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domenica 19 settembre 2010

Abandoned Baby Bearish

Come si identifica
Il primo giorno e' solitamente una lunga candela positiva. Il secondo giorno e' un doji con gap nella direzione del trend precedente. Il terzo giorno e' una candela ribassista, con gap nel senso opposto, senza sovrapposizione di ombre.
Significato
In un uptrend (trend rialzista), il mercato costruisce una resistenza con una lunga candela bianca e un gap il secondo giorno. Tuttavia, il secondo giorno scambia all'interno di un piccolo range e chiude nei pressi o sulla relativa apertura. Questo scenario mostra definitivamente un'erosione della convinzione della tendenza in atto. La conferma dell'inversione di tendenza e' il terzo giorno nero con gap.


Lezioni di Analisi Tecnica: Indice Generale

Cari lettori quest'oggi ho deciso di intraprendere un nuovo percorso per il mio blog. Oltre ai classici articoli che scrivo quotidianamente, una volta alla settimana inserirò delle sessioni speciali di Lezioni di Analisi Tecnica. Si tratta di un glossario delle principali configurazioni che di volta in volta si possono trovare sui grafici. In tal modo spero di semplificare la  comprensione di alcuni termini piuttosto tecnici. Basterà semplicemente cliccare su ogni configurazione, dall'indice qui in basso, e si aprirà la pagina specifica con la relativa spiegazione e immagine. 
In questo modo spero che potrete migliorare le vostre conoscenze a riguardo e magari riuscire a trarne benefici anche nelle vostre operazioni in borsa.
Buona lettura! 

P.s. Visto che è un lavoro piuttosto lungo dovrete pazientare qualche settimana per avere l'elenco completo funzionante. Chiaramente quando il lavoro sarà terminato sarete avvisati da un nuovo post. 


Indice Configurazioni Riconosciute

 Downside Tasuki Gap Bearish
 Engulfing Bearish
 Engulfing Bullish
 Falling Three Methods Bearish
 Hammer o Dragonfly Doji Bullish
 Hanging Man o Dragonfly Doji Bearish
 Harami Bearish
 Harami Bullish
 Harami Cross Bearish
 Harami Cross Bullish
 Homing Pigeon Bullish
 Identical Three Crows Bearish
 In Neck Bearish
 Inverted Hammer o Gravestone Doji Bullish
 Kicking Bearish
 Kicking Bullish
 Ladder Bottom Bullish
 Long Black Candle
 Long White Candle
 Mat Hold Bullish
 Matching Low Bullish
 Meeting Lines Bearish
 Meeting Lines Bullish
 Morning Star Bullish o Morning Doji Star Bullish
 On Neck Bearish
 Piercing Line Bullish
 Rising Three Methods Bullish
 Separating Lines Bearish
 Separating Lines Bullish
 Shooting Star o Gravestone Doji Bearish
 Side-by-Side White Lines Bearish
 Side-by-Side White Lines Bullish
 Stick Sandwich Bullish
 Three Black Crows Bearish
 Three Inside Down Bearish
 Three Inside Up Bullish
 Three Outside Down Bearish
 Three Outside Up Bullish
 Three Stars in the South Bullish
 Three White Soldiers Bullish
 Three-Line Strike Bearish
 Three-Line Strike Bullish
 Thrusting Bearish
 Tri Star Bearish
 Tri Star Bullish
 Two Crows Bearish
 Unique Three River Bottom Bullish
 Upside Gap Three Methods Bullish
 Upside Gap Two Crows Bearish
 Upside Tasuki Gap Bullish
 White Closing Marubozu
 White Marubozu
 White Opening Marubozu o Belt Hold Bullish
 White Spinning Top



venerdì 17 settembre 2010

Fitch taglia rating Andalusia, Catalogna

Chiusura di settimana opaca per Wall Street questa sera: Dow Jones +0,12% a quota 10607 punti. Difficile capire l'andamento del listino americano negli ultimi giorni, ma sembra che il mercato sia indeciso se continuare a salire o iniziare una correzione tecnica.
Tuttavia una news ha scosso qualche operatore negli ultimi minuti :
Fitch taglia il rating sul credito di due regioni della Spagna, Andalusia e Catalogna, per il peggiorare delle condizioni del debito.Non solo, la societa' lascia la porta aperta ad ulteriori downgrade. L'agenzia di rating ha abbassato il giudizio sul merito di credito dell'Andalusia ad 'AA-' da 'AA' e quello della Catalogna ad 'A' da 'A+'. Inoltre in tutti e due i casi le prospettive future sono negative e l'agenzia non esclude ulteriori downgrade. 
A questo punto la situazione della Spagna si fa piuttosto delicata e magari nei prossimi giorni anche il rating stesso sul debito spagnolo potrebbe essere rivisto.
I Cds spagnoli questa sera quotano a 238 punti (+4% da ieri).... 
Buon Weekend a tutti. 

Venerdi 17 lascia il segno anche a piazza affari

Chiusura in calo per la borsa di Milano in questo venerdi 17 settembre. 
Dopo un'apertura esuberante in rialzo di oltre l'1% il nostro indice si è indebolito nel corso della seduta chiudendo a quota 20517 punti in calo dello 0,80%. Anche oggi il nostro listino è stato particolarmente debole soprattutto verso fine seduta quando è apparso un rumors riguardante l'Irlanda nelle sale operative. In particolare ci è vociferato di possibili problemi sui conti irlandesi e di un possibile intervento del fondo monetario internazionale a sostegno del governo irlandese. I mercati non hanno digerito questa indiscrezione anche perchè i Cds a 5 anni irlandesi hanno raggiunto un nuovo record a quota 428 punti base, pari ad una probabilità di default del 29%. Sul fronte macroeconomico non sono arrivati spunti positivi:
Fatturato italiano a luglio in calo del 2,7% dal mese scorso a conferma che la crisi economica non è del tutto superata, anzi. 
Fiducia del Michigan (USA) a quota 66,6 contro aspettative di 70 da parte degli operatori economici.
Indice principale dei prezzi al consumo (Usa) stazionario a (+0,0%) contro il +0,1% del dato precedente. 
In un contesto del genere c'è stato un violento crollo del nostro indice attorno alle 16 ma poi nel finale di seduta si sono limitati i danni riconquistando a fatica i 20500 punti. Da segnalare il crollo di Unicredit ( -2,5%) a 1,923 con volumi altissimi ( 466 Milioni) a seguito della news riguardante la quota di maggioranza dei libici. Infatti sembra che La Libyan Investment Authority (Lia) abbia arrotondato di un ulteriore 0,50% la sua quota, raggiungendo cosi circa il 2,59% nell'azionariato di in Unicredit.
La partecipazione della Lia si aggiunge a quella della Banca centrale libica che direttamente e tramite la Lybian Foreign Bank, controlla il 4,988%.Per il governatore leghista della Regione Veneto Luca Zaia quella libica è una scalata "bella e buona".

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice è piuttosto delicata per vari motivi:
-Chiusura settimanale in calo
-Terza chiusura consecutiva in calo
-Chiusura giornaliera vicino ai minimi di seduta e netta inversione di tendenza rispetto all'apertura.
-Resistenze molto importanti attorno ai 21000-21100 punti non superate in più occasioni.
-Debolezza cronica nelle ultime sedute. 
-Netto Aumento della volatilità: Vix + 2% a 22,10.

giovedì 16 settembre 2010

Milano ancora debole, secondo giorno in rosso.

Per il secondo giorno consecutivo la borsa di Milano chiude in calo. Durante tutta la giornata le vendite hanno colpito l'indice italiano, che raramente ha dato segnali di ripresa. A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in ribasso del 0,90% a quota 20684 punti . Da segnalare il netto aumento dei volumi sul nostro derivato: quasi 31.000 contratti per la scadenza  di settembre. L'analisi tecnica ci insegna che i volumi supportano il trend, quindi questo calo odierno deve lasciarci piuttosto allerta per i prossimi giorni. Inoltre la chiusura vicino ai minimi di seduta non è un buon segnale. Questo conferma che il trend di breve periodo è diventato ribassista, quindi attenzione ad aprire nuove posizioni long senza stop loss. 
Domani ricorrono delle scadenze tecniche, quindi lecito attendersi una apertura piuttosto debole per il nostro indice.
Probabile un ritorno in area 20500 punti in caso di nuovi e intensi cali. Al contrario in caso di recuperi le prime resistenze transitano in area 20750 e poi 20800.
Per quanto riguarda i numerosi dati macro della giornata ci sono state delle sorprese positive ma anche negative.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste dei sussidi di disoccupazione sono risultati pari a 450.000 unità contro attese di 460.000 ( leggermente meglio delle attese) e l'indice dei prezzi di produzione è salito dello 0,4% dal mese scorso ( attese di +0,3%). Ancora negativo invece l'indice Fed di Philadelphia a -0,7 (contro attese di 0,0) ma in miglioramento dal -7,7 dello scorso rilevamento. Ricordiamo per chi non lo sapesse che un valore di tale indice al di sotto dello 0 indica recessione. 
Siamo ancora lontani da una vera ripresa ma qualcosa inizia a muoversi e bisogna sottolinearlo.
Piuttosto diversa invece la situazione in Gran Bretagna dove i dati odierni sono risultati piuttosto negativi:
Aspettative sull'Inflazione al 3,4%( peggio delle attese del 3,3%); Vendite al Dettaglio in calo dello 0,5%( contro attese di +0,3%) e Tendenza ordini industriali a quota -17 (contro -12 delle attese)

mercoledì 15 settembre 2010

Milano in rosso, Wall in verde

Giornata all'insegna dell'indecisione per gli indici azionari mondiali. La borsa di Milano ha chiuso la giornata a quota 20862 punti in calo dello 0,62%. Durante il giorno abbiamo assistito a una debolezza cronica del nostro listino che solo nel finale è riuscito a recuperare parte delle perdite. Da un punto di vista grafico è difficile fare valutazioni in quanto le quotazioni stazionano ancora al di sotto di importanti livelli di medio-lungo periodo. Tuttavia si può osservare che c'è una certa indecisione sul mercato e molti titoli rimangono congestionati su livelli di prezzi intermedi. 
Personalmente preferisco stare alla finestra in un mercato del genere, aspettando prima che venga violato qualche livello chiave. A riguardo qualora venisse violato il supporto passante a quota 20700 punti lo scenario tornerebbe negativo ( nel breve termine) con primo target a quota 20500. Al contrario un ritorno al di sopra dei 20900 punti potrebbe preannunciare nuovi allunghi verso 21000 punti. Nei giorni scorsi il listino ha cercato invano di portarsi al di sopra dei 21100-21150 punti, qualora venisse violato tale livello si aprirebbe la strada a nuovi rialzi con target finale di 21400 punti. 

Per quanto riguarda il Dow Jones, l'indice principale della borsa di New York, questa sera ha chiuso in rialzo dello 0,44% a quota 10573 punti, vicino ai massimi di seduta, segno evidente di fiducia sul listino azionario.
Tecnicamente parlando la situazione dell'indice americano è sicuramente positiva con i prezzi che si trovano al di sopra di tutte le medie mobili. Tuttavia sono evidenti i segni di ipercomprato raggiunto dal listino nelle ultime sedute. Per fare un esempio lo stocastico Dayly si trova a quota 95 su 100; insomma è piuttosto probabile una correzione a brevissimo termine. Per quanto riguarda l'SP500 che ha chiuso a quota 1125, il livello chiave da monitorare è quota 1130 punti; violato tale livello si aprirebbe la strada verso i 1150 punti. Tuttavia reputo tale scenario meno probabile rispetto ad una correzione verso i 1110 punti. 

martedì 14 settembre 2010

Nuovo record storico per il debito pubblico italiano

Continuano ad addensarsi nuvoloni neri all'orizzonte per il nostro paese. Quest'oggi è uscito l'ultimo rapporto di Bankitalia sui conti del nostro paese:
Le entrate tributarie nei primi sette mesi del 2010 si sono attestate a quota 210,374 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto ai 217,785 miliardi registrati nello stesso periodo del 2009. Nel solo mese di luglio le entrate, calcolate con il metodo della cassa, sono state pari a 36,225 miliardi (37,905 miliardi a luglio 2009).
Situazione molto critica per quanto riguarda il Debito pubblico Italiano. Secondo i dati di Bankitalia contenuti nel supplemento al Bollettino, lo stock del debito ha raggiunto lo scorso luglio i 1.838,2 miliardi a fronte dei 1.822 miliardi registrati il precedente mese di giugno. A luglio 2009 il debito pubblico ammontava a 1.754,7 miliardi di euro. Stiamo parlando di una crescita del 4,7% del nostro debito pubblico rispetto a luglio 2009 e del 4,3% rispetto a 1.761,229 miliardi di euro con i quali si era chiuso il 2009. 
Negli ultimi mesi sembra che si sia intrapresa una strada molto pericolosa per i conti italiani. Spero che nei prossimi mesi il trend cambi altrimenti c'è il rischio di  trovarsi in una situazione simile a quella della Grecia. 
I numeri sono piuttosto eloquenti:
Debito pubblico a fine 2005 1.512,8 Miliardi di euro
Debito Pubblico a Marzo 2010: 1.797,7 Miliardi di euro
Debito Pubblico a Luglio 2010: 1.838,2 Miliardi di euro
Si tratta di una crescita del debito pubblico del 2,3% nel giro di 4 mesi! 
Se poi guardiamo agli ultimi 5 anni la situazione diventa tragica: 
Da fine 2005 ad oggi il debito pubblico è cresciuto del 21,5%.
Se poi andiamo a fare il confronto su un altro parametro fondamentale come il rapporto Debito/PIL , la situazione peggiora ulteriormente. 
A fine 2007 il Rapporto Debito/ Pil italiano era attorno al 103,4%
A fine 2008 il Rapporto Debito/ Pil italiano saliva al 106,1%
A fine 2009 il Rapporto Debito/ Pil italiano saliva ulteriormente a quota 115,8%.
Secondo i miei calcoli,ipotizzando per il 2010 una crescita del Pil dell'1%, e utilizzando il valore odierno come Debito pubblico a fine del 2010,  si arriva a un clamoroso 119,8% di rapporto Debito/Pil
Inutile girarci attorno, la situazione è critica, servono interventi strutturali immediati e tagli alla spesa pubblica. Bisognerà agire al più presto altrimenti i sacrifici in futuro saranno molto costosi per il popolo italiano. 


lunedì 13 settembre 2010

Basilea 3 fa correre le borse

Seduta in crescita per tutti i listini europei, con banche protagoniste dopo l'accordo raggiunto ieri tra le banche centrali dei maggiori paesi industrializzati su Basilea 3 che introduce norme più stingenti sul fronte degli indici di patrimonializzazione degli istituti. Evidentemente, le nuove regole non fanno così paura al mercato. Prevedono infatti maggiori requisiti di capitale ma allo stesso tempo è stato pattuito che l'entrata in vigore a pieno regime sarà nel 2020: un periodo di transizione più lungo rispetto alle attese degli analisti.

Basilea 3 in breve: (Fonte Sole 24 ore) 

L'attuale requisito minimo per il patrimonio complessivo non cambia e resta all'8% in rapporto alle attività ponderate per il rischio, ma le banche che oggi stanziano il 2% come common equity nel regime Basilea 3 dovranno avere il 4,5% di questo capitale di alta qualità; inoltre il Tier one, cioè il requisito del patrimonio di base che include anch'esso altri strumenti di qualità rafforzata, passa dal 4% al 6% (si veda la tabella)

In secondo luogo secondo quanto è stato stabilito ieri dai banchieri centrali, verrà richiesto alle banche di mantenere un cuscinetto ("buffer") di capitale aggiuntivo sopra i minimi, pari al 2,5%; questo cuscinetto, spiega il comunicato, potrebbe anche aumentare nelle fasi di surriscaldamento del credito. Anche il buffer dovrà essere composto di capitale di elevata qualità . La nuova calibrazione dei requisiti è quindi più severa di quella prevista attualmente. Ma, in considerazione dell'esigenza di non compromettere la ripresa in corso , è prevista molta gradualità, in modo da permettere alle banche di continuare ad assicurare i necessari flussi di credito all'economia.

L'effetto di diluizione nel tempo dell'applicazione delle regole è legato a tre meccansimi: in primo luogo c'è un'entrata in vigore graduale dei minimi e dei buffer per la conservazione del capitale (al 2013 requisiti più bassi, poi innalzamento graduale; introduzione del buffer solo in un secondo tempo); in secondo luogo, le nuove e più severe regole sulle deduzioni dal patrimonio di vigilanza entreranno in vigore progressivamente; infine, gli strumenti di capitale oggi ammessi verranno esclusi a mano a mano e quelli sottoscritti dai governi,come ad esempio i Tremonti bonds, potranno rimanere integralmente per un periodo lungo. Come effetto di questi meccanismi, i nuovi requisiti saranno a regime pienamente solo nel 2020, cioè tra 10 annni e gli strumenti non più computabili nel patrimonio saranno completamente esclusi solo a partire dal 2023. Ci sarà quindi molto tempo per l'aggiustamento da parte delle banche.

Ovviamente la reazione sui mercati azionari è stata positiva e la borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,81% a quota 21001 punti. 

Da un punto di vista tecnico la giornata è stata piuttosto congestionata in quanto il listino non ha avuto la forza di superare la resistenza posta in area 21100-21150 punti. Infatti nella seconda metà della giornata complice una certa indecisione di Wall Street il listino è tornato sul supporto dei 21000 punti dove ha poi terminato la seduta. Personalmente questa indecisione finale mi ha messo in allerta e ho liquidato prudentemente le mie posizioni rialziste. Per domani si aprono due scenari: 1 continuazione del trend rialzista con prime resistenze a 21150 punti e successivamente a 21300 e 21400 punti. 
Secondo scenario , inizio di una correzione tecnica , dovuta agli eccessi di ipercomprato di breve periodo, con primi target a 20800 punti e successivamente 20600 punti. 

Al momento il Dow Jones viaggia in progresso dello 0,45% a quota 10511 punti, ben al di sotto dei massimi di giornata ( 10570). 

domenica 12 settembre 2010

Le Banche americane sono ancora in piena crisi

L'ultimo aggiornamento della FDIC, il Fondo di Garanzia dei depositi americani, ha lanciato nuovamente l'allarme sulla reale situazione bancaria americana. Sebbene nelle ultime 3 settimane sia fallita una sola banca (la Horizon Bank ) , la lista delle istituzioni finanziarie a rischio è salita a quota 849, ( con un patrimonio complessivo di 415 Miliardi di dollari) , in netto aumento dalle 817 del mio ultimo aggiornamento ( del 22 agosto ). 
Questo aumento nel numero delle istituzioni a rischio non è per niente confortante e se si considera lo stato attuale dell'economia americana credo che ci saranno altre sorprese nei prossimi mesi. L'ipotesi di una nuova recessione in Usa nelle ultime settimane è tornata piuttosto insistentemente ma mi auguro che il settore bancario e finanziario riesca a intraprendere le scelte migliori per mettersi al riparo qualora scoppiasse una nuova crisi. 
Al momento le incognite per il futuro dell'economia rimangono piuttosto elevate e credo che si potrà parlare di una vera ripresa (nella migliore delle ipotesi) solo a partire da inizio 2011. 

Vi lascio con il bollettino di guerra del settore bancario americano:
2007:   3 banche fallite
2008:  25 banche fallite
2009:  140 banche fallite
2010 : 119 banche fallite ( fino ad oggi)


Per chi fosse interessato ecco il link con l'intera lista delle banche fallite nel 2010 :