lunedì 13 febbraio 2012

Atene dice di si al piano di Austerity ma Atene è in fiamme


Con 199 voti a favore e 74 contrari il parlamento greco ha votato a favore del piano di Austerity lacrime e sangue previsto dal governo del primo ministro Lucas Papademos.
Il pacchetto prevede una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation; una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni; una drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali; la vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. 

"La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile", queste le parole del premier greco per convincere il Parlamento a votare a favore di questo nuovo intervento. 


All'esterno del parlamento la protesta di migliaia di manifestanti è sfociata in guerriglia urbana. Negozi devastati, incendi, feriti, scontri con la polizia. 

Sono molto vicino alla popolazione greca in questi momenti difficili e mi auguro che la situazione economica possa migliorare miracolosamente in breve termine ma se devo essere realista credo che a questo punto il Default e l'eventuale uscita dall'euro possa essere considerata un opzione (nel breve periodo sarebbe una tragedia ma nel lungo periodo non necessariamente sarebbe la peggiore soluzione per la popolazione greca). 
Gli ultimi dati macroeconomici parlano di un tasso di disoccupazione giovanile a novembre 2011 salito al 48%. Con queste ulteriori manovre di Austerity quale futuro potrà esserci per i giovani greci e sopratutto quale futuro potrà avere la Grecia? 



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