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martedì 15 novembre 2011

Non è l'Italia, è l'Europa a tremare!


Torna la paura sui mercati finanziari. Quest'oggi lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è tornato nuovamente a crescere a quota 4,92%, portandosi ad un soffio dalla fatidica quota dei 500 punti base.  
Contemporaneamente il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è salito al 6,70%, quello a 5 anni al 6,63%, e quello a 2 anni al 5,99%. 

Tutti parlano in questi giorni dell'Italia ma il vero problema è a livello europeo e basta guardare questi grafici per capirlo. 

1) Grecia


Il rendimento dei titoli greci a 1 anno ha raggiunto il 248%, valore al di la di ogni statistica e di ogni senso logico. Il rendimento dei titoli a 2 anni è salito al 109,5%,quello a  5 anni è salito al nuovo record storico a quota 40,55%, quello a 10 anni al 28,55%.

2) Portogallo 



Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo ha raggiunto l'11,45%.

3) Ungheria 


Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Ungheria ha raggiunto l'8,64%.

4) Belgio


Negli ultimi giorni il rendimento dei titoli del Belgio ha intrapreso un sentiero di crescita piuttosto pericoloso che ha portato il rendimento dei titoli a 10 anni al 4,60%. 

5) Irlanda 

Negli ultimi mesi l'Irlanda è stato uno dei pochi paesi che ha visto i rendimenti dei propri titoli di stato a 10 anni scendere di vari punti percentuali per portarsi a quota 8,20%. 


6)  Spagna

Negli ultimi mesi la situazione spagnola è peggiorata nettamente e quest'oggi il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni ha superato il 6% portandosi al 6,10%. 


Da segnalare che lo spread tra i titoli spagnoli e i titoli tedeschi a 10 anni ha 
raggiunto il 4,32%, nuovo record degli ultimi mesi. 


7) E non dimentichiamoci della cara Francia: 

Il rendimento dei titoli francesi a 10 anni è salito negli ultimi giorni al 3,42%. 
A spaventare però è l'ultimo grafico qui in basso: 


Lo spread tra i titoli francesi e i titoli tedeschi a dieci anni ha toccato il nuovo record storico a quota 1,64%, registrando una vera impennata nell'ultimo mese. 

Al di la di quello che si può sentire in televisione o sui giornali, da questi grafici risulta evidente che l'Italia è si in difficoltà ma non è la sola. Tutta l'Europa è in crisi e l'unico paese che è in grado di risolvere questa crisi è la Germania che però in questo momento non ha mostrato alcuna intenzione di cooperare seriamente e di portare finalmente un po' di stabilità sui mercati finanziari. 

La crisi è globale ed è giorno per giorno più pericolosa. Spero che qualcosa cambi rapidamente altrimenti il futuro dell'Europa sarà tutt'altro che roseo.

lunedì 20 dicembre 2010

Milano rimbalza ma i problemi dell'italia restano...

Giornata di recupero a piazza affari dopo i cali della scorsa settimana. A fine giornata il Ftse Mib ha guadagnato l'1,52% a quota 20373 punti. Il finale di seduta non è stato brillante ( la borsa Milanese era arrivato a +2,2% sui massimi di giornata) e l'andamento nervoso di Wall Street lascia gli investitori con una molta incertezza per la seduta di domani. Dopo la chiusura delle borse europee sono arrivate delle indiscrezioni sui mercati finanziari: la società di rating Moody's ha nel mirino 30 banche spagnole che sarebbero a rischio di Downgrade. Questo potrebbe mettere sotto osservazione anche il rating spagnolo con notevoli ripercussioni sui listini azionari per i prossimi giorni.
Non escludo possibili cambiamenti di giudizio anche nei confronti dell'Italia e della Francia dopo i deludenti dati macro degli ultimi giorni sopratutto riguardo al crescente debito pubblico.  
Da sottolineare il rialzo a sorpresa dei tassi di interessi ungheresi saliti al 5,75%.

Da un punto di vista grafico il Ftse mib è rimbalzato con violenza sul supporto dei 20000 punti e la successiva rottura dei 20200 punti ha innescato gli acquisti che sono proseguiti per tutto il giorno. 
Nel finale tuttavia l'indice si è scontrato con la resistenza dei 20500 punti ed è tornato a scendere pericolosamente. 
Per domani sarà fondamentale la tenuta dei 20300 punti altrimenti è probabile un rapido ritorno a quota 20200 punti ed eventualmente anche a quota 20000 punti. In caso di rialzi al contrario le quotazioni dovrebbero spingersi nuovamente verso i 20500 punti e successivamente a quota 20600. 


Per quanto riguarda la situazione economica italiana oggi è uscito un rapporto di Bankitalia molto interessante: 
In Italia il 10% delle famiglie possiede il 44% della ricchezza complessiva italiana.  Dall'altro lato il 50% delle famiglie , quelle più povere, deve accontentarsi del 10% della ricchezza complessiva del paese. 
La disparità economica tra la parte ricca e la parte povera del paese si allarga giorno dopo giorno e credo che questo trend potrà solo aumentare in futuro con la crisi economica che ancora attanaglia il nostro paese. 
Un altro dato è estremamente preoccupante. Sempre secondo l'Istituto di via Nazionale, tra il 2007 e il 2008 la ricchezza delle famiglie è diminuita del 3.5% a prezzi correnti e del 6.5% a prezzi costanti, tornando ai valori che si registravano all'inizio di questo decennio, per una ricchezza netta pro-capite pari a 138 mila euro. 



sabato 5 giugno 2010

Un finale da paura a Wall Street

Giornata da dimenticare per la borsa americana di Wall Street. Il Dow jones nella seduta di venerdì ha perso il 3,15% chiudendo vicino ai minimi di giornata a quota 9931 punti. Come sottolineato negli articoli precedenti non c'è stata nessuna notizia positiva quest'oggi e le quotazioni sono andate al tappeto. Da segnalare l'estrema debolezza in tutta la seduta, non c'è mai stato un timido tentativo di rimbalzo tecnico. La chiusura giornaliera sui minimi di giornata così come la rottura dei 10000 punti sono dei segnali piuttosto importanti di un downtrend in corso molto violento. 
A questo punto il famoso crollo del 6 maggio ( paura a wall street ) non è stato casuale. Non si è trattato di un errore come tutti hanno detto ma di un segnale rivolto a tutti gli operatori, che lo scenario stava cambiando, che le quotazioni sarebbero scese nei mesi successivi. Leggendo un libro ( la Grande Crisi), in cui  venivano raccontate le giornate di passione del crollo del 1929, ho trovato delle analogie nell'andamento delle quotazioni,  piuttosto importanti con quel crollo violento del 6 maggio. Per altri raffronti con il 1929, vi consiglio di leggere questo articolo ( due crisi a confronto ).

Tecnicamente credo sia possibile un ritorno attorno a quota 9800 punti durante la prossima settimana e successivamente anche a 9500 punti. La tensione sui mercati è tornata altissima e l'indice VIX, che in gergo borsistico viene detto l'indice della paura, ieri è salito del 20% a quota 35,99. Raccomando per l'ennesima volta, tanta prudenza per le operazioni long di lungo periodo.
Come se non bastasse, i CDS di molti paesi europei sono andati alle stelle:
Le variazioni percentuali sono relative solamente alla giornata di venerdì. Sono variazioni altissime ma è tutto vero.  

Ungheria 400 (+29%)  
Austria  107 (+38%) 
Slovenia 98 (+22%)
Romania 373 (+21%)
Grecia 764
Portogallo 358
Ucraina 630
Italia 290  

In questo scenario da incubo, l'euro è sprofondato sotto quota 1,20, ai minimi degli ultimi 4 anni, a quota 1,1966. La speculazione internazionale sta spingendo verso la parità tra euro e dollaro e credo che il supporto passante in area 1,15-1,16 sia fondamentale per le prossime settimane. 

venerdì 4 giugno 2010

Un altro venerdì di passione per le Borse Europee

Ed eccoci alla fine di un'altra settimana di borsa. Oggi è stato un altro venerdì di passione per la Borsa di Milano. Nel giro di poche ore l'indice di Milano è passato da un timido +0,3% a -4% attorno alle 14 e 30. I motivi di questi nuovi tremendi cali sono dovuti ad alcune notizie:
1 Nuove preoccupazioni del settore occupazionale americano. I dati odierni sono stati nettamente peggiori delle attese: nell'ultimo mese sono stati creati 431 mila posti di lavoro , contro attese di 536.000 nuovi posti di lavoro. 
Voi direte , è comunque un buon dato, ma non è così; ben 411 Mila posti di lavoro di questi 431 Mila sono assunzioni a tempo determinato da parte del governo americano per le operazioni del censimento. Quello che però non è piaciuto al mercato è stato  sopratutto il dato del settore privato : solo +41 mila unità dalle 218 mila di aprile. Il tasso di disoccupazione è invece sceso al 9,7% Nel giro di pochi minuti le quotazioni dei listini europei ed americani sono andati a picco, in particolare la borsa di Milano. 
2-3 Le altre notizie del giorno sono state quella relativa ai problemi di Budapest  e dei rumors di grosse perdite sui derivati di Socetè Generale, di cui ho parlato nell'articolo precedente ( Crisi Ungherese ). 
In questo contesto le Banche Italiane sono state prese d'assedio, sopratutto Unicredit e Intesa San Paolo, poichè sono molto esposte in Ungheria. 
Ovviamente l'Euro è tornato vittima della speculazione ribassista ed è sprofondato a 1,2002. 
La situazione per i vari paesi europei si fa sempre più complicata e i vari Cds sono saliti a livelli record quest'oggi. A fine giornata vi aggiornerò a riguardo.

A fine giornata il Bilancio per la borsa di Milano è stato terribile: Ftse Mib - 3,79% a quota 18734 punti. Per la prossima settimana è lecito aspettarsi un ritorno in area 18500 e successivamente anche a 18000 punti se i ribassi dovessero continuare. 
In questo momento il Dow Jones si trova a 10020 punti (-2,18%), speriamo che il supporto dei 10000 punti tenga altrimenti vedremo molte candele rosse anche lunedì. 


Help, stiamo affondando!

Nemmeno il tempo di andare a mangiare che ci troviamo di fronte ad una nuova ondata ribassista. Avevo lasciato la borsa di Milano ad un +0,3% e ora siamo a -2,60% al di sotto dell'importante supporto dei 19000 punti.La volatilità è tornata alle stelle a seguito di alcuni rumors provenienti da Budapest. L'ungheria è in piena crisi finanziaria e a dirlo è il primo ministro Viktor Orban, che in una conferenza stampa ha detto che l'economia del Paese "è in una situazione molto grave perché il governo precedente ha manipolato i dati e ha mentito sullo stato dell'economia". I mercati hanno reagito malissimo a questa notizia e ora sono in profondo rosso, con violente oscillazioni ad ogni minuto. Come se non bastasse l'euro ha sfondato quota 1,21 e adesso è scambiato a 1,2056 contro il dollaro. 
Anche i vari CDS sono saliti alle slelle:
Portogallo a 400 da 338 di ieri
Spagna a 320 da 258 di ieri
Grecia a 790 da 762 di ieri
Contemporaneamente lo Spread tra titoli italiani e tedeschi è arrivato a 169 punti base ( credo sia il nuovo record storico),. 
Da segnalare anche un rumors riguardante Socete Generale che avrebbe subito numerose perdite su alcuni derivati. La risposta è stata: non abbiamo niente da dire su questi rumors....
Le prossime ore saranno decisive per i listini azionari: o ci sarà un bel rimbalzo dai minimi odierni oppure un nuovo crollo.Una cosa è certa, la volatilità sarà elevatissima, anche perchè un portavoce del primo ministro ungherese ha detto pochi minuti fà che non è esagerato parlare di una crisi grave come quella greca.