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mercoledì 15 febbraio 2012

L’Italia è in recessione mentre la Grecia è vicina al collasso.


Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro: il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre del 2011 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre ha registrato un incremento dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso.
In altre parole il 2011 è stato un anno di debole crescita economica in Europa ed il rallentamento registrato durante l’ultimo trimestre è stato piuttosto significativo. Osservando i singoli paesi si può osservare che ci sono enormi differenze tra paesi come Francia e Germania che hanno visto il loro Pil registrare lievi crescite e paesi come Grecia ed Italia che si trovano in recessione. A mio avviso il primo trimestre del 2012 potrebbe essere altrettanto negativo e la vera ripresa economica potrebbe iniziare tra la fine del 4 trimestre del 2012 e l'inizio del 2013. 
Grecia:
L'economia greca ha subito una contrazione del Pil pari al 7% tendenziale nel quarto trimestre. Si tratta di un dato ancora peggiore delle ultime stime, che prevedevano una contrazione del 6% legata all'impatto dei tagli alle retribuzioni e degli aumenti delle tasse chiesti da Ue e Fmi. A seguito dell’ulteriore piano di austerity votato qualche giorno fa l’economia Greca rischia di avvitarsi sempre di più in un vortice di debiti e di recessione.
Le tensioni politiche di questi giorni, in merito allo slittamento del pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro da consegnare ad Atene, contribuiscono alle tensioni sui mercati finanziari, in particolare per quanto riguarda la borsa greca ( ATHEN INDEX COMPOS -5,1% quest'oggi a quota 776 punti). 



Italia:
Il prodotto interno lordo dell'Italia è sceso dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,5% su base annua. Il dato è risultato peggiore delle previsioni, in quanto gli analisti si aspettavano una flessione dello 0,4% su base trimestrale. Si tratta del secondo trimestre negativo per l'economia italiana (-0,2% in quello precedente), cosa che da un punto di vista economico fa parlare di Recessione Tecnica per l'Italia. L'ultima volta in cui l'Italia ha versato in condizioni di recessione è stato nel 2009, quando il prodotto interno lordo è crollato -5,1%.

Se a questi numeri aggiungiamo che le famiglie italiane hanno perso circa un 4% (è una mia stima ottimistica) del loro potere di acquisto a causa dell'inflazione (2,5% circa) e dell'aumento della pressione fiscale possiamo concludere che il 2011 è stato un anno molto negativo per l'economia italiana e il 2012 rischia di essere altrettanto negativo.  
Il paragone con l'andamento dei Pil francese e tedesco, mette evidenza ancora una volta le condizioni negative in cui versa il paese. 
Francia
Infatti il Pil Francese, con il  che è salito dello 0,2% su base trimestrale (dato preliminare del quarto trimestre del 2011), contro il -0,2% atteso. Su base annua, la crescita è stata +1,4%
Germania
Meglio delle stime è stato anche il Pil tedesco, in calo -0,2% su base trimestrale, che parlavano di una contrazione pari a -0,3%. Inoltre, l'ufficio di statistica tedesco ha rivisto al rialzo la crescita tedesca della Germania del terzo trimestre a +0,6% da +0,5% comunicato inizialmente.

Personalmente credo che l'Europa sia sempre più divisa sia da un punto di vista politico che da un punto di vista economico. Le disparità si stanno allargando sempre di più e le condizioni economiche in cui versano i cittadini europei sono estremamente diverse a seconda del paese di residenza, basti pensare alle drammatiche condizioni in cui sono costretti i cittadini greci a causa del piano di Austerity. 

Per risolvere la situazione attuale credo sia necessario un grande impegno politico da parte dei principali leader europei  in tal senso l'incontro tra il premier Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel di venerdì potrebbe essere determinante per decidere le sorti della Grecia) e un grande impegno finanziario da parte della Bce. In tal senso credo che l'europa possa giocare ancora due carte per salvare la Grecia e per salvare l'euro dal collasso:
1) Attuare una manovra espansiva attraverso il taglio dei tassi di interesse allo 0% ( così come è stato fatto dalla Fed in precedenza) 
2) Attuare un prestito per il rilancio dell'Economia Greca magari stile LTRO ( prestiti all'0,5-1% per 3 anni per finanziare nuovi progetti industriali, nuove attività produttive, nuovi investimenti nel settore delle costruzioni a livello pubblico in grado di riattivare il ciclo economico attualmente avvitato tra disoccupazione, pressione fiscale e recessione).
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni in tal senso...

domenica 15 maggio 2011

I conti pubblici Italiani migliorano ma sono appesantiti da Grecia e Portogallo



Secondo la Banca D'Italia il debito pubblico italiano è sceso nel mese di Marzo 2011 a quota 1.868 miliardi di euro contro i 1875,9 di febbraio. Si tratta del secondo mese consecutivo di calo e, per una volta, il debito pubblico italiano è tenuto sotto controllo dal ministro delle finanze.
Inoltre le entrate tributarie del Bilancio dello Stato nel mese di marzo sono aumentate del 3,9%rispetto allo stesso mese del 2010, a quota 27,221 miliardi di euro  (di circa 1 miliardo di euro). L'incremento invece è del 5,8% rispetto a febbraio 2011
Complessivamente nel primo trimestre le entrate sono ammontate a quota 83,591 miliardi, in crescita del 4,9% (+3,859 Miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). 
In netto aumento (+30,4% nel primo trimestre) gli incassi da ruoli relativi ad attività di accertamento e controllo. Positivo anche il risultato delle imposte dirette che sono cresciute complessivamente del 4,3%Buono anche il gettito delle imposte indirette (+ 4,9%) e dell'Iva (+5,6%). Continua la crescita del gettito proveniente dai giochi (+20,7%) sopratutto dal lotto ( +64,4% a marzo). 
Andando a guardare bene il bilancio dello stato si scopre che il fabbisogno a causa degli aiuti a Grecia e Irlanda è salito a 19,1 miliardi di euro. Nel complesso il fabbisogno del primo trimestre e' risultato pari a 31,6 miliardi, in aumento di 3,8 miliardi rispetto al 2010. L'incremento e' riconducibile alle erogazioni in favore della Grecia (3,9 miliardi), che lo scorso anno erano iniziate nel mese di maggio, e all'inclusione fra la passività della quota di pertinenza dell'Italia dei prestiti all'Irlanda (0,7 miliardi in febbraio) effettuati dall'Efsf. 
Insomma anche noi risentiamo dei problemi altrui e non penso che molti italiani siano contenti di pagare gli errori finanziari ed economici di altri paesi.






Discorso molto diverso per quanto riguarda la crescita economica. 
Il Pil Italiano nell'ultimo trimestre è salito di un misero 0,1% contro una media dei 17 paesi dell'area euro dello 0,8% e i boom di Germania(+1,5%) e Francia ( +1%). Negli ultimi tre mesi abbiamo fatto peggio pure della Spagna (+0,3%). 
In ripresa anche la Grecia che nell'ultimo trimestre ha registrato una crescita dello 0,8% mentre il Portogallo è scivolato in recessione (-0,7% nell'ultimo trimestre). 


A mio avviso i dati sul Pil italiano non sono una sorpresa. La crescita economica in questi ultimi mesi è stata penalizzata dalla minor spesa pubblica del governo ( infatti il debito pubblico si è ridotto) ma credo che sia necessario adottare questa politica di lacrime e sangue per i prossimi due anni proprio per evitare situazioni simili a quelle di Grecia, Irlanda e Portogallo anche a costo di una crescita del Pil dell'1% annua.  

martedì 15 febbraio 2011

Una giornata ricca di news spinge Milano su nuovi massimi.

La giornata odierna è stata a dir poco travolgente per il numero di notizie e dati macro che sono apparsi sui monitor dei vari operatori. 
Ieri sera è stato approvato un Fondo anticrisi  dell'Unione Europea permanente dotato di 500 Miliardi di euroleggi la news su wall street italia) e che partirà dal 2013. 
In apertura ha scatenare gli acquisti sui titoli bancari è stato il nuovo report di Societè Generale su Unicredit  che ha innalzato a Buy il consiglio operativo ( da sell)  e ha alzato  il target price  della nostra banca a 2,2 euro ad azione dai precedenti 1,70. 
Tra le motivazioni dell'upgrade citate dagli analisti vi sono la crescente visibilita' della qualita' dell'attivo, la minor pressione sul costo del funding tra le banche italiane, il calo degli accantonamenti su prestiti, la diversificazione geografica e la valutazione bassa del titolo. 
Ovviamente la reazione in borsa del titolo Unicredit è stata molto positiva ( +3% a quota 1,90 con quasi 500 milioni di pezzi scambiati !!) .
Da un punto di vista economico-politico non ha destato molti scossoni in borsa l'incriminazione di Berlusconi per la vicenda Ruby che ora sarà dovrà difendersi in tribunale il 6 aprile.

Molto significativi invece i dati macro giornalieri:
Il Pil Italiano è cresciuto nell'ultimo trimestre dello 0,1%. In tutto il 2010 è salito dell'1,1% dopo il -5,1% del 2009 e il -1,3% del 2008
Il Pil Tedesco invece è salito dello 0,4% nell'ultimo trimestre, mentre il tutto il 2010 è salito del 4%
Il Pil francese è salito dello 0,3% nell'ultimo trimestre.
A livello annuale invece il  Pil austriaco è salito del 2,4%, quello ungherese del 1,80%, quello dei paesi bassi del 2,4%
Insomma peggio dell'Italia sta solo la Grecia che ha visto il proprio Pil scendere del 6,6% lo scorso anno.






In questo contesto di dati quasi è passato sotto voce il rialzo dei tassi d'interessi in Svezia ( portati ora all'1,5% dall'1,25% precedente). Ma anche in europa l'inflazione inizia a essere preoccupante: Indice dei prezzi al consumo in ungheria +4%, Indice dei prezzi al consumo in Spagna +3,3%, Indice dei prezzi al consumo in Inghilterra a +4% e addirittura +5,1% per l'indice dei prezzi al dettaglio Inglesi. 








Nel primo pomeriggio sono arrivati anche gli ultimi dati delle vendite al dettaglio in America ( +0,3% contro attese di +0,5%). Rivisto al ribasso anche il dato di dicembre da +0,6% a +0,5%.


Nonostante i dati macro piuttosto deludenti della giornata, il Ftse Mib ha archiviato l'ennesima seduta in territorio positivo chiudendo a quota 22823 punti in rialzo dello 0,83%.     


Da un punto di vista grafico l'indice di Milano mostra una notevole forza rispetto al resto d'Europa e il trend rimane saldamente impostato al rialzo. Tuttavia gli ostacoli posti attorno a quota 22900-23000 punti iniziano a diventare molto significativi e non escludo qualche correzione nei prossimi giorni. In caso di ribassi i primi target sarebbero nuovamente  22700 e 22620 punti e successivamente 22500 e 22400 punti. Al contrario in caso di nuovi allunghi sopra i 22900 punti potremmo assistere ad un nuovo rally azionario verso i 23000-23050 punti.