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giovedì 24 novembre 2016

In Questo mondo di tassi….in questo mondo di eroi..



Era il 1988 quando Antonello Venditti fece scalpore nella musica italiana con la canzone "In questo mondo di Ladri".... Dopo quasi 30 anni il mercato dei titoli di stato ha vissuto le peggiori 2 settimane degli ultimi 26 anni sia in termini di volatilità sia in termine di perdite assolute. Si stima che a livello globale le perdite siano state vicine ai 2 Trilioni di dollari, ovvero 2000 Miliardi di dollari! 

Gli ultimi 20 giorni sono stati caratterizzati da uno spiccato aumento della volatilità sul mondo tasso. In particolare è stata l’elezione di Donald Trump a scatenare una vera e propria corsa dei rendimenti dei titoli di stato americani che hanno condizionato l’andamento dei tassi a livello mondiale. Dopo la Brexit, da un punto di vista politico ed internazionale appare chiaro che qualcosa sta cambiando e all’orizzonte ci aspettano molte novità nei prossimi mesi/anni.   Rispetto alla campagna elettorale Trump è sembrato da subito più equilibrato e ha parlato subito di alcuni punti chiave che son piaciuti ai mercati azionari:
1) Agevolazioni fiscali e riduzioni delle aliquote fiscali per la classe media americana. Inoltre vuole abbassare le tasse federali sulle imprese dal 35% al 15%, abolire la tassa di successione e fare un condono per un rientro dei capitali dall’estero. 
2) Aumento dei posti di lavoro ( 25 milioni) e aumentare la Crescita del Pil al 3-4% annuo. 
3) Commercio internazionale più protezionistico. 
4) Immigrazione: Costruzione di un muro con il Messico ed espellere 11 milioni di immigrati irregolari.
5) Politica estera: lotta al terrorismo per sconfiggere ISIS e nuovo piano per la sicurezza nazionale portando l’esercito a 540mila unità, 350 navi, 1200 caccia e 36 battaglioni dei marines.

Questa politica economica dovrebbe spingere l’economia e l’inflazione al rialzo e la prima reazione da parte degli investitori è stata da una parte di comprare azionario e dall’altra di vendere titoli di stato. 




Come si può osservare dal grafico sovrastante la reazione dell’indice SP500 è stata impressionante con un rialzo di oltre il 5% nell’ultimo mese. Infatti dopo aver toccato la media mobile a 200 giorni l’indice è rimbalzato superando di slancio i massimi precedenti e portandosi sui nuovi massimi assoluti. Dinamica identica anche per il più famoso indice mondiale Dow Jones Industial Average che si è portato per la prima volta nella storia al di sopra dei 19000 punti e sembra proiettato verso quota 20.000. 
Da inizio 2016 la situazione del mercato azionario mondiale mostra una dispersione di rendimenti molto varia. La palma d’oro spetta sicuramente al mercato brasiliano bovespa che dopo un avvio di anno non particolarmente brillante, ad oggi mette a segno uno stratosferico +43% ( che diventa +71% sommando la rivalutazione del real brasiliano). Molto bene anche l’andamento dell’indice americano Dow Jones che sfiora un rialzo del 10% da inizio 2016 (+12,6% considerando l’apprezzamento del dollaro). Se per il Giappone tutto sommato l’anno non è stato particolarmente entusiasmante ( Tokyo -3,68% che diventa un +5,4% considerato lo Yen) , l’area Euro è sicuramente quella che ha subito le perdite peggiori. L’indice Eurostox sta perdendo circa un 7% da inizio anno ma vi sono notevoli differenze tra paese a paese. La Germania (Dax)  risulta il paese più difensivo con un -0,4% merito del forte movimento del dollaro contro l’euro che permette alle aziende tedesche di esportare molti beni e servizi all’estero. La Francia (Cac40) perde un 2% da inizio anno mentre Madrid ( IBEX) perde circa un 9%. Maglia nera del lotto europeo è l’Italia con un -22,6% a causa del crollo delle banche italiane (con l’indice delle banche italiane che ha perso oltre il 40% da inizio anno). Bene invece Londra che mette a segno un +9% nonostante la Brexit ( -5% considerando il crollo della sterlina).


Sul fronte obbligazionario si è invece scatenata una vera e propria tempesta perfetta. I titoli di stato americani sono saliti ai massimi dell’anno con il decennale americano che ora rende il 2,35%. Il rialzo messo a segno da luglio/agosto è vicino ai 100bps. Notevole anche l’inclinazione della curva americana che ha visto risalire anche i rendimenti sulle scadenze più brevi. Ad esempio i titoli a 2 anni rendono l’1,12%.





Il 5X5 forward Swap è risalito ai massimi da Gennaio al 2,58% (quasi 60bps negli ultimi giorni, e 90 bps dai minimi di luglio). Il Breakeven decennale americano è risalito all’1,95% valore massimo dall’autunno 2014.  




Il recupero delle quotazioni del petrolio passato da 26$ di febbraio ai 48$ attuali al barile si è iniziato a trasferirsi sulle aspettative degli operatori sulle dinamiche di inflazione. La riunione dell’Opec del 30 novembre sarà molto importante in tal senso.


Dal 12 agosto a ieri 23 novembre queste sono le variazioni in Basis Point delle varie curve dei tassi: 



Come si può osservare il movimento è stato molto marcato soprattutto per l’Italia che ha visto i btp soffrire in modo significativo con rialzi superiore ai 100bps sia per la parte centrale della curva (7-10Y) sia per la parte extra-long (30y +115bps). 

Cosa significa tutto ciò? Che se avevate comprato un btp a 30 anni per ferragosto a quasi 130 oggi è circa 20% più in basso a circa 104 ( il 14 novembre aveva toccato quota 99)  E poi dicono che è l’azionario il comparto volatile! 



Se osserviamo la pagina degli spread dei titoli di stato dei principali paesi al mondo emergono alcuni punti salienti: I rendimenti dei titoli a 10 anni di quasi tutti i paesi sono tornati in territorio positivo (a parte la svizzera) . La Grecia è stato l’unico paese che in questa fase ha visto diminuire i propri tassi di interesse e il proprio spread nei confronti della Germania (oggi 666bps). Gli spread periferici sono saliti a livelli che non si registravano da 2 anni, in particolare quello tra BTP e Bund risalito a 180 bps a causa delle tensioni pre-referendum del 4 di dicembre. Ai nuovi record storici anche lo spread tra titoli di stato americani e bund tedeschi (209bps a causa del forte movimento sul dollaro e dal mutato approccio alla politica monetaria da parte della FED e della BCE). Da segnalare anche l’aumento degli spread dei paesi core e semi-core,  emblematico in tal senso l’aumento dello spread tra Francia e Germania a quasi 50 bps dai minimi di 20bps di luglio. 


Osservando il grafico del btp decennale si può osservare come negli ultimi mesi il rendimento sia passato da 1,04% al picco del 2,20% di alcuni giorni fa.  In altri termini un eventuale investitore che avesse comprato sui minimi di rendimento il btp decennale starebbe perdendo oltre il 10%.   

Se ne evince da questi movimenti che al crescere dei rendimenti anche gli spread si sono ampliati e probabilmente per vedere dei cali significativi da questi valori dovremo aspettare importanti tornate politiche e numerosi interventi da parte delle banche centrali.


Per quanto riguarda le aspettative di inflazione in Europa post elezioni di Trump si può osservare una decisa risalita delle quotazioni. L’inflation Swap decennale è risalito a 1,31% mentre a luglio eravano scesi sotto l’1%. L’inflation Swap 5x5 usato da tutti gli operatori di mercato come aspettative di inflazione tra 5 anni per 5 anni è risalito all’1,6% dall’1,25% di questa estate. Si tratta dei livelli più elevati da Gennaio 2015.



Per quanto riguarda lo Spread tra btp e bund si può notare come il livello attuale sia il massimo dal 2014 e sia tornato sui livelli pre-crisi 2011 quando sfiorò i 200 bps. I 200 bps rimangono un livello di guardia estremamente significativo che qualora venisse violato a seguito di un risultato avverso del referendum (vittoria del no?) ed accolto negativamente dal mercato potrebbe innescare una serie di stop loss per portarlo in area 250bps. Considerando che la Bce è molto attenta sul tema e che si tiene pronta a scendere in campo con qualsiasi strumento per mantenere la stabilità del sistema ed evitare una crisi sistemica (parole di Constancio) mi sembra difficile che possa essere valicato tale livello. Al contrario è ipotizzabile che il mercato si sia già orientato su un esito negativo del referendum e che, di conseguenza, lo spread possa tornare in area 150bps nelle prossime settimane qualsiasi sia l'esito del referendum. In tal senso basta pensare a cosa è accaduto nei giorni post referendum Brexit con lo spread che era rientrato rapidamente ad un livello normale di 130bps.  Ad ogni modo, dato lo scenario complessivo sui tassi ed il mutato atteggiamento della Fed, la fase di relativa tranquillità che ha vissuto lo spread negli ultimi 2 anni (spread tra 88bps e 150bps) sembra alle spalle e dovremo abituarci probabilmente ad un nuovo regime di volatilità. 




Per concludere, prima di Natale dovremo seguire con molta attenzione questi eventi…perché il 2016 non è ancora finito e tante cose possono accadere: 
1) 30 Novembre   ( Riunione Opec) 
2) 4 Dicembre (Referendum Costituzionale Italiano) 
3) 4 Dicembre ( Elezioni presidenziali austriache)
4) 5-8 Dicembre ( Corte suprema Britannica si riunisce per valutare art.50 su Brexit)
5) 8 Dicembre ( Meeting BCE in cui potrebbe esserci estensione del quantitative easing) 
6) 14 Dicembre ( Meeting Fed in cui la Yellen dovrebbe alzare i tassi di 25 bps) 

martedì 14 gennaio 2014

Il Debito Pubblico Italiano segna un nuovo record storico:2104 MLD €


Ormai non fa quasi più notizia ma il debito pubblico italiano ha raggiunto a novembre 2013 un nuovo record storico: 2104,069 Miliardi di euro. 
Come potete osservare dalla tabella sovrastante la crescita del livello complessivo di debito appare sempre più consistente con un incremento di 116 Miliardi di euro dal valore di dicembre 2012, ovvero la bellezza del 5,8% di incremento nei primi 11 mesi del 2013.  
Allungando l'arco temporale di questa analisi dal momento più critico vissuto a Dicembre 2011, quando subentrò il governo tecnico Monti al dimissionario Berlusconi, ad oggi, si può notare che il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 207 miliardi di euro, ovvero del 10,9% in 2 anni!!! 
Parte di questo nuovo debito è spiegato dal sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro: 
la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (EFSF) è stata pari a 6,7 miliardi; i versamenti della terza e quarta tranche della sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism (ESM) , effettuati nei mesi di aprile e ottobre, sono stati complessivamente pari a 5,7 miliardi.
Dal 2010 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 55,1 miliardi, di cui 33,6 miliardi riguardanti la quota dell’Italia dei prestiti dell’EFSF, 11,5 riguardanti la sottoscrizione del capitale dell’ESM e 10,0 miliardi relativi ai prestiti bilaterali in favore della Grecia (la cui erogazione è terminata alla fine del 2011). Detto in altre parole, l'Italia per salvare l'Europa e anche se stessa dalle enormi tensioni finanziarie degli anni scorsi ha versato complessivamente all'Europa un importo pari al 3% del proprio Pil del 2013.  

Nonostante le grandi manovre di austerity, di nuove tasse che hanno portato quasi al collasso la produzione industriale italiana e al crollo dei consumi interni nonchè del potere d'acquisto dei consumatori italiani, nei primi 11 mesi dell’anno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 339,1 miliardi (di cui 31,2 nel mese di novembre), in lieve calo rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012 (340,7 miliardi).

Il governo continua a spendere soldi e a perder tempo da anni, senza riallocare le risorse economiche in modo produttivo ed efficiente disincentivando le imprese ad investire in Italia,  continuando semplicemente ad aumentare le tasse per poter pagare il crescente debito pubblico. Le riforme appaiono sempre più urgenti e mi auguro che verranno effettuati cambiamenti concreti altrimenti  alle nuove generazioni non rimarrà altro che una vita di stenti. (Ai livelli attuali di debito pubblico un italiano nasce con debito procapite di oltre 35mila euro).

In base ai miei calcoli il rapporto debito/pil italiano a fine 2013 dovrebbe attestarsi attorno al 134-134,5% e a fine 2014 al 135,5-136%

E allora se da un punto di vista fondamentale i conti pubblici italiani sono peggiorati vi starete domandando come mai il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è tornato al 3,88%? 


1) Politiche monetarie ultra-espansive adottate dalle principali banche centrali mondiali con tassi di interessi rasenti allo 0% che hanno creato una enorme quantità di liquidità (Fed, BCE, Boj) .
2) Forte sostegno da parte di Mario Draghi all'interno della BCE sulla stabilità del sistema europa e dell'Euro.
3) Massicci acquisti da parte degli investitori stranieri,in un contesto sempre più difficile alla ricerca di rendimenti adeguati al rischio. In tal senso basta osservare i fortissimi volumi di acquisto su bond periferici ( Italia e Spagna ) da parte di investitori Giapponesi. 


P.s Buon 2014!, un anno che regalerà molte sorprese, sopratutto in termini di nuove tasse... 







giovedì 4 luglio 2013

Indipendence day : il punto della situazione sui mercati


Domani è 4 luglio e in America si festeggia come al solito l'Indipendence Day. A mercati chiusi cerchiamo di fare il punto della situazione sui mercati dopo il primo semestre 2013.

Dopo una prima fase dell'anno molto positiva per tutte le varie asset class  che avevano registrato ottime performance (equity, bond, titoli governativi, high yield) è arrivata una brusca correzione nel mese di maggio che ha colpito indistintamente tutto il mercato.
Il classico detto di borsa " sell in may and go away" anche per quest'anno è stato rispettato ma ha colpito in tempistiche e modalità piuttosto differenti:



A partire da inizio maggio i titoli governativi americani a 10 anni hanno iniziato ad accusare un calo piuttosto significativo che nel corso del mese ha assunto proporzioni importanti anche a causa delle dichiarazioni più conservative della Fed ( riduzione del quantitative easing a fine 2013 quando la disoccupazione americana scenderà sotto la soglia chiave del 7%). Dai  massimi di fine aprile il calo del t-bond 10y è stato superiore al 6% e ha scatenato tutte le vendite su tutto il mondo tasso a livello internazionale. 


Anche il mitico bund decennale tedesco (da tutti considerati un porto sicuro) ha accusato il colpo con una perdita vicina al 5% dai massimi registrati a fine aprile. 


In questo contesto il nostro caro future sul btp decennale è passato da 117,50 di fine aprile ai 109,75 della chiusura di oggi. 


Per quanto riguarda il principale listino azionario mondiale ( sp500) si può notare che il 22 maggio 2013 dopo aver toccato nuovi massimi storici a 1687 punti era fuoriuscito dalle bande di bollinger dando avvio a una piccola fase correttiva che lo ha riportato fino ai 1560 punti nel giro di un mese a cui è seguito un recupero che lo ha portato fino ai 1615 punti di questa sera. 


Ben peggio ha fatto il listino italiano Ftsemib che dopo aver segnato un doppio massimo decrescente annuale è passato dai 17000 punti ai 15000 punti di qualche giorno fa. L'eventuale rottura del canale ribassista segnalato dalla seconda linea rossa (area 14900-15000) sarebbe estremamente negativo e in tal caso cercherei di mantenere una posizione piuttosto prudente sul mercato italiano. 

Per quanto riguarda la seconda metà dell'anno mi aspetto una fase ancora incerta per i mesi estivi caratterizzati come al solito da bassi volumi e volatilità piuttosto elevata (non mancano di certo le news in tal senso: crisi di governo in portogallo, crisi in egitto e rally del petrolio, grecia in bilico tra nuovi aiuti dall'europa e pressioni della troika, mancanza di manovre significative per la crescita del governo italiano, incertezze sulle manovre delle banche centrali ( fed e bce in primis ma anche boj), incertezza sulla ripresa economica in europa (dati macro ancora molto negativi con il pil italiano che se tutto va bene farà -2% a fine 2013,  etc etc).


Vi lascio infine con il grafico dayly dello stoxx.. come potete notare la rottura della media 200 giornaliera (linea blu) ha invertito, per ora, la tendenza di lungo periodo che ora è dunque al ribasso. 

Dopo un pullback da manuale sulla media l'indice ha aperto quest'oggi direttamente in gap down.... 
Vedremo cosa accadrà ma se queste sono le premesse, l'estate ( nonostante le temperature piuttosto miti ) sarà piuttosto calda sui mercati finanziari.....




giovedì 21 giugno 2012

Il rimbalzo per i mercati forse è finito


Dopo alcuni giorni di violenti rimbalzi per i listini europei sembra che il clima stia cambiando piuttosto rapidamente. L'andamento dei corsi azionari di oggi appare emblematico in tal senso. Infatti il Ftse Mib dopo una apertura in calo era stato in grado di allungare decisamente fino a registrare una crescita vicino all'1,5% attorno ai 14000 punti. La mancata rottura di questa resistenza ha innescato le prime prese di beneficio che hanno riportato l'indice sui valori di ieri. A fine seduta infatti l'indice milanese ha guadagnato appena lo 0,14% a quota 13751 punti. 


Da un punto di vista tecnico va segnalato che il listino italiano ha guadagnato nelle ultime sedute oltre 1100 punti e dopo aver tentato invano di superare quota 14000 punti sembra configurarsi qualche giorno di correzione. Infatti sul grafico con candele orarie si può osservare un taglio ribassista del macd che rafforza questo segnale ribassista. In tal senso i primissimi target transitano in area 13600 punti e successivamente a 13500 punti. Poichè il trend di lungo periodo rimane impostato ancora al ribasso non sono da escludere ulteriori affondi in area 13400 punti ed eventualmente a 13200 punti. 
Al contrario in caso di nuovi rialzi i primissimi target transitano in area 13800 e 14000 punti ma tale scenario a mio avviso è poco probabile.  

Sul fronte macroeconomico va segnalato che questa sera sono uscite le analisi sulle banche spagnole. Secondo le analisi condotte da due società di consulenze esterne su 14 gruppi bancari del Paese (90% del sistema finanziario nazionale) sembra che sia necessaria una ricapitalizzazione delle banche spagnole in un intervallo compreso tra 51 e 62 miliardi di euro
Secondo la tedesca Roland Berger servirebbero 51,8 miliardi di euro, mentre secondo l'americana Oliver Wyman potrebbero servire tra 51 e 62 miliardi. 

Va segnalato inoltre il nuovo allargamento dello spread tra titoli decennali italiani e bund tedeschi a quota 418 punti (dopo un minimo intraday in area 400 punti). 

In tal senso la mancata rottura del supporto passante in area 400 punti è piuttosto preoccupante e potrebbe innescare un ulteriore allargamento dello spread fino ai 430 e successivamente a 450 punti. 
Osservando il grafico con candele orarie del btp future si può osservare il deciso rally degli ultimi giorni che ha proiettato i prezzi da quota 96 a 101,5 punti. Su questo livello sono scattate le prime vendite che potrebbero continuare anche nella giornata di domani con target intermedio a quota 100 e successivamente a 99,50. A sostegno di questo scenario c'è il taglio ribassista dell'oscillatore macd che segnala una decisa inversione di tendenza. 


Sul fronte delle commodities va segnalato il crollo del petrolio nell'ultimo periodo. ( oggi -3,5% a quota 78,55 dollari a barile ). A mio avviso tale crollo è un segnale piuttosto preoccupante sulla reale situazione economica mondiale...in altre parole il mercato sta scontando una recessione mondiale nei prossimi mesi. 


Per quanto riguarda Wall Street il grafico sottostante del Dow jones con candele giornaliere parla da solo ( notare il taglio sullo stocastico e il pullback sulla media mobile) ed è tutt'altro che positivo per i prossimi giorni.....





mercoledì 25 aprile 2012

Milano in rimonta chiude in rialzo, forse è tempo di acquisti.


Si sa in borsa ogni giorno è diverso da quello precedente e a volte tutto può cambiare rapidamente nel giro di poche ore. La giornata di oggi è stata emblematica in tal senso. Dopo una apertura in netto rialzo l'indice italiano Ftse Mib era letteralmente precipitato nel primo pomeriggio per poi recuperar terreno e chiudere vicino ai massimi di seduta in rialzo del 2,48% a quota 14192 punti. La volatilità è stata estrema anche oggi ma rispetto ai crolli dei giorni scorsi c'è qualche spunto grafico più interessante.
1) Partiamo dallo Spread tra Btp e Bund tedesco. 


Dopo aver toccato un massimo odierno in area 408 punti base, lo spread ha accusato nelle ultime ore un deciso calo per chiudere a quota 394 punti base. Come si può osservare dal grafico di sopra è stata tagliata al ribasso la media mobile a 15 periodi su base oraria il che ci lascia sperare che nella giornata di domani lo spread dovrebbe stringersi attorno ai 390 punti base ed eventualmente anche a 380 punti base. 

2) Come secondo grafico va evidenziato il seguente andamento del Btp Future:


Negli ultimi giorni il BTP future ha accusato dei cali piuttosto marcati ma l'importante supporto passante in area 100-99,80 ha tenuto molto bene e sembra in corso un recupero dei livelli precedenti. Il tal senso si potrebbe valutare l'opportunità di effettuare degli acquisti da mantenere per qualche giorno/settimana ma con stop loss obbligatorio al di sotto dei 99,70 punti. 


3) Ftse Mib :


Il doppio minimo odierno in area 13800 punti e la tenuta di questo importantissimo supporto ha innescato un pronto recupero delle quotazioni, dovuto in parte ai violenti cali dei giorni scorsi. Osservando il grafico su candele orarie si può scorgere un rallentamento dell'ondata ribassista e il taglio rialzista del macd (rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi, linea verde su quella rossa) ha innescato il rally pomeridiano. Tuttavia il trend principale rimane ancora ribassista (come risulta evidente dalla permanenza dei prezzi al di sotto della media mobile a 100 periodi disegnata con una linea blu ). Per domani si prospetta un avvio in rialzo per il nostro listino che potrebbe tornare attorno ai 14400 punti e successivamente sull'importante resistenza statica e dinamica dei 14500 punti. Soltanto il superamento di tale livello e di conseguenza della media mobile a 100 periodi potrebbe essere interpretato come un segnale positivo di breve/medio periodo con possibili target a 14600, 14800 e infine 15000 punti. 
Al contrario qualora le quotazioni non dovessero riuscire a riportarsi oltre questi livelli il rimbalzo odierno potrebbe essere ricoperto molto velocemente con il listino italiano che potrebbe tornare sul supporto dei 14000 punti e successivamente dei 13800 punti. 




venerdì 13 aprile 2012

Nuovo tonfo per milano: Ftse Mib crolla del 3,5%


Ennesimo crollo quest'oggi per la borsa di Milano. Dopo i deboli recuperi di mercoledì e giovedì, l'indice Ftse Mib è nuovamente crollato accusando a fine seduta un tonfo del 3,43% a quota 14359 punti. 
A scatenare le vendite sui mercati azionari sono state una serie di notizie negative ma in particolare quella relativa alla produzione industriale.
Infatti, la produzione industriale italiana a febbraio è crollata del 6,8% su base annua, si tratta del peggior dato dal novembre 2009. 
Su base mensile, il calo è stato dello 0,7%. Si tratta della seconda flessione consecutiva dopo il -2,6% di gennaio. La performance dell'industria italiana è risultata tra le peggiori di tutta europa, facendo peggio anche della Spagna che ha messo a segno un -0,5% nell'ultimo mese. 

Estremamente allarmante la produzione del settore auto che è scivolata dell'11,2%, portando la flessione dei primi due mesi del 2012 a -23,5%. 
Da alcuni mesi continuo a invocare un taglio delle accise sul costo del carburante in Italia ma evidentemente al governo non preoccupa l'attuale affossamento del settore dei trasporti, dei consumi e dell'industria automobilistica. 
Tali valori confermano sempre di più la grande recessione in atto in Italia negli ultimi mesi a causa delle manovre di austerity prodotte nei mesi scorsi e dell'acuirsi della crisi finanziaria ed economica in tutta Europa. 
Il famigerato Spread con i titoli tedeschi è salito quest'oggi a 379 punti base, valore piuttosto elevato e preoccupante con il rendimento dei btp decennali salito al 5,52%. 
In deciso rialzo anche il rendimento dei titoli a 5 anni (4,76%) e a 2 anni ( al 3,33%) .

A spaventare i mercati obbligazionari è però adesso la Spagna che sta ripercorrendo il sentiero infausto già intrapreso dalla Grecia lo scorso anno: disoccupazione alle stelle, crisi del sistema bancario e finanziario,etc etc. 
Lo spread tra titoli spagnoli e titoli tedeschi è salito a 424 punti base mentre i valori dei Cds si sono riportati su valori estremamente rischiosi.....

Ma ancor più allarmante è il seguente grafico che mostra la richiesta alla BCE  sempre crescente di denaro da parte delle banche italiane e spagnole. A voi ogni conclusione. 



Nei prossimi giorni cercherò di fare delle analisi grafiche sul listino italiano ma   posso già anticiparvi che la situazione è piuttosto compromessa. 



giovedì 29 marzo 2012

Torna la paura sui Mercati: Milano perde il 3,3%


Nuova giornata di passione per gli investitori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,30% a quota 15908 punti. Violenti i cali del settore bancario: sono scivolate del 10-11%% Mps e Bpm, seguite dal Banco Popolare (-7%) e Ubi (-6,5%). Male anche Intesa San paolo (-5,3%) e Unicredit (-5,9%). 
Da segnalare anche il tonfo di Premafin (-14%),Fondiaria Sai (-14%) e Unipol (-3% oggi dopo il-7% di ieri). 
Da un punto di vista grafico la situazione volge al peggio per il listino italiano che durante tutta la seduta ha mostrato un'estrema debolezza ed infatti ha chiuso sui minimi di giornata. Va segnalato inoltre che si tratta del 3° ribasso consecutivo e che milano ha perso oltre 1000 punti negli ultimi 8 giorni. 
Come si può osservare dal grafico sottostante, quest'oggi è stata rotta al ribasso la trend-line rialzista di medio periodo passante attorno ai 16400 punti. I successivi supporti sono stati rotti abbastanza facilmente e la chiusura al di sotto della media mobile a 200 giorni è un segnale piuttosto allarmante per il listino azionario italiano. Inoltre l'oscillatore Macd ( rappresentato al di sotto della linea dei prezzi) ha assunto una pendenza negativa e conferma il downtrend di breve periodo. A questo punto, l'eventuale rottura dei 15900 punti aprirebbe le strade a un nuovo ribasso con target immediato a 15800 punti e successivamente sull'importantissimo supporto statico passante in area 15640-15600 punti. Tuttavia, data la violenza del ribasso degli ultimi 3 giorni mi aspetto qualche tentativo di rimbalzo per domani mattina con primi target passanti in area 16000 punti e 16200 punti. Soltanto il ritorno sopra i 16500 punti riporterà un po di fiducia sul mercato italiano ma al momento mi sembra uno scenario meno probabile. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato che le nuove previsioni sul Pil italiano da parte dell'Ocse parlano di una contrazione del Pil nel corso del primo trimestre del -1,6% e di un -0,1% nel secondo trimestre. ( Pochi giorni fa in quest'articolo ( italia-sempre-piu-in-crisi ) avevo scritto che mi aspettavo un calo del Pil italiano a fine 2012 tra il -1,5% e il -2%.... 
Queste notizie hanno portato al nuovo rialzo dello Spread con i titoli tedeschi a 10 anni salito a quota 346 punti base. Il rendimento del Btp decennale è infatti nuovamente salito al 5,21%. 
L'eventuale superamento dei 350 punti sarebbe molto preoccupante e aprirebbe lo scenario a nuovi crolli borsistici. Infatti osservando il grafico sottostante lo spread potrebbe facilmente tornare sui 375 punti e successivamente a quota 400 punti. 


Sul fronte internazionale tornano i timori di un rallentamento dell'economia mondiale e del rischio sovrano per la Zona euro. Oggi S&P ha detto che la Grecia potrebbe ristrutturare il suo debito un'altra volta e questo comporterebbe un nuovo impegno da parte del Fondo Monetario Internazionale.
Ma molte tensioni si possono notare anche nell'andamento dei rendimenti dei titoli portoghesi e spagnoli....



Sul fronte automobilistico va segnalato il nuovo rincaro dei prezzi della benzina che nei distributori Ip e Shell ha superato quota 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro.  
Secondo Federauto (Paolo Bernacchi) le immatricolazioni a Marzo subiranno un vero e proprio tracollo (-32%) . Il numero uno di Federauto aggiunge: "voglio sottolineare che l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC, sta dando i suoi frutti: ha ucciso la domanda".  Bernacchi si domanda infine: "traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetusta' del parco circolante? Se qualcuno non interviene sara' inevitabile"....



giovedì 1 marzo 2012

Milano superstar. Ftse Mib +2,9% e lo spread crolla a 309 punti base


Chiusura brillante per la borsa di Milano quest'oggi. A fine seduta l'indice Ftse Mib ha registrato una crescita del 2,93% a quota 16830 punti. Va segnalato che il listino italiano è stato il migliore in tutta europa, evento che non si verificava da mesi. 
Come si può osservare nella tabella sottostante (fonte Borsa Italia) la borsa Milanese ha registrato una performance quasi doppia rispetto alle altre borse europee grazie alle brillanti chiusure di alcuni titoli bancari: (Banco Popolare +10,5%, Ubi banca +6%, Unicredit e Banca Popolare Emilia Romagna +5,8%,Intesa San Paolo +4,5%.  


Da un punto di vista grafico si può osservare che la situazione appare in deciso miglioramento. La chiusura sui massimi di seduta e al di sopra della media mobile a 200 giorni ( rappresentata dalla linea blu) è indubbiamente un ottimo segnale sulla forza del movimento in atto. Inoltre appare piuttosto evidente il trend rialzista in essere negli ultimi mesi che ha riportato le quotazioni da 13000 punti ai 16830 punti odierni. A questo punto l'eventuale rottura dei 16860 punti aprirebbe lo spazio ad ulteriori allunghi con target sulla resistenza posta a 17050 punti (valore registrato ad ottobre scorso). L'eventuale ulteriore rottura di questa resistenza statica potrebbe proiettare il nostro indice verso i 17500 punti e successivamente attorno ai 17700-17800 punti. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il violento crollo registrato negli ultimi giorni dallo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni. Come si può osservare nell'immagine sottostante il valore odierno (chiusura a 309 punti base) è il minimo registrato da luglio del 2011. 


Contemporaneamente il rendimento dei BTP decennali italiani è sceso al 4,95%, un valore che rispecchia la reale solidità finanziaria ed economica del nostro paese grazie alle manovre economiche approvate negli ultimi mesi dal governo Monti. 

Ancor più emblematico è il grafico sottostante relativo ai rendimenti dei titoli italiani a 2 anni: 


Come si può osservare nel giro di pochi mesi il rendimento dei titoli italiani è sceso dal 7,92% toccato il 25 novembre scorso, quando eravamo ad un passo dal Default all'1,75% odierno. 

Forse è ancora presto per dirlo, ma, a mio avviso, il peggio della crisi finanziaria sembra essere ormai alle spalle e nei prossimi mesi si spera che ci siano i primi riflessi di tali miglioramenti anche sull'economia reale. 


lunedì 20 febbraio 2012

I mercati scommettono sul salvataggio della Grecia e Milano rompe al rialzo la media a 200 giorni

20/02/2012 questa data forse rimarrà impressa in molti investitori perché nel bene o nel male questa sera accadrà qualcosa di importante sul futuro economico della Grecia, sul futuro economico dell’Europa e dell’Euro e probabilmente sulle sorti dell’economia Globale. I mercati finanziari quest’oggi complice la chiusura di Wall Street hanno vissuto una giornata caratterizzata da bassa volatilità (non accadeva da mesi una giornata così tranquilla) e dal rialzo delle quotazioni dei vari titoli. Guardando i grafici sembra che gli investitori diano ampia fiducia al varo dei 130 Miliardi di euro per il salvataggio della Grecia e i dati di chiusura di Milano sono senz’altro positivi. 




L’indice Ftse Mib è salito dell’1,07% chiudendo a quota 16724 punti e al di sopra della Media Mobile semplice a 200 giorni segnalata in blu nel grafico(da sempre un ottimo strumento  utilizzato anche dai principali fondi comuni per calibrare le proprie scelte di investimento nel lungo periodo). Era da Maggio 2011 che l’indice Italiano non si trovava al di sopra di questa media mobile e ciò potrebbe innescare ulteriori acquisti nei prossimi giorni, soprattutto se venissero violate le successive resistenze statiche poste in area 16800 punti e successivamente a 17000 punti. L’eventuale rottura di questi livelli contribuirebbe ad alimentare un rinnovato ottimismo sul mercato italiano con successivi target a 17500 e 18000 punti nelle prossime settimane.
Al contrario se questa sera dovessero sopraggiungere notizie infauste sul salvataggio della Grecia con conseguenti nuovi crolli borsistici, la rottura odierna al rialzo di tale media mobile dovrebbe essere interpretata come un falso segnale e bisognerebbe assumere una posizione difensiva del proprio portafoglio azionario. Difficile capire cosa accadrà questa sera anche perché il rendimento dei titoli di stato della Grecia a 1 anno è salito al 615%...

Andando invece ad analizzare l’andamento dei rendimenti dei titoli di stato si possono riscontrare numerosi aspetti positivi per ciò che riguarda l’Italia:

I btp a 10 anni quest’oggi offrono un rendimento del 5,48% (ai minimi da ottobre 2011) e al di sotto dell’importante soglia di guardia del 6%.  
I btp a 5 anni offrono un rendimento del 4,32% (ai minimi da settembre 2011)
I titoli di stato a 2 anni offrono un rendimento del 2,97% ( ai minimi da aprile 2011).

Contemporaneamente lo spread tra btp e bund tedeschi a 10 anni si è ridotto a 352 punti base (ai minimi da settembre 2011).


Tali valori esprimono più di mille parole l’efficacia e la rinnovata stima a livello nazionale ed internazionale dell’Italia (merito a mio avviso soprattutto dell’impulso dato dal nuovo premier Mario Monti che ha attuato delle manovre di urgenza per salvare il paese dal collasso economico).
In tal senso infatti va sottolineato che i rendimenti dei titoli di stato italiani sono scesi nell’ultima settimana senza alcun intervento da parte della BCE ( non sono stati acquistati titoli di stato di nessun paese dell’area euro). Va evidenziato che la scorsa settimana i valori dei bond italiani sono balzati per la sesta settimana consecutiva, mettendo a segno l'arco temporale più lungo di rialzi dall'agosto del 2006, non male per un paese in piena crisi economica.
La prossima importante sfida che il governo dovrà affrontare riguarda la Crescita Economica. A mio avviso era necessaria una politica di lacrime e sangue per assestare i conti dell’Italia e per evitare il default ma a questo punto si rende necessario attuare una politica economica volta alla crescita, al futuro dei giovani (riduzione del valore spaventoso del 31% di disoccupazione giovanile) e al futuro del 15% della popolazione che ora si trova al limite della povertà. Un paese oltre a contenere le spese deve essere in grado di produrre e di dare un futuro alle nuove generazioni altrimenti non potrà far altro che fallire nel lungo periodo. 

martedì 7 febbraio 2012

Unicredit superstar: +100% in meno di un mese


Non è passato nemmeno un mese dal fatidico 9 gennaio 2012 quando nel primo giorno dell’aumento di capitale il titolo Unicredit toccò quota 2,20 euro ad azione. In quei giorni di panico il titolo era in caduta libera e scrissi un articolo piuttosto interessante il giorno dopo (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/scatta-il-recupero-milano-3-unicredit-6.html) sulla possibile evoluzione azionaria della principale banca italiana quotata a piazza affari con un target fino a 4 euro. 
A conti fatti, dopo un mese, chi ha partecipato all’aumento di capitale di Unicredit è riuscito a recuperare gran parte delle perdite dell’ultimo periodo. Quest’oggi infatti il titolo ha chiuso a quota 4,38 euro ad azione, dopo aver toccato i 4,396 euro ad azione. 
Chi fosse riuscito ad acquistare il titolo a quei prezzi (2,20 euro ad azione) avrebbe realizzato un incredibile guadagno del 100% in meno di un mese, una performance che raramente si può osservare sui mercati finanziari, neppure nei periodi di alta volatilità come quelli degli ultimi mesi. Ancor più sbalorditiva è la performance degli investitori che hanno deciso di speculare al rialzo sui diritti proprio il 9 di gennaio (quando hanno toccato un valore di 0,47 euro). Nel giro di pochi giorni dall’inizio dell’aumento di capitale, i diritti sono saliti fin quasi a 3 euro realizzando una performance superiore al 500% . 
Come avevo sottolineato già dai primi giorni dell’aumento di capitale, i volumi mostravano una chiara inversione rialzista di lungo periodo che hanno sostenuto la crescita dei prezzi. Ciò risulta ancor più evidente nel grafico sottostante:


A questo punto sembra che il titolo dovrebbe proseguire la propria corsa fino ai 4,5 euro ad azione dove incontrerà le prime significative resistenze e successivamente verso i 5 euro ad azione. A supporto di tale ipotesi  va sottolineato che il prezzo di chiusura odierno si trova al di sopra delle medie mobili a 25 e 56 giorni che sono state violate al rialzo già nei giorni scorsi.  


Per quanto riguarda l’indice Ftse Mib (+0,62% a quota 16491 punti) la situazione appare in deciso miglioramento anche a seguito delle indiscrezioni provenienti da Atene (domani dovrebbero essere varate le nuove misure di austerity che potrebbero evitare il collasso della Grecia entro il 20 Marzo. Difficile capire cosa accadrà in tal senso anche perché il rendimento dei titoli di stato della Grecia a un anno ha raggiunto il 528%. 
Tuttavia ,da un punto di vista grafico appare evidente l’impostazione positiva dell’indice italiano che si avvia verso i 16500 punti e soprattutto verso il significativo test della media mobile a 200 giorni attorno ai 16830 punti. L’eventuale rottura di questo livello rappresenterà probabilmente la fine della situazione d’allerta sul mercato finanziario italiano. A mio avviso sarà estremamente importante monitorare la situazione nei prossimi giorni anche perché questa media mobile raramente ha dato falsi segnali al mercato ( basta guardare cosa è successo a maggio quando era stata rotta al ribasso) e l'eventuale mancata rottura dovrebbe essere interpretata come un chiaro segnale per alleggerire le posizioni rialziste in essere.  

Infine va segnalato il nuovo calo dei rendimento dei Btp decennali italiani scesi quest’oggi al 5,59%. 


A mio avviso, qualora tale rendimento dovesse andare al di sotto del 5,50% la situazione rientrebbe nella normalità e potremmo considerare passata la parte più acuta della crisi. Da segnalare inoltre anche il calo del rendimento dei Btp a 5 anni scesi al 4,30%. e dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni a quota 363 punti base, al minimo degli ultimi mesi.