mercoledì 3 novembre 2010

Un vento ribassista si abbatte su milano: Ftse Mib -1%

Le elezioni americane di metà mandato di questa notte hanno visto un risultato piuttosto confortante per Obama. Infatti sebbene il presidente degli Stati Uniti non abbia più la maggioranza alla Camera, ha conservato il controllo del Senato. Quantomeno Barack Obama ha evitato la disfatta totale. In ambito finanziario questo bilanciamento politico è da interpretarsi positivamente in quanto da una parte si punterà sulla crescita economica, dall'altra sul contenimento dei costi. 
I mercati azionari avevano reagito positivamente a queste notizie stamane, aprendo in deciso rialzo. Tuttavia nel pomeriggio, a seguito delle preoccupazioni sull'intervento serale della Fed ( 19 e 15)  i listini hanno imboccato la via del ribasso. 
Gli ottimi dati macro americani non sono riusciti ad arrestare le vendite.
In particolare la Variazione occupazionale non agricola (Adp) è stata positiva di 43 mila unità, molto meglio delle attese degli analisti (+25 mila). Anche l'indice Ism non manifatturiero è cresciuto a quota 54,30, (anche questo dato nettamente migliore delle attese). Ma la vera sorpresa è stato il dato sugli ordinativi delle fabbriche cresciuti del 2,1% dal mese scorso (gli investitori si aspettavano un timido +0,6%) . 
Tutti questi dati mi hanno positivamente colpito e forse la situazione economica americana sta davvero migliorando mese dopo mese. 
Proprio per questo non escludo che la Fed questa sera possa intervenire con cautela sul mercato per rilanciare l'economia. A mio avviso un Quantitative Easing graduale , nell'ordine dei 100 Miliardi di dollari al mese per 5-6 mesi, potrebbe essere una soluzione accettabile dal mercato senza eccessivi pericoli inflattivi. Oltretutto se la situazione dovesse migliorare nei prossimi mesi tali nuovi incentivi potrebbero essere drenati dal mercato prima del previsto. 
Il Ftse mib a fine giornata ha accusato un calo dell'1,01% a quota 21180 punti. La violenza delle vendite pomeridiane non è un segnale incoraggiante per domani qualora il trend ribassista dovesse proseguire. La chiusura in prossimità dei minimi è un ulteriore segnale d'allarme. I primi supporti di una certa rilevanza transitano a quota 21000 punti e successivamente a quota 20800. Qualora venisse violato anche questo livello, le quotazioni potrebbero spingersi verso i 20500 punti, dove è ipotizzabile un ritorno dei compratori. 
Al contrario in caso di esiti positivi dalla seduta della Fed il listino italiano dovrebbe portarsi nuovamente sui 21400 punti e successivamente in area 21500-21600 dove transitano delle resistenze molto significative. 

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