venerdì 12 febbraio 2010

Dow Jones a 6000 punti tra 6-9 mesi?

Nei giorni scorsi, navigando in rete ho scovato questo grafico molto preoccupante su intermarketandmore . Esso si basa sulle onde di elliott e cerca di proiettare dei target di prezzi da qui ai prossimi mesi. Premesso che è impossibile fare previsioni sui mercati finanziari a  lungo termine, ritengo che questa analisi che vede il Dow Jones proiettato a 6000-6500 punti non sia completamente insensata. A mio avviso, la crisi del 2008-2009 è molto simile alla crisi del 1929 e al contrario di quello che dice la televisione non è assolutamente finita. Non voglio passare per pessimista ma guardo ai dati reali. La disoccupazione è ancora elevatissima, i consumi sono nuovamente in calo e soprattutto alcuni paesi mostrano serie difficoltà a causa degli elevati debiti pubblici. L'anno scorso per evitare il peggio, i governi di tutto il mondo e le banche centrali hanno messo in campo misure straordinarie e cosa è successo? Niente, o meglio si è fermata la discesa, ma non è ricominciata la salita. In compenso i debiti sovrani sono lievitati mediamente tra il 5% e l'11% portando alcuni paesi nel baratro (Grecia in primis). Nonostante gli incentivi, i tassi  d'interesse portati quasi a 0, dov'è questa ripresa economica? Nel 2009 il Pil Italiano è sceso del 4,9% e nell'ultimo trimestre è sceso dello 0,2% contro previsioni di un timido rialzo. Le Borse in compenso hanno fatto fuoco e fiamme da marzo 2009 a inizio 2010 recuperando tutte le perdite e portandosi a livelli pre-crisi. In questi giorni sempre più spesso si parla di una crisi a W, cioè con 2 minimi importanti e se anche i grafici iniziano a ipotizzare scenari del genere meglio prepararsi psicologicamente a nuovi tonfi del mercato. Finchè la disoccupazione non scenderà a livelli accettabili non saremo fuori da questa crisi. La crescita sarà molto tenue perchè disoccupazione alta significa meno lavoratori, meno consumi, meno investimenti, meno produzione, meno reddito. La vera domanda però che mi pongo è un'altra: cosa faranno le banche centrali e i governi in caso di una crisi a W? La Fed non ha più margini di manovre, la Bce ha già tagliato i tassi all'1%, non si può fare ancora molto. Ma soprattutto i governi e i paesi hanno già messo in campo tutte le risorse e gli incentivi per rilanciare l'economia, cosa potrebbero fare ancora? Spero vivamente di sbagliarmi ma qualora questa ipotesi di doppio minimo si realizzasse potremmo fare la fine del Giappone, caduto ormai da anni nella famosa trappola della liquidità (Crescita negativa del Pil e tassi d'interesse pari a 0). Se il Dow Jones tornerà a 6500 punti, tutti gli indici mondiali scenderanno in maniera significativa e il nostro Ftse Mib protrebbe tornare a 12.000 punti. Nella crisi del 1929 gli indici continuarono la discesa fino al 1932, dove il Dow Jones tornò a 42 punti, il 90% in meno rispetto ad agosto del 1929. 

Dopo il crollo iniziale le quotazioni tornarono a salire nei mesi successivi. A metà del 1930 si completò la fase di ritracciamento delle quotazioni ( del 60% circa) ma negli anni successivi il crollo fu devastante. Nella crisi del 2008-2009 dopo il crollo iniziale, le quotazioni del Dow Jones sono salite poco più del 60% dai minimi di marzo del 2009 attorno ai 6500 punti. Dopo aver raggiunto i 10767 punti l'indice ha ripreso la via del ribasso.... Solo il tempo ci potrà dire se la storia si ripete. 


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