giovedì 9 dicembre 2010

Borse in rialzo ma i dati preoccupano

Chiusura brillante per le piazze europee anche oggi. Milano ha guadagnato lo 0,69% portandosi a quota 20533 punti. Parigi ha guadagnato lo 0,68% mentre la Germania è scesa dello 0,15%. Probabilmente mi sbaglierò ma questa mancanza di correlazione tra i mercati europei mi piace sempre meno. Difficile spiegare le motivazioni che spingono il nostro listino in questi giorni, anche perchè i dati macroeconomici dell'Italia e dell'europa non sono incoraggianti.
Inoltre quest'oggi l'agenzia di Rating Fitch ha tagliato di ben 3 livelli il giudizio di merito sull'Irlanda portandolo da A+ a BBB+. Un vero e proprio tonfo. Nello specifico, il declassamento di Fitch riguarda la valutazione di lungo termine di emittente in valuta locale ed estera. Anche il ratign di breve termine in valuta estera è stato tagliato a F2 da F1. "L'abbassamento del rating", ha spiegato Fitch in una nota, "riflette i costi aggiuntivi derivanti dal salvataggio del sistema bancario, le maggiori incertezze e le più deboli prospettive dello scenario economico e l'impossibilità di accedere ai finanziamenti sul mercato a costi sostenibili".
Vi lascio qualche dato macro ulteriore sulla situazione dell'europa dei PigiBuks ( i PIIGS allargati) 
In realtà i dati della tabella sono ottimistici in quanto in base ai miei calcoli il rapporto debito/pil italiano a fine 2010 dovrebbe essere superiore al 120% mentre quello della Grecia dovrebbe attestarsi sul 140-142%. Situazione drammatica anche per l'Irlanda che dovrebbe avere per fine anno un debito pari al 115% del Pil. 
Piccola considerazione sulla Grecia: quest'oggi è uscito il dato sul Pil Greco dell'ultimo anno : -4,60%. Il dato è risultato peggio del previsto e non credo che la situazione nel 2011 migliorerà di molto con tutti i tagli e con l'aumento spropositato delle tasse previsti dal governo greco nei prossimi anni. 
Unica nota positiva della giornata è stato il dato sulla richiesta dei sussidi di disoccupazione americana calati ben oltre le attese a quota 421 mila unità. 

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