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lunedì 30 gennaio 2012

Milano al secondo ribasso consecutivo dopo le aste piuttosto deboli


Chiusura negativa quest'oggi a Piazza Affari. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,21% a quota 15753 punti. Come avevo segnalato qualche giorno fa ( http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/rally-finito-per-wall-street-forse.html) mi aspettavo un calo delle quotazioni a Wall Street che ha riportato discrete pressioni ribassiste anche sugli indici italiani ed europei. 
Graficamente parlando si può osservare la chiara rottura della trendline rialzista formatasi a partire da inizio Gennaio da quota 14400 punti fino ai 16200 punti toccati pochi giorni fa. A questo punto la tenuta dell'importantissimo supporto a quota 15600-15630 punti appare fondamentale. Infatti l'eventuale rottura di questo livello andrebbe a inficiare il trend rialzista di breve periodo con successivo target ribassista a quota 15400 punti e successivamente a 15200 e 15000 punti. 
Al contrario la tenuta dei 15600 punti potrebbe ridare slancio alle quotazioni con successivi target a 15900 e 16000 punti.
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato l'esito piuttosto negativo delle aste dei titoli di stato italiane odierne. 
Infatti sebbene il tesoro abbia collocato titoli a 5 e 10 anni per un valore complessivo di 7 miliardi e 475 milioni di euro con rendimenti in calo rispetto alle ultime aste, il bid to cover (la domanda rispetto all'offerta) è stata particolarmente deludente sopratutto per i titoli a 5 anni: 
Il prezzo pagato per il BTP a dieci anni (consegna marzo 2022) e' stato pari al 6,077% a fronte del 6,98% richiesto a fine dicembre. Sono stati collocati i due miliardi previsti, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,416.
Nel caso del Btp a Cinque anni (maggio 2017), l'emissione ha reso in media il 5,39% contro il 6,47% dell'asta precedente del 14 dicembre. Piazzati solo 3 miliardi 574 milioni di euro a fronte di un range di offerta iniziale tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro. Il Bid to Cover e' stato pari a 1,297.
Collocati inoltre anche titoli con consegna aprile 2016 al tasso del 4,79% (contro il 6,47% precedente) per 746 milioni di euro con un Bid to Cover dell'1,42 e titoli scadenza marzo 2021 per un ammontare pari a 1 miliardo 155 milioni di euro di titoli con  al tasso del 5,74% (in questo caso in rialzo rispetto al 4,73 precedente), con un rapporto tra offerta e domanda pari a 1,45.
A mio avviso l'esito complessivo delle aste odierne è da considerare alquanto negativo, in particolare per il bid to cover dell'asta dei BTP a 5 anni (solo 1,297 per un ammontare nettamente inferiore al range iniziale proposto) e per i titoli con scadenza marzo 2021 che hanno visto il rendimento crescere di quasi l'1%. 
Non a caso la tensione si è immediatamente trasmessa anche sullo spread con i titoli decennali tedeschi salito nuovamente a 430 punti base...


A Febbraio l'Italia dovrà collocare quasi 25 Miliardi di euro, speriamo che la situazione non torni critica in tal senso.

Quello che però preoccupa a dismisura è la situazione del Portogallo: Il rendimento dei titoli decennali portoghesi è salito al 17,39% ( in rialzo del 14,3% da venerdì scorso). L'andamento del grafico sottostante mostra l'evidente peggioramento della situazione economica portoghese negli ultimi mesi che sembra sempre più simile a quella greca.


giovedì 26 gennaio 2012

Allarme Piigs!!!


Tranquilli non li abbiamo dimenticati... i Piigs sono sempre qui tra noi, e forse messi anche peggio rispetto all'ultima volta. Basta guardare i livelli dei CDS sottostanti:


Come si può osservare i CDS della Grecia a 5 anni quotano alla stratosferica cifra di 5255 punti, quelli del Portogallo ben 1551 punti, quelli dell'Irlanda a 624 punti, Italia a 418 e Spagna a 359 punti. Attenzione anche ai CDS dell'Ungheria che hanno raggiunto i 576 punti. 
A destare le preoccupazioni maggiori sono i rendimenti dei titoli di stato della Grecia e del Portogallo:

Il rendimento dei titoli a 1 anno della Grecia hanno raggiunto il 437%! Come già scritto negli articoli precedenti, a meno di provvedimenti straordinari dell'ultimo minuto la Grecia farà default entro il 20 marzo 2012. 


Quello che però inizia a spaventare è l'effetto contagio agli altri paesi periferici d'Europa. In particolare mi riferisco al Portogallo, che ha visto crescere al 14,8% il rendimento dei titoli decennali. Anche in questo caso la situazione è diventata insostenibile e credo che nel giro di 1 anno il Portogallo sarà costretto a dichiarare default. 


E non dimentichiamoci dell'Italia: Sebbene la situazione sia nettamente migliorata sulle scadenze a breve termine, su quelle a lungo permangono ancora notevoli difficoltà. Quest'oggi infatti il rendimento dei titoli decennali permane sopra il 6% ( 6,052%) valore tutt'altro che rassicurante per il lungo periodo. Oltretutto osservando con attenzione il trend di questa curva a partire da settembre si può osservare una chiara intonazione rialzista. A mio avviso soltanto il ritorno al di sotto del 5,5% potrà essere considerato come un chiaro segnale distensivo per lo scenario macroeconomico italiano.  
Per la cronaca domani ci sarà uno sciopero generale totale in italia ( mezzi pubblici, treni, etc) dopo il dramma dei giorni scorsi dello sciopero dei tir che sta paralizzando la produzione, i rifornimenti di benzina e i consumi alimentari degli italiani. Siamo proprio sicuri che il peggio sia alle nostre spalle? 



mercoledì 18 gennaio 2012

La Grecia ha 2 mesi di vita.....ma anche il Portogallo rischia...


20 Marzo 2012, questa sarà probabilmente la data ufficiale del fallimento della Grecia. Esattamente quel giorno infatti scadranno titoli di stato della Grecia per un ammontare pari a 14,4 Miliardi di euro. In base ai dati attuali nelle casse dello stato ellenico ci sono soli 11 Miliardi di euro e a meno di salvataggi dell'ultimo minuto da parte dell'europa la Grecia dichiarerà default. Tuttavia dopo le frasi della Merkel che ha bocciato qualsiasi intervento della Bce e ritiene che l'Italia "possa farcela da sola" ho seri dubbi che l'europa possa superare agevolmente i prossimi mesi di crisi economica e finanziaria. 
Guardando i rendimenti dei titoli di stato ellenici si capisce che la situazione negli ultimi mesi è ormai totalmente fuori controllo:


Il rendimento dei titoli a un anno è passato dal 50% di agosto 2011 al 421% odierno, valore che esprime più di mille parole la realtà economica greca. 
Allargando l'orizzonte temporale si osserva che i titoli a 2 anni oggi offrono un rendimento del 171%. 


Quelli a 5 anni offrono un rendimento del 56% mentre quelli a 10 anni si attestano al 33,7%. 

L'inversione della curva dei rendimenti (ovvero rendimenti maggiori per le scadenze più vicine) confermano il fatto che il mercato sta scontando lo scenario peggiore e che non ci sono più molte speranze. Secondo alcune indiscrezioni i bond potrebbero essere rimborsati ad un valore di circa 32. 

A preoccupare ancor di più è quanto scritto dal sole 24 ore: 

Una circolare ministeriale di fine dicembre, bocciata dagli archeologi che hanno sempre difeso i tesori, ha fissato il nuovo tariffario delle location con le manifestazioni autorizzate. Affittare l'Acropoli di Atene per un giorno a una troupe cinematografica costerà d'ora in poi 1600 euro, 2400 euro in meno rispetto a quanto veniva chiesto nel 2005. Il  Il Partenone viene scontato anche come set fotografico: solo 200 euro per 24 ore. Sono state decurtate anche le tariffe per l'uso commerciale (libri, guide turistiche, enciclopedie) di immagini di siti e musei dello Stato: da 100 a 30 euro. Previste anche formule di sconto per altri monumenti come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion: dopo 10 scatti, l'undicesimo è gratis.

A mio avviso questo può essere interpretato come chiaro segnale della crisi spaventosa che attanaglia la Grecia e del suo imminente Default. Se queste sono le premesse l'inverno sarà molto lungo quest'anno in Europa...

Attenzione anche al Portogallo i cui CDS sono saliti al nuovo record storico a quota 1266 punti che potrebbe essere il secondo Piigs a saltare già nel 2012....

Non a caso i rendimenti dei titoli a 10 anni del Portogallo hanno raggiunto la stratosferica cifra del 14,5%, quelli a 5 anni al 17,91% e quelli a 2 anni al 15,4%. 


Speriamo in un miracolo.... 

martedì 15 novembre 2011

Non è l'Italia, è l'Europa a tremare!


Torna la paura sui mercati finanziari. Quest'oggi lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è tornato nuovamente a crescere a quota 4,92%, portandosi ad un soffio dalla fatidica quota dei 500 punti base.  
Contemporaneamente il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è salito al 6,70%, quello a 5 anni al 6,63%, e quello a 2 anni al 5,99%. 

Tutti parlano in questi giorni dell'Italia ma il vero problema è a livello europeo e basta guardare questi grafici per capirlo. 

1) Grecia


Il rendimento dei titoli greci a 1 anno ha raggiunto il 248%, valore al di la di ogni statistica e di ogni senso logico. Il rendimento dei titoli a 2 anni è salito al 109,5%,quello a  5 anni è salito al nuovo record storico a quota 40,55%, quello a 10 anni al 28,55%.

2) Portogallo 



Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo ha raggiunto l'11,45%.

3) Ungheria 


Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Ungheria ha raggiunto l'8,64%.

4) Belgio


Negli ultimi giorni il rendimento dei titoli del Belgio ha intrapreso un sentiero di crescita piuttosto pericoloso che ha portato il rendimento dei titoli a 10 anni al 4,60%. 

5) Irlanda 

Negli ultimi mesi l'Irlanda è stato uno dei pochi paesi che ha visto i rendimenti dei propri titoli di stato a 10 anni scendere di vari punti percentuali per portarsi a quota 8,20%. 


6)  Spagna

Negli ultimi mesi la situazione spagnola è peggiorata nettamente e quest'oggi il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni ha superato il 6% portandosi al 6,10%. 


Da segnalare che lo spread tra i titoli spagnoli e i titoli tedeschi a 10 anni ha 
raggiunto il 4,32%, nuovo record degli ultimi mesi. 


7) E non dimentichiamoci della cara Francia: 

Il rendimento dei titoli francesi a 10 anni è salito negli ultimi giorni al 3,42%. 
A spaventare però è l'ultimo grafico qui in basso: 


Lo spread tra i titoli francesi e i titoli tedeschi a dieci anni ha toccato il nuovo record storico a quota 1,64%, registrando una vera impennata nell'ultimo mese. 

Al di la di quello che si può sentire in televisione o sui giornali, da questi grafici risulta evidente che l'Italia è si in difficoltà ma non è la sola. Tutta l'Europa è in crisi e l'unico paese che è in grado di risolvere questa crisi è la Germania che però in questo momento non ha mostrato alcuna intenzione di cooperare seriamente e di portare finalmente un po' di stabilità sui mercati finanziari. 

La crisi è globale ed è giorno per giorno più pericolosa. Spero che qualcosa cambi rapidamente altrimenti il futuro dell'Europa sarà tutt'altro che roseo.

domenica 6 novembre 2011

Aggiornamento Cds, Spread e Rendimenti titoli di stato europei


Dopo settimane a dir poco turbolente facciamo il punto della situazione dei mercati finanziari e della situazione macroeconomica mondiale. Come tutti saprete la situazione europea rimane estremamente delicata e i Cds dei vari Piigs si mantengono sempre a livelli elevati: 

Grecia: 5603 punti 
Portogallo: 1037 punti
Irlanda: 719 punti
Italia: 492 punti
Spagna: 389 punti

Nell'occhio del ciclone c'è sempre la Grecia che in questa settimana ha visto crescere i rendimenti dei propri titoli di stato a livelli mai visti in precedenza: 
Il grafico sottostante è alquanto emblematico e rappresenta l'andamento del rendimento dei titoli di stato a 1 anno che hanno raggiunto il 235% (con un picco del 250% nella giornata di giovedì).
Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato a 2 anni hanno raggiunto il 97,97% ( con un picco del 105% nella giornata di venerdì) , quelli a 5 anni hanno raggiunto il 38% e quelli a 10 anni al 26,7% mentre lo spread con i titoli tedeschi a 10 anni ha raggiunto il 24,94%!!!
Ovviamente tali valori sono insostenibili e porteranno la Grecia ad un rapido peggioramento della propria situazione economica nei prossimi mesi. 

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 11,88%. 

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è invece sceso negli ultimi mesi dal 14% al 8,22%.

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è rimasto piuttosto costante negli ultimi mesi attestandosi al 5,58% nella seduta di venerdì.

Infine guardiamo la situazione italiana.

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Italia è salito negli ultimi mesi dal 4,5% al 6,37%.
Contemporaneamente lo spread tra Btp e Bund tedesco è salito dall'1,5% di luglio al 4,55% di venerdì scorso. 


La crisi di fiducia nei confronti della politica italiana è sempre più evidente e credo che le parole espresse dalla stampa italiana e internazionale
E se anche il ministro dell'economia Tremonti ha detto al primo ministro italiano :   "Lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti. A torto o a ragione, il problema per i mercati e per l'Europa sei tu".  credo che entro pochi giorni qualcosa dovrebbe cambiare. 

A mio avviso, in questo momento, l'Italia e l'Europa si trovano di fronte a sfide economiche e politiche eccezionali ma in primo luogo va ripristinata la fiducia nelle istituzioni politiche e nei mercati finanziari (anche attraverso scelte coraggiose come quella di abbassare i tassi di interesse da parte della Bce nella giornata di gioved' scorso) altrimenti qualsiasi riforma delle pensioni, qualsiasi tassa, qualsiasi patrimoniale sarà quasi totalmente inutile. 

giovedì 7 luglio 2011

I Cds del portogallo verso quota mille....

Aggiornamento dai mercati... in base all'ultimo aggiornamento disponibile i Cds del Portogallo hanno raggiunto un nuovo record portandosi a quota 982 punti ( fonte Cma market) mentre il rendimento dei titoli decennali portoghesi hanno superato il 13% ( esattamente a quota 13,06%, valore superiore del 18,5% rispetto a ieri).


Dopo la Grecia sembra che i problemi finanziari si stiano spostando sugli altri Piigs e i Cds dei vari paesi hanno intrapreso un nuovo e pericoloso sentiero di crescita. 
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martedì 5 luglio 2011

Moody's taglia il rating del Portogallo a Ba2


L'agenzia di Rating Moody's, pochi minuti fa, ha  tagliato il rating del Portogallo a "Ba2" da "Baa1" ( al di sotto del livello di investment grade)  con outlook negativo, alla luce del «crescente rischio che il Portogallo possa chiedere un secondo round di finanziamenti internazionali prima che possa tornare sul mercato privato. 
Moody’s mette anche in evidenza «il timore che il Portogallo non riuscirà a centrare pienamente gli obiettivi di riduzione del deficit e di stabilizzazione del debito fissati nel quadro dell’accordo con Unione europea e Fondo monetario internazionale», ma il nodo cruciale resta la pretesa di far partecipare i privati a un secondo salvataggio come nel caso della Grecia. Una tale prospettiva - spiega Moody’s - potrebbe «scoraggiare nuovi finanziamenti da parte di istituzioni private e ridurre le probabilità del Portogallo di tornare presto a finanziarsi sul mercato». 

In realtà guardando il grafico dei rendimenti dei titoli di stato portoghesi a 10 anni (salito a valori vicini all'11%) si può constatare che negli ultimi mesi la situazione si è deteriorata in maniera preoccupante e che il mercato aveva già evidenziato i problemi strutturali dell'economia lusitana.

Vi lascio con una tabella aggiornata dei vari Cds...



mercoledì 15 giugno 2011

Esposizioni Banche Europee sul Debito Greco

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In base agli ultimi dati disponibili (dicembre 2010) presso il sito della Bis (Banca dei Regolamenti internazionali) l'esposizione complessiva dei vari paesi europei sul debito pubblico greco è ben più grave di quanto si pensi:
L'esposizione totale dei 24 paesi considerati ( Ue ed Extra-Ue) è pari a 206 Miliardi di euro, di cui 146 Miliardi in titoli e 60 in derivati. 
Analizzando nel dettaglio le varie esposizioni si scopre che le banche europee hanno gran parte di questi titoli per un ammontare complessivo pari a 162 Miliari di euro, di cui 136 Miliardi in titoli e 26 Miliardi in derivati. 
La Francia è indubbiamente il paese più esposto con 65 Miliardi di euro (di cui 57 Miliardi di euro in titoli e 8,3 Miliardi in derivati), motivo per il quale la società di rating Moody's ha espresso le sue preoccupazioni sul settore bancario francese. 
A seguire c'è la Germania con una esposizione di 40 miliardi di euro ( di cui 34 Miliardi in titoli e 6 Miliardi in derivati) mentre l'Italia ha un'esposizione limitata a 5,7 Miliardi di euro (di cui 4 Miliardi in titoli e 1,7 Miliardi in derivati). 
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Per quanto riguarda i paesi che si trovano al di fuori dell'Europa i più esposti sono gli Stati Uniti d'America con oltre 41 Miliardi di euro ( di cui ben 34 in derivati) e la Gran Bretagna con quasi 19 Miliardi di euro ( di cui 14 Miliardi in titoli e 5 miliardi in derivati). Seguono poi la Svizzera con 4,3 Miliardi di euro ( di cui 1,5 Miliardi in derivati) e il Giappone con 1,7 Miliardi di euro. 

Nel frattempo continuano a salire a nuovi record storici i rendimenti sui titoli di stato della Grecia. 
Rendimento dei titoli di stato a 2 anni della Grecia è salito al 28,05% 
Rendimento dei titoli di stato a 5 anni della Grecia è salito al 20,28%
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Grecia è salito al 17,90% 

Guardando questi dati, qualora la Grecia optasse per non ripagare il proprio debito pubblico, mi sembra abbastanza evidente il pericolo di un effetto contagio in tutta europa, in particolare in Francia e in Germania, ma anche in  Inghilterra e negli Stati Uniti. Tuttavia credo che anche gli altri Piigs soprattutto Irlanda e Portogallo finirebbero immediatamente nel mirino della speculazione internazionale. 

Non a caso il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 11,48%, quello dei titoli di stato portoghesi ha invece toccato il 10,68%, quelli spagnoli il 5,53%, mentre il Btp italiano a 10 anni rende il 4,83%.
 






lunedì 13 giugno 2011

Allarme rosso: S&P taglia di 3 livelli il rating della Grecia

La notizia è di pochi minuti fa: 
Standard & Poor’s ha annunciato di aver tagliato il rating sovrano a lungo termine della Grecia di tre scalini, portandolo da B a CCC, appena 4 scalini sopra il default come potete vedere da questa tabella : 

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Il rating sovrano a breve è stato confermato a livello "C" e tutti i rating sono stati tolti dal "creditwatch".
L’outlook sul rating a lungo termine resta negativo, a indicare che un altro taglio è probabile nel giro dei prossimi 12-18 mesi. Nella nota, S&P parla della probabilità, sempre più verosimile, di una ristrutturazione del debito sovrano con modalità tali da essere considerata un default per le agenzie di rating. Secondo alcune agenzie l'agenzia ha affermato che "ora c'e' una probabilita' significativamente maggiore" di uno o piu' default.

Immediata la reazione dei rendimenti dei titoli di stato della Grecia: 
Rendimento a 10 anni è salito al 16,97%
Rendimento a 5 anni è salito al 18,53% ( nuovo record storico)
Rendimento a 2 anni è salito al 26,14%

Il default della Grecia è ormai imminente ma anche Portogallo e Irlanda iniziano a preoccupare notevolmente: 
Rendimento a 10 anni dei titoli di stato del Portogallo è salito al 10,67% (nuovo record storico )

Rendimento a 10 anni dei titoli di stato irlandesi è salito al 11,35% ( nuovo record storico) 

La situazione generale, a mio avviso, sta diventando piuttosto preoccupante ma dalla Bce continuano a rassicurare.... 

venerdì 20 maggio 2011

I Piigs affossano l'euro e le borse europee: Milano -1,5%

Chiusura in deciso ribasso per tutte le borse europee quest'oggi che hanno accusato cali superiori all'1%. A dine seduta il Ftse Mib ha chiuso a 21236 punti in calo dell'1,50%.  Ad affondare le borse ci ha pensato la società di rating Fitch che ha tagliato il rating della Grecia a ''B+'' a causa delle grandi sfide che attendono il paese nella correzione dei suoi conti pubblici. 
''Il taglio del rating riflette il periodo di difficoltà della Grecia per l'implementazione di radicali riforme fiscali strutturali, necessarie per assicurare la solvenza del paese e solide fondamenta per la ripresa economica''. ''Il rating 'B+' include le attese di Fitch di nuovi finanziamenti a favore della Grecia da parte dell'Unione europea e dall'Fmi, e il fatto che il debito sovrano greco non sarà soggetto di una "ristrutturazione soft" o una "riprogrammazione" che farebbero scattare il rating default da parte di Fitch''.
La società di Rating aggiunge che le prospettive future rimangono negative. 

A livello internazionale la situazione sta diventando piuttosto calda: infatti secondo fonti Svizzere, la Norvegia fermerà ogni ulteriore aiuto finanziario per Atene. La ragione e' che la Grecia non sta assolvendo le sue obbligazioni", ha detto il ministro degli esteri norvegese Jonas Gahr Store al Parlamento. 

Queste notizie hanno provocato notevoli scossoni anche al tasso di cambio euro dollaro che è crollato a quota 1,4185.


A questo punto, la situazione dei Piigs e, sopratutto della Grecia è  letteralmente fuori controllo. Ecco i valori odierni registrati da bloomberg:

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%.
Il rendimento dei titoli a 5 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 17,18%.
Il rendimento dei titoli a 2 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 25,47%.
Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato della Grecia a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. 
Come si può osservare nell'ultimo mese si è verificata una salita estremamente preoccupante che ha portato lo spread al nuovo record odierno del 13,51%.




La situazione per gli altri Piigs non è delle migliori e questa è la triste classifica dei rendimenti dei titoli di stato europei più a rischio: 

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%
Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda oggi ha raggiunto il 10,54%.
Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo oggi ha raggiunto il 9,38%
ll rendimento dei titoli a 10 anni della Spagna oggi ha raggiunto il 5,48%
ll rendimento dei titoli a 10 anni dell'Italia oggi ha raggiunto il 4,77%
ll rendimento dei titoli a 10 anni del Belgio oggi ha raggiunto il 4,22%


Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato italiani a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. Quest'oggi è salito a 1,71%, pari a 171 punti base, il livello più alto degli ultimi tre mesi. 



Da segnalare anche l'aumento di capitale da 5 Miliardi di euro deciso su Intesa San Paolo proprio oggi. Infatti secondo quanto comunicato dal Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo, verranno emesse 3.651.949.408 azioni ordinarie di nuova emissione, del valore nominale di 0,52 euro ciascuna, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e godimento regolare, da offrire in opzione ai soci titolari di azioni ordinarie e a quelli titolari/portatori di azioni di risparmio della società , al prezzo di 1,369 euro per azione, di cui 0,849 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di n. 2 azioni di nuova emissione ogni n. 7 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute, per un controvalore massimo nominale complessivo pari a 1.899.013.692,16 euro e per un controvalore massimo complessivo, inclusivo del sovrapprezzo, pari a 4.999.518.739,55 euro. 

martedì 17 maggio 2011

Tornano le vendite a Milano: Ftse Mib -1,27%

Chiusura in deciso ribasso quest'oggi a piazza affari. Al termine delle contrattazioni il principale indice di milano ha chiuso in calo dell'1,27% a quota 21408 punti. 
Dopo un avvio in recupero, il Ftse Mib si era spinto fino alla resistenza dei 21800 punti (+0,4%) dalla quale però è stato respinto già nella tarda mattinata. Nel pomeriggio poi complice l'avvio in ribasso di Wall street la situazione si è gradualmente deteriorata fino alla chiusura vicino ai minimi di seduta. Dopo una fase di notevole indecisione sui mercati azionari, quest'oggi si è verificata una rottura tecnica molto significativa , quella dei 21500 punti, e a questo punto il trend sembra essere tornato decisamente negativo per il nostro indice e i prossimi obiettivi dovrebbero essere i 21200 punti e successivamente a 21000 punti. 
Da segnalare che in questi ultimi giorni ci sono stati mille falsi segnali quindi non mi sorprenderebbe che quello di oggi fosse un ulteriore falso breakout. 
Da un punto di vista macro vorrei segnalare qualche notizia del giorno : 


I 27 ministri delle Finanze dell'Ue, riuniti nell'Ecofin, hanno accettato la designazione formulata dall'Eurogruppo del Governatore di Bankitalia Mario Draghi alla presidenza della Bce. Ora la nomina ufficiale spetta ai capi di Stato e di Governo il prossimo 24 giugno, sentiti i pareri del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della stessa Bce.


I ministri delle Finanze dei paesi europei hanno inoltre deciso di approvare il pacchetto di aiuti al Portogallo da €78 miliardi per 3 anni, a condizioni che il governo attui una serie di riforme per ridurre le spese e velocizzi il processo di privatizzazione. Il prestito sarà diviso equamente tra l’European Financial Stabilization Mechanism, l’European Financial Stability Facility e il Fondo Monetario Internazione, con ognuno di questi che verserà €26 miliardi. 
Il Portogallo diventa il terzo paese europeo a ricevere aiuti, dopo i €110 miliardi alla Grecia nel maggio 2010 e gli €85 miliardi all’Irlanda nel novembre 2010.
Con questa mossa i ministri delle Finanze hanno di fatto aumentato a 726 Miliardi di euro il livello delle garanzie del fondo di salvataggio Efsf (European Financial Stability Facility). Ricordiamo che in passato i leader si erano accordati per una dotazione di 250 Miliardi portati successivamente a 440 miliardi..... 

Ultima notizia del giorno riguarda il gruppo Fiat che oggi ha chiuso in calo del 2,6% a quota 6,89 euro ad azione..

Ad aprile Fiat Group Automobiles ha subito un calo del 7,8%, nelle vendite in Europa (Ue a 27 + Efta)  immatricolando 82.315 nuove vetture, contro le 89.277 di un anno fa. A marzo il gruppo torinese aveva registrato una flessione del 20% a 106.836 unita'. Nei primi quattro mesi del 2011 il Lingotto ha venduto 346.310 nuove vetture, segnando un ribasso del 16,6% rispetto alle 415.172 dello stesso periodo del 2010.

Ad aprile la quota di mercato di Fiat Group Automobiles in Europa (Ue a 27 + Efta) scende al 7,3%, contro il 7,6% segnato ad aprile 2010. Nei primi quattro mesi dell'anno la quota di mercato del gruppo torinese in Europa si attesta al 7,2%, in ribasso rispetto all'8,4% di un anno fa.

p.s. Piccola nota di ringraziamento per la donazione di davide, uno dei pochi  sostenitori attivi del blog. Grazie. 

mercoledì 11 maggio 2011

Dopo la Grecia anche Portogallo e Irlanda sono a rischio

Le tensioni sui Piigs sembrano crescere ogni giorno di più. Quest'oggi il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia ha raggiunto il 15,53 %. Quello a 5 anni è al 16,34% , e quello a 2 anni è 25,13%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni della grecia


La situazione dell'Irlanda sta diventando molto simile a quella greca. Il Rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda ha raggiunto il 10,62%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda



Anche il Portogallo ha notevoli problemi: il rendimento dei titoli a 10 anni ha toccato il 9,43%.

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo 


Come si può facilmente osservare questi tre grafici hanno avuto una vera impennata negli ultimi 3 mesi e questo dovrebbe fare riflettere notevolmente sulla reale rischiosità di questi tre paesi....