giovedì 14 aprile 2011

L'italia alla prova dei conti....

Il consiglio dei Ministri ha approvato ieri il DEF (Documento Economico Finanziario) ed il Piano delle Riforme per il rilancio dell'Economia Italiana. 
Il Pil per il 2011 viene fissato all'1,1% ( dal +1,3% precedente) e quello per il 2012 dovrebbe attestarsi a +1,3% ( le stime precedenti parlavano di un +2%). 
Nessuna revisione invece per il rapporto Deficit/Pil. Per il 2010 dovrebbe fermarsi al 3,9% per scendere al 2,7% nel 2012, per arrivare infine al pareggio nel 2014. 
Il rapporto Debito pubblico/Pil invece dovrebbe superare il 120% nel 2011 per scendere al 119,4% nel 2012 , al 116,9% nel 2013 e al 112,8% nel 2014. 
La spesa per gli interessi sul debito è destinata a salire parecchio passando dai 70,1 miliardi del 2010 (in calo rispetto ai circa 80 del 2008) a oltre 97 miliardi nel 2014. Nel 2011, gli interessi passivi sono stati stimati a quota 73,459 miliardi
In termini percentuali di Pil la spesa per interessi, si prevede al 4,8% del Pil nel 2011, al 5,1% nel 2012, al 5,4% nel 2013.
La pressione fiscale non dovrebbe subire sostanziali modifiche: 42,5% del Pil nel 2011, 42,7% nel 2012, 42,6% nel 2013. 

Questi dati fanno capire quanto pesante sia il debito italiano sulla crescita economica dell'Italia. In un mondo ideale senza debito pubblico il nostro paese potrebbe crescere tranquillamente del 4-5% all'anno ma purtroppo la situazione è questa e ora ci tocca correre ai ripari. 
Credo che la politica economica debba concentrarsi su tre aspetti fondamentali per i prossimi anni. In primo luogo sarà necessario ridurre il debito pubblico senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini. 
In secondo luogo sarà fondamentale puntare su un modello di crescita sostenibile, magari puntando tutto sui giovani di talento che, ad oggi, sono costretti ad andare all'estero poiché in Italia non vengono valorizzati.
In terzo luogo credo che l'Italia dovrebbe cercare di combattere l'evasione fiscale in maniera più agguerrita e ridurre gli sprechi dei vari settori economici.  

Per chi non ricordasse come sono andati gli ultimi anni per l'Italia ecco un breve riassunto della crescita percentuale del Pil e della crescita del rapporto Debito pubblico/Pil: 

Anno     Pil             Debito Pubblico/Pil 
1996  +2,1%
1997  +1,9%
1998  +1,4%
1999  +1,7%
2000  +3,6%
2001  +1,8%
2002  +0,3%
2003  +0,0%
2004  +1,1%
2005  +0,0%              105,83%
2006  +1,9%              106,51%
2007  +1,9%              103,5%
2008   -1,0%              105,82%
2009   -5,0%              115,80%
2010  +1,3%(stima)    119,8% (stima)


I dati parlano da soli ed esprimono in tutta la loro drammaticità il tracollo degli ultimi 3-4 anni.
In questo clima economico è la fiducia degli italiani a essere letteralmente crollata. Dal sesto sondaggio di Confesercenti-Ispo emerge in pieno il clima di sfiducia presente in Italia.
Nell'Ottobre 2009 il 31% degli italiani aveva fiducia nel governo, oggi tale percentuale è scesa al 12%. Peggio fa l'opposizione passata dal 12% a solo il 6%.
Diminuiscono anche i consensi per Regioni ed enti locali passate dal 26% al 14%, dei sindacati passati dal 15% all'11%, e Banche passate dal 9% al 7%.  
Drammatico l'ultimo dato: il 97% degli italiani ( contro l'86% del 2009) è preoccupato per la situazione economica dell'Italia
Quest'ultimo dato forse esprime meglio di qualsiasi parola la reale situazione economica e lavorativa in italia, con il tasso di disoccupazione salito all'8,4% ma con tantissime famiglie che lottano contro la povertà. 

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