giovedì 18 febbraio 2010

Due crisi a confronto: Un'analisi grafica della crisi del 1929 con quella attuale

Quest'oggi ho finalmente finito un'accurata analisi sul Dow Jones a cui lavoravo da qualche giorno. Ho analizzato la crisi del 1929 e quella attuale partendo dai massimi registrati in tutte e due le occasioni. Per quanto riguarda il primo grafico ho preso come punto di partenza il 3 settembre 1929 quando l'indice Dow Jones raggiunse il massimo a quota 381 punti. Da quel giorno le quotazioni iniziarono a scendere ci vollero ben 27 anni per ritornare su quei livelli. Per quanto riguarda il grafico più in basso ho considerato come punto di partenza il 9 ottobre 2007 quando il Dow Jones raggiunse il proprio record storico a 14164 punti. Da un punto di vista economico sappiamo tutti che sono numerosissime le differenze tra la crisi del 1929 e quella attuale, ma da un punto di vista grafico ci sono delle somiglianze piuttosto evidenti. Molti analisti hanno utilizzato come punto di partenza della crisi attuale il crack di Lehman Brothers che si verificò a settembre 2008, sbagliando le loro analisi. Io invece ho preso come punto di riferimento i massimi registrati dalla borsa americana a ottobre 2009. Successivamente ho semplicemente evidenziato il rendimento dell'indice da quei livelli in entrambe le occasioni e da li ho sovrapposto i grafici. Sembra assurdo ma le somiglianze tra i grafici sono a dir poco evidenti. Nel 1929 dopo un'iniziale discesa delle quotazioni di circa un 15% ci fu un tentativo di rimbalzo che portò l'indice attorno a -8% dal livello iniziale. Nella crisi attuale si è verificata la stessa cosa: crollo di circa un 16-17% e successivo rimbalzo fino a -7%. 
Successivamente nel 1929 i ribassi furono violenti e nel giro di poche settimane il calo dell'indice Dow Jones raggiunse un -50% rispetto al punto iniziale di settembre 1929. Nella crisi attuale  le quotazioni sono scese fino a -52% a marzo del 2009 dai massimi di ottobre 2007. Chiamiamola una strana coincidenza, ma in entrambe le crisi dopo questi violenti crolli c'è stato un rimbalzo molto significativo nei successivi mesi. Sia nel 1929 che nel 2009 si è assistito a un recupero di circa il 60% dai minimi! Le coincidenze iniziano a essere tante. Tale recupero tuttavia si è esaurito ad Aprile del 1930 attorno a -22% ( valore del mio grafico) e a Gennaio 2010 attorno a -24% (valore del mio grafico)  quando il Dow Jones ha toccato i 10700 punti. Da li le quotazioni hanno iniziato a scendere in entrambe le occasioni riportandosi attorno a -30%. La linea rossa che ho tracciato rappresenta il momento attuale in cui ci troviamo. Premesso che è impossibile fare previsioni a lungo termine ma guardando la straordinaria somiglianza dei due grafici credo che nel prossimo mese assisteremo ad un mercato piuttosto indeciso sul da farsi. Se la storia dovesse ripetersi  come nel 1929, ma personalmente non me lo auguro, a partire da inizio estate dovremmo attenderci dei crolli piuttosto intensi che potrebbero estendersi anche per 1-2 anni e portare il Dow Jones ad un calo del 90% rispetto ai massimi di ottobre 2007. Certo parlare di un Dow Jones a 1600 punti è come parlare della fine del mondo e nessuno se lo augura. Quello che però è interessante notare da questo confronto grafico è che dall'inizio di questa crisi il listino ha seguito molto da vicino l'andamento del 1929 e le analogie sono state davvero incredibili. Solo il tempo potrà dirci cosa succederà nei prossimi mesi. Incrociamo le dita e speriamo che la storia non si ripeta.

6 commenti:

  1. inquietante ma non realizzabile....nel senso che non ce lo possiamo permettere per cui credo che il crollo ci sarà ma verrà arginato dalle cosidette "mani forti" per non mandare in panico l'intero pianeta (nel 29 la borsa americana non trascinava tutto il mondo come oggi), poi seguiranno altri ribassi ma sempre al limite del sostenibile forse con recuperi più lenti e graduali (così il parco buoi dimentica) e così via.......fino alla vera soluzione della crisi.
    ciao
    Bruno

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  2. ciao bruno, la mia analisi era puramente grafica ma è passato un mese e nel frattempo lo scenario è leggermente cambiato. Le mani forti, come le chiami tu, son tornate in acquisto sul mercato azionario e sembra che si faccia davvero di tutto per evitare qualsiasi calo borsistico. Solo con il tempo riusciremo a capire come è la reale situazione. Tuttavia oggi è finalmente uscito un dato positivo (produzione industriale europea in rialzo dell'1,7% ) che lascia ben sperare per il futuro....vedremo

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  3. Grazie per queste considerazioni. Sia che esse si realizzeranno, sia che non vada così, la visione del grafico del '29 fa capire come sia stupido partire oggi dal presupposto che siamo in un mercato toro. Qualcuno diceva "è strano come una discesa vista dal basso somigli tanto ad una salita".

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  4. Sarebbe molto interessante se tu tenessi aggiornato il grafico per avere un paragone continuo
    complimenti comunque

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  5. mi associo ai complimenti e ti chiedo anch'io se puoi aggiornare il grafico alla luce degli ultimi avvenimenti, ho l'impressione che hai ragione

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  6. Sarà peggio del '29. Il '29 è stata la crisi dell'inizio del capitalismo....quella che stiamo vivendo è la crisi antecedente la sua fine. Vi invito a leggere un'interessantissima analisi: http://www.ecolcity.it/cms/crisi-economica-2009-2010-2011-2012-2020-prepariamoci-a-diventare-poveri-1

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