mercoledì 2 maggio 2012

I dati macro fanno paura e milano affonda


Per un giorno torniamo a parlare di macroeconomia, di disoccupazione e di crisi economica. 
I dati macroeconomici odierni sono stati a dir poco terrificanti per quanto riguarda l'area euro ed in particolare per l'Italia. 
Il tasso di disoccupazione in europa a fine marzo è salito al 10,9% dal 10,8% del mese precedente. In particolare va segnalato l'impennata del tasso di disoccupazione spagnolo salito al 24,44% ( con il tasso di disoccupazione giovanile salito ad oltre il 40%). Decisamente preoccupante è anche l'andamento del tasso di disoccupazione italiano salito al 9,8% mentre il tasso di disoccupazione giovanile è salito al nuovo record del 35,9%. Va sottolineato che nel tasso di disoccupazione non viene considerato chi è in cassa integrazione che secondo le statistiche risulta quindi occupato. 
Per quanto riguarda l'Italia nel bollettino dell'Istat viene specificato che a marzo 2012 gli occupati sono 22.947 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-35 mila unità) e dello 0,4% rispetto a marzo 2011 (-88 mila unità). La disoccupazione maschile è cresciuta del 3,9% rispetto al mese precedente mentre quella femminile è aumentata dell'1,3% rispetto a febbraio.
Il tasso di occupazione è pari al 57,0%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali. Il numero dei disoccupati, pari a 2.506 mila, aumenta del 2,7% rispetto a febbraio (66 mila unità). Su base annua si registra quindi una crescita del 23,4% (476 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini che le donne. 
Il tasso di inattività si posiziona invece al 36,7%! Cioè oltre un terzo della popolazione italiana non sta lavorando ne è in cerca di lavoro....

Osservando la tabella sottostante tratta dal sito Rischio calcolato e riferita ai dati del 2011 si può osservare che il tasso di disoccupazione reale in italia era del 19,8% a fine 2011 e che quindi adesso dovrebbe aggirarsi attorno al 21%. Drammatica la situazione della Spagna che registrava valori di disoccupazione reale del 30,7% a fine 2011 e che probabilmente ora registra dei valori vicini al 34-35%, ben superiori a quelli registrati in USA durante la famosa crisi del 1929. 

  

Al contrario negli ultimi anni il tasso di disoccupazione in germania è sceso dal 10% al 6,8% mentre quello americano si è attestato all'8,2%



Decisamente allarmanti invece i dati riguardanti l'indice PMI (L’indice (PMI) è un indicatore composito studiato per dare una visione globale delle attività nel settore manifatturiero e agisce come un indicatore importante per l’intera economia. Quando l’indice PMI è inferiore a 50,0 indica che l’economia manifatturiera è in declino e un valore superiore a 50,0 indica un’espansione dell’economia manifatturiera).
Dalla tabella sottostante si possono riscontrare le variazioni mensili registrate tra aprile e marzo 2012. Come si può osservare nella terza colonna i valori registrati sono quasi tutti in deciso calo ed il valore registrato dalla nostra Italia è sceso di ben 4 punti base nell'ultimo mese a 43,9. ( Si tratta di un valore peggiore delle attese degli analisti e che mostra in pieno la fase di recessione violenta che sta colpendo il paese). 

Qualche settimana fa avevo parlato di un possibile calo del Pil italiano attorno al 2% nel 2012 ma in base a questi ultimi dati credo che durante i prossimi trimestri il Pil italiano subirà una contrazione ben più grave ( forse attorno al 4-5% a fine 2012). 

A mio avviso la situazione di questa crisi sta diventando giorno dopo giorno più grave e sopratutto globale. La prima nazione a farne le spese è stata la Grecia che sta pagando a caro prezzo gli errori economici e politici degli anni passati ma anche la Spagna, il Portogallo e sopratutto l'Italia rischiano di trovarsi nella stessa situazione in breve tempo. Numerosi sono i casi anche in Italia di aziende che stanno chiudendo i battenti e di persone che in poco tempo si son trovate sul lastrico. 
Domani la Bce alle 13 e 45 avrà la possibilità di modificare la propria politica economica e potrebbe abbassare il tasso di interesse ufficiale. Spero che i vertici economici capiscano l'importanza di agire tempestivamente e in maniera aggressiva per evitare la diffusione del panico e la fine dell'area euro entro i prossimi 2 anni. Ritardare queste decisioni potrebbe essere molto costoso e mi auguro che la razionalità e il buon senso prevalgano sui pesi politici internazionali che stanno condizionando milioni di famiglie. A mio avviso la BCE dovrebbe portare il tasso di interesse allo 0,5% già domani e abbassarlo ulteriormente allo 0,25% nella prossima riunione.     

Per quanto riguarda i listini azionari europei quest'oggi è stata l'ennesima giornata negativa che ha visto i listini dei paesi periferici crollare del 2-3% mentre gli altri listini hanno registrato o leggeri progressi o lievi flessioni. 

Il grafico sottostante mostra impietosamente l'andamento a confronto del listino tedesco (Dax in verde), del listino inglese (Ftse in viola), del listino italiano ( Ftse Mib in blu) e del listino spagnolo (Ibex in rosso) negli ultimi 6 mesi. 


Come si può facilmente osservare da gennaio 2012 gli indici hanno iniziato pericolosamente a non essere più correlati tra loro e nel giro di pochi mesi i listini dei paesi più fragili sono stati colpiti violentemente dalle vendite. In particolare il listino spagnolo è crollato di quasi il 20% ( solo oggi -2,6%) mentre il listino italiano ha accusato un calo del 5% da confrontarsi con i guadagni realizzati dall'indice inglese (+7%) e tedesco (+12%). 



Per quanto riguarda il listino italiano l'impostazione grafica rimane ribassista e l'eventuale rottura dei 14200 punti potrebbe riportare il listino nuovamente sul supporto dei 14000 punti e successivamente sui 13800 punti. Speriamo bene per la nostra ITALIA! 

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