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giovedì 19 maggio 2011

Il Giappone torna in recessione


Secondo i dati resi pubblici oggi, il Pil del Giappone avrebbe subito un calo su base annua del 3,7% nei primi tre mesi del 2011, dello 0,9% rispetto al periodo ottobre-dicembre. ll dato rappresenta il peggiore crollo del Pil, dal -18,3% registrato nel primo trimestre 2009.
L'Economia Giapponese torna cosi in recessione a seguito dei tragici eventi dell'11 marzo scorso. Gli esperti parlano di dato sotto le attese ma personalmente credo di aver avuto una buona intuizione in questo articolo del 12 marzo scorso ( esplosione nucleare nella centrale) quando avevo previsto un calo del Pil giapponese in una forchetta compresa tra il 3% e il 5%. 
Considerando il tracollo del settore automobilistico (il giappone e l'effetto tsunami: la produzione di auto crolla del 57% ) credo che in questi primi mesi l'economia giapponese abbia reagito al meglio dopo le tragedie del terremoto, dello tsunami e della fusione nucleare. 
Infatti questi tre eventi hanno giocato un ruolo chiave sulla crescita del paese causando, oltre a danni alle abitazioni, tagli della corrente elettrica e di conseguenza un'interruzione della produzione delle più importanti industrie giapponesi. 
A questo punto credo che per i prossimi quattro-cinque mesi l'economia giapponese continuerà a registrare una fase di recessione ma già verso la fine dell'anno dovrebbe esserci una timida ripresa. Infatti la ricostruzione del paese riuscirà a stimolare la crescita economica e il carattere produttivo dei giapponesi aiuterà il paese ad uscire da questa difficile situazione economica. 

giovedì 28 aprile 2011

Il giappone e l'effetto tsunami: la produzione di auto crolla del 57%

Sono passati circa cinquanta giorni dalla tragedia che ha colpito il Giappone l'11 marzo scorso ( vedi il terremoto in giappone scuote anche le borse europee) e le conseguenze iniziano a vedersi anche da un punto di vista economico. 
La produzione di auto in Giappone a marzo e' crollata del 57,3% sull'anno precedente
L'Associazione nazionale dei produttori di vetture giapponesi (Jama) ha annunciato che il mese scorso sono state fabbricate solo 404.039 vetture. La catastrofe ha colpito duramente anche l'export, con un calo a marzo del 26,1% a 312.478 unita'.
La produzione domestica ha segnato crolli record per tutti i big del settore:
Non ho i dati precedenti ma penso che si tratti del peggiore calo di sempre su un singolo mese:
 -62,7% per Toyota a 129.491 unita', -62,9% per Honda a 34.754 unita' e -52,4% per Nissan a 47.590 unita'.

Gli altri dati macro giapponesi di oggi sono terrificanti:
Consumi delle famiglie giapponesi -8,5% dall'anno scorso
Produzione Industriale -15% dal mese scorso 
Il grafico sottostante parla da solo.....

Nuovi cantieri edili residenziali -2,4% rispetto all'anno precedente 

Credo che il giappone vivrà ancora dei mesi piuttosto difficili ma nella seconda metà dell'anno mi auguro che possa riprendere a pieno la propria attività produttiva ed industriale e tornare ai livelli pre-tsunami. 

venerdì 15 aprile 2011

Moody's taglia il rating dell'Irlanda

Questa mattina poco prima dell'apertura dei mercati europei la società americana Moody's ha tagliato il rating sul debito pubblico Irlandese di due livelli abbassandolo da Baa1 a Baa3. L'Outlook resta Negativo. La decisione riflette l'indebolimento finanziario del paese associato con le scarse prospettive di crescita economica e l'incertezza creata dalle regole sui nuovi coefficienti di solvibilita' richiesti dal Fondo europeo salva-stati ( European Stabilization Mechanism, in vigore dal 2013) per accedere agli aiuti finanziari. Con un merito di credito di Baa3, i titoli di stato dell'Irlanda si trovano appana un gradino sopra quello di "junk bond" cioè spazzatura.
Sembra uno scenario molto simile a quello greco e i mercati hanno accusato il colpo nei primi scambi. Milano era arrivata a perdere lo 0,5% trascinata in basso dai titoli bancari, ma ora sta provando a riportarsi sulla parità. Vedremo a fine giornata cosa accadrà. 

Piccolo aggiornamento dal Giappone: gli effetti del sisma continuano a farsi sentire sul settore produttivo. Infatti la Toyota prevede di ridurre della metà la produzione di automobili negli stabilimenti giapponesi fra il 10 maggio e il 3 giugno, a causa dei problemi cui fanno fronte i suoi fornitori dopo lo Tsunami dell'11 marzo scorso. Credo che ci vorrà ancora qualche mese prima che il Giappone possa rimettersi in piedi e provare a riprendersi da questa calamità. 

lunedì 4 aprile 2011

In una giornata apatica, Saipem vola ai massimi storici!

Giornata a dir poco noiosa in borsa quella odierna. Dopo qualche minuto di volatilità in apertura di seduta, l'indice Ftse  Mib si è assestato in un range di 100 punti per tutta la giornata, attorno ai 22000 punti,  per chiudere a quota 22007 punti in rialzo dello 0,18%. Non ci sono stati grandi spunti a parte qualche buona opportunità di acquisto su Saipem, salita dell'1,8% a quota 38,43  sui nuovi massimi storici e su intesa-San Paolo passata da un minimo di 2,0280 ai 2,13 di chiusura. 
Per quanto riguarda i dati macro non ci sono state notizie di rilievo quest'oggi a parte l'indice dei prezzi di produzione europei saliti dello 0,8% nell'ultimo mese. 
Leggermente meglio delle attese il rapporto dell'istat sui conti italiani. Il rapporto deficit-pil nel 2010 è stato del 4,6% contro il 5,3% del 2009. Tuttavia a mio avviso la strada per il risanamento dei conti pubblici italiani è ancora piuttosto lunga e tortuosa. 
Apro una piccola parentesi sul Giappone: 
Quest'oggi la Tepco ha deciso di travasare nell'oceano qualcosa come 11.500 tonnellate di acqua radioattiva accumulate durante i vari tentativi di raffreddamento dei reattori. L'operazione servirà a fare spazio nell'impianto ad altra acqua che presenta dei livelli di radioattività maggiore. 
Nel frattempo la crepa di 20 cm al reattore n.2 di Fukushima ancora non è stata chiusa e gli operatori della centrale continuano a lottare per limitare le fuoriuscite radioattive.
Personalmente non sono un esperto di danni ambientali ma credo che tutta la zona adiacente all'impianto (30km di raggio) non sarà più utilizzabile dalla popolazione giapponese per svariati anni e questo avrà degli effetti economici  non del tutto trascurabili per il Giappone. 
Per quanto riguarda l'oceano credo che pian piano riuscirà a smaltire tutta quest'acqua radioattiva ma le ripercussioni nel breve periodo sul settore ittico saranno piuttosto pesanti e non solo a livello locale. 

Per quanto riguarda la situazione grafica, il nostro indice continua a rimanere in trading range tra i 22100 e i 21600 punti già da qualche giorno. L'eventuale rottura di uno di questi due livelli nelle prossime sedute darà un impulso piuttosto violento alle quotazioni. Difficile fare delle previsioni in tal senso anche perchè i listini americani si trovano nella stessa situazione di incertezza. 
Per domani in caso di nuovi rialzi le prime resistenze transitano in area 22080-22100 punti e successivamente a quota 22200 e 22300 punti. Al contrario in caso di ribassi i primissimi supporti passano a quota 21900 e 21790 punti . In caso di ulteriori affondi probabile un ritorno a 21700 e successivamente sul livello chiave dei 21600 punti. 

venerdì 1 aprile 2011

I CDS (Credit Default Swaps) tornano a correre, una breve analisi dei Piigs e non solo..

Aggiornamento dai mercati. I Credit Default Swaps di alcuni paesi sono saliti vertiginosamente durante la seduta odierna. In alcuni casi i rialzi hanno sfiorato l'8%! 
La situazione greca appare giorno per giorno insanabile , ormai i cds viaggiano costantemente oltre quota mille (1046 per la precisione), lasciando trasparire difficoltà economiche sempre più gravi. A ruota segue l'Irlanda funestate dalle difficoltà del settore finanziario di cui parlavo nell'articolo precedente. Dublino è il secondo paese più a rischio default in Europa ( Cds a 662 punti) e credo che la Bce dovrà inventarsi qualcosa per aiutare questo paese. Il pil Irlandese è pari a 287 Miliardi di euro; in termini percentuali sarebbe necessario un 8% di pil irlandese solo per ricapitalizzare alcune delle banche più in difficoltà. Non so dove il governo irlandese possa trovare simili cifre se non all'estero (BCE, FMI, o simili).
In netta difficoltà anche il Portogallo (cds a 587 punti) che si trova ad affrontare probabilmente la peggiore crisi economica della storia recente senza alcun governo. Gli ultimi dati inoltre sono alquanto preoccupanti: Deficit di bilancio 2010 balzato all'8,6% (contro aspettative del 7,3%) . Ovviamente il mercato si è accorto di tutti questi problemi e chiede un rendimento dell'8,4% per i titoli decennali portoghesi, (ben il 5% in più di un equivalente titolo tedesco). 
La Spagna ( cds a 236 punti) tutto sommato ha dei problemi ma a mio avviso ha ancora margini di manovra per evitare il peggio. Qualora i Cds Spagnoli arrivassero oltre quota 300 allora la situazione tornerebbe critica. 
L'Italia zoppica, non cresce, ha mille problemi, ma rispetto agli altri Piigs è messa meno peggio e negli ultimi giorni i suoi Cds sono tornati a livelli accettabili (152 punti). Un eventuale ritorno sopra quota 200 dovrebbe far scattare i primi campanelli d'allarme. 
Attenzione alla prossima riunione della Bce in materia di tassi di interessi. Un eventuale rialzo dei tassi di interesse dello 0,25%, costerebbe all'Italia circa 4,7 Miliardi di euro all'anno di maggiori interessi da pagare. E questo andrebbe a incidere negativamente sia sul deficit corrente, sia sul rapporto debito/Pil ormai proiettato verso il 123% a fine 2011.
P.s. non guardiamo solo ai Piigs, anche la rischiosità del Giappone è cresciuta notevolmente nell'ultimo mese causa terremoto-incidente nucleare di Fukushima, e voglio ricordare che il Giappone ha un rapporto debito/Pil superiore al 200%. 

martedì 15 marzo 2011

Borse in ribasso dopo la crisi nucleare


Questa immagine  di qualche ora fa della centrale nucleare di Fukushima vale più di mille parole. La situazione nelle ultime ore si è stabilizzata sopratutto nel reattore n.2 dove il livello dell'acqua di raffreddamento sta tornando normale anche se si ipotizza un danno al nocciolo interno del reattore. Ben diversa invece la situazione del reattore n.4 dove la temperatura è altissima e si pensa ad un intervento con elicotteri per raffreddare il combustibile nucleare. Il livello di gravità dell'incidente rimane a livello 4 ( su una scala da 1 a 7) anche se per molti esperti e per l'autorità di sicurezza nucleare francese dovrebbe essere portato a livello 6, uno grado in meno della tragedia di Chernobyl.
Per seguire in tempo reale le radiazioni a Tokio basta collegarsi al link che trovate qui . 
L'effetto sulle borse europee di questa tragedia è stato ovviamente negativo ma tutto sommato limitato grazie al recupero di wall street delle ultime ore. 
A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 2,01% a quota 21365 punti con volumi molto elevati. Sul derivato italiano sono stati scambiati oltre 66000 contratti, e si sa che i volumi sono piuttosto indicativi quando coincidono con la rottura di alcuni importanti livelli. 
Dal grafico sottostante risulta evidente la continuazione del trend ribassista in corso, tuttavia la tenuta del supporto attorno ai 21000 punti ha innescato un violento recupero che ha fatto recuperare al nostro indice oltre 300 punti. Per domani qualora il recupero dovesse continuare è probabile un ulteriore allungo verso i 21400 e 21500 punti. Eventuali ulteriori allunghi oltre i 21600 punti potrebbero innescare nuovi acquisti con target 21800 punti. 
Al contrario in caso di ulteriori ribassi è possibile un ritorno a 21200 punti ed eventualmente a 21000 punti. Eventuali ulteriori ribassi potrebbero portarci a 20800 punti ed anche a 20600. 
Attenzione domani alla borsa giapponese, in 2 giorni ha perso il 17% e non escludo qualche rimbalzo violento qualora la situazione con le centrali nucleari dovesse migliorare. 

Aggiornamento dai mercati..anche l'Europa crolla

Drastica accelerazione ribassista per i mercati europei in questi ultimi minuti. I precedenti supporti sono stati rotti come burro e il Ftse Mib si è spinto fino ai 21000 punti (-3,7%) mentre il Dax tedesco è in calo del 5% e i future sugli indici americani sono in calo del 2,6%. 
Difficile dire cosa accadrà da qui alla chiusura dei mercati ma i nervi sono a fior di pelle e i volumi sono elevatissimi ( scambiati già 25000 contratti del Fib) mentre sono state violate alcune medie mobili di lungo periodo. 
A scatenare quest'ulteriore ondata ribassista la notizia relativa al reattore numero 4 di Fukushima come riporta la Repubblica: 
" Potrebbe essere in ebollizione il combustibile nucleare esaurito custodito nel bacino di stoccaggio presente all'interno del reattore 4 nella centrale atomica di Fukushima 1: lo ha reso noto la Tepco. A causa dell'ebollizione il livello dell'acqua potrebbe dunque abbassarsi, rendendo più grave il pericolo di fusione del nocciolo".

Vi allego due grafici molto interessanti
Questo qui a sinistra è dei   Cds a 5 anni della Tokyo Electric Power Company che  stanno salendo in linea retta. Oggi a quota 386 punti +159% da ieri!! 










Il secondo grafico invece è relativo al Cds a 5 anni del Giappone, salito questa mattina a  115 punti in rialzo del 19% da ieri. Insomma in soldoni la rischiosità del paese è aum

lunedì 14 marzo 2011

Fusione nucleare in 3 reattori giapponesi! Tokio Crolla, le borse europee scendono.

Situazione allarmante in Giappone. In base alle ultime notizie le barre di combustibile del reattore 2 della centrale di Fukushima sono rimaste completamente esposte all'aria per due ore e mezzo; una situazione che con ogni probabilità ha innescato il surriscaldamento e la fusione del nucleo del reattore. Le barre sono rimaste esposte perché una pompa antincendio che versava l'acqua del mare nel reattore per raffreddarlo è rimasta a corto di carburante.
Situazione simile anche per il reattore 1 e 3 della stessa centrale. L'immagine sottostante spiega in breve il funzionamento del reattore nucleare di fukushima.



Foto del sole 24 ore



La borsa di Tokio ha accusato il colpo stamane chiudendo in calo del 6,18%. Come avevo ipotizzato fin da sabato sera la ricostruzione post-terremoto-tsunami-emergenza nucleare costerà minimo 180 Miliardi di dollari pari al 3% del Pil giapponese ( stime di analisti di Credit Suisse e Barclays ) .
Probabile domani un nuovo tonfo per il listino giapponese che potrebbe andare fino a 9000 punti. 
Le implicazioni per il Giappone a seguito di questi problemi negli impianti nucleari potrebbero esser ancor più gravi. 
1) i reattori che sono stati raffreddati con acqua di mare non potranno mai più essere utilizzati per produrre energia e questo ridurrà la capacità energetica giapponese di molti gigawatt per vari mesi.
2) a seguito dei numerosi black-out e dei problemi energetici del paese sia la Nissan che la Toyota ed altri marchi giapponesi terranno chiusi gli impianti produttivi per alcuni giorni.
3) Ipotizzando che una nube tossica si diriga su Tokyo, ci potrebbe essere una fuga di ben 15 Milioni di persone dalla metropoli Giapponese, e gli effetti economici sarebbero incalcolabili. 
4) Nelle prossime settimane ho paura che il Giappone possa subire un Down-grade sul proprio debito pubblico poichè i Cds di alcune società leader stanno salendo vertiginosamente. ( Toyota + 27% , Toshiba +30%, Honda +32%, e ovviamente la Tokyo Electric Power Company +251%)

Le borse europee invece hanno reagito in maniera diversa all'evento giapponese ma alla fine hanno chiuso in territorio negativo. 
Dax -1,65%
Cac 40 -1,3%
EuroStoxx -1,1%
Il Ftse Mib ha perso solo lo 0,27% a quota 21804 punti aiutato dal rally dei titoli bancari dopo il pacchetto di aiuti extra provenienti dalla Bce per i Piigs. 

Questa mattina l'indice italiano era arrivato a guadagnare oltre l'1% ma poi nel corso della giornata si è indebolito per chiudere poi in ribasso vicino ai minimi di seduta. Graficamente parlando il trend rimane impostato al ribasso e la rottura di alcune medie mobili importanti dovrebbe allertare gli investitori di lungo periodo. L'eventuale rottura dei 21700 punti potrebbe essere la conferma definitiva della fine del trend rialzista di medio periodo. Eventuali ulteriori ribassi potrebbero spingere il nostro indice rapidamente  a 21500 punti e nelle prossime sedute anche a 21000 punti. Al contrario in caso di recupero le prime resistenze transitano in area 22000 punti 

sabato 12 marzo 2011

Esplosione nucleare nella centrale di Fukushima!! Allarme rosso in Giappone!

La situazione in Giappone si aggrava di ora in ora e quest'oggi c'è stata una esplosione nella centrale nucleare di Fukuskima ( è tra le 25 centrali nucleari più grandi al mondo). Questa mattina attorno alle 9 ora italiana si è appreso da fonti giapponesi che il tetto e le mura dell'edificio che ospitano il reattore nucleare di Fukushima sono crollate distruggendo anche la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori. Al momento si riscontrano 3 contaminati dalle radiazioni nucleari e sono sotto osservazione altre 90 persone residenti nelle zone adiacenti alla centrale. 
Nel frattempo le autorità giapponesi hanno evacuato oltre 210.000 persone che si trovavano entro i 20 km dalla centrale nucleare e nelle prossime ore dovrebbero distribuire dello iodio come terapia anti-radiazioni a queste persone. 
Qui in basso il video della nube radiottiva mentre esce dalla centrale nucleare.




Gli esperti parlano di radiazioni molto al di sopra della norma: le radiazioni ricevute in un'ora da una persona che si trova nel sito della centrale nucleare di Fukushima corrispondono al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno. 
In questo momento le scosse di assestamento ( molto violente, anche del 5-6 grado della scala richter ) stanno rendendo le operazioni di salvataggio e di messa in sicurezza dell'impianto molto complicate. Si sta cercando di raffreddare il reattore con acqua di mare, proprio per la situazione di emergenza.
Secondo fonti francesi la nube si sta dirigendo verso il pacifico e la situazione viene monitorata con attenzione.
Tuttavia la paura tra il popolo giapponese è molto alta e gli abitanti di Tokio stanno facendo incetta di beni di prima necessità e di benzina per abbandonare la città. Presi d'assalto anche i pochi convogli ferroviari funzionanti.

Per quanto riguarda il bilancio dei morti, le ultime stime parlano di 1700 morti e di oltre 10.000 dispersi. Alquanto allarmante la situazione del Giappone: 
1,4 Milioni di abitazioni senza acqua potabile
3 Milioni di persone sono senza elettricità


Da varie ricerche è emerso che il terremoto del 1995 fece calare il Pil del Giappone del 2,5%. Il terremoto di ieri è stato il 5° sisma più forte della storia e sicuramente avrà effetti disastrosi anche sul Pil 2011 del Giappone ( a mio avviso in una forchetta dal 3% al 5% in meno rispetto al 2010). 
Per gli altri effetti economici del sisma vi rimando al mio precedente articolo: 


http://thebesttrader.blogspot.com/2011/03/il-terremoto-in-giappone-scuote-anche.html

venerdì 11 marzo 2011

Il terremoto in Giappone scuote anche le Borse Europee: Milano -1%


Questa mattina il mondo non è più lo stesso dopo il tremendo terremoto che ha sconvolto il Giappone alle 6 e 46 ora italiana. Qui il link dell'evento sismico (terremoto giappone (INGV). Il sisma di magnitudo 8.8 è il più forte degli ultimi anni in Giappone e ha provocato migliaia di morti ( per ora se ne contano 1000) ed enormi danni sia alle infrastrutture giapponesi. Tuttavia c'è da elogiare le tecniche di costruzione usate in Giappone. Secondo un Geologo italiano un terremoto della stessa magnitudo avrebbe raso al suolo l'italia, con  intere città distrutte e scenari apocalittici e decine di migliaia di morti. Tutto sommato le case giapponesi hanno reagito bene a questo sisma spaventoso. 
A provocare i danni maggiori è stato lo Tsunami che si è creato a seguito del terremoto che ha provocato onde alte anche 10-15 metri che hanno invaso numerose città delle coste giapponesi. Vi lascio alcune immagini davvero spaventose di questo evento.

Circa 15 anni fa, nel 1995 ci fu un altro tremendo terremoto che sconvolse il giappone con oltre 6000 morti e 300.000 giapponesi rimasero senza casa.
La violenza del sisma ha provocato uno spostamento di 10 centimetri dell'asse terrestre secondo l'Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
La situazione più preoccupante al momento riguarda la centrale nucleare di Fukushima dove è aumentato il livello delle radiazioni dell'edificio della turbina. 

Sono vicino al popolo giapponese e spero che tutto il mondo contribuisca a riportare alla normalità la situazione. 
Ahime non posso non parlare delle implicazioni economiche di questo disastro:
Il Giappone è la terza economia al mondo e qualora ci fossero delle implicazioni per la sua economica gli effetti si farebbero sentire in tutto il mondo. 
1) L'effetto immediato che mi aspetto nelle prossime settimane sarà un apprezzamento dello Yen nei confronti delle altre valute, in particolare Dollaro ed Euro. Probabilmente molti Giapponesi vorranno partecipare alla ricostruzione del paese e faranno tornare indietro i propri investimenti all'estero. ( Non a caso il cambio Usd/yen oggi è sceso a 81,88 -1,3% da ieri ed Euro/Yen a 113,63 -0,7% da ieri.) Mi aspetto un'apprezzamento minimo del 5% nel prossimo mese ma non escluderei apprezzamenti anche del 10-15% nei prossimi 3 mesi. 
2) Crollo della borsa giapponese. Molti titoli potrebbero perdere dal 15-20%, in particolare il settore assicurativo e bancario. Non a caso il Nikei è sceso quasi del 2% oggi su queste preoccupazioni. 
3) Debito pubblico. Ahimè il Giappone è il paese più indebitato al mondo, siamo vicini al 200% nel rapporto debito/Pil e i costi della ricostruzione andranno a incrementare questo rapporto. Difficile pensare anche ad una politica fiscale più accomodante o ad un taglio dei tassi d'interessi da parte della banca centrale Giapponese ( valori già portati al minimo durante la crisi finanziaria). 
4) Pil. Nell'ultimo trimestre del 2010 il Pil giapponese è sceso dello 0,3% e probabilmente anche a seguito di questo terremoto rimarrà negativo anche nel primo trimestre del 2011. 
Gli effetti del terremoto hanno paralizzato tutto il settore aereo ( oltre 10.000 persone bloccate nell'aeroporto di Tokio) e mandato in tilt il sistema ferroviario e navale giapponese. Le ripercussioni per tutte le compagnie interessate sono elevatissime e potrebbero condizionare notevolmente la debole ripresa economica in Giappone. 

Effetti a cascata sul mondo occidentale, di cui preferisco non parlare per il momento ma l'andamento dei mercati europei dovrebbe lanciare qualche preoccupazione agli investitori. 
Ftse Mib - 1% 
Dax -1,16%
Cac 40 -0,9% 
Eurostox -0,9%

Da segnalare la rottura dei 7000 punti del Dax quest'oggi, livello chiave per la dinamica di medio periodo dell'indice Tedesco. 

Per quanto riguarda il Ftse Mib guardando il grafico settimanale si può osservare come il trend sia tornato ribassista a partire da mercoledì pomeriggio. La rottura odierna dei 22000 punti con gap ribassista, gap chiuso poi nei successivi scambi, è stata molto significativa da un punto di vista grafico e lascia intuire una certa pressione ribassista sul nostro indice. Attenzione lunedì al supporto dei 21820-21800 punti, dove transitano varie medie mobili di medio periodo. L'eventuale rottura di questo livello porterà rapidamente l'indice a 21700 punti e successivamente anche a 21600-21500 punti. Al contrario in caso di rimbalzi prevedo un ritorno in area 22000-22080 punti ed eventualmente anche 22200 punti. 
Da monitorare l'andamento di Wall Street. Al momento in rialzo dello 0,5%  a 1302 punti,  sopra il supporto chiave di 1290 punti per Sp500 toccato in apertura. Qualora venisse rotto questo livello lo scenario potrebbe cambiare rapidamente.