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giovedì 26 gennaio 2012

Allarme Piigs!!!


Tranquilli non li abbiamo dimenticati... i Piigs sono sempre qui tra noi, e forse messi anche peggio rispetto all'ultima volta. Basta guardare i livelli dei CDS sottostanti:


Come si può osservare i CDS della Grecia a 5 anni quotano alla stratosferica cifra di 5255 punti, quelli del Portogallo ben 1551 punti, quelli dell'Irlanda a 624 punti, Italia a 418 e Spagna a 359 punti. Attenzione anche ai CDS dell'Ungheria che hanno raggiunto i 576 punti. 
A destare le preoccupazioni maggiori sono i rendimenti dei titoli di stato della Grecia e del Portogallo:

Il rendimento dei titoli a 1 anno della Grecia hanno raggiunto il 437%! Come già scritto negli articoli precedenti, a meno di provvedimenti straordinari dell'ultimo minuto la Grecia farà default entro il 20 marzo 2012. 


Quello che però inizia a spaventare è l'effetto contagio agli altri paesi periferici d'Europa. In particolare mi riferisco al Portogallo, che ha visto crescere al 14,8% il rendimento dei titoli decennali. Anche in questo caso la situazione è diventata insostenibile e credo che nel giro di 1 anno il Portogallo sarà costretto a dichiarare default. 


E non dimentichiamoci dell'Italia: Sebbene la situazione sia nettamente migliorata sulle scadenze a breve termine, su quelle a lungo permangono ancora notevoli difficoltà. Quest'oggi infatti il rendimento dei titoli decennali permane sopra il 6% ( 6,052%) valore tutt'altro che rassicurante per il lungo periodo. Oltretutto osservando con attenzione il trend di questa curva a partire da settembre si può osservare una chiara intonazione rialzista. A mio avviso soltanto il ritorno al di sotto del 5,5% potrà essere considerato come un chiaro segnale distensivo per lo scenario macroeconomico italiano.  
Per la cronaca domani ci sarà uno sciopero generale totale in italia ( mezzi pubblici, treni, etc) dopo il dramma dei giorni scorsi dello sciopero dei tir che sta paralizzando la produzione, i rifornimenti di benzina e i consumi alimentari degli italiani. Siamo proprio sicuri che il peggio sia alle nostre spalle? 



giovedì 23 giugno 2011

I Piigs affossano nuovamente le borse: Milano perde il 2,7%


Chiusura in netto calo per le borse europee anche quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato una perdita del 2,73% a quota 19468 punti, chiudendo vicino ai minimi di seduta. Particolarmente colpiti dalle vendite i titoli bancari: Mps -5%, Banco popolare -4,5%, Intesa San paolo -4,3%, Unicredit -5%. Crolli violenti anche per Fondiaria (-9,9%), Mediaset (-6,7%) ed Stm (-5,6%). 

A spaventare i mercati è stato il discorso di ieri sera di Bernanke che nonostante abbia escluso rialzi dei tassi di interessi nel breve termine  si è detto preoccupato sullo stato di salute dell'economia americana.Infatti, secondo il N1 della Fed la vera ripresa dovrebbe esserci nel 2012. 
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il presidente della Bce, Trichet, che nell'incontro di ieri ha detto che siamo di fronte ad un allarme rosso per la stabilità finanziaria dell'Unione Europea. 

Il messaggio lanciato è che "la relazione che intercorre tra i problemi del debito e le banche è la piu' grave minaccia alla stabilita' finanziaria dell'Unione Europea"

In questo contesto, sono finiti sotto i riflettori ancora una volta i Piigs : 
Rendimenti dei titoli di stato a 10 anni Grecia: 16,87%
Rendimenti dei titoli di stato a 10 anni Irlanda: 11,84%
Rendimenti dei titoli di stato a 10 anni Portogallo: 11,42%
Rendimenti dei titoli di stato a 10 anni Spagna: 5,63%
Rendimenti dei titoli di stato a 10 anni Italia: 4,93%

Da segnalare che lo spread tra titoli a 10 anni dell'italia e titoli a 10 anni della Germania ha superato il 2% quest'oggi portandosi al 2,07%. Questa tensione spiega perchè il listino milanese è stato insieme all'indice spagnolo Ibex 35 il fanalino di coda d'europa.  

Da un punto di vista grafico, per quanto concerne il nostro indice Ftse Mib, la situazione torna nuovamente negativa. Infatti la violenta rottura dei 20.000 punti ha innescato quest'oggi delle vendite cospicue che hanno riportato l'indice al di sotto dei 19500 punti. Per domani probabile un tentativo di rimbalzo delle quotazioni anche se non escluderei un ritorno sui livelli di dicembre 2010 a quota 19000 punti. 
Attenzione anche a Wall Street dove i prezzi si stanno avvicinando pericolosamente alla media mobile a 200 giorni. 

Da segnalare anche il crollo del prezzo del Petrolio a New York (- 4,4% a quota 91 dollari) e il crollo dell'Euro nei confronti del dollaro a quota 1,413 ( -1,3% da ieri). 

martedì 21 giugno 2011

Scatta il rimbalzo a Milano: Ftse Mib + 2,08%

Giornata di recupero quella di oggi in borsa. Dopo la paura e i crolli dei giorni scorsi, sono scattati finalmente gli acquisti, che hanno riportato un po di sano ottimismo sui mercati azionari internazionali. A fine seduta l'indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 2,08% a quota 20102 punti. 


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Graficamente sembra essersi completato un morning star, una tipica figura di inversione rialzista, sul nostro indice che lascia qualche speranza rialzista per i prossimi giorni. La chiusura sui massimi di seduta è indubbiamente un segnale positivo che conferma in pieno l'inversione rialzista in atto. Tuttavia, soltanto il superamento dei 20200 punti ed in seguito dei 20400 punti potrebbe violare il downtrend in corso degli ultimi 2 mesi, che ha portato il nostro listino da 22600 punti fino ai 19500 punti di ieri pomeriggio.
L'eventuale superamento della resistenza chiave, in area 20500 punti, dovrebbe essere interpretato come un segnale di forza del mercato con successivo target a 21000 e 21200 punti. 
A questo punto la riunione di questa sera del parlamento greco sarà di fondamentale importanza per la prossima evoluzione delle quotazioni. Infatti qualora venisse approvato il piano di austerity proposto, verrebbe sbloccata la quinta tranche di aiuti da 12 Miliardi di euro da parte della Bce e Fmi, di cui parlavo nei giorni scors e il mercato dovrebbe reagire violentemente al rialzo. 
Il mercato quest'oggi ha anticipato una votazione positiva in tal senso e di conseguenza i rendimenti dei titoli di stato dei vari piigs sono scesi nettamente. 
Btp decennale italiano 4,81%
Bond decennale spagnolo 5,48%
Bond decennale portoghese 11,12%
Bond decennale irlandese 11,39%
Bond decennale greco 16,97%
Bond a 5 anni greco 19,63%
Bond a 2 anni greco 27,64%

Chiaramente la situazione rimane molto complessa per la Grecia, per l'Irlanda e per il Portogallo ma qualche timido segnale di miglioramento si intravede.  



mercoledì 15 giugno 2011

Esposizioni Banche Europee sul Debito Greco

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In base agli ultimi dati disponibili (dicembre 2010) presso il sito della Bis (Banca dei Regolamenti internazionali) l'esposizione complessiva dei vari paesi europei sul debito pubblico greco è ben più grave di quanto si pensi:
L'esposizione totale dei 24 paesi considerati ( Ue ed Extra-Ue) è pari a 206 Miliardi di euro, di cui 146 Miliardi in titoli e 60 in derivati. 
Analizzando nel dettaglio le varie esposizioni si scopre che le banche europee hanno gran parte di questi titoli per un ammontare complessivo pari a 162 Miliari di euro, di cui 136 Miliardi in titoli e 26 Miliardi in derivati. 
La Francia è indubbiamente il paese più esposto con 65 Miliardi di euro (di cui 57 Miliardi di euro in titoli e 8,3 Miliardi in derivati), motivo per il quale la società di rating Moody's ha espresso le sue preoccupazioni sul settore bancario francese. 
A seguire c'è la Germania con una esposizione di 40 miliardi di euro ( di cui 34 Miliardi in titoli e 6 Miliardi in derivati) mentre l'Italia ha un'esposizione limitata a 5,7 Miliardi di euro (di cui 4 Miliardi in titoli e 1,7 Miliardi in derivati). 
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Per quanto riguarda i paesi che si trovano al di fuori dell'Europa i più esposti sono gli Stati Uniti d'America con oltre 41 Miliardi di euro ( di cui ben 34 in derivati) e la Gran Bretagna con quasi 19 Miliardi di euro ( di cui 14 Miliardi in titoli e 5 miliardi in derivati). Seguono poi la Svizzera con 4,3 Miliardi di euro ( di cui 1,5 Miliardi in derivati) e il Giappone con 1,7 Miliardi di euro. 

Nel frattempo continuano a salire a nuovi record storici i rendimenti sui titoli di stato della Grecia. 
Rendimento dei titoli di stato a 2 anni della Grecia è salito al 28,05% 
Rendimento dei titoli di stato a 5 anni della Grecia è salito al 20,28%
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Grecia è salito al 17,90% 

Guardando questi dati, qualora la Grecia optasse per non ripagare il proprio debito pubblico, mi sembra abbastanza evidente il pericolo di un effetto contagio in tutta europa, in particolare in Francia e in Germania, ma anche in  Inghilterra e negli Stati Uniti. Tuttavia credo che anche gli altri Piigs soprattutto Irlanda e Portogallo finirebbero immediatamente nel mirino della speculazione internazionale. 

Non a caso il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 11,48%, quello dei titoli di stato portoghesi ha invece toccato il 10,68%, quelli spagnoli il 5,53%, mentre il Btp italiano a 10 anni rende il 4,83%.
 






lunedì 6 giugno 2011

Per Milano un'altra giornata negativa. Ftse Mib -1,37%

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Ennesima chiusura negativa per l'indice italiano Ftse Mib. A fine seduta Piazza Affari ha accusato un calo dell'1,37% a quota 20525 punti. Dal grafico si può notare come il trend degli ultimi 5 giorni sia stato negativo e che il recupero andato in scena venerdì sia stato solo l'ennesimo falso segnale di quest'ultimo periodo. A questo punto la giornata di domani rischia di essere determinante per l'evoluzione futura delle quotazioni. Infatti qualora venisse violato il supporto passante in area 20450-20400 punti lo scenario tecnico peggiorerebbe notevolmente e l'indice potrebbe rapidamente scendere in area 20200 e successivamente a 20.000 punti. Al contrario in caso di rimbalzi i prezzi troveranno i primi ostacoli nella resistenza posta a 20600 punti e successivamente a 20700. Tuttavia soltanto il superamento dei 20850-20900 punti potrebbe innescare un'inversione tecnica di breve periodo. 

Da un punto di vista macroeconomico i rendimenti dei titoli di stato dei Piigs seppur ancora su livelli altissimi sono in leggero calo dai massimi della settimana scorsa: 
Rendimento titoli di stato della Grecia a 2 anni: 22,67%
Rendimento titoli di stato della Grecia a 5 anni: 16,61%
Rendimento titoli di stato della Grecia a 10 anni: 15,84%
Rendimento titoli di stato dell' Irlanda a 10 anni: 10,67%
Rendimento titoli di stato del Portogallo a 10 anni: 9,73%
Rendimento titoli di stato della Spagna a 10 anni: 5,27%
Rendimento titoli di stato dell' Italia a 10 anni: 4,65%


giovedì 26 maggio 2011

Milano torna debole: Ftse Mib - 0,7%

Giornata da forti emozioni quella odierna. Dopo un'avvio in netto rialzo, l'indice principale di Milano si era riportato sopra i 21000 punti attorno alle 10 di mattina  trascinato al rialzo dai titoli bancari. Nel corso della mattinata le quotazioni hanno ripreso a scendere gradualmente per poi girare in negativo verso metà seduta per chiudere a quota 20668 (-0,71%) A gettare nello sconforto gli investitori sono stati i cattivi dati macroeconomici provenienti dall'America.

Pil Usa + 1,8% contro attese di +2,2%

Infatti Dopo la crescita del 3,1% nel quarto trimestre dell'anno scorso, l'incremento del Pil reale degli Stati Uniti ha subito un rallentamento evidenziando un rialzo dell'1,8% (confermando i dati preliminari) nei primi tre mesi dell'anno.I nuovi dati pubblicati questo mese hanno mostrato livelli di consumo (che rappresentano circa il 70% dell'economia Usa) meno alti del previsto. Le spese nell'investimento immobiliare non residenziale sono risultate in salita come anche delle scorte di inventario rispetto agli annunci precedenti ma contemporaneamente si è verificato un ampliamento del deficit commerciale americano. 

Peggiori del previsto anche i sussidi di disoccupazione in america che sono saliti a 424 mila unità contro attese di 400 mila unità. Leggermente meglio del previsto le richieste di disoccupazione continua che si sono attestate a 3,690 milioni di unità.

Guardando questi dati macro la situazione economica americana appare ancora in netta difficoltà e credo che la fine del quantitative easing da parte della Fed il 30 giugno 2011 non aiuterà di certo la ripresa economica. Anzi...vedremo se Bernanke e soci decideranno di studiare altre soluzioni per rilanciare l'economia. 

Per quanto riguarda la situazione dei Piigs ad allarmare è ora l'Irlanda:
Il Grafico sottostante mostra il rendimento dei titoli decennali irlandesi che oggi hanno raggiunto un nuovo record storico all'11,05%. 


In calo invece i rendimenti a 10 anni della Grecia (16,37%), del Portogallo (9,61%), della Spagna (5,29%) , dell'Italia (4,714%).   

Come riporta Reuters molto complicata rimane la situazione greca: 

La Grecia rischia di non ricevere la prossima tranche di aiuti dal Fmi, con scarse possibilità che l'Europa possa coprire il buco. Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker.

"Il Fmi può essere attivo solo se c'è una garanzia di rifiananziamento per 12 mesi" ha affermato, aggiungendo di non ritenere che Ue, Bce e Fmi riconosceranno che tale condizione è stata soddisfatta.

Il presidente dell'Eurogruppo ha aggiunto che se il fondo monetario internazionale non dovesse pagare la prossima tranche alla Grecia, allora ci saranno pressioni sui riluttanti paesi europei perché lo facciano loro.

Il Fmi si aspetta che gli europei intervengano al suo posto e si facciano carico della prozione di finanziamento del Fmi".

Juncker ha aggiunto: "Questo non funzionerà perché certi parlamenti ( Germania, Finlandia, Paesi bassi e anche altri ) non sono pronti a farlo.

Insomma la Grecia rischia grosso da qui alla fine di giugno e anche l'euro-dollaro che è immediatamente crollato dopo queste dichiarazioni da 1,42 a 1,4080. 

Da un punto di vista tecnico la situazione appare impostata al ribasso e il recupero andato in scena nelle ultime 30 ore e poi smentito nel pomeriggio odierno rischia di essere soltanto un rimbalzo durante un trend ribassista.  

Abbastanza eloquente a riguardo è l'andamento di alcuni titoli del settore bancario: ad esempio intesa san paolo è passata da 1,65 euro a 1,82 in due giorni per chiudere oggi a 1,74...



Per domani quindi sarà di fondamentale importanza la tenuta dei 20500-20550 punti per il Ftse Min altrimenti è probabile un rapido ritorno in area 20400 e successivamente a 20200 e 20000 punti. Al contrario il ritorno sopra i 20800 punti potrebbe anticipare un nuovo mini-trend rialzista con target 21020 punti dove transita a questo punto una resistenza molto importante.  

lunedì 23 maggio 2011

Milano crolla del 3,3% e ora la situazione si fa pericolosa

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Chiusura in deciso ribasso per il listino milanese quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,32% a quota 20532 punti. Le vendite hanno colpito tutti i settori dagli industriali ai bancari a causa delle tensioni sui debiti pubblici dei Piigs. Va ricordato però che quest'oggi molti titoli hanno staccato il dividendo, influendo complessivamente per un buon 1,8-1,9% sul calo odierno. 
Guardando il grafico si può notare che quest'oggi si è creato un gap down molto ampio e pericoloso. La rottura della media mobile a 200 giorni è un chiaro segnale di debolezza del nostro listino che a questo punto sembra proiettato sul supporto dei 20000 punti. Anche il Macd segnala una tendenza ribassista dei prezzi che non lascia molte speranze per il lungo periodo. Per domani probabile qualche tentativo di rimbalzo verso quota 20600 e successivamente a 20700-20750 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi gli ultimi supporti transitano in area 20500, 20300 punti e poi a 20000. Teoricamente il gap odierno  da una parte, potrebbe essere chiuso nel giro di poche sedute ( fino a 21200 punti) ma dall'altro potrebbe rappresentare un gap di rottura che indicherebbe nuovi ribassi per le prossime settimane. Difficile dire in questo momento cosa potrà accadere anche perchè la situazione macroeconomica internazionale sta diventando rovente. 

Questo grafico rappresenta l'andamento dei cds a 5 anni (credit default swap) italiani. Oggi sono risaliti a quota 170 punti base, il livello più alto dagli ultimi due mesi.  
Contemporaneamente lo spread tra titoli decennali italiani e titoli decennali tedeschi ha raggiunto 1,79% tornando su livelli piuttosto alti. 

A preoccupare è sempre la situazione della Grecia :
Dal grafico sottostante si può notare che il rendimento dei titoli decennali di Atene ha raggiunto il 17,03%.

Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato della Grecia a 5 anni offrono un rendimento del 17,76%, e quelli a 2 anni del 26,25%. 
Secondo alcune indiscrezioni restano 2 mesi di vita alla Grecia prima di andare in Default. 

In peggioramento anche la situazione degli altri Piigs:
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 10,85% ai nuovi massimi storici.  
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 9,65%.
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è salito al 5,51%.

In questo scenario da tempesta perfetta l'euro ha proseguito la propria discesa portandosi a quota 1,4040 contro dollaro mentre l'oro, il bene rifugio per eccellenza è risalito a 1516 dollari l'oncia. ( controllate le quotazioni in tempo reale cliccando qui).

venerdì 20 maggio 2011

I Piigs affossano l'euro e le borse europee: Milano -1,5%

Chiusura in deciso ribasso per tutte le borse europee quest'oggi che hanno accusato cali superiori all'1%. A dine seduta il Ftse Mib ha chiuso a 21236 punti in calo dell'1,50%.  Ad affondare le borse ci ha pensato la società di rating Fitch che ha tagliato il rating della Grecia a ''B+'' a causa delle grandi sfide che attendono il paese nella correzione dei suoi conti pubblici. 
''Il taglio del rating riflette il periodo di difficoltà della Grecia per l'implementazione di radicali riforme fiscali strutturali, necessarie per assicurare la solvenza del paese e solide fondamenta per la ripresa economica''. ''Il rating 'B+' include le attese di Fitch di nuovi finanziamenti a favore della Grecia da parte dell'Unione europea e dall'Fmi, e il fatto che il debito sovrano greco non sarà soggetto di una "ristrutturazione soft" o una "riprogrammazione" che farebbero scattare il rating default da parte di Fitch''.
La società di Rating aggiunge che le prospettive future rimangono negative. 

A livello internazionale la situazione sta diventando piuttosto calda: infatti secondo fonti Svizzere, la Norvegia fermerà ogni ulteriore aiuto finanziario per Atene. La ragione e' che la Grecia non sta assolvendo le sue obbligazioni", ha detto il ministro degli esteri norvegese Jonas Gahr Store al Parlamento. 

Queste notizie hanno provocato notevoli scossoni anche al tasso di cambio euro dollaro che è crollato a quota 1,4185.


A questo punto, la situazione dei Piigs e, sopratutto della Grecia è  letteralmente fuori controllo. Ecco i valori odierni registrati da bloomberg:

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%.
Il rendimento dei titoli a 5 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 17,18%.
Il rendimento dei titoli a 2 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 25,47%.
Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato della Grecia a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. 
Come si può osservare nell'ultimo mese si è verificata una salita estremamente preoccupante che ha portato lo spread al nuovo record odierno del 13,51%.




La situazione per gli altri Piigs non è delle migliori e questa è la triste classifica dei rendimenti dei titoli di stato europei più a rischio: 

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%
Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda oggi ha raggiunto il 10,54%.
Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo oggi ha raggiunto il 9,38%
ll rendimento dei titoli a 10 anni della Spagna oggi ha raggiunto il 5,48%
ll rendimento dei titoli a 10 anni dell'Italia oggi ha raggiunto il 4,77%
ll rendimento dei titoli a 10 anni del Belgio oggi ha raggiunto il 4,22%


Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato italiani a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. Quest'oggi è salito a 1,71%, pari a 171 punti base, il livello più alto degli ultimi tre mesi. 



Da segnalare anche l'aumento di capitale da 5 Miliardi di euro deciso su Intesa San Paolo proprio oggi. Infatti secondo quanto comunicato dal Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo, verranno emesse 3.651.949.408 azioni ordinarie di nuova emissione, del valore nominale di 0,52 euro ciascuna, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e godimento regolare, da offrire in opzione ai soci titolari di azioni ordinarie e a quelli titolari/portatori di azioni di risparmio della società , al prezzo di 1,369 euro per azione, di cui 0,849 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di n. 2 azioni di nuova emissione ogni n. 7 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute, per un controvalore massimo nominale complessivo pari a 1.899.013.692,16 euro e per un controvalore massimo complessivo, inclusivo del sovrapprezzo, pari a 4.999.518.739,55 euro. 

mercoledì 11 maggio 2011

Dopo la Grecia anche Portogallo e Irlanda sono a rischio

Le tensioni sui Piigs sembrano crescere ogni giorno di più. Quest'oggi il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia ha raggiunto il 15,53 %. Quello a 5 anni è al 16,34% , e quello a 2 anni è 25,13%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni della grecia


La situazione dell'Irlanda sta diventando molto simile a quella greca. Il Rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda ha raggiunto il 10,62%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda



Anche il Portogallo ha notevoli problemi: il rendimento dei titoli a 10 anni ha toccato il 9,43%.

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo 


Come si può facilmente osservare questi tre grafici hanno avuto una vera impennata negli ultimi 3 mesi e questo dovrebbe fare riflettere notevolmente sulla reale rischiosità di questi tre paesi.... 



martedì 26 aprile 2011

I debiti aumentano ma Wall Street festeggia

Gli ultimi dati macroeconomici parlano chiaro. La situazione dei debiti pubblici dell'area euro è ufficialmente allo sbando:
Italia: L'Italia, nel 2010, ha fatto registrare un rapporto Deficit/Pil al 4,6% e un debito al 119% del Pil. I dati se si confrontano con quelli del 2009 sono piuttosto negativi : Deficit/pil 2009 al 5,4% e debito pari al 116,1 % del Pil. 
In lieve calo la spesa pubblica, che nel 2010 si attesta al 50,5% del Pil, rispetto al 51,8% dell'anno precedente. In leggero ribasso anche le entrate al 46% del Pil rispetto al 46,5% del 2009.
La poco invidiabile classifica dei debiti pubblici dell'area euro è dominata dalla Grecia salita al 142,8% del proprio Pil, mentre l'Italia conquista un onorevole secondo posto con il 119%....A seguire ci sono il Belgio (96,8%), l'Irlanda (96,2%), il Portogallo (93%), la Germania (83,2%), la Francia (81,7%), l'Ungheria (80,2%), il Regno Unito (80%), l'Austria (72,3%), Malta (68%), Paesi Bassi (62,7%), Cipro (60,8%) e Spagna (60,1%). 
A proposito della Grecia l'Eurostat ha comunicato oggi che il deficit/pil greco nel 2010 si e' attestato al 10,5%, oltre le stime del governo di Atene, fissate al 9,4%. Anche il debito, supera le stime governative..... ( casualmente le stime ad Atene sono sempre sbagliate per difetto)
Nel 2009, la Grecia, prosegue Eurostat, ha fatto registrare un deficit/pil al 15,4% e un debito al 127,1%.
Contemporaneamente i rendimenti dei titoli greci hanno registrano nuovi record: i bond a 10 anni hanno toccato il 15% di rendimento mentre il titolo con scadenza a 2 anni ha raggiunto il 24%.
Ovviamente i Cds a 5 anni dei Piigs hanno subito una nuova impennata ed in particolare quelli della grecia:
Grecia  1474 ( nuovo record storico)
Portogallo 668
Irlanda 663
Spagna 250
Italia 155


Nel complesso nel 2010 il deficit/pil nell'Eurozona nel 2010 è calato dal 6,3% al 6%, mentre è aumentato il debito/Pil dal 79,3% all'85,1%. Analogo andamento nella Ue: il deficit scende da 6,8% a 6,4%, il debito aumenta da 74,4% a 80%. Dell'Irlanda il deficit più alto (32,4%).


In una intervista  Jose Manuel Gonzalez-Paramo, membro spagnolo del direttivo della Bce ha detto: 
«Un'eventuale ristrutturazione (attraverso il taglio del valore nominale dei titoli greci ndr.) avrebbe effetti sistemici dalle conseguenze difficilmente calcolabili» ha detto Paramo parlando a un convegno a Cordoba. Il banchiere centrale è convinto che tale eventualità avrebbe «un impatto addirittura più pesante del collasso della Lehman Brothers perché colpirebbe duramente i bilanci degli stati, mettendo in discussione la loro stessa solvibilità. Letale poi sarebbe sarebbe il colpo alla credibilità del sistema creditizio».



Se l'Europa trema l'America non può dirsi certamente serena. La situazione macroeconomica americana rimane estremamente debole e gli ultimi dati sul settore immobiliare lo dimostrano: L'indice Case Shiller è sceso del 3,3% dai livelli di febbraio 2010. Tale indice
esamina le variazioni nel valore (prezzo di vendita) del mercato immobiliare in 20 regioni degli Stati Uniti nello scorso anno.
Illustra quindi la forza del mercato immobiliare americano, che favorisce l'analisi dell'economia nel suo insieme.


Il grafico sottostante preso dal blog  Calculated Risk è molto chiaro e mostra il nuovo indebolimento del mercato americano. 
Se questa la chiamate ripresa economica.....


Al contrario Wall Street festeggia queste notizie portandosi sui nuovi massimi dell'anno: 

Dow jones +0,7% a 12570 punti
Sp500  + 0,8% a 1346 punti 
Nasdaq +0,8% 2848 punti



A milano la situazione rimane invece piuttosto complicata; nonostante il rally di Parmalat (+11% post opa di Lactalis , vedi articolo opa su parmalat a 2,60-euro ad azione) e la corsa di Fiat (+3,5%), l'indice quest'oggi ha chiuso in rialzo dello 0,56% a quota 21932 punti. 
Il mercato rimane compresso in una zona piuttosto ristretta e solo la rottura dei 22000 punti potrebbe innescare nuovi acquisti con target 22200-22300 punti.  Ancora deboli invece i titoli bancari : unicredit ( -0,2%) e intesa (-0,3% )
Vedremo come andrà a finire. 
Come ultima notizia vi segnalo il tasso di cambio euro dollaro arrivato a quota 1,465 ai massimi degli ultimi 16 mesi e il tasso euribor a 3 mesi salito all'1,38% ( mutui più cari per tutti....) . 


lunedì 18 aprile 2011

La Grecia spaventa e le borse Crollano

Nuvole scure volteggiano sopra la Grecia. I rumors sull'imminente Default Greco si fanno giorno dopo giorno sempre più insistenti e i vari analisti cercano di capire l'eventuale impatto di una ristrutturazione del debito.
In Borsa quest'oggi soffrono in particolare i titoli finanziari che rischiano importanti svalutazioni sui bond governativi greci in portafoglio.

Di seguito le esposizioni a dicembre 2010 per i titoli coinvolti in Piazza Affari.

L'esposizione netta di Generali è pari a 500 milioni di euro ( ricade su tutti i conti della compagnia), mentre l'esposizione Lorda è pari a 3 Miliardi di euro (l'esposizione ricade sulle polizze dei clienti). 
Unipol ha una esposizione netta di 30 Milioni di euro, lorda di 93 milioni.
Fondiaria-Sai ha una esposizione netta di 84 Milioni di euro, lorda di 155 milioni di euro. 
Milano assicurazioni ha una esposizione netta di 27 milioni, 41 milioni al lordo.
Unicredit ha 900 Milioni di Euro di bond greci, Intesa-San Paolo ne ha 600 Milioni di Euro. Banco Pololare ha 80 Milioni di euro di bond Greci. Mediobanca ha una esposizione di circa 200 Milioni di Euro. Banca Mediolanum ha 140 Milioni di euro sui governativi greci. 

Complessivamente quindi stiamo parlando di una esposizione lorda di 5,2 Miliardi di euro per le nostre aziende e le ripercussioni in tal senso sarebbero piuttosto gravi. 
Molto interessante è il grafico sottostante delle esposizioni complessive dei paesi europei sui titoli dei Pig ( Portogallo, Irlanda, Grecia). 
Come potete notare Germania e Gran Bretagna che spesso vengono considerati dei porti sicuri sono estremamente esposti sui paesi periferici dell'area Euro. 
Di notevoli dimensioni anche l'esposizione francese ed Americana 
Di conseguenza un eventuale Default seppur parziale di questi paesi provocherebbe un effetto domino di proporzioni colossali, a mio avviso ben peggiori del tristemente noto fallimento di Lehman Brothers. 



Altra tabella molto interessante è questa relativa all'indebitamento dei paesi europei.
Il rapporto Debito Pubblico/Pil della Grecia è salito al 152% mentre quello Italiano si attesta al 120% e quello Irlandese al 114%. 



mercoledì 23 marzo 2011

Cari vecchi Piigs: ora tocca all'Irlanda

Rieccoci ancora una volta a parlare dei cari amici Piigs. Nelle ultime settimane gli eventi internazionali hanno avuto la meglio sui problemi del debito pubblico dell'Europa.
Pochi minuti fa a tornare sotto osservazione è stata l'Irlanda. 
Il rendimento dei titoli decennali irlandesi è salito stamane al 10,06% , il massimo dall'introduzione dell'euro. Contemporaneamente lo spread tra titoli irlandesi e titoli tedeschi è salito a 462 punti base. 
Il mercato a questo punto scommette su una ristrutturazione del debito di Dublino che già è in difficoltà a pagare il 5,80% di interessi sul prestito agevolato da parte della Ue-Fmi. 
Oggi pomeriggio alle 15 il governo portoghese dovrà votare il piano di risanamento delle finanze pubbliche. Attenzione a cosa potrebbe accadere in caso di esito negativo del piano. 
La tabella sottostante esprime più di mille parole le preoccupazioni sulla tenuta delle finanze pubbliche europee. Notare i rialzi vertiginosi dei Cds sul Portogallo e sull'Irlanda.

Cds a 5 anni