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domenica 18 dicembre 2011

Sotto l'albero ci aspetta un Rally del panettone? I grafici al momento dicono di no...

Tra una settimana precisa sarà Natale e anche sui mercati finanziari si inizia a respirare aria di vacanza ma non certo aria di festa visto i recenti crolli borsistici. L'indice Italiano Ftse Mib ripartirà dalla chiusura negativa di venerd' scorso a quota 14572 punti (-0,38%). Analizzando il grafico sottostante si può osservare un chiaro trend ribassista di breve periodo (linea rossa inclinata verso il basso) che ha portato il listino italiano dai 16000 punti del 7 dicembre all'importante supporto dei 14400 punti  toccati a metà della scorsa settimana.
L'eventuale rottura di questo importantissimo livello potrebbe innescare un nuovo violento calo con primissimo target a quota 14200 punti e successivamente a quota 14000-13900 punti, dove transita la seconda linea orizzontale disegnata in rosso. L'eventuale ulteriore rottura di questo livello sarebbe estremamente allarmante in quanto aprirebbe lo spazio a nuovi crolli con target successivi a 13400 e infine a 13100 punti (minimi dell'anno registrati a settembre). 
Al contrario in caso di nuovi rialzi le prime resistenze transitano in area 14800 punti e successivamente a 15000 punti. Tuttavia soltanto una chiusura al di sopra dei 15200 punti darebbe finalmente un minimo spiraglio rialzista di medio periodo. 


Da un punto di vista macro va segnalato che le curve dei rendimenti dei titoli di stato italiano sono tornate regolari, con rendimenti maggiori per i titoli di stato a lungo termine, ma continuano a registrare valori piuttosto elevati. In particolare, i titoli decennali registrano un rendimento del 6,59% ( con lo spread con il bund tedeschi che persiste a quota 474 punti base), quelli a 5 anni un tasso del 6,35% e quelli a 2 anni del 5,29%. 



giovedì 15 dicembre 2011

Milano rimbalza : Ftse Mib +1,37%


Dopo il crollo di ieri le borse europee hanno tentato un timido rimbalzo e alla fine sono riuscite a chiudere in territorio positivo dopo ben 3 giorni consecutivi di calo. A fine seduta il Ftse Mib è stato il miglior indice europeo mettendo a segno un rialzo dell’1,37% a quota 14627 punti.


Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il calo dello spread con i titoli decennali tedeschi a quota 463 punti ( dopo un massimo di 496 punti registrato in mattinata). In deciso calo anche il rendimento dei titoli a 10 anni italiani (sceso al 6,57%) e a 5 anni (6,38%); ben consistente è stato il calo del rendimento dei titoli a 2 anni (al 5,54%). Tale aspetto va sottolineato, in quanto un calo dei rendimenti dei titoli a breve indica indirettamente un ritorno della fiducia degli investitori nei confronti dell’Italia. Non a caso i titoli di stato a 1 anno emessi nel “BOT DAY” stanno mostrando un’ottima richiesta in questi primi giorni (con volumi e prezzi crescenti) anche sul mercato secondario confermando che qualcosa sta cambiando sul fronte della fiducia internazionale sui conti italiani.


Da un punto di vista grafico la situazione del listino milanese Ftse Mib appare ancora molto complicata. La rottura dei 14800 punti nella seduta di ieri ha innescato delle violente perdite che hanno riportato l’indice sull’importante supporto dei 14400 punti. Da questo livello i prezzi sono tornati a salire per attestarsi ai 14627 punti della chiusura. Probabile domani un ulteriore allungo verso quota 14800 punti ed eventualmente a 15000 punti. Al contrario, in caso di ribassi dovremo attenderci un rapido ritorno in area 14400 punti. L’eventuale rottura di questo livello, se accompagnata da grandi volumi, potrebbe rappresentare un chiaro segnale di allerta che spingerebbe il Ftse Mib verso l’ulteriore supporto dei 14200 punti ed eventualmente a 14000 punti. 

Da un punto di vista generale la volatilità rimarrà ancora elevata nelle prossime sedute e le strategie di investimento dovranno essere molto accurate in tal senso, inserendo degli opportuni take profit sulle resistenze chiave e degli stop loss appena al di sotto i supporti individuati anche perchè le trendline ribassiste sia di breve che di lungo periodo sono rimaste intatte.

mercoledì 14 dicembre 2011

I listini sono nuovamente ad un bivio....


Domani molto probabilmente sarà una giornata chiave da un punto di vista tecnico per il listino italiano e per i vari indici internazionali proprio perchè sembra essere stato raggiunto un bivio molto importante. Come spesso accade sui mercati finanziari, è nella giornata di mercoledì che iniziano a manifestarsi le tendenze dei prezzi e spesso le inversioni più importanti. Domani o i prezzi torneranno a crescere come nei primi giorni di dicembre oppure dovremo aspettarci ancora periodi difficili da un punto di vista azionario.  


Andando ad analizzare i grafici si può osservare che la chiusura odierna del Dow Jones a quota 11954 punti in calo dello 0,55% appare una sorta di normale ritracciamento delle quotazioni dopo il rally dei primi giorni di dicembre. A questo punto però rimane di fondamentale importanza la tenuta del supporto dinamico della media mobile a 200 giorni (rappresentata dalla linea blu) e passante al momento attorno ai 11900 punti per poter riprendere il trend rialzista con target intermedio a 12300 punti e successivamente a 12500.  Al contrario, un eventuale chiusura al di sotto degli 11900 punti potrebbe riportare il panico sui mercati finanziari e in particolare sulle borse europee più deboli (come Milano e Madrid). 

Osservando un altro indicatore chiave come il Vix ( detto anche l'indice della paura) con un time frame differente (a 5 minuti) si può intravedere una permanenza dei prezzi al di sotto della media a 200 periodi con un piccolo ma accentuato calo negli ultimi minuti della seduta (chiusura a quota 25,58 punti). Analizzando l'oscillatore stocastico riportato al di sotto del grafico dei prezzi si può osservare un taglio ribassista nella fase di ipercomprato che sembra preannunciare un netto calo del VIX e di conseguenza un nuovo e vigoroso rialzo azionario. 


In tal senso, dopo una probabile apertura piuttosto negativa per Milano si potrebbe tentare qualche acquisto di breve termine attorno alle 9 e 30 del mattino (forse vicino ai 14600 punti) con stop loss all'1,5% più in basso e target finale attorno ai 15000 punti.  

lunedì 12 dicembre 2011

Il Bot Day è un successo ma le borse crollano ancora una volta.



Ennesima giornata da dimenticare per Piazza Affari. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,79% chiudendo a quota 14896 punti. 
E pensare che questa mattina il Bot Day è stato un "vero successo" rispetto agli ultimi collocamenti disastrosi: 
Il Tesoro italiano, infatti, ha emesso oggi titoli di stato a dodici mesi, con scadenza il 14 dicembre del 2012, ad un tasso medio del 5,95%, più basso rispetto al 6,09% dell'asta precedente del 10 novembre scorso. 
Complessivamente, a fronte dei 7 miliardi di euro collocati, la richiesta è stata di 13,4 miliardi. In altre parole il bid to cover è stato pari a 1,9 volte, valore decisamente più elevato rispetto a quanto registrano nella scorsa emissione. 
Inoltre in un report diffuso oggi la Banca dei regolamenti internazionali ha indicato che l'Italia è in grado di pagare tassi elevati sul debito pubblico anche per diversi anni.
Tutto ciò non è bastato per arginare l'ondata di vendite che ha riportato le quotazioni sui livelli di chiusura di giovedì scorso.

La chiusura sui minimi di seduta unita, alla permanenza delle quotazioni al di sotto della trend line ribassista di lungo periodo, che avevo segnalato nel post precedente, rappresenta un segnale piuttosto allarmante per le prossime sedute. 
Come si può osservare dal grafico sottostante il Ftse Mib appare congestionato all'interno di due livelli. Da una parte la resistenza chiave posta attorno ai 16100 punti, dall'altra l'importante supporto dei 14750-14800 punti. L'eventuale rottura di questo importante supporto potrebbe innescare nuovi e violenti ribassi con target intermedi a 14400 punti e successivamente anche a 14200 e 14000 punti.  



Infine va segnalato il nuovo rialzo dello spread con i bund tedeschi a dieci anni  a quota 454 punti base. Contemporaneamente sono saliti anche i rendimenti dei titoli italiani a 2 anni (5,84%) a 5 anni (6,75%) e a 10 anni (6,56%).

domenica 11 dicembre 2011

Un'analisi di lungo periodo sull'Indice Italiano Ftse Mib (11/12/11)


Con la brillante chiusura di Venerdì 9 dicembre (+3,37%)  l'indice Ftse Mib si è riportato a quota 15483 punti, molto vicino ai valori di chiusura della scorsa settimana. 
Andando ad analizzare il grafico di lungo periodo del principale listino di Piazza Affari si può osservare che il trend principale rimane ancora impostato al ribasso (linea rossa) e soltanto la rottura al rialzo della resistenza chiave posta attorno ai 16000-16100 punti aprirà la strada ad un nuovo trend rialzista che potrebbe caratterizzare i prossimi mesi. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe innescare un rally piuttosto importante con target finale attorno ai 18000 punti valore dove transita anche l'importantissima media mobile a 200 giorni. 
Al contrario l'eventuale permanenza dei prezzi al di sotto della trendline ribassista (linea rossa), che ha caratterizzato il mercato italiano a partire da Maggio, potrebbe preannunciare nuovi imminenti crolli dapprima con target a 14800 punti e successivamente anche a 14000 e a 13600 punti. 
A mio avviso questo secondo scenario appare meno probabile in quanto anche da un punto di vista macroeconomico sono in atto dei cambiamenti piuttosto importanti sia in Italia che in Europa e credo che il punto peggiore della crisi finanziaria sia alle nostre spalle. 
Infatti anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è tornato su livelli più rassicuranti a quota 421 punti base. Nei prossimi giorni non sarei sorpreso da un calo dello spread dapprima attorno ai 400 punti base e successivamente sull'importante supporto dei 350 punti base. Qualora tale valore dovesse ridursi nelle prossime settimane sotto i 350 punti base la situazione sui mercati finanziari dovrebbe tornare nella normalità dopo questi mesi di preoccupazione generale e di panico.


Va infine ricordato che Lunedì 12 dicembre ci sarà il Bot Day e dopo il successo del Btp Day credo che molti italiani vorranno partecipare all'iniziativa. Gli investitori potranno acquistare Bot a 1 anno (scadenza 14 dicembre 2012) per un'ammontare di circa 7 Miliardi di euro senza pagare le consuete commissioni (0,30 euro per 100 euro investiti) per le banche che aderiscono all'iniziativa.  Va sottolineato che si tratta di una nuova emissione di titoli di stato e che soltanto chi ha già prenotato i titoli venerdì riuscirà ad aderire all'iniziativa. 


giovedì 8 dicembre 2011

Milano crolla del 4,3% nonostante il taglio dei tassi della BCE


Giornata da dimenticare per la borsa di Milano quella di oggi. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 4,29% chiudendo a quota 14979 punti. Incredibile quanto accaduto nelle ultime 2 ore di contrattazione: l'indice è crollato del 4% passando dai 15700 ai 14900 punti in meno di due ore (una delle discese più violente in così poco tempo a cui ho assistito in questi anni) a seguito delle  dichiarazione espresse dalla Bce. 
Il Presidente Mario Draghi dopo aver annunciato un nuovo taglio del tasso di interesse dello 0,25% (riportando di fatto il tasso d'interesse all'1%, il minimo storico della BCE) ha chiarito una volta per tutte che la Bce non comprerà altri bond dei paesi sovrani in difficolta' sul mercato secondario dei titoli di stato. 
Il Presidente della Bce ha inoltre spiegato che non verrà effettuato un prestito agli stati in difficoltà attraverso il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Draghi infatti ha chiarito che prestare denaro all'FMI per comprare bond europei non e' compatibile con il trattato europeo. 
Come se non bastasse la Bce ha motivato il taglio dei tassi d'interesse con un netto calo delle aspettative di crescita economica per il 2012. 
In base alle ultime indicazioni il Pil europeo potrebbe contrarsi dello 0,4% l'anno prossimo riportando lo spettro recessione in tutta Europa, in particolare nei paesi più colpiti dalla crisi (Grecia e Italia in particolare).
Personalmente non sarei sorpreso da un crollo del Pil Italiano nel 2012 tra il 3% e il 5% a causa dell'aggravarsi della crisi e dalla manovra economica che limiterà notevolmente i consumi degli italiani. 
Da un punto di vista macroeconomico va segnalato il nuovo rialzo dello Spread tra titoli italiani e tedeschi a 10 anni che si è riportato a 444 punti base (+14% da ieri). 


Come si può facilmente osservare tali dichiarazioni hanno riportato il panico sui  Mercati finanziari e la rottura del supporto chiave dei 15400 punti ha innescato ulteriori ribassi anche per questioni tecniche. A questo punto la situazione torna di difficile interpretazione anche sul medio periodo e il vertice europeo di questo weekend deciderà molto probabilmente non solo l'evoluzione grafica del nostro listino ma anche il futuro dell'Europa. 


martedì 6 dicembre 2011

Milano si prende una pausa: Ftse Mib -0,49%


Dopo i rialzi dei giorni scorsi Piazza Affari si prende una giornata di pausa con un calo marginale dello 0,49% a quota 15848 punti. Da un punto di vista macroeconomico il mercato continua ad apprezzare la manovra economica sviluppata dal Governo italiano e lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è sceso a 368 punti base (356 punti realizzato sui minimi di giornata).



Contemporaneamente i rendimenti dei titoli di stato italiani sono scesi su quasi tutte le scadenze: i Btp decennali ora rendono il 5,87% ( valore decisamente più vicino alla realtà di quanto espresso nei giorni scorsi), quelli a 5 anni rendono il 6,07% , quelli a 2 anni il 5,59%.


La seduta odierna da un punto di vista grafico è di difficile interpretazione ma non sembra compromettere il trend rialzista di breve periodo. Tuttavia attorno ai 16000 punti di indice ho preferito chiudere precauzionalmente alcune posizioni rialziste aperte nei giorni scorsi. Probabilmente nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche lieve presa di beneficio, dopo il rialzo record del 15%  registrato in poche sedute (partito dai 13600 punti di qualche giorno fa), ma l'impostazione generale del mercato appare in deciso miglioramento. Infatti la rottura al rialzo della media mobile a 100 giorni (segnalata nel grafico dalla linea blu) dovrebbe fornire un deciso segnale rialzista per le prossime settimane. In tal senso si potrebbe provare qualche acquisto attorno ai 15600-15550 punti del Ftse Mib con orizzonte temporale di medio periodo (utilizzando uno stop loss attorno ai 15400 punti). 

lunedì 5 dicembre 2011

Vivibilità città Italiane: Bologna al 1 posto, Foggia all'ultimo (Classifica del Sole 24 ore)


Bologna la provincia più vivibile mentre Foggia si colloca all'ultimo posto, scendendo ancora rispetto al 2010 quando era al penultimo gradino della classifica. Tra le realtà di maggiori dimensioni, è Milano a posizionarsi meglio, salendo al 19esimo posto, prima di Roma che arriva 23esimo ma avanzando di dodici gradini.
L'indagine attraverso le statistiche più recenti mette a confronto la vivibilità nelle 107 province italiane in sei aree significative: Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/ambiente/salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero
Ciascuna area è suddivisa a sua volta in 36 parametri e alla pagella finale si arriva attraverso il calcolo dei "voti" ottenuti nei 36 parametri e nelle sei tappe dell'indagine.

Bologna arriva al vertice grazie ai buoni risultati messi a segno in in cinque delle sei aree e in particolare nel capitolo "Servizi/ambiente/salute", dove è seconda, ma con un primato riguardo ai posti disponibili negli asili nido.
Occupa la settima posizione nel "Tenore di vita" (con ad esempio 33mila euro nel parametro del Pil pro capite), l'undicesimo gradino in Affari e lavoro (tra gli indicatori dell'area spicca la quota di donne occupate, il 45%) e il quinto nel Tempo libero (dove ha un alto indice di assorbimento libri).
La provincia è però in sofferenza per quanto riguarda l'ordine pubblico, dove pure risale dal centesimo al 92esimo posto: tra i reati che più la penalizzano la microcriminalità e le truffe.
Quanto all'ultima, Foggia, già nel 2010 occupava il penultimo gradino. Quest'anno completa la discesa con piazzamenti tra l'82esimo e il 106esimo posto in tutte le sei aree di indagine. In particolare sul fronte dell'Ordine pubblico è ultima assoluta per le estorsioni e terzultima per l'incidenza dei furti di automobili, che risulta quasi cinque volte la media nazionale.
Analizzando i singoli parametri, la provincia pugliese è in affanno ad esempio nell'occupazione femminile e dei giovani dai 25 ai 34 anni (19% e 45% i rispettivi tassi) e sui tempi della giustizia civile, sul Pil (pari a 16mila euro pro capite, la metà di Bologna) e i consumi pro capite (718 euro, contro una media di 1.079 euro).

Fonte (Wall Street Italia e Sole 24 Ore) 

sabato 3 dicembre 2011

La settimana della riscossa: Ftse Mib +11% in 5 sedute!

Con la chiusura di venerdì a quota 15476 punti ( +1,52%) l’indice Ftse Mib archivia una delle settimane migliori degli ultimi mesi. Nel giro di 5 sedute il listino milanese è stato in grado di recuperare quasi 2000 punti rispetto ai minimi di 13600 punti toccati venerdì scorso. Nell'ultima setttimana l’indice Milanese ha guadagnato l’11,04%, riducendo la perdita da inizio anno al 23,3%. Tra i titoli che si sono messi maggiormente in luce in questa settimana spiccano i titoli bancari, in particolare Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+24,6%) e Intesa San Paolo (+20,3%).
Da un punto di vista grafico la situazione appare in deciso miglioramento in quanto l’indice si è riportato sopra la media mobile a 56 periodi (rappresentata dalla linea blu) e sembra essere pronto ad un rally di natale piuttosto sostanzioso. Anche l’oscillatore Macd (rappresentato al di sotto del grafico dei prezzi) ha fornito pochi giorni fa un chiaro segnale rialzista, (incrocio rialzista della linea verde con quella rossa), segnalando al mercato l’intenzione rialzista degli operatori.


Probabilmente ci sarà qualche presa di beneficio all’inizio della prossima settimana ma è probabile che il trend rialzista possa proseguire fino ai 16000 punti ed eventualmente fino a 16500 punti già entro venerdì prossimo.
Da un punto di vista macro i mercati sembrano credere al piano salva euro che dovrà essere definito durante il Consiglio Europeo del prossimo 9 dicembre.
Non a caso lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi a 10 anni si è ridotto a 455 punti, dopo il picco di 575 punti toccati qualche settimana fa, prima dell’arrivo del nuovo governo Monti.

Per quanto riguarda l’America la situazione macroeconomica sembra essere meno grave del previsto: in base agli ultimi dati disponibili il tasso di disoccupazione e' sceso dal 9% all'8,6%, ai minimi da marzo 2009, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro a Washington. Infatti  durante il mese scorso, gli Stati Uniti hanno creato 120 mila posti di lavoro, con piu' della meta' delle assunzioni che sono avvenute nel settore delle vendite al dettaglio e delle agenzie interinali.
Questo è sicuramente un segnale incoraggiante sul reale stato dell’economia americana e potrebbe aiutare anche a rasserenare le tensioni sui mercati dettate dalla crisi dell’area euro.
A riguardo, lunedì 5 dicembre si saprà qualcosa di più preciso, quando, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, si incontreranno a Parigi per presentare ufficialmente le loro proposte per un nuovo trattato europeo con la speranza che i mercati possano accogliere al meglio tali proposte.

venerdì 2 dicembre 2011

Un'analisi grafica del Dow Jones: Ci sarà il Rally di Natale anche quest'anno?


Il mese di dicembre è generalmente un mese favorevole da un punto di vista borsistico, sia da un punto di vista statistico che da un punto di vista emotivo. I mercati finanziari hanno delle proprie emozioni e non va sottovalutato quell'euforia natalizia che colpisce milioni di persone di anno in anno a Dicembre. 
Andando ad analizzare graficamente l'indice Dow Jones con candele giornaliere si può notare un deciso miglioramento della situazione negli ultimi giorni. La decisione delle varie banche centrali di iniettare una dose massiccia di liquidità ha permesso all'indice americano di riportarsi oltre la quota psicologica dei 12000 punti. La cosa interessante è che contemporaneamente è stata rotta a rialzo la media mobile a 200 giorni (rappresentata dalla linea in blu) e che quest'oggi le quotazioni hanno fatto un breve ritracciamento per andare a testare proprio questa media mobile attorno ai 12000 punti. 
Gli oscillatori sottostanti al grafico (Macd e stocastico) sembrano segnalare un'imminente inversione rialzista di lungo periodo che potrebbe proiettare l'indice verso i 12250 nel corso delle prossime sedute e successivamente verso i 12500-12600 punti entro fine dicembre. A mio avviso, qualora questo trend rialzista dovesse essere confermato nei prossimi giorni anche i listini europei dovrebbero beneficiarne con nuovi e violenti rialzi che dovrebbero riportare anche il listino italiano a valori più vicini alla realtà. 

martedì 29 novembre 2011

Dopo un + 5% in due giorni il sentiment sui mercati è meno negativo


Sono bastate 48 ore per riportare un po' di speranza nei cuori degli investitori italiani ed internazionali. Nel giro di due sedute il Ftse Mib ha recuperato quasi il 5% portandosi nuovamente a quota 14627 punti mentre lo spread con il bund a 10 anni è sceso a 490 punti base. 
Come potete osservare nell'immagine sovrastante esistono delle fasi emotive  che si ripetono ogni volta che si verifica una crisi economica e finanziaria. 
Ogni volta tutti gli individui rimangono vittima della paura, del panico, della disperazione e dell'avvilimento (spesso anche gli investitori più esperti)  mentre quel 2-3% di persone ottimiste (o razionali e che non si fanno prendere dall'emotività del momento) , pazze o incredibilmente fortunate riescono a sfruttare quello che viene definito come Point of Maximum Financial Opportunity, realizzando nei mesi successivi incredibili profitti. 
Probabilmente è ancora presto per poter dire che il peggio della crisi finanziaria è alle spalle ma indubbiamente negli ultimi due giorni è successo qualcosa di importante che mi lascia indubbiamente più ottimista rispetto ai giorni scorsi sia da un punto di vista macroeconomico che da un punto di vista grafico. 


Quest'oggi il Tesoro ha emesso tre tipologie di Bond: quelli a tre anni sono stati emessi per un valore di €3,5 miliardi, mentre quelli con scadenza nel 2022 e nel 2020 rispettivamente per 2,5 miliardi e 1,5 miliardi di euroi rendimenti dei bond con scadenza nel 2022, ovvero a dieci anni, si sono attestati su un nuovo record dall'introduzione dell'euro, al 7,56%, in crescita dal 6,06% precedente l titolo a tre anni, con scadenza nel 2014, è stato venduto al tasso del 7,89%, massimo dal 1997 e in rialzo rispetto al 4,93% precedente.
Riguardo al rapporto tra domanda e offerta, il bid to cover per i bond a tre anni, ovvero con scadenza nel 2014, è stato pari a 1,5 volte, in rialzo rispetto a 1,35 dell'ultima asta, mentre il bid to cover per i titoli a scadenza nel 2022 è stato pari a 1,34, in crescita rispetto a 1,27 dell'ultima asta
In altre parole, il Tesoro italiano ha assistito a una buona domanda dei titoli di stato, fattore che ha immediatamente alimentato il recupero della borsa di Milano che durante la mattina accusava un calo superiore all'1%. 


Graficamente la situazione per l'indice di Milano appare in deciso miglioramento rispetto alla scorsa settimana e la chiusura vicino ai massimi di seduta odierna segnalano una certa forza nel nuovo trend partito dai 13600 punti di venerdì pomeriggio scorso. Tuttavia finchè l'indice non riuscirà a violare l'importante resistenza dei 14800 punti sarà difficile parlare di trend rialzista di medio-lungo periodo. Qualora il Ftse Mib dovesse riuscire a superare tale livello dovrebbe portarsi rapidamente in area 15000 punti e successivamente a 15200 punti. Al contrario qualora il listino dovesse essere respinto dalla resistenza dei 14750-14800 potrebbe tornare a scendere dapprima in area 14500 punti e successivamente in area 14300 e 14000 punti. 

Lo scenario rialzista potrebbe essere supportato anche dalla notizia di questa sera dell'Ansa: 


Via libera alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, 8 miliardi di euro vitali per le casse dello Stato in crisi: e' quanto fa sapere il ministro belga delle Finanze, Didier Reynders, sul suo account Twitter. L'accordo sulla sesta tranche e' stato possibile dopo che il nuovo governo greco ha inviato a Bruxelles una lettera che garantisce gli impegni presi da Atene con la Ue, formata dai due maggiori partiti al governo. 

venerdì 25 novembre 2011

La crisi italiana si aggrava....o qualcuno ci salva o è finita.


Sono passati solo pochi giorni dal mio ultimo aggiornamento ma la situazione economica e finanziaria dell'Italia è drammaticamente peggiorata. 
Le aste odierne di titoli di stato italiani sono andate a dir poco male: 
Il tesoro ha collocato tutti i 10 Miliardi di euro previsti in titoli di stato con scadenze a 6 mesi e a 2 anni ma con tassi di rendimenti da Record. Il rendimento dei Bot a 6 mesi è salito al 6,504%, massimo degli ultimi 14 anni e valore quasi doppio rispetto al 3,535% dell'asta precedente.
Il rendimento dei Ctz a due anni, si è attestato al 7,95%, in netta crescita dall'asta precedente in cui si era attestato al 4,62%.

La reazione sul mercato è stata a dir poco violenta. Nel giro di pochi minuti l'indice Ftse Mib ha accusato un calo del 2% ma poi è riuscito a recuperare nel corso della seduta e a chiudere in territorio positivo, anche se di poco, +0,12%  a 13937 punti. 

Andando ad analizzare il rapporto bid to cover (il rapporto tra domanda e offerta dei titoli) per i titoli a sei mesi è stato pari a 1,47, in ribasso rispetto al rapporto di 1,57 del precedente collocamento. Il bid to cover dei Ctz a due anni è calato a 1,59, contro il 2,01 precedente.

Considerando che i rendimenti offerti sono quasi raddoppiati rispetto alle aste precedenti e che ciononostante il rapporto bid to cover è calato del 10% sui Bot e del 20% sul Ctz si può parlare di esito disastroso dell'asta odierna. 

Sul mercato secondario il rendimento dei titoli di stato a due anni dell'Italia ha raggiunto un nuovo record al 7,66% dopo aver toccato quota 7,92%. 



Contemporaneamente il rendimento dei titoli a 5 anni ha raggiunto il 7,74% ( massimo odierno al 7,85%) mentre quello dei titoli a 10 anni ha raggiunto il 7,26% (massimo odierno al 7,36%). 



In serata poi sono arrivate ulteriori notizie negative da parte delle Agenzie di Rating: 

Fonte (La stampa)


Fonte: Ansa

Standard & Poor's ha tagliato il rating del Belgio portandolo ad 'AA' da 'AA+'. L'outlook e' negativo. S&P ha motivato la decisione di abbassare il rating di un gradino con i rischi che gravano sul settore finanziario che potrebbe aver bisogno di aiuti da parte del governo. Prospettiva che crea preoccupazione sui conti pubblici. Per il 2011, l'agenzia prevede che ''il deficit del Belgio sara' intorno al 3,6% del Pil'' in considerazione di ''una crescita economica di circa il 2%''.



Il punto ultimo di non ritorno (se non è stato già oltrepassato) è fissato attorno all'8%. Quando il rendimento dei titoli di stato italiano supereranno questo valore dovremo prepararci al peggio. In poche parole dovremo puntare all'acquisto di asset concreti (Terreni, immobili di vario genere) oppure diversificando il proprio patrimonio con l'acquisto di immobili all'estero ( Germania, Svizzera, Norvegia) o aprendo legalmente dei conti correnti all'estero ed acquistando altre valute (Dollari, franchi svizzeri, etc). 


La situazione è a dir poco critica e mai nei miei 13 anni di esperienza sui mercati finanziari ho assistito a tali squilibri nei mercati azionari ed obbligazionari. Credo che entro il 10 dicembre capiremo se ci sarà ancora un Europa o meno, se ci sarà ancora una moneta unica (l'euro) o meno, e se l'Italia potrà salvarsi o meno. 


A mio avviso, date le attuali condizioni del mercato, in preda ad una tremenda crisi di fiducia, sono possibili solo due ultime manovre da parte dei politici europei e da parte della Bce:


1) Ricorso immediato agli Eurobond. Massima coesione sia politica che economica tra i vari paesi. Mostrare alla speculazione che la crisi si combatte cooperando e non con l'isolazionismo. 

2) Riduzione dei tassi di interessi da parte della Bce allo 0%. Tale politica economica sebbene produrrà un'impennata dell'inflazione (3-4%) e un'impoverimento in termini reali del potere di acquisto delle famiglie, dovrebbe riuscire a riportare la fiducia sui mercati e a impedire il collasso del sistema finanziario europeo. Si tratta di una manovra molto rischiosa ma arrivati a questo punto penso che Draghi dovrà giocarsi tutte le carte a sua disposizione per salvare l'Euro. 


martedì 22 novembre 2011

Allarme Europa! Spagna e Italia di nuovo nella bufera.


Sono bastate 48 ore per scatenare un nuovo inferno sui mercati finanziari. In due giorni l'indice Ftse Mib ha perso quasi il 6,5% riportandosi a quota 14286 punti. 

Da un punto di vista macroeconomico la situazione appare giorno dopo giorno sempre più allarmante, non solo per l'Italia ma ormai per tutta l'Europa. 
Quest'oggi è stata la Spagna a finire nel mirino della speculazione a causa dell'esito disastroso dell'asta dei titoli di stato:

Per i titoli a tre mesi il rendimento e' schizzato al 5,11% dal precedente 2,29%, mentre, sulla scadenza a sei mesi, il tasso e' salito al 5,22% dal 3,30% precedente. In totale la Spagna ha collocato titoli per un ammontare di 2,98 miliardi di euro.

Il dato è allarmante sopratutto se si considera che la Spagna ha dovuto offrire dei rendimenti, per l'asta a 3 mesi, superiori perfino a quelli della Grecia...

Lo spread tra titoli spagnoli e titoli tedeschi a 10 anni ha raggiunto il nuovo record del 469 punti base. 

Nel giro di poche ore la paura è tornata anche sui titoli italiani. A fine giornata lo Spread tra titoli Italiani e tedeschi a 10 anni è tornato a quota 490 punti base, con il rendimento del Btp decennale che è arrivato al 6,82%

Tali valori rimangono inferiori a quelli dei giorni scorsi ma quello che mi preoccupa seriamente è la netta crescita dei rendimenti dei titoli di stato a 5 e a 2 anni. 


Come si può osservare il rendimento dei titoli a 5 anni è salito al 6,92% mentre quello dei titoli a 2 anni si è riportato al 6,99%. Come era successo qualche giorno fa', i titoli a breve termine offrono dei rendimenti superiori a quelli a lungo termine: il mercato inizia seriamente a considerare l'ipotesi di un Default dell'Italia entro i prossimi 2 anni. 



A questo punto il nuovo governo Monti sarà costretto a prendere provvedimenti in fretta e furia per evitare il disastro (ormai il problema non è più solo Italiano) ma mi auguro che la Bce e gli organi internazionali come l'Fmi (Fondo Monetario Internazionale), scendano in campo per salvare l'Italia e l'Europa. 
In tal senso credo che gli Eurobond possano essere l'ultima, e forse ormai, l'ultima soluzione in mano ai vertici economici europei per evitare una crisi ben peggiore di quella del 1929.  
Se un giorno l'Italia dovesse fallire (e mi auguro che questo non succeda mai perchè credo con tutto me stesso in questo paese), tutta l'Europa farebbe default nel giro di 2-3 settimane e successivamente sarebbe la volta degli Stati Uniti con conseguenze catastrofiche non solo a livello finanziario ed economico ma anche a livello dei delicati equilibri politici internazionali mondiali (La storia ci insegna  tristemente cosa sia successo 10 anni dopo la crisi del 1929 e mi auguro che l'umanità non faccia gli stessi tremendi errori del passato) .  


domenica 20 novembre 2011

Una speranza chiamata Monti..


Sono passati alcuni giorni dal mio ultimo articolo (a causa di un'influenza che mi ha tenuto a letto qualche giorno) ma qualcosa di importante è successo. In pochi giorni la credibilità nazionale e internazionale dell'Italia è nettamente cresciuta.Numerosi sono stati i contatti con i leader europei ed americani e sembra che entro la prossima settimana ci saranno degli incontri per delineare le linee guida per uscire dalla crisi economica e finanziaria. 
Dal giorno in cui si è insediato il nuovo Premier Mario Monti ho notato dei piccoli ma significativi cambiamenti sia sui mercati finanziari sia nei cuori e nelle teste dei cittadini italiani.
I mercati finanziari si basano fondamentalmente sulla fiducia e quando questa viene a mancare si verificano delle vendite massicce che trascinano tutti i titoli in profondo rosso. Forse è presto per dirlo ma in cuor mio mi sento fiducioso nei confronti dell'Italia e dei profondi cambiamenti sociali, politici e economici che dovrà affrontare nei prossimi mesi ed anni. 


In pochi giorni lo Spread tra titoli tedeschi e titoli italiani a 10 anni è sceso dal record di 575 punti base ai 467 punti della chiusura di venerdì. Contemporaneamente il rendimento dei Btp a 10 anni è sceso al 6,64%
Qualora questa tendenza degli ultimi giorni dovesse continuare potrebbe essere interessante fare qualche acquisto non solo sul comparto azionario (in particolare sui titoli bancari che sono stati particolarmente colpiti da questa crisi) ma anche su quello obbligazionario, in particolare proprio sui titoli di stato a 5 e 10 anni che offrono dei rendimenti piuttosto interessanti. Oltretutto facendo questo tipo di acquisti (magari utilizzando un 10-15% della propria liquidità) si darebbe un bel segnale di fiducia nei confronti dell'Italia. 


Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib lo scenario appare ancora piuttosto complicato. Sebbene il trend di lungo periodo rimanga ancora impostato al ribasso la situazione di breve periodo mostra una certa indecisione del mercato tra i 14800 e i 16100 punti. Finchè non verrà violato uno di questi due livelli sarà difficile capire dove andrà il mercato nei prossimi mesi. In tal senso sarei più propenso a prendere delle posizioni rialziste data anche la chiusura positiva di venerdì ( +0,23% a quota 15232 punti) ma con stop loss rigidi attorno ai 14790-14780 punti. 



martedì 15 novembre 2011

Non è l'Italia, è l'Europa a tremare!


Torna la paura sui mercati finanziari. Quest'oggi lo Spread tra titoli italiani e titoli tedeschi a 10 anni è tornato nuovamente a crescere a quota 4,92%, portandosi ad un soffio dalla fatidica quota dei 500 punti base.  
Contemporaneamente il rendimento dei titoli italiani a 10 anni è salito al 6,70%, quello a 5 anni al 6,63%, e quello a 2 anni al 5,99%. 

Tutti parlano in questi giorni dell'Italia ma il vero problema è a livello europeo e basta guardare questi grafici per capirlo. 

1) Grecia


Il rendimento dei titoli greci a 1 anno ha raggiunto il 248%, valore al di la di ogni statistica e di ogni senso logico. Il rendimento dei titoli a 2 anni è salito al 109,5%,quello a  5 anni è salito al nuovo record storico a quota 40,55%, quello a 10 anni al 28,55%.

2) Portogallo 



Il rendimento dei titoli a 10 anni del Portogallo ha raggiunto l'11,45%.

3) Ungheria 


Il rendimento dei titoli a 10 anni dell'Ungheria ha raggiunto l'8,64%.

4) Belgio


Negli ultimi giorni il rendimento dei titoli del Belgio ha intrapreso un sentiero di crescita piuttosto pericoloso che ha portato il rendimento dei titoli a 10 anni al 4,60%. 

5) Irlanda 

Negli ultimi mesi l'Irlanda è stato uno dei pochi paesi che ha visto i rendimenti dei propri titoli di stato a 10 anni scendere di vari punti percentuali per portarsi a quota 8,20%


6)  Spagna

Negli ultimi mesi la situazione spagnola è peggiorata nettamente e quest'oggi il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni ha superato il 6% portandosi al 6,10%. 


Da segnalare che lo spread tra i titoli spagnoli e i titoli tedeschi a 10 anni ha 
raggiunto il 4,32%, nuovo record degli ultimi mesi. 


7) E non dimentichiamoci della cara Francia: 

Il rendimento dei titoli francesi a 10 anni è salito negli ultimi giorni al 3,42%. 
A spaventare però è l'ultimo grafico qui in basso: 


Lo spread tra i titoli francesi e i titoli tedeschi a dieci anni ha toccato il nuovo record storico a quota 1,64%, registrando una vera impennata nell'ultimo mese. 

Al di la di quello che si può sentire in televisione o sui giornali, da questi grafici risulta evidente che l'Italia è si in difficoltà ma non è la sola. Tutta l'Europa è in crisi e l'unico paese che è in grado di risolvere questa crisi è la Germania che però in questo momento non ha mostrato alcuna intenzione di cooperare seriamente e di portare finalmente un po' di stabilità sui mercati finanziari. 

La crisi è globale ed è giorno per giorno più pericolosa. Spero che qualcosa cambi rapidamente altrimenti il futuro dell'Europa sarà tutt'altro che roseo.