curva dei rendimenti (ovvero rendimenti maggiori per le scadenze più vicine) confermano il fatto che il mercato sta scontando lo scenario peggiore e che non ci sono più molte speranze. Secondo alcune indiscrezioni i bond potrebbero essere rimborsati ad un valore di circa 32. 

A preoccupare ancor di più è quanto scritto dal sole 24 ore

Una circolare ministeriale di fine dicembre, bocciata dagli archeologi che hanno sempre difeso i tesori, ha fissato il nuovo tariffario delle location con le manifestazioni autorizzate. Affittare l'Acropoli di Atene per un giorno a una troupe cinematografica costerà d'ora in poi 1600 euro, 2400 euro in meno rispetto a quanto veniva chiesto nel 2005. Il  Il Partenone viene scontato anche come set fotografico: solo 200 euro per 24 ore. Sono state decurtate anche le tariffe per l'uso commerciale (libri, guide turistiche, enciclopedie) di immagini di siti e musei dello Stato: da 100 a 30 euro. Previste anche formule di sconto per altri monumenti come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion: dopo 10 scatti, l'undicesimo è gratis.

A mio avviso questo può essere interpretato come chiaro segnale della crisi spaventosa che attanaglia la Grecia e del suo imminente Default. Se queste sono le premesse l'inverno sarà molto lungo quest'anno in Europa...

Attenzione anche al Portogallo i cui CDS sono saliti al nuovo record storico a quota 1266 punti che potrebbe essere il secondo Piigs a saltare già nel 2012....

Non a caso i rendimenti dei titoli a 10 anni del Portogallo hanno raggiunto la stratosferica cifra del 14,5%, quelli a 5 anni al 17,91% e quelli a 2 anni al 15,4%. 


Speriamo in un miracolo.... 

lunedì 16 gennaio 2012

Il debito pubblico italiano scende a novembre e Piazza Affari festeggia


Debito pubblico in calo a novembre. Secondo il supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia sulla finanza pubblica, a novembre il debito delle amministrazioni pubbliche è calato a 1.905,012 miliardi di euro, dai 1.909,198 miliardi di ottobre. 
Nei primi 11 mesi del 2011 le entrate tributarie si sono attestate a quota 364,388 miliardi di euro, in crescita dello 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2010. È quanto comunica il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. Le imposte indirette hanno fanno registrare un aumento del 2,9% (+4.627 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo del 2010, fornendo il maggior sostegno alla crescita delle entrate tributarie.
In crescita anche le entrate dovute all'Iva, in aumento dell'1,8% (+1.801 milioni di euro) merito soprattutto dalla componente relativa al prelievo sulle importazioni (+20,6% pari a +2.714 milioni di euro) dovuta al rialzo dei prezzi dell'energia verificatosi fin dall'inizio dell'anno. Positivo anche il gettito dell'imposta sul consumo sul gas metano (+10,0% pari a +387 milioni di euro). In crescita anche il gettito dell'imposta sugli oli minerali (+1,9% pari a +322 milioni di euro) che riflette l'aumento dell'aliquota deliberato a fine estate. 

Complessivamente possiamo dire che i conti pubblici italiani dall'arrivo del nuovo governo Monti (circa due mesi) stanno tenendo piuttosto bene e il rialzo odierno di Piazza Affari ( Ftse Mib +1,4% a quota 15220 punti e miglior piazza europea) mostra l'efficacia delle manovre adottate nell'ultimo periodo volte al rafforzamento del bilancio italiano. 

Nelle tabelle sottostanti, che ho elaborato personalmente nel corso del tempo (Fonte dati Wikipedia e Banca d'Italia), si può osservare l'evoluzione del debito pubblico italiano sia nel corso del 2011 sia a partire dall'anno 2000. 


Come si può osservare da inizio 2011, il debito pubblico italiano è cresciuto di quasi 62 Miliardi di euro passando dai 1843 Miliardi di euro di Dicembre 2010 agli attuali 1905 Miliardi di euro (+3,35% ). 


Allargando l'orizzonte temporale a partire dal 2000 si può osservare che il debito negli ultimi 11 anni è mezzo è passato da 1300 Miliardi di euro agli oltre 1900 miliardi attuali, con una crescita del 46,5%
Ben più preoccupante è il Rapporto Debito/Pil, salito dal 103% del 2007 al 121% di fine 2011 (Stima personale). 


I problemi economici dei conti pubblici italiani vanno quindi fatti risalire molto indietro nel tempo e la crisi attuale getta le proprie origini nella mancanza di rigore della politica economica dei governi precedenti. 

Va segnalato che negli ultimi mesi qualcosa è cambiato e il mercato ha apprezzato le manovre di austerity prodotte. Infatti il rendimento dei titoli a 2 anni italiani è passato dal livello critico del 7,5% al 4,23% odierno. 


Questo ritorno della fiducia sull'Italia, almeno sulle scadenze a breve termine risulta ancor più evidente osservando il grafico del rendimento dei Bot a 3 mesi  sceso da oltre il 6% di inizio novembre all'1,37% odierno. 


Speriamo che nei prossimi mesi la situazione continui a migliorare per i conti pubblici italiani in modo da poter tornare al più presto tra i principali attori economici mondiali. 

sabato 14 gennaio 2012

Allarme Rosso: S&P taglia il rating di mezza europa


In questo strano Venerdì 13 dopo una giornata altalenante i listini europei hanno accusato discrete perdite a causa delle indiscrezioni relative ad un possibile downgrade collettivo dei vari paesi europei. In serata è arrivato inesorabile il giudizio definitivo dell'agenzia di Rating Standard and Poor's:
Italiaha perso il rating A e la bocciatura è stata di ben due gradini, fino a BBB+, queste le dichiarazioni ufficiali:
"Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell'Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche". Il contesto politico italiano è "migliorato" sotto il governo Monti e le riforme allo studio possono "migliorare la competitivita' italiana". Tuttavia, "ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici".
A mio avviso questo downgrade risulta completamente infondato visto il piano di austerity e di riforme adottate dal governo Monti. I rischi nel breve periodo (come dimostra l'andamento delle ultime aste) è sicuramente diminuito nelle ultime settimane mentre per il medio periodo rimangono rischi piuttosto elevati.Tuttavia non reputo appropriato un Rating BBB+ per l'Italia alle condizioni attuali (personalmente avrei tagliato il rating italiano di un solo gradino). 
Francia: il rating della Francia è stato tagliato da  AAA ad AA+  
Austria: il rating dell'Austria è stato tagliato da  AAA ad AA+ 
SpagnaIl rating della Spagna è stato abbassato da AA- ad A
Portogallo: il giudizio è stato ridotto da BBB- a BB, ovvero a livello di junk ( spazzatura) 

Europa: in generale, la bocciatura è stata di due notch, ovvero di due gradini, per le valutazioni di Italia, Spagna, Portogallo e Cipro. Il downgrade è stato di un solo gradino per Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia.
A salvarsi, e a mantenere la tripla AAA, sono state Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Ma i rating di tutti i 14 paesi europei analizzati ( 14 su 15), riporta Bloomberg, sono stati messi sotto osservazione con "negative watch", tutti tranne la Germania. Questo significa che c'è una possibilità su tre di un ulteriore downgrade nel 2012 o nel 2013.

Difficile commentare questa valanga di giudizi ma sicuramente mi sembra piuttosto strano che l'agenzia di rating abbia tagliato i rating di mezza europa in una singola serata facendo crollare il tasso di cambio euro dollaro sotto quota 1,27. A voler pensare male si potrebbe ipotizzare che sia in atto un attacco speculativo contro l'euro da parte di qualche fondo estero che porterà nel tempo allo sfaldamento dell'eurozona e ad un crollo dell'economia reale Europea. 


Per ultima va analizzata la Grecia che vive ore drammatiche: 

L’Institute of international finance (Iif), che rappresenta le banche e i creditori privati della Grecia, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico. «Sfortunatamente, nonostante gli sforzi della leadership greca – si legge – la proposta elaborata dal comitato di creditori e investitori privati, una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci da loro detenuti, non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti». In queste circostanze, prosegue l’Iif, «le discussioni con la Grecia sono interrotte per una riflessione»

Il Grafico sottostante parla da solo:


Si leggete bene: il rendimento dei titoli di stato a 1 anno della Grecia hanno raggiunto la stratosferica cifra del 396% (massimo odierno 408%). Sono valori fuori da ogni logica e il mercato sconta un imminente fallimento delle finanze elleniche probabilmente già prima di inizio marzo.... 

Se queste sono le premesse la prossima settimana per i mercati finanziari si preannuncia piuttosto preoccupante.....

giovedì 12 gennaio 2012

L'italia ritrova la fiducia: crollano i rendimenti dei BOT e la borsa vola


Torna finalmente il sereno a Piazza Affari dopo i giorni di paura ed agonia della scorsa settimana. Quest'oggi il  mercato è stato pervaso da un senso di fiducia e di ottimismo che non si vedeva da alcuni mesi. Il grafico sovrastante mostra l'andamento del rendimento dei titoli di stato italiani a 2 anni, crollato quest'oggi al 4,26%, con un minimo realizzato del 3,98%. Tali valori mettono in risalto il significativo ridimensionamento del rischio Default dell'Italia nei prossimi 2 anni. Basti notare che nei giorni precedenti all'arrivo del nuovo governo Monti il rendimento dei titoli a due anni aveva sfiorato il valore di non ritorno dell'8%. Sebbene la situazione sul breve termine sia decisamente migliorata , nel medio-lungo periodo permangono numerose incertezze. Infatti il rendimento dei titoli italiani a 5 anni si aggira ancora attorno al 5,75% ( vedi immagine sottostante). 

Continua a registrare livelli piuttosto elevati (nonostante il netto calo odierno) il rendimento del Btp a 10 anni attorno al 6,63%, mentre lo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni è sceso a quota 479 punti base, sotto la soglia psicologica dei 500 punti. 


A sostenere i listini azionari sono state le notizie decisamente positive provenienti dalle aste dei titoli di stato odierne: 
Madrid  ha collocato 10 miliardi di euro di bond contro le previsioni per 4-5 miliardi sulle due scadenze 2015 e 2016. I rendimenti sono calati di molto, confermando le attese che prevedevano un esito positivo, viste anche le scadenze piuttosto ravvicinate. Il rapporto bid to cover dei titoli con consegna aprile 2016 e' stato pari a 2,21
Per i bond 2015 il risultato e' stato di 1,80 con i rendimenti che hanno toccato il 3,384% contro il 5,187% dell'asta precedente di dicembre. 
L'Italia ha invece offerto 12 miliardi complessivi di Bot a un anno a un tasso di interesse praticamente dimezzato rispetto all'emissione precedente: al 2,735% contro il 5,925% registrato a dicembre. 
In questo contesto l'indice Ftse Mib ha registrato un rialzo del 2,09% a quota 15192 punti trascinato al rialzo dai titoli bancari, (Unicredit in particolare con un +13%). A questo punto la situazione per l'indice italiano appare vicina ad un grande cambiamento di medio-periodo. Infatti Milano sembra congestionata all'interno di un triangolo simmetrico che via via va restringendosi. L'eventuale rottura rialzista della trendline superiore (passante in area 15400 punti), se confermata in chiusura di seduta potrebbe essere un importante segnale di inversione rialzista del mercato per il medio periodo, con eventuale target finale attorno ai 17000 punti. Al contrario l'eventuale ritorno al di sotto dei 15000 punti sarebbe un segnale piuttosto negativo con possibili nuovi target ribassisti attorno ai 14800 punti.