Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Parmalat. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parmalat. Mostra tutti i post

martedì 26 aprile 2011

Opa su Parmalat a 2,60 euro ad azione ed il titolo vola

Apertura molto positiva quest'oggi per il titolo Parmalat. 
Il gruppo Lactalis, che al momento detiene il 28,969% delle azioni Parmalat, stamane ha lanciato un'Offerta Pubblica di Acquisto (Opa) ad un prezzo di 2,60 Euro ad azione, circa il 12,5% in più del prezzo di chiusura di giovedì scorso. Il titolo sospeso fino alle 9 e 40 si è portato immediatamente a ridosso di questo valore e ora viene scambiato a 2,5860. 

Lactalis ha comunicato alla Consob che per l'acquisizione della quota rimanente del gruppo di Collecchio sarà finanziata da quattro banche: Credit Agricole, Hsbc, Natixis e Société Générale.
Le azioni oggetto dell'offerta sono complessivamente 1.298.186.659 per un controvalore di 3,375 miliardi di euro. Il prezzo offerto incorpora un premio del 21,3% circa rispetto al prezzo di borsa delle azioni di Parmalat degli ultimi dodici mesi. Lactalis rende noto inoltre che intende mantenere Parmalat quotata alla Borsa di Milano e procederà, se necessario, al ripristino del flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Lactalis "ribadisce la sua volonta' di sviluppare il proprio piano nel rispetto dell'italianita' di Parmalat , mantenendo la sede in Italia, salvaguardando gli asset produttivi, i dipendenti e la filiera italiana del latte, nell'interesse dell'economia del territorio". Lo rende noto la societa' francese nel comunicato con cui annuncia l'Opa sull'azienda di Collecchio. "Noi", ha dichiarato il presidente Emmanuel Besnier, "abbiamo un progetto di crescita ambizioso per Parmalat: farne il gruppo italiano di riferimento nel latte confezionato a livello mondiale, con sede, organizzazione e testa in Italia" .
Il prezzo dell'Opa lanciata dai francesi, pari a 2,6 euro per azione è inferiore ai 2,73 euro che sono il prezzo massimo pagato da Lactalis per acquisire azioni Parmalat negli ultimi mesi.
A questo punto gli azionisti di minoranza sono stati tutelati e anche loro potranno partecipare all'opa lanciata da Lactalis. Il mercato ora potrebbe scommettere su una contromossa della Cordata Italiana capeggiata da Intesa San Paolo. A mio avviso credo che il governo e il resto degli imprenditori italiani potrebbero scendere in campo con un'offerta pari a 2,80-3 euro ad azione e a quel punto Lactalis potrebbe abbandonare la partita. 

Ricordiamo qualche dato contabile di Parmalat: 
Ricavi 2010: 4360 Milioni di Euro
Profitto Lordo 2010 : 900 Milioni di Euro
Risultato operativo 2010 : 334 milioni di Euro
Reddito Netto 2010: 282 milioni di Euro

Andando a guardare lo stato patrimoniale del Bilancio di Parmalat si può intuire la bontà della società e il perchè Lactalis sia scesa in campo per acquisirla.
A partire dal 2005 il totale dei debiti finanziari di Parmalat sono scesi da 597 milioni di euro a 13,7 Milioni di euro ( nel 2010). Contemporaneamente le riserve e gli utili trattenuti sono passati da 221 Milioni di euro ( 2005) a 1720,8 Milioni di euro nel (2010). 
A fine 2010 inoltre in Cassa e Mezzi equivalenti risultavano 318 Milioni di euro. 

Vedremo se l'Italia combatterà per difendere questa bellissima società che è Parmalat. 



giovedì 24 marzo 2011

Sesto rialzo consecutivo per Milano!

Sono passati pochi giorni dal 16 marzo quando la borsa di Milano chiudeva appena sopra il supporto dei 20800 punti. In soli 6 giorni di contrattazione, l'indice di Milano è salito di oltre mille punti, chiudendo ogni seduta in positivo. In questi giorni è successo veramente di tutto, dalla fuga radioattiva di Fukushima alla guerra in Libia ma nonostante tutto la borsa ha trovato la forza di recuperare quanto perso in precedenza. La giornata odierna ben rappresenta la forza dei listini azionari. Nel corso della seduta l'indice si è rafforzato continuamente per chiudere a quota 22023 punti sui massimi di seduta in rialzo dell'1,5%. A trascinare all'insù il mercato è stato unicredit salito del 5% a quota con oltre 500 Milioni di pezzi scambiati. Nomura ha alzato il target price di unicredit da 2,18 a 2,29 euro ad azione cambiando il giudizio a Buy a seguito dei buoni conti societari:
Lo scorso esercizio si è chiuso con un utile netto di 1,32 miliardi di euro, in calo da 1,70 miliardi del 2009 e sopra le aspettative del consensus degli analisti, pari a 1,21 miliardi di euro. Negli ultimi tre mesi dell'anno il risultato netto è stato pari a 322 milioni di euro, in discesa dai 371 milioni di euro del 2009, ma superiore di 100 milioni alle aspettative medie degli analisti.

In buon rialzo anche parmalat +2% sulle voci di una possibile cordata italiana per assumerne il controllo. 
Da un punto di vista macroeconomico le notizie odierne sono state quasi tutte negative e forse proprio per questo il rialzo odierno appare ancor più sorprendente.
Eccoli in breve dal sito Forexpros.it










Per quanto riguarda il Portogallo la situazione appare sempre più complicata: ieri sera il governo si è dimesso a seguito della non approvazione del decreto per ripianare il bilancio pubblico. 
Pochi minuti fa l'agenzia di Rating Fitch ha affermato che in assenza di un piano concordato tra Bce e Fmi potrebbe abbassare il rating sul Portogallo (anche più di un livello) nei prossimi giorni.
Da un punto di vista grafico il trend giornaliero è rimasto sempre positivo e la chiusura sui massimi di seduta al di sopra dei 22000 punti conferma l'attuale forza del listino italiano. Tuttavia dopo 6 sedute consecutive al rialzo domani potrebbe tornare il segno meno a piazza affari con primi target a 21950 e successivamente a 21850 punti. 
Al contrario in caso di nuovi allunghi le prossime resistenze passano per i 22200 punti e successivamente 22300 punti. 

martedì 22 marzo 2011

Parmalat rallenta Piazza Affari

In una giornata caratterizzata da volatilità piuttosto bassa e da pochi spunti macroeconomici gli operatori di Piazza Affari si sono concentrati sul titolo Parmalat. 
La società francese Lactalis ha reso noto di aver raggiunto un accordo con i fondi esteri per l'acquisto di una quota del 15,3% circa del capitale al prezzo di 2,8 euro per azione (2,452 euro il prezzo di chiusura di ieri). A seguito dell'operazione il gruppo Lactalis deterra' una partecipazione diretta ed una partecipazione potenziale che, sommate fra loro, rappresenteranno complessivamente circa il 29% del capitale sociale di Parmalat. A seguito di questa notizia il titolo è crollato del 7% in borsa sotto  quota 2,30 euro ad azione. Il Mercato crede che non ci sarà alcuna cordata italiana per salvare la società di Collecchio dalle mani straniere. 
In realtà Intesa San Paolo detiene oltre il 2% del capitale di Parmalat e insieme a qualche altro grande attore potrebbe ancora tentare qualcosa. Inoltre anche il gruppo Ferrero potrebbe essere interessato ad  un eventuale acquisizione di Parmalat. Ferrero infatti vede questa operazione più verosimile rispetto a quella non andata in porto con l'inglese Cadbury nel novembre 2009, soprattutto sul fronte delle sinergie nella distribuzione dei prodotti freschi, anche se appare un po' tardiva e condizionata dalle pressioni politiche."Probabilmente bisognava muoversi prima anche perché adesso le azioni hanno un prezzo diverso e l'operazione diventa più costosa", aggiunge."Fra Ferrero e Parmalat ci sono sinergie sia sul latte, visto che per Ferrero è una materia prima importante, sia sulla distribuzione dei prodotti freschi, come le merendine, le bevande o i nuovi prodotti ai quali il gruppo sta pensando", conclude la fonte, ricordando, inoltre, che non è "nella cultura dell'azienda crescere per acquisizioni".
Vedremo come andrà a finire.
Per quanto riguarda il nostro listino la situazione appare di difficile interpretazione. Infatti dopo una mattinata all'insegna dei rialzi , il Ftse Mib si è scontrato con la resistenza dei 21800 punti dove sono tornate le vendite. Nel corso del pomeriggio l'indice è andato anche in territorio negativo ma nel finale di seduta è riuscito a recuperare terreno per chiudere a quota 21556 punti in rialzo dello 0,14%.
Per domani qualora l'indice dovesse continuare a salire troverebbe i primi ostacoli a quota 21800 punti e successivamente a 22000. Al contrario in caso di ribassi, la rottura dei 21450 punti potrebbe favorire nuovi ribassi verso i 21400 e 21300 punti. Eventuali ulteriori ribassi potrebbero riportarci anche a 21200 e 21000 punti.  

Per quanto riguarda i dati macro odierni vorrei sottolineare l'indice dei prezzi al consumo Inglese balzato al 4,4% rispetto ad un anno fa. Ancora più allarmante è l'indice dei prezzi al dettaglio salito del 5,5% rispetto ad un anno fa. A mio avviso un rialzo dei tassi di interessi è a questo punto inevitabile nella politica economica della Bank of England.