mercoledì 10 novembre 2010

Milano travolta dalle vendite Ftse Mib -2,4%

Giornata molto pesante a piazza affari oggi. Il Ftse Mib ha chiuso in ribasso del 2,41% a quota 21058 punti, mostrando una notevole debolezza in tutta la seduta.  I mercati finanziari dopo i numerosi alti e bassi dei giorni scorsi sembrano aver preso oggi una strada ben delineata, quella del ribasso. Per domani l'eventuale rottura dei 20950 punti, dove transita la media mobile a 200 giorni innescherebbe una serie di vendite fino ai 20800 punti. 
Le news provenienti dall'Irlanda hanno provocato violente vendite su tutto il settore bancario. Tra i peggiori della giornata segnalo Intesa San Paolo e Unicredit che hanno chiuso la seduta in ribasso del 5%!
Secondo le ultime indiscrezioni l'Irlanda sarebbe a un passo dal fallimento. I titoli irlandesi hanno subito un nuvo crollo, i decennali rendono ora l'8,47%, ben 601 punti sopra il rendimento dei titoli di stato tedeschi, si tratta del massimo storico. In un solo mese lo spread Germania-Irlanda e' salito di 180 punti. Secondo il governatore della Banca di Irlanda e membro della Bce, Patrick Honohan, le perdite delle banche irish ammontano a 85 miliardi di euro, pari al 55% del Pil irlandese. Si avete capito bene il 55% del Pil irlandese. Sono numeri al di là di ogni logica e ben peggiori di quelli allarmanti di fine settembre ( Il salto nel vuoto , in questo post ipotizzavo una perdita di 32 miliardi di euro per il settore bancario irlandese). 
A destare preoccupazioni oggi è anche l'Italia. Lo Stread tra Btp e Bund tedeschi  a 10 anni è salito a 174 punti base, ai massimi da settembre. 
Giusto per non farci mancare nulla vi è una nuova fonte di proccupazione per il comparto bancario mondiale. Banco Panamericano (brasile)  e' arrivato a cedere -36% sulla borsa di San Paolo su voci di una possibile liquidizione. La banca centrale del paese, che e' corsa ai ripari iniettando $1.5 miliardi per "preservare gli attuali livelli di capitale", sta investigando su un possibile caso di frode. L'AD e parte del board sono stati rimpiazzati per aver messo in cattiva luce gli asset del gruppo. La conseguenza immediata: un rialzo del rendimento delle obbligazioni con scadenza 2020 dell'istituto al 10.54% (+314 punti base).

Infine non posso non parlare della Cina.  La Banca del Popolo di Cina, banca centrale cinese, ha infatti confermato la decisione di aumentare il tasso delle riserve obbligatorie delle banche di 50 punti base al fine evitare la crescita degli impieghi e quindi di lottare contro l'inflazione. Il rialzo sarà effettivo da martedì 16 novembre.
Tale manovra restrittiva è in netto contrasto con l'operazione della Fed da 600 miliardi di dollari di pochi giorni fa. Sembra che i contrasti economici e valutari tra i due paesi siano sempre più importanti. Oltretutto vorrei sottolineare che  è stata l'agenzia Cinese Dagong Global Credit Rating che ieri sera ha effettuato un downgrade sul debito degli USA da AA ad A con outlook Negativo. 
Insomma il clima con cui parte il G20 previsto domani e dopodomani a Seoul non è dei migliori e queste tensioni rischiano di riflettersi nelle quotazioni di borsa dei prossimi giorni. Allacciate le cinture, perchè la volatilità sui mercati è tornata a salire violentemente quest'oggi! 

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