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venerdì 3 giugno 2011

L'america sull'orlo della recessione



Gli ultimi dati macro americani di oggi parlano chiaro: l'America è nuovamente sull'orlo della recessione. Gli occupati non agricoli degli Usa in maggio sono cresciuti solo di 54.000 unità, circa un terzo rispetto a quanto avevano previsto gli analisti (169.000 unità) . 

Il dato risulta ancor più allarmante se paragonato a quello del mesi scorsi: ad aprile erano stati creati 232.000 posti di lavoro mentre a marzo erano stati creati 221.000 posti. Si tratta del dato più debole da settembre 2010 che porta il tasso di disoccupazione americano al 9,1%, il più alto dal dicembre dello scorso anno, in rialzo dal 9,0% di aprile 2011. 

Tra i vari settori risulta molto debole quello manifatturiero con un calo di 5.000 lavoratori, contro attese invece di una crescita di 14.000 dopo i +24.000 di aprile.
Debole anche il settore privato con la crescita di 83.000 lavoratori, il dato più debole da giugno 2010, circa la metà rispetto alle attese di +175.000 e dopo un +251.000 di aprile. 
Ancora in difficoltà il settore pubblico: i dipendenti pubblici  sono scesi di 29.000 unità dopo i -19.000 di aprile.

Unico dato leggermente positivo è stato l'indice Ism non manifatturiero salito a 54,6 dal 52,8 del dato precedente. 

Analizzando complessivamente i dati di questa settimana si può notare un netto peggioramento dello scenario economico americano: 

Settore immobiliare : L'Indice Case-Shiller ha mostrato un calo del 3,6% dei prezzi delle abitazioni dall'anno scorso.

Settore manifatturiero: L'Indice Pmi di Chicago è sceso a 56,60 da 67,6 precedente.
Fiducia dei consumatori americani scesa a 60,8% dal 66% precedente. 

Le richieste di disoccupazione continua sono salite a 3,711 Milioni di unità ( attese di 3,682)

Ordinativi alle fabbriche americane in calo dell'1,2% dal mese scorso contro un più 3,8% del mese di aprile. 

P.s. tutti questi dati sono risultati peggiori delle attese degli analisti. 

A leggere questi dati sembra di leggere un bollettino di guerra ma non per questo bisogna essere completamente pessimisti sul futuro. Infatti c'è da dire che le numerose calamità naturali (Tornado) che hanno colpito gli Stati Uniti nel mese scorso hanno avuto un certo impatto su questi dati. 

A questo punto credo che nei prossimi mesi sentiremo parlare di nuovi stimoli economici da parte della Fed...é già tempo di quantitative easing 3? 
Difficile dirlo ma la reazione dei mercati odierna a questi dati sembra proprio orientata in tal senso. 
Il grafico sottostante mostra l'incredibile recupero del Ftse Mib dalle 14 e 30 alle 16 e 30. L'indice è passato da 20470 punti a 20850 punti in poco meno di due ore. 

martedì 26 aprile 2011

I debiti aumentano ma Wall Street festeggia

Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro. La situazione dei debiti pubblici dell'area euro è ufficialmente allo sbando:
Italia: L'Italia, nel 2010, ha fatto registrare un rapporto Deficit/Pil al 4,6% e un debito al 119% del Pil. I dati se si confrontano con quelli del 2009 sono piuttosto negativi : Deficit/pil 2009 al 5,4% e debito pari al 116,1 % del Pil. 
In lieve calo la spesa pubblica, che nel 2010 si attesta al 50,5% del Pil, rispetto al 51,8% dell'anno precedente. In leggero ribasso anche le entrate al 46% del Pil rispetto al 46,5% del 2009.
La poco invidiabile classifica dei debiti pubblici dell'area euro è dominata dalla Grecia salita al 142,8% del proprio Pil, mentre l'Italia conquista un onorevole secondo posto con il 119%....A seguire ci sono il Belgio (96,8%), l'Irlanda (96,2%), il Portogallo (93%), la Germania (83,2%), la Francia (81,7%), l'Ungheria (80,2%), il Regno Unito (80%), l'Austria (72,3%), Malta (68%), Paesi Bassi (62,7%), Cipro (60,8%) e Spagna (60,1%). 
A proposito della Grecia l'Eurostat ha comunicato oggi che il deficit/pil greco nel 2010 si e' attestato al 10,5%, oltre le stime del governo di Atene, fissate al 9,4%. Anche il debito, supera le stime governative..... ( casualmente le stime ad Atene sono sempre sbagliate per difetto)
Nel 2009, la Grecia, prosegue Eurostat, ha fatto registrare un deficit/pil al 15,4% e un debito al 127,1%.
Contemporaneamente i rendimenti dei titoli greci hanno registrano nuovi record: i bond a 10 anni hanno toccato il 15% di rendimento mentre il titolo con scadenza a 2 anni ha raggiunto il 24%.
Ovviamente i Cds a 5 anni dei Piigs hanno subito una nuova impennata ed in particolare quelli della grecia:
Grecia  1474 ( nuovo record storico)
Portogallo 668
Irlanda 663
Spagna 250
Italia 155


Nel complesso nel 2010 il deficit/pil nell'Eurozona nel 2010 è calato dal 6,3% al 6%, mentre è aumentato il debito/Pil dal 79,3% all'85,1%. Analogo andamento nella Ue: il deficit scende da 6,8% a 6,4%, il debito aumenta da 74,4% a 80%. Dell'Irlanda il deficit più alto (32,4%).


In una intervista  Jose Manuel Gonzalez-Paramo, membro spagnolo del direttivo della Bce ha detto: 
«Un'eventuale ristrutturazione (attraverso il taglio del valore nominale dei titoli greci ndr.) avrebbe effetti sistemici dalle conseguenze difficilmente calcolabili» ha detto Paramo parlando a un convegno a Cordoba. Il banchiere centrale è convinto che tale eventualità avrebbe «un impatto addirittura più pesante del collasso della Lehman Brothers perché colpirebbe duramente i bilanci degli stati, mettendo in discussione la loro stessa solvibilità. Letale poi sarebbe sarebbe il colpo alla credibilità del sistema creditizio».



Se l'Europa trema l'America non può dirsi certamente serena. La situazione macroeconomica americana rimane estremamente debole e gli ultimi dati sul settore immobiliare lo dimostrano: L'indice Case Shiller è sceso del 3,3% dai livelli di febbraio 2010. Tale indice
esamina le variazioni nel valore (prezzo di vendita) del mercato immobiliare in 20 regioni degli Stati Uniti nello scorso anno.
Illustra quindi la forza del mercato immobiliare americano, che favorisce l'analisi dell'economia nel suo insieme.


Il grafico sottostante preso dal blog  Calculated Risk è molto chiaro e mostra il nuovo indebolimento del mercato americano. 
Se questa la chiamate ripresa economica.....


Al contrario Wall Street festeggia queste notizie portandosi sui nuovi massimi dell'anno: 

Dow jones +0,7% a 12570 punti
Sp500  + 0,8% a 1346 punti 
Nasdaq +0,8% 2848 punti



A milano la situazione rimane invece piuttosto complicata; nonostante il rally di Parmalat (+11% post opa di Lactalis , vedi articolo opa su parmalat a 2,60-euro ad azione) e la corsa di Fiat (+3,5%), l'indice quest'oggi ha chiuso in rialzo dello 0,56% a quota 21932 punti. 
Il mercato rimane compresso in una zona piuttosto ristretta e solo la rottura dei 22000 punti potrebbe innescare nuovi acquisti con target 22200-22300 punti.  Ancora deboli invece i titoli bancari : unicredit ( -0,2%) e intesa (-0,3% )
Vedremo come andrà a finire. 
Come ultima notizia vi segnalo il tasso di cambio euro dollaro arrivato a quota 1,465 ai massimi degli ultimi 16 mesi e il tasso euribor a 3 mesi salito all'1,38% ( mutui più cari per tutti....) . 


martedì 25 gennaio 2011

Il Pil inglese spaventa i mercati: Milano -1%

Giornata delicata per le piazze finanziarie europee. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dello 0,98% a quota 21940 punti. Piazza affari oggi è stata tra le peggiori d'europa, solo Madrid (-1,4%) è andata peggio. A scatenare le vendite è stato il dato negativo del Pil Inglese. Nell'ultimo trimestre del 2010 il Prodotto interno lordo inglese è calato dello 0,5% ( gli analisti si aspettavano un +0,5%). Questo dato è molto preoccupante in quanto indica il possibile ritorno in recessione dell'economia inglese  accompagnato da un'inflazione in decisa crescita.  
Nel giro di pochi minuti le piazze europee hanno accusato perdite superiori al punto percentuale spaventate da un possibile ritorno della recessione in tutta europa. 

Sotto la lente d'ingrandimento quest'oggi il listino Spagnolo penalizzato dai risultati delle aste di titoli del debito pubblico: 
L'offerta di titoli a tre mesi ha registrato una domanda superiore di oltre 5 volte l'offerta di 944 milioni con un rendimento salito all'1,80% dal precedente 0,98%. Dinamica analoga sui titoli a sei mesi. La richiesta ha coperto la domanda di oltre 5 volte (1,3 miliardi l'importo assegnato) mentre i rendimenti sono aumentati al 2,59% dal precedente 1,80%.

Da un punto di vista macroeconomico molto significativo è l'andamento dell'indice Case Shiller ( vedi grafico sottostante preso dal sito Calculated risk) 
Come potete notare negli ultimi mesi il mercato immobiliare americano è tornato piuttosto debole, e il valore odierno  indica un calo delle quotazioni del 1,6% rispetto a un anno fa ( dati di novembre 2009 ). 
In questo contesto solo il dato sorprendentemente positivo (60,6) della fiducia dei consumatori americani  ha permesso ai listini di limitare le perdite. 




Da un punto di vista grafico, l'indice di milano è stato nuovamente respinto dalla resistenza dei 22300 punti e successivamente ha iniziato una repentina discesa che lo ha portato sotto i 22000 punti. La violenza con cui è avvenuta la rottura di questo supporto non è un bel segnale e potrebbe essersi innescata una inversione di trend di breve periodo. Per domani sarà fondamentale la tenuta del supporto dei 21800 altrimenti potremmo assistere a cali piuttosto violenti in area 21700 ed anche 21500 punti. Al contrario il superamento dei 22000-22050 punti potrebbe riportare tranquillità a Piazza affari e innescare nuovi acquisti con target primario a 21150 e successivamente a 21300 punti. 

martedì 31 agosto 2010

Milano chiude in rialzo trascinata da Wall Street

Nell'ultimo giorno di agosto l'indice principale Ftse Mib della borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,18% a quota 19734 punti. La giornata si era aperta in maniera piuttosto negativa per Piazza Affari, con ribassi diffusi su tutto il listino. Nella seconda metà della giornata le borse europee sono riuscite a recuperare le perdite e nel finale sono passate in territorio positivo grazie al recupero degli indici americani. 

La chiusura vicino ai massimi di seduta è un buon segnale anche per la giornata di domani. Da segnalare la tenuta del supporto dei 19400 punti, livello chiave che avevo già segnalato nell'articolo di ieri e il recupero di oltre 1,5% dai minimi di giornata. Tuttavia per poter parlare di rialzi nei prossimi giorni sarà importantissimo superare 2 resistenze molto importanti : la prima a 19800 punti, già testata oggi senza successo, e la seconda in area 19950-20.000. Superati questi ostacoli è lecito attendersi un bel rally azionario fino a 20.200punti e successivamente fino a 20.400 ed eventualmente fino a 20.500-20.600.

I dati Macro odierni sono riusciti a ribaltare la situazione grafica del Dow Jones:  In particolare nel mese di agosto la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e' salita a 53.5 da 51 del mese precedente (dato rivisto da 50.4). Si tratta del primo rialzo dopo due mesi consecutivi di cali. Il dato si e’ rivelato migliore delle attese. Il consensus degli economisti prevedeva infatti in media un valore di 50 punti. In giugno il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta’ statunitensi, ha registrato un incremento del 4.23%. Rivisto il dato di maggio: l'aumento comunicato del 4.61% e' stato in realta' del 4.64% (il maggiore da settembre 2006). Il progresso del 4.23% e' superiore a quello previsto dagli analisti (+3.1%).