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martedì 16 settembre 2014

La recessione infinita dell'Italia......


Dal passato spesso si capisce il futuro.... guardando questi titoli di giornali degli anni scorsi viene la pelle d'oca. Sono passati 5 anni da quando l'Italia si è avvitata nella peggiore recessione della sua storia e sono 5 anni che politici e non solo ci assicurano che la ripresa è dietro l'angolo. Purtroppo le aspettative per il futuro non sono assolutamente incoraggianti. 
Le previsioni sulla crescita del Pil italiano di qualche mese fa sono da prendere e buttare dalla finestra. 
Il governo, nel Def di aprile, ha stimato un Pil a +0,8% quest'anno e a +1,3% l'anno prossimo, contro il +1% paventato per il 2014 dello scorso settembre. 
Il rapporto dell'Ocse di ieri è stata una vera doccia gelata. 


Dopo la forte recessione del 2012 e del 2013 (il Pil reale è tornato indietro dell'8,5% dai valori di fine 2007), il 2014 vedrà l'ennesimo anno di recessione per l'Italia con una stima di -0,4%. Ancora più violenta la revisione al ribasso per il 2015 che vede il Pil italiano ad un pallido +0,1% dal +1,1% precedente stimato ad Aprile. Anche l'agenzia Standard and Poor's ha tagliato la stima sul Pil italiano nel 2014, portandola a zero dal +0,5% previsto in giugno.

Come si evince dal grafico sottostante l'Italia è l'unico paese tra i grandi ad accusare una nuova recessione nel 2014 e a stentare nel 2015. 


quest'oggi anche Centro Studi di Confindustria ha tagliato nuovamente le stime del Pil: nel 2014 scenderà dello 0,4% contro il +0,2% calcolato a giugno scorso. Dimezzate le stime per il 2015: il recupero ci sara', ma il Pil crescera' solo dello 0,5% (dal +1% precedentemente stimato).L'inaspettato calo del Pil nel secondo trimestre (-0,2% congiunturale) ha costretto il Csc, negli ultimi Scenari economici, a rivedere al ribasso le stime per quest'anno. Inoltre, nelle nuove previsioni i successivi due trimestri del 2014 registreranno nuovi cali (-0,2% sia nel terzo sia nel quarto).

Nelle nuove stime diffuse oggi, l'inflazione salirà infatti dello 0,3% nel 2014 e dello 0,5% nel 2015. Le stime di giugno indicavano un aumento dello 0,5% nel 2014 e dello 0,9% nel 2015.


Il debito italiano invece cresce a nuovi record giorno dopo giorno raggiungendo la cifra incredibile di 2169 miliardi di euro. Da notare il balzello negli ultimi 4 anni.... 


In base ai calcoli di confindustria il rapporto debito/pil dovrebbe andare al 137% nel 2014 e al 138% circa nel 2015. 

Provando a stimare un valore di debito a fine 2014 simile a quello attuale e un pil in calo dello 0,4% , e con una inflazione 0% a fine anno, in base alle mie informazioni dovremmo chiudere il 2014 al 139,7% come rapporto Debito/Pil.
Per il 2015 a mio avviso la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. 
La correlazione tra produzione industrale e Pil (GDP) appare evidente. 
L'ultimo dato disponibile parla di una contrazione della produzione industriale dell'1,8% nell'ultimo anno cosa che si traduce in un calo vicino allo 0,5% (occhio e croce) di Pil per i prossimi 12 mesi. Sempre se tutto va bene e non consideriamo il periodo di mal tempo che ha inciso notevolmente sull'Estate e sui consumi degli Italiani e senza considerare alcun impatto dalle sanzioni europee varate verso la Russia. 
In altre parole volendo essere più realistici il pil 2014 si chiuderà facilmente con un -0,6% e il 2015 vedrà nuovamente il segno meno davanti con un -0,2%. 



Se analizziamo l'andamento della produzione industriale dei paesi sviluppati dal 2000 a oggi la situazione appare imbarazzante. Escludendo la Grecia che a causa della Troika ha visto sparire il 30% della propria produzione industriale, l'Italia è sotto di quasi il 22% rispetto ai valori di 14 anni fa! La Germania al contrario è cresciuta di quasi il 25% e l'America del 15%. Lascio a voi ogni commento.


La cosa preoccupante di tutto ciò che lo spread è sceso a 135 bps nei confronti del Bund e mai nella storia il costo degli interessi dei titoli di stato dell'Italia è stato così basso (in termini percentuali). Se l'Italia non è riuscita a riprendersi in un contesto idilliaco sui mercati finanziari con borse salite mediamente oltre il 30% dal 2009 ad oggi e con i rendimenti più che dimezzati sul Btp decennale, che cosa accadrà alla prossima tempesta finanziaria o al prossimo ciclo di rialzo dei tassi varato dalla FED? 


Cosa accadrebbe al Pil italiano e al Rapporto Debito/Pil in quel caso ?
Cosa accadrà ai milioni di italiani che già si trovano sulla soglia di povertà e che rischiano di perdere il lavoro??

Il tempo della speranza è passato, bisogna agire. 
1) Il governo Renzi dopo deve assolutamente varare le riforme strutturali di cui il paese ha bisogno. (in primis la riduzione delle tasse sul lavoro, in modo da attrarre nuovamente gli investitori e rendere più equa la tassazione per chi ad oggi va a lavorare solo per pagare le tasse allo stato e a mala pena arriva a fine mese).
2) Maggior efficientamento della struttura organizzativa pubblica (minori sprechi e maggior investimenti). P.s ma poi i comuni, le province, e quella miriade di costi inutili della macchina governativa non dovevano essere aboliti? 
3) Riforma della magistratura. Ridurre da 45 a 30 i giorni di ferie per i magistrati sembra una cosa piuttosto veloce da poter approvare e ridurrebbe la durata dei processi di almeno il 10%, con un enorme risparmio di risorse economiche per non parlare della maggior credibilità del sistema giudiziario italiano. 
4) Sgravi fiscali quasi totali per almeno 5 anni a chi crea una nuova azienda o assume dipendenti a tempo indeterminato. L'esigenza di far ripartire l'economia si attua attraverso il nuovo lavoro e non attraverso nuove tasse che stritolano sempre di più gli Italiani come un cappio al collo fino a farli svenire esanimi a terra senza più speranze e senza più futuro. 

Se tutto ciò non accadrà per l'Italia si prospettano 10 anni disastrosi nel prossimo futuro. 






sabato 14 gennaio 2012

Allarme Rosso: S&P taglia il rating di mezza europa


In questo strano Venerdì 13 dopo una giornata altalenante i listini europei hanno accusato discrete perdite a causa delle indiscrezioni relative ad un possibile downgrade collettivo dei vari paesi europei. In serata è arrivato inesorabile il giudizio definitivo dell'agenzia di Rating Standard and Poor's:
Italia: ha perso il rating A e la bocciatura è stata di ben due gradini, fino a BBB+, queste le dichiarazioni ufficiali:
"Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell'Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche". Il contesto politico italiano è "migliorato" sotto il governo Monti e le riforme allo studio possono "migliorare la competitivita' italiana". Tuttavia, "ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici".
A mio avviso questo downgrade risulta completamente infondato visto il piano di austerity e di riforme adottate dal governo Monti. I rischi nel breve periodo (come dimostra l'andamento delle ultime aste) è sicuramente diminuito nelle ultime settimane mentre per il medio periodo rimangono rischi piuttosto elevati.Tuttavia non reputo appropriato un Rating BBB+ per l'Italia alle condizioni attuali (personalmente avrei tagliato il rating italiano di un solo gradino). 
Francia: il rating della Francia è stato tagliato da  AAA ad AA+  
Austria: il rating dell'Austria è stato tagliato da  AAA ad AA+ 
Spagna: Il rating della Spagna è stato abbassato da AA- ad A
Portogallo: il giudizio è stato ridotto da BBB- a BB, ovvero a livello di junk ( spazzatura) 

Europa: in generale, la bocciatura è stata di due notch, ovvero di due gradini, per le valutazioni di Italia, Spagna, Portogallo e Cipro. Il downgrade è stato di un solo gradino per Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia.
A salvarsi, e a mantenere la tripla AAA, sono state Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Ma i rating di tutti i 14 paesi europei analizzati ( 14 su 15), riporta Bloomberg, sono stati messi sotto osservazione con "negative watch", tutti tranne la Germania. Questo significa che c'è una possibilità su tre di un ulteriore downgrade nel 2012 o nel 2013.

Difficile commentare questa valanga di giudizi ma sicuramente mi sembra piuttosto strano che l'agenzia di rating abbia tagliato i rating di mezza europa in una singola serata facendo crollare il tasso di cambio euro dollaro sotto quota 1,27. A voler pensare male si potrebbe ipotizzare che sia in atto un attacco speculativo contro l'euro da parte di qualche fondo estero che porterà nel tempo allo sfaldamento dell'eurozona e ad un crollo dell'economia reale Europea. 


Per ultima va analizzata la Grecia che vive ore drammatiche: 

L’Institute of international finance (Iif), che rappresenta le banche e i creditori privati della Grecia, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico. «Sfortunatamente, nonostante gli sforzi della leadership greca – si legge – la proposta elaborata dal comitato di creditori e investitori privati, una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci da loro detenuti, non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti». In queste circostanze, prosegue l’Iif, «le discussioni con la Grecia sono interrotte per una riflessione»

Il Grafico sottostante parla da solo:


Si leggete bene: il rendimento dei titoli di stato a 1 anno della Grecia hanno raggiunto la stratosferica cifra del 396% (massimo odierno 408%). Sono valori fuori da ogni logica e il mercato sconta un imminente fallimento delle finanze elleniche probabilmente già prima di inizio marzo.... 

Se queste sono le premesse la prossima settimana per i mercati finanziari si preannuncia piuttosto preoccupante.....

martedì 20 settembre 2011

Standard & Poor taglia il rating dell'Italia


Annuncio a sorpresa, pochi minuti fa da parte dell'agenzia di rating americana Standard & Poor's :
Secondo quanto riporta sia il sole 24 ore che la repubblica, Standard & Poor's ha appena tagliato il giudizio di merito sull'Italia (Rating) portandolo da A+ ad A. Inoltre l'outlook rimane negativo. 

La notizia era in parte attesa dal mercato ma si prospetta una partenza negativa per piazza affari domani, anche perchè il cambio euro dollaro è passato nel giro di pochi minuti da 1,3670 a 1,36.


mercoledì 10 agosto 2011

Altro che Downgrade..le agenzie di rating finiscono sotto inchiesta

Secondo quanto riporta il sole 24 ore la procura di Trani ha avviato un'inchiesta contro due agenzie di Rating: Standard & Poor's e Moody's con l'accusa di manipolazione di mercato: 
«Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano.

La Guardia di finanza di Bari ha prelevato la documentazione relativa al procedimento di registrazione delle due Agenzie e già sei persone sono indagate nell'ambito dell'inchiesta: tre analisti di S&P, uno di Moody's e i due responsabili legali per l'Italia delle due agenzie.  Gli analisti di Standard e Poor's indagati sono  Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer (quest'ultimo responsabile per il debito europeo), ai quali si aggiunge un non identificato dirigente senior analyst di Moody's e un numero imprecisato di «persone da identificare». 

Dal sole 24 ore: 

Per quanto riguarda Moody's, gli indagati sono accusati del reato di «manipolazione del mercato» per avere «elaborato e diffuso» il 6 maggio 2010, «a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano». Nel report sarebbero stati espressi «giudizi da ritenersi falsi, infondati o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating oltre che dalle supreme Autorità nazionali». Secondo la Procura, «in conseguenza della diffusione dei giudizi di Moody's si determinava un'alterazione (da quantificare) di strumenti finanziari».

I tre analisti di S&P sono invece accusati, oltre che di «manipolazione del mercato» anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano». In particolare, il 20 maggio 2011 «divulgavano in un report l'avvenuto taglio dell'outlook del debito sovrano dell'Italia da stabile a negativo», con «giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle forme di comunicazione) secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating (Moody's e Fitch), oltre che dalle supreme Autorità nazionali (Ministero Economia) che smentiva - alla stregua di dati macroeconomici ufficiali - il giudizio di S&P che (con)causava sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali». 


Inoltre, «il giorno venerdì 1 luglio 2011 poco dopo le 13.00 (prima della chiusura dei mercati) elaboravano e divulgavano in un'ulteriore nota giudizi negativi sulla manovra finanziaria presentata in Consiglio dei Ministri dal Ministro dell'Economia quando il testo della stessa non era ancora ufficiale e definitivo, così determinando ulteriori turbolenze sul mercato dei titoli e sulle aste dei titoli di Stato». 
La procura di Trani basa la propria competenza sul fatto di essere stato il primo (ed unico) ufficio del pm ad iscrivere la notizia di reato. Nell'ambito dell'inchiesta sono già state sentite numerose persone - tra cui l'ex premier Prodi, il governatore di Bankitalia Draghi e il ministro dell'Economia Tremonti - ed acquisita copiosa documentazione: per ultimo, appunto, le carte relative al procedimento di registrazione delle Agenzie presso la Consob per verificare la sussistenza «dei requisiti e delle condizioni» per l'esercizio di attività di rating nei confronti di «entità italiane».



Proprio l'anno scorso scrissi svariati articoli a riguardo: 


Quest'oggi sono davvero contento che la giurisprudenza italiana sia finalmente scesa in campo per difendere gli interessi italiani. 
Questo forse aiuterà le società di rating ad essere più trasparenti e meno spensierate nel dare giudizi sui vari paesi analizzati. 

L'Europa in tal senso credo dovrebbe iniziare a creare una propria agenzia di Rating completamente indipendente sia a livello economico che a livello politico che possa finalmente ridare quella trasparenza e quell'indipendenza  ai mercati finanziari di cui hanno bisogno in questo particolare momento.