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martedì 15 novembre 2011

Non è l'Italia, è l'Europa a tremare!


Torna la paura sui mercati finanziari. Quest'oggi lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è tornato nuovamente a crescere a quota 4,92%, portandosi ad un soffio dalla fatidica quota dei 500 punti base.  
Contemporaneamente il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è salito al 6,70%, quello a 5 anni al 6,63%, e quello a 2 anni al 5,99%. 

Tutti parlano in questi giorni dell'Italia ma il vero problema è a livello europeo e basta guardare questi grafici per capirlo. 

1) Grecia


Il rendimento dei titoli greci a 1 anno ha raggiunto il 248%, valore al di la di ogni statistica e di ogni senso logico. Il rendimento dei titoli a 2 anni è salito al 109,5%,quello a  5 anni è salito al nuovo record storico a quota 40,55%, quello a 10 anni al 28,55%.

2) Portogallo 



Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo ha raggiunto l'11,45%.

3) Ungheria 


Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Ungheria ha raggiunto l'8,64%.

4) Belgio


Negli ultimi giorni il rendimento dei titoli del Belgio ha intrapreso un sentiero di crescita piuttosto pericoloso che ha portato il rendimento dei titoli a 10 anni al 4,60%. 

5) Irlanda 

Negli ultimi mesi l'Irlanda è stato uno dei pochi paesi che ha visto i rendimenti dei propri titoli di stato a 10 anni scendere di vari punti percentuali per portarsi a quota 8,20%. 


6)  Spagna

Negli ultimi mesi la situazione spagnola è peggiorata nettamente e quest'oggi il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni ha superato il 6% portandosi al 6,10%. 


Da segnalare che lo spread tra i titoli spagnoli e i titoli tedeschi a 10 anni ha 
raggiunto il 4,32%, nuovo record degli ultimi mesi. 


7) E non dimentichiamoci della cara Francia: 

Il rendimento dei titoli francesi a 10 anni è salito negli ultimi giorni al 3,42%. 
A spaventare però è l'ultimo grafico qui in basso: 


Lo spread tra i titoli francesi e i titoli tedeschi a dieci anni ha toccato il nuovo record storico a quota 1,64%, registrando una vera impennata nell'ultimo mese. 

Al di la di quello che si può sentire in televisione o sui giornali, da questi grafici risulta evidente che l'Italia è si in difficoltà ma non è la sola. Tutta l'Europa è in crisi e l'unico paese che è in grado di risolvere questa crisi è la Germania che però in questo momento non ha mostrato alcuna intenzione di cooperare seriamente e di portare finalmente un po' di stabilità sui mercati finanziari. 

La crisi è globale ed è giorno per giorno più pericolosa. Spero che qualcosa cambi rapidamente altrimenti il futuro dell'Europa sarà tutt'altro che roseo.

domenica 6 novembre 2011

Aggiornamento Cds, Spread e Rendimenti titoli di stato europei


Dopo settimane a dir poco turbolente facciamo il punto della situazione dei mercati finanziari e della situazione macroeconomica mondiale. Come tutti saprete la situazione europea rimane estremamente delicata e i Cds dei vari Piigs si mantengono sempre a livelli elevati: 

Grecia: 5603 punti 
Portogallo: 1037 punti
Irlanda: 719 punti
Italia: 492 punti
Spagna: 389 punti

Nell'occhio del ciclone c'è sempre la Grecia che in questa settimana ha visto crescere i rendimenti dei propri titoli di stato a livelli mai visti in precedenza: 
Il grafico sottostante è alquanto emblematico e rappresenta l'andamento del rendimento dei titoli di stato a 1 anno che hanno raggiunto il 235% (con un picco del 250% nella giornata di giovedì).
Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato a 2 anni hanno raggiunto il 97,97% ( con un picco del 105% nella giornata di venerdì) , quelli a 5 anni hanno raggiunto il 38% e quelli a 10 anni al 26,7% mentre lo spread con i titoli tedeschi a 10 anni ha raggiunto il 24,94%!!!
Ovviamente tali valori sono insostenibili e porteranno la Grecia ad un rapido peggioramento della propria situazione economica nei prossimi mesi. 

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 11,88%. 

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è invece sceso negli ultimi mesi dal 14% al 8,22%.

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è rimasto piuttosto costante negli ultimi mesi attestandosi al 5,58% nella seduta di venerdì.

Infine guardiamo la situazione italiana.

Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Italia è salito negli ultimi mesi dal 4,5% al 6,37%.
Contemporaneamente lo spread tra Btp e Bund tedesco è salito dall'1,5% di luglio al 4,55% di venerdì scorso. 


La crisi di fiducia nei confronti della politica italiana è sempre più evidente e credo che le parole espresse dalla stampa italiana e internazionale
E se anche il ministro dell'economia Tremonti ha detto al primo ministro italiano :   "Lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti. A torto o a ragione, il problema per i mercati e per l'Europa sei tu".  credo che entro pochi giorni qualcosa dovrebbe cambiare. 

A mio avviso, in questo momento, l'Italia e l'Europa si trovano di fronte a sfide economiche e politiche eccezionali ma in primo luogo va ripristinata la fiducia nelle istituzioni politiche e nei mercati finanziari (anche attraverso scelte coraggiose come quella di abbassare i tassi di interesse da parte della Bce nella giornata di gioved' scorso) altrimenti qualsiasi riforma delle pensioni, qualsiasi tassa, qualsiasi patrimoniale sarà quasi totalmente inutile. 

mercoledì 21 settembre 2011

La paura di un effetto domino torna sui mercati


Sono bastate poche ore per riportare la tensione alle stelle sui mercati finanziari. Le preoccupazioni sulla Grecia rimangono a livelli di guardia e tutta l'europa è in attesa della nuova manovra economica di Atene (prevista per questo pomeriggio).
In questo momento lo spread tra i titoli italiani e tedeschi a 10 anni è tornato nuovamente a 396 punti base mentre il Ftse Mib accusa un calo dello 0,8%. 

Per capire quanto i mercati siano ormai globalizzati e uniti nei loro destini è sufficiente guardare queste interessanti tabelle (fonte Reuters) dalle quali emerge in tutta la gravità la situazione delle banche europee. Se Atene dovesse dichiarare default il rischio di un effetto domino salirebbe a dismisura e tutta l'europa si troverebbe in enormi difficoltà, anche la Germania.... 

Esposizione delle banche europee al debito italiano.

Esposizione delle banche europee al debito Portoghese.

Esposizione delle banche europee al debito spagnolo.

Esposizione delle banche europee al debito Greco.

Esposizione delle banche europee al debito irlandese.

mercoledì 15 giugno 2011

Esposizioni Banche Europee sul Debito Greco

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In base agli ultimi dati disponibili (dicembre 2010) presso il sito della Bis (Banca dei Regolamenti internazionali) l'esposizione complessiva dei vari paesi europei sul debito pubblico greco è ben più grave di quanto si pensi:
L'esposizione totale dei 24 paesi considerati ( Ue ed Extra-Ue) è pari a 206 Miliardi di euro, di cui 146 Miliardi in titoli e 60 in derivati. 
Analizzando nel dettaglio le varie esposizioni si scopre che le banche europee hanno gran parte di questi titoli per un ammontare complessivo pari a 162 Miliari di euro, di cui 136 Miliardi in titoli e 26 Miliardi in derivati. 
La Francia è indubbiamente il paese più esposto con 65 Miliardi di euro (di cui 57 Miliardi di euro in titoli e 8,3 Miliardi in derivati), motivo per il quale la società di rating Moody's ha espresso le sue preoccupazioni sul settore bancario francese. 
A seguire c'è la Germania con una esposizione di 40 miliardi di euro ( di cui 34 Miliardi in titoli e 6 Miliardi in derivati) mentre l'Italia ha un'esposizione limitata a 5,7 Miliardi di euro (di cui 4 Miliardi in titoli e 1,7 Miliardi in derivati). 
Clicca sull'immagine per ingrandirla

Per quanto riguarda i paesi che si trovano al di fuori dell'Europa i più esposti sono gli Stati Uniti d'America con oltre 41 Miliardi di euro ( di cui ben 34 in derivati) e la Gran Bretagna con quasi 19 Miliardi di euro ( di cui 14 Miliardi in titoli e 5 miliardi in derivati). Seguono poi la Svizzera con 4,3 Miliardi di euro ( di cui 1,5 Miliardi in derivati) e il Giappone con 1,7 Miliardi di euro. 

Nel frattempo continuano a salire a nuovi record storici i rendimenti sui titoli di stato della Grecia. 
Rendimento dei titoli di stato a 2 anni della Grecia è salito al 28,05% 
Rendimento dei titoli di stato a 5 anni della Grecia è salito al 20,28%
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Grecia è salito al 17,90% 

Guardando questi dati, qualora la Grecia optasse per non ripagare il proprio debito pubblico, mi sembra abbastanza evidente il pericolo di un effetto contagio in tutta europa, in particolare in Francia e in Germania, ma anche in  Inghilterra e negli Stati Uniti. Tuttavia credo che anche gli altri Piigs soprattutto Irlanda e Portogallo finirebbero immediatamente nel mirino della speculazione internazionale. 

Non a caso il rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 11,48%, quello dei titoli di stato portoghesi ha invece toccato il 10,68%, quelli spagnoli il 5,53%, mentre il Btp italiano a 10 anni rende il 4,83%.
 






lunedì 13 giugno 2011

Allarme rosso: S&P taglia di 3 livelli il rating della Grecia

La notizia è di pochi minuti fa: 
Standard & Poor’s ha annunciato di aver tagliato il rating sovrano a lungo termine della Grecia di tre scalini, portandolo da B a CCC, appena 4 scalini sopra il default come potete vedere da questa tabella : 

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Il rating sovrano a breve è stato confermato a livello "C" e tutti i rating sono stati tolti dal "creditwatch".
L’outlook sul rating a lungo termine resta negativo, a indicare che un altro taglio è probabile nel giro dei prossimi 12-18 mesi. Nella nota, S&P parla della probabilità, sempre più verosimile, di una ristrutturazione del debito sovrano con modalità tali da essere considerata un default per le agenzie di rating. Secondo alcune agenzie l'agenzia ha affermato che "ora c'e' una probabilita' significativamente maggiore" di uno o piu' default.

Immediata la reazione dei rendimenti dei titoli di stato della Grecia: 
Rendimento a 10 anni è salito al 16,97%
Rendimento a 5 anni è salito al 18,53% ( nuovo record storico)
Rendimento a 2 anni è salito al 26,14%

Il default della Grecia è ormai imminente ma anche Portogallo e Irlanda iniziano a preoccupare notevolmente: 
Rendimento a 10 anni dei titoli di stato del Portogallo è salito al 10,67% (nuovo record storico )

Rendimento a 10 anni dei titoli di stato irlandesi è salito al 11,35% ( nuovo record storico) 

La situazione generale, a mio avviso, sta diventando piuttosto preoccupante ma dalla Bce continuano a rassicurare.... 

lunedì 23 maggio 2011

Milano crolla del 3,3% e ora la situazione si fa pericolosa

Clicca sul grafico per ingrandirlo

Chiusura in deciso ribasso per il listino milanese quest'oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,32% a quota 20532 punti. Le vendite hanno colpito tutti i settori dagli industriali ai bancari a causa delle tensioni sui debiti pubblici dei Piigs. Va ricordato però che quest'oggi molti titoli hanno staccato il dividendo, influendo complessivamente per un buon 1,8-1,9% sul calo odierno. 
Guardando il grafico si può notare che quest'oggi si è creato un gap down molto ampio e pericoloso. La rottura della media mobile a 200 giorni è un chiaro segnale di debolezza del nostro listino che a questo punto sembra proiettato sul supporto dei 20000 punti. Anche il Macd segnala una tendenza ribassista dei prezzi che non lascia molte speranze per il lungo periodo. Per domani probabile qualche tentativo di rimbalzo verso quota 20600 e successivamente a 20700-20750 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi gli ultimi supporti transitano in area 20500, 20300 punti e poi a 20000. Teoricamente il gap odierno  da una parte, potrebbe essere chiuso nel giro di poche sedute ( fino a 21200 punti) ma dall'altro potrebbe rappresentare un gap di rottura che indicherebbe nuovi ribassi per le prossime settimane. Difficile dire in questo momento cosa potrà accadere anche perchè la situazione macroeconomica internazionale sta diventando rovente. 

Questo grafico rappresenta l'andamento dei cds a 5 anni (credit default swap) italiani. Oggi sono risaliti a quota 170 punti base, il livello più alto dagli ultimi due mesi.  
Contemporaneamente lo spread tra titoli decennali italiani e titoli decennali tedeschi ha raggiunto 1,79% tornando su livelli piuttosto alti. 

A preoccupare è sempre la situazione della Grecia :
Dal grafico sottostante si può notare che il rendimento dei titoli decennali di Atene ha raggiunto il 17,03%.

Contemporaneamente il rendimento dei titoli di stato della Grecia a 5 anni offrono un rendimento del 17,76%, e quelli a 2 anni del 26,25%. 
Secondo alcune indiscrezioni restano 2 mesi di vita alla Grecia prima di andare in Default. 

In peggioramento anche la situazione degli altri Piigs:
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda è salito al 10,85% ai nuovi massimi storici.  
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo è salito al 9,65%.
Rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è salito al 5,51%.

In questo scenario da tempesta perfetta l'euro ha proseguito la propria discesa portandosi a quota 1,4040 contro dollaro mentre l'oro, il bene rifugio per eccellenza è risalito a 1516 dollari l'oncia. ( controllate le quotazioni in tempo reale cliccando qui).

venerdì 20 maggio 2011

I Piigs affossano l'euro e le borse europee: Milano -1,5%

Chiusura in deciso ribasso per tutte le borse europee quest'oggi che hanno accusato cali superiori all'1%. A dine seduta il Ftse Mib ha chiuso a 21236 punti in calo dell'1,50%.  Ad affondare le borse ci ha pensato la società di rating Fitch che ha tagliato il rating della Grecia a ''B+'' a causa delle grandi sfide che attendono il paese nella correzione dei suoi conti pubblici. 
''Il taglio del rating riflette il periodo di difficoltà della Grecia per l'implementazione di radicali riforme fiscali strutturali, necessarie per assicurare la solvenza del paese e solide fondamenta per la ripresa economica''. ''Il rating 'B+' include le attese di Fitch di nuovi finanziamenti a favore della Grecia da parte dell'Unione europea e dall'Fmi, e il fatto che il debito sovrano greco non sarà soggetto di una "ristrutturazione soft" o una "riprogrammazione" che farebbero scattare il rating default da parte di Fitch''.
La società di Rating aggiunge che le prospettive future rimangono negative. 

A livello internazionale la situazione sta diventando piuttosto calda: infatti secondo fonti Svizzere, la Norvegia fermerà ogni ulteriore aiuto finanziario per Atene. La ragione e' che la Grecia non sta assolvendo le sue obbligazioni", ha detto il ministro degli esteri norvegese Jonas Gahr Store al Parlamento. 

Queste notizie hanno provocato notevoli scossoni anche al tasso di cambio euro dollaro che è crollato a quota 1,4185.


A questo punto, la situazione dei Piigs e, sopratutto della Grecia è  letteralmente fuori controllo. Ecco i valori odierni registrati da bloomberg:

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%.
Il rendimento dei titoli a 5 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 17,18%.
Il rendimento dei titoli a 2 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 25,47%.
Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato della Grecia a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. 
Come si può osservare nell'ultimo mese si è verificata una salita estremamente preoccupante che ha portato lo spread al nuovo record odierno del 13,51%.




La situazione per gli altri Piigs non è delle migliori e questa è la triste classifica dei rendimenti dei titoli di stato europei più a rischio: 

Il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia oggi ha raggiunto il 16,57%
Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda oggi ha raggiunto il 10,54%.
Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo oggi ha raggiunto il 9,38%
ll rendimento dei titoli a 10 anni della Spagna oggi ha raggiunto il 5,48%
ll rendimento dei titoli a 10 anni dell'Italia oggi ha raggiunto il 4,77%
ll rendimento dei titoli a 10 anni del Belgio oggi ha raggiunto il 4,22%


Il grafico sottostante mostra lo spread tra titoli di stato italiani a 10 anni e titoli tedeschi a 10 anni. Quest'oggi è salito a 1,71%, pari a 171 punti base, il livello più alto degli ultimi tre mesi. 



Da segnalare anche l'aumento di capitale da 5 Miliardi di euro deciso su Intesa San Paolo proprio oggi. Infatti secondo quanto comunicato dal Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo, verranno emesse 3.651.949.408 azioni ordinarie di nuova emissione, del valore nominale di 0,52 euro ciascuna, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e godimento regolare, da offrire in opzione ai soci titolari di azioni ordinarie e a quelli titolari/portatori di azioni di risparmio della società , al prezzo di 1,369 euro per azione, di cui 0,849 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di n. 2 azioni di nuova emissione ogni n. 7 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute, per un controvalore massimo nominale complessivo pari a 1.899.013.692,16 euro e per un controvalore massimo complessivo, inclusivo del sovrapprezzo, pari a 4.999.518.739,55 euro. 

mercoledì 11 maggio 2011

Dopo la Grecia anche Portogallo e Irlanda sono a rischio

Le tensioni sui Piigs sembrano crescere ogni giorno di più. Quest'oggi il rendimento dei titoli a 10 anni della Grecia ha raggiunto il 15,53 %. Quello a 5 anni è al 16,34% , e quello a 2 anni è 25,13%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni della grecia


La situazione dell'Irlanda sta diventando molto simile a quella greca. Il Rendimento dei titoli a 10 anni dell'Irlanda ha raggiunto il 10,62%. 

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni dell'Irlanda



Anche il Portogallo ha notevoli problemi: il rendimento dei titoli a 10 anni ha toccato il 9,43%.

Grafico del rendimento dei titoli di stato a 10 anni del Portogallo 


Come si può facilmente osservare questi tre grafici hanno avuto una vera impennata negli ultimi 3 mesi e questo dovrebbe fare riflettere notevolmente sulla reale rischiosità di questi tre paesi.... 



lunedì 18 aprile 2011

La Grecia spaventa e le borse Crollano

Nuvole scure volteggiano sopra la Grecia. I rumors sull'imminente Default Greco si fanno giorno dopo giorno sempre più insistenti e i vari analisti cercano di capire l'eventuale impatto di una ristrutturazione del debito.
In Borsa quest'oggi soffrono in particolare i titoli finanziari che rischiano importanti svalutazioni sui bond governativi greci in portafoglio.

Di seguito le esposizioni a dicembre 2010 per i titoli coinvolti in Piazza Affari.

L'esposizione netta di Generali è pari a 500 milioni di euro ( ricade su tutti i conti della compagnia), mentre l'esposizione Lorda è pari a 3 Miliardi di euro (l'esposizione ricade sulle polizze dei clienti). 
Unipol ha una esposizione netta di 30 Milioni di euro, lorda di 93 milioni.
Fondiaria-Sai ha una esposizione netta di 84 Milioni di euro, lorda di 155 milioni di euro. 
Milano assicurazioni ha una esposizione netta di 27 milioni, 41 milioni al lordo.
Unicredit ha 900 Milioni di Euro di bond greci, Intesa-San Paolo ne ha 600 Milioni di Euro. Banco Pololare ha 80 Milioni di euro di bond Greci. Mediobanca ha una esposizione di circa 200 Milioni di Euro. Banca Mediolanum ha 140 Milioni di euro sui governativi greci. 

Complessivamente quindi stiamo parlando di una esposizione lorda di 5,2 Miliardi di euro per le nostre aziende e le ripercussioni in tal senso sarebbero piuttosto gravi. 
Molto interessante è il grafico sottostante delle esposizioni complessive dei paesi europei sui titoli dei Pig ( Portogallo, Irlanda, Grecia). 
Come potete notare Germania e Gran Bretagna che spesso vengono considerati dei porti sicuri sono estremamente esposti sui paesi periferici dell'area Euro. 
Di notevoli dimensioni anche l'esposizione francese ed Americana 
Di conseguenza un eventuale Default seppur parziale di questi paesi provocherebbe un effetto domino di proporzioni colossali, a mio avviso ben peggiori del tristemente noto fallimento di Lehman Brothers. 



Altra tabella molto interessante è questa relativa all'indebitamento dei paesi europei.
Il rapporto Debito Pubblico/Pil della Grecia è salito al 152% mentre quello Italiano si attesta al 120% e quello Irlandese al 114%. 



venerdì 15 aprile 2011

Moody's taglia il rating dell'Irlanda

Questa mattina poco prima dell'apertura dei mercati europei la società americana Moody's ha tagliato il rating sul debito pubblico Irlandese di due livelli abbassandolo da Baa1 a Baa3. L'Outlook resta Negativo. La decisione riflette l'indebolimento finanziario del paese associato con le scarse prospettive di crescita economica e l'incertezza creata dalle regole sui nuovi coefficienti di solvibilita' richiesti dal Fondo europeo salva-stati ( European Stabilization Mechanism, in vigore dal 2013) per accedere agli aiuti finanziari. Con un merito di credito di Baa3, i titoli di stato dell'Irlanda si trovano appana un gradino sopra quello di "junk bond" cioè spazzatura.
Sembra uno scenario molto simile a quello greco e i mercati hanno accusato il colpo nei primi scambi. Milano era arrivata a perdere lo 0,5% trascinata in basso dai titoli bancari, ma ora sta provando a riportarsi sulla parità. Vedremo a fine giornata cosa accadrà. 

Piccolo aggiornamento dal Giappone: gli effetti del sisma continuano a farsi sentire sul settore produttivo. Infatti la Toyota prevede di ridurre della metà la produzione di automobili negli stabilimenti giapponesi fra il 10 maggio e il 3 giugno, a causa dei problemi cui fanno fronte i suoi fornitori dopo lo Tsunami dell'11 marzo scorso. Credo che ci vorrà ancora qualche mese prima che il Giappone possa rimettersi in piedi e provare a riprendersi da questa calamità. 

giovedì 14 aprile 2011

Allarme rosso Piigs: la Grecia sta fallendo??

Giornata molto significativa quella odierna per i mercati internazionali. A tornare sotto l'occhio dei riflettori è stata la Grecia insieme a tutti gli altri Piigs. 
Il rendimento dei titoli di Stato della Grecia con scadenza a 10 anni è salito di 31 punti base al 13,04%. 
Il rendimento dei titoli di Stato ellenici a 2 anni è salito al 17,5%, si avete capito bene, il 17,5%. Questi rendimenti incorporano un rischio di default imminente per la Grecia nonostante il ricorso agli aiuti europei dei mesi scorsi.  
Il ministro delle Finanze di Atene ha detto al Financial Times che il Paese corre il rischio di non riuscire a tornare sul mercato del debito neanche l'anno prossimo.
La situazione degli altri Piigs non è molto rassicurante. Il rendimento dei titolo dell'Irlanda è salito di 28 punti base al 9,01% e quello del Portogallo di 14 punti base all'8,89%, il massimo dal 1997. Anche il rendimento del Btp italiano è leggermente salito al 4,70% e lo spread con il Bund tedesco si è ampliato a 129 punti, dai 120 di ieri.

A mio avviso la situazione della Grecia è ormai al collasso, ma anche Irlanda e Portogallo in questo momento devono essere monitorate con attenzione. 
Totalmente diversa è la situazione italiana con rendimenti e rischiosità ancora nella norma.
La vera incognita è su cosa potrebbe accadere all'europa e all'euro qualora salti la Grecia e poi l'Irlanda e poi il Portogallo? Per ora è meglio non pensarci altrimenti si rischiano molti mal di pancia. 

La tabella seguente mostra i valori dei Cds a 5 anni tratti da Cnbc.
Come potete osservare i Cds greci si sono portati a quota 1166 punti ( nuovo record storico) ma anche quelli del Portogallo e dell'Irlanda non scherzano. 
Attenzione ai prossimi giorni poiché potrebbe arrivare l'ennesimo downgrade sulla Grecia.  





























I mercati europei hanno risentito piuttosto nettamente di queste notizie ed hanno chiuso tutte in calo attorno all'1%.
Il Ftse Mib ha archiviato la seduta in ribasso dell'1,19% a quota 21833 punti. Come scrivevo qualche giorno fa mi aspettavo un ritorno sul supporto dei   21800 punti e a questo punto si aprono due scenari. Il primo è un ulteriore affondo verso il supporto chiave dei 21600-21650 punti: qualora venisse violato questo livello il trend di medio periodo diventerebbe negativo.
Il secondo scenario è un rimbalzo da questi livelli con primo target 22000 punti e successivamente a 22200 punti. 

venerdì 1 aprile 2011

S&P taglia il rating dell'Irlanda ma a Milano tornano gli acquisti

Poche ore fa l'agenzia di rating Standard & Poor's ha abbassato il giudizio sul debito sovrano irlandese, cambiando però l'outlook sul paese a stabile.  Il rating è stato abbassato da "A-" a "BBB+". S&P aveva proceduto a un downgrade già a febbraio, riducendo la valutazione a lungo termine da "A" ad "A-". L'agenzia ha parlato della possibilità di una  ristrutturazione del debito sovrano irlandese, eventualità che deve essere tenuta in considerazione da parte del mercato. Infatti questa soluzione potrebbe essere un prerequisito per riuscire ad accedere ai finanziamenti del fondo European Stability Mechanism (ESM). 
Dopo questo taglio i Rating aggiornati in questa settimana da S&P sono: 
Irlanda BBB+
Grecia BB-
Portogallo BBB-
Per avere una idea chiara sui rating vi consiglio di visualizzare questa tabella che avevo pubblicato nei giorni scorsi. 

Da un punto di vista macroeconomico i dati odierni sono stati particolarmente interessanti: 
Disoccupazione italiana cresciuta all'8,5% 
Tasso di disoccupazione Europeo al 9,9%
Variazione occupazionale non agricola in America+216.000 unità
Tasso di disoccupazione Usa sceso al 8,8%

Per quanto riguarda la situazione grafica del nostro listino quest'oggi sembra esser cambiato qualcosa. Infatti il Ftse Mib si è scontrato con il supporto chiave dei 21600 punti in mattinata ed ha intrapreso un nuovo rally azionario che l'ha portato a chiudere a quota 21967 punti  in rialzo dell'1,11%. La netta inversione di tendenza intraday non è da sottovalutare e potrebbe preannunciare nuovi rialzi per la prossima settimana. Per lunedì in caso di nuovi rialzi,le prime resistenze transitano in area 22050 punti e successivamente a 22150-22200 punti. Al contrario se il trend tornasse ribassista i primi supporti transitano in area 21800 e successivamente a 21600 punti. 
In particolare molto violenta è stata la reazione di Intesa-san paolo che a un certo punto della seduta perdeva circa il 4% a quota 2 euro ad azione in seguito a indiscrezioni di un possibile aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Dopo i violenti cali dei giorni scorsi, nella seconda parte della seduta i volumi in acquisto sono cresciuti notevolmente ed il titolo ha recuperato terreno chiudendo in progresso dell'1% rispetto a ieri. Probabile un ritorno in area 2,20-2,30 euro nella prossima settimana qualora il mercato tornasse rialzista. Al contrario la rottura dei 2,05 porterebbe il titolo a testare nuovamente il livello chiave dei 2 euro con un eventuale ulteriore affondo a 1,90 euro.