martedì 26 aprile 2011

I debiti aumentano ma Wall Street festeggia

Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro. La situazione dei debiti pubblici dell'area euro è ufficialmente allo sbando:
Italia: L'Italia, nel 2010, ha fatto registrare un rapporto Deficit/Pil al 4,6% e un debito al 119% del Pil. I dati se si confrontano con quelli del 2009 sono piuttosto negativi : Deficit/pil 2009 al 5,4% e debito pari al 116,1 % del Pil. 
In lieve calo la spesa pubblica, che nel 2010 si attesta al 50,5% del Pil, rispetto al 51,8% dell'anno precedente. In leggero ribasso anche le entrate al 46% del Pil rispetto al 46,5% del 2009.
La poco invidiabile classifica dei debiti pubblici dell'area euro è dominata dalla Grecia salita al 142,8% del proprio Pil, mentre l'Italia conquista un onorevole secondo posto con il 119%....A seguire ci sono il Belgio (96,8%), l'Irlanda (96,2%), il Portogallo (93%), la Germania (83,2%), la Francia (81,7%), l'Ungheria (80,2%), il Regno Unito (80%), l'Austria (72,3%), Malta (68%), Paesi Bassi (62,7%), Cipro (60,8%) e Spagna (60,1%). 
A proposito della Grecia l'Eurostat ha comunicato oggi che il deficit/pil greco nel 2010 si e' attestato al 10,5%, oltre le stime del governo di Atene, fissate al 9,4%. Anche il debito, supera le stime governative..... ( casualmente le stime ad Atene sono sempre sbagliate per difetto)
Nel 2009, la Grecia, prosegue Eurostat, ha fatto registrare un deficit/pil al 15,4% e un debito al 127,1%.
Contemporaneamente i rendimenti dei titoli greci hanno registrano nuovi record: i bond a 10 anni hanno toccato il 15% di rendimento mentre il titolo con scadenza a 2 anni ha raggiunto il 24%.
Ovviamente i Cds a 5 anni dei Piigs hanno subito una nuova impennata ed in particolare quelli della grecia:
Grecia  1474 ( nuovo record storico)
Portogallo 668
Irlanda 663
Spagna 250
Italia 155


Nel complesso nel 2010 il deficit/pil nell'Eurozona nel 2010 è calato dal 6,3% al 6%, mentre è aumentato il debito/Pil dal 79,3% all'85,1%. Analogo andamento nella Ue: il deficit scende da 6,8% a 6,4%, il debito aumenta da 74,4% a 80%. Dell'Irlanda il deficit più alto (32,4%).


In una intervista  Jose Manuel Gonzalez-Paramo, membro spagnolo del direttivo della Bce ha detto: 
«Un'eventuale ristrutturazione (attraverso il taglio del valore nominale dei titoli greci ndr.) avrebbe effetti sistemici dalle conseguenze difficilmente calcolabili» ha detto Paramo parlando a un convegno a Cordoba. Il banchiere centrale è convinto che tale eventualità avrebbe «un impatto addirittura più pesante del collasso della Lehman Brothers perché colpirebbe duramente i bilanci degli stati, mettendo in discussione la loro stessa solvibilità. Letale poi sarebbe sarebbe il colpo alla credibilità del sistema creditizio».



Se l'Europa trema l'America non può dirsi certamente serena. La situazione macroeconomica americana rimane estremamente debole e gli ultimi dati sul settore immobiliare lo dimostrano: L'indice Case Shiller è sceso del 3,3% dai livelli di febbraio 2010. Tale indice
esamina le variazioni nel valore (prezzo di vendita) del mercato immobiliare in 20 regioni degli Stati Uniti nello scorso anno.
Illustra quindi la forza del mercato immobiliare americano, che favorisce l'analisi dell'economia nel suo insieme.


Il grafico sottostante preso dal blog  Calculated Risk è molto chiaro e mostra il nuovo indebolimento del mercato americano. 
Se questa la chiamate ripresa economica.....


Al contrario Wall Street festeggia queste notizie portandosi sui nuovi massimi dell'anno: 

Dow jones +0,7% a 12570 punti
Sp500  + 0,8% a 1346 punti 
Nasdaq +0,8% 2848 punti



A milano la situazione rimane invece piuttosto complicata; nonostante il rally di Parmalat (+11% post opa di Lactalis , vedi articolo opa su parmalat a 2,60-euro ad azione) e la corsa di Fiat (+3,5%), l'indice quest'oggi ha chiuso in rialzo dello 0,56% a quota 21932 punti. 
Il mercato rimane compresso in una zona piuttosto ristretta e solo la rottura dei 22000 punti potrebbe innescare nuovi acquisti con target 22200-22300 punti.  Ancora deboli invece i titoli bancari : unicredit ( -0,2%) e intesa (-0,3% )
Vedremo come andrà a finire. 
Come ultima notizia vi segnalo il tasso di cambio euro dollaro arrivato a quota 1,465 ai massimi degli ultimi 16 mesi e il tasso euribor a 3 mesi salito all'1,38% ( mutui più cari per tutti....) . 


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