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giovedì 18 febbraio 2016

Riviste al ribasso le aspettative di crescita mondiale sia da parte dell'OCSE sia da parte di Moody's



Questa mattina sono state pubblicate le nuove previsioni dell'Ocse sulla crescita economica nel mondo. Puntualmente sono state riviste al ribasso sia a livello mondiale (-0,3%) sia per l'area euro (-0,4%). Molto marcata la revisione al ribasso rispetto a novembre per l'Italia (-0,4%) che nel 2016 dovrebbe salire a questo punto dell'1% e dell' 1.4% nel 2017. In basso la tabella con il nuovo outlook per i vari paesi. Inutile sottolineare la drammatica recessione del Brasile ( che proprio ieri sera è stato downgradato da Standard & poor's a BB da BB+ con outlook negativo) che dovrebbe accusare un calo del 4% nel 2016. 

Anche Moody's in un report pubblicato ieri ha espresso le sue preoccupazioni sulla crescita globale specificando che la crescita dovrebbe assestarsi attorno al 2,6% per il 2016 e al 2,9% per il 2017. In basso la tabella con i vari paesi


Fonte: Moody's  

martedì 4 ottobre 2011

Moody's taglia il rating dell'Italia



L'agenzia di rating Moody's ha abbassato il rating dei titoli di stato italiani da 'Aa2' ad 'A2'. L'outlook e' negativo. Confermato il rating di breve termine Prime-1.

mercoledì 10 agosto 2011

Altro che Downgrade..le agenzie di rating finiscono sotto inchiesta

Secondo quanto riporta il sole 24 ore la procura di Trani ha avviato un'inchiesta contro due agenzie di Rating: Standard & Poor's e Moody's con l'accusa di manipolazione di mercato: 
«Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano.

La Guardia di finanza di Bari ha prelevato la documentazione relativa al procedimento di registrazione delle due Agenzie e già sei persone sono indagate nell'ambito dell'inchiesta: tre analisti di S&P, uno di Moody's e i due responsabili legali per l'Italia delle due agenzie.  Gli analisti di Standard e Poor's indagati sono  Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer (quest'ultimo responsabile per il debito europeo), ai quali si aggiunge un non identificato dirigente senior analyst di Moody's e un numero imprecisato di «persone da identificare». 

Dal sole 24 ore: 

Per quanto riguarda Moody's, gli indagati sono accusati del reato di «manipolazione del mercato» per avere «elaborato e diffuso» il 6 maggio 2010, «a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano». Nel report sarebbero stati espressi «giudizi da ritenersi falsi, infondati o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating oltre che dalle supreme Autorità nazionali». Secondo la Procura, «in conseguenza della diffusione dei giudizi di Moody's si determinava un'alterazione (da quantificare) di strumenti finanziari».

I tre analisti di S&P sono invece accusati, oltre che di «manipolazione del mercato» anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano». In particolare, il 20 maggio 2011 «divulgavano in un report l'avvenuto taglio dell'outlook del debito sovrano dell'Italia da stabile a negativo», con «giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle forme di comunicazione) secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating (Moody's e Fitch), oltre che dalle supreme Autorità nazionali (Ministero Economia) che smentiva - alla stregua di dati macroeconomici ufficiali - il giudizio di S&P che (con)causava sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali». 


Inoltre, «il giorno venerdì 1 luglio 2011 poco dopo le 13.00 (prima della chiusura dei mercati) elaboravano e divulgavano in un'ulteriore nota giudizi negativi sulla manovra finanziaria presentata in Consiglio dei Ministri dal Ministro dell'Economia quando il testo della stessa non era ancora ufficiale e definitivo, così determinando ulteriori turbolenze sul mercato dei titoli e sulle aste dei titoli di Stato». 
La procura di Trani basa la propria competenza sul fatto di essere stato il primo (ed unico) ufficio del pm ad iscrivere la notizia di reato. Nell'ambito dell'inchiesta sono già state sentite numerose persone - tra cui l'ex premier Prodi, il governatore di Bankitalia Draghi e il ministro dell'Economia Tremonti - ed acquisita copiosa documentazione: per ultimo, appunto, le carte relative al procedimento di registrazione delle Agenzie presso la Consob per verificare la sussistenza «dei requisiti e delle condizioni» per l'esercizio di attività di rating nei confronti di «entità italiane».



Proprio l'anno scorso scrissi svariati articoli a riguardo: 


Quest'oggi sono davvero contento che la giurisprudenza italiana sia finalmente scesa in campo per difendere gli interessi italiani. 
Questo forse aiuterà le società di rating ad essere più trasparenti e meno spensierate nel dare giudizi sui vari paesi analizzati. 

L'Europa in tal senso credo dovrebbe iniziare a creare una propria agenzia di Rating completamente indipendente sia a livello economico che a livello politico che possa finalmente ridare quella trasparenza e quell'indipendenza  ai mercati finanziari di cui hanno bisogno in questo particolare momento. 


martedì 5 luglio 2011

Moody's taglia il rating del Portogallo a Ba2


L'agenzia di Rating Moody's, pochi minuti fa, ha  tagliato il rating del Portogallo a "Ba2" da "Baa1" ( al di sotto del livello di investment grade)  con outlook negativo, alla luce del «crescente rischio che il Portogallo possa chiedere un secondo round di finanziamenti internazionali prima che possa tornare sul mercato privato. 
Moody’s mette anche in evidenza «il timore che il Portogallo non riuscirà a centrare pienamente gli obiettivi di riduzione del deficit e di stabilizzazione del debito fissati nel quadro dell’accordo con Unione europea e Fondo monetario internazionale», ma il nodo cruciale resta la pretesa di far partecipare i privati a un secondo salvataggio come nel caso della Grecia. Una tale prospettiva - spiega Moody’s - potrebbe «scoraggiare nuovi finanziamenti da parte di istituzioni private e ridurre le probabilità del Portogallo di tornare presto a finanziarsi sul mercato». 

In realtà guardando il grafico dei rendimenti dei titoli di stato portoghesi a 10 anni (salito a valori vicini all'11%) si può constatare che negli ultimi mesi la situazione si è deteriorata in maniera preoccupante e che il mercato aveva già evidenziato i problemi strutturali dell'economia lusitana.

Vi lascio con una tabella aggiornata dei vari Cds...



sabato 18 giugno 2011

Moody's esprime i suoi dubbi sui conti italiani, ma chi esprime i dubbi su Moody's?


Torniamo a parlare per l'ennesima volta delle agenzie di rating. Questa volta a scendere in campo contro i conti pubblici italiani è Moody's che ha messo sotto revisione per un possibile downgrade il rating dei bond governativi italiani denominati in euro e valuta estera, attualmente a livello "Aa2" (dal 15 maggio 2002).
Confermato invece il giudizio a breve termine "Prime-1".

Tre sono i fattori di rischio rilevati dall'agenzia americana: 
1- Le sfide sul fronte della crescita dovute a debolezze strutturali dell'Italia ed una probabile crescita dei tassi di interesse nel prossimo futuro.
2- I rischi collegati all'attuazione dei piani di consolidamento dei conti pubblici che sono richiesti per ridurre l'indebitamento italiano e mantenerlo a livelli sostenibili.
3- E i rischi collegati dal cambiamento delle condizioni di finanziamento per i Paesi europei con alti livelli di debito.

Passiamo ad una analisi dei conti pubblici italiani: 

Da un rapporto dell'istat emerge che l'Italia ha registrato nel periodo 2008-2009 la flessione del Pil più accentuata, pari al 6,3%, tra le maggiori economie europee. 
Questo dato, infatti, si confronta con il calo del 3,8% accusato dalla Germania, il 3,5% accusato dalla media dell'Unione monetaria europea, e dal 1,7% della francia. 
Allargando l'orizzonte temporale al periodo che va dal 2001 al 2009 l'Italia è, in assoluto, il paese dell'Unione Europea la cui economia è cresciuta meno: appena l'1,4% contro una media del 10% dell'Unione monetaria europea e del 12,1% dell'Unione Europea. 
A fronte di una crescita estremamente bassa,invece, il debito pubblico, come si può facilmente osservare, si è quasi triplicato negli ultimi 21 anni.

Debito pubblico italiano  1990:            642 Miliardi di euro 
Debito pubblico italiano  2000:          1261,8 Miliardi di euro 
Debito pubblico italiano  2005:          1512,7 Miliardi di euro
Debito pubblico italiano aprile 2011:  1890,6 Miliardi di euro 

A preoccupare maggiormente però è la crescita registrata dal 2005 ad oggi. Infatti negli ultimi 5 anni e mezzo si è registrata una crescita del debito pubblico pari al 25%, una media del 5% annuo!
A questo punto credo che sia necessario un grande cambiamento nella politica economica italiana con un doppio obiettivo: da una parte puntare alla crescita economica e dall'altra, alla riduzione graduale del debito pubblico. Raggiungere questi obiettivi economici in un momento così delicato, nel bel mezzo della peggiore crisi economico-finanziaria degli ultimi 70 anni (perché la crisi del 2008 ancora non è finita e gli ultimi dati lo dimostrano in pieno) appare estremamente difficile e di conseguenza è naturale che le varie agenzie di rating esprimano le loro preoccupazioni. 

Tuttavia la trasparenza e l'obiettività di tali agenzie di rating destano notevoli controversie nell'animo di tutti gli investitori.In particolare, per i momenti scelti per le comunicazioni di alcune revisioni dei rating, citiamo una agenzia di rating a caso: Moody's.

La società di rating solo nel 2009 ha realizzato 1,8 Miliardi di dollari di ricavi, con un margine operativo di 680 Milioni di euro. In altre parole per ogni 100 dollari fatturati, Moody's ha realizzato 38 dollari di utili. In realtà guardando con attenzione i numeri si scorge che considerando la sola redditività derivante dall'assegnare i giudizi di merito sulle varie società l'utile netto sale al 42% nel 2010.
Guardano i dati passati la situazione non cambia di molto: 
2007: Il margine operativo è stato pari al 50% dei ricavi totali
2006: Il margine operativo è stato pari al 62% dei ricavi totali (1,26 miliardi di dollari di utile su 2 Miliardi di dollari di fatturato). 
Dal 2005 al 2009 Moody's ha generato profitti complessivi pari a 2,8 Miliardi di dollari. 
Performance simili sono state ottenute anche dalla sua più diretta concorrente: Standard & Poor's che nel 2009 ha fatturato 2,6 miliardi con un utile di esercizio vicino ad 1 Miliardo di dollari (circa il 39% dei ricavi).

Fin qui nulla di male, essendo un oligopolio, è normale che tali società di rating riescano a generare questi incredibili performance in termini di utili netti.  
Tuttavia, andando a guardare la composizione azionaria di Moody's ad aprile 2010 vien da pensare male: 
Primo azionista : Warren Buffet tramite il suo fondo di investimento, Berkshire Hathaway, aveva una quota del 12,9%.Per chi non lo conoscesse, l'ottantenne Warren Buffet è il più grande speculatore del mondo, la terza persona più ricca al mondo secondo Forbes con un capitale proprio di 50 Miliardi di Dollari. Egli ha fatto la storia nel mondo della finanza con le sue strategie lungimiranti comprando società solide nei periodi di crisi e conservandole per decenni (Per fare qualche esempio, Gillette, Coca cola).  
Gli altri grandi azionisti, come potete vedere cliccando sull'immagine sottostante sono altri importanti gestori di fondi in tutto il mondo (Invesco, Fidelity, Black Rock, Morgan Stanley). A pensar male si fa peccato ma quasi sempre....

clicca sull'immagine per ingrandirla


mercoledì 15 giugno 2011

La Grecia sempre più vicina al Default


Dopo il nulla di fatto dell'incontro dell'Ecofin di ieri sera , i ministri non hanno trovato l'accordo sulla seconda tranche di aiuti per la Grecia e hanno rimandato la questione a domenica prossima, le borse stamani sono tornate nuovamente in territorio negativo. In questo momento il Ftse Mib accusa un calo vicino all'1% penalizzato come al solito dal comparto bancario. 
A spaventare i listini è stata l'agenzia di rating Moody's che ha detto di voler abbassare il rating sulle principali banche francesi a causa della loro esposizione in titoli greci. 

In realtà la situazione greca è ormai irrecuperabile come si può facilmente capire buttando un occhio ai rendimenti dei titoli di stato della Grecia: 

Rendimento titoli di stato della Grecia a 2 anni: 26,51%( nuovo record storico) 
Rendimento titoli di stato della Grecia a 5 anni: 19,24% (nuovo record storico)
Rendimento titoli di stato della Grecia a 10 anni: 17,55% (nuovo record storico)


Lo spread tra titoli a 10 anni tedeschi e titoli a 10 anni della Grecia ha raggiunto il 14,55% (nuovo record storico). 

In affanno anche l'Irlanda e il Portogallo: 

Rendimento titoli di stato dell'Irlanda a 10 anni: 11,41%
Rendimento titoli di stato del Portogallo a 10 anni: 10,68%.

Vedremo come andrà a finire....


giovedì 2 giugno 2011

Moody's potrebbe tagliare il rating degli Usa


L'agenzia di Rating Moody's continua a spaventare i mercati finanziari giorno dopo giorno e questa volta sono gli Usa a tremare. Infatti il rating "AAA" assegnato dall'agenzia di rating Moody's agli Stati Uniti potrebbe essere tagliato se entro le prossime settimane non si raggiungerà un accordo credibile al Congresso sulla riduzione del deficit federale. ''Un mancato accordo - avverte l'agenzia - potrebbe spingere Moody's a cambiare l'oulook sul rating AAA a negativo". 
Sempre Moody's ha inoltre avviato una revisione del rating sul credito senior e subordinato di Citigroup, Bank of America e Wells Fargo per una possibile revisione al ribasso della loro valutazione. La decisione dell'agenzia di rating è legata all'eccessiva esposizione in mutui residenziali delle tre grandi banche americane. 
ll timore di Moody's è che, se la ripresa negli Stati Uniti continuerà ad essere debole, come i recenti dati americani hanno dimostrato, il costo del credito potrebbe salire minando quindi la solidità patrimoniale dei tre istituti di credito.
Tuttavia se la situazione dovesse peggiorare, un salvataggio statale tipo 2008 non sarebbe possibile in base alla legge Dodd Frank (la riforma finanziaria dell'amministrazione Obama). 
A questo punto tutte le banche europee ed americane dovrebbero ricorrere ai ripari raccogliendo riserve di capitali per far fronte ad eventuali svalutazioni immobiliari. 
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni ma i nuvoloni all'orizzonte sembrano davvero minacciosi....

mercoledì 1 giugno 2011

Moody's taglia il rating della Grecia a CAA1


L'agenzia di rating Moody's ha tagliato il rating sul debito della Grecia a Caa1 da B1 ed inoltre ha assegnato un outlook negativo sul paese. La valutazione Caa viene considerata come indicativa di un rischio di default. Dietro al taglio del merito creditizio, Moody's afferma, il rischio che la Grecia non riesca a stabilizzare la posizione debitoria senza dover procedere a una ristrutturazione del debito. In questo momento pesa il rischio che il Fondo monetario internazionale e gli altri enti che hanno organizzato prestiti d'emergenza per la Grecia chiedano la partecipazione dei creditori privati a un'eventuale ristrutturazione. "Presi nel loro insieme questi rischi implicano una possibilità di default almeno del 50 per cento", secondo Moody's. A sostegno di quest'affermazione l'agenzia cita il dato secondo il quale in un periodo di cinque anni la metà dei paesi e delle aziende che hanno emesso debito valutato Caa1 ha pagato regolarmente, mentre l'altra metà ha dichiarato insolvenza. 
In altre parole la Grecia è ad un passo dal fallimento e anche Wall Street stasera trema: il Dow Jones ha chiuso in calo del 2,22% a quota 12290 punti. si tratta del peggior calo degli ultimi mesi... 

venerdì 15 aprile 2011

Moody's taglia il rating dell'Irlanda

Questa mattina poco prima dell'apertura dei mercati europei la società americana Moody's ha tagliato il rating sul debito pubblico Irlandese di due livelli abbassandolo da Baa1 a Baa3. L'Outlook resta Negativo. La decisione riflette l'indebolimento finanziario del paese associato con le scarse prospettive di crescita economica e l'incertezza creata dalle regole sui nuovi coefficienti di solvibilita' richiesti dal Fondo europeo salva-stati ( European Stabilization Mechanism, in vigore dal 2013) per accedere agli aiuti finanziari. Con un merito di credito di Baa3, i titoli di stato dell'Irlanda si trovano appana un gradino sopra quello di "junk bond" cioè spazzatura.
Sembra uno scenario molto simile a quello greco e i mercati hanno accusato il colpo nei primi scambi. Milano era arrivata a perdere lo 0,5% trascinata in basso dai titoli bancari, ma ora sta provando a riportarsi sulla parità. Vedremo a fine giornata cosa accadrà. 

Piccolo aggiornamento dal Giappone: gli effetti del sisma continuano a farsi sentire sul settore produttivo. Infatti la Toyota prevede di ridurre della metà la produzione di automobili negli stabilimenti giapponesi fra il 10 maggio e il 3 giugno, a causa dei problemi cui fanno fronte i suoi fornitori dopo lo Tsunami dell'11 marzo scorso. Credo che ci vorrà ancora qualche mese prima che il Giappone possa rimettersi in piedi e provare a riprendersi da questa calamità. 

martedì 5 aprile 2011

Mercati al palo anche oggi in attesa della Bce di giovedì

Anche oggi i mercati azionari sono stati avari di emozioni  e gli scambi sono stati piuttosto bassi. Gli investitori aspettano ormai con impazienza la giornata di giovedì 7 aprile quando la Bce molto probabilmente alzerà il costo del denaro dello 0,25%. In realtà guardando i rendimenti dell'euribor a 12 mesi( salito quest'oggi al 2,05%) si intuisce che questa manovra della Bce potrebbe essere l'inizio di una fase di rialzo dei tassi di interesse per frenare l'ondata inflattiva europea. 
Da segnalare tra le notizie del giorno il rialzo dei tassi di interessi cinesi dello 0,25% ( si tratta del 2° rialzo da inizio 2011) per raffreddare l'economia cinese ma sopratutto per frenare la crescita repentina dei prezzi. 
Come da copione oggi Moody's ha tagliato il rating a lungo termine del Portogallo portandolo a Baa1 da A3. Si tratta di una manovra attesa dopo le decisioni della scorsa settimana dell'altra società di rating S&P.
Moody's, inoltre, ha espresso preoccupazioni anche sul rating a breve termine e sta valutando se effettuare un downgrade in tal senso. Sebbene scontata,  questa notizia, ha portato i rendimenti del titolo decennale portoghese a nuovi record pari al 8,46%, 11 punti base in più di ieri.
Da un punto di vista grafico la situazione rimane ingessata e probabilmente dovremo aspettare la giornata di venerdì per capire l'evolversi della situazione. 
Tuttavia la chiusura in rialzo dello 0,23% a quota 22058 punti può farci intuire una propensione rialzista del mercato in questa fase di indecisione. Per domani i livelli da monitorare saranno gli stessi dei giorni scorsi. 
In caso di rialzi la resistenza chiave passa a 22100 punti e successivamente a 22200 e 22300 punti. Al contrario in caso di ribassi i primi target ribassisti potrebbero essere 21950 e 21900 punti. In caso di ulteriori ribassi il listino potrebbe tornare sui 21800 ed eventualmente sul supporto chiave dei 21600 punti. 

martedì 8 marzo 2011

Milano snobba la Grecia e le incognite sui debiti europei

Il futuro della Grecia è sempre più cupo. Ieri l'agenzia di Rating Moody's ha ridotto di ben tre gradini il merito di credito della Repubblica Ellenica portandolo da Ba1 a B1 ben al di sotto del livello di  investment grade. Tale downgrade ha collocato Atene sullo stesso livello di Bielorussia e Bolivia, ritenendo che sono aumentate le probabilità di default del Paese. Immediata la reazione del governo di Atene secondo cui il taglio del rating deciso da Moody's è completamente ingiustificato perché non riflette un'obiettiva e bilanciata valutazione delle condizioni a cui il Paese sta facendo fronte. A mio parere la situazione in Grecia è estremamente grave e ritengo appropriato questo nuovo livello di rischio. Basta guardare i rendimenti dei titoli di stato Greci per capire quanto rischiosa e complicata sia diventata la situazione per la Grecia.
I bond decennali ellenici rendono il 12,82% , il massimo storico, mentre i Cds a 5 anni hanno toccato quota 1035 punti. In soldoni significa che il rischio di default della Grecia non è mai stato cosi alto fino ad oggi. 
Segnali preoccupanti in tal senso arrivano anche dai valori dei Cds dell'Irlanda (593) e del Portogallo (489). Strano che i mercati finanziari non notino che l'indice greco è in calo del 2% e che l'effetto di un possibile contagio tra i vari Piigs possa diventare qualcosa di molto vicino e pericoloso.
In questo contesto, con il Petrolio che continua a viaggiare costantemente sopra i 105 dollari al barile a New York e a 114 dollari ( il brent, vedi quotazioni) l'indice di Milano è riuscito a chiudere in rialzo dello 0,94% a quota 22353 punti grazie al buon avvio di Wall Street, ora in progresso dell'1%. 
In questi ultimi due giorni la volatilità intraday è stata molto elevata e i cambi di direzione sono stati violenti e fuorvianti. Tuttavia la chiusura odierna sembra voler ridar slancio al trend rialzista che in questi ultimi giorni è stato più volte sotto pressione. 
Per domani qualora il rialzo dovesse continuare sarà possibile un ritorno verso quota 22400 ed anche 22500. L'eventuale rottura dei 22500 punti potrebbe proiettare l'indice nuovamente sui 22700 punti. Al contrario in caso di nuovi ribassi ci sarebbe un ritorno in area 22250 punti e successivamente anche a 22200 e 22120 punti. 

mercoledì 15 dicembre 2010

Le tensioni sul debito italiano fanno scendere Milano

Chiusura in deciso ribasso per la borsa italiana quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,44% a quota 20410 punti. Durante tutta la seduta l'indice ha mostrato una certa debolezza e la chiusura vicino ai minimi di seduta è un chiaro segnale di inversione di trend di breve periodo. Probabile a questo punto un approdo in area 20200 punti e successivamente a quota 20000 punti in caso di ulteriori ribassi. L'eventuale rottura dei 20000 sarebbe un segnale piuttosto preoccupante per le prossime settimane. Da un punto di vista macroeconomico oggi il parlamento irlandese ha approvato il piano di salvataggio Ue-Fmi da 85 miliardi di euro con 85 voti favoreloli e 75 contrari. Il piano prevede 35 miliardi di euro di aiuti per il sistema bancario e 50 miliardi di euro per coprire il costo di finanziamento del debito nei prossimi tre anni. A preoccupare i mercati però ci ha pensato l'agenzia di rating Moody's che ha messo sotto osservazione il giudizio di merito sul debito spagnolo. Probabilmente nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche taglio nel rating della Spagna a causa dell'evelato debito pubblico e dei possibili problemi del settore bancario. Le tensioni hanno fatto salire lo spread tra i titoli tedeschi e quelli spagnoli a quota 254 punti portando il rendimento dei titoli decennali della Spagna al 5,59%. Vedremo se le tensioni aumenteranno ancora nei prossimi giorni.

giovedì 30 settembre 2010

Moody's taglia il rating spagnolo

Meno di 24 ore fa scrivevo di un possibile downgrade della spagna nell'articolo ( i piigs tornano sui mercati finanziari) e questa mattina la società di Rating americana  ha fatto la voce grossa: Taglio del Rating Spagnolo da AAA a AA1 con outlook stabile. La decisione di tagliare il rating della Spagna è stata motivata con l'indebolimento della crescita del Paese europeo, che viene stimata all'1% medio annuo. A pesare sul rating anche il progressivo deterioramento della situazione del debito. La situazione spagnola in realtà è ben più grave di quanto si possa pensare e credo che nei prossimi mesi potrebbe esserci qualche ulteriore sorpresa. 
Piuttosto negativa la prima reazione delle borse a questa notizia. L'indice di Milano nelle prime battute era arrivato a perdere quasi l'1% ma adesso ha ridotto le perdite allo 0,40%. Vedremo quale sarà l'evoluzione delle quotazioni. 

venerdì 7 maggio 2010

E ora Moody's chiede scusa....

Facile chiedere scusa dopo aver fatto la frittata. Pochi minuti fa è uscito un comunicato ufficiale: 
MOODY'S CHIEDE SCUSA SU "OPINIONE TROPPO SINTETICA" IN COMUNICATO STAMPA SU REPORT BANCHE


L'Italia e' tra i paesi meno a rischio sul fronte della crisi globale. E' quanto sottolinea Moody's in un rapporto dedicato al nostro paese. In particolare l'agenzia rileva che "il sistema bancario italiano e' risultato meno esposto" durante la crisi. Quanto al debito, Moody's osserva che "l'Italia ha bisogno di uno sforzo relativamente moderato per tenerlo sotto controllo". 
Ieri sono stato molto critico sulle dichiarazioni di Moody's (vedi difendiamo l'italia dalla speculazione) e oggi ho avuto la mia piccola rivincita. La tesi del complotto contro la borsa italiana, a mio avviso viene rafforzata da queste scuse ufficiali. Le dichiarazioni di ieri sono state prese malissimo dal mercato e ci vorranno dei giorni per ritornare sui livelli precedenti. Mi chiedo ancora che credibilità possano avere queste Agenzie di Rating. Ma per ora il mercato segue i loro consigli, le loro valutazioni, i loro rating. 

Per quanto riguarda la situazione sui mercati finanziari, dopo un avvio disastroso in calo del 3%, l'indice italiano è riuscito a recuperare tutto e ora viaggia leggermente in territorio positivo trascinata dai titoli bancari. 

In recupero anche il tasso di cambio euro dollaro, dopo il tracollo di ieri, che ora è scambiato a 1,272.

La volatilità resta elevatissima ed è impossibile capire come evolverà la situazione. L'apertura di Wall Street in tal senso sarà fondamentale. Il crollo di ieri sera aveva terrorizzato i mercati ma sembra che si sia trattato davvero di un errore:
Un titolo (accenture) è stato letteralmente travolto dalle vendite ieri: è passato da 42 dollari a 1 centesimo , si avete capito bene 1 centesimo, ma la cosa sorprendente è che a fine seduta ha chiuso a 41 dollari.Quel pazzo che ha comprato a 1 centesimo è diventato milionario in 30 minuti. Ecco il grafico del titolo:
 
Credo che sia necessario al più presto imporre dei limiti alle negoziazioni e alla speculazione, altrimenti "errori" come quello di ieri saranno sempre più frequenti. Mi sembra assurdo che nel 2010, l'errore di una singola persona possa costare al mondo qualcosa come 1000 Miliardi di dollari ( Il dow jones sui minimi bruciava questo ammontare di denaro in termini di capitalizzazione).