Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Vix. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vix. Mostra tutti i post

mercoledì 23 ottobre 2013

Corsi e ricorsi storici...24 ottobre 1929 ...24 ottobre 2013...

“Le cause del disastro sono tutte nell’orgia speculativa che lo precedette”
 John Kenneth Galbraith – Il grande crollo

Domani è il 24 ottobre 2013 , un giorno come tanti direte voi.... ma per gli appassionati di mercati finanziari non è così. Esattamente 84 anni fa , giovedì 24 ottobre 1929 vi fu una delle peggiori giornate borsistiche della storia di Wall Street e il giorno seguente queste erano le copertine di tutti i giornali. 


Tutti sanno cosa accadde nei mesi e negli anni successivi a quel fatidico giovedì e nessuno si augura che la storia si ripeta, anche perchè l'indice Dow jones perse quasi il 50% nei successivi 2 anni ....


Quello che però nessuno sottolinea è quale fu la straordinaria crescita dei valori azionari della borsa americana negli anni precedenti il grande crollo. Dal 1925, in circa 4 anni e mezzo l'indice Dow jones salì del 158% conseguendo un rendimento medio nel periodo selezionato del 24% annuo! 


Dai minimi di marzo 2009 l'indice sp500 (ormai vero punto di riferimento dell'equity americano e mondiale), in 4 anni e mezzo è salito del 155%  realizzando una performance media annua del 22,47%. Ipotizzando di aver reinvestiti i dividendi nell'indice si raggiunge una rendimento complessivo del 181% e del 25,1%annuo!!


Domani è 24 ottobre 2013 ed è giovedì..... e ieri l'indice Sp500 ha toccato i nuovi massimi storici superando per la prima volta i 1750 punti.

Il vix ( l'indice della paura) dopo aver toccato nuovi minimi torna a crescere oltre quota 13.

In tutto ciò quest'oggi l'indice FtseMib ha chiuso la peggior seduta da agosto 2013 con un calo del 2,4% e sotto la soglia psicologica dei 19000 punti.Graficamente si può osservare come l'indice si sia scontrato contro la resistenza chiave di 19500 punti e sembrerebbe proiettato quanto meno sulla media mobile a 20 periodi in area 18500 punti con possibili estensioni fino a 18000 punti fino alla media mobile a 50 giorni. Da segnalare anche l'imminente taglio ribassista del macd dayly che di certo non è un bel segnale.



martedì 22 gennaio 2013

La crisi è finita o almeno i mercati stanno scontando questo


Sono passate alcune settimane dal mio ultimo post e il mercato è drasticamente cambiato nell'ultimo periodo. Cerchiamo di fare il punto della situazione dopo le ultime evoluzioni dei vari mercati internazionali. 

1) La crisi europea sembra volgere al termine, i mercati stanno scontando la fine del contagio dei paesi dell'area euro periferici e i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sono scesi violentemente su valori più accettabili e sostenibili rispetto a quelli di un anno fa'.


Le variazioni dell'ultimo anno parlano chiaro con un vero e proprio crollo dei tassi di interessi della Grecia ( da oltre il 30% al 10,45% odierno) del Portogallo ( dal 14% al 6,095 odierno) e dell'Italia ( dal 6,25% al 4,23% di oggi). Miglioramenti significativi anche per Francia, Germania e Spagna ( che potrebbe essere la vera sorpresa del 2013 ) .

A dir poco sorprendente la performance messa a segno dal btp decennale italiano da quanto si è insediato il governo Monti è passato dal 75 al 4,22% odierno. ( In altre parole un investitore che avesse comprato i btp nei giorni di tensione di novembre 2011 avrebbe realizzato un guadagno vicino al 30%...) 

2) Osservando il grafico sottostante del rendimento del btp decennale appare evidente che siamo tornati su dei livelli che non si vedevano da ottobre 2011 e la tendenza sembra proiettare tale rendimento attorno al 3,80%-4% di rendimento (valore strutturale di lungo periodo e a mio avviso sostenibile per l'attuale situazione economica dell'Italia). 



3) Per quanto riguarda gli indici azionari la situazione è stata a dir poco positiva nell'ultimo trimestre del 2012 e anche in questa prima parte del 2013. 


L'indice azionario americano Sp500 dopo aver violato al rialzo i precedenti massimi del 2011 sembra essere proiettato verso i 1500 punti e successivamente sui suoi massimi assoluti storici in area 1560 punti. Nonostante vi sia un elevata fase di ipercomprato il mercato rimane tonico e non ci sono segnali preoccupanti di ritorno di volatilità sui mercati anzi....
Osservando il grafico del Vix ( l'indice della paura) si può notare che alcuni giorni fa è stata violata al ribasso un importantissimo supporto statico ( in area 13,3 punti), rotto il quale si è assistito a un drastico calo della volatilità sui mercati. E al calo della volatilità si sa è associato un rialzo dei prezzi azioanari. 


Allungando l'orizzonte temporale di riferimento si può osservare che il Vix è tornato ai livelli del 2007, cioè in una fase naturale del ciclo economico e dei mercati finanziari. Forse siamo davvero in una nuova era di volatilità ( che a questo punto potrebbe tornare verso un livello strutturalmente naturale tra i 10 e i 12 punti ) simile a quella presente nel grafico sottostante dal 2005 in poi. Questo segnale è a mio avviso la vera svolta degli ultimi mesi e mi lascia molto più fiducioso per il 2013. 



Per quanto riguarda l'indice Italiano Ftse Mib va segnalato la formazione di un testa spalle di lungo periodo che avrà il suo punto di svolta attorno ai 18000 punti. L'eventuale rottura di questo valore potrebbe innescare una violenta accelerazione con successivi target in area 20000 e finale attorno ai 22000 punti. 


Osservando i grafici non si può non essere ottimisti sul 2013 e pensare che la crisi economica stia per finire. In genere i mercati anticipano la fine della crisi di circa 9 mesi e se i minimi sono stati toccati a metà del 2012 probabilmente inizieremo ad osservare dei dati macro in miglioramento già a partire dal 2 trimestre del 2013. 

Al momento tuttavia i numeri della disoccupazione in europa sono ancora tutti negativi ma si spera valga il detto dall'abisso non si può che risalire....



martedì 21 agosto 2012

Siamo già nella fase di euforia dei mercati??


Ennesima chiusura positiva per le borse europee quest'oggi. A svettare è stata ancora una volta la borsa di Milano con il Ftse Mib che ha chiuso in rialzo del 2,4% a quota 15330 punti trainata ancora una volta dall'intero settore bancario e da quei titoli particolarmente colpiti dalle vendite nei mesi scorsi.


Osservando il grafico giornaliero si può notare che il mercato azionario italiano è passato da una fase di depressione attorno al 25 di luglio a una fase di completa eccitazione che si sta trasformando in euforia in questi ultimi giorni.. Dai minimi il Ftse Mib ha recuperato ben 3000 punti ( quasi il 25% nel giro di 20 giorni borsistici, credo si tratti di un record storico). La rottura della media mobile a 200 giorni attorno ai 14820 punti ha innescato un'ulteriore balzo delle quotazioni che ora si son spinte fino a 15330 punti. Osservando il macd dayly l'impostazione rimane rialzista ma gli eccessi di ipercomprato mi fanno propendere per una fase di lateralizzazione/correzione delle quotazioni nei prossimi giorni.  
Il primo grafico mostra invece quali sono le fasi emotive del mercato e sappiamo cosa succede dopo la fase di euforia sui mercati...

A conferma di ciò basta vedere il grafico dell'indice americano Dow jones:


Al momento il mercato americano sembra aver fatto un doppio massimo di lungo periodo e la chiusura sui minimi di seduta in calo dello 0,5% non è sicuramente un bel segno della tenuta dell'uptrend in corso. 
Oltretutto l'oscillatore stocastico mostra che i prezzi dopo essere stati in una fase di ipercomprato molto importante (superiore a 90) stanno iniziando a scendere e questo rafforza la visione negativa per le prossime sedute. Stessa conclusione anche dall'analisi del MACD dayly. 


Conclusioni negative vengono anche dall'analisi del Vix (l'indice della volatilità/paura) che dopo aver testato l'area 13,5-14 sembra ritrovare una certa impostazione positiva ( oggi +7,1% a 15,02) che dovrebbe proseguire anche nei prossimi giorni. 


Infine guardiamo l'indice SP500. Quest'oggi è stato ritoccato al rialzo il massimo intraday degli ultimi 4 anni ma dopo pochi minuti sono partite le prime prese di beneficio che hanno portato ad una chiusura negativa per l'indice americano. Statisticamente parlando ho notato che negli ultimi anni ogni volta che il mercato ha segnato dei nuovi massimi assoluti è partito un trend di direzione opposta a quello che aveva portato il mercato sui massimi. 
Inoltre osservando il grafico su un orizzonte temporale più esteso si può osservare con i ventagli di gann come le quotazioni si siano mosse in un canale rialzista piuttosto prolungato nell'ultimo periodo e quest'oggi i prezzi dopo esser fuorisciti al rialzo da questo canale hanno iniziato una piccola correzione. Vedremo se questi segnali di indebolimento del trend principale ( che al momento rimane assolutamente rialzista) verranno confermati anche nei giorni successivi ma personalmente inizierei a prender profitto dopo i violenti rialzi delle ultime sedute. 

lunedì 13 agosto 2012

Arriva Ferragosto ma anche sui mercati la temperatura potrebbe salire...


Sono passati svariati giorni dal mio ultimo post e tornato dalle vacanze estive non posso non augurarvi un buon ferragosto con i vostri amici e parenti con una bellissima foto di un tramonto pugliese. 
Detto questo cerchiamo di analizzare la possibile evoluzione dello scenario macro-economico nelle prossime settimane. 
1) A livello mondiale il rallentamento economico appare sempre più evidente e la crisi economica sembra dilagare a macchia d'olio in tutti i paesi sviluppati ( europa in testa) mentre risulta confermato il marcato rallentamento economico per i Bric.
2) Per quanto riguarda l'Italia gli ultimi dati macro sono piuttosto negativi. 
Il debito pubblico italiano a giugno 2012 ha raggiunto un nuovo record storico a quota 1.972,940 miliardi di euro con un rapporto tra debito e Pil che è così salito al 124%.


Come si può osservare in questa tabella, da fine 2011 il debito pubblico italiano è cresciuto di quasi 75 miliardi di euro, pari ad una variazione del 3,95% rispetto a dicembre 2011.


In base ai miei calcoli, ipotizzando un calo del pil nominale del 2% a fine 2012 e che il debito pubblico italiano a fine 2012 sia pari a quello di giugno (1972,9 Miliardi di euro) , ci troveremmo a fine anno con un rapporto debito/pil pari al 127,4% e del 128,2% per il 2013 (per il quale ho stimato invece un calo del pil nominale dell'1% rispetto al 2012). 

Come si può osservare negli ultimi anni il debito italiano è cresciuto in maniera esponenziale e la situazione anche con il governo tecnico attuale sembra fuori controllo. 
Il dato finale è spaventoso. Negli ultimi 12 anni e mezzo il debito pubblico italiano è passato da 1272,5 miliardi di euro di fine millennio ai 1972 attuali, registrato in pratica una crescita vicina al 52%.



A questi dati macro va segnalato che la quota di debito pubblico detenuta da  non residenti è scesa al 31,7%, dal 45% toccata nel 2011. ( Si parla di un deflusso costante di denaro che solo ad aprile è stata pari a 61 miliardi di euro). 

3) In questi giorni il mercato è stato piuttosto tranquillo, anche perchè quasi tutti i vertici internazionali mondiali sono in ferie e non ci sono state dichiarazioni particolari. Tuttavia sul sole 24 ore di oggi viene riportata questa notizia non proprio rassicurante: 

"Nuova doccia fredda sui sogni di integrazione eueopea e, prima ancora, sulle chance che si attivino quanto prima meccanismi in grado di mettere al riparo Spagna e Italia dalle conseguenze della crisi finanziaria. Infatti, a causa di una nuova causa pendente la decisione della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm e del fiscal compact potrebbe slittare «molto oltre» il 12 settembre prossimo, data entro cui era originariamente attesa. Lo scrive il sito del quotidiano economico tedesco Handelsblatt."

4) Da un punto di vista grafico la situazione appare vicina ad un punto di svolta per l'indice milanese Ftse Mib. 

Osservando il grafico con candele giornaliere risulta evidente l'attuale fase di consolidamento delle quotazioni attorno all'area 14400-14800 punti. L'andamento delle ultime sedute sembrerebbe una tipica figura di inversione ribassista del mercato (evening star) . In tal senso l'eventuale rottura del supporto chiave dei 14400 punti potrebbe innescare nuove prese di beneficio con successivi target a 14200 e successivamente a 14000 punti. 
Nuova positività invece al di sopra dei 14600 con successivi target a 14800 e poi 15000 punti. (Tale  scenario appare a mio avviso meno probabile)


Allargando il grafico su una scala temporale più estesa risulta evidente che il downtrend di lungo periodo non è mai stato intaccato negli ultimi mesi. Infatti i prezzi si sono sempre mantenuti al di sotto della media mobile a 255 giorni ( circa i giorni di borsa aperti in un anno) e l'attuale recupero sembrerebbe soltanto un rimbalzo momentaneo del mercato. 


Infine guardiamo anche il Vix americano (detto anche l'indice della paura): 


Quest'oggi il Vix ha chiuso a quota 13,86 punti, valore che storicamente parlando è estremamente basso. Osservando il grafico si può notare che ogni volta che è stato toccato un valore inferiore a 15 il Vix è tornato a salire violentemente, trascinando al ribasso i vari mercati azionari americani e di conseguenza quelli europei. Va segnalato inoltre che anche lo stocastico dayly ha raggiunto dei valori di ipervenduto molto interessanti sui quali potrebbe essere conveniente provare qualche acquisto di volatilità o contemporaneamente qualche short sull'azionario. 





lunedì 26 dicembre 2011

Il punto della situazione sui listini Americani ( Dow Jones, Sp500 e Vix)


Dopo Natale torniamo ad occuparci di mercati finanziari, di trend e delle possibili evoluzioni dei listini internazionali in quest'ultima settimana borsistica del 2011. Il grafico sovrastante mostra l'andamento dell'indice Dow Jones nell'ultimo anno. Dopo aver toccato un minimo attorno ai 10500 punti ad ottobre, l'indice americano è stato in grado di recuperare velocemente terreno negli ultimi due mesi per portarsi a quota 12294 punti di venerdì scorso. La chiusura al di sopra della media mobile a 200 giorni e sui massimi settimanali è sicuramente un segnale incoraggiante per le prossime sedute.L'eventuale rottura della resistenza posta in area 12300 punti (segnalata dalla linea orizzontale bianca) potrebbe innescare un'accelerazione rialzista delle quotazioni con target primario a quota 12500 punti e successivamente a 12750 punti. 
Segnali positivi possono essere riscontrati, forse in maniera più evidente, nell'analisi grafica dell'indice SP500.  


In questo grafico la media mobile a 200 giorni (segnalata dalla linea blu) ha fornito segnali piuttosto puliti ed efficaci nell'ultimo anno e la chiusura al di sopra dei 1265 punti di venerdì scorso dovrebbe innescare un piccolo rally nelle prossime sedute con primi target a 1280 punti e successivamente a 1300 punti. Osservando il grafico con le Fibonacci fan si può osservare l'intonazione positiva del mercato negli ultimi tre mesi con l'indice americano che ha guadagnato oltre il 20% dai minimi di ottobre. 

Provando ad osservare un altro indice chiave come il Vix (comunemente chiamato indice della paura ma che in realtà esprime la volatilità dei prezzi) si possono riscontrare ulteriori conferme dell'intonazione positiva del mercato.
Infatti un ad un calo della volatilità dei prezzi sono associati rialzi azionari: dopo aver toccato un massimo vicino ai 47 punti nei primi giorni di ottobre, il Vix ha intrapreso un trend ribassista piuttosto accentuato che lo ha portato a lambire l'importante supporto dei 20 punti nella seduta di venerdì. L'eventuale rottura al ribasso di questo livello potrebbe rappresentare un ottimo segnale rialzista per i listini azionari Dow Jones e SP500 per le prossime settimane.


mercoledì 14 dicembre 2011

I listini sono nuovamente ad un bivio....


Domani molto probabilmente sarà una giornata chiave da un punto di vista tecnico per il listino italiano e per i vari indici internazionali proprio perchè sembra essere stato raggiunto un bivio molto importante. Come spesso accade sui mercati finanziari, è nella giornata di mercoledì che iniziano a manifestarsi le tendenze dei prezzi e spesso le inversioni più importanti. Domani o i prezzi torneranno a crescere come nei primi giorni di dicembre oppure dovremo aspettarci ancora periodi difficili da un punto di vista azionario.  


Andando ad analizzare i grafici si può osservare che la chiusura odierna del Dow Jones a quota 11954 punti in calo dello 0,55% appare una sorta di normale ritracciamento delle quotazioni dopo il rally dei primi giorni di dicembre. A questo punto però rimane di fondamentale importanza la tenuta del supporto dinamico della media mobile a 200 giorni (rappresentata dalla linea blu) e passante al momento attorno ai 11900 punti per poter riprendere il trend rialzista con target intermedio a 12300 punti e successivamente a 12500.  Al contrario, un eventuale chiusura al di sotto degli 11900 punti potrebbe riportare il panico sui mercati finanziari e in particolare sulle borse europee più deboli (come Milano e Madrid). 

Osservando un altro indicatore chiave come il Vix ( detto anche l'indice della paura) con un time frame differente (a 5 minuti) si può intravedere una permanenza dei prezzi al di sotto della media a 200 periodi con un piccolo ma accentuato calo negli ultimi minuti della seduta (chiusura a quota 25,58 punti). Analizzando l'oscillatore stocastico riportato al di sotto del grafico dei prezzi si può osservare un taglio ribassista nella fase di ipercomprato che sembra preannunciare un netto calo del VIX e di conseguenza un nuovo e vigoroso rialzo azionario. 


In tal senso, dopo una probabile apertura piuttosto negativa per Milano si potrebbe tentare qualche acquisto di breve termine attorno alle 9 e 30 del mattino (forse vicino ai 14600 punti) con stop loss all'1,5% più in basso e target finale attorno ai 15000 punti.  

lunedì 2 maggio 2011

Vendi a Maggio e scappa lontano???

Si sa la borsa è fatta anche di tradizioni, di detti popolari e sopratutto di analisi tecnica. Uno dei detti più famosi recita così: Sell in May and go Away...
Sarà che si tratti di detti popolari ma proprio oggi ho avuto l'impressione che l'indice americano Sp500 abbia toccato dei massimi importanti a quota 1370 punti. L'anno scorso il mese di maggio fu a dir poco terribile per i listini azionari : circa -8% per il dow jones ( vi segnalo due articoli chiave in tal senso: paura a wall street con il video live del flash crash del 6 maggio scorso del dow jones, assolutamente da vedere,  e sell-in-may-and-go-away con il bilancio borsistico del mese di maggio scorso). 

Come potete osservare il trend giornaliero sull'indice americano è stato negativo e la chiusura in rosso da parte dell'indice Sp500, sui minimi di seduta è un segnale di allerta. Da notare anche l'aumento dei volumi proprio nel finale di seduta alla rottura dei 1362 punti.  Il netto aumento dell'indice della volatilità, il Vix ( +8,85% a quota 15,98 ) può essere letto come un'ulteriore segnale di allerta. Vedremo già da domani se quella di oggi è stata una classica giornata interlocutoria o possa rappresentare l'inizio di un'inversione di tendenza di breve periodo.

mercoledì 16 marzo 2011

Wall brucia i guadagni del 2011

Chiusura in deciso calo per la borsa americana quest'oggi. Il Dow jones ha archiviato la seduta in ribasso del 2,04% a quota 11614 punti mentre l'Sp500 ha chiuso a 1256,86 (-1,95%) a causa della situazione in Giappone ( vedi http://thebesttrader.blogspot.com/2011/03/allarme-di-emergenza-nucleare-tra-usa-e.html ). 
Lo scenario tecnico appare completamente diverso rispetto agli ultimi giorni: la chiusura vicino ai minimi di seduta e rottura di numerose medie mobili di medio e lungo periodo. Con la chiusura odierna l'indice Dow Jones annulla i guadagni da inizio 2011 e intraprende un cammino piuttosto pericoloso rispetto ai mesi precedenti. Il netto aumento di volumi accompagna questo nuovo trend ribassista che probabilmente riporterà il Dow Jones a 11400 punti nelle prossime sedute. L'indice della paura, il Vix, è salito a quota 29,40 punti ( +20% da ieri) e questo la dice lunga sulla seduta odierna di Wall Street. 

Per quanto riguarda il nostro indice Ftse Mib la chiusura sui minimi di seduta è un chiaro sintomo di debolezza e preannuncia nuovi ribassi anche per la seduta di domani. I primi supporti transitano in area 20500 punti e successivamente a quota 20300 punti. Eventuali ulteriori allunghi potrebbero portarci a quota 20000 punti. Al contrario in caso di recuperi le prime resistenze transitano in area 21000 punti e successivamente a 21200 punti. Da segnalare la rottura di tutte le medie mobili anche di lungo periodo. Quello di oggi è il quinto ribasso di fila per il nostro indice e non possiamo escludere dei rimbalzi , anche di una certa entità nei prossimi giorni.

martedì 1 marzo 2011

Torna il rosso sulle Borse

Chiusura negativa per tutte le piazze finanziarie quest'oggi. A spaventare i listini ancora le tensioni in Libia dopo che migliaia di persone si stanno spostando verso la Tunisia. La situazione si sta surriscaldando anche nei paesi confinanti e oggi è stata la volta dell'Arabia Saudita (la cui Borsa ha perso il 6,8%). Difficile capire cosa accadrà ma le tensioni hanno fatto balzare nuovamente il prezzo del petrolio oltre quota 100 dollari al barile. Anche il presidente della Fed , Ben Bernanke, si è detto spaventato dalla corsa del greggio e questa sera ha detto che farà di tutto per combattere l'inflazione. La reazione di Wall Street a queste dichiarazioni non è stata delle migliori:
Dow Jones -1,4%, Sp500 -1,6% Nasdaq -1,6%.
Da un punto di vista grafico la chiusura sui minimi di seduta degli indici americani è un segnale di allerta per gli investitori e credo che domani tutta l'europa aprirà nuovamente in rosso. L'andamento dell'sp500 delle ultime ore è alquanto allarmante ma finchè non verrà rotto il supporto dei 1290 punti il trend di medio periodo rimane impostato ancora al rialzo. Tuttavia c'è da tenere gli occhi aperti anche perchè il Vix questa sera è salito del 13% riportandosi a quota 20,6 ( e quando l'indice della paura sale c'è da stare attenti).

Per quanto riguarda il Ftse Mib, che oggi è sceso dell'1,06% a quota 22227 punti, la situazione di breve periodo rimane impostata al ribasso e per domani è probabile un approdo in area 22000 punti in un primo momento e successivamente anche a 21800 qualora le vendite dovessero essere pesanti. In caso di rialzi al contrario è possibile un ritorno in area 22400 punti e successivamente a 22500 punti.

venerdì 28 gennaio 2011

Primi campanelli d'allarme per le borse: Milano -1,3%

Giornata molto interessante quella di oggi da un punto di vista tecnico. Dopo una apertura in rialzo il Ftse Mib si era spinto fino a quota 22460 punti ( +0,6%) ma poi nel primo pomeriggio ha iniziato a scendere in maniera piuttosto convinta per chiudere a quota 22025 punti in calo dell'1,28%. Le vendite sono state particolarmente violente sul settore bancario, ( esempio unicredit è passata da 1,88 a 1,83 nel giro di poche ore). 
A preoccupare i risparmiatori è stato il dato sotto le attese del Pil Americano ( +3,2%) . Gli analisti infatti si aspettavano un +3,6% e questo ha messo di malumore i mercati. Nemmeno il dato migliore delle attese sulla fiducia del Michigan (74,20) è riuscito a ribaltare il trend ribassista. 



Il grafico del future dell'Sp500 è alquanto preoccupante. Infatti dopo aver tentato di sfondare quota 1300 punti l'indice ha iniziato una discesa molto violenta che lo ha portato nel giro di un paio d'ore a quota 1275 punti. Vedremo se nel finale di seduta riuscirà a recuperare qualcosa. Il mercato appare piuttosto spaventato come dimostra il rialzo violento del Vix a quota 19 (+18% da ieri). Per i meno esperti il VIX viene anche detto indice della paura dei mercati ed esprime la volatilità della borsa americana. 

Per quanto riguarda il Ftse Mib la mancata rottura rialzista dei 22500 punti (resistenza di lungo periodo molto importante) ha innescato le prime vendite. Il crollo dell'ultima ora e la chiusura vicino ai minimi di giornata è un segnale piuttosto allarmante di inversione ribassista sul breve periodo. L'eventuale rottura dei 22000 punti potrebbe portare il nostro indice dapprima sui 21800 e successivamente a quota 21600 punti. Al contrario in caso di nuovi rialzi le prime resistenze si trovano in area 22200 punti e successivamente a quota 22300 punti.  
Prestate molta attenzione la settimana prossima poichè qualcosa potrebbe cambiare rispetto al mese di Gennaio. 



giovedì 20 gennaio 2011

L'europa in rosso, Milano resiste e chiude in positivo

In una giornata caratterizzata da numerosi dati macro, le piazze europee si sono concesse una seduta di riposo chiudendo quasi tutte in calo dopo i guadagni dei giorni scorsi. Unica piazza finanziaria insieme a Madrid, a resistere all'ondata ribassista, è stata la borsa di Milano, anche oggi tra le migliori d'europa, che ha chiuso in rialzo dello 0,37% a quota 21792 punti.  
I dati macro provenienti dalla Cina sono stati molto positivi: 
(variazioni anno su anno)
Pil cinese +9,8% 
Indice dei prezzi al consumo : +4,6%
Produzione industriale: +13,5% 
Indice dei prezzi alla produzione : +5,9%
Vendite al dettaglio: +19,1%
Positivi anche i dati provenienti dagli Stati Uniti:
Richieste sussidi di disoccupazione : 404 mila unità
Richieste di disoccupazione continua: 3861 mila unità
Vendite di case esistenti: 5,28 milioni di unità. 
Unico dato negativo della giornata è stato l'indice della produzione Fed di Filadelfia uscito sotto le attese a 19,3.

Nonostante i dati positivi, Wall Street è stata colpita dalle vendite, ( al momento è in calo di mezzo punto) trascinando al ribasso quasi tutta l'europa. Da segnalare l'impennata della volatilità ( Vix +7,5% a quota 18,66) sui mercati americani. 
Piuttosto pesante la borsa inglese, -1,8% a causa di un possibile rialzo dei tassi da parte della BoE nella prossima riunione per limitare la crescente inflazione in Gran Bretagna. In deciso ribasso anche Francoforte (-0,8%).

Il nostro listino si è scontrato con l'importantissima resistenza dei 22000 punti ma allo stesso tempo non ha mostrato segni di debolezza rispetto al resto d'Europa. Per domani in caso di prese di beneficio è probabile un ritorno in area 21650 punti ed eventualmente 21500. Al contrario in caso di nuovi rialzi i primi ostacoli transitano in area 21900 e successivamente a quota 22000 punti. 

venerdì 12 novembre 2010

Prima la paura, poi l'euforia, ancora un venerdì pazzo in borsa!

Un venerdì di ordinaria follia a piazza affari. Dopo il crollo della borsa cinese (-5,2%) di questa notte il Ftse Mib aveva aperto in calo del 2,4%. Nel corso della giornata gli indici hanno recuperato tutto il terreno e si erano portati in rialzo di circa mezzo punto. Nel finale però sono tornate le vendite e il listino milanese ha accusato un calo dello 0,12% a quota 20829 punti. Graficamente la situazione è piuttosto difficile da interpretare. Il trend sembra negativo ma il vistoso recupero dai minimi di seduta potrebbe innescare dei rialzi anche nella mattinata di lunedì. Particolarmente alti i volumi su Unicredit ( oltre 500 milioni di pezzi scambiati) che ha chiuso in rialzo dell'1% e sul nostro future (circa 25000 contratti) . Da segnalare il netto aumento della volatilità: Vix a 20,37 in rialzo del 9,60% da ieri.( tipico segnale di preoccupazione degli operatori). 

In caso di ribassi nella prossima settimana i primi supporti transitano in area 20700 punti e successivamente a 20500 e 20350 punti. Eventuali ulteriori ribassi potrebbero spingere il listino a 20200 punti e a 20000 punti. Al contrario in caso di recuperi il listino si scontrerà dapprima con la resistenza dei 20950-21000 punti e successivamente a 21200 punti. 

lunedì 30 agosto 2010

Wall torna a quota 10.000 punti

Il paniere delle blue chip Dow Jones  ha ceduto l'1.39% a quota 10009.95, il Nasdaq l'1.56% in area 2119.97, mentre l'S&P 500 l'1.47% a 1048.91 punti. Tra i settori, presi particolarmente di mira finanziari, titoli di societa' al consumo discrezionali e industriali. La situazione torna di nuovo difficile per la piazza americana dopo il violento rimbalzo di venerdì. 
La chiusura sui minimi di seduta è un segnale piuttosto preoccupante, ma contemporaneamente c'è da segnalare la tenuta del supporto dei 10000 punti ( almeno per ora). Per domani sarà importante la tenuta di questo livello altrimenti è possibile un rapido ritorno attorno ai 9960 punti e successivamente a 9920 punti. Prestare particolarmente attenzione domani in quanto sarà l'ultima seduta di agosto ed i listini, in genere, tendono a prendere direzioni piuttosto violente per rafforzare le analisi tecniche mensili. 
Attenzione anche all'aumento della volatilità, VIX a 26,87 (+ 9,9% rispetto a venerdì). 

giovedì 19 agosto 2010

I dati Macro americani fanno paura e le borse scendono

Anche gli altri dati macro americani attesi per oggi, dopo le richieste dei sussidi di disoccupazione, sono risultati piuttosto deludenti:
Il Conference Board ha comunicato che il leading index, che fornisce una previsione sull'attivita' economica americana per i prossimi 6-12 mesi nel mese di luglio, ha registrato un rialzo dello 0.1% dopo il risultato negativo di giugno, rivisto a -0.3% da -0.2%, che aveva interrotto la serie di quattordici risulati utili consecutivi. 
L’indicatore ( detto anche superindice) si e' rivelato tuttavia inferiore alle attese del mercato. Gli economisti si aspettavano infatti una variazione positiva dello 0.2%.
Altre cattive notizie arrivano dall'indice Philly Fed, che misura il livello di attivita' economica del distretto federale di Filadelfia. L'indice e' crollato a -7,7 da 5,1 di luglio, gli economisti prevedevano un valore di 7. In retromarcia anche i sottoindici dei nuovi ordinativi da -4,3 a -7,1, dell'occupazione da 4 a -2,7 e dei prezzi da -8,4% a -12,5%, quest'ultima flessione segnala una moderata pressione deflazionistica. In netto peggioramento l'indice sulle prospettive a 6 mesi sceso a 19,6 da 25 punti. I dati sono stati diffusi dalla Federal Reserve di Filadelfia.
In questo scenario macroeconomico le borse non potevano non prendere la via dei ribassi. Anche la volatilità è cresciuta alle stelle: Vix a 25,93 (+5% da ieri). 
Nel finale di seduta la borsa italiana si è appesantita notevolmente e a chiuso a quota 20115 punti in calo del 2,05%.
Particolarmente colpito dalle vendite il settore bancario ed assicurativo ma nessun titolo dell'indice principale è riuscito a chiudere in territorio positivo. 

La chiusura vicino ai minimi di giornata non è un bel segno e preannuncia nuovi cali anche nella giornata di domani. Vedremo se il supporto dei 20000 punti reggerà a questa nuova onda ribassista.