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martedì 13 marzo 2012

Wall Street Euforica torna sui massimi degli ultimi 4 anni!


Chiusura euforica per le borse americane questa sera. Il Dow Jones è salito di 217,97 punti, pari all'1,68%, e si e' assestato a quota 13.177,68 punti sui massimi degli ultimi 4 anni. Il Nasdaq ha registrato un balzo di 56,22 punti, pari all'1,88% e si e' fermato a quota 3.039,88 registrando il valore più elevato degli ultimi 10 anni. Ottima performance anche per l'indice Sp500 salito dell'1,82% a quota 1396,02 punti.  
A trascinare al rialzo i listini americani sono state le parole della Federal Reserve che ha lasciato invariato il costo del denaro ed ha intravisto una crescita moderata per l'economia americana anche sul fronte lavorativo. 
In realtà i mercati erano partiti bene già nel primo pomeriggio a seguito della notizia comparsa qualche ora fa sui monitor degli operatori: l'agenzia di Rating Fitch ha migliorato il merito di credito della Grecia a "B-" con  outlook  stabile dal precedente “RD” (Restricted Default). “Fitch ha ritirato –si legge nella nota- i rating emessi dalla Repubblica greca ed ha assegnato il giudizio "B-" ai nuovi titoli obbligazionari emessi  dopo lo swap sul debito. Il rating sulle obbligazioni rimarrà pari a "C" fino al settlement dell'operazione, prevista per l'11 aprile.
Questo evento ha fatto letteralmente crollare i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sulla Grecia che sono passati dal 35,2% al 17,2% in un sol colpo. Chi ci ha creduto si porterà a casa un bel guadagno domani.  


Forse potrebbe essere anche interessante iniziare a valutare l'acquisto di qualche Etf sulla Grecia che ha perso oltre il 90% negli ultimi anni...

Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il buon esito delle aste sui titoli di stato italiani. Il Tesoro italiano ha collocato titoli di stato a tre mesi per un valore pari a €3,5 miliardi, ad un tasso dello 0,439% , in forte flessione  rispetto al precedente pari all' 1,735%. La domanda degli investitori è stata buona, con il rapporto bid-to-cover pari a 2,23 anche se in deciso calo rispetto al precedente 3,05.
Sono stati emessi anche titoli di stato con scadenza a 12 mesi, per un valore di 8,5 miliardi di euro; in questo caso il tasso medio si è attestato all'1,43%, in flessione rispetto al 2,230% dell'ultima asta.  La domanda in questo caso è stata ottima con il rapporto bid to cover salito a 1,38 contro gli 1,09 precedenti. 
Va segnalato che rendimenti simili non si registravano sui mercati da agosto del 2010 segno che il punto peggiore della crisi finanziaria (perchè quella economica è ovviamente sotto gli occhi di tutti) è sicuramente alle spalle per quanto riguarda l'Italia. 
Il grafico sottostante forse è quello che esprime meglio di tutti l'evoluzione della crisi dei nostri titoli di stato nell'ultimo anno. Tale grafico, relativo ai bot semestrali, mostra l'incredibile andamento dei rendimenti offerti dai titoli italiani. Come si può osservare si è passati dal 7,9% raggiunto a novembre ( giorni in cui l'italia ha realmente rischiato di saltare per aria) al tasso di tutta tranquillità dello 0,836%  registrato quest'oggi. 


Se i tassi dovessero mantenersi su questi livelli nelle prossime settimane credo che il listino italiano avrà ottime possibilità di registrare performance interessanti (+10%?), magari anche superiori a quelle degli altri indici europei per la maggior ingerenza del settore bancario all'interno dell'indice (particolarmente colpito durante il picco della crisi finanziaria).  

martedì 4 ottobre 2011

Moody's taglia il rating dell'Italia



L'agenzia di rating Moody's ha abbassato il rating dei titoli di stato italiani da 'Aa2' ad 'A2'. L'outlook e' negativo. Confermato il rating di breve termine Prime-1.

mercoledì 10 agosto 2011

Altro che Downgrade..le agenzie di rating finiscono sotto inchiesta

Secondo quanto riporta il sole 24 ore la procura di Trani ha avviato un'inchiesta contro due agenzie di Rating: Standard & Poor's e Moody's con l'accusa di manipolazione di mercato: 
«Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano.

La Guardia di finanza di Bari ha prelevato la documentazione relativa al procedimento di registrazione delle due Agenzie e già sei persone sono indagate nell'ambito dell'inchiesta: tre analisti di S&P, uno di Moody's e i due responsabili legali per l'Italia delle due agenzie.  Gli analisti di Standard e Poor's indagati sono  Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer (quest'ultimo responsabile per il debito europeo), ai quali si aggiunge un non identificato dirigente senior analyst di Moody's e un numero imprecisato di «persone da identificare». 

Dal sole 24 ore: 

Per quanto riguarda Moody's, gli indagati sono accusati del reato di «manipolazione del mercato» per avere «elaborato e diffuso» il 6 maggio 2010, «a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano». Nel report sarebbero stati espressi «giudizi da ritenersi falsi, infondati o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating oltre che dalle supreme Autorità nazionali». Secondo la Procura, «in conseguenza della diffusione dei giudizi di Moody's si determinava un'alterazione (da quantificare) di strumenti finanziari».

I tre analisti di S&P sono invece accusati, oltre che di «manipolazione del mercato» anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano». In particolare, il 20 maggio 2011 «divulgavano in un report l'avvenuto taglio dell'outlook del debito sovrano dell'Italia da stabile a negativo», con «giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle forme di comunicazione) secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating (Moody's e Fitch), oltre che dalle supreme Autorità nazionali (Ministero Economia) che smentiva - alla stregua di dati macroeconomici ufficiali - il giudizio di S&P che (con)causava sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali». 


Inoltre, «il giorno venerdì 1 luglio 2011 poco dopo le 13.00 (prima della chiusura dei mercati) elaboravano e divulgavano in un'ulteriore nota giudizi negativi sulla manovra finanziaria presentata in Consiglio dei Ministri dal Ministro dell'Economia quando il testo della stessa non era ancora ufficiale e definitivo, così determinando ulteriori turbolenze sul mercato dei titoli e sulle aste dei titoli di Stato». 
La procura di Trani basa la propria competenza sul fatto di essere stato il primo (ed unico) ufficio del pm ad iscrivere la notizia di reato. Nell'ambito dell'inchiesta sono già state sentite numerose persone - tra cui l'ex premier Prodi, il governatore di Bankitalia Draghi e il ministro dell'Economia Tremonti - ed acquisita copiosa documentazione: per ultimo, appunto, le carte relative al procedimento di registrazione delle Agenzie presso la Consob per verificare la sussistenza «dei requisiti e delle condizioni» per l'esercizio di attività di rating nei confronti di «entità italiane».



Proprio l'anno scorso scrissi svariati articoli a riguardo: 


Quest'oggi sono davvero contento che la giurisprudenza italiana sia finalmente scesa in campo per difendere gli interessi italiani. 
Questo forse aiuterà le società di rating ad essere più trasparenti e meno spensierate nel dare giudizi sui vari paesi analizzati. 

L'Europa in tal senso credo dovrebbe iniziare a creare una propria agenzia di Rating completamente indipendente sia a livello economico che a livello politico che possa finalmente ridare quella trasparenza e quell'indipendenza  ai mercati finanziari di cui hanno bisogno in questo particolare momento. 


lunedì 8 agosto 2011

Dopo una giornata da pazzi Milano incassa il settimo ribasso consecutivo



In una giornata di pura follia il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,43% a 15639 punti, il Ftse Italia All Share del 2,5% a 16312 punti. A Londra il Ftse-100 ha perso il 3,39%, a Parigi il Cac-40 il 4,68%, a Francoforte il Dax il 5,02% sotto i 6000 punti, a Madrid l'Ibex il 2,44%. La borsa Svizzera ha accusato un calo del 6%. 
Questa mattina l'indice italiano era partito con un balzo del 4,5% a seguito della decisione della Banca Centrale Europea di acquistare sul mercato secondario titoli di Stato Italiani e Spagnoli. Decisione che ha avuto riflessi positivi soprattutto sullo spread Btp-Bund, sceso a 300 punti base dai 375 punti base della chiusura di venerdì. L'indice sui massimi di giornata si è scontrato con la resistenza dei 16800 punti e da quel momento le vendite sono tornate a colpire il Ftse Mib. Infatti l'euforia iniziale ha lasciato spazio al pessimismo innescato dal downgrade di Standard & Poor's sugli Stati Uniti. L'agenzia di valutazione ha infatti declassato per la prima volta nella storia il debito a stelle e strisce da AAA a AA+, dichiarando che c'è una possibilità su tre che il voto degli Stati Uniti venga ulteriormente ridotto nei prossimi 18 mesi. 

Molto penalizzati i titoli industiali: Fiat Spa è scesa del 9,64% a 4,988 euro, Fiat Industrial è scivolata del 10,40% a 6,75 euro. Pirelli ha ceduto il 10,30% a 5,23 euro, Tod's l'8,80% a 74,60 euro, Diasorin il 7,74% a 26,71 euro, Saipem l'8,12% a 27,06 euro, Tenaris il 7,85% a 11,86 euro, Prysmian il 7,14% a 10,54 euro.

Il comparto bancario è riuscito invece a difendersi piuttosto bene: Monte dei Paschi ha ceduto lo 0,22% a 0,458 euro, Intesa SanPaolo lo 0,15% a 1,297 euro, Ubi Banca il 4,38% a 2,75 euro. Positive Unicredit (+0,38% a 1,067 euro) e Popolare di Milano (+1,59% a 1,343 euro). Il Banco Popolare ha chiuso in rialzo dell'1,84% a 1,165 euro.

Nelle ultime 7 Sedute , chiuse tutte in territorio negativo, il nostro indice ha accusato un calo del 18,7%. A questo punto per tornare ai livelli del 21 luglio (19500 punti) il Ftse Mib dovrebbe guadagnare il 25%.....
In base ai miei calcoli, basati sulla serie storica degli ultimi 12 anni, soltanto nello 0,17% dei casi il nostro indice ha accusato cali superiori negli ultimi 7 giorni di contrattazione. In tal senso si potrebbe provare qualche acquisto oltre che sui titoli bancari anche sui titoli industriali particolarmente colpiti quest'oggi. Tuttavia data l'elevatissima volatilità è consigliabile mantenere la calma e accontentarsi di buoni guadagni intraday senza esporsi in modo considerevole. 

Da un punto di vista grafico infatti il trend rimane impostato nettamente al ribasso e il violento tracollo di oggi dai prezzi di apertura lascia davvero molte preoccupazioni nei cuori degli investitori italiani. Piuttosto preoccupante anche l'andamento del Dow Jones americano che in questo momento accusa un calo del 2,95% a quota 11100 punti. ( Bank of america scende del 16%...). In poche sedute l'indice americano è passato da 12600 a 11100 punti, accusando uno dei maggiori cali settimanali dalla crisi del 2008. 


mercoledì 8 giugno 2011

Il sistema bancario italiano è a rischio?

Anche oggi il principale listino di Piazza Affari ha chiuso in ribasso. A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in calo dell'1,44% a quota 20277 punti. 

Da un punto di vista grafico il trend rimane impostato al ribasso e la violazione al ribasso dei 20400 punti ha innescato una serie di vendite che ha spinto il listino fin sui 20200 punti. A questo punto il listino potrebbe continuare la propria discesa verso quota 20000 punti, dove dovrebbero ritornare gli acquisti. Alternativamente, in caso di rimbalzi tecnici il listino troverebbe i primi ostacoli sulla resistenza a quota 20400 punti e successivamente a 20500 punti. Visto l'elevato livello di ipervenduto raggiunto non è esclusa una reazione piuttosto importante a questi cali nei prossimi giorni. 

Da un punto di vista macroeconomico proprio in chiusura dei mercati l'agenzia di rating Fitch ha minacciato di tagliare il rating sovrano degli Usa (attualmente AAA) ad agosto, ad un livello che preveda un "limitato rischio di default". La riduzione sara' decisa nel caso in cui il governo non onori pienamente tutti i rimborsi sui titoli del debito pubblico in scadenza il 15 agosto.

Per quanto riguarda il mercato italiano la situazione appare giorno dopo giorno più grave, sopratutto per il settore bancario che negli ultimi tempi è stato letteralmente massacrato dalle vendite. I grafici sottostanti ben mostrano tale tendenza. 

Banca Mps: Negli ultimi 3 mesi è passata da 0,98 a 0,75 euro ad azione.



Banco Popolare: Negli ultimi 2 anni è passato da 7 euro ad azione a 1,61 euro ad azione.



Intesa San Paolo: Negli ultimi 6 mesi è passata da 2,60 a 1,80 euro ad azione.



Mediolanum: Negli ultimi 3 mesi è passata da 4,1 a 3,43 euro ad azione. 



Banca Popolare di Milano: negli ultimi 2 anni è passata da 5,5 a 1,65 euro ad azione. 


Ubi Banca: negli ultimi 4 mesi è passata da 7,7 a 4,3 euro ad azione. 


Unicredit : negli ultimi 4 mesi è passato da 2 a 1,50 euro ad azione. 


Raggiunti questi livelli il mercato si trova ad un punto di svolta tra due possibili scenari: 
1) Il mercato ripartirà al rialzo trascinato dai titoli bancari che dovranno recuperare, almeno in parte, le perdite dei mesi scorsi. 
2) Crollo vertiginoso dei titoli bancari verso i livelli toccati a Marzo 2009 nel pieno della crisi finanziaria. 
Personalmente spero nella prima ipotesi anche perchè un crollo simile a quello del biennio 2008-2009 potrebbe deteriorare notevolmente la tenue ripresa economica in atto in Italia ( +0,1% il Pil nell'ultimo trimestre). 

lunedì 23 maggio 2011

Moody's e Fitch rassicurano sui conti italiani


Pareri contrastanti dalle società di Rating americane. Dopo la decisione di venerdì notte di Standard & Poor's di abbassare a negativo l'outlook sull'economia italiana, quest'oggi sono arrivate le smentite da parte delle altre due società di Rating. 

David Riley, responsabile dei rating sovrani a livello globale, di Fitch afferma: «Non c'è indicazione che il governo italiano non riesca a centrare gli obiettivi di stabilizzazione delle finanze pubbliche per il 2011». Fitch non ha intenzione di cambiare nè il rating sull'Italia nè le prospettive sul merito di credito, che rimangono stabili.
Restano dunque confermate le prospettive stabili e il rating sovrano AA- sull'Italia, superiore di un gradino rispetto al A+ di Standard & Poor's. 
Fitch ,spiega ancora Riley, non ritiene neppure vi sia un «impatto negativo» in termini di stabilità politica sul programma governativo di riduzione del deficit.
Riley inoltre aggiunge che una potenziale causa di revisione del rating o dell'outlook per l'Italia potrebbe aversi in caso di deviazione dal piano di consolidamento fiscale varato dal governo, cosa che non sta avvenendo in quanto si è riusciti a ridurre il rapporto deficit/pil del 2010 al 4,6% rispetto a proiezioni di un 5%, a fronte di "un'economia che si è ampiamente mossa in linea con le attese. 

Sulla stesa linea Moody's. Un portavoce ha ribadito che il giudizio sull'Italia é "Aa2" con outlook stabile.


sabato 21 maggio 2011

S&P taglia l'outlook sull'Italia


Risveglio non certo dei migliori per i risparmiatori italiani quello di oggi. Pochi minuti fa la società di Rating Standard & Poor's ha rivisto l'outlook sul rating della Repubblica Italiana da stabile a negativo per riflettere la sua opinione sugli aumentati rischi nell'attuazione del piano di riduzione del debito pubblico. 
Allo stesso tempo S&P ha confermato il rating a lungo termine 'A +' e a breve termine 'A-1+' sul debito sovrano dell'Italia. Il rating sul rischio di trasferimento e convertibilità fondi rimane 'AAA'. La decisione viene motivata con le "deboli attuali prospettive di crescita dell'Italia e incerto l'impegno politico nelle riforme tese a migliorare la produttività. (per maggiori approfondimenti consultate la tabella rating).
Ricordo ai lettori meno assidui che nell'ultimo trimestre il Pil italiano è cresciuto di un magro 0,1% mentre la media dell'area euro è stata 0,8%. Ben diversa la situazione tedesca (+1,5%) e francese (+1%).
Il potenziale stallo politico, in atto ormai da vari mesi, potrebbe contribuire ad uno slittamento delle riforme fiscali e di conseguenza, S&P ritiene che le prospettive di una riduzione del debito pubblico italiano siano diminuite". 
Il peggioramento delle prospettive sul rating della Repubblica Italiana da stabili a negative implicano una probabilità del 33% che i rating vengano abbassati entro i prossimi 24 mesi.
Come avevo scritto qualche giorno fa in questo articolo ( i conti pubblici italiani ) la situazione sul debito pubblico italiano appare in miglioramento e non condivido le preoccupazioni espresse da S&P tu tale aspetto.  Al contrario ritengo opportuno il giudizio della società di rating relativamente all'outlook economico nei prossimi mesi, che vedrà probabilmente una crescita vicina allo 0%. 
Vedremo cosa accadrà lunedì alla riapertura di Piazza Affari ma ho il timore di una apertura in deciso ribasso (-2%-3%) anche a causa dello stacco di numerosi dividendi. 

lunedì 9 maggio 2011

S&P taglia il rating alla Grecia a "B"

L'agenzia di rating ha tagliato il rating del debito sovrano della Grecia di due livelli da "BB-" a "B".  
L'istituto americano ha dichiarato che Atene dovrà ridurre più del 50% del suo debito. Secondo S&P  aumenta il rischio di ristrutturazione del debito commerciale inclusi  i termini dei bond governativi che ha precedentemente emesso.
S&P ha tagliato anche il rating  di breve termine, che scende a "C".
Gli outlook su entrambe le valutazioni rimangono negativi.
Dalla tabella dei rating che potrete trovare in questo link (Tabella Rating) emerge che il rischio a breve termine della Grecia è estremamente alto e c'è la concreta possibilità di perdere il proprio capitale investito in bond Greci. 

lunedì 18 aprile 2011

Allarme rosso: outlook negativo per gli Usa



Pochi istanti fa la società "Standard & Poor's ha lasciato invariato il rating americano al livello AAA ma ha rivisto a negativo l'outlook sugli Usa". La notizia ha avuto effetti disastrosi sui listini azionari. In pochi minuti il Ftse Mib è passato da -1,8% a -2,7%. Vedremo cosa accadrà a fine giornata.

venerdì 1 aprile 2011

S&P taglia il rating dell'Irlanda ma a Milano tornano gli acquisti

Poche ore fa l'agenzia di rating Standard & Poor's ha abbassato il giudizio sul debito sovrano irlandese, cambiando però l'outlook sul paese a stabile.  Il rating è stato abbassato da "A-" a "BBB+". S&P aveva proceduto a un downgrade già a febbraio, riducendo la valutazione a lungo termine da "A" ad "A-". L'agenzia ha parlato della possibilità di una  ristrutturazione del debito sovrano irlandese, eventualità che deve essere tenuta in considerazione da parte del mercato. Infatti questa soluzione potrebbe essere un prerequisito per riuscire ad accedere ai finanziamenti del fondo European Stability Mechanism (ESM). 
Dopo questo taglio i Rating aggiornati in questa settimana da S&P sono: 
Irlanda BBB+
Grecia BB-
Portogallo BBB-
Per avere una idea chiara sui rating vi consiglio di visualizzare questa tabella che avevo pubblicato nei giorni scorsi. 

Da un punto di vista macroeconomico i dati odierni sono stati particolarmente interessanti: 
Disoccupazione italiana cresciuta all'8,5% 
Tasso di disoccupazione Europeo al 9,9%
Variazione occupazionale non agricola in America+216.000 unità
Tasso di disoccupazione Usa sceso al 8,8%

Per quanto riguarda la situazione grafica del nostro listino quest'oggi sembra esser cambiato qualcosa. Infatti il Ftse Mib si è scontrato con il supporto chiave dei 21600 punti in mattinata ed ha intrapreso un nuovo rally azionario che l'ha portato a chiudere a quota 21967 punti  in rialzo dell'1,11%. La netta inversione di tendenza intraday non è da sottovalutare e potrebbe preannunciare nuovi rialzi per la prossima settimana. Per lunedì in caso di nuovi rialzi,le prime resistenze transitano in area 22050 punti e successivamente a 22150-22200 punti. Al contrario se il trend tornasse ribassista i primi supporti transitano in area 21800 e successivamente a 21600 punti. 
In particolare molto violenta è stata la reazione di Intesa-san paolo che a un certo punto della seduta perdeva circa il 4% a quota 2 euro ad azione in seguito a indiscrezioni di un possibile aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Dopo i violenti cali dei giorni scorsi, nella seconda parte della seduta i volumi in acquisto sono cresciuti notevolmente ed il titolo ha recuperato terreno chiudendo in progresso dell'1% rispetto a ieri. Probabile un ritorno in area 2,20-2,30 euro nella prossima settimana qualora il mercato tornasse rialzista. Al contrario la rottura dei 2,05 porterebbe il titolo a testare nuovamente il livello chiave dei 2 euro con un eventuale ulteriore affondo a 1,90 euro. 



martedì 29 marzo 2011

News dai mercati: S&P taglia il rating alla Grecia e al Portogallo

Notizia di pochi minuti fa. La società di rating Standard & Poor's ha tagliato il giudizio di merito sulla Grecia abbassandolo da BB+ a BB-.
La società inoltre esprime le sue preoccupazioni sul futuro dei conti greci e non esclude possibili ulteriori tagli in futuro di uno o due notch ( livelli) se peggiorasse la situazione di bilancio.


Altra tegola anche per il Portogallo. S&P ha anche abbassato, come aveva minacciato di fare ieri, il rating sul Portogallo a "BBB-" tenendo conto delle condizioni di prestito fissate con la creazione da parte del fondo di salvataggio ESM. Da segnalare che a questo punto il rating del Portogallo è di un gradino superiore a quello "junk", ovvero spazzatura 
La reazione sui mercati non è stata delle migliori, al momento l'indice Italiano è in calo dell'1,7% dal -1,3% precedente.


Giusto per chiarire le idee ai risparmiatori meno informati vi allego questa tabella di wikipedia sulle classificazioni dei rating. 


Clicca sulla tabella per ingrandirla



venerdì 25 marzo 2011

Standard & Poor taglia il rating al Portogallo, Nuovi allarmi da Fukushima

L'agenzia di Rating Standard & Poor's stamane ha tagliato il giudizio di merito sul debito sovrano portoghese di 2 livelli da A- a BBB   a causa «dell'incertezza politica generata dalle dimissioni del premier José Socrates», che potrebbe a sua volta «compromettere la fiducia del mercato e con essa la capacità di rifinanziamento del Paese». Due giorni fa il capo del governo portoghese si è dovuto dimettere dopo che il parlamento ha votato negativamente al piano di austerity. Il nuovo rating BBB sul lungo termine e quello A-2 sul breve (lasciato invariato), rimangono entrambi sotto osservazione, con implicazioni negative. «Crediamo che il prossimo governo non abbia altra scelta che adottare una qualche versione di queste proposte di riforma, considerato il ridotto appetito degli investitori per il debito pubblico portoghese», spiega l'agenzia, sottolineando che «l'aumento dei risparmi nel settore pubblico dovrebbe anche, a nostro parere, contribuire alla riduzione degli squilibri esterni del Portogallo».
Nel frattempo la situazione in Giappone continua a peggiorare nel silenzio o quasi di tutti i media, focalizzati ormai sulla guerra in Libia. 
Pochi minuti fa il governo giapponese ha invitato a una "evacuazione volontaria" a tutti gli abitanti che risiedono in una area di 30 km dall'impianto di Fukushima. L'agenzia nipponica per la sicurezza nucleare ha indicato che potrebbe rialzare la valutazione della crisi dell'impianto di Fukushima numero uno a livello sei, anche detto 'grave incidente', il penultimo della scala. Il livello sette e' stato assegnato solo al disastro di Chernobyl.
"E' assai probabile che ci sia una fuoriuscita al reattore 3" ha dichiarato Hidehiko Nishiyama, portavoce della Japan Nuclear and Industrial Safety Agency a Tokio. Mentre acqua radioattiva è molto probabilmente fuoriuscita dal nucleo del reattore, potrebbe però anche essere stata originata dalle vasche delle barre esaurite sopra il reattore.

La Tokyo Electric Power Company  ha rilevato alti livelli di sostanze radioattive nell' acqua a cui sono stati stati esposti 3 operai  della centrale nucleare di Fukushima .

L'azienda dice che 
sono stati rilevati delle sostanze radioattive nell'acqua pari 3,9 milioni di becquerel  per centimetro cubo vicino  agli operai che stavano lavorando in quel reattore . Questo è 10.000 volte superiore ai livelli normali all'interno di un reattore nucleare in funzione.



Le borse al momento viaggiano intorno alla parità senza preoccuparsi più di tanto. Vedremo nel corso della seduta se ci saranno dei cambiamenti.  

mercoledì 15 dicembre 2010

Le tensioni sul debito italiano fanno scendere Milano

Chiusura in deciso ribasso per la borsa italiana quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,44% a quota 20410 punti. Durante tutta la seduta l'indice ha mostrato una certa debolezza e la chiusura vicino ai minimi di seduta è un chiaro segnale di inversione di trend di breve periodo. Probabile a questo punto un approdo in area 20200 punti e successivamente a quota 20000 punti in caso di ulteriori ribassi. L'eventuale rottura dei 20000 sarebbe un segnale piuttosto preoccupante per le prossime settimane. Da un punto di vista macroeconomico oggi il parlamento irlandese ha approvato il piano di salvataggio Ue-Fmi da 85 miliardi di euro con 85 voti favoreloli e 75 contrari. Il piano prevede 35 miliardi di euro di aiuti per il sistema bancario e 50 miliardi di euro per coprire il costo di finanziamento del debito nei prossimi tre anni. A preoccupare i mercati però ci ha pensato l'agenzia di rating Moody's che ha messo sotto osservazione il giudizio di merito sul debito spagnolo. Probabilmente nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche taglio nel rating della Spagna a causa dell'evelato debito pubblico e dei possibili problemi del settore bancario. Le tensioni hanno fatto salire lo spread tra i titoli tedeschi e quelli spagnoli a quota 254 punti portando il rendimento dei titoli decennali della Spagna al 5,59%. Vedremo se le tensioni aumenteranno ancora nei prossimi giorni.

martedì 14 dicembre 2010

Berlusconi incassa la fiducia ma il debito pubblico va alle stelle

Silvio berlusconi incassa la fiducia a Camera e Senato. Nel dettaglio nel voto di sfiducia alla camera sono stati 314 i no e 311 i si.
Al senato invece il governo ha ottenuto una maggioranza maggiore con 162 voti e 135 contrari e 11 astenuti. Questa situazione di incertezza non aiuta il nostro paese e credo che con questi numeri il governo avrà molte difficoltà a intraprendere azioni economiche per migliorare lo stato di salute dell'Italia. La prima reazione dei mercati finanziari a queste notizie è stata piuttosto positiva, con il Ftse Mib che ha recuperato le perdite mattutine e adesso viaggia leggermente in territorio positivo.
Piuttosto allarmante invece il bollettino della banca d'Italia: 

Nel mese di ottobre il debito pubblico italiano ha raggiunto un nuovo record a quota 1867,39 miliardi di euro, contro i 1844 di settembre. Da fine 2009 il debito è cresciuto di oltre 100 miliardi di euro , quasi del 6% dai 1763,6 Miliardi di fine dicembre 2009. 
A questo punto è inutile continuare a prendersi in giro: i conti pubblici italiani sono allo sbando e l'incremento del debito pubblico degli ultimi mesi è davvero preoccupante. In base ai miei calcoli il rapporto debito/pil italiano dovrebbe raggiungere il 121,6% a fine 2010 se il debito si mantenesse su questi livelli. 
Facendo una previsione razionale non escludo un rapporto debito/pil al 122-123% a fine dicembre. 

Attenzione nei prossimi giorni alle agenzie di Rating (Moody's in particolare) perchè non escludo un taglio del Rating sull'italia e sull'America.  

giovedì 30 settembre 2010

Moody's taglia il rating spagnolo

Meno di 24 ore fa scrivevo di un possibile downgrade della spagna nell'articolo ( i piigs tornano sui mercati finanziari) e questa mattina la società di Rating americana  ha fatto la voce grossa: Taglio del Rating Spagnolo da AAA a AA1 con outlook stabile. La decisione di tagliare il rating della Spagna è stata motivata con l'indebolimento della crescita del Paese europeo, che viene stimata all'1% medio annuo. A pesare sul rating anche il progressivo deterioramento della situazione del debito. La situazione spagnola in realtà è ben più grave di quanto si possa pensare e credo che nei prossimi mesi potrebbe esserci qualche ulteriore sorpresa. 
Piuttosto negativa la prima reazione delle borse a questa notizia. L'indice di Milano nelle prime battute era arrivato a perdere quasi l'1% ma adesso ha ridotto le perdite allo 0,40%. Vedremo quale sarà l'evoluzione delle quotazioni. 

venerdì 17 settembre 2010

Fitch taglia rating Andalusia, Catalogna

Chiusura di settimana opaca per Wall Street questa sera: Dow Jones +0,12% a quota 10607 punti. Difficile capire l'andamento del listino americano negli ultimi giorni, ma sembra che il mercato sia indeciso se continuare a salire o iniziare una correzione tecnica.
Tuttavia una news ha scosso qualche operatore negli ultimi minuti :
Fitch taglia il rating sul credito di due regioni della Spagna, Andalusia e Catalogna, per il peggiorare delle condizioni del debito.Non solo, la societa' lascia la porta aperta ad ulteriori downgrade. L'agenzia di rating ha abbassato il giudizio sul merito di credito dell'Andalusia ad 'AA-' da 'AA' e quello della Catalogna ad 'A' da 'A+'. Inoltre in tutti e due i casi le prospettive future sono negative e l'agenzia non esclude ulteriori downgrade. 
A questo punto la situazione della Spagna si fa piuttosto delicata e magari nei prossimi giorni anche il rating stesso sul debito spagnolo potrebbe essere rivisto.
I Cds spagnoli questa sera quotano a 238 punti (+4% da ieri).... 
Buon Weekend a tutti. 

giovedì 6 maggio 2010

Difendiamo l'Italia dalla speculazione internazionale!

Quella di oggi è stata una delle giornate peggiori della storia recente di BORSA ITALIANA. L'indice principale FTSE MIB ha chiuso la seduta in ribasso del 4,26% a quota 19483 punti. Sinceramente da quando seguo la borsa non mi è mai capitato di vedere nulla di simile se non in occasione dell'11/09/2001. Senza notizie ufficiali, senza Downgrade sul debito italiano ma solo con pubbliche illazioni di Moody's e delle altre agenzie di Rating la borsa italiana è andata letteralmente a picco dalle 16 in poi.
Il grafico qui a lato parla da solo. Nel giro di 1 ora le quotazioni del nostro indice sono passate da 20000 punti a 19000 punti, quando l'indice principale perdeva il 6%. Negli ultimi minuti però è partito un rally che ha limitato le perdite giornaliere al 4,26%. Le vendite sono state massicce e tutti i titoli bancari sono crollati a livelli bassissimi. Ad un certo punto sia Intesa-SanPaolo che Unicredit sono state sospese per eccesso di ribasso. Di seguito ci sono le variazioni percentuali dei titoli del Ftse Mib in chiusura.

Quello che però vorrei sottolineare è la mancanza di correlazione con gli altri mercati internazionali. Mi spiego meglio, in passato è già capitato che il nostro indice perdesse tanto, ma oggi siamo crollati solo noi, e questo è dovuto agli attacchi speculativi internazionali. Io difendo l'Italia, è un paese in cui credo, e anche se ha un debito pubblico molto elevato, ha delle banche più solide di tanti altri paesi, un tasso di risparmio delle famiglie adeguato, e un'indebitamento delle famiglie italiane abbastanza contenuto al contrario di tanti altri paesi. Inoltre vorrei sottolineare che a differenza della Grecia, del Portogallo e della Spagna che hanno un deficit superiore al 10%, noi abbiamo un deficit del 5,3% vicino a quello tedesco. Altro sassolino che voglio togliermi dalle scarpe riguarda Moody's. Tutti credono alle parole di queste agenzie di Rating come se fosse il Vangelo. In realtà anche loro hanno sbagliato clamorosamente in passato, ( vedi Lehman Brothers), quindi perchè credere ancora alle loro parole. E vogliamo parlare di trasparenza dei mercati e di conflitto di interessi di queste agenzie. Sono tutte americane e non sono regolate da nessuno;  molti pensano che possano avere dei legami molto intensi con alcune banche d'investimento....(GS?) Permettetemi l'ultimo attacco: perchè giorni fa hanno dato la notizia del Downgrade della Spagna proprio a 5 minuti dalla chiusura dei mercati? Io avrei dato la notizia o a inizio giornata , in modo da dare al mercato il tempo di assestarsi, oppure dopo la chiusura. Invece loro hanno voluto provocare il crollo e  mi viene spontaneo pensare che ci sia un netto interesse economico nel far crollare le borse europee in questi giorni. Prima hanno colpito la Grecia, poi il Portogallo, poi la Spagna e ora l'italia! 
Chiusa questa parentesi parliamo delle variazioni giornaliere delle borse europee:
FTSE MIB19.483,93-4,26
FTSE 1005.260,99-1,52
DAX 305.958,45-0,81
2.611,41-2,53
CAC 403.556,11-2,20
AEX326,19-1,39
BEL202.400,78-1,86
PSI206.824,80-2,37


Come si può notare, solo l'indice italiano è andato a rotoli. Il dax tedesco è stato il più forte ed è sceso solo dello 0,8%. 
Diamo uno sguardo anche ai famigerati CDS ( che come ricordo non sono regolati e quindi anche qui c'è pochissima trasparenza nelle quotazioni).

Entity NameMid SpreadCPD (%)
Greece907.7251.72
Venezuela1007.1549.51
Argentina959.6247.39
Pakistan711.4038.23
Ukraine615.3834.75
Portugal449.9832.16

Sicily/Region of282.1021.76

La Grecia continua ad essere il paese più rischioso al mondo e i CDS sono volati oltre quota 900 con una probabilità di Default del 51,7%. Tuttavia da poco si è saputo che al parlamento Greco è passata la riforma che prevede tagli per 30 Miliardi di euro e che dovrebbe ripristinare i conti ellenici.
Entity Name5 Yr MidChange (%)Change (bps)CPD (%)
Italy217.64+16.57+30.9417.27
Spain267.59+16.50+37.9020.99
Slovakia95.15+15.57+12.828.05
Hungary260.95+12.55+29.0916.78
Ireland269.88+12.45+29.8820.88
Russia196.25+11.72+20.5912.94
Indonesia209.45+11.63+21.8213.88
Czech Republic102.52+11.55+10.626.97

L'italia oggi è stata presa d'assedio anche sui CDS ma potrete notare che la Spagna è messa ben peggio e oggi ha accusato un calo di borsa inferiore al 3%.Oltretutto pochi minuti fa è uscita questa notizia: 

Anche l'agenzia di rating Fitch ha confermato l'outlook stabile sul rating dell'Italia dopo che il governo ha rivisto le sue stime di crescita per il 2010-2012. "Il governo sta portando le sue stime un po' piu' vicine alle nostre", ha sottolineato il presidente di Fitch Europa, Brian Coulton. L'agenzia ha confermato il rating AA-

Entity Name5 Yr MidChange bpsChange %
Banco Santander, S.A.229.8322.5710.89
Credit Agricole SA198.6123.1813.22
Deutsche Bank AG165.7116.5411.09
ING Bank NV123.714.924.14
UniCredit SpA174.7720.1613.04
Piccola nota di chiusura su Unicredit. I suoi CDS sono saliti quest'oggi del 13% è vero ma è pur vero che le altre banche europee sono abbastanza vicine.  Vedremo domani se il ribasso continuerà o se ci sarà un rimbalzo.