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sabato 4 febbraio 2012

Torna la fiducia sui mercati: Milano recupera il 5% in una settimana

Sono bastati pochi giorni ai mercati azionari di tutta Europa per tornare ad essere più ottimisti sul futuro. Durante questa settimana il Ftse Mib ha messo a segno una delle migliori performance degli ultimi mesi registrando un incremento di quasi 800 punti rispetto ai minimi toccati a fine gennaio. 
Nella sola seduta odierna il listino è salito dell'1%, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, trascinato ancora una volta dal settore bancario (Unicredit +3,6% , Banco Popolare +5,2%, Banco Popolare di Milano +9,2% e Intesa San Paolo +1,1% ). Da segnalare anche il boom di Unipol +19% a seguito delle dichiarazioni in merito all’operazione con Fondiaria Sai . Infatti, il presidente dell'Ania, Aldo Minucci ha detto che "mi sembra che, per come e' impostata l'operazione, non ci sia in campo nessun operatore straniero. Poi, la concorrenza e' libera e quindi, se hanno (Axa) la dimensione patrimoniale ed economica, cosa che hanno, comunque non ci deve fare paura".
Lo scenario macroeconomico sebbene mostri ancora alcune problematiche piuttosto critiche come quello della disoccupazione giovanile italiana (31%) appare in deciso miglioramento negli ultimi giorni. Ciò risulta evidente dal crollo dello spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni sceso a 373 punti base.


Ancora più emblematico è l’andamento dello Spread sui titoli a 2 anni crollato negli ultimi mesi dal 7,3% al 2,85% odierno.

Forse è ancora presto per dirlo ma il peggio della crisi finanziaria sembra essere alle nostre spalle, merito soprattutto degli sforzi profusi dalla Fed e dalla BCE con i loro quantitative easing e LTRO che hanno tenuto in piedi il sistema. Non a caso i dati macroeconomici americani sono risultati piuttosto incoraggianti. Sia il tasso di disoccupazione (8,3%) che i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (+243.000) a gennaio sono stati superiori alle attese. Anche l'indice Ism servizi nel mese scorso (56,8) ha battuto le stime del consensus.
Nei prossimi mesi tuttavia ci saranno altri nodi importanti da risolvere ( Grecia e Portogallo in primis) e vedremo cosa accadrà in tal senso. 


Da un punto di vista grafico invece la situazione appare in deciso miglioramento. Come già segnalato in alcuni post precedenti, la rottura grafica della trendline ribassista e del successivo superamento della resistenza statica dei 15800 punti ha innescato una serie di acquisti che hanno riportato l'indice in breve tempo attorno ai 16500 punti. L’eventuale rottura di questo livello darebbe un ulteriore conferma rialzista del trend in atto con target successivi a 16700-16800 punti in un primo momento e successivamente a circa 17000 punti. Al contrario in caso di qualche presa di beneficio le quotazioni potrebbero ritornare in area 16200 punti e successivamente sul supporto dei 16000 punti, dove transita anche la media mobile a 10 giorni. 
Attenzione ad alcuni titoli che hanno già mostrato notevole forza nei giorni scorsi e che hanno rotto al rialzo alcune importanti medie mobili di lungo periodo. Come ad esempio Intesa San Paolo:


Come si può osservare nel grafico sovrastante la rottura al rialzo della media mobile a 200 giorni ha innescato una serie di acquisti che ha proiettato il titolo bancario da 1,43 a 1,57 euro ad azione nel corso di questa settimana. Tale rottura segnala una chiara inversione di tendenza di lungo periodo e rafforza (per il momento) la buona impostazione generale del comparto bancario italiano.   



giovedì 1 settembre 2011

Settembre si apre in rialzo: Ftse Mib +0,69%

Chiusura in rialzo per Piazza Affari quest'oggi. Dopo un'avvio contrastato l'indice Ftse Mib è riuscito a recuperare terreno nel corso della seduta ed è passato in territorio positivo dopo l'avvio di Wall Street. In pochi minuti l'indice è balzato a +1% grazie al dato migliore delle attese dell'Ism Manifatturiero Americano salito a 50,6 contro attese di 48,5. 

A fine seduta c'è stata qualche vendita ma nulla di preoccupante e l'indice Ftse Mib ha chiuso a quota 15670 punti in rialzo dello 0,69%. Come già avevo segnalato nei post precedenti il trend di brevissimo rimane impostato al rialzo con target 15800-16000 punti ma non si possono escludere nemmeno allunghi ulteriori verso i 17000-17400 punti. Da sottolineare in tal senso la forza del segmento bancario quest'oggi rispetto agli altri settori e anche alla forza del listino italiano ( il migliore quest'oggi) rispetto al resto d'europa. 
Attenzione a possibili prese di beneficio domani dopo l'apertura che potrebbero riportare l'indice sul supporto a 15500 punti e successivamente a 15350. L'eventuale rottura di quest'ultimo livello sarebbe un segnale a dir poco preoccupante.

Da un punto di vista macro, le tensioni sul mercato dei titoli di stato rimangono elevate visto che lo Spread tra Btp e Bund Tedesco viaggia ancora attorno al 3% e il rendimento del Btp decennale si attesta al 5,15%. 


martedì 1 febbraio 2011

Milano riparte con il turbo: Ftse Mib +2,2%

Chiusura euforica per le piazze europee oggi. Il listino italiano è stato il migliore a livello europeo e ha chiuso in rialzo del 2,16% a quota 22525 punti sui massimi di seduta. A scatenare gli acquisti sono state dapprima delle questioni tecniche e successivamente dei discreti dati macro provenienti dall'europa e dall'america. In particolare il tasso di disoccupazione tedesco è sceso al 7,4% dal 7,5% del dato precedente. Stabile invece la disoccupazione europea al 10%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni)  italiano è salito al 29% nuovo massimo storico. 
Le borse hanno festeggiato con nuovi top assoluti anche l'indice Ism manifatturiero ritornato a quota 60,80 ( dato nettamente migliore delle attese). 
Sebbene i mercati siano euforici io rimango piuttosto allarmato dalla situazione Egiziana e dall'impennata dei prezzi delle materie prime ( Petrolio a 92 dollari al barile) che provocheranno un netto aumento dell'inflazione europea ed americana. 
Giusto per aprirvi gli occhi vi allego i tassi euribor odierni che sono cresciuti nettamente su tutte le scadenze. Da segnalare che L'euribor a un anno ha raggiunto 1,683%.





Per quanto riguarda il nostro indice il trend di breve periodo è tornato violentemente rialzista. Come potete osservare dopo il calo di venerdì l'indice è rimbalzato seccamente sul supporto dei 21700 punti e da li ha intrapreso un nuovo rally che lo ha portato ai 22500 punti della chiusura odierna. La chiusura sui massimi di seduta è indubbiamente un segnale positivo e a questo punto i prossimi target rialzisti saranno 22700-22800 e anche 23000 punti. Al contrario in caso di prese di beneficio è probabile un ritorno in area 22400 ed eventualmente a quota 22200 punti. 




mercoledì 1 dicembre 2010

Scatta il rimbalzo: Ftse Mib + 2,4%

Dopo molti giorni di ribassi finalmente gli indici azionari sono riusciti a recuperare terreno. I rialzi sono iniziati dalle prime battute e si sono consolidati nel corso della seduta. A fine giornata il bilancio è nettamente positivo con il Ftse Mib che ha recuperato il 2,41% a 19566 punti. Buoni anche i rialzi del resto d'europa :
Germania + 2,66%
Inghilterra + 2,07%
Francia + 1,55%
Spagna + 3,79%
Da sottolineare il recupero dell'indice spagnolo che era stato tra i più penalizzati nelle ultime sedute. A guidare i rialzi ci ha pensato al solito Wall Street che adesso guadagna il 2,33% sospinta dagli ottimi dati macro. In particolare il dato sulla variazione occupazionale non agricola è risultata nettamente migliore delle attese con una crescita di 93 mila posti di lavoro ( attese di + 65 mila). Discreto il valore della produttività non agricola cresciuta del 2,3% . Non male anche l'indice Ism Manifatturiero a quota 56,60 contro attese di 56,40. 
A beneficiare del rialzo odierno sono stati sopratutto i titoli bancari, in particolare Unicredit che è salita del 6,5% a quota 1,5880 con grossi volumi. 
Il Btp che avevo segnalato nel post di ieri è salito dell'1,5%! 

In calo invece i CDS dei vari piigs e in particolare per quelli italiani dopo la bufera dei giorni scorsi. Vedremo se nei prossimi giorni il mercato tornerà più sereno.
Notizie contrastanti invece per il mercato dell'auto: a novembre le vendite sono in flessione del 21,13%, a 145.198 unita'. Sugli undici mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -8,22%, a 1.829.117 unita'. Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles in Italia segnano un calo del 26%, a 41.376 unita', contro le 55.889 di novembre 2009. la quota del gruppo scende al 28,5%. 





Da un punto di vista tecnico l'indice italiano ha finalmente mostrato l'intenzione di recuperare terreno e la forza odierna dei titoli bancari suggerisce qualche possibilità di recupero anche per i prossimi giorni. La chiusura sui massimi di giornata è sicuramente un segnale incoraggiante. L'eventuale rottura dei 19600 punti darebbe nuova linfa vitale agli acquisti che potrebbero proiettare il nostro indice dapprima sui 19800 punti e successivamente a ridosso dei 20000 punti dove dovrebbero tornare le vendite. In caso di ribassi al contrario, l'indice italiano potrebbe testare il supporto dei 19500 punti e successivamente quello dei 19400. Difficile un ritorno nel breve termine al di sotto di questo livello ma se dovesse verificarsi il successivo target è posto a 19200 punti. 

lunedì 1 novembre 2010

La settimana più importante dell'anno inizia con qualche preoccupazione

La settimana più importante dell'anno è iniziata con il segno meno per la borsa di milano. Il Ftse Mib ha archiviato la seduta in ribasso dell'1,24% a 21184 punti. Sotto pressione sono finiti i titoli bancari che hanno accusato gravi perdite, in particolare Unicredit (-3,5% a 1,805). In tutta la seduta il trend è stato piuttosto negativo e la chiusura vicino ai minimi di giornata è un chiaro segnale della pressione ribassista sul mercato italiano. Graficamente possiamo notare che il Ftse Mib è stato respinto dall'importante resistenza dei 21600 punti e successivamente è crollato senza particolari motivi. 
A parte la Spagna , quest'oggi il nostro indice è stato l'unico a terminare le contrattazioni in territorio negativo. Il resto d'europa invece ha chiuso in leggero progresso. Per domani è possibile un rapido ritorno verso quota 21000 punti in casi di ulteriori ribassi ed eventualmente anche a quota 20800 punti. Al contrario in caso di rialzi le prime importanti resistenze transitano in area 21400 punti. 
Per quanto riguarda i dati macro, quest'oggi ci sono state delle sorprese positive: 
L'Indice Ism manifatturiero salito a 56,90 contro 53,60 previsto dagli analisti. ( dato quindi nettamente migliore delle attese).
La Spesa per le costruzioni edili è cresciuta dello 0,50% nell'ultimo mese ( le attese erano per un -0,5%). 
Indice Prezzi Ism prezzi sett. manifatturiera salito a 71 da 70,50 del dato precedente.
Tutti questi dati sono risultati migliori delle attese. 
In serata l'indice Dow Jones ha annullato i guadagni di tutta la giornata e ha chiuso in leggero rialzo dello 0,06% a quota 11124 punti dopo una partenza a tutto gas. Gli investitori americani hanno giocato la carta della prudenza poichè a partire da domani i mercati saranno scossi dalla Fed e dalle Elezioni americane nonchè dai dati macro sulla disoccupazione previsti tra giovedì e venerdì. Si apre infatti la settimana più importante dell'anno e il quantitative easing 2 potrebbe cambiare di molto lo scenario tecnico dei listini azionari. Si parla di un nuovo pacchetto di incentivi tra i 500 e i 700 miliardi di dollari che la Fed potrebbe iniettare sul mercato nei prossimi giorni ma alcune fonti parlano di manovre di maggiori dimensioni ( anche di 2000-3000 Miliardi). Mi viene spontanea una domanda: quest'oggi sono usciti dei dati macro piuttosto incoraggianti. Se la situazione economica è davvero in ripresa è proprio necessario iniettare ulteriore droga a un mercato già drogato? 
Se la Fed deciderà per un atteggiamento prudente, mi aspetto un pacchetto di aiuti tra i 350 e i 500 Miliardi di dollari e il mercato azionario potrebbe essere un po' deluso da questo piano e potrebbe accusare qualche perdita nei prossimi giorni. Vedremo...


Domani riflettori puntati anche su JpMorgan. Una news questa sera ha annunciato che la Sec sta indagando sul colosso bancario . L'ente di vigilanza sui mercati Usa ha infatti aperto un'inchiesta per accertare eventuali irregolarita' del gigante bancario in transazioni su asset garantiti dai mutui subprime. La notizia ha avuto subito pesanti ripercussioni sul titolo in Borsa. JPMorgan è scesa del 2%, trascinando al ribasso tutto il comparto bancario americano. 

Devo segnalare anche una cattiva notizia riguardante Fiat. Il gruppo Fiat, inteso come Fiat, Alfa e Lancia, segnerà ad ottobre un calo delle vendite del 39,5%, ben oltre il -29% dell'intero mercato dell'auto. Lo prevede Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia. Ogni parola di commento mi sembra superflua... 

venerdì 2 aprile 2010

Pericolo inflazione ma per ora le banche centrali non si muovono...


Nelle ultime settimane i prezzi hanno iniziato a crescere in maniera preoccupante. Come al solito l'Italia quando si tratta di speculare è la prima tra tutte le nazioni europee. Il dato pubblicato dall'Istat  parla di un  +1,4% su base annua e di un +0,3% rispetto al mese precedente. Nessuno parla , i giornali, le televisioni, nessuno come al solito. Personalmente credo che i prezzi siano cresciuti in maniera molto più consistente. Faccio solo un esempio lampante: per un litro di benzina verde bisogna spendere 1,40 euro. Sicuramente il prezzo del petrolio è aumentato in questi giorni ( siamo a 85 dollari al barile) ma questi aumenti a mio avviso sono del tutto ingiustificati infatti a livello europeo il divario ha superato in media i 4 centesimi al litro. I più attenti avranno anche sentito parlare di rialzo delle tariffe di luce,gas, trasporti etc etc. I dati macro americani di ieri sono risultati molto positivi: l' Ism manifattuiero a marzo è stato di 59,6 contro i 56,5 di febbraio. Dalle previsioni dei vari analisti si parla di un Pil Americano del primo trimestre in crescita di oltre il 4% su base annua. Il punto chiave della vicenda è: Se come sembra l'economia americana sta ripartendo a tutto gas, le materie prime stanno salendo di nuovo a livelli a dir poco critici e le borse sono salite in maniera preoccupante nell'ultimo periodo, perchè le banche centrali aspettano a muoversi?  A mio avviso l'inflazione sta galoppando in quest'ultimo periodo e per evitare nuove bolle speculative credo sia necessario nel giro di 1-2 mesi un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Fed e nel giro di 3-4 mesi da parte della Bce. Forse i banchieri centrali hanno la memoria corta ma circa 2 anni fa per colpa della loro miopia il Petrolio raggiunse i 150 dollari al barile mentre l'inflazione erodeva pericolosamente il nostro potere di acquisto. Spero che aprano gli occhi almeno questa volta altrimenti i soliti noti ( grandi banche e grandi investitori) ci guadagneranno milioni e milioni di dollari, mentre tutti noi poveri consumatori e piccoli investitori dovremo affrontare un'inflazione reale del 4-5% nei prossimi 2 anni.