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martedì 10 gennaio 2012

Scatta il recupero: Milano +3%, Unicredit +6%



Dopo quattro sedute negative è arrivato finalmente il grande rimbalzo. Dopo una partenza incerta la borsa di Milano ha chiuso in deciso rialzo (+3,08% a 14.844 punti) grazie al comparto bancario tornato a trascinare il listino italiano. Superstar Intesa San Paolo (+6,6%) a 1,174 euro (possibile un ulteriore allungo nei prossimi giorni con target intermedio a 1,25 euro e successivamente a 1,30 euro)



Unicredit (+6%) a 2,424 ( toccata la resistenza di 2,50 segnalata nell'articolo di ieri) con i diritti saliti di un clamoroso +81% (a 0,85 euro). Attenzione ad Unicredit perchè i volumi odierni sono stati elevatissimi (230 Milioni di pezzi scambiati), il Macd sul grafico orario ha dato un segnale rialzista piuttosto evidente, e c'è un gap grafico fin quasi a 4 euro ad azione che potrebbe essere colmato nelle prossime settimane.  



Ottime le performance anche della Banca Popolare dell'Emilia Romagna +7,95 e di Fiat +5,5%. 
Da un punto di vista grafico la seduta odierna assume una notevole rilevanza. 
Osservando l'andamento dei prezzi dell'indice Ftse Mib (il primo grafico di questo articolo)  con candele a un'ora si può osservare la chiara rottura della trendline ribassista che ha portato il nostro listino dai 15600 punti ai 14400 punti in poche sedute. Infatti i prezzi sin sono portati rapidamente sopra i 14700 punti prima di scontrarsi sulla resistenza dei 14900 punti. A questo punto se il trend rialzista di brevissimo fosse confermato anche domani l'indice dovrebbe riportarsi rapidamente sui 15000 punti e successivamente a 15200 e 15300 punti. 
Al contrario l'eventuale ritorno al di sotto dei 14700 punti sarebbe piuttosto allarmante con successivi target ribassisti attorno ai 14500 e 14400 punti. 

Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund viaggia a quota 523 punti base mentre il rendimento del bond decennale italiano è rimasto sopra la soglia critica del 7% a quota 7,13%.

L'agenzia di rating Fitch ha messo nel mirino nuovamente il rating dell'Italia. In un'intervista a Reuters, il responsabile rating sovrani dell'area Emea dell'agenzia ha detto che il rating dei Paesi sotto revisione, come l'Italia, potrebbe essere tagliato di uno o due gradini. 
Lo stesso analista ha invece escluso un taglio del rating francese nel corso del 2012 e della tripla A tedesca. 
Va segnalato infine la grande attesa per l'incontro di domani a Berlino tra Mario Monti e Angela Merkel che potrebbe portare finalmente un po di pace sui mercati finanziari in preda a una crisi di fiducia a livello europeo mai raggiunta negli ultimi 10 anni. 



giovedì 8 dicembre 2011

Milano crolla del 4,3% nonostante il taglio dei tassi della BCE


Giornata da dimenticare per la borsa di Milano quella di oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 4,29% chiudendo a quota 14979 punti. Incredibile quanto accaduto nelle ultime 2 ore di contrattazione: l'indice è crollato del 4% passando dai 15700 ai 14900 punti in meno di due ore (una delle discese più violente in così poco tempo a cui ho assistito in questi anni) a seguito delle  dichiarazione espresse dalla Bce. 
Il Presidente Mario Draghi dopo aver annunciato un nuovo taglio del tasso di interesse dello 0,25% (riportando di fatto il tasso d'interesse all'1%, il minimo storico della BCE) ha chiarito una volta per tutte che la Bce non comprerà altri bond dei paesi sovrani in difficolta' sul mercato secondario dei titoli di stato. 
Il Presidente della Bce ha inoltre spiegato che non verrà effettuato un prestito agli stati in difficoltà attraverso il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Draghi infatti ha chiarito che prestare denaro all'FMI per comprare bond europei non e' compatibile con il trattato europeo. 
Come se non bastasse la Bce ha motivato il taglio dei tassi d'interesse con un netto calo delle aspettative di crescita economica per il 2012. 
In base alle ultime indicazioni il Pil europeo potrebbe contrarsi dello 0,4% l'anno prossimo riportando lo spettro recessione in tutta Europa, in particolare nei paesi più colpiti dalla crisi (Grecia e Italia in particolare).
Personalmente non sarei sorpreso da un crollo del Pil Italiano nel 2012 tra il 3% e il 5% a causa dell'aggravarsi della crisi e dalla manovra economica che limiterà notevolmente i consumi degli italiani. 
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il nuovo rialzo dello Spread tra titoli italiani e tedeschi a 10 anni che si è riportato a 444 punti base (+14% da ieri). 


Come si può facilmente osservare tali dichiarazioni hanno riportato il panico sui  Mercati finanziari e la rottura del supporto chiave dei 15400 punti ha innescato ulteriori ribassi anche per questioni tecniche. A questo punto la situazione torna di difficile interpretazione anche sul medio periodo e il vertice europeo di questo weekend deciderà molto probabilmente non solo l'evoluzione grafica del nostro listino ma anche il futuro dell'Europa.