martedì 12 aprile 2011

Venti di tempesta in agguato a Wall Street!

Giornata molto importante quella di oggi per le piazze finanziarie del mondo. Dopo giorni di attesa e di indecisione i mercati hanno virato al ribasso in maniera secca e decisa. A spaventare i mercati internazionali e di conseguenza gli investitori sono state un insieme di cattive notizie:
1) Il livello di gravità del disastro nucleare di Fukuskima è stato innalzato al livello massimo (7Si tratta dello stesso grado di gravità che fu stabilito, appunto, per Cernobyl. L'Agenzia ha comunque precisato che il livello delle emissioni radioattive registrato dall'inizio dell'incidente equivale solo al 10% di quelle misurate nel 1986 dopo la catastrofe presso la centrale situata in Ucraina. 
Già il 16 marzo scorso scrivevo in questo articolo:
Non sono un'esperto nucleare ma credo che qualcosa di molto pericoloso stia avvenendo in Giappone, ben al di la di quello che dice il governo giapponese e credo che il livello 7 sia il più appropriato per quello che sta avvenendo".

Sembra che oggi anche il Giappone e le altre autorità internazionali si siano accorte della gravità della situazione...e casualmente anche i mercati sono tornati a scendere.

2) Dati macro
La giornata odierna è stata caratterizzata da un insieme di dati macro piuttosto deludenti. A preoccupare è sopratutto la situazione americana. Il deficit pubblico americano di marzo è stato di 188 Miliardi di dollariNella prima meta' del 2011 il deficit pubblico complessivo e salito al livello record di 829 miliardi di dollari, il 16% in piu' rispetto ai 717 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2010. 
Andando avanti di questo passo credo che il deficit americano a fine 2011 possa avvicinarsi all'11% del Pil, un valore che ricorda il deficit portoghese o greco degli ultimi anni, e tutti sappiamo cosa è successo dopo....

Anche l'Europa non mostra dati macro rassicuranti: 
Indice prezzi al consumo in Ungheria +4,5% in un anno 
Indice prezzi al consumo in Spagna +3,6% in un anno 
Questo indica una inflazione crescente in europa con ulteriori possibili restrizioni economiche da parte della Bce nei prossimi mesi. 
Ma sopratutto è stato l'indice Zew sul clima di fiducia della popolazione è sceso a 7,1 contro il 14,1 del dato precedente.  

Passiamo ora alla parte di analisi tecnica. Il Ftse Mib dopo giorni di indecisione si è girato in territorio negativo intraprendendo nuovamente un trend ribassista. Guardando il grafico credo sia piuttosto scontato un ritorno in area 21900-21800 punti nella mattinata di domani ma non escludo ulteriori spinte ribassiste fino ai 21650 punti. Qualora venisse rotto questo livello nei prossimi giorni, la situazione di lungo periodo verrebbe messa in discussione e si potrebbe tornare anche a 20800 punti. 
Al contrario qualora domani le quotazioni dovessero tornare a salire l'indice dovrebbe riportarsi a quota 22100 punti in un primo momento e successivamente a 22200 punti. 


Ben più preoccupante è il grafico dell'Sp500 di lungo periodo: Dopo aver provato più volte a riportarsi sui massimi dell'anno l'indice americano ha intrapreso un nuovo trend ribassista piuttosto allarmante. Infatti sembra configurarsi in questa maniera una sorta di doppio massimo di lungo periodo che preannunci dei cali piuttosto importanti per i prossimi mesi. Operativamente parlando la rottura dei 1320 punti, avvenuta quest'oggi  (chiusura a 1314 punti)  dovrebbe portare l'indice ad un nuovo test dei 1300 punti e successivamente anche a 1280 e a 1250. 

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