Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Tassi Cinesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tassi Cinesi. Mostra tutti i post

martedì 5 aprile 2011

Mercati al palo anche oggi in attesa della Bce di giovedì

Anche oggi i mercati azionari sono stati avari di emozioni  e gli scambi sono stati piuttosto bassi. Gli investitori aspettano ormai con impazienza la giornata di giovedì 7 aprile quando la Bce molto probabilmente alzerà il costo del denaro dello 0,25%. In realtà guardando i rendimenti dell'euribor a 12 mesi( salito quest'oggi al 2,05%) si intuisce che questa manovra della Bce potrebbe essere l'inizio di una fase di rialzo dei tassi di interesse per frenare l'ondata inflattiva europea. 
Da segnalare tra le notizie del giorno il rialzo dei tassi di interessi cinesi dello 0,25% ( si tratta del 2° rialzo da inizio 2011) per raffreddare l'economia cinese ma sopratutto per frenare la crescita repentina dei prezzi. 
Come da copione oggi Moody's ha tagliato il rating a lungo termine del Portogallo portandolo a Baa1 da A3. Si tratta di una manovra attesa dopo le decisioni della scorsa settimana dell'altra società di rating S&P.
Moody's, inoltre, ha espresso preoccupazioni anche sul rating a breve termine e sta valutando se effettuare un downgrade in tal senso. Sebbene scontata,  questa notizia, ha portato i rendimenti del titolo decennale portoghese a nuovi record pari al 8,46%, 11 punti base in più di ieri.
Da un punto di vista grafico la situazione rimane ingessata e probabilmente dovremo aspettare la giornata di venerdì per capire l'evolversi della situazione. 
Tuttavia la chiusura in rialzo dello 0,23% a quota 22058 punti può farci intuire una propensione rialzista del mercato in questa fase di indecisione. Per domani i livelli da monitorare saranno gli stessi dei giorni scorsi. 
In caso di rialzi la resistenza chiave passa a 22100 punti e successivamente a 22200 e 22300 punti. Al contrario in caso di ribassi i primi target ribassisti potrebbero essere 21950 e 21900 punti. In caso di ulteriori ribassi il listino potrebbe tornare sui 21800 ed eventualmente sul supporto chiave dei 21600 punti. 

martedì 8 febbraio 2011

La cina alza i tassi ma Wall street continua la sua corsa.

Questa mattina molti operatori non si sono svegliati con il sorriso quando hanno appreso che nella nella notte le autorità cinesi di politica monetaria hanno deciso per una stretta monetaria. Spaventata da un' inflazione ai massimi degli ultimi 30 mesi, la banca centrale cinese ha innalzato il costo del denaro di un altro 0,25% portandolo al 6,06%. Si tratta del 3° rialzo consecutivo dei tassi cinesi a partire da ottobre scorso e segnala una certa preoccupazione negli animi delle autorità cinesi. In crescita anche il tasso di deposito a un anno che sale così dal 2,75% al 3%. 
Le borse europee hanno accusato il colpo nei primi scambi ma poi hanno ripreso vigore nel corso degli scambi. Nemmeno il dato preoccupante sulla produzione industriale tedesca ( -1,5% nel mese scorso) ha dato scossoni ai listini azionari. 
Nel finale di seduta complice l'avvio positivo di Wall Street ( Dow Jones a quota 12205 punti +0,4%)  il Ftse Mib ha limitato le perdite chiudendo a quota 22734 punti in ribasso marginale dello 0,26%. 
Da un punto di vista grafico non cambia nulla rispetto a ieri. Persiste la resistenza a 22800 punti e il supporto a quota 22600 punti. L'eventuale rottura di uno di questi due livelli darà una certa direzionalità al trend di brevissimo periodo. Eventuali ulteriori rialzi potrebbero portare l'indice a quota 23000 punti. Tuttavia data la debolezza odierna dei bancari potremmo assistere anche ad un ritorno sui 22600 punti ed eventualmente anche a 22500 punti. 

lunedì 27 dicembre 2010

Dopo le feste il toro è un po frastornato

Dopo il rally di natale dei giorni scorsi le borse sono tornate nuovamente a scendere in maniera piuttosto convinta quest'oggi. Il panettone  sarà andato di traverso a qualcuno nella seduta odierna. La decisione a sorpresa della banca centrale Cinese di aumentare i tassi di interessi nei prossimi giorni ha riportato qualche tensione sui listini azionari. L'aumento dei tassi cinesi è dovuto all'impennata dell'inflazione nel mese di novembre salita al 5,1%. (il target di inflazione della banca centrale cinese è del 3%). 
Con questa manovra il tasso sui prestiti salirà al 5,81% mentre quello sui depositi salirà al 2,75%. Si tratta del secondo aumento in pochi mesi ( l'ultimo è stato effettuato il 19 ottobre) e a mio avviso ce ne saranno altri nei prossimi mesi ( per un rialzo complessivo dei tassi di almeno l'1% ). L'economia cinese si sta surriscaldando e credo che sia necessaria qualche azione di un certo peso per evitare una inflazione galoppante a Pechino. Le ripercussioni da un punto di vista economico di questa stretta monetaria dovrebbero far riflettere gli operatori che hanno degli investimenti sui mercati emergenti e sulla cina in particolar modo. 

L'indice Ftse Mib ha archiviato la giornata in calo dell'1,25% a quota 20513 punti. Durante tutta la seduta l'indice ha mostrato una certa debolezza che lo ha portato nuovamente sul supporto dei 20500 punti. L'eventuale rottura dei 20450 punti potrebbe innescare ulteriori ribassi fino a 20300 punti ed eventualmente anche a 20200 punti nei prossimi giorni. In caso di violenti ribassi non escludo un ritorno a quota 20000 punti dove dovrebbero ritornare gli acquisti.Al contrario in caso di recupero l'indice potrebbe spingersi nuovamente sui 20600 punti ed eventualmente a 20700 punti.
In questi giorni i volumi rimangono piuttosto bassi poichè molti operatori sono in ferie ma presterei comunque attenzione in caso di ribassi pesanti. Da segnalare che questa mattina fino alle 12 e 30 circa a causa di problemi tecnici borsa italia non è riuscita a aggiornare le quotazioni in tempo reale. Sarà  stata una casualità ma rimanere 3 ore senza informazioni sull'andamento del nostro indice mi sembra piuttosto inadeguato per un mercato come quello italiano che vuol puntare in alto sui mercati internazionali.