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lunedì 11 giugno 2012
martedì 29 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
domenica 6 novembre 2011
Aggiornamento Cds, Spread e Rendimenti titoli di stato europei
Dopo settimane a dir poco turbolente facciamo il punto della situazione dei mercati finanziari e della situazione macroeconomica mondiale. Come tutti saprete la situazione europea rimane estremamente delicata e i Cds dei vari Piigs si mantengono sempre a livelli elevati:
Grecia: 5603 punti
Portogallo: 1037 punti
Irlanda: 719 punti
Italia: 492 punti
Spagna: 389 punti
Nell'occhio del ciclone c'è sempre la Grecia che in questa settimana ha visto crescere i rendimenti dei propri titoli di stato a livelli mai visti in precedenza:
Il grafico sottostante è alquanto emblematico e rappresenta l'andamento del rendimento dei titoli di stato a 1 anno che hanno raggiunto il 235% (con un picco del 250% nella giornata di giovedì).
Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato a 2 anni hanno raggiunto il 97,97% ( con un picco del 105% nella giornata di venerdì) , quelli a 5 anni hanno raggiunto il 38% e quelli a 10 anni al 26,7% mentre lo spread con i titoli tedeschi a 10 anni ha raggiunto il 24,94%!!!
Ovviamente tali valori sono insostenibili e porteranno la Grecia ad un rapido peggioramento della propria situazione economica nei prossimi mesi.
Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 11,88%.
Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è invece sceso negli ultimi mesi dal 14% al 8,22%.
Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è rimasto piuttosto costante negli ultimi mesi attestandosi al 5,58% nella seduta di venerdì.
Infine guardiamo la situazione italiana.
Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Italia è salito negli ultimi mesi dal 4,5% al 6,37%.
Contemporaneamente lo spread tra Btp e Bund tedesco è salito dall'1,5% di luglio al 4,55% di venerdì scorso.
La crisi di fiducia nei confronti della politica italiana è sempre più evidente e credo che le parole espresse dalla stampa italiana e internazionale
(http://www.corriere.it/politica/11_novembre_05/berlusconi-ft-pressing-dimissioni_0e322da6-0784-11e1-8b90-2b9023f4624f.shtml) esprimano al meglio la situazione attuale.
E se anche il ministro dell'economia Tremonti ha detto al primo ministro italiano : "Lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti. A torto o a ragione, il problema per i mercati e per l'Europa sei tu". credo che entro pochi giorni qualcosa dovrebbe cambiare.
A mio avviso, in questo momento, l'Italia e l'Europa si trovano di fronte a sfide economiche e politiche eccezionali ma in primo luogo va ripristinata la fiducia nelle istituzioni politiche e nei mercati finanziari (anche attraverso scelte coraggiose come quella di abbassare i tassi di interesse da parte della Bce nella giornata di gioved' scorso) altrimenti qualsiasi riforma delle pensioni, qualsiasi tassa, qualsiasi patrimoniale sarà quasi totalmente inutile.
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giovedì 8 settembre 2011
Aggiornamento Cds e rendimenti dei titoli di stato europei
Dopo alcune settimane ecco un rapido aggiornamento dei CDS. Come si può notare la Grecia continua ad essere un paese estremamente a rischio con il Cds che ha raggiunto quota 2650 punti. Al di là delle parole della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ieri ha paragonato la situazione italiana a quella greca, si può osservare che il Cds dei titoli di stato a 5 anni sull'Italia è a quota 434 punti, valore elevato ma ben al di sotto dei valori del Portogallo (1040 punti ) e dell'Irlanda (818 punti) .
Strana la situazione dei Cds degli stati uniti d'america ( a quota 51,6 punti) che nonostante il taglio del Rating di qualche settimana fa continuano a rimanere sugli stessi livelli e sopratutto rimangono il paese meno rischioso al mondo tra questi analizzati.
Per quanto riguarda i paesi più a rischio andiamo ad analizzare qualche grafico sulla curva dei rendimenti dei titoli di stato a 10 anni.
Il grafico sottostante mostra il rendimento dei titoli di stato tedeschi a 10 anni. Negli ultimi mesi c'è stato un vero tracollo e quest'oggi è sceso all'1,85%. La cosa che mi domando è perchè continuare a comprare un titolo di stato rischioso come gli altri ( perchè se salta l'italia, salta l'europa e anche la germania subirà una gravissima crisi economica e finanziaria) che rende l'1,85% annuo con una scadenza a 10 anni?
A questo punto credo sia necessario un ribilanciamento delle grandi banche internazionali sui vari paesi europei (in primis sull'Italia e sulla Spagna ma anche su Irlanda e Portogallo) particolarmente colpiti durante questa estate.
Discorso a parte merita la Grecia, che difficilmente riuscirà a salvarsi nonostante gli aiuti e i pacchetti a sostegno della sua economia e delle sue banche. Il grafico sottostante mostra l'andamento del rendimento dei titoli a 2 anni della Grecia. Quest'oggi è stato toccato un nuovo massimo storico al 55%.Valore più da fanta-finanza che da economia reale.....
giovedì 7 luglio 2011
I Cds del portogallo verso quota mille....
Aggiornamento dai mercati... in base all'ultimo aggiornamento disponibile i Cds del Portogallo hanno raggiunto un nuovo record portandosi a quota 982 punti ( fonte Cma market) mentre il rendimento dei titoli decennali portoghesi hanno superato il 13% ( esattamente a quota 13,06%, valore superiore del 18,5% rispetto a ieri).
Dopo la Grecia sembra che i problemi finanziari si stiano spostando sugli altri Piigs e i Cds dei vari paesi hanno intrapreso un nuovo e pericoloso sentiero di crescita.
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venerdì 17 giugno 2011
I cds della grecia volano oltre quota 2000 punti
In base ai dati di questa sera di Cma Market i Cds a 5 anni della Grecia hanno raggiunto la stratosferica cifra di 2237 punti base. Da notare l'incredibile salita del grafico negli ultimi 15 giorni.
Stessa tendenza anche per i rendimenti dei titoli a due anni sul debito greco. Il rendimento dei titoli a 2 anni ha superato quest'oggi la soglia del 30% prima di chiudere al 29,69% .
In rialzo anche il rendimento a 5 anni, salito al 20,72% e quello a 10 anni salito al 17,94%.
Vedendo questi tassi credo che questo weekend sarà cruciale per la politica economica internazionale. Lunedì prossimo o ci sarà un piano reale di sostegni e di aiuti economici da parte della Bce e del Fmi oppure la Grecia potrebbe dichiarare default. Mi auguro che i vertici finanziari mondiali capiscano i pericoli dell'attuale situazione e trovino una soluzione adeguata.
Questi invece i valori dei Cds dei vari paesi sviluppati aggiornati a ieri sera dal sito Cnbc:
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venerdì 29 aprile 2011
Portogallo e Grecia ancora sotto pressione mentre la Ue apre un'inchiesta sui Cds
Mentre le borse europee hanno chiuso l'ennesima giornata in territorio positivo la situazione del Portogallo e della Grecia si fa giorno dopo giorno più preoccupante:
L'interesse dei titoli a 10 anni di Lisbona è balzato al record del 9,76%.
Nuovi record anche per il rendimento dei bond ellenici a due anni, salito al 26,01%, mentre quello sui titoli decennali ha toccato il 16,01%.
Lo spread tra il decennale greco e il corrispettivo bund tedesco si attesta a 1.275 punti, mercoledì 27 aveva segnato il record dall'introduzione dell'euro a 1.307 punti.
A questo punto sembra che la Grecia non possa farcela ad uscire da questa situazione e che una ristrutturazione parziale del debito sia inevitabile.
Tuttavia è il Portogallo ora ad essere sotto pressione in quanto entro giugno Lisbona dovrà rimborsare prestiti per 5 miliardi di euro. Per non arrivare impreparata all'appuntamento il Paese ha messo in calendario un'asta per raccogliere fino a un miliardo la prossima settimana, il 4 maggio.
Il piano di salvataggio per il Portogallo sarà pronto entro il 16 maggio", ha assicurato il primo ministro portoghese ad interim, Jose Socrates, ma i mercati rimangono alla finestra in attesa di saperne i dettagli.
Nel frattempo il mercato dei Credit Default Swaps , (i famosi Cds, cioè i derivati che assicurano sul rischio fallimento) è finito sotto inchiesta dell'Antitrust Ue. La Commissione europea ha infatti deciso di avviare due indagini. La prima è per verificare se ci sia stato un abuso di posizione dominante e riguarda 16 banche d'investimento internazionali (JP Morgan, Bank of America, Merrill Lynch, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Commerzbank, Credit Suisse, First Boston, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland, UBS, Wells Fargo Bank/Wachovia, Credit Agricole and Societè Generale) e la società Markit, il principale provider di informazioni finanziarie sui Cds.
In pratica Bruxelles sospetta che le banche abbiano avuto un accesso privilegiato alle informazioni di Markit.
L'altra inchiesta riguarda invece i rapporti tra la clearing house leader per i Cds, la Ice Clear Europe, e nove banche che avrebbero usufruito di notevoli vantaggi finanziari: ( Bank of America Corporation, Barclays Bank, Citigroup , Credit Suisse, Deutsche Bank , Goldman Sachs , JP Morgan Chase , Morgan Stanley , UBS ).
I contratti tra la società The Clearing Corporation, di proprietà di Ice, e le nove banche contengono una serie di disposizioni (tariffe preferenziali e partecipazione ai profitti) che potrebbero indurre le banche a rivolgersi unicamente a Ice come camera di compensazione. In tali condizioni, dice l'Antitrust europeo, le altre camere di compensazione potrebbero avere difficoltà a farsi largo nel mercato e gli altri soggetti del settore non avrebbero possibilità reale di scelta per compensare i contratti.
Personalmente ritengo sempre più urgente una riforma internazionale dei mercati finanziari basata sulla trasparenza e sulla riduzione delle leve finanziarie. A mio avviso i Cds andrebbero innanzitutto regolamentati con normative molto rigide e severe sugli scambi di questi strumenti, e in secondo luogo dovrebbero essere visibili da parte di tutti e non solo da parte degli operatori specializzati ( Trovare i valori aggiornati dei Cds in rete è ormai davvero un'impresa ).
Terzo punto: ridurre la leva finanziaria e l'uso dei derivati in mano alle banche. Sono passati circa 3 anni dallo scoppio della bolla dei mutui-subprime ma la speculazione sui mercati delle materie prime e su tanti altri strumenti tramite i derivati invece di diminuire è aumentata a dismisura...e tutti sappiamo poi cosa è successo a settembre 2008....
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giovedì 28 aprile 2011
Bernanke spinge Wall Street sui massimi dell'anno
Questa sera la Fed ha deciso di lasciare i tassi di interesse invariati tra lo 0% e lo 0,25% ( minimo storico a cui si trovano da dicembre 2008). Nessuna novità invece per quanto riguarda il piano di Quantitative Easing: il piano di acquisto da 600 miliardi di dollari dovrebbe essere portato a termine nei prossimi mesi ( giugno 2011) senza ulteriori rinnovi. Nel comunicato si legge che la ripresa economica sta procedendo a ritmo moderato e che le condizioni del mercato del lavoro continuano a migliorare gradualmente. Resta tuttavia depresso il settore immobiliare; continua invece il trend di espansione per i consumi e per gli investimenti delle imprese.
Bernanke ha detto, inoltre, di attendersi un primo trimestre «relativamente debole», sotto il 2 per cento di crescita del Pil, mentre nel 2011 dovrebbe arrivare al 3,1%-3,3% ( contro la precedente stima fissata a 3,4% a 3,9%). La Fed si attende un'accelerazione della crescita economica nel 2012 e nel 2013.
In miglioramento le stime sulla disoccupazione 2011 che sono state tagliate al 8,4-8,7% da 8,8-9%.
Wall street ha festeggiato queste notizie portandosi sui nuovi massimi dell'anno:
Dow Jones a 12700 punti (+ 0,8%) , Sp500 a 1355 punti (+0,7%), Nasdaq 2869 punti (+0,8%).
Guardando questo grafico di lungo periodo sembra che l'indice Dow Jones possa continuare la propria salita verso i 13000 punti nelle prossime settimane anche perchè la rottura dei massimi precedenti ha riportato la fiducia degli investitori sull'attuale trend rialzista di lungo periodo iniziato a marzo 2009.
Volendo fare una valutazione macroeconomica il mercato americano appare a mio avviso sopravvalutato rispetto ai valori fondamentali. I rischi di inflazione appaiono ogni giorno più evidenti ed il rialzo record dell'oro, salito a 1530 dollari l'oncia, e del petrolio, tornato a 113 dollari al barile dovrebbero far riflettere molto i vertici delle banche centrali del mondo, in particolare la Fed che continua con la propria politica espansiva a gonfiare una bolla azionaria che prima o poi è destinata a scoppiare.
Vi lascio con i valori serali dei cds tratti dal sito Cnbc.
Per la cronaca i rendimenti dei titoli a due anni della grecia sono saliti al 24,5%
lunedì 18 aprile 2011
Aggiornamento Cds, Grecia oltre i 1300 punti
A conclusione di questa giornata piuttosto movimentata vi lascio con l'ultimo aggiornamento dei Credit Default Swaps (Cds). Dopo tutte le notizie negative il Cds greco ha sfondato tutti i precedenti record portandosi a quota 1325 punti. Sappiamo che questi contratti non sono regolamentati e sono oggetto di speculazioni di massa ma un valore del genere è davvero oltre ogni limite. Il mercato ormai sta scontando lo scenario peggiore e il rendimento dei titoli di stato a 2 anni della Grecia ha raggiunto il 19,13%. Per fare un paragone se fate una scommessa sportiva sul Milan vincitore del campionato italiano di Calcio ( al momento quotato a 1,04) fate un investimento molto meno rischioso rispetto al comprare un titolo di stato Greco.
Il grafico qui a lato è invece relativo ai Cds degli Usa quest'oggi saliti del 16,2% a quota 49,3 punti. Nei prossimi giorni sarà molto importante monitorare eventuali salite oltre i 52 punti che sarebbero un chiaro segnale di allerta per i listini americani e di conseguenza per i listini azionari internazionali. giovedì 14 aprile 2011
Allarme rosso Piigs: la Grecia sta fallendo??
Giornata molto significativa quella odierna per i mercati internazionali. A tornare sotto l'occhio dei riflettori è stata la Grecia insieme a tutti gli altri Piigs.
Il rendimento dei titoli di Stato della Grecia con scadenza a 10 anni è salito di 31 punti base al 13,04%.
Il rendimento dei titoli di Stato ellenici a 2 anni è salito al 17,5%, si avete capito bene, il 17,5%. Questi rendimenti incorporano un rischio di default imminente per la Grecia nonostante il ricorso agli aiuti europei dei mesi scorsi.
Il ministro delle Finanze di Atene ha detto al Financial Times che il Paese corre il rischio di non riuscire a tornare sul mercato del debito neanche l'anno prossimo.
La situazione degli altri Piigs non è molto rassicurante. Il rendimento dei titolo dell'Irlanda è salito di 28 punti base al 9,01% e quello del Portogallo di 14 punti base all'8,89%, il massimo dal 1997. Anche il rendimento del Btp italiano è leggermente salito al 4,70% e lo spread con il Bund tedesco si è ampliato a 129 punti, dai 120 di ieri.
A mio avviso la situazione della Grecia è ormai al collasso, ma anche Irlanda e Portogallo in questo momento devono essere monitorate con attenzione.
Totalmente diversa è la situazione italiana con rendimenti e rischiosità ancora nella norma.
La vera incognita è su cosa potrebbe accadere all'europa e all'euro qualora salti la Grecia e poi l'Irlanda e poi il Portogallo? Per ora è meglio non pensarci altrimenti si rischiano molti mal di pancia.
La tabella seguente mostra i valori dei Cds a 5 anni tratti da Cnbc.
Come potete osservare i Cds greci si sono portati a quota 1166 punti ( nuovo record storico) ma anche quelli del Portogallo e dell'Irlanda non scherzano.
Attenzione ai prossimi giorni poiché potrebbe arrivare l'ennesimo downgrade sulla Grecia.
I mercati europei hanno risentito piuttosto nettamente di queste notizie ed hanno chiuso tutte in calo attorno all'1%.
Il Ftse Mib ha archiviato la seduta in ribasso dell'1,19% a quota 21833 punti. Come scrivevo qualche giorno fa mi aspettavo un ritorno sul supporto dei 21800 punti e a questo punto si aprono due scenari. Il primo è un ulteriore affondo verso il supporto chiave dei 21600-21650 punti: qualora venisse violato questo livello il trend di medio periodo diventerebbe negativo.
Il secondo scenario è un rimbalzo da questi livelli con primo target 22000 punti e successivamente a 22200 punti.
venerdì 1 aprile 2011
I CDS (Credit Default Swaps) tornano a correre, una breve analisi dei Piigs e non solo..
Aggiornamento dai mercati. I Credit Default Swaps di alcuni paesi sono saliti vertiginosamente durante la seduta odierna. In alcuni casi i rialzi hanno sfiorato l'8%!
La situazione greca appare giorno per giorno insanabile , ormai i cds viaggiano costantemente oltre quota mille (1046 per la precisione), lasciando trasparire difficoltà economiche sempre più gravi. A ruota segue l'Irlanda funestate dalle difficoltà del settore finanziario di cui parlavo nell'articolo precedente. Dublino è il secondo paese più a rischio default in Europa ( Cds a 662 punti) e credo che la Bce dovrà inventarsi qualcosa per aiutare questo paese. Il pil Irlandese è pari a 287 Miliardi di euro; in termini percentuali sarebbe necessario un 8% di pil irlandese solo per ricapitalizzare alcune delle banche più in difficoltà. Non so dove il governo irlandese possa trovare simili cifre se non all'estero (BCE, FMI, o simili).
In netta difficoltà anche il Portogallo (cds a 587 punti) che si trova ad affrontare probabilmente la peggiore crisi economica della storia recente senza alcun governo. Gli ultimi dati inoltre sono alquanto preoccupanti: Deficit di bilancio 2010 balzato all'8,6% (contro aspettative del 7,3%) . Ovviamente il mercato si è accorto di tutti questi problemi e chiede un rendimento dell'8,4% per i titoli decennali portoghesi, (ben il 5% in più di un equivalente titolo tedesco).
La Spagna ( cds a 236 punti) tutto sommato ha dei problemi ma a mio avviso ha ancora margini di manovra per evitare il peggio. Qualora i Cds Spagnoli arrivassero oltre quota 300 allora la situazione tornerebbe critica.
L'Italia zoppica, non cresce, ha mille problemi, ma rispetto agli altri Piigs è messa meno peggio e negli ultimi giorni i suoi Cds sono tornati a livelli accettabili (152 punti). Un eventuale ritorno sopra quota 200 dovrebbe far scattare i primi campanelli d'allarme.
Attenzione alla prossima riunione della Bce in materia di tassi di interessi. Un eventuale rialzo dei tassi di interesse dello 0,25%, costerebbe all'Italia circa 4,7 Miliardi di euro all'anno di maggiori interessi da pagare. E questo andrebbe a incidere negativamente sia sul deficit corrente, sia sul rapporto debito/Pil ormai proiettato verso il 123% a fine 2011.
P.s. non guardiamo solo ai Piigs, anche la rischiosità del Giappone è cresciuta notevolmente nell'ultimo mese causa terremoto-incidente nucleare di Fukushima, e voglio ricordare che il Giappone ha un rapporto debito/Pil superiore al 200%.
mercoledì 23 marzo 2011
Cari vecchi Piigs: ora tocca all'Irlanda
Rieccoci ancora una volta a parlare dei cari amici Piigs. Nelle ultime settimane gli eventi internazionali hanno avuto la meglio sui problemi del debito pubblico dell'Europa.
Pochi minuti fa a tornare sotto osservazione è stata l'Irlanda.
Il rendimento dei titoli decennali irlandesi è salito stamane al 10,06% , il massimo dall'introduzione dell'euro. Contemporaneamente lo spread tra titoli irlandesi e titoli tedeschi è salito a 462 punti base.
Il mercato a questo punto scommette su una ristrutturazione del debito di Dublino che già è in difficoltà a pagare il 5,80% di interessi sul prestito agevolato da parte della Ue-Fmi.
Oggi pomeriggio alle 15 il governo portoghese dovrà votare il piano di risanamento delle finanze pubbliche. Attenzione a cosa potrebbe accadere in caso di esito negativo del piano.
La tabella sottostante esprime più di mille parole le preoccupazioni sulla tenuta delle finanze pubbliche europee. Notare i rialzi vertiginosi dei Cds sul Portogallo e sull'Irlanda.
Cds a 5 anni
martedì 15 marzo 2011
Aggiornamento dai mercati..anche l'Europa crolla
Drastica accelerazione ribassista per i mercati europei in questi ultimi minuti. I precedenti supporti sono stati rotti come burro e il Ftse Mib si è spinto fino ai 21000 punti (-3,7%) mentre il Dax tedesco è in calo del 5% e i future sugli indici americani sono in calo del 2,6%.
Difficile dire cosa accadrà da qui alla chiusura dei mercati ma i nervi sono a fior di pelle e i volumi sono elevatissimi ( scambiati già 25000 contratti del Fib) mentre sono state violate alcune medie mobili di lungo periodo.
A scatenare quest'ulteriore ondata ribassista la notizia relativa al reattore numero 4 di Fukushima come riporta la Repubblica:
" Potrebbe essere in ebollizione il combustibile nucleare esaurito custodito nel bacino di stoccaggio presente all'interno del reattore 4 nella centrale atomica di Fukushima 1: lo ha reso noto la Tepco. A causa dell'ebollizione il livello dell'acqua potrebbe dunque abbassarsi, rendendo più grave il pericolo di fusione del nocciolo".
Vi allego due grafici molto interessanti
Questo qui a sinistra è dei Cds a 5 anni della Tokyo Electric Power Company che stanno salendo in linea retta. Oggi a quota 386 punti +159% da ieri!!
Il secondo grafico invece è relativo al Cds a 5 anni del Giappone, salito questa mattina a 115 punti in rialzo del 19% da ieri. Insomma in soldoni la rischiosità del paese è aum
giovedì 10 marzo 2011
Moody's taglia ancora il Rating spagnolo, Cds alle stelle per i Piigs
Apertura in deciso ribasso per le borse europee stamane.In questo momento il Ftse Mib accusa un calo dell'1,35% a quota 22150 punti. A scatenare le vendite ci ha pensato l'agenzia di Rating Moody's che ha deciso di abbassare il giudizio di merito sulla Spagna da Aa1 a Aa2 con outlook negativo. L'agenzia giustifica il taglio con le persistenti preoccupazioni sulla sostenibilità delle finanze spagnole e sulla capacità del governo di Madrid di gestire i conti pubblici, specie sullo sfondo di prospettive di crescita economica solo moderate nel medio-lungo termine. A peggiorare il quadro, prosegue il comunicato, c'è la necessità di risanare un settore bancario in difficoltà. Moody's stima in 40-50 miliardi di euro il probabile costo complessivo da sostenere per la ristrutturazione del settore bancario spagnolo: cifre che l'agenzia indica come superiori a quelle preventivate dal governo, dunque con ulteriori conseguenze negative sul debito pubblico.
La reazione sui mercati non è stata molto allegra e le vendite sono tornate copiose sopratutto per il settore bancario con ribassi vicini al 2% per molti titoli.
I valori dei Cds sono saliti ulteriormente ieri sera:
Grecia 1063 punti ( nuovo record storico)
Irlanda 592 punti
Portogallo 489,9 punti
Spagna 248 punti
Italia 178 punti
Vi segnalo inoltre che il rendimento dei btp decennali italiani è arrivato stamane al 5%!.
martedì 8 marzo 2011
Milano snobba la Grecia e le incognite sui debiti europei
Il futuro della Grecia è sempre più cupo. Ieri l'agenzia di Rating Moody's ha ridotto di ben tre gradini il merito di credito della Repubblica Ellenica portandolo da Ba1 a B1 ben al di sotto del livello di investment grade. Tale downgrade ha collocato Atene sullo stesso livello di Bielorussia e Bolivia, ritenendo che sono aumentate le probabilità di default del Paese. Immediata la reazione del governo di Atene secondo cui il taglio del rating deciso da Moody's è completamente ingiustificato perché non riflette un'obiettiva e bilanciata valutazione delle condizioni a cui il Paese sta facendo fronte. A mio parere la situazione in Grecia è estremamente grave e ritengo appropriato questo nuovo livello di rischio. Basta guardare i rendimenti dei titoli di stato Greci per capire quanto rischiosa e complicata sia diventata la situazione per la Grecia.
I bond decennali ellenici rendono il 12,82% , il massimo storico, mentre i Cds a 5 anni hanno toccato quota 1035 punti. In soldoni significa che il rischio di default della Grecia non è mai stato cosi alto fino ad oggi.
Segnali preoccupanti in tal senso arrivano anche dai valori dei Cds dell'Irlanda (593) e del Portogallo (489). Strano che i mercati finanziari non notino che l'indice greco è in calo del 2% e che l'effetto di un possibile contagio tra i vari Piigs possa diventare qualcosa di molto vicino e pericoloso.
In questo contesto, con il Petrolio che continua a viaggiare costantemente sopra i 105 dollari al barile a New York e a 114 dollari ( il brent, vedi quotazioni) l'indice di Milano è riuscito a chiudere in rialzo dello 0,94% a quota 22353 punti grazie al buon avvio di Wall Street, ora in progresso dell'1%.
In questi ultimi due giorni la volatilità intraday è stata molto elevata e i cambi di direzione sono stati violenti e fuorvianti. Tuttavia la chiusura odierna sembra voler ridar slancio al trend rialzista che in questi ultimi giorni è stato più volte sotto pressione.
Per domani qualora il rialzo dovesse continuare sarà possibile un ritorno verso quota 22400 ed anche 22500. L'eventuale rottura dei 22500 punti potrebbe proiettare l'indice nuovamente sui 22700 punti. Al contrario in caso di nuovi ribassi ci sarebbe un ritorno in area 22250 punti e successivamente anche a 22200 e 22120 punti.
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lunedì 10 gennaio 2011
Tornano gli orsi a Piazza Affari: Ftse Mib -2,3%
Giornata molto pesante a Milano quest'oggi. Il Ftse Mib ha accusato un calo del 2,36% a quota 20058 punti affossato dal comparto bancario (Intesa San paolo -5,7%, Popolare Milano -4,9%, Unicredit -3,7% ) . A destare preoccupazione sui mercati sono come al solito i bilanci dei vari paesi europei, in particolare quelli di Spagna e Portogallo.
I valori dei Cds sono tornati a salire in maniera piuttosto decisa negli ultimi giorni e credo che ne vedremo ancora delle belle nelle prossime sedute.
La tabella qui sotto si commenta da sola:
Da un punto di vista macro nei prossimi giorni saranno da monitorare le numerose aste di titoli di stato di alcuni Piigs, Portogallo in primis: i titoli di stato a 10 anni portoghesi oggi rendevano il 7,15%!
Graficamente parlando il trend giornaliero è stato estremamente ribassista e la chiusura sui minimi di giornata conferma la forza del trend in atto. Probabile un ulteriore ribasso domani con primo target a quota 20000 e successivamente a quota 19800 punti. In caso di ulteriori accelerazioni ribassiste non escludo un ritorno sui 19600-19500 punti. Al contrario in caso di rimbalzi tecnici la prima resistenza passa attorno ai 20200 punti e successivamente a 20400 punti. La debolezza del settore bancario rende il nostro indice particolarmente esposto in caso di ribassi, quindi opterei per una scelta attenta dei titoli in portafoglio.
Da segnalare Fiat che anche oggi è riuscita a chiudere in rialzo +1,4% dopo la notizia che l'a.d. Marchionne ha annunciato che la quota di Fiat in Chrysler è salita dal 20% al 25% e durante quest'anno potrebbe salire al 51%.
giovedì 6 gennaio 2011
La befana porta bene a piazza affari, ma il finale è preoccupante
Chiusura in rialzo per la borsa di milano quest'oggi. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,42% a quota 20637 punti.
Dopo un'avvio in netto rialzo l'indice principale di Piazza Affari si aggirava attorno ai 20850 punti verso ora di pranzo, in progresso dell'1,5%, sostenuto dall'ottimo dato sugli ordinativi alle fabbriche tedesche (+5,2%). Nel primo pomeriggio ci sono state le prime prese di beneficio dopo il dato deludente sui sussidi di disoccupazione americani uscito peggio delle attese a 409 mila unità. Successivamente il crollo dell'euro fino a quota 1,30 ha innescato una serie di vendite piuttosto intense che hanno trascinato in rosso quasi tutti i listini europei. Il calo dell'euro è dovuto ai soliti problemi dei paesi europei più indebitati , i cosiddetti Piigs. Quest'oggi i valori dei Cds sono saliti quasi a livelli record:
Grecia : 1022
Irlanda : 628,5
Portogallo: 500,9
Spagna : 339
Italia: 235,2
A preoccupare gli investitori nelle ultime ore è sopratutto l'Irlanda che in base agli ultimi dati disponibili è sempre più in crisi. A dicembre infatti il tasso di disoccupazione è salito al 13,4% dal 13,2% di novembre.
Oggi ho aperto una posizione ribassista su milano ( vedi il link operazioni condivise) attorno ai 20800 punti, in quanto mi aspetto qualche calo nei prossimi 2-3 giorni.
Graficamente parlando il nostro indice si trova in un trading range da varie settimane e soltanto il superamento dei 21000 punti potrebbe dare una certa direzionalità per le prossime settimane. Quest'oggi l'indice è stato respinto dalla resistenza posta a 20900 punti e nel finale di seduta è letteralmente crollato complice il calo di Wall Street. Probabile a questo punto un ritorno sui 20500 punti nella mattinata di domani ed eventualmente a quota 20300 punti in caso di ribassi violenti. Al contrario in caso di recupero è possibile un ritorno a quota 20800 punti in un primo momento, e successivamente a 20900.
giovedì 30 dicembre 2010
L'ultima seduta del 2010 si chiude in ribasso: Ftse Mib -1,45%
Chiusura in deciso calo per la borsa di milano quest'oggi. Dopo una apertura piuttosto debole l'indice ha continuato a scendere per tutta la seduta per chiudere vicino ai minimi di giornata in calo dell'1,45% a quota 20173 punti. Nonostante i buoni dati macro americani che hanno visto le richieste di disoccupazione calare a 388 mila unità, il Ftse Mib non è riuscito ad arginare le perdite. A penalizzare il listino milanese è stato sopratutto il settore bancario ( unicredit -3% e intesa san paolo -2,3%) a causa dell'esito delle aste di titoli di stato piuttosto deludenti di questi giorni. In particolare il rendimento del Btp decennale è salito al 4,86% scatenando le tensioni anche sul mercato azionario. Piuttosto preoccupante è l'andamento dei Cds a 5 anni, che in questi giorni sono tornati a livelli record:
Grecia 1021
Irlanda 620
Portogallo 496
Spagna 348
Italia 238
I conti pubblici di questi paesi sono ancora allo sbando e l'andamento delle borse ha segnalato questo problema in tutta la sua gravità ai vari investitori.
Nel 2010 il listino milanese è sceso del 13,2%, mentre la borsa tedesca è cresciuta del 16%. Il cac40 francese ha accusato un calo del 2% in questo anno mentre il Dow Jones americano è salito quasi del 10%. Inutile sottolineare che gli investitori stanno scappando dal listino italiano per rivolgersi in porti più sicuri. Allargando il confronto ad altri indici la situazione diventa davvero allarmante.
Infatti anche l'indice inglese è riuscito a guadagnare il 10% nel 2010 mentre soltanto la spagna è riuscita a fare peggio dell'italia, accusando un calo vicino al 18%. Vedremo cosa accadrà nel 2011, ma se queste sono le premesse, per i piigs non credo che sarà un anno facile.
Infine diamo uno sguardo al grafico giornaliero del Ftse Mib.La chiusura sui minimi di giornata denota una pressione ribassista piuttosto importante che potrebbe continuare anche nelle prossime sedute. Probabile un ritorno in area 20000 punti quando la borsa aprirà i battenti il 3 gennaio 2011. Qualora venisse violato questo supporto non escludo rapide discese verso i 19800 punti. Al contrario, qualora vi fosse un rimbalzo tecnico l'indice italiano potrebbe spingersi sui 20300 punti e successivamente in area 20380-20400 punti.
Da segnalare che alla riapertura della borsa Fiat verrà scissa in due società ( Fiat auto che secondo gli analisti dovrebbe valere attorno a 6,60 euro ad azione e Fiat industrial attorno ai 9,3-9,4 euro ad azione). Personalmente ritengo questi valori sopravvalutati del 2-3% rispetto ai valori odierni, ma il mercato risponderà ai miei dubbi.
mercoledì 1 dicembre 2010
Scatta il rimbalzo: Ftse Mib + 2,4%
Dopo molti giorni di ribassi finalmente gli indici azionari sono riusciti a recuperare terreno. I rialzi sono iniziati dalle prime battute e si sono consolidati nel corso della seduta. A fine giornata il bilancio è nettamente positivo con il Ftse Mib che ha recuperato il 2,41% a 19566 punti. Buoni anche i rialzi del resto d'europa :
Germania + 2,66%
Inghilterra + 2,07%
Francia + 1,55%
Spagna + 3,79%
Da sottolineare il recupero dell'indice spagnolo che era stato tra i più penalizzati nelle ultime sedute. A guidare i rialzi ci ha pensato al solito Wall Street che adesso guadagna il 2,33% sospinta dagli ottimi dati macro. In particolare il dato sulla variazione occupazionale non agricola è risultata nettamente migliore delle attese con una crescita di 93 mila posti di lavoro ( attese di + 65 mila). Discreto il valore della produttività non agricola cresciuta del 2,3% . Non male anche l'indice Ism Manifatturiero a quota 56,60 contro attese di 56,40.
A beneficiare del rialzo odierno sono stati sopratutto i titoli bancari, in particolare Unicredit che è salita del 6,5% a quota 1,5880 con grossi volumi.
Il Btp che avevo segnalato nel post di ieri è salito dell'1,5%!
In calo invece i CDS dei vari piigs e in particolare per quelli italiani dopo la bufera dei giorni scorsi. Vedremo se nei prossimi giorni il mercato tornerà più sereno.
Notizie contrastanti invece per il mercato dell'auto: a novembre le vendite sono in flessione del 21,13%, a 145.198 unita'. Sugli undici mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -8,22%, a 1.829.117 unita'. Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles in Italia segnano un calo del 26%, a 41.376 unita', contro le 55.889 di novembre 2009. la quota del gruppo scende al 28,5%.
Da un punto di vista tecnico l'indice italiano ha finalmente mostrato l'intenzione di recuperare terreno e la forza odierna dei titoli bancari suggerisce qualche possibilità di recupero anche per i prossimi giorni. La chiusura sui massimi di giornata è sicuramente un segnale incoraggiante. L'eventuale rottura dei 19600 punti darebbe nuova linfa vitale agli acquisti che potrebbero proiettare il nostro indice dapprima sui 19800 punti e successivamente a ridosso dei 20000 punti dove dovrebbero tornare le vendite. In caso di ribassi al contrario, l'indice italiano potrebbe testare il supporto dei 19500 punti e successivamente quello dei 19400. Difficile un ritorno nel breve termine al di sotto di questo livello ma se dovesse verificarsi il successivo target è posto a 19200 punti.
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