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venerdì 2 settembre 2011

Nuovo crollo delle borse europee: Ftse Mib -3,9%

Giornata da dimenticare quella di oggi per tutte le borse europee. A fine seduta il listino italiano ha accusato un calo del 3,89% a quota 15060 punti.

Drammatici anche i cali delle borse europee:
Dax tedesco -3,5%
Cac francese -3,55%
Ftse inglese -2,3%
Ibex spagnolo -3%
Eurostoxx 50 -3,7%

(Da segnalare che dal prossimo 19 settembre sia Intesa San Paolo che Unicredit non faranno più parte di questo indice anche se credo che i prezzi abbiano già scontato questa notizia). 

A scatenare le vendite quest'oggi sono stati i dati macroeconomici piuttosto negativi provenienti dagli Usa:
Variazione occupazionale non agricola : 0 unità contro attese di +74.000
(riviste al ribasso anche tutte le stime precedenti: giugno da 46.000 a 20.000 unità  e Luglio  da 117.000 a +85.000 unità).

Tasso di disoccupazione Usa : 9,1% invariato dal mese scorso.

Media ore settimanali lavorative: 34,2 contro attese di 34,3.

Libri paga non agricoli Privati: 17.000 contro attese di 110.000.

A questo punto appare evidente che la situazione economica americana e probabilmente mondiale, sia in netto peggioramento e che le probabilità di tornare in recessione siono nettamente cresciute nelle ultime settimane. 
A mio avviso la Fed entro fine settembre dovrà varare un nuovo piano di sostegno (Quantitative Easing 3) dell'economia americana altrimenti giornate come quella di oggi saranno all'ordine del giorno sui mercati azionari. 

Per quanto riguarda l'economia Italiana la situazione è ben peggiore, e l'aumento dello Spread tra Btp e Bund tedesco, arrivato quest'oggi al 3,23%, non è sicuramente un bel segnale. 
In netto rialzo anche i rendimenti dei Btp decennali che ora rendono il 5,26%.

Piccolo aggiornamento anche sugli altri paesi europei:
Rendimento titoli a 2 anni della Grecia : 47,19% (massimo storico)
Rendimento titoli a 5 anni della Grecia : 22,32% (massimo storico)
Rendimento titoli a 10 anni della Grecia : 18,28%
Rendimento titoli a 10 anni dell'Irlanda : 8,63% (in netto miglioramento dal massimo del 14% toccato negli ultimi mesi)
Rendimento titoli a 10 anni del Portogallo : 10,28% ( in miglioramento dal massimo del 13% toccato mesi fa).
Rendimento titoli a 10 anni della Spagna : 5,10%.


Credo che per risolvere la questione dei debiti pubblici europei sia necessario varare a livello Europeo i famosi Eurobond.

giovedì 7 luglio 2011

Milano chiude in rosso sotto un tremendo attacco speculativo sui bancari


Chiusura in ribasso anche oggi per il listino Ftse Mib che a fine seduta accusa un calo dello 0,24% a quota 19735 punti. A pesare sul nostro listino il calo accusato da Unicredit (-3,5%) e dagli altri titoli bancari, letteralmente massacrati dalle vendite nelle ultime due ore di contrattazione. 

Graficamente la giornata odierna è stata a dir poco imprevedibile con delle variazioni piuttosto repentine nel corso della giornata. In particolare attorno alle 14 e 30 l'indice è salito violentemente di oltre 300 punti nel giro di pochi minuti, fino ai 20100 punti, per poi tornare in territorio negativo nel finale di seduta. Difficile dare un senso a tutto ciò guardando esclusivamente i grafici ma è chiaro che le difficoltà economiche dell'Italia sono cresciute notevolmente in questi giorni. 
Nel grafico sottostante è riportato lo spread tra titoli decennali tedeschi e titoli decennali italiani. Quest'oggi è stato toccato un nuovo record a quota 221 punti (pari al 2,21%) mentre il Btp decennale ha toccato un rendimento record del 5,18%.

Da sottolineare l'estrema debolezza del listino italiano nei confronti degli altri indici europei negli ultimi mesi, in particolare nei confronti del listino tedesco: 

Negli ultimi 3 mesi l'indice tedesco Dax (in verde) ha realizzato una performance superiore al 3%, mentre l'indice Italiano Ftse Mib ( in blu) ha accusato un calo superiore al 12%...

Ancora più emblematico è questo secondo grafico relativo agli ultimi 12 mesi. 


L'indice americano Dow Jones ( linea rossa) ha registrato un rialzo vicino al 30% nell'ultimo anno, mentre il nostro Ftse Mib ( linea verde) è appena sopra la linea dello 0. Nettamente negativo invece il rendimento di Unicredit che nell'ultimo anno ha accusato un calo vicino al 25%.

A questo punto credo che il mercato stia scontando un taglio del Rating del debito pubblico italiano, anche a seguito della disastrosa manovra finanziaria correttiva di qualche giorno fa che sta allontanando ulteriormente gli investitori dal mercato italiano. 


Da un punto di vista macro c'è da sottolineare che la BCE quest'oggi ha innalzato il tasso di interesse all'1,50 % ( dal precedente 1,25%) a seguito delle preoccupazioni dovute alla crescente inflazione nell'area euro. A mio avviso, tuttavia, tale manovra non mi sembra molto sensata visto le chiare difficoltà economiche di tutta europa sulla tenuta dei conti pubblici. 

Notizie positive invece giungono dall'America dove i dati macro odierni sono risultati tutti migliori delle attese: 
Variazione occupazionale non agricola: +157 mila unità ( attese di + 60 mila)
Richieste sussidi di disoccupazione a quota 418 mila ( contro le 432 mila del dato precedente)
Richieste di disoccupazione continua: 3681 mila ( contro le 3724 mila del dato precedente)


venerdì 3 giugno 2011

L'america sull'orlo della recessione



Gli ultimi dati macro americani di oggi parlano chiaro: l'America è nuovamente sull'orlo della recessione. Gli occupati non agricoli degli Usa in maggio sono cresciuti solo di 54.000 unità, circa un terzo rispetto a quanto avevano previsto gli analisti (169.000 unità) . 

Il dato risulta ancor più allarmante se paragonato a quello del mesi scorsi: ad aprile erano stati creati 232.000 posti di lavoro mentre a marzo erano stati creati 221.000 posti. Si tratta del dato più debole da settembre 2010 che porta il tasso di disoccupazione americano al 9,1%, il più alto dal dicembre dello scorso anno, in rialzo dal 9,0% di aprile 2011. 

Tra i vari settori risulta molto debole quello manifatturiero con un calo di 5.000 lavoratori, contro attese invece di una crescita di 14.000 dopo i +24.000 di aprile.
Debole anche il settore privato con la crescita di 83.000 lavoratori, il dato più debole da giugno 2010, circa la metà rispetto alle attese di +175.000 e dopo un +251.000 di aprile. 
Ancora in difficoltà il settore pubblico: i dipendenti pubblici  sono scesi di 29.000 unità dopo i -19.000 di aprile.

Unico dato leggermente positivo è stato l'indice Ism non manifatturiero salito a 54,6 dal 52,8 del dato precedente. 

Analizzando complessivamente i dati di questa settimana si può notare un netto peggioramento dello scenario economico americano: 

Settore immobiliare : L'Indice Case-Shiller ha mostrato un calo del 3,6% dei prezzi delle abitazioni dall'anno scorso.

Settore manifatturiero: L'Indice Pmi di Chicago è sceso a 56,60 da 67,6 precedente.
Fiducia dei consumatori americani scesa a 60,8% dal 66% precedente. 

Le richieste di disoccupazione continua sono salite a 3,711 Milioni di unità ( attese di 3,682)

Ordinativi alle fabbriche americane in calo dell'1,2% dal mese scorso contro un più 3,8% del mese di aprile. 

P.s. tutti questi dati sono risultati peggiori delle attese degli analisti. 

A leggere questi dati sembra di leggere un bollettino di guerra ma non per questo bisogna essere completamente pessimisti sul futuro. Infatti c'è da dire che le numerose calamità naturali (Tornado) che hanno colpito gli Stati Uniti nel mese scorso hanno avuto un certo impatto su questi dati. 

A questo punto credo che nei prossimi mesi sentiremo parlare di nuovi stimoli economici da parte della Fed...é già tempo di quantitative easing 3? 
Difficile dirlo ma la reazione dei mercati odierna a questi dati sembra proprio orientata in tal senso. 
Il grafico sottostante mostra l'incredibile recupero del Ftse Mib dalle 14 e 30 alle 16 e 30. L'indice è passato da 20470 punti a 20850 punti in poco meno di due ore. 

mercoledì 4 maggio 2011

Terzo ribasso per milano:il Ftse mib crolla dell'1,8%

Giornata a dir poco turbolenta per le borse europee quest'oggi. A fine seduta il bilancio è stato piuttosto pesante per tutti i listini : 
Londra -1,6%
Milano -1,8%
Francoforte - 1,8%
Madrid -1%

Da un punto di vista macroeconomico i dati sono stati tutti negativi: 
Le Vendite al dettaglio nell'area euro sono scese dell'1% dal mese scorso ( nel mese precedente erano salite dello 0,3%) segnalando al mercato che la ripresa economica in Europa è anemica o nel peggiore dei casi inesistente. 
Inferiore alle attese degli analisti il dato sulla variazione occupazionale non agricola in america : sono stati creati 171 mila posti di lavoro ma il mercato si aspettava circa 200.000 posti. 
Molto deludente invece è stato l'Ism non manifatturiero crollato a quota 52,80 dai 57,30 del mese precedente. Ricordiamo che questo parametro è estremamente importante per valutare l'attività economica in america ed un valore superiore a 50 denota un'espansione economica. A mio avviso questo valore è molto preoccupante e la reazione sui mercati finanziari all'uscita di questo dato è stata emblematica. Nel giro di pochi minuti il Dow Jones è sceso di quasi 100 punti trascinando verso il basso tutte le borse europee. 
Da un punto di vista grafico la situazione per l'indice di milano si fa delicata. La chiusura sui minimi di seduta e al di sotto dei 22000 punti è un chiaro segnale di allerta. Inoltre il trend giornaliero è stato decisamente negativo e il netto aumento dei volumi scambiati segnala la forza di questo impulso ribassista.

Allargando l'orizzonte temporale di analisi si può osservare come il Ftse Mib nei giorni scorsi sia stato respinto dalla resistenza posta in area 22600-22670 punti e abbia intrapreso un nuovo trend ribassista che potrebbe proiettarlo nei prossimi giorni in area 21500 punti. L'eventuale rottura di questo livello dovrebbe riportare l'indice sui 21200 ed eventualmente sui 20800 punti. 
Al contrario qualora domani ci fosse qualche tentativo di rimbalzo le prime resistenze da monitorare saranno i 22000 punti e successivamente i 22200 punti. 



venerdì 1 aprile 2011

S&P taglia il rating dell'Irlanda ma a Milano tornano gli acquisti

Poche ore fa l'agenzia di rating Standard & Poor's ha abbassato il giudizio sul debito sovrano irlandese, cambiando però l'outlook sul paese a stabile.  Il rating è stato abbassato da "A-" a "BBB+". S&P aveva proceduto a un downgrade già a febbraio, riducendo la valutazione a lungo termine da "A" ad "A-". L'agenzia ha parlato della possibilità di una  ristrutturazione del debito sovrano irlandese, eventualità che deve essere tenuta in considerazione da parte del mercato. Infatti questa soluzione potrebbe essere un prerequisito per riuscire ad accedere ai finanziamenti del fondo European Stability Mechanism (ESM). 
Dopo questo taglio i Rating aggiornati in questa settimana da S&P sono: 
Irlanda BBB+
Grecia BB-
Portogallo BBB-
Per avere una idea chiara sui rating vi consiglio di visualizzare questa tabella che avevo pubblicato nei giorni scorsi. 

Da un punto di vista macroeconomico i dati odierni sono stati particolarmente interessanti: 
Disoccupazione italiana cresciuta all'8,5% 
Tasso di disoccupazione Europeo al 9,9%
Variazione occupazionale non agricola in America+216.000 unità
Tasso di disoccupazione Usa sceso al 8,8%

Per quanto riguarda la situazione grafica del nostro listino quest'oggi sembra esser cambiato qualcosa. Infatti il Ftse Mib si è scontrato con il supporto chiave dei 21600 punti in mattinata ed ha intrapreso un nuovo rally azionario che l'ha portato a chiudere a quota 21967 punti  in rialzo dell'1,11%. La netta inversione di tendenza intraday non è da sottovalutare e potrebbe preannunciare nuovi rialzi per la prossima settimana. Per lunedì in caso di nuovi rialzi,le prime resistenze transitano in area 22050 punti e successivamente a 22150-22200 punti. Al contrario se il trend tornasse ribassista i primi supporti transitano in area 21800 e successivamente a 21600 punti. 
In particolare molto violenta è stata la reazione di Intesa-san paolo che a un certo punto della seduta perdeva circa il 4% a quota 2 euro ad azione in seguito a indiscrezioni di un possibile aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Dopo i violenti cali dei giorni scorsi, nella seconda parte della seduta i volumi in acquisto sono cresciuti notevolmente ed il titolo ha recuperato terreno chiudendo in progresso dell'1% rispetto a ieri. Probabile un ritorno in area 2,20-2,30 euro nella prossima settimana qualora il mercato tornasse rialzista. Al contrario la rottura dei 2,05 porterebbe il titolo a testare nuovamente il livello chiave dei 2 euro con un eventuale ulteriore affondo a 1,90 euro. 



mercoledì 2 marzo 2011

Tante oscillazioni ma alla fine Milano porta a casa un pareggio

Giornata da montagne russe per milano oggi . Dopo il calo di ieri sera di Wall Street stamane l'apertura è stata piuttosto negativa con il Ftse Mib che era sceso fino a quota 21881 punti ( quasi -2%). Nel corso della giornata tuttavia l'indice è riuscito a recuperare trascinato al rialzo dai titoli bancari. Attorno alle 16 l'indice viaggiava in progresso dello 0,7% attorno a quota 22400. La mancata rottura di questa resistenza ha innescato nuovamente le vendite che hanno rapidamente portato l'indice sulla parità ( chiusura a quota 22238 +0,05%). Graficamente la giornata odierna potrebbe trarre in inganno ma l'analisi del Future ( Fib scadenza marzo) può aiutarci. Infatti nei minuti finali post chiusura il Fib è tornato in territorio negativo chiudendo a quota 22190 punti ( -0,28%) con volumi piuttosto importanti ( oltre 24 mila pezzi trattati oggi). A mio avviso questo è da considerarsi come una continuazione del trend ribassista di breve periodo iniziato lunedì 22 febbraio. 
Inoltre guardando agli altri indici, quali il Dax ( oggi -0,8%)  e l'eurostox (-1,15%) la situazione ribassista appare più evidente e, non me ne vogliate, ma sono indici più indicativi rispetto a quello italiano. 
Da un punto di vista macro vorrei segnalare il nuovo balzo del prezzo del petrolio salito nell'ultima ora da 99 a 101,80 dollari al barile. 
Per quanto riguarda gli altri dati macro della giornata bisogna sottolineare il balzo dell'inflazione in italia al 2,4% e la disoccupazione giovanile salita al 29,4% ( record storico). Rincuora sapere che il Pil Italiano è cresciuto l'anno scorso dell'1,3% ( ben lo 0,1% più delle attese) e che il rapporto debito/pil è salito al 119%. Secondo i vertici economici italiani i dati sono positivi e lasciano buone speranze per il futuro. Personalmente non sono così ottimista anche perchè il balzo dei prezzi dei carburanti ( benzina +11,8% in un anno, Gasolio per riscaldamento +17,2% in un anno) frenerà di molto la tenue ripresa economica in Italia. E non voglio nemmeno affrontare il tema del debito pubblico altrimenti passerei per catastrofista. 
Passando ai dati macro americani la situazione invece è ben diversa: in base agli ultimi dati disponibili la variazione occupazione non agricola è risultata migliore delle attese in crescita di 217.000 unità. Insomma qualche segno di risveglio economico c'è in Usa ma Wall Street ( dow jones -0,2%)  sembra preoccuparsi maggiormente del nuovo rialzo del prezzo del Petrolio e del beige book ( il bollettino sullo stato dell'economia americana che sarà pubblicato alle 20 ora italiana). 

Per domani in caso di nuovi ribassi è probabile un ritorno in area 22100 punti e successivamente a quota 22000 punti e a 21880. L'eventuale rottura di questo livello sarebbe molto significativo anche per la dinamica della prossima settimana. 
Al contrario in caso di nuove incursioni rialziste le prime resistenze passano sempre in area 22440 punti. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe riportare rapidamente il listino verso i 22600 punti. 

giovedì 3 febbraio 2011

Scattano i realizzi a piazza affari: Ftse Mib -0,93%

Forse è ancora troppo presto per dirlo ma un piccolo orsetto oggi si è visto in giro a piazza affari. Nel giro di un'ora l'indice italiano è sceso nettamente di oltre un punto percentuale a seguito dell'apertura incerta di Wall Street. Nel finale di seduta l'indice si è riportato sopra i minimi intraday per chiudere in calo dello 0,93% a quota  22443 punti. 
A preoccupare i mercati oggi è stata la situazione in Egitto e delle voci di possibili downgrade di alcuni Piigs nei prossimi giorni. In particolare è l'Irlanda a spaventare   tutti i risparmiatori. Nel mese di dicembre sono stati ritirati dai conti correnti irlandesi ben 40 Miliardi di euro ( +50% del mese precedente). Gran parte di questi miliardi di euro sono stati prelevati e spostati in conti correnti all'estero per un ammontare complessivo vicino ai  35 miliardi di euro. A mio avviso questo deflusso di capitale dovrebbe allarmare in primis il governo Irlandese e il settore bancario irlandese, già in profonda crisi dal 2008.  In secondo luogo tutta l'area euro e la BCE dovrebbe monitorare molto da vicino la situazione per evitare un contagio sistemico del sistema bancario europeo. 
Da un punto di vista macroeconomico la giornata è stata caratterizzata dai vari dati americani. 
Richieste di disoccupazione a 415 mila unità ( dato migliore delle attese di 425 mila)
Richieste di disoccupazione continua a 3925 mila unità ( come nelle attese)
Variazione occupazionale non agricola ( +2,6% nell'ultimo trimestre)
Indice Ism non manifatturiero  a 59,4 ( contro attese di 57,0).

Da un punto di vista grafico si può notare una secca inversione di tendenza di brevissimo periodo per il nostro indice. La mancata rottura dei 22800 punti ha innescato una serie di prese di beneficio che ha portato l'indice fino a 22300 punti da dove è rimbalzato nel finale di seduta. 
Per domani sarà molto importante la tenuta del supporto dei 22300 punti altrimenti vedremo una rapida discesa verso i 22200-22100 e infine 22000 punti dove dovrebbero tornare gli acquisti. 
Al contrario in caso di recuperi i primi ostacoli rialzisti si trovano in area 22500 punti e successivamente a 22650-22800 punti. Vedremo se il calo di oggi è stato un evento ribassista passeggero o l'inizio di un nuovo trend. 

mercoledì 2 febbraio 2011

Che rally a milano da inizio 2011....

Continua senza  alcuna sosta il rally azionario che sta vedendo  Piazza Affari protagonista in questo 2011. Con la chiusura odierna a quota 22653 punti (+0,57%) il Ftse Mib aggiorna la performance da inizio anno a +12,3%, risultato degno di nota se si considera che siamo solo a inizio febbraio! I listini hanno snobbato il taglio del Rating Irlandese di questa mattina ( Standard & Poor's ha abbassato di un livello i rating dell'Irlanda portandoli a 'A-' da 'A' sul lungo termine e ad 'A-2' da 'A-1' sul breve. Le valutazioni restano sotto esame con implicazioni negative. I rating sono stati abbassati - spiega l'agenzia - per le incertezze sull'entità di capitali che saranno ancora necessari per sostenere il settore bancario, ormai ampiamente controllato dallo Stato). 
Sul fronte macroeconomico invece è da sottolineare il dato positivo della variazione occupazionale non agricola (Adp) americana a quota 187.000 unità ( attese di 150.000). 


Da un punto di vista grafico il Ftse Mib continua ad essere impostato positivamente e la tenuta del supporto dei 22500 punti ha permesso un ultimo strappo rialzista nel finale di seduta. I prossimi ostacoli transitano in area 22700 punti e successivamente a 22800 e 23000 punti dove mi aspetto un ritorno delle vendite piuttosto importante. 
Al contrario in caso di ribassi i primi supporti da monitorare saranno i 22500 punti, successivamente i 22400 e poi i 22200 punti. 

mercoledì 5 gennaio 2011

Aspettando la Befana Milano chiude il leggero guadagno

Dopo la pausa natalizia rieccomi qui in postazione con voi per questo 2011 appena iniziato. In questi giorni le borse hanno avuto movimenti piuttosto significativi ma il quadro generale rimane ancora preoccupante. Quest'oggi infatti sono andate in scena le prime aste di titoli di stato portoghesi e tedeschi. Il rendimento dei titoli a 6 mesi portoghesi è salito al 3,686% per un ammontare di 500 milioni di euro. In rialzo anche i tassi d'interessi offerti sui titoli di stato tedeschi: sono stati collocati infatti 3,91 Miliardi di euro con scadenza decennale ed un rendimento del 2,87% contro il 2,59% di fine novembre. 
Queste notizie hanno condizionato la seduta odierna fino al primo pomeriggio quando i dati macro provenienti dall'America hanno riportato il sereno a Piazza Affari. Infatti il dato sulla variazione occupazionale non agricola è risultato a quota +297 mila, ben al di sopra delle aspettative di +100 mila, e il dato sull'indice Ism non manifatturiero uscito a 57,1 ha riportato un clima di fiducia nei cuori degli investitori americani. 
Credo che fino al 10 gennaio i mercati si troveranno ancora in una fase interlocutoria, ma poi il ritorno di molti operatori dalle vacanze dovrebbe far aumentare la direzionalità dei mercati , sopratutto di quelli europei. 
A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,02% a quota 20551 punti sui massimi di seduta. Il finale di seduta sembra anticipare un ulteriore rialzo anche per la seduta di domani con target primario a 20700 punti e successivamente a quota 20800 punti dove si trova una resistenza piuttosto significativa. Al contrario qualora le vendite dovessero avere la meglio i primi supporti si trovano a 20400 punti e successivamente a 20200. Vedremo se la befana porterà doni a piazza affari o carbone.  

venerdì 3 dicembre 2010

Terzo rialzo per milano, siamo alla fine dei rimbalzi?

Dopo il notevole recupero degli ultimi due giorni dei listini azionari, i mercati hanno chiuso in buon guadagno anche oggi.
In realtà l'incertezza è stata piuttosto elevata per tutto il giorno e solo nel finale di seduta i guadagni si sono consolidati. Infatti dopo una partenza in buon rialzo gli indici hanno accusato un calo piuttosto violento attorno alle 14 e 30 quando sono usciti i dati macro americani. A preoccupare gli investitori ancora una volta è stata la disoccupazione americana che è salita al 9,8% ( le attese erano al 9,6%). Piuttosto brutto il dato sulla variazione occupazionale non agricola: nell'ultimo mese sono stati creati solo 39 mila posti di lavoro contro le 172 mila del mese precedente. Questo indica che la situazione lavorativa negli stati uniti è ancora traballante e che probabilmente la Fed dovrà intervenire nuovamente sul mercato nei prossimi mesi per fare ripartire l'economia reale. Peggiore delle attese anche il dato sul salario medio orario ( invariato dal mese scorso) mentre buone notizie sono arrivate dall'ISM non manifatturiero ( a quota 55 dal 54,30 del dato precedente). Incerto invece il dato sugli ordinativi alle fabbriche che è calato dello 0,9% dal mese scorso quando invece era stato di +3%.  
A fine seduta il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,33% chiudendo a quota 20120 punti trascinato al rialzo da Unicredit, che nel finale ha sfiorato quota 1,70. 

Graficamente parlando i rimbalzi degli ultimi giorni hanno provocato un'ipercomprato di breve periodo piuttosto importante e non escluderei qualche presa di profitto nei prossimi giorni con target di 20000 punti e successivamente anche 19800 punti.
Al contrario se i rialzi dovessero continuare le prime resistenze transitano in area 20200 punti e successivamente a 20400 punti, dove potrebbero tornare intense le vendite.  

Attenzione al 7 dicembre, poichè migliaia di persone dell'unione europea dovrebbero andare a ritirare i propri risparmi dai loro conti correnti per protestare contro gli alti costi di gestione applicati loro dalle banche. L'iniziativa, nata sul Web e che ha Eric Cantonà tra i principali promoter dell'evento, non dovrebbe provocare grandi problemi al sistema bancario, ma se tutti decidessero per protesta di prelevare anche solo 500 euro dai vari bancomat, qualche difficoltà potrebbe sorgere. 
Anche su Facebook è nato un gruppo a riguardo (http://www.facebook.com/event.php?eid=134126563309311 ), che conta quasi 8500 partecipanti italiani all'iniziativa,  mentre nel resto d'europa ci sono altri gruppi come in francia, che arrivano a oltre 30.000 partecipanti. 
Sottostimando l'evento, se circa 100.000 persone in tutta europa prelevassero 500 euro nella stessa giornata, il sistema bancario dovrebbe fornire 50 Milioni di Euro in contanti. Sinceramente non credo che si tratti di una cifra significativa per le banche, ma potrebbe creare qualche problemino alle banche che si trovano in crisi di liquidità. Vedremo cosa accadrà

mercoledì 1 dicembre 2010

Scatta il rimbalzo: Ftse Mib + 2,4%

Dopo molti giorni di ribassi finalmente gli indici azionari sono riusciti a recuperare terreno. I rialzi sono iniziati dalle prime battute e si sono consolidati nel corso della seduta. A fine giornata il bilancio è nettamente positivo con il Ftse Mib che ha recuperato il 2,41% a 19566 punti. Buoni anche i rialzi del resto d'europa :
Germania + 2,66%
Inghilterra + 2,07%
Francia + 1,55%
Spagna + 3,79%
Da sottolineare il recupero dell'indice spagnolo che era stato tra i più penalizzati nelle ultime sedute. A guidare i rialzi ci ha pensato al solito Wall Street che adesso guadagna il 2,33% sospinta dagli ottimi dati macro. In particolare il dato sulla variazione occupazionale non agricola è risultata nettamente migliore delle attese con una crescita di 93 mila posti di lavoro ( attese di + 65 mila). Discreto il valore della produttività non agricola cresciuta del 2,3% . Non male anche l'indice Ism Manifatturiero a quota 56,60 contro attese di 56,40. 
A beneficiare del rialzo odierno sono stati sopratutto i titoli bancari, in particolare Unicredit che è salita del 6,5% a quota 1,5880 con grossi volumi. 
Il Btp che avevo segnalato nel post di ieri è salito dell'1,5%! 

In calo invece i CDS dei vari piigs e in particolare per quelli italiani dopo la bufera dei giorni scorsi. Vedremo se nei prossimi giorni il mercato tornerà più sereno.
Notizie contrastanti invece per il mercato dell'auto: a novembre le vendite sono in flessione del 21,13%, a 145.198 unita'. Sugli undici mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -8,22%, a 1.829.117 unita'. Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles in Italia segnano un calo del 26%, a 41.376 unita', contro le 55.889 di novembre 2009. la quota del gruppo scende al 28,5%. 





Da un punto di vista tecnico l'indice italiano ha finalmente mostrato l'intenzione di recuperare terreno e la forza odierna dei titoli bancari suggerisce qualche possibilità di recupero anche per i prossimi giorni. La chiusura sui massimi di giornata è sicuramente un segnale incoraggiante. L'eventuale rottura dei 19600 punti darebbe nuova linfa vitale agli acquisti che potrebbero proiettare il nostro indice dapprima sui 19800 punti e successivamente a ridosso dei 20000 punti dove dovrebbero tornare le vendite. In caso di ribassi al contrario, l'indice italiano potrebbe testare il supporto dei 19500 punti e successivamente quello dei 19400. Difficile un ritorno nel breve termine al di sotto di questo livello ma se dovesse verificarsi il successivo target è posto a 19200 punti. 

mercoledì 3 novembre 2010

Un vento ribassista si abbatte su milano: Ftse Mib -1%

Le elezioni americane di metà mandato di questa notte hanno visto un risultato piuttosto confortante per Obama. Infatti sebbene il presidente degli Stati Uniti non abbia più la maggioranza alla Camera, ha conservato il controllo del Senato. Quantomeno Barack Obama ha evitato la disfatta totale. In ambito finanziario questo bilanciamento politico è da interpretarsi positivamente in quanto da una parte si punterà sulla crescita economica, dall'altra sul contenimento dei costi. 
I mercati azionari avevano reagito positivamente a queste notizie stamane, aprendo in deciso rialzo. Tuttavia nel pomeriggio, a seguito delle preoccupazioni sull'intervento serale della Fed ( 19 e 15)  i listini hanno imboccato la via del ribasso. 
Gli ottimi dati macro americani non sono riusciti ad arrestare le vendite.
In particolare la Variazione occupazionale non agricola (Adp) è stata positiva di 43 mila unità, molto meglio delle attese degli analisti (+25 mila). Anche l'indice Ism non manifatturiero è cresciuto a quota 54,30, (anche questo dato nettamente migliore delle attese). Ma la vera sorpresa è stato il dato sugli ordinativi delle fabbriche cresciuti del 2,1% dal mese scorso (gli investitori si aspettavano un timido +0,6%) . 
Tutti questi dati mi hanno positivamente colpito e forse la situazione economica americana sta davvero migliorando mese dopo mese. 
Proprio per questo non escludo che la Fed questa sera possa intervenire con cautela sul mercato per rilanciare l'economia. A mio avviso un Quantitative Easing graduale , nell'ordine dei 100 Miliardi di dollari al mese per 5-6 mesi, potrebbe essere una soluzione accettabile dal mercato senza eccessivi pericoli inflattivi. Oltretutto se la situazione dovesse migliorare nei prossimi mesi tali nuovi incentivi potrebbero essere drenati dal mercato prima del previsto. 
Il Ftse mib a fine giornata ha accusato un calo dell'1,01% a quota 21180 punti. La violenza delle vendite pomeridiane non è un segnale incoraggiante per domani qualora il trend ribassista dovesse proseguire. La chiusura in prossimità dei minimi è un ulteriore segnale d'allarme. I primi supporti di una certa rilevanza transitano a quota 21000 punti e successivamente a quota 20800. Qualora venisse violato anche questo livello, le quotazioni potrebbero spingersi verso i 20500 punti, dove è ipotizzabile un ritorno dei compratori. 
Al contrario in caso di esiti positivi dalla seduta della Fed il listino italiano dovrebbe portarsi nuovamente sui 21400 punti e successivamente in area 21500-21600 dove transitano delle resistenze molto significative. 

mercoledì 6 ottobre 2010

Occupazione Usa ..i veri numeri

Gli ultimi dati economici provenienti dall'america ancora una volta sono stati piuttosto deludenti.
Quest'oggi è uscito il dato sulla variazione occupazionale non agricola (adp) di settembre. 
L’occupazione nel settore privato e’ diminuita di 39 mila unita' nell'ultimo mese. Il dato si confronta con il calo piu' contenuto del mese scorso: -10 mila posti. 
La cifra, nota come ADP National Employment Index, e’ stata rilasciata dalla Macroeconomics Advertisers LLC per Automatic Data Processing. Il consensus era per una creazione di 18 mila unita'.
La prima reazione delle borse è stata negativa ma al momento i listini azionari rimangono decisamente in territorio positivo.Milano +0,6%.
Non voglio passare per catastrofista ma questi dati mostrano come la situazione lavorativa americana sia in deciso peggioramento e non sarei sorpreso se nei prossimi mesi l'intera economia andasse nuovamente in recessione. Al contrario i listini azionari continuano a recuperare terreno e ieri il Dow Jones ha chiuso sui massimi degli ultimi 5 mesi....

venerdì 3 settembre 2010

Settimana di recupero a piazza affari.

Tori ruggenti: questo sarebbe il titolo ideale per il comparto azionario negli ultimi giorni. Infatti a partire dall'ultimo giorno di agosto il nostro listino azionario ha messo a segno un rialzo dietro l'altro. Pensate in soli 4 giorni siamo passati da 19375 punti ( minimo del 31 agosto) ai 20640 della chiusura odierna ( un recupero del 6,5%). A dare la spinta al listino italiano nella giornata odierna ci ha pensato il dato sulla disoccupazione americana ( uscito al 9,6%, come nelle attese degli analisti), e sopratutto il dato sulla variazione occupazionale non agricola ( perdita di 54 mila posti di lavoro ) uscito nettamente meglio delle attese che si aspettavano un calo di 118 mila posti.  
Nel giro di pochi minuti tutti i listini europei sono saliti alle stelle, sfondando di slancio molte medie mobili di medio periodo. 
Nell'ultima ora di contrattazioni è scattata qualche presa di beneficio, a causa degli elevati livelli di iper-comprato raggiunti sul breve periodo. La chiusura di settimana è largamente positiva e sembra che il trend sia tornato positivo in questi ultimi giorni. 
A conferma di questo tutte le medie mobili di breve e medio periodo sono state violate al rialzo, preannunciando così ulteriori rialzi. Da segnalare tuttavia che i prezzi si muovono ancora al di sotto della media mobile a 200 giorni ( che transita attorno ai 21400 punti). Per la prossima settimana le prime resistenze passano attorno ai 20800 punti e successivamente a 21000 punti. (Qualora venisse rotto questo livello è probabile un ritorno sui massimi di luglio attorno ai 21400 punti (dove mi aspetto un significativo ritorno delle vendite).  Al contrario in caso di ulteriori prese di beneficio i primi supporti transitano in area 20600 e 20400 punti. 

mercoledì 30 giugno 2010

Piazza affari prova un timido recupero.

La seduta odierna è stata ancora una volta preda della volatilità. Dopo un'apertura piuttosto incerta l'indice FtseMib si era spinto fino a 19560 punti (+1,5%) sui massimi di seduta ma poi nel primo pomeriggio è tornato a scendere fino a 19111 punti (-0,7%) dopo i dati macroeconomici piuttosto deludenti provenienti dall'america.
Alla fine della giornata l'indice di milano è salito dello 0,39% a quota 19311 punti. 
Per domani sarà molto importante monitorare il supporto passante a quota 19100-19000 punti sul nostro indice in quanto una violazione al ribasso darebbe un nuovo impulso ribassista al nostro indice. Al contrario in caso di rialzi le prime resistenze transitano in area 19370-19400 punti e successivamente a quota 19560 punti. 

In particolare il dato dell'ADP ( variazione occupazionale non agricola ) è risultata essere molto al di sotto delle aspettative degli analisti ( +13 Mila posti di lavoro contro le +60 Mila previste ). Questo dato segnala ancora una volta la debolezza della ripresa economica americana in questi ultimi mesi. 
Altro dato negativo della giornata è stato il PIL del Canada (invariato a +0,0%) dal +0,6% del mese precedente.  
In leggero calo invece il dato del PMI di Chicago risultato a quota 59,1( un po' meglio delle attese di 59,0)  dal 59,7 della lettura precedente.
Le borse oggi sembrano essersi prese una giornata di pausa dopo il crollo di ieri.  Questa quiete apparente potrebbe anticipare o un rimbalzo delle quotazioni o alternativamente un nuovo e violento crollo. 
C'è molta attesa per l'asta di rifinanziamento a 6 giorni  da parte della BCE domani, che potrebbe riservare qualche sorpresa in caso di problemi di liquidità di qualche banca. Da segnalare che oggi sono stati rifinanziati 132 Miliardi di Euro alle banche europee da parte della Bce ad un tasso dell'1%. Nel frattempo l'Euribor  continua a salire con una certa costanza ( quello a 3 mesi è tornato a 0,78%).....

mercoledì 31 marzo 2010

Il dow ci lascia lo zampino....

Chiusura in ribasso per il Dow Jones. L'indice americano ha perso lo 0,47% scendendo a quota 10856 punti. Da segnalare la chiusura vicino ai minimi giornalieri sebbene negli ultimi minuti le mani forti siano intervenute per sostenere le quotazioni. In leggero rialzo anche la Volatilità (Vix ) che ha chiuso a 17,59 in rialzo del 2,7%.  Graficamente la giornata odierna è di difficile interpretazione  ma sembra essersi formata una resistenza piuttosto importante attorno ai 10900 punti. L'eventuale violazione dei 10800 punti sarebbe un segnale importante di inversione del trend rialzista in atto. Oltretutto L'RSI si trova ancora in fase di ipercomprato ma sta iniziando a scendere e potrebbe essere anticipatore di possibili prese di beneficio future.  Da un punto di vista macro la giornata odierna è stata caratterizzata dalla notizia di declassamento di cinque banche greche . Peggio del previsto invece l'indice manifatturiero PMI di Chicago sceso a 58,8 dai 62,6 di febbraio. Pessime notizie sul fronte occupazionale: l'Adp, che indica la variazione occupazionale nel settore non agricolo, dice che sono stati persi altri 23 mila posti  di lavoro nel settore privato americano contro previsioni che parlavano di  40 mila nuovi posti di lavoro.