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venerdì 12 agosto 2011

Fiducia dei consumatori ai minimi degli ultimi anni e Wall Street riduce i guadagni


La fiducia dei consumatori (dato elaborato dall'Università del Michigan) per il mese di agosto è risultata in calo a 54,9 contro il 62 atteso, dal 63,7 del mese precedente. Si tratta del peggior dato del terzo millenio e a uno dei livelli più bassi da quando il dato viene elaborato.

Nel primo pomeriggio era stato pubblicato il dato sui consumi (vendite al dettaglio) del mese di luglio, cresciuti dello 0,5%, esattamente quanto stimato dal consenso. Ma il dato è migliore delle attese al netto del settore auto, ovvero +0,5% contro +0,3% atteso, e al netto del settore auto + gas, ovvero +0,3% contro +0,2% atteso.

In questo momento l'indice Dow jones segna un rialzo dello 0,28% mentre il Ftse Mib è passato da +4,5% ad un più modesto +2,6% vedremo cosa accadrà fino a fine seduta.

venerdì 28 gennaio 2011

Primi campanelli d'allarme per le borse: Milano -1,3%

Giornata molto interessante quella di oggi da un punto di vista tecnico. Dopo una apertura in rialzo il Ftse Mib si era spinto fino a quota 22460 punti ( +0,6%) ma poi nel primo pomeriggio ha iniziato a scendere in maniera piuttosto convinta per chiudere a quota 22025 punti in calo dell'1,28%. Le vendite sono state particolarmente violente sul settore bancario, ( esempio unicredit è passata da 1,88 a 1,83 nel giro di poche ore). 
A preoccupare i risparmiatori è stato il dato sotto le attese del Pil Americano ( +3,2%) . Gli analisti infatti si aspettavano un +3,6% e questo ha messo di malumore i mercati. Nemmeno il dato migliore delle attese sulla fiducia del Michigan (74,20) è riuscito a ribaltare il trend ribassista. 



Il grafico del future dell'Sp500 è alquanto preoccupante. Infatti dopo aver tentato di sfondare quota 1300 punti l'indice ha iniziato una discesa molto violenta che lo ha portato nel giro di un paio d'ore a quota 1275 punti. Vedremo se nel finale di seduta riuscirà a recuperare qualcosa. Il mercato appare piuttosto spaventato come dimostra il rialzo violento del Vix a quota 19 (+18% da ieri). Per i meno esperti il VIX viene anche detto indice della paura dei mercati ed esprime la volatilità della borsa americana. 

Per quanto riguarda il Ftse Mib la mancata rottura rialzista dei 22500 punti (resistenza di lungo periodo molto importante) ha innescato le prime vendite. Il crollo dell'ultima ora e la chiusura vicino ai minimi di giornata è un segnale piuttosto allarmante di inversione ribassista sul breve periodo. L'eventuale rottura dei 22000 punti potrebbe portare il nostro indice dapprima sui 21800 e successivamente a quota 21600 punti. Al contrario in caso di nuovi rialzi le prime resistenze si trovano in area 22200 punti e successivamente a quota 22300 punti.  
Prestate molta attenzione la settimana prossima poichè qualcosa potrebbe cambiare rispetto al mese di Gennaio. 



mercoledì 24 novembre 2010

Milano sotto attacco speculativo

Giornata piuttosto interessante quella di oggi per i mercati finanziari. Dopo una partenza attorno alla parità l'indice di milano è sceso violentemente di circa un punto percentuale a causa delle preoccupazioni relative al debito italiano, all'instabilità politica e ai problemi dell'area euro. Guardando i grafici ho il sospetto che la speculazione internazionale stia architettando qualcosa di grosso anche sull'Italia. Dopo aver attaccato prima la Grecia, poi l'Irlanda e il Portogallo e negli ultimi giorni la Spagna, oggi è stata la volta dell'Italia. I volumi in vendita questa mattina sono stati molto elevati sopratutto sul settore bancario. 
I valori dei Cds sono saliti quest'oggi a livelli record sopratutto per la questione irlandese....


Le differenze tra le varie economie e i vari listini europei si notano ogni giorno di più. Basta guardare alle enormi differenze di rendimento odierne tra il Dax Tedesco e il nostro Ftse Mib.
Ftse Mib -0,05% a 19941 punti.
Dax +1,75%


Il grafico sottostante mostra l'andamento degli ultimi 3 mesi del listino italiano (Ftse Mib), del listino tedesco (Dax), di quello americano (Dow) e di quello Francese (Cac 40).

Risulta evidente la straordinaria forza del listino tedesco rispetto a tutti gli altri con un rendimento vicino al 13% negli ultimi 3 mesi. Segue il listino americano con un rialzo vicino al 9%. Ben diversa la situazione del listino Francese (+5%) e per quello italiano (+2%). 

Per quanto riguarda i dati macro odierni vorrei segnalare il netto miglioramento (per la prima volta) delle richieste di disoccupazione americane calate a 407 mila unità dalle 441 mila del dato precedente.  In miglioramento anche il dato sulla fiducia del Michigan uscito a 71,60 dal 69,30 del dato precedente. Sinceramente sono positivamente sorpreso da questi dati e spero che la situazione possa ulteriormente migliorare nelle prossime settimane. 

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice si fa molto complicata, ma il recupero dai minimi di oggi lascia qualche speranza per le prossime sedute. L'eventuale rottura dei 20050 punti aprirebbe le strade a dei rimbalzi tecnici verso quota 20200 punti ed eventualmente a 20400 punti. Al contrario in caso di ulteriori ribassi il Ftse Mib dovrebbe tornare nuovamente sui 19700 punti e successivamente anche a 19500 punti. 

venerdì 17 settembre 2010

Venerdi 17 lascia il segno anche a piazza affari

Chiusura in calo per la borsa di Milano in questo venerdi 17 settembre. 
Dopo un'apertura esuberante in rialzo di oltre l'1% il nostro indice si è indebolito nel corso della seduta chiudendo a quota 20517 punti in calo dello 0,80%. Anche oggi il nostro listino è stato particolarmente debole soprattutto verso fine seduta quando è apparso un rumors riguardante l'Irlanda nelle sale operative. In particolare ci è vociferato di possibili problemi sui conti irlandesi e di un possibile intervento del fondo monetario internazionale a sostegno del governo irlandese. I mercati non hanno digerito questa indiscrezione anche perchè i Cds a 5 anni irlandesi hanno raggiunto un nuovo record a quota 428 punti base, pari ad una probabilità di default del 29%. Sul fronte macroeconomico non sono arrivati spunti positivi:
Fatturato italiano a luglio in calo del 2,7% dal mese scorso a conferma che la crisi economica non è del tutto superata, anzi. 
Fiducia del Michigan (USA) a quota 66,6 contro aspettative di 70 da parte degli operatori economici.
Indice principale dei prezzi al consumo (Usa) stazionario a (+0,0%) contro il +0,1% del dato precedente. 
In un contesto del genere c'è stato un violento crollo del nostro indice attorno alle 16 ma poi nel finale di seduta si sono limitati i danni riconquistando a fatica i 20500 punti. Da segnalare il crollo di Unicredit ( -2,5%) a 1,923 con volumi altissimi ( 466 Milioni) a seguito della news riguardante la quota di maggioranza dei libici. Infatti sembra che La Libyan Investment Authority (Lia) abbia arrotondato di un ulteriore 0,50% la sua quota, raggiungendo cosi circa il 2,59% nell'azionariato di in Unicredit.
La partecipazione della Lia si aggiunge a quella della Banca centrale libica che direttamente e tramite la Lybian Foreign Bank, controlla il 4,988%.Per il governatore leghista della Regione Veneto Luca Zaia quella libica è una scalata "bella e buona".

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice è piuttosto delicata per vari motivi:
-Chiusura settimanale in calo
-Terza chiusura consecutiva in calo
-Chiusura giornaliera vicino ai minimi di seduta e netta inversione di tendenza rispetto all'apertura.
-Resistenze molto importanti attorno ai 21000-21100 punti non superate in più occasioni.
-Debolezza cronica nelle ultime sedute. 
-Netto Aumento della volatilità: Vix + 2% a 22,10.