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martedì 10 aprile 2012

Il disastro: Milano crolla del 5% e lo spread torna sopra 400 punti


Disastro. Una semplice parola basta e avanza per commentare la seduta odierna di borsa. Raramente ho assistito a una debolezza simile del mercato azionario italiano e il bilancio finale è a dir poco raccapricciante: A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 4,98% a quota 14458 punti. 
Sul listino spiccano i ribassi di Intesa Sanpaolo (-7,9%), Unicredit (-8,1%) e Banco Popolare (-7,3%), anche se le peggiori sono state A2A (-8,1%) e Stm (-8,2%). Male anche Fiat (-6% a quota 4 euro).

Sul fronte macroeconomico va segnalato il deciso peggioramento dello Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni salito oltre la soglia psicologica dei 400 punti base a quota 404 punti. 
Osservando il grafico sottostante la situazione appare decisamente allarmante in quanto lo spread dopo essere sceso attorno ai 270 punti base a inizio marzo, nel giro di pochi giorni è tornato su dei livelli estremamente elevati. I prossimi target in tal senso potrebbero aggirarsi intorno ai 415 punti base e successivamente a 430 punti base. Un eventuale rialzo oltre i 450 punti base potrebbe essere interpretato come punto di non ritorno in quanto a  quel punto sarebbe chiaro il successivo allungo in area 500 punti e successivamente a 550 punti base, massimo registrato a novembre 2011.
Al contrario soltanto un ritorno al di sotto dei 375 punti base riporterebbe un po di tranquillità sulla solvibilità dell'Italia e sul mercato azionario italiano. 


Va segnalato che il rendimento dei btp decennali è tornato al 5,69% valore molto elevato che spinge gli investitori internazionali e non a dirigersi su investimenti meno rischiosi.  


Sul fronte internazionale invece il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni è salito al 5,93% (spread con i titoli tedeschi a 430 punti base) mentre il rendimento dei titoli a 10 anni francesi è salito al 2,89% ( con lo spread con i titoli tedeschi salito a 125 punti base).


Tra le altre notizie va anche evidenziato che l'Iran ha confermato di aver bloccato le esportazioni di petrolio in Spagna dopo aver annunciato di non esportare piu' un barile in Grecia, paese che gia' diversi mesi fa ha avviato negoziati con Russia, Irak, Arabia Saudita e Libia per garantirsi gli approvvigionamenti. L'Iran e' sotto embargo petrolifero graduale da parte della Ue. Secondo la tv di stato iraniana Press Tv sarebbero state bloccate anche le esportazioni di petrolio a Italia e Germania. 
A mio avviso questo potrebbe provocare ulteriori tensioni sui prezzi del greggio causando di conseguenza una recessione ben più grave del previsto su tutta Europa. 

Per quanto riguarda il segmento azionario va sottolineato che il listino italiano è stato il peggiore d'europa con il suo -5%. Leggermente meglio il listino francese Cac 40 (-3,1%), quello spagnolo Ibex 35 (-2,9%), Dax -2,5%.


Da un punto di vista grafico si può osservare che la rottura della trendline rialzista di medio periodo ha innescato nei giorni scorsi le prime vendite attorno ai 16800 punti che hanno riportato rapidamente sull'importantissimo supporto dei 14400-14350 punti. Con il crollo odierno da inizio 2012 l'indice italiano accusa una perdita del 4% ed è tornata sui livelli di novembre 2011.
L'eventuale rottura di questo livello sarebbe molto critico in quanto aprirebbe lo spazio a nuovi minimi in area 14200 e 14000 punti. Eventuali crolli al di sotto dei 14000 punti innescherebbero ulteriori cali fino a 13800, 13500 e infine a 13200-13000 punti. A quel punto il mercato toccherebbe dei nuovi minimi assoluti e soltanto la fantasia potrebbe aiutarci a stabilire nuovi target ribassisti per i prossimi mesi : 12.000 punti o peggio ancora 10.000 punti.
Al contrario eventuali rimbalzi tecnici dovrebbero riportare l'indice attorno ai 14800 punti e successivamente a 15000  e 15200 punti. Sebbene il trend sia ampiamente ribassista tale scenario non è assolutamente da escludere dato l'elevatissimo livello di ipervenduto raggiunto sul listino italiano.
Dopo 5 giorni di violenti cali si spera in qualche timido tentativo di recupero anche perchè il pessimismo nei cuori degli investitori è tornato a livelli che non si registravano da novembre.   


giovedì 29 marzo 2012

Torna la paura sui Mercati: Milano perde il 3,3%


Nuova giornata di passione per gli investitori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,30% a quota 15908 punti. Violenti i cali del settore bancario: sono scivolate del 10-11%% Mps e Bpm, seguite dal Banco Popolare (-7%) e Ubi (-6,5%). Male anche Intesa San paolo (-5,3%) e Unicredit (-5,9%). 
Da segnalare anche il tonfo di Premafin (-14%),Fondiaria Sai (-14%) e Unipol (-3% oggi dopo il-7% di ieri). 
Da un punto di vista grafico la situazione volge al peggio per il listino italiano che durante tutta la seduta ha mostrato un'estrema debolezza ed infatti ha chiuso sui minimi di giornata. Va segnalato inoltre che si tratta del 3° ribasso consecutivo e che milano ha perso oltre 1000 punti negli ultimi 8 giorni. 
Come si può osservare dal grafico sottostante, quest'oggi è stata rotta al ribasso la trend-line rialzista di medio periodo passante attorno ai 16400 punti. I successivi supporti sono stati rotti abbastanza facilmente e la chiusura al di sotto della media mobile a 200 giorni è un segnale piuttosto allarmante per il listino azionario italiano. Inoltre l'oscillatore Macd ( rappresentato al di sotto della linea dei prezzi) ha assunto una pendenza negativa e conferma il downtrend di breve periodo. A questo punto, l'eventuale rottura dei 15900 punti aprirebbe le strade a un nuovo ribasso con target immediato a 15800 punti e successivamente sull'importantissimo supporto statico passante in area 15640-15600 punti. Tuttavia, data la violenza del ribasso degli ultimi 3 giorni mi aspetto qualche tentativo di rimbalzo per domani mattina con primi target passanti in area 16000 punti e 16200 punti. Soltanto il ritorno sopra i 16500 punti riporterà un po di fiducia sul mercato italiano ma al momento mi sembra uno scenario meno probabile. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato che le nuove previsioni sul Pil italiano da parte dell'Ocse parlano di una contrazione del Pil nel corso del primo trimestre del -1,6% e di un -0,1% nel secondo trimestre. ( Pochi giorni fa in quest'articolo ( italia-sempre-piu-in-crisi ) avevo scritto che mi aspettavo un calo del Pil italiano a fine 2012 tra il -1,5% e il -2%.... 
Queste notizie hanno portato al nuovo rialzo dello Spread con i titoli tedeschi a 10 anni salito a quota 346 punti base. Il rendimento del Btp decennale è infatti nuovamente salito al 5,21%. 
L'eventuale superamento dei 350 punti sarebbe molto preoccupante e aprirebbe lo scenario a nuovi crolli borsistici. Infatti osservando il grafico sottostante lo spread potrebbe facilmente tornare sui 375 punti e successivamente a quota 400 punti. 


Sul fronte internazionale tornano i timori di un rallentamento dell'economia mondiale e del rischio sovrano per la Zona euro. Oggi S&P ha detto che la Grecia potrebbe ristrutturare il suo debito un'altra volta e questo comporterebbe un nuovo impegno da parte del Fondo Monetario Internazionale.
Ma molte tensioni si possono notare anche nell'andamento dei rendimenti dei titoli portoghesi e spagnoli....



Sul fronte automobilistico va segnalato il nuovo rincaro dei prezzi della benzina che nei distributori Ip e Shell ha superato quota 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro.  
Secondo Federauto (Paolo Bernacchi) le immatricolazioni a Marzo subiranno un vero e proprio tracollo (-32%) . Il numero uno di Federauto aggiunge: "voglio sottolineare che l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC, sta dando i suoi frutti: ha ucciso la domanda".  Bernacchi si domanda infine: "traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetusta' del parco circolante? Se qualcuno non interviene sara' inevitabile"....



martedì 6 marzo 2012

Milano Affonda : Ftse Mib - 3,4%


Chiusura in deciso ribasso per la borsa italiana quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,39% a quota 16218 punti. A pesare sul listino sono stati i titoli bancari protagonisti in negativo per l'ennesima volta: Monte dei Paschi ha ceduto il 6,44%, Bpm il 5,92%, Mediobanca il 5,63%, Unicredit il 5,18%. Male anche Intesa SanPaolo, che ha perso il 4,93% e anche Fiat (-6%) che è stata la peggiore degli industriali.. L'accordo sul debito Premafin ha abbattuto le quotazioni di Fonsai (-9,7%) mentre solo Lottomatica (-0,15%) ha limitato i danni. 
A scatenare le vendite quest'oggi sono stati 3 eventi:
1) la Cina sta rallentando la propria crescita (+7,5% di Pil, valore estremamente elevato ma meno delle attese degli investitori e inferiore alla crescita degli ultimi anni) 
2) La crescente tensione sulla vicenda Grecia: il prossimo giovedì 8 marzo  i creditori privati di Atene dovranno pronunciarsi sul piano di swap bond da 200 miliardi.  La paura che non venga raggiunta una soglia soddisfacente di consensi (almeno il 66%) ha innescato le vendite. Va sottolineato che il rendimento dei titoli della Grecia a 1 anno ha toccato la stratosferica cifra del 1000%. 

3) Le preoccupazioni sulle crescenti tensioni geopolitiche tra Israele e Iran, sul controverso programma nucleare di Teheran. 

Graficamente parlando la situazione sembra tornare piuttosto preoccupante per il listino italiano. La chiusura sui minimi di seduta è sicuramente un segnale della forza del trend ribassista innescatosi da qualche giorno sulla mancata rottura rialzista dei 17000 punti. L'oscillatore MACD inoltre segnala la possibilità di un nuovo trend ribassista che potrebbe durare per qualche giorno/settimana.


L'eventuale rottura del supporto chiave passante in area 16200-16150 punti potrebbe innescare nuovi ribassi con target a 16050-16000 punti e successivamente a 15800 e 15600 punti. Al contrario la tenuta di questi valori potrebbe innescare un pronto recupero azionario con target a 16340 punti e successivamente a 16450 punti. Tuttavia il trend primario rialzista di lungo periodo sarà confermato soltanto con una chiusura al di sopra dei 17000 punti. 



giovedì 1 marzo 2012

Milano superstar. Ftse Mib +2,9% e lo spread crolla a 309 punti base


Chiusura brillante per la borsa di Milano quest'oggi. A fine seduta l'indice Ftse Mib ha registrato una crescita del 2,93% a quota 16830 punti. Va segnalato che il listino italiano è stato il migliore in tutta europa, evento che non si verificava da mesi. 
Come si può osservare nella tabella sottostante (fonte Borsa Italia) la borsa Milanese ha registrato una performance quasi doppia rispetto alle altre borse europee grazie alle brillanti chiusure di alcuni titoli bancari: (Banco Popolare +10,5%, Ubi banca +6%, Unicredit e Banca Popolare Emilia Romagna +5,8%,Intesa San Paolo +4,5%.  


Da un punto di vista grafico si può osservare che la situazione appare in deciso miglioramento. La chiusura sui massimi di seduta e al di sopra della media mobile a 200 giorni ( rappresentata dalla linea blu) è indubbiamente un ottimo segnale sulla forza del movimento in atto. Inoltre appare piuttosto evidente il trend rialzista in essere negli ultimi mesi che ha riportato le quotazioni da 13000 punti ai 16830 punti odierni. A questo punto l'eventuale rottura dei 16860 punti aprirebbe lo spazio ad ulteriori allunghi con target sulla resistenza posta a 17050 punti (valore registrato ad ottobre scorso). L'eventuale ulteriore rottura di questa resistenza statica potrebbe proiettare il nostro indice verso i 17500 punti e successivamente attorno ai 17700-17800 punti. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il violento crollo registrato negli ultimi giorni dallo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni. Come si può osservare nell'immagine sottostante il valore odierno (chiusura a 309 punti base) è il minimo registrato da luglio del 2011. 


Contemporaneamente il rendimento dei BTP decennali italiani è sceso al 4,95%, un valore che rispecchia la reale solidità finanziaria ed economica del nostro paese grazie alle manovre economiche approvate negli ultimi mesi dal governo Monti. 

Ancor più emblematico è il grafico sottostante relativo ai rendimenti dei titoli italiani a 2 anni: 


Come si può osservare nel giro di pochi mesi il rendimento dei titoli italiani è sceso dal 7,92% toccato il 25 novembre scorso, quando eravamo ad un passo dal Default all'1,75% odierno. 

Forse è ancora presto per dirlo, ma, a mio avviso, il peggio della crisi finanziaria sembra essere ormai alle spalle e nei prossimi mesi si spera che ci siano i primi riflessi di tali miglioramenti anche sull'economia reale. 


martedì 7 febbraio 2012

Unicredit superstar: +100% in meno di un mese


Non è passato nemmeno un mese dal fatidico 9 gennaio 2012 quando nel primo giorno dell’aumento di capitale il titolo Unicredit toccò quota 2,20 euro ad azione. In quei giorni di panico il titolo era in caduta libera e scrissi un articolo piuttosto interessante il giorno dopo (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/scatta-il-recupero-milano-3-unicredit-6.html) sulla possibile evoluzione azionaria della principale banca italiana quotata a piazza affari con un target fino a 4 euro. 
A conti fatti, dopo un mese, chi ha partecipato all’aumento di capitale di Unicredit è riuscito a recuperare gran parte delle perdite dell’ultimo periodo. Quest’oggi infatti il titolo ha chiuso a quota 4,38 euro ad azione, dopo aver toccato i 4,396 euro ad azione. 
Chi fosse riuscito ad acquistare il titolo a quei prezzi (2,20 euro ad azione) avrebbe realizzato un incredibile guadagno del 100% in meno di un mese, una performance che raramente si può osservare sui mercati finanziari, neppure nei periodi di alta volatilità come quelli degli ultimi mesi. Ancor più sbalorditiva è la performance degli investitori che hanno deciso di speculare al rialzo sui diritti proprio il 9 di gennaio (quando hanno toccato un valore di 0,47 euro). Nel giro di pochi giorni dall’inizio dell’aumento di capitale, i diritti sono saliti fin quasi a 3 euro realizzando una performance superiore al 500% . 
Come avevo sottolineato già dai primi giorni dell’aumento di capitale, i volumi mostravano una chiara inversione rialzista di lungo periodo che hanno sostenuto la crescita dei prezzi. Ciò risulta ancor più evidente nel grafico sottostante:


A questo punto sembra che il titolo dovrebbe proseguire la propria corsa fino ai 4,5 euro ad azione dove incontrerà le prime significative resistenze e successivamente verso i 5 euro ad azione. A supporto di tale ipotesi  va sottolineato che il prezzo di chiusura odierno si trova al di sopra delle medie mobili a 25 e 56 giorni che sono state violate al rialzo già nei giorni scorsi.  


Per quanto riguarda l’indice Ftse Mib (+0,62% a quota 16491 punti) la situazione appare in deciso miglioramento anche a seguito delle indiscrezioni provenienti da Atene (domani dovrebbero essere varate le nuove misure di austerity che potrebbero evitare il collasso della Grecia entro il 20 Marzo. Difficile capire cosa accadrà in tal senso anche perché il rendimento dei titoli di stato della Grecia a un anno ha raggiunto il 528%. 
Tuttavia ,da un punto di vista grafico appare evidente l’impostazione positiva dell’indice italiano che si avvia verso i 16500 punti e soprattutto verso il significativo test della media mobile a 200 giorni attorno ai 16830 punti. L’eventuale rottura di questo livello rappresenterà probabilmente la fine della situazione d’allerta sul mercato finanziario italiano. A mio avviso sarà estremamente importante monitorare la situazione nei prossimi giorni anche perché questa media mobile raramente ha dato falsi segnali al mercato ( basta guardare cosa è successo a maggio quando era stata rotta al ribasso) e l'eventuale mancata rottura dovrebbe essere interpretata come un chiaro segnale per alleggerire le posizioni rialziste in essere.  

Infine va segnalato il nuovo calo dei rendimento dei Btp decennali italiani scesi quest’oggi al 5,59%. 


A mio avviso, qualora tale rendimento dovesse andare al di sotto del 5,50% la situazione rientrebbe nella normalità e potremmo considerare passata la parte più acuta della crisi. Da segnalare inoltre anche il calo del rendimento dei Btp a 5 anni scesi al 4,30%. e dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni a quota 363 punti base, al minimo degli ultimi mesi.

sabato 4 febbraio 2012

Torna la fiducia sui mercati: Milano recupera il 5% in una settimana

Sono bastati pochi giorni ai mercati azionari di tutta Europa per tornare ad essere più ottimisti sul futuro. Durante questa settimana il Ftse Mib ha messo a segno una delle migliori performance degli ultimi mesi registrando un incremento di quasi 800 punti rispetto ai minimi toccati a fine gennaio. 
Nella sola seduta odierna il listino è salito dell'1%, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, trascinato ancora una volta dal settore bancario (Unicredit +3,6% , Banco Popolare +5,2%, Banco Popolare di Milano +9,2% e Intesa San Paolo +1,1% ). Da segnalare anche il boom di Unipol +19% a seguito delle dichiarazioni in merito all’operazione con Fondiaria Sai . Infatti, il presidente dell'Ania, Aldo Minucci ha detto che "mi sembra che, per come e' impostata l'operazione, non ci sia in campo nessun operatore straniero. Poi, la concorrenza e' libera e quindi, se hanno (Axa) la dimensione patrimoniale ed economica, cosa che hanno, comunque non ci deve fare paura".
Lo scenario macroeconomico sebbene mostri ancora alcune problematiche piuttosto critiche come quello della disoccupazione giovanile italiana (31%) appare in deciso miglioramento negli ultimi giorni. Ciò risulta evidente dal crollo dello spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni sceso a 373 punti base.


Ancora più emblematico è l’andamento dello Spread sui titoli a 2 anni crollato negli ultimi mesi dal 7,3% al 2,85% odierno.

Forse è ancora presto per dirlo ma il peggio della crisi finanziaria sembra essere alle nostre spalle, merito soprattutto degli sforzi profusi dalla Fed e dalla BCE con i loro quantitative easing e LTRO che hanno tenuto in piedi il sistema. Non a caso i dati macroeconomici americani sono risultati piuttosto incoraggianti. Sia il tasso di disoccupazione (8,3%) che i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (+243.000) a gennaio sono stati superiori alle attese. Anche l'indice Ism servizi nel mese scorso (56,8) ha battuto le stime del consensus.
Nei prossimi mesi tuttavia ci saranno altri nodi importanti da risolvere ( Grecia e Portogallo in primis) e vedremo cosa accadrà in tal senso. 


Da un punto di vista grafico invece la situazione appare in deciso miglioramento. Come già segnalato in alcuni post precedenti, la rottura grafica della trendline ribassista e del successivo superamento della resistenza statica dei 15800 punti ha innescato una serie di acquisti che hanno riportato l'indice in breve tempo attorno ai 16500 punti. L’eventuale rottura di questo livello darebbe un ulteriore conferma rialzista del trend in atto con target successivi a 16700-16800 punti in un primo momento e successivamente a circa 17000 punti. Al contrario in caso di qualche presa di beneficio le quotazioni potrebbero ritornare in area 16200 punti e successivamente sul supporto dei 16000 punti, dove transita anche la media mobile a 10 giorni. 
Attenzione ad alcuni titoli che hanno già mostrato notevole forza nei giorni scorsi e che hanno rotto al rialzo alcune importanti medie mobili di lungo periodo. Come ad esempio Intesa San Paolo:


Come si può osservare nel grafico sovrastante la rottura al rialzo della media mobile a 200 giorni ha innescato una serie di acquisti che ha proiettato il titolo bancario da 1,43 a 1,57 euro ad azione nel corso di questa settimana. Tale rottura segnala una chiara inversione di tendenza di lungo periodo e rafforza (per il momento) la buona impostazione generale del comparto bancario italiano.   



martedì 10 gennaio 2012

Scatta il recupero: Milano +3%, Unicredit +6%



Dopo quattro sedute negative è arrivato finalmente il grande rimbalzo. Dopo una partenza incerta la borsa di Milano ha chiuso in deciso rialzo (+3,08% a 14.844 punti) grazie al comparto bancario tornato a trascinare il listino italiano. Superstar Intesa San Paolo (+6,6%) a 1,174 euro (possibile un ulteriore allungo nei prossimi giorni con target intermedio a 1,25 euro e successivamente a 1,30 euro)



Unicredit (+6%) a 2,424 ( toccata la resistenza di 2,50 segnalata nell'articolo di ieri) con i diritti saliti di un clamoroso +81% (a 0,85 euro). Attenzione ad Unicredit perchè i volumi odierni sono stati elevatissimi (230 Milioni di pezzi scambiati), il Macd sul grafico orario ha dato un segnale rialzista piuttosto evidente, e c'è un gap grafico fin quasi a 4 euro ad azione che potrebbe essere colmato nelle prossime settimane.  



Ottime le performance anche della Banca Popolare dell'Emilia Romagna +7,95 e di Fiat +5,5%. 
Da un punto di vista grafico la seduta odierna assume una notevole rilevanza. 
Osservando l'andamento dei prezzi dell'indice Ftse Mib (il primo grafico di questo articolo)  con candele a un'ora si può osservare la chiara rottura della trendline ribassista che ha portato il nostro listino dai 15600 punti ai 14400 punti in poche sedute. Infatti i prezzi sin sono portati rapidamente sopra i 14700 punti prima di scontrarsi sulla resistenza dei 14900 punti. A questo punto se il trend rialzista di brevissimo fosse confermato anche domani l'indice dovrebbe riportarsi rapidamente sui 15000 punti e successivamente a 15200 e 15300 punti. 
Al contrario l'eventuale ritorno al di sotto dei 14700 punti sarebbe piuttosto allarmante con successivi target ribassisti attorno ai 14500 e 14400 punti. 

Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund viaggia a quota 523 punti base mentre il rendimento del bond decennale italiano è rimasto sopra la soglia critica del 7% a quota 7,13%.

L'agenzia di rating Fitch ha messo nel mirino nuovamente il rating dell'Italia. In un'intervista a Reuters, il responsabile rating sovrani dell'area Emea dell'agenzia ha detto che il rating dei Paesi sotto revisione, come l'Italia, potrebbe essere tagliato di uno o due gradini. 
Lo stesso analista ha invece escluso un taglio del rating francese nel corso del 2012 e della tripla A tedesca. 
Va segnalato infine la grande attesa per l'incontro di domani a Berlino tra Mario Monti e Angela Merkel che potrebbe portare finalmente un po di pace sui mercati finanziari in preda a una crisi di fiducia a livello europeo mai raggiunta negli ultimi 10 anni. 



lunedì 9 gennaio 2012

Il grande crollo di unicredit ancora una volta affossa Piazza Affari


Ancora una volta Milano maglia nera d'Europa (-1,67% a 14401 punti). Ancora una volta Unicredit accusa un ribasso a doppia cifra (-12,8%) a quota 2,286 euro ad azione. Debacle totale per i diritti che hanno perso il 65,4% a quota 0,47 euro.
L'analisi dei prezzi e dei volumi fa rabbrividire: Quest'oggi sono stati scambiati 173 milioni di pezzi, equivalenti a 1730 milioni di pezzi pre-raggruppamento, un valore record. Ai prezzi attuali il titolo Unicredit capitalizza 8 Miliardi di euro, cioè poco più dell'aumento di capitale in corso da 7,5 Miliardi di euro.
A questo punto fare una previsione sulle prossime evoluzioni azionarie è estremamente difficile ma provo a delineare due possibili scenari:


1) Il lieve recupero partito in chiusura di seduta da quota 2,20 euro potrebbe preannunciare un deciso rimbalzo tecnico con target a 2,50 euro e successivamente a 2,62 e 2,75 euro ad azione. Non si può escludere qualche possibile acquisizione ostile da parte di mani straniere a questi prezzi anche perchè la valutazione attuale da un punto di vista fondamentale è estremamente interessante. In tal senso, per i temerari, si potrebbe azzardare qualche acquisto con stop loss obbligatorio al di sotto dei 2,20 euro ad azione. 
2) Il secondo scenario che ipotizzo è un continuo calo delle quotazioni verso il prezzo di aumento di capitale attorno ai 2 euro ad azione nei prossimi giorni. A quel punto la situazione diventerebbe molto delicata e bisognerà realmente iniziare a pensare al caso peggiore (default). 
A mio avviso non siamo ancora arrivati alla fine di Unicredit ma il confronto con il grafico sottostante della società MF global ( Fonte Borsa Italia) mette davvero i brividi.



Molto preoccupante è la situazione generale dei titoli bancari ed assicurativi italiani. Emblematico il caso di MPS che ha accusato un calo del 14,4% a quota 0,197 dopo le voci di un possibile nuovo aumento di capitale e quello di Unipol (-14,3% a 0,2165 euro). 

Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni anche a seguito delle importanti aste di titoli di stato italiani di bot a 12 mesi ( giovedì 12 ) e di btp a 3 anni per un ammontare complessivo tra i 16 e i 20 Miliardi di euro. 

I dettagli dell'aumento di capitale di Unicredit e possibili evoluzioni azionarie


Borsa Italiana ha fornito i nuovi prezzi delle azioni di Unicredit, sulle quali è stato applicato un fattore di rettifica di 0,6586305, in seguito all’aumento di capitale che partirà domani lunedì 9 gennaio.  Rettificato anche il prezzo delle azioni di risparmio di Unicredit, sulle quali è stato applicato un fattore di rettifica di 0,80009804. Il prezzo di chiusura di venerdì, pari a 6,8 euro, è stato portato a 5,44 euro.

Di conseguenza il prezzo di chiusura di venerdì 6 gennaio, pari a 3,982 euro, è stato rettificato a 2,622 euro. 
Il prezzo dei diritti che inizieranno a essere quotati da domani mattina, è stato fissato a 1,359 euro. 
Tale valore risulta coerente in quanto ogni diritto permette l'acquisto di 2 azioni di nuova emissione a quota 1,943 euro. 
Facendo un semplice calcolo (2,622-1,943) x 2= 1,358

Raccomandiamo ai possessori di azioni unicredit di valutare attentamente l'evoluzione del titolo e dei diritti nei prossimi giorni in quanto dal giorno 23 gennaio i diritti UCGAA non saranno più quotati su Borsa Italiana. 

A chi non fosse interessato all'esercizio di tali diritti consigliamo di venderlo entro il 20 gennaio 2012 in quanto dal 23 gennaio sarà privo di valore. (Fineco) 

Nei prossimi giorni i diritti saranno una sorta di opzione long sul titolo unicredit. Ad esempio, qualora il titolo arrivi magicamente a 3 euro ad azione i diritti dovrebbero salire a 2,114 euro realizzando un incremento di valore di oltre il 50% in pochi giorni.... 

Personalmente dopo il crollo dei giorni scorsi mi aspetto una decisa reazione del titolo in borsa in quanto il valore del momentum rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi mostra un valore di ipervenduto che raramente si è verificato negli ultimi mesi. In tal senso proverei qualche acquisto sui diritti di unicredit (magari con una piccola cifra) sapendo che i rischi sono estremamente elevati e che lo stop loss dovrà essere attuato anche in questo caso rigidamente. 


Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib la situazione è piuttosto ingarbugliata ma il trend di medio periodo rimane ancora lateral-rialzista. In tal senso sarà fondamentale la tenuta del supporto chiave a 14400 punti. L'eventuale rottura di questo supporto aprirebbe la strada a nuovi cali con target intermedi a 14200 punti e successivamente a 14000 punti. 
Tuttavia, considerando che negli ultimi 4 giorni il listino italiano ha accusato uno dei cali più consistenti della sua storia (solo nel 2% dei casi i cali sono stati superiori) sarebbe lecito aspettarsi un deciso rimbalzo tecnico con target intermedio a 14800 punti e successivamente a 15000 punti. 

giovedì 5 gennaio 2012

Unicredit precipita del 30% in due giorni e Milano ci lascia le penne


Giornate drammatiche per tutti gli azionisti di Unicredit quelle di ieri e di oggi. Dopo il -14% di ieri il titolo Unicredit ha accusato un calo del 17,2% a quota 4,48 euro a seguito della comunicazione delle caratteristiche dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro che partirà il prossimo lunedì. Le azioni di nuova emissione saranno offerte al prezzo di sottoscrizione di 1,943 euro per azione, nel rapporto di 2 azioni ordinarie di nuova emissione ogni 1 azione ordinaria e/o di risparmio posseduta.
Parte del calo è dunque da attribuire a questa operazione ma a spaventare i mercati sono state le parole dei vertici di Unicredit: lo stesso istituto finanziario mette in guardia gli investitori dal rischio di default dell'euro e contestuale ritorno alle monete nazionali, scenario, questo, che potrebbe ulteriormente penalizzare l'andamento dei bilanci della società...


Allargando l'orizzonte temporale di analisi di questo titolo agli ultimi 5 anni la situazione appare a dir poco disarmante:
Dai massimi del 2007 quando le azioni della principale banca italiana quotavano quasi 70 euro (valore post-raggruppamento di qualche giorno fa) il titolo è sceso a 4,48 euro accusando un calo superiore al 93% !!! A questo punto ogni commento è superfluo e nemmeno l'analisi tecnica può aiutarci a delineare le possibili evoluzioni del titolo nei prossimi giorni. 
Anche il resto del comparto bancario italiano ha accusato violenti cali: 
Bpm (-10,74%), Banco Popolare (-10,27%), Ubi (-8,90%), Mps(-8,55%), Intesa Sanpaolo (-7,33%), Mediobanca (-6,29%) e Bper(-5,98%) Mediolanum (-6,64%).
Ovviamente il Ftse Mib appesantito dal crollo dei titoli bancari è stato tra i peggiori listini europei accusando a fine seduta un calo del 3,65% a quota 14767 punti.  




Probabile per domani mattina qualche rimbalzo tecnico in area 14900 punti ed eventualmente fino a 15000 punti. Difficilmente vedremo il listino italiano tornare sopra la resistenza chiave dei 15200 punti dove dovrebbero tornare insistenti le ondate ribassiste. 
Al contrario l'eventuale rottura dei 14700 punti dovrebbe innescare ulteriori ribassi con target primari a 14500 punti e successivamente a 14300 punti.




giovedì 20 ottobre 2011

Milano -4% e il futuro è ancora un'incognita.

Chiusura drammatica quest'oggi per la borsa di Milano. A fine delle contrattazioni il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,78% a quota 15677 punti con ribassi marcati sul settore bancario: Unicredit è crollata del 12%(a 0,846), Intesa del 10% (1,204), Banca Mps dell' 11% (a 0,351). A scatenare il panico è stata la notizia di un possibile rinvio del vertice europeo già convocato per questo fine settimana a Bruxelles. Secondo alcune fonti, il governo tedesco non esclude la possibilità di chiedere un rinvio del summit per la mancanza di un accordo con Parigi su come potenziare il fondo salva-stati Efts ( che dovrebbe essere rafforzato fino a 2000 Miliardi di euro.... per fare un paragone, qualcosa di superiore al debito pubblico italiano). La notizia del rinvio del summit è stata smentita da funzionari Ue e da esponenti di altri governi europei ma la tensione è rimasta molto alta per tutta la seduta. 

La crisi di fiducia sull'euro ha riportato sotto pressione il mercato obbligazionario con lo spread tra Btp e Bund Tedesco salito nuovamente a 400 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale è tornato al 6%, vicino ai massimi di inizio agosto. 

Intanto le previsioni di crescita della Germania per il 2012 si fanno decisamente peggiori del previsto. In base all'ultimo rapporto il Pil tedesco salirà dell'1% l'anno prossimo mentre le stime fino ad oggi parlavano di un +1,8%. L'export tedesco invece dovrebbe crescere solo del 3,5% nel 2012 contro il +7,5% di quest'anno. 



In serata fortunatamente i leader europei di Francia e Germania hanno detto che discuteranno una soluzione globale dell'eurozona al vertice di domenica, ma nessuna decisione sarà presa prima di un secondo incontro previsto al più tardi mercoledì.


Da un punto di vista grafico il calo odierno riporta la tensione alle stelle e denota una debolezza di fondo del mercato azionario italiano anche rispetto agli altri mercati europei. Probabile qualche rimbalzo nelle prime ore del mattino per domani con target a 15800 e successivamente a 16000 punti. Eventuali ulteriori allunghi dovrebbero riportare il nostro indice attorno ai 16200 punti ma tale scenario appare piuttosto al momento poco probabile. 
Al contrario, in caso di ulteriori cali il Ftse Mib dovrebbe riportarsi rapidamente verso i 15500 punti e successivamente a 15250 punti e a 15000 punti dove potrebbe essere interessante fare qualche acquisto, anche su alcuni titoli bancari. 

giovedì 13 ottobre 2011

Altro crollo per Milano: Ftse Mib -3,71%

Brusca battuta di arresto per l'indice Ftse Mib quest'oggi. Dopo il violento recupero dei giorni scorsi il listino milanese ha accusato un nuovo crollo chiudendo in calo del 3,71% a quota 15894 punti, bruciando oltre 700 punti nel giro di poche ore. Infatti, dopo un avvio in territorio positivo, attorno ai 16650 punti sono scattati i primi realizzi sui vari titoli che si erano distinti nei giorni precedenti. Nel corso della giornata questi realizzi hanno portato alla sospensione temporanea sia di Unicredit (-12% a fine seduta) che di Intesa San Paolo (-8% a fine seduta) ed hanno trascinato in basso l'intero listino. 
A questo punto il Ftse mib sembra proiettato verso i 15800 punti e successivamente fino a 15600-15500 punti. Al contrario, in caso di recupero il Ftse mib dovrebbe riportarsi sui 16100 punti e successivamente a 16300 punti. 
Da segnalare che il listino italiano quest'oggi ha accusato un calo nettamente superiore a quello delle altre borse europee ( tutte in ribasso tra l'1% e l'1,7%) a dimostrazione del fatto che è la crisi politica italiana che spaventa gli investitori internazionali più degli altri fattori economici (domani si vota la fiducia in parlamento). 
Non a caso lo spread tra titoli di stato Italiani e tedeschi si è allargato nuovamente a quota 372 punti.... 

Sempre più preoccupante invece la situazione greca: Il rendimento dei titoli di stato a 1 anno hanno raggiunto un nuovo record storico al 163%.

Per quanto riguarda gli altri dati macroeconomici del giorno va segnalato il leggero miglioramento delle richieste di disoccupazione americane scese a quota 404 mila unità  in questa settimana, e a quota 3,670 milioni per le richieste di disoccupazione continua.

giovedì 29 settembre 2011

Il recupero continua: Milano chiude a +2% e ritorna sopra i 15000 punti


Continua come previsto il recupero di Piazza Affari. Dopo la piccola pausa di assestamento di ieri l'indice Ftse Mib ha chiuso quest'oggi in rialzo del 2,07% a quota 15047 punti, tornando sopra l'importantissima soglia psicologica (e non solo) dei 15000 punti , valore che non si vedeva da inizio settembre.  
Ancora sugli scudi il settore bancario :  Unicredit e Intesa SanPaolo che hanno mostrato rispettivamente un rialzo del 6,04% a 0,816 euro e del 5,88% a 1,225 euro. Positiva anche Bpm (+3,99% a 1,643 euro).
Come avevo scritto già sabato scorso l'indice ha intrapreso una chiara inversione a V che ha portato il principale listino milanese dai 13100 punti di venerdì pomeriggio ai 15047 della chiusura odierna. 
Nel grafico sottostante si può notare come l'indice Ftse Mib sia letteralmente rimbalzato sul supporto statico dei 13100 punti (rappresentato dalla linea rossa orizzontale) prima di violare al rialzo la trend line ribassista precedente( rappresentata dalla linea rossa obliqua) attorno ai 14000 punti. Questo ha riportato l'appeal degli investitori sul mercato italiano che ora sembra diretto verso i 15200 punti e successivamente verso i 15500 e 15700 punti. 
Sebbene il trend di brevissimo sia ovviamente rialzista non escludo qualche presa di beneficio per domani pomeriggio a causa degli elevati livelli di ipercomprato raggiunti. 
Da segnalare inoltre una ritrovata forza relativa del nostro indice rispetto agli altri indici europei ed americani. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il deciso calo dello spread tra btp e bund a 356 punti base e il dato sul Pil americano che ha mostrato un progresso dell'1,3% su base annua rispetto al +1% della precedente lettura e le richieste di sussidi di disoccupazione che sono scese  più del previsto a quota 391 mila unità, con le attese che erano ferme a 420mila.
Da sottolineare inoltre che il Parlamento tedesco ha dato il via libera al potenziamento del Fondo europeo salva-Stati (EFSF) da 250 a 440 miliardi di euro, cosa che dovrebbe riportare un po di serenità sui mercati finanziari europei e internazionali nelle prossime settimane. 

martedì 27 settembre 2011

Milano superstar: in tre giorni Ftse Mib +13%


Giornata da incorniciare per la borsa di Milano. A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 4,90% a quota 14811 punti trascinato al rialzo dal comparto bancario: Intesa +6% Unicredit + 6%, Banca Popolare di Milano +12% , Ubi banca +7%. Ottimo rialzo anche per Saipem (+8%).

Come avevo scritto già sabato pomeriggio  in questo post 
(http://thebesttrader.blogspot.com/2011/09/situazione-grafica-del-ftse-mib.html ) l'inversione a V tanto attesa è finalmente arrivata. 
In soli tre giorni il Ftse Mib è stato in grado di passare dal minimo di venerdì di 13100 punti ai 14811 della chiusura odierna, mettendo a segno un rialzo del 13%!

Chi avesse acquistato l'Etf Leverage (LevMib.Mi) venerdì pomeriggio alle 14 a quota 4,90 avrebbe realizzato un fantastico 27% in soli tre giorni (massimo odierno a 6,21).

La situazione grafica sul nostro indice è, a questo punto, in netto miglioramento e la violenza rialzista di questi giorni mi lascia piuttosto fiducioso per le prossime settimane. A conferma di ciò anche il netto aumento dei volumi in acquisto sui titoli bancari come Unicredit e Intesa, segno che i grandi investitori hanno deciso di ribilanciare i propri portafogli.  
L'eventuale rottura dei 15000 punti sarà di fondamentale importanza per la dinamica del trend di medio periodo ma nel brevissimo è probabile qualche presa di beneficio (dell'ordine dell'1-2%) dovuta all'ipercomprato di questi ultimi giorni.  

Infine da un punto di vista macro c'è da segnalare il netto calo dello spread tra Btp e Bund che è sceso a 363 punti base. 


venerdì 5 agosto 2011

Sesto ribasso di fila per milano ma c'è qualche segnale di speranza...


Ennesima chiusura in rosso per il mercato azionario italiano quest’oggi. A fine delle contrattazioni l’indice Ftse Mib ha accusato un calo dello 0,7% a quota 16015 punti. Si tratta del sesto ribasso consecutivo per il listino milanese. Dal 21 luglio 2011 il principale indice italiano ha perso in 11 sedute il 17,8% passando da 19500 a 16000 punti. Come avevo previsto ieri sera stamane l’indice è partito in netto ribasso (-4%) andando a testare l’importante supporto dei 15500 punti e chi ha deciso di seguire la mia intuizione di acquisto sui titoli bancari (Intesa e UniCredit alle 9 e 05, 9 e 10) stasera sarà sicuramente contento. Infatti, dopo i primi scambi, il listino è stato in grado di riportarsi sui livelli della vigilia e attorno alle 14 guadagnava oltre il 2% a quota 16500 punti. Nel pomeriggio, complice l’avvio ribassista di Wall Street il mercato è tornato a scendere ma ha retto l’importantissimo supporto dei 16000 punti.Molto violenta la reazione dei titoli bancari quest'oggi: Intesa è passata da 1,135 a 1,30 euro ad azione, Unicredit da 0,98 a 1,07.

Analizzando graficamente la chiusura giornaliera sembra che ci siano tutti i presupposti per un buon rimbalzo nella prossima settimana (5-6% almeno) per il nostro indice con target intermedio a 17000 e 17500 punti ed eventualmente a 18000 e 18500.

Per quanto riguarda Wall Street la giornata odierna è stata a dir poco turbolenta ma a fine seduta il Dow Jones ha chiuso in territorio positivo +0,54% a quota 11444 punti. Da segnalare che il listino americano ha recuperato quasi 300 punti rispetto ai minimi di seduta , segno che potrebbe essere partito un nuovo trend rialzista. 


Da segnalare che la volatilità resterà ancora alta per qualche seduta e bisognerà mantenere i nervi saldi in caso di rapidi cambiamenti di trend. 
Come ultima notizia vi lascio con il valore dello Spread tra Btp e Bund tedesco che è sceso a 374 punti base dopo aver toccato in mattinata il nuovo record storico a quota 416 punti base.