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domenica 27 marzo 2011

Fukushima sarà una altra Černobyl?

Situazione fuori controllo nella centrale nucleare di FukushimaI livelli di iodio e cesio radioattivo emessi dall'impianto di Fukushima 1 sono sempre piu' simili a quelli dell'incidente di Chernobyl. Lo iodio-131 rilasciato giornalmente e' pari al 73% di quello visto a Chernobyl, e il cesio-137 al 60%. A spiegarlo e' il 'New Scientist'. Mentre a Chernobyl l'incendio rilascio' molto materiale radioattivo sotto forma di fumo, a Fukushima invece solo gli elementi volatili, come iodio e cesio, stanno traboccando fuori. Ma queste sostanze sono comunque pericolose.

Aggiornamento ore 10 dal sito Ansa.it.
La radioattivita' dell'acqua al reattore n.2 della centrale di Fukushima e' estremamente elevata ed e' pari a 10 milioni di volte i livelli normali. Lo riferisce l'Agenzia per la sicurezza nucleare, secondo cui si e' resa necessaria l'evacuazione immediata dei tecnici al lavoro. Il livello di iodio-131 presente nel reattore n.2 e' estremamente alto, al punto da far ipotizzare all'Agenzia che l'acqua possa essere legata in qualche modo al nocciolo, visto che la radioattività registrata e' di 1.000 millisievert/ora. L'emergenza contaminazione sale mentre i tentativi di messa in sicurezza sono frenati dalla minaccia radiazioni.
La radioattività in mare di fronte alla centrale nucleare giapponese di Fukushima è di 1.850 volte superiore ai livelli di norma, secondo le ultime misurazioni disponibili. Lo rende noto l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, che solo ieri aveva rilevato una presenza di iodio-131 in acqua 1.250 volte al di sopra del normale.

Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania a Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima, avrebbe già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l'International Nuclear Event Scale (INES). Lo studio di Hirsch, che si basa sui dati pubblicati dall'Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall'Istituto Centrale di Meteorologia Austriaco (ZAMG), ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra 11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES. Il livello 7 è quello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l'incidente a Cernobyl del 1986. Greenpeace ha inviato in Giappone un gruppo di esperti che da oggi inizieranno a monitorare i livelli di contaminazione radioattiva intorno alla zona di evacuazione.
Mentre a Cernobyl l'incidente aveva coinvolto un solo reattore, a Fukushima, osserva Greenpeace, "si ha avuto rilascio di radioattività da quattro reattori. I reattori 1, 2 e 3 hanno subito perdita di liquido refrigerante che ha portato alla fusione del combustibile nucleare. La piscina del reattore 4, contenente combustibile nucleare esausto, ha perso liquido refrigerante fino a produrre un incendio che ha coinvolto il combustibile. Un'esplosione di idrogeno ha infine distrutto la struttura del reattore 4". "Sommando i rilasci di radiazione da tutti i reattori dell'impianto di Fukushima-daiichi, ovvio che si raggiunto il livello 7 nella scala INES. E' probabile che la quantit totale di radiazione equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7. Il rilascio di radioattività, infatti,pari a 100.000 TBq (TeraBequerel) per ogni reattore, dunque si tratta di tre incidenti di scala 7" conclude Hirsch, l'esperto tedesco che ha redatto lo studio. Greenpeace si dice particolarmente preoccupata per gli effetti che la ricaduta radioattiva avrà su un paese ad alta densità di popolazione come il Giappone. La maggior parte della radioattività di Cernobyl ricaduta sulla Bielorussia, con una densità abitativa di 40 persone per chilometro quadrato. Il Giappone ha una densità media di 800 persone per chilometro quadrato. L'area metropolitana di Tokyo ha densità di oltre 1200 persone per chilometro quadro. "Le implicazioni per la dose collettiva di radiazione sulla popolazione - conclude l'associazione - potrebbero essere enormi".

Sinceramente spero che i tecnici riescano a fare il possibile per evitare un disastro simile a quello di Černobyl e a salvare il maggior numero di persone ma la situazione mi sembra alquanto disperata. 
Domani credo che la borsa Giapponese avrà un brusco risveglio e penso possa tornare rapidamente in area 9000 punti e in caso di panic selling non escludo un affondo in area 8500 punti. 
Le conseguenze economiche di un disastro nucleare sarebbero ben più pesanti di quelle dello Tsunami dell'11 marzo che ha devastato le coste giapponesi. 
Settore Turistico:
Basti pensare che il 7% del Pil Giapponese è fatto dal turismo e ho seri dubbi che almeno per i prossimi 2 anni ci siano molte persone disposte ad andare in Giappone per trascorrere le proprie vacanze. 
Settore automobilistico:
Le case automobilistiche mondiali rischiano di perdere la fabbricazione di 600 mila vetture entro fine mese a causa del terremoto in Giappone che ha bloccato le linee di assemblaggio e la produzione di vernici. Toyota, il maggiore produttore al mondo, ha perso 140 mila vetture, mentre Honda non ha potuto fabbricare 46.600 auto e 5.000 motociclette; Mazda ha ridotto la produzione di 31 mila auto, Mitsubishi di 15 mila.
Gli effetti di questo blocco produttivo si iniziano a sentire anche in America dove iniziano a mancare i ricambi e alcune parti chiave della componentistica di assemblaggio di auto nuove provenienti dal Giappone.
Conseguenze Energetiche mondiali
Nei giorni scorsi si è parlato molto di energia nucleare in ambito politico sia a livello nazionale che internazionale. La gravità della situazione in Giappone credo che potrebbe influenzare notevolmente lo sviluppo energetico dei paesi europei favorendo in tal senso le energie rinnovabili a discapito dell'energia nucleare. 
In questa ottica inserirei qualche titolo in portafoglio dedicato al settore delle energie rinnovabili.( Per fare qualche nome Enel Green Power, Kerself, Vestas e via dicendo).

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