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giovedì 7 aprile 2011

La Bce alza i tassi dello 0,25%, l'Inghilterra invece li lascia invariati

La notizia è di pochi minuti fa. La Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi di interesse dello 0,25% portandoli quindi allo 1,25%.
La manovra restrittiva era ampiamente attesa dal mercato ed è volta a ridurre le pressioni inflazionistiche di questi ultimi mesi. Il mercato azionario non ha subito variazioni in questi primi minuti. 
L'attenzione è ora tutta sulle parole di Trichet che potrebbe dare indicazioni sulle future manovre della Bce.
I tassi euribor odierni scontano ulteriori rialzi nei tassi di interessi : 
Euribor a 3 mesi 1,298%
Euribor a 6 mesi 1,607%
Euribor a 9 mesi 1,846%
Euribor a 12 mesi 2,07%

In base ai miei calcoli questo rialzo dei tassi costerà all'Italia circa 4,7 Miliardi di euro in più di interessi da pagare sul proprio debito pubblico.

Diverso l'approccio inglese: La Banca d'Inghilterra ha lasciato invariato il tasso d'interesse principale al minimo storico dello 0,5%. La decisione e' in linea con le attese del mercato. L'istituto centrale britannico ha anche deciso di mantenere a 200 miliardi di sterline il programma di acquisto di titoli di Stato.

martedì 15 febbraio 2011

Una giornata ricca di news spinge Milano su nuovi massimi.

La giornata odierna è stata a dir poco travolgente per il numero di notizie e dati macro che sono apparsi sui monitor dei vari operatori. 
Ieri sera è stato approvato un Fondo anticrisi  dell'Unione Europea permanente dotato di 500 Miliardi di euro ( leggi la news su wall street italia) e che partirà dal 2013. 
In apertura ha scatenare gli acquisti sui titoli bancari è stato il nuovo report di Societè Generale su Unicredit  che ha innalzato a Buy il consiglio operativo ( da sell)  e ha alzato  il target price  della nostra banca a 2,2 euro ad azione dai precedenti 1,70. 
Tra le motivazioni dell'upgrade citate dagli analisti vi sono la crescente visibilita' della qualita' dell'attivo, la minor pressione sul costo del funding tra le banche italiane, il calo degli accantonamenti su prestiti, la diversificazione geografica e la valutazione bassa del titolo. 
Ovviamente la reazione in borsa del titolo Unicredit è stata molto positiva ( +3% a quota 1,90 con quasi 500 milioni di pezzi scambiati !!) .
Da un punto di vista economico-politico non ha destato molti scossoni in borsa l'incriminazione di Berlusconi per la vicenda Ruby che ora sarà dovrà difendersi in tribunale il 6 aprile.

Molto significativi invece i dati macro giornalieri:
Il Pil Italiano è cresciuto nell'ultimo trimestre dello 0,1%. In tutto il 2010 è salito dell'1,1% dopo il -5,1% del 2009 e il -1,3% del 2008. 
Il Pil Tedesco invece è salito dello 0,4% nell'ultimo trimestre, mentre il tutto il 2010 è salito del 4%. 
Il Pil francese è salito dello 0,3% nell'ultimo trimestre.
A livello annuale invece il  Pil austriaco è salito del 2,4%, quello ungherese del 1,80%, quello dei paesi bassi del 2,4%. 
Insomma peggio dell'Italia sta solo la Grecia che ha visto il proprio Pil scendere del 6,6% lo scorso anno.






In questo contesto di dati quasi è passato sotto voce il rialzo dei tassi d'interessi in Svezia ( portati ora all'1,5% dall'1,25% precedente). Ma anche in europa l'inflazione inizia a essere preoccupante: Indice dei prezzi al consumo in ungheria +4%, Indice dei prezzi al consumo in Spagna +3,3%, Indice dei prezzi al consumo in Inghilterra a +4% e addirittura +5,1% per l'indice dei prezzi al dettaglio Inglesi. 








Nel primo pomeriggio sono arrivati anche gli ultimi dati delle vendite al dettaglio in America ( +0,3% contro attese di +0,5%). Rivisto al ribasso anche il dato di dicembre da +0,6% a +0,5%.


Nonostante i dati macro piuttosto deludenti della giornata, il Ftse Mib ha archiviato l'ennesima seduta in territorio positivo chiudendo a quota 22823 punti in rialzo dello 0,83%.     


Da un punto di vista grafico l'indice di Milano mostra una notevole forza rispetto al resto d'Europa e il trend rimane saldamente impostato al rialzo. Tuttavia gli ostacoli posti attorno a quota 22900-23000 punti iniziano a diventare molto significativi e non escludo qualche correzione nei prossimi giorni. In caso di ribassi i primi target sarebbero nuovamente  22700 e 22620 punti e successivamente 22500 e 22400 punti. Al contrario in caso di nuovi allunghi sopra i 22900 punti potremmo assistere ad un nuovo rally azionario verso i 23000-23050 punti. 

giovedì 10 febbraio 2011

Prima il crollo, poi il recupero...Milano limita i danni!

Giornata dalle forti emozioni per i risparmiatori italiani oggi. Questa mattina l'indice Ftse Mib dopo una apertura in lieve ribasso si era spinto fino a 22300 punti (-1,65%), ma poi nel corso del pomeriggio, complice il recupero di Wall Street, è riuscito a limitare i danni, chiudendo a quota 22596 punti in calo dello 0,38%. Si tratta del terzo ribasso consecutivo per Milano e la seduta di domani sarà molto importante da un punto di vista grafico poichè potremmo assistere a due scenari. Il primo, una netta inversione di tendenza di breve-medio periodo con una chiusura al di sotto dei 22300 punti e successivi target ribassisti a 22100-22000 punti. Il secondo scenario invece è un nuovo rally azionario con target intermedio di 22800 punti e successivamente 23000 punti. 
Graficamente parlando è eloquente il supporto chiave dei 22300 punti, doppio minimo odierno dal quale le quotazioni sono ripartite con vigore nell'ultima ora di contrattazioni. Vedremo se gli acquisti continueranno anche nella giornata di domani.
Da un punto di vista macro, quest'oggi i dati sono stati alquanto altalenanti. Da una parte la produzione industriale italiana è salita solo dello 0,3% nell'ultimo mese ( il dato precedente era stato +1,5%) mentre dati positivi sono arrivati dagli Stati Uniti. Le richieste dei sussidi di disoccupazione sono calate a 383 mila unità ( meglio delle attese di 413 mila unità) e soprattutto le richieste di disoccupazione continua sono calate a 3.888 mila unità ( dato anche questo migliore delle attese). 
Nessuna sorpresa sul fronte dei tassi Inglesi, lasciati anche oggi allo 0,50% nonostante l'inflazione a dicembre sia risultata piuttosto elevata (+3,7%).