Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta aste titoli di stato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aste titoli di stato. Mostra tutti i post

giovedì 29 marzo 2012

Torna la paura sui Mercati: Milano perde il 3,3%


Nuova giornata di passione per gli investitori italiani. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,30% a quota 15908 punti. Violenti i cali del settore bancario: sono scivolate del 10-11%% Mps e Bpm, seguite dal Banco Popolare (-7%) e Ubi (-6,5%). Male anche Intesa San paolo (-5,3%) e Unicredit (-5,9%). 
Da segnalare anche il tonfo di Premafin (-14%),Fondiaria Sai (-14%) e Unipol (-3% oggi dopo il-7% di ieri). 
Da un punto di vista grafico la situazione volge al peggio per il listino italiano che durante tutta la seduta ha mostrato un'estrema debolezza ed infatti ha chiuso sui minimi di giornata. Va segnalato inoltre che si tratta del 3° ribasso consecutivo e che milano ha perso oltre 1000 punti negli ultimi 8 giorni. 
Come si può osservare dal grafico sottostante, quest'oggi è stata rotta al ribasso la trend-line rialzista di medio periodo passante attorno ai 16400 punti. I successivi supporti sono stati rotti abbastanza facilmente e la chiusura al di sotto della media mobile a 200 giorni è un segnale piuttosto allarmante per il listino azionario italiano. Inoltre l'oscillatore Macd ( rappresentato al di sotto della linea dei prezzi) ha assunto una pendenza negativa e conferma il downtrend di breve periodo. A questo punto, l'eventuale rottura dei 15900 punti aprirebbe le strade a un nuovo ribasso con target immediato a 15800 punti e successivamente sull'importantissimo supporto statico passante in area 15640-15600 punti. Tuttavia, data la violenza del ribasso degli ultimi 3 giorni mi aspetto qualche tentativo di rimbalzo per domani mattina con primi target passanti in area 16000 punti e 16200 punti. Soltanto il ritorno sopra i 16500 punti riporterà un po di fiducia sul mercato italiano ma al momento mi sembra uno scenario meno probabile. 


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato che le nuove previsioni sul Pil italiano da parte dell'Ocse parlano di una contrazione del Pil nel corso del primo trimestre del -1,6% e di un -0,1% nel secondo trimestre. ( Pochi giorni fa in quest'articolo ( italia-sempre-piu-in-crisi ) avevo scritto che mi aspettavo un calo del Pil italiano a fine 2012 tra il -1,5% e il -2%.... 
Queste notizie hanno portato al nuovo rialzo dello Spread con i titoli tedeschi a 10 anni salito a quota 346 punti base. Il rendimento del Btp decennale è infatti nuovamente salito al 5,21%. 
L'eventuale superamento dei 350 punti sarebbe molto preoccupante e aprirebbe lo scenario a nuovi crolli borsistici. Infatti osservando il grafico sottostante lo spread potrebbe facilmente tornare sui 375 punti e successivamente a quota 400 punti. 


Sul fronte internazionale tornano i timori di un rallentamento dell'economia mondiale e del rischio sovrano per la Zona euro. Oggi S&P ha detto che la Grecia potrebbe ristrutturare il suo debito un'altra volta e questo comporterebbe un nuovo impegno da parte del Fondo Monetario Internazionale.
Ma molte tensioni si possono notare anche nell'andamento dei rendimenti dei titoli portoghesi e spagnoli....



Sul fronte automobilistico va segnalato il nuovo rincaro dei prezzi della benzina che nei distributori Ip e Shell ha superato quota 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro.  
Secondo Federauto (Paolo Bernacchi) le immatricolazioni a Marzo subiranno un vero e proprio tracollo (-32%) . Il numero uno di Federauto aggiunge: "voglio sottolineare che l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC, sta dando i suoi frutti: ha ucciso la domanda".  Bernacchi si domanda infine: "traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetusta' del parco circolante? Se qualcuno non interviene sara' inevitabile"....



martedì 13 marzo 2012

Wall Street Euforica torna sui massimi degli ultimi 4 anni!


Chiusura euforica per le borse americane questa sera. Il Dow Jones è salito di 217,97 punti, pari all'1,68%, e si e' assestato a quota 13.177,68 punti sui massimi degli ultimi 4 anni. Il Nasdaq ha registrato un balzo di 56,22 punti, pari all'1,88% e si e' fermato a quota 3.039,88 registrando il valore più elevato degli ultimi 10 anni. Ottima performance anche per l'indice Sp500 salito dell'1,82% a quota 1396,02 punti.  
A trascinare al rialzo i listini americani sono state le parole della Federal Reserve che ha lasciato invariato il costo del denaro ed ha intravisto una crescita moderata per l'economia americana anche sul fronte lavorativo. 
In realtà i mercati erano partiti bene già nel primo pomeriggio a seguito della notizia comparsa qualche ora fa sui monitor degli operatori: l'agenzia di Rating Fitch ha migliorato il merito di credito della Grecia a "B-" con  outlook  stabile dal precedente “RD” (Restricted Default). “Fitch ha ritirato –si legge nella nota- i rating emessi dalla Repubblica greca ed ha assegnato il giudizio "B-" ai nuovi titoli obbligazionari emessi  dopo lo swap sul debito. Il rating sulle obbligazioni rimarrà pari a "C" fino al settlement dell'operazione, prevista per l'11 aprile.
Questo evento ha fatto letteralmente crollare i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sulla Grecia che sono passati dal 35,2% al 17,2% in un sol colpo. Chi ci ha creduto si porterà a casa un bel guadagno domani.  


Forse potrebbe essere anche interessante iniziare a valutare l'acquisto di qualche Etf sulla Grecia che ha perso oltre il 90% negli ultimi anni...

Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il buon esito delle aste sui titoli di stato italiani. Il Tesoro italiano ha collocato titoli di stato a tre mesi per un valore pari a €3,5 miliardi, ad un tasso dello 0,439% , in forte flessione  rispetto al precedente pari all' 1,735%. La domanda degli investitori è stata buona, con il rapporto bid-to-cover pari a 2,23 anche se in deciso calo rispetto al precedente 3,05.
Sono stati emessi anche titoli di stato con scadenza a 12 mesi, per un valore di 8,5 miliardi di euro; in questo caso il tasso medio si è attestato all'1,43%, in flessione rispetto al 2,230% dell'ultima asta.  La domanda in questo caso è stata ottima con il rapporto bid to cover salito a 1,38 contro gli 1,09 precedenti. 
Va segnalato che rendimenti simili non si registravano sui mercati da agosto del 2010 segno che il punto peggiore della crisi finanziaria (perchè quella economica è ovviamente sotto gli occhi di tutti) è sicuramente alle spalle per quanto riguarda l'Italia. 
Il grafico sottostante forse è quello che esprime meglio di tutti l'evoluzione della crisi dei nostri titoli di stato nell'ultimo anno. Tale grafico, relativo ai bot semestrali, mostra l'incredibile andamento dei rendimenti offerti dai titoli italiani. Come si può osservare si è passati dal 7,9% raggiunto a novembre ( giorni in cui l'italia ha realmente rischiato di saltare per aria) al tasso di tutta tranquillità dello 0,836%  registrato quest'oggi. 


Se i tassi dovessero mantenersi su questi livelli nelle prossime settimane credo che il listino italiano avrà ottime possibilità di registrare performance interessanti (+10%?), magari anche superiori a quelle degli altri indici europei per la maggior ingerenza del settore bancario all'interno dell'indice (particolarmente colpito durante il picco della crisi finanziaria).  

lunedì 27 febbraio 2012

Milano torna a scendere ma il finale lascia ben sperare....


Chiusura in ribasso per l'indice Ftse Mib quest'oggi. A fine seduta il principale listino italiano ha accusato un calo dell'1,08% a quota 16308 punti ma in deciso recupero rispetto ai minimi di seduta. A pesare su Piazza Affari è stata   la decisione della Consob, confermata già venerdì 24 febbraio, di abolire il divieto delle vendite allo scoperto e che ha permesso agli operatori di tornare a praticare il loro sport preferito (lo short selling appunto). A mio avviso avrei prolungato questo divieto per qualche altra settimana, almeno fino a quando la situazione economica non fosse migliorata ulteriormente.  
Osservando il grafico con candele orarie si può notare il violento recupero partito nell'ultima ora di contrattazione che ha permesso al nostro indice di dimezzare le perdite e che preannuncia una buona partenza anche per domani mattina. A questo punto va sottolineato che la tenuta del supporto dei 16150-16140 punti potrebbe aver innescato un nuovo trend rialzista di breve periodo che potrebbe durare per i prossimi 2-3 giorni. Infatti anche l'oscillatore Macd (rappresentato dalle due linee al di sotto dei prezzi) sembra essere pronto ad una inversione rialzista che potrebbe riportare l'indice dapprima a 16500 punti e successivamente attorno ai 16600 e 16800 punti. Per gli investimenti di lungo periodo va ricordato che soltanto una chiusura al di sopra dei 16800 punti dell'indice decreterebbe la fine del trend ribassista di lungo periodo ma al momento il mercato non ha ancora avuto la forza di violare questi livelli. 
In caso di nuovi ribassi, un ritorno al di sotto del supporto chiave dei 16150 punti sarebbe piuttosto allarmante e potrebbe innescare nuove vendite con primi target a 16000 punti e successivamente a quota 15800 punti. 



Sul fronte macroeconomico va sottolineato l'ottimo esito delle aste dei titoli di stato italiani di venerdì scorso e di quella odierna. 

Il Tesoro italiano infatti venerdì 24/02 ha collocato 3 miliardi di euro di bond con scadenza nel 2014 ad un tasso del 3,013%, inferiore a quello dell'asta precedente, che era stato del 3,763%. 
Il rapporto bid-to-cover è salito a 1,93, contro gli 1,71 dell'ultimo collocamento dello scorso 26 gennaio avente per oggetto i titoli con la stessa scadenza. 


Quest'oggi invece l'Italia ha collocato il massimo target prefissato, superiore ai 12 miliardi di euro di titoli di stato. Il Tesoro ha offerto Bot con scadenza a sei mesi a un rendimento dell'1,202%, in ribasso rispetto al tasso dell'1,969% dell'ultimo collocamento avente per oggetto gli stessi bond, avvenuto lo scorso 27 gennaio. Il rapporto bid to cover si è attestato a 1,36.

Sono stati inoltre collocati anche titoli di stato a 295 giorni, a un tasso dell'1,29%; in questo caso il bid to cover è stato pari a 2,19. 
Complessivamente si può parlare in tutta tranquillità di un ottimo esito di queste aste. Va sottolineato  infatti sia il netto calo dei rendimenti offerti, sia la buona domanda registrata nelle aste. Dato molto importante questo alla luce dell'importo rilevante , superiore ai 12 Miliardi di Euro, collocato quest'oggi . 

Piuttosto stabile invece lo Spread Btp-Bund a 10 anni a quota 359 punti base. 

lunedì 13 febbraio 2012

L'asta dei Bot delude e Milano chiude in pari


Il Tesoro italiano ha collocato sul mercato 8,575 miliardi di euro di bot con scadenza a dodici mesi (15/02/2012) ad un tasso di interesse del 2,23%, in calo rispetto al rendimento del 2,735% dell'asta precedente. Tuttavia il bid to cover ha registrato una flessione a 1,09, in calo dall' 1,27 precedente. Tale valore risulta estremamente preoccupante, infatti la domanda è stata appena superiore all'offerta, risultando pari rispettivamente a 9,272 miliardi di euro a fronte dei 8,575 miliardi di euro collocati. La Banca d'Italia in merito ha fatto sapere che su questo risultato può aver influito un problema tecnico che ha indotto un rallentamento nella ricezione delle domande inviate da diversi operatori, pervenute in Banca d'Italia dopo il termine delle 11 e che quindi sono state scartate dalla procedura d'asta". 
Inoltre sono stati emessi anche dei bot con scadenza a 127 giorni (giugno 2012), ovvero a quattro mesi, all'1,546%. La domanda è stata pari a circa 8,5 miliardi a fronte di 3,5 miliardi di Bot collocati. In questo caso il bid to cover è stato pari a 2,45 un valore decisamente soddisfacente. 
A mio avviso questo l'esito delle due aste odierne è di difficile interpretazione. Da una parte risulta piuttosto deludente sul fronte della domanda da parte degli investitori in merito ai titoli a 1 anno (al di la dell'errore tecnico credo che la domanda sia stata decisamente debole) mentre è soddisfacente in relazione al calo dei rendimenti offerti rispetto alle ultime aste. 
Osservando i rendimenti sul mercato secondario dei titoli di stato a 10 anni quest'oggi si registra un valore del 5,60%, ben lontano dai livelli record registrati a fine 2011 ma ancora troppo elevati per poter parlare di ripresa economica e di fine della crisi finanziaria. 
Da segnalare il rialzo nelle ultime ore di contrattazione dello spread con i titoli tedeschi a 10 anni balzato da 347 punti base (minimo odierno) ai 367 punti della chiusura.  



Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib lo scenario ribassista ipotizzato  nell'articolo di giovedì scorso (http://thebesttrader.blogspot.com/2012/02/fine-del-rally-per-milano.html ) sembra trovare conferme giorno dopo giorno. Infatti la chiusura odierna sui minimi di seduta (+0,05% a quota 16369 punti) evidenzia la debolezza dell'indice negli ultimi 3 giorni che a questo punto sembra essere proiettato verso quota 16200 punti ed eventualmente fino a 16000 punti. A supporto di tale ipotesi si può notare la mancata rottura della media mobile a 200 giorni (linea blu) che denota la permanenza del trend ribassista di lungo periodo e il contemporaneo taglio ribassista dell'oscillatore stocastico rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi. In tale contesto cercherei di evitare acquisti affrettati se non per operazioni intraday e con stop loss rigidi e vicini ai prezzi di ingresso. 

lunedì 30 gennaio 2012

Milano al secondo ribasso consecutivo dopo le aste piuttosto deboli


Chiusura negativa quest'oggi a Piazza Affari. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,21% a quota 15753 punti. Come avevo segnalato qualche giorno fa ( http://thebesttrader.blogspot.com/2012/01/rally-finito-per-wall-street-forse.html) mi aspettavo un calo delle quotazioni a Wall Street che ha riportato discrete pressioni ribassiste anche sugli indici italiani ed europei. 
Graficamente parlando si può osservare la chiara rottura della trendline rialzista formatasi a partire da inizio Gennaio da quota 14400 punti fino ai 16200 punti toccati pochi giorni fa. A questo punto la tenuta dell'importantissimo supporto a quota 15600-15630 punti appare fondamentale. Infatti l'eventuale rottura di questo livello andrebbe a inficiare il trend rialzista di breve periodo con successivo target ribassista a quota 15400 punti e successivamente a 15200 e 15000 punti. 
Al contrario la tenuta dei 15600 punti potrebbe ridare slancio alle quotazioni con successivi target a 15900 e 16000 punti.
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato l'esito piuttosto negativo delle aste dei titoli di stato italiane odierne. 
Infatti sebbene il tesoro abbia collocato titoli a 5 e 10 anni per un valore complessivo di 7 miliardi e 475 milioni di euro con rendimenti in calo rispetto alle ultime aste, il bid to cover (la domanda rispetto all'offerta) è stata particolarmente deludente sopratutto per i titoli a 5 anni: 
Il prezzo pagato per il BTP a dieci anni (consegna marzo 2022) e' stato pari al 6,077% a fronte del 6,98% richiesto a fine dicembre. Sono stati collocati i due miliardi previsti, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,416.
Nel caso del Btp a Cinque anni (maggio 2017), l'emissione ha reso in media il 5,39% contro il 6,47% dell'asta precedente del 14 dicembre. Piazzati solo 3 miliardi 574 milioni di euro a fronte di un range di offerta iniziale tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro. Il Bid to Cover e' stato pari a 1,297.
Collocati inoltre anche titoli con consegna aprile 2016 al tasso del 4,79% (contro il 6,47% precedente) per 746 milioni di euro con un Bid to Cover dell'1,42 e titoli scadenza marzo 2021 per un ammontare pari a 1 miliardo 155 milioni di euro di titoli con  al tasso del 5,74% (in questo caso in rialzo rispetto al 4,73 precedente), con un rapporto tra offerta e domanda pari a 1,45.
A mio avviso l'esito complessivo delle aste odierne è da considerare alquanto negativo, in particolare per il bid to cover dell'asta dei BTP a 5 anni (solo 1,297 per un ammontare nettamente inferiore al range iniziale proposto) e per i titoli con scadenza marzo 2021 che hanno visto il rendimento crescere di quasi l'1%. 
Non a caso la tensione si è immediatamente trasmessa anche sullo spread con i titoli decennali tedeschi salito nuovamente a 430 punti base...


A Febbraio l'Italia dovrà collocare quasi 25 Miliardi di euro, speriamo che la situazione non torni critica in tal senso.

Quello che però preoccupa a dismisura è la situazione del Portogallo: Il rendimento dei titoli decennali portoghesi è salito al 17,39% ( in rialzo del 14,3% da venerdì scorso). L'andamento del grafico sottostante mostra l'evidente peggioramento della situazione economica portoghese negli ultimi mesi che sembra sempre più simile a quella greca.


giovedì 12 gennaio 2012

L'italia ritrova la fiducia: crollano i rendimenti dei BOT e la borsa vola


Torna finalmente il sereno a Piazza Affari dopo i giorni di paura ed agonia della scorsa settimana. Quest'oggi il  mercato è stato pervaso da un senso di fiducia e di ottimismo che non si vedeva da alcuni mesi. Il grafico sovrastante mostra l'andamento del rendimento dei titoli di stato italiani a 2 anni, crollato quest'oggi al 4,26%, con un minimo realizzato del 3,98%. Tali valori mettono in risalto il significativo ridimensionamento del rischio Default dell'Italia nei prossimi 2 anni. Basti notare che nei giorni precedenti all'arrivo del nuovo governo Monti il rendimento dei titoli a due anni aveva sfiorato il valore di non ritorno dell'8%. Sebbene la situazione sul breve termine sia decisamente migliorata , nel medio-lungo periodo permangono numerose incertezze. Infatti il rendimento dei titoli italiani a 5 anni si aggira ancora attorno al 5,75% ( vedi immagine sottostante). 

Continua a registrare livelli piuttosto elevati (nonostante il netto calo odierno) il rendimento del Btp a 10 anni attorno al 6,63%, mentre lo Spread con i titoli tedeschi a 10 anni è sceso a quota 479 punti base, sotto la soglia psicologica dei 500 punti. 


A sostenere i listini azionari sono state le notizie decisamente positive provenienti dalle aste dei titoli di stato odierne: 
Madrid  ha collocato 10 miliardi di euro di bond contro le previsioni per 4-5 miliardi sulle due scadenze 2015 e 2016. I rendimenti sono calati di molto, confermando le attese che prevedevano un esito positivo, viste anche le scadenze piuttosto ravvicinate. Il rapporto bid to cover dei titoli con consegna aprile 2016 e' stato pari a 2,21. 
Per i bond 2015 il risultato e' stato di 1,80 con i rendimenti che hanno toccato il 3,384% contro il 5,187% dell'asta precedente di dicembre. 
L'Italia ha invece offerto 12 miliardi complessivi di Bot a un anno a un tasso di interesse praticamente dimezzato rispetto all'emissione precedente: al 2,735% contro il 5,925% registrato a dicembre. 
In questo contesto l'indice Ftse Mib ha registrato un rialzo del 2,09% a quota 15192 punti trascinato al rialzo dai titoli bancari, (Unicredit in particolare con un +13%). A questo punto la situazione per l'indice italiano appare vicina ad un grande cambiamento di medio-periodo. Infatti Milano sembra congestionata all'interno di un triangolo simmetrico che via via va restringendosi. L'eventuale rottura rialzista della trendline superiore (passante in area 15400 punti), se confermata in chiusura di seduta potrebbe essere un importante segnale di inversione rialzista del mercato per il medio periodo, con eventuale target finale attorno ai 17000 punti. Al contrario l'eventuale ritorno al di sotto dei 15000 punti sarebbe un segnale piuttosto negativo con possibili nuovi target ribassisti attorno ai 14800 punti. 

giovedì 29 dicembre 2011

Finite le aste di titoli di stato italiani per il 2011 ma lo spread torna a salire


Nonostante il buon esito delle aste di titoli di stato italiani di ieri e di oggi la tensione sui mercati rimane piuttosto elevata. Stamane lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni si è riportato oltre i 520 punti base, toccando in questo momento i 523 punti base.
A spaventare i mercati è la mancanza di fiducia tra le banche che in questi giorni sta scatenando una vera crisi di liquidità sul mercato interbancario probabilmente anche per le scadenze di fine anno e per la crescente avversione al rischio ad assumersi il rischio di controparte durante le festività. 
Ieri infatti è stato segnato un nuovo record dei depositi overnight ( remunerati allo 0,25% dalla BCE) delle banche dell'eurozona presso la Bce:  452 miliardi di euro, un livello mai raggiunto dall'introduzione dell'euro e che supera il valore record del giorno precedente di 411,8 miliardi e il massimo storico precedente di 384 miliardi toccato nel giugno 2010 in piena crisi del debito della Grecia. 

Per quanto riguarda le ultime aste di titoli di stato italiani a mio avviso il giudizio è alquanto positivo per le aste a breve termine mentre è appena sotto le attese quello relativo alle aste di lungo periodo. 

In particolare l'asta dei Bot semestrali di ieri è andata piuttosto bene. Sono stati collocati tutti i 9 Miliardi di euro a fronte di una richiesta di 15,22 Miliardi di euro (con un bid to cover del 1,69) ad un tasso del 3,25% dal 6,50% precedente. Buono anche l'esito dell'asta dei CTZ a 2 anni i cui rendimenti sono scesi al 4,85%, contro il 7,814% dell'ultima asta, con un bid to cover a 2,23%. 

Nonostante le preoccupazioni degli investitori l'Italia stamane ha ha emesso 2,538 miliardi di euro di BTP con scadenza nel novembre 2014 al 5,62% dal 7,89% dell'emissione precedente, con un rapporto bid-to cover a quota 1,36.

Sono stati collocati anche 1,176 miliardi di euro di BTP decennali con scadenza nel settembre 2021, al 6,70% con un bid to cover pari a 1,58.
Infine sono stati emessi 2,5 miliardi di euro di BTP con scadenza a marzo 2022 al 6,98%, in calo rispetto al 7,56% della asta precedente e 803 milioni di euro di CCTE con scadenza aprile 2018 a un tasso al 7,42%.

Con le aste di questa mattina l'Italia ha concluso il proprio programma di emissioni di titoli di stato per il 2011. 

Analizzando nel dettaglio le curve dei rendimenti dei titoli di stato italiani si può osservare che i rendimenti dei titoli di stato a breve-medio termine ( fino a 2 anni)  sono tornati a livelli accettabili mentre i titoli a lunga scadenza continuano ad offrire rendimenti e di conseguenza anche rischi piuttosto elevati. 
In tal senso va sottolineato che il 2012 sarà un anno cruciale per l'Italia in quanto dovrà emettere qualcosa come 450 Miliardi di euro (pari a 1/5  del totale del proprio debito pubblico) quindi valuterei con estrema attenzione investimenti a lungo termine (al momento non farei investimenti superiori ai 18 mesi) anche perchè l'evoluzione dello scenario macroeconomico internazionale sembra piuttosto negativo per i prossimi 2 anni. 





martedì 29 novembre 2011

Dopo un + 5% in due giorni il sentiment sui mercati è meno negativo


Sono bastate 48 ore per riportare un po' di speranza nei cuori degli investitori italiani ed internazionali. Nel giro di due sedute il Ftse Mib ha recuperato quasi il 5% portandosi nuovamente a quota 14627 punti mentre lo spread con il bund a 10 anni è sceso a 490 punti base. 
Come potete osservare nell'immagine sovrastante esistono delle fasi emotive  che si ripetono ogni volta che si verifica una crisi economica e finanziaria. 
Ogni volta tutti gli individui rimangono vittima della paura, del panico, della disperazione e dell'avvilimento (spesso anche gli investitori più esperti)  mentre quel 2-3% di persone ottimiste (o razionali e che non si fanno prendere dall'emotività del momento) , pazze o incredibilmente fortunate riescono a sfruttare quello che viene definito come Point of Maximum Financial Opportunity, realizzando nei mesi successivi incredibili profitti. 
Probabilmente è ancora presto per poter dire che il peggio della crisi finanziaria è alle spalle ma indubbiamente negli ultimi due giorni è successo qualcosa di importante che mi lascia indubbiamente più ottimista rispetto ai giorni scorsi sia da un punto di vista macroeconomico che da un punto di vista grafico. 


Quest'oggi il Tesoro ha emesso tre tipologie di Bond: quelli a tre anni sono stati emessi per un valore di €3,5 miliardi, mentre quelli con scadenza nel 2022 e nel 2020 rispettivamente per 2,5 miliardi e 1,5 miliardi di euro. i rendimenti dei bond con scadenza nel 2022, ovvero a dieci anni, si sono attestati su un nuovo record dall'introduzione dell'euro, al 7,56%, in crescita dal 6,06% precedente l titolo a tre anni, con scadenza nel 2014, è stato venduto al tasso del 7,89%, massimo dal 1997 e in rialzo rispetto al 4,93% precedente.
Riguardo al rapporto tra domanda e offerta, il bid to cover per i bond a tre anni, ovvero con scadenza nel 2014, è stato pari a 1,5 volte, in rialzo rispetto a 1,35 dell'ultima asta, mentre il bid to cover per i titoli a scadenza nel 2022 è stato pari a 1,34, in crescita rispetto a 1,27 dell'ultima asta
In altre parole, il Tesoro italiano ha assistito a una buona domanda dei titoli di stato, fattore che ha immediatamente alimentato il recupero della borsa di Milano che durante la mattina accusava un calo superiore all'1%. 


Graficamente la situazione per l'indice di Milano appare in deciso miglioramento rispetto alla scorsa settimana e la chiusura vicino ai massimi di seduta odierna segnalano una certa forza nel nuovo trend partito dai 13600 punti di venerdì pomeriggio scorso. Tuttavia finchè l'indice non riuscirà a violare l'importante resistenza dei 14800 punti sarà difficile parlare di trend rialzista di medio-lungo periodo. Qualora il Ftse Mib dovesse riuscire a superare tale livello dovrebbe portarsi rapidamente in area 15000 punti e successivamente a 15200 punti. Al contrario qualora il listino dovesse essere respinto dalla resistenza dei 14750-14800 potrebbe tornare a scendere dapprima in area 14500 punti e successivamente in area 14300 e 14000 punti. 

Lo scenario rialzista potrebbe essere supportato anche dalla notizia di questa sera dell'Ansa: 


Via libera alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, 8 miliardi di euro vitali per le casse dello Stato in crisi: e' quanto fa sapere il ministro belga delle Finanze, Didier Reynders, sul suo account Twitter. L'accordo sulla sesta tranche e' stato possibile dopo che il nuovo governo greco ha inviato a Bruxelles una lettera che garantisce gli impegni presi da Atene con la Ue, formata dai due maggiori partiti al governo. 

venerdì 25 novembre 2011

La crisi italiana si aggrava....o qualcuno ci salva o è finita.


Sono passati solo pochi giorni dal mio ultimo aggiornamento ma la situazione economica e finanziaria dell'Italia è drammaticamente peggiorata. 
Le aste odierne di titoli di stato italiani sono andate a dir poco male: 
Il tesoro ha collocato tutti i 10 Miliardi di euro previsti in titoli di stato con scadenze a 6 mesi e a 2 anni ma con tassi di rendimenti da Record. Il rendimento dei Bot a 6 mesi è salito al 6,504%, massimo degli ultimi 14 anni e valore quasi doppio rispetto al 3,535% dell'asta precedente.
Il rendimento dei Ctz a due anni, si è attestato al 7,95%, in netta crescita dall'asta precedente in cui si era attestato al 4,62%.

La reazione sul mercato è stata a dir poco violenta. Nel giro di pochi minuti l'indice Ftse Mib ha accusato un calo del 2% ma poi è riuscito a recuperare nel corso della seduta e a chiudere in territorio positivo, anche se di poco, +0,12%  a 13937 punti. 

Andando ad analizzare il rapporto bid to cover (il rapporto tra domanda e offerta dei titoli) per i titoli a sei mesi è stato pari a 1,47, in ribasso rispetto al rapporto di 1,57 del precedente collocamento. Il bid to cover dei Ctz a due anni è calato a 1,59, contro il 2,01 precedente.

Considerando che i rendimenti offerti sono quasi raddoppiati rispetto alle aste precedenti e che ciononostante il rapporto bid to cover è calato del 10% sui Bot e del 20% sul Ctz si può parlare di esito disastroso dell'asta odierna. 

Sul mercato secondario il rendimento dei titoli di stato a due anni dell'Italia ha raggiunto un nuovo record al 7,66% dopo aver toccato quota 7,92%. 



Contemporaneamente il rendimento dei titoli a 5 anni ha raggiunto il 7,74% ( massimo odierno al 7,85%) mentre quello dei titoli a 10 anni ha raggiunto il 7,26% (massimo odierno al 7,36%). 



In serata poi sono arrivate ulteriori notizie negative da parte delle Agenzie di Rating: 

Fonte (La stampa)


Fonte: Ansa

Standard & Poor's ha tagliato il rating del Belgio portandolo ad 'AA' da 'AA+'. L'outlook e' negativo. S&P ha motivato la decisione di abbassare il rating di un gradino con i rischi che gravano sul settore finanziario che potrebbe aver bisogno di aiuti da parte del governo. Prospettiva che crea preoccupazione sui conti pubblici. Per il 2011, l'agenzia prevede che ''il deficit del Belgio sara' intorno al 3,6% del Pil'' in considerazione di ''una crescita economica di circa il 2%''.



Il punto ultimo di non ritorno (se non è stato già oltrepassato) è fissato attorno all'8%. Quando il rendimento dei titoli di stato italiano supereranno questo valore dovremo prepararci al peggio. In poche parole dovremo puntare all'acquisto di asset concreti (Terreni, immobili di vario genere) oppure diversificando il proprio patrimonio con l'acquisto di immobili all'estero ( Germania, Svizzera, Norvegia) o aprendo legalmente dei conti correnti all'estero ed acquistando altre valute (Dollari, franchi svizzeri, etc). 


La situazione è a dir poco critica e mai nei miei 13 anni di esperienza sui mercati finanziari ho assistito a tali squilibri nei mercati azionari ed obbligazionari. Credo che entro il 10 dicembre capiremo se ci sarà ancora un Europa o meno, se ci sarà ancora una moneta unica (l'euro) o meno, e se l'Italia potrà salvarsi o meno. 


A mio avviso, date le attuali condizioni del mercato, in preda ad una tremenda crisi di fiducia, sono possibili solo due ultime manovre da parte dei politici europei e da parte della Bce:


1) Ricorso immediato agli Eurobond. Massima coesione sia politica che economica tra i vari paesi. Mostrare alla speculazione che la crisi si combatte cooperando e non con l'isolazionismo. 

2) Riduzione dei tassi di interessi da parte della Bce allo 0%. Tale politica economica sebbene produrrà un'impennata dell'inflazione (3-4%) e un'impoverimento in termini reali del potere di acquisto delle famiglie, dovrebbe riuscire a riportare la fiducia sui mercati e a impedire il collasso del sistema finanziario europeo. Si tratta di una manovra molto rischiosa ma arrivati a questo punto penso che Draghi dovrà giocarsi tutte le carte a sua disposizione per salvare l'Euro. 


venerdì 28 ottobre 2011

Dopo i risultati delle aste dei titoli di stato Italiani Milano torna a scendere


Il Ministero dell'Economia ha collocato 7,935 miliardi di euro in quattro titoli a medio-lungo con un ammontare totale nella parte più alta della forchetta di offerta, compresa tra 5,25 e 8,5 e miliardi.
I rendimenti sono risultati in deciso rialzo e in particolare quello del Btp decennale è salito oltre la soglia chiave del 6%, segnando il massimo storico dall'introduzione dell'euro.

Del Btp luglio 2014 sono stati assegnati 3,084 miliardi, contro un range di 2,25-3,25, al rendimento di 4,93% - massimo da novembre 2000 - da 4,68% di fine settembre. Passa a 1,324 da 1,365 il rapporto tra domanda e offerta.

La quinta tranche del decennale marzo 2022 è stata collocata per 2,98 miliardi (tra 2 e 3 la forchetta) al tasso di 6,06% (da 5,86% messo a segno a fine settembre). Il 'bid-to-cover' di 1,27 da 1,374.

Il CCTeu 15 ottobre 2017 è stato aggiudicato a un tasso di 5,59% per un importo di un miliardo milioni su un'offerta fra 500 milioni e 1 miliardo.

Del Btp settembre 2019, infine, sono stati collocati 871 milioni (0,5-1,25 miliardi l'offerta) a un rendimento 5,81%.

Complessivamente l'esito dell'asta è piuttosto deludente in quanto i rendimenti sono saliti a livelli mai visti in precedenza e allo stesso tempo il rapporto tra domanda e offerta è sensibilmente calato in particolare sui Btp decennali. 

L'indice Ftse Mib che aveva aperto in territorio positivo sopra i 17000 punti è rapidamente sceso a seguito dell'esito dell'asta dei titoli di stato e adesso accusa un calo vicino all'1,3%. Vedremo se ci sarà un recupero da qui a fine seduta. 

mercoledì 5 gennaio 2011

Aspettando la Befana Milano chiude il leggero guadagno

Dopo la pausa natalizia rieccomi qui in postazione con voi per questo 2011 appena iniziato. In questi giorni le borse hanno avuto movimenti piuttosto significativi ma il quadro generale rimane ancora preoccupante. Quest'oggi infatti sono andate in scena le prime aste di titoli di stato portoghesi e tedeschi. Il rendimento dei titoli a 6 mesi portoghesi è salito al 3,686% per un ammontare di 500 milioni di euro. In rialzo anche i tassi d'interessi offerti sui titoli di stato tedeschi: sono stati collocati infatti 3,91 Miliardi di euro con scadenza decennale ed un rendimento del 2,87% contro il 2,59% di fine novembre. 
Queste notizie hanno condizionato la seduta odierna fino al primo pomeriggio quando i dati macro provenienti dall'America hanno riportato il sereno a Piazza Affari. Infatti il dato sulla variazione occupazionale non agricola è risultato a quota +297 mila, ben al di sopra delle aspettative di +100 mila, e il dato sull'indice Ism non manifatturiero uscito a 57,1 ha riportato un clima di fiducia nei cuori degli investitori americani. 
Credo che fino al 10 gennaio i mercati si troveranno ancora in una fase interlocutoria, ma poi il ritorno di molti operatori dalle vacanze dovrebbe far aumentare la direzionalità dei mercati , sopratutto di quelli europei. 
A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,02% a quota 20551 punti sui massimi di seduta. Il finale di seduta sembra anticipare un ulteriore rialzo anche per la seduta di domani con target primario a 20700 punti e successivamente a quota 20800 punti dove si trova una resistenza piuttosto significativa. Al contrario qualora le vendite dovessero avere la meglio i primi supporti si trovano a 20400 punti e successivamente a 20200. Vedremo se la befana porterà doni a piazza affari o carbone.