domenica 20 novembre 2011

Una speranza chiamata Monti..


Sono passati alcuni giorni dal mio ultimo articolo (a causa di un'influenza che mi ha tenuto a letto qualche giorno) ma qualcosa di importante è successo. In pochi giorni la credibilità nazionale e internazionale dell'Italia è nettamente cresciuta.Numerosi sono stati i contatti con i leader europei ed americani e sembra che entro la prossima settimana ci saranno degli incontri per delineare le linee guida per uscire dalla crisi economica e finanziaria. 
Dal giorno in cui si è insediato il nuovo Premier Mario Monti ho notato dei piccoli ma significativi cambiamenti sia sui mercati finanziari sia nei cuori e nelle teste dei cittadini italiani.
I mercati finanziari si basano fondamentalmente sulla fiducia e quando questa viene a mancare si verificano delle vendite massicce che trascinano tutti i titoli in profondo rosso. Forse è presto per dirlo ma in cuor mio mi sento fiducioso nei confronti dell'Italia e dei profondi cambiamenti sociali, politici e economici che dovrà affrontare nei prossimi mesi ed anni. 


In pochi giorni lo Spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni è sceso dal record di 575 punti base ai 467 punti della chiusura di venerdì. Contemporaneamente il rendimento dei Btp a 10 anni è sceso al 6,64%
Qualora questa tendenza degli ultimi giorni dovesse continuare potrebbe essere interessante fare qualche acquisto non solo sul comparto azionario (in particolare sui titoli bancari che sono stati particolarmente colpiti da questa crisi) ma anche su quello obbligazionario, in particolare proprio sui titoli di stato a 5 e 10 anni che offrono dei rendimenti piuttosto interessanti. Oltretutto facendo questo tipo di acquisti (magari utilizzando un 10-15% della propria liquidità) si darebbe un bel segnale di fiducia nei confronti dell'Italia. 


Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib lo scenario appare ancora piuttosto complicato. Sebbene il trend di lungo periodo rimanga ancora impostato al ribasso la situazione di breve periodo mostra una certa indecisione del mercato tra i 14800 e i 16100 punti. Finchè non verrà violato uno di questi due livelli sarà difficile capire dove andrà il mercato nei prossimi mesi. In tal senso sarei più propenso a prendere delle posizioni rialziste data anche la chiusura positiva di venerdì ( +0,23% a quota 15232 punti) ma con stop loss rigidi attorno ai 14790-14780 punti. 



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