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venerdì 17 settembre 2010

Venerdi 17 lascia il segno anche a piazza affari

Chiusura in calo per la borsa di Milano in questo venerdi 17 settembre. 
Dopo un'apertura esuberante in rialzo di oltre l'1% il nostro indice si è indebolito nel corso della seduta chiudendo a quota 20517 punti in calo dello 0,80%. Anche oggi il nostro listino è stato particolarmente debole soprattutto verso fine seduta quando è apparso un rumors riguardante l'Irlanda nelle sale operative. In particolare ci è vociferato di possibili problemi sui conti irlandesi e di un possibile intervento del fondo monetario internazionale a sostegno del governo irlandese. I mercati non hanno digerito questa indiscrezione anche perchè i Cds a 5 anni irlandesi hanno raggiunto un nuovo record a quota 428 punti base, pari ad una probabilità di default del 29%. Sul fronte macroeconomico non sono arrivati spunti positivi:
Fatturato italiano a luglio in calo del 2,7% dal mese scorso a conferma che la crisi economica non è del tutto superata, anzi. 
Fiducia del Michigan (USA) a quota 66,6 contro aspettative di 70 da parte degli operatori economici.
Indice principale dei prezzi al consumo (Usa) stazionario a (+0,0%) contro il +0,1% del dato precedente. 
In un contesto del genere c'è stato un violento crollo del nostro indice attorno alle 16 ma poi nel finale di seduta si sono limitati i danni riconquistando a fatica i 20500 punti. Da segnalare il crollo di Unicredit ( -2,5%) a 1,923 con volumi altissimi ( 466 Milioni) a seguito della news riguardante la quota di maggioranza dei libici. Infatti sembra che La Libyan Investment Authority (Lia) abbia arrotondato di un ulteriore 0,50% la sua quota, raggiungendo cosi circa il 2,59% nell'azionariato di in Unicredit.
La partecipazione della Lia si aggiunge a quella della Banca centrale libica che direttamente e tramite la Lybian Foreign Bank, controlla il 4,988%.Per il governatore leghista della Regione Veneto Luca Zaia quella libica è una scalata "bella e buona".

Graficamente parlando la situazione per il nostro indice è piuttosto delicata per vari motivi:
-Chiusura settimanale in calo
-Terza chiusura consecutiva in calo
-Chiusura giornaliera vicino ai minimi di seduta e netta inversione di tendenza rispetto all'apertura.
-Resistenze molto importanti attorno ai 21000-21100 punti non superate in più occasioni.
-Debolezza cronica nelle ultime sedute. 
-Netto Aumento della volatilità: Vix + 2% a 22,10.

giovedì 16 settembre 2010

Milano ancora debole, secondo giorno in rosso.

Per il secondo giorno consecutivo la borsa di Milano chiude in calo. Durante tutta la giornata le vendite hanno colpito l'indice italiano, che raramente ha dato segnali di ripresa. A fine seduta il Ftse Mib ha chiuso in ribasso del 0,90% a quota 20684 punti . Da segnalare il netto aumento dei volumi sul nostro derivato: quasi 31.000 contratti per la scadenza  di settembre. L'analisi tecnica ci insegna che i volumi supportano il trend, quindi questo calo odierno deve lasciarci piuttosto allerta per i prossimi giorni. Inoltre la chiusura vicino ai minimi di seduta non è un buon segnale. Questo conferma che il trend di breve periodo è diventato ribassista, quindi attenzione ad aprire nuove posizioni long senza stop loss. 
Domani ricorrono delle scadenze tecniche, quindi lecito attendersi una apertura piuttosto debole per il nostro indice.
Probabile un ritorno in area 20500 punti in caso di nuovi e intensi cali. Al contrario in caso di recuperi le prime resistenze transitano in area 20750 e poi 20800.
Per quanto riguarda i numerosi dati macro della giornata ci sono state delle sorprese positive ma anche negative.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste dei sussidi di disoccupazione sono risultati pari a 450.000 unità contro attese di 460.000 ( leggermente meglio delle attese) e l'indice dei prezzi di produzione è salito dello 0,4% dal mese scorso ( attese di +0,3%). Ancora negativo invece l'indice Fed di Philadelphia a -0,7 (contro attese di 0,0) ma in miglioramento dal -7,7 dello scorso rilevamento. Ricordiamo per chi non lo sapesse che un valore di tale indice al di sotto dello 0 indica recessione. 
Siamo ancora lontani da una vera ripresa ma qualcosa inizia a muoversi e bisogna sottolinearlo.
Piuttosto diversa invece la situazione in Gran Bretagna dove i dati odierni sono risultati piuttosto negativi:
Aspettative sull'Inflazione al 3,4%( peggio delle attese del 3,3%); Vendite al Dettaglio in calo dello 0,5%( contro attese di +0,3%) e Tendenza ordini industriali a quota -17 (contro -12 delle attese)

mercoledì 15 settembre 2010

Milano in rosso, Wall in verde

Giornata all'insegna dell'indecisione per gli indici azionari mondiali. La borsa di Milano ha chiuso la giornata a quota 20862 punti in calo dello 0,62%. Durante il giorno abbiamo assistito a una debolezza cronica del nostro listino che solo nel finale è riuscito a recuperare parte delle perdite. Da un punto di vista grafico è difficile fare valutazioni in quanto le quotazioni stazionano ancora al di sotto di importanti livelli di medio-lungo periodo. Tuttavia si può osservare che c'è una certa indecisione sul mercato e molti titoli rimangono congestionati su livelli di prezzi intermedi. 
Personalmente preferisco stare alla finestra in un mercato del genere, aspettando prima che venga violato qualche livello chiave. A riguardo qualora venisse violato il supporto passante a quota 20700 punti lo scenario tornerebbe negativo ( nel breve termine) con primo target a quota 20500. Al contrario un ritorno al di sopra dei 20900 punti potrebbe preannunciare nuovi allunghi verso 21000 punti. Nei giorni scorsi il listino ha cercato invano di portarsi al di sopra dei 21100-21150 punti, qualora venisse violato tale livello si aprirebbe la strada a nuovi rialzi con target finale di 21400 punti. 

Per quanto riguarda il Dow Jones, l'indice principale della borsa di New York, questa sera ha chiuso in rialzo dello 0,44% a quota 10573 punti, vicino ai massimi di seduta, segno evidente di fiducia sul listino azionario.
Tecnicamente parlando la situazione dell'indice americano è sicuramente positiva con i prezzi che si trovano al di sopra di tutte le medie mobili. Tuttavia sono evidenti i segni di ipercomprato raggiunto dal listino nelle ultime sedute. Per fare un esempio lo stocastico Dayly si trova a quota 95 su 100; insomma è piuttosto probabile una correzione a brevissimo termine. Per quanto riguarda l'SP500 che ha chiuso a quota 1125, il livello chiave da monitorare è quota 1130 punti; violato tale livello si aprirebbe la strada verso i 1150 punti. Tuttavia reputo tale scenario meno probabile rispetto ad una correzione verso i 1110 punti. 

martedì 14 settembre 2010

Nuovo record storico per il debito pubblico italiano

Continuano ad addensarsi nuvoloni neri all'orizzonte per il nostro paese. Quest'oggi è uscito l'ultimo rapporto di Bankitalia sui conti del nostro paese:
Le entrate tributarie nei primi sette mesi del 2010 si sono attestate a quota 210,374 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto ai 217,785 miliardi registrati nello stesso periodo del 2009. Nel solo mese di luglio le entrate, calcolate con il metodo della cassa, sono state pari a 36,225 miliardi (37,905 miliardi a luglio 2009).
Situazione molto critica per quanto riguarda il Debito pubblico Italiano. Secondo i dati di Bankitalia contenuti nel supplemento al Bollettino, lo stock del debito ha raggiunto lo scorso luglio i 1.838,2 miliardi a fronte dei 1.822 miliardi registrati il precedente mese di giugno. A luglio 2009 il debito pubblico ammontava a 1.754,7 miliardi di euro. Stiamo parlando di una crescita del 4,7% del nostro debito pubblico rispetto a luglio 2009 e del 4,3% rispetto a 1.761,229 miliardi di euro con i quali si era chiuso il 2009. 
Negli ultimi mesi sembra che si sia intrapresa una strada molto pericolosa per i conti italiani. Spero che nei prossimi mesi il trend cambi altrimenti c'è il rischio di  trovarsi in una situazione simile a quella della Grecia. 
I numeri sono piuttosto eloquenti:
Debito pubblico a fine 2005 1.512,8 Miliardi di euro
Debito Pubblico a Marzo 2010: 1.797,7 Miliardi di euro
Debito Pubblico a Luglio 2010: 1.838,2 Miliardi di euro
Si tratta di una crescita del debito pubblico del 2,3% nel giro di 4 mesi! 
Se poi guardiamo agli ultimi 5 anni la situazione diventa tragica: 
Da fine 2005 ad oggi il debito pubblico è cresciuto del 21,5%.
Se poi andiamo a fare il confronto su un altro parametro fondamentale come il rapporto Debito/PIL , la situazione peggiora ulteriormente. 
A fine 2007 il Rapporto Debito/ Pil italiano era attorno al 103,4%
A fine 2008 il Rapporto Debito/ Pil italiano saliva al 106,1%
A fine 2009 il Rapporto Debito/ Pil italiano saliva ulteriormente a quota 115,8%.
Secondo i miei calcoli,ipotizzando per il 2010 una crescita del Pil dell'1%, e utilizzando il valore odierno come Debito pubblico a fine del 2010,  si arriva a un clamoroso 119,8% di rapporto Debito/Pil. 
Inutile girarci attorno, la situazione è critica, servono interventi strutturali immediati e tagli alla spesa pubblica. Bisognerà agire al più presto altrimenti i sacrifici in futuro saranno molto costosi per il popolo italiano. 


lunedì 13 settembre 2010

Basilea 3 fa correre le borse

Seduta in crescita per tutti i listini europei, con banche protagoniste dopo l'accordo raggiunto ieri tra le banche centrali dei maggiori paesi industrializzati su Basilea 3 che introduce norme più stingenti sul fronte degli indici di patrimonializzazione degli istituti. Evidentemente, le nuove regole non fanno così paura al mercato. Prevedono infatti maggiori requisiti di capitale ma allo stesso tempo è stato pattuito che l'entrata in vigore a pieno regime sarà nel 2020: un periodo di transizione più lungo rispetto alle attese degli analisti.

Basilea 3 in breve: (Fonte Sole 24 ore) 

L'attuale requisito minimo per il patrimonio complessivo non cambia e resta all'8% in rapporto alle attività ponderate per il rischio, ma le banche che oggi stanziano il 2% come common equity nel regime Basilea 3 dovranno avere il 4,5% di questo capitale di alta qualità; inoltre il Tier one, cioè il requisito del patrimonio di base che include anch'esso altri strumenti di qualità rafforzata, passa dal 4% al 6% (si veda la tabella). 

In secondo luogo secondo quanto è stato stabilito ieri dai banchieri centrali, verrà richiesto alle banche di mantenere un cuscinetto ("buffer") di capitale aggiuntivo sopra i minimi, pari al 2,5%; questo cuscinetto, spiega il comunicato, potrebbe anche aumentare nelle fasi di surriscaldamento del credito. Anche il buffer dovrà essere composto di capitale di elevata qualità . La nuova calibrazione dei requisiti è quindi più severa di quella prevista attualmente. Ma, in considerazione dell'esigenza di non compromettere la ripresa in corso , è prevista molta gradualità, in modo da permettere alle banche di continuare ad assicurare i necessari flussi di credito all'economia.

L'effetto di diluizione nel tempo dell'applicazione delle regole è legato a tre meccansimi: in primo luogo c'è un'entrata in vigore graduale dei minimi e dei buffer per la conservazione del capitale (al 2013 requisiti più bassi, poi innalzamento graduale; introduzione del buffer solo in un secondo tempo); in secondo luogo, le nuove e più severe regole sulle deduzioni dal patrimonio di vigilanza entreranno in vigore progressivamente; infine, gli strumenti di capitale oggi ammessi verranno esclusi a mano a mano e quelli sottoscritti dai governi,come ad esempio i Tremonti bonds, potranno rimanere integralmente per un periodo lungo. Come effetto di questi meccanismi, i nuovi requisiti saranno a regime pienamente solo nel 2020, cioè tra 10 annni e gli strumenti non più computabili nel patrimonio saranno completamente esclusi solo a partire dal 2023. Ci sarà quindi molto tempo per l'aggiustamento da parte delle banche.

Ovviamente la reazione sui mercati azionari è stata positiva e la borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,81% a quota 21001 punti. 

Da un punto di vista tecnico la giornata è stata piuttosto congestionata in quanto il listino non ha avuto la forza di superare la resistenza posta in area 21100-21150 punti. Infatti nella seconda metà della giornata complice una certa indecisione di Wall Street il listino è tornato sul supporto dei 21000 punti dove ha poi terminato la seduta. Personalmente questa indecisione finale mi ha messo in allerta e ho liquidato prudentemente le mie posizioni rialziste. Per domani si aprono due scenari: 1 continuazione del trend rialzista con prime resistenze a 21150 punti e successivamente a 21300 e 21400 punti. 
Secondo scenario , inizio di una correzione tecnica , dovuta agli eccessi di ipercomprato di breve periodo, con primi target a 20800 punti e successivamente 20600 punti. 

Al momento il Dow Jones viaggia in progresso dello 0,45% a quota 10511 punti, ben al di sotto dei massimi di giornata ( 10570). 

domenica 12 settembre 2010

Le Banche americane sono ancora in piena crisi

L'ultimo aggiornamento della FDIC, il Fondo di Garanzia dei depositi americani, ha lanciato nuovamente l'allarme sulla reale situazione bancaria americana. Sebbene nelle ultime 3 settimane sia fallita una sola banca (la Horizon Bank ) , la lista delle istituzioni finanziarie a rischio è salita a quota 849, ( con un patrimonio complessivo di 415 Miliardi di dollari) , in netto aumento dalle 817 del mio ultimo aggiornamento ( del 22 agosto ). 
Questo aumento nel numero delle istituzioni a rischio non è per niente confortante e se si considera lo stato attuale dell'economia americana credo che ci saranno altre sorprese nei prossimi mesi. L'ipotesi di una nuova recessione in Usa nelle ultime settimane è tornata piuttosto insistentemente ma mi auguro che il settore bancario e finanziario riesca a intraprendere le scelte migliori per mettersi al riparo qualora scoppiasse una nuova crisi. 
Al momento le incognite per il futuro dell'economia rimangono piuttosto elevate e credo che si potrà parlare di una vera ripresa (nella migliore delle ipotesi) solo a partire da inizio 2011. 

Vi lascio con il bollettino di guerra del settore bancario americano:
2007:   3 banche fallite
2008:  25 banche fallite
2009:  140 banche fallite
2010 : 119 banche fallite ( fino ad oggi)


Per chi fosse interessato ecco il link con l'intera lista delle banche fallite nel 2010 :

sabato 11 settembre 2010

11 Settembre 2001- Nove anni dopo

Sono passati ben 9 anni dal terribile attentato dell' 11 settembre 2001 al cuore dell'america, New York, al Word Trade Center. Gli attentati furono quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa'ida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America. 
Il racconto di quelle ore drammatiche viene descritto brevemente da queste righe di Wikipedia: 

La mattina dell'11 settembre 2001, 19 affiliati all'organizzazione terroristica di matrice islamica al-Qa'ida dirottarono quattro voli civili commerciali. 
I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell'equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del velivolo. Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime come conseguenza immediata degli attacchi, mentre i dispersi furono 24. La gran parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.

Personalmente il ricordo di quelle ore drammatiche è ancora vivo dentro di me e dedico questo post alla memoria e al ricordo di quelle 2974 vittime degli attentati. 
Sono passati 9 anni da quando il mondo è cambiato, da quando l'america ha scoperto di essere vulnerabile, e da quando tutti noi abbiamo capito quando sia vulnerabile la nostra esistenza. 
Ma l'america e il mondo occidentale ha reagito a questa tragedia ed è andato avanti. Oggi è il giorno del ricordo e della memoria.

giovedì 9 settembre 2010

I dati Usa aiutano le borse: Milano +1,3%

Chiusura positiva per piazza affari oggi: il Ftse ha archiviato la seduta in rialzo del 1,35% a quota 20858 punti. Anche oggi la seduta si era aperta in territorio negativo ma nel corso della giornata il clima è tornato positivo grazie a vari dati macroeconomici.
In particolare c'è da segnalare un dato piuttosto positivo: sussidi di disoccupazione americani scesi a 451 mila unità contro le 478 mila unità del dato precedente. Altra notizia positiva deriva dalla bilancia commerciale americana ( -42,8 B) contro -49,8B della lettura precedente. Entrambi questi dati sono risultati nettamente migliori delle aspettative degli analisti e nel giro di pochi minuti tutti i listini sono saliti violentemente. Nel finale di seduta c'è stato un alleggerimento di alcune posizioni azionarie ma il trend sembra ben impostato al rialzo. 
Per domani qualora le quotazioni dovessero salire ulteriormente, i primi ostacoli transitano in area 20950 punti e successivamente a 21000. In caso di rottura di questo livello si aprirebbero nuove opportunità fino a 21100 e successivamente a 21200. Tuttavia c'è da segnalare un livello di ipercomprato piuttosto intenso nel breve periodo, quindi non è da sottovalutare il rischio di qualche leggera correzione. 
In tal senso i primi target del ribasso potrebbero essere i 20700 punti e successivamente i 20500. 

mercoledì 8 settembre 2010

Milano, che recupero! Ftse Mib + 0,9%



Il denaro c'è ma non si vede: qualcuno vince, qualcuno perde. Il denaro di per sé non si crea né si distrugge. Semplicemente si trasferisce da una intuizione ad un'altra, magicamente. 


( Dal Film Wall Street)

Quest'oggi inizio il mio articolo con questa citazione celebre del film Wall Street, che quasi tutti voi avrete visto in passato. Questa frase ben esprime cosa è diventato il mercato azionario negli ultimi tempi, una vera bolgia, dove solo chi ha le giuste intuizioni riesce a vincere, gli altri perdono. Ebbene oggi abbiamo avuto l'ennesima prova di quanto sia imprevedibile il mondo della Borsa. 
Questa mattina sembrava che dovesse venire giù il mondo, anche graficamente la situazione era piuttosto preoccupante e le borse europee perdevano circa l'1%: le notizie provenienti dai mercati erano piuttosto preoccupanti. Non ultima la notizia sul Pil Greco che nel secondo trimestre  si e' ridotto del 3,7% su base annuale, piu' del previsto secondo l'ufficio centrale di statistica nazionale. Rispetto ai tre mesi precedenti la flessione e' stata dell'1,8%. 
Tuttavia nella seconda metà della seduta c'è stato un recupero molto importante, che ha permesso ai listini di portarsi inizialmente in territorio positivo e poi di allungare a +1%.
Pochi minuti fà il Ftse Mib ha chiuso a quota 20580 punti in rialzo dello 0,90%. Il recupero odierno è molto importante, per 2 aspetti: in primo luogo è stato testato il supporto a 20200 punti e da li le quotazioni sono ripartite violentemente verso l'alto. Secondo punto importante è che graficamente parlando si è cosi formato un Hammer Dayly, ( cioè una candela verde dopo un'apertura in netto ribasso, vedi figura in basso). 

In analisi tecnica questa è la tipica figura di inversione di trend e questo mi lascia piuttosto fiducioso anche per la seduta di domani. 
In caso di nuovi rialzi le prossime resistenze passano in area 20700 punti e successivamente a quota 20800, con possibilità di allungo fino a 21000.  In caso di ribassi i primi supporti passano invece a 20500 e a 20400 punti, e poi nuovamente a 20200. 

Fastweb +34%, si va verso il delisting!

L’azionista di maggioranza del gruppo che fu fondato da Silvio Scaglia e Francesco Micheli, l’elvetica Swisscom, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto per le quote di minoranza. 
Il consiglio d’amministrazione del colosso svizzero, titolare attualmente dell'82,082% delle azioni di Fastweb, ha deciso di sottoporre ai rimanenti azionisti un'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto la totalità delle azioni Fastweb, rappresentative del 17,918% del capitale, a un prezzo di 18 euro per azione. Rispetto ai prezzi precedenti l’annuncio il prezzo offerto incorpora un premio di 4,63 euro, ossia del 34,6%. L'offerta pubblica di acquisto sarà subordinata al raggiungimento di una soglia di almeno il 95% del capitale di Fastweb e partirà non appena la Consob procederà con la sua approvazione.
Swisscom mette così sul piatto fino ad un massimo di 256 milioni di euro, che arriveranno da fondi propri oppure da linee di credito attualmente disponibili. Il gruppo ha anche indicato che “sarà comunque in grado di corrispondere nel 2011 un dividendo di ammontare almeno equivalente a quello pagato l'anno precedente” e che “manterrà le disponibilità finanziarie necessarie ad altre eventuali operazioni”.
La finalità del gruppo elvetico è quella di rilevare tutte le quote di minoranza di Fastweb e ottenere 
la revoca del titolo da Piazza Affari. Nella nota emessa dalla stessa Swisscom, la società svizzera indica che “considerando il dinamico andamento del mercato italiano l’operazione garantirà maggiore flessibilità sul piano sia strategico sia operativo”.
La reazione del titolo a questa notizia è stata scoppiettante: a piazza affari il titolo Fastweb sale del 33,4% a quota 17,92 euro ad azione, dopo aver toccato anche i 18,07 euro ad azione.  ( un 'ottima notizia per gli azionisti di minoranza di Fastweb). A beneficiare di questa notizia anche Tiscali che sale del 5% a 0,11 centesimi ad azione. Il mercato valuta la possibilità di una possibile opa anche su Tiscali nei prossimi mesi. ( Il titolo è stato fortemente penalizzato in borsa negli ultimi mesi e potrebbe rappresentare una buona occasione per qualche altra società). 

martedì 7 settembre 2010

Gli stress test affondano i listini azionari

Gli stress test condotti su 91 banche europee hanno «minimizzato» i rischi di esposizione al debito sovrano: è quanto sostiene il Wall Street Journal. «Alcune banche hanno escluso certi titoli di Stato e molte hanno ridotto le somme riportate per tenere conto delle posizioni short ("corte") del loro portafoglio - fatti che né le autorità né la maggior parte delle banche hanno rivelato quando i risultati dei test sono stati pubblicati a fine luglio», afferma il quotidiano. «A causa della natura limitata delle notifiche fatte dalla maggior parte delle banche, è impossibile stimare il numero degli istituti che hanno escluso dai dati pubblicati porzioni del loro portafoglio di titoli di Stato, o valutare quale sia l'impatto complessivo della pratica».«L'esposizione al debito sovrano è stata ridotta di un ammontare significativo almeno per alcune banche, come Barclays e Crédit Agricole», scrive il Wsj, citando fonti di settore. 
I risultati degli stress test, che hanno bocciato solo sette banche, « inizialmente hanno alleviato i mercati». Ma«i timori si sono riaccesi», dato che paesi pesantemente indebitati come Grecia e Irlanda continuano a essere in difficoltà. Tra le avvisaglie, il Wsj cita il fatto che il costo per assicurare molti bond bancari e governativi contro il rischio di default è di nuovo balzato ai livelli di prima degli stress test in paesi come Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia.
Personalmente a luglio ero in vacanza e non avevo avuto occasione di documentarmi sufficientemente su questi famosi stress test. Tuttavia  rimasi piuttosto colpito dalla notizia che gli stress test erano andati alla grande per quasi tutte le banche europee nonostante i gravi problemi che affliggevano e ancora affliggono i bilanci dei vari paesi europei. A questo punto mi vien da pensare che il tutto sia stato organizzato a dovere in quel periodo per far riprendere i mercati azionari che rischiavano un nuovo e violento crollo, anche per questioni tecniche. Il grafico sottostante mostra che attorno al 10 di luglio il nostro listino viaggiava pericolosamente attorno ai 19000 punti. Nel giro di pochi giorni senza notizie macroeconomiche particolari il nostro indice era riuscito a guadagnare quasi il 10% raggiungendo nuovamente i 21000 punti sfruttando la notizia di questi famosi "stress test". Ipoteticamente parlando movimentare i mercati nei mesi estivi è sicuramente più facile visto gli scambi ridotti, e chissà cosa è successo realmente. Comunque sia nel bene o nel male  oggi il mercato se ne è accorto e le borse europee sono tornate a scendere in maniera piuttosto intensa.

Il nostro Ftse Mib ha chiuso in calo dell'1,28% a quota 20395 punti, in recupero dai minimi di giornata di 20258 punti. 
Graficamente parlando la situazione del nostro indice si è complicata notevolmente quest'oggi, in quanto sono saltati vari supporti piuttosto importanti. A questo punto l'up-trend che era partito la scorsa settimana rischia di essere messo in discussione. Sarà fondamentale monitorare la situazione nei prossimi giorni. Qualora venissero violati gli ultimi supporti passanti a 20250-20200 è probabile un ulteriore affondo verso i 20000 punti dove dovrebbero arrestarsi le vendite. In caso di rialzi, al contrario, i primi ostacoli transitano in area 20500 e successivamente a 20650 punti. Soltanto il superamento dei 20800 punti darebbe nuova linfa ai rialzisti con target intermedi di 21000punti e successivamente anche di 21300 punti. 

lunedì 6 settembre 2010

Una giornata di riposo per Milano

L'immagine qui a fianco ben rappresenta la seduta odierna di piazza affari. A causa della chiusura di Wall Street le borse europee hanno sonnecchiato per tutto il giorno senza mai voler prendere una direzione ben precisa. Alla fine l'indice Ftse mib ha chiuso la seduta in leggero rialzo (+0,10%) a quota 20660 punti. In un clima del genere le contrattazioni sono state estremamente ridotte e le oscillazioni dei titoli sono state molto ridotte. Insomma la tipica giornata da Scalping , mentre gran parte degli investitori tradizionali si è occupato di altro. Da domani però la musica cambierà, e di molto e mi aspetto movimenti piuttosto importanti sia al rialzo che al ribasso. 
Per quanto riguarda il nostro indice la prima resistenza da passare è quella dei 20750-20800 punti con target intermedio di 21000 punti. Da segnalare che alcuni titoli potrebbero trovare non pochi ostacoli a superare determinati livelli. ( Per fare un esempio unicredit potrebbe bloccarsi attorno ai 2 euro ad azione; in caso di superamento di tale livello potrebbe partire un nuovo impulso rialzista con successivo target di 2,05 ed anche 2,10). Vedremo cosa accadrà.

venerdì 3 settembre 2010

Settimana di recupero a piazza affari.

Tori ruggenti: questo sarebbe il titolo ideale per il comparto azionario negli ultimi giorni. Infatti a partire dall'ultimo giorno di agosto il nostro listino azionario ha messo a segno un rialzo dietro l'altro. Pensate in soli 4 giorni siamo passati da 19375 punti ( minimo del 31 agosto) ai 20640 della chiusura odierna ( un recupero del 6,5%). A dare la spinta al listino italiano nella giornata odierna ci ha pensato il dato sulla disoccupazione americana ( uscito al 9,6%, come nelle attese degli analisti), e sopratutto il dato sulla variazione occupazionale non agricola ( perdita di 54 mila posti di lavoro ) uscito nettamente meglio delle attese che si aspettavano un calo di 118 mila posti.  
Nel giro di pochi minuti tutti i listini europei sono saliti alle stelle, sfondando di slancio molte medie mobili di medio periodo. 
Nell'ultima ora di contrattazioni è scattata qualche presa di beneficio, a causa degli elevati livelli di iper-comprato raggiunti sul breve periodo. La chiusura di settimana è largamente positiva e sembra che il trend sia tornato positivo in questi ultimi giorni. 
A conferma di questo tutte le medie mobili di breve e medio periodo sono state violate al rialzo, preannunciando così ulteriori rialzi. Da segnalare tuttavia che i prezzi si muovono ancora al di sotto della media mobile a 200 giorni ( che transita attorno ai 21400 punti). Per la prossima settimana le prime resistenze passano attorno ai 20800 punti e successivamente a 21000 punti. (Qualora venisse rotto questo livello è probabile un ritorno sui massimi di luglio attorno ai 21400 punti (dove mi aspetto un significativo ritorno delle vendite).  Al contrario in caso di ulteriori prese di beneficio i primi supporti transitano in area 20600 e 20400 punti. 

mercoledì 1 settembre 2010

Wall street spicca il volo ! Dow Jones + 2,5%, Nasdaq e Sp500 +3%

Giornata stellare per la borsa americana in questo primo giorno di settembre. Il Dow Jones ha guadagnato il 2.53% a quota 10268.41, il Nasdaq il 2.97% a quota  2176.84, mentre l'S&P 500 è cresciuto del 2.94% a 1080.19 punti.
Quella odierna è stata la migliore seduta dal 7 luglio, segno che qualcosa è cambiato nell'aria. 
La chiusura sui massimi di seduta, sopra i 1080 punti per l'SP500 è sicuramente un segnale di forza rispetto alla debolezza delle ultime sedute. 
Il grafico sottostante mostra l'andamento del Dow Jones negli ultimi 6 mesi. La chiusura odierna si trova in prossimità della media mobile a 56 giorni, da sempre considerato un indicatore piuttosto importante del trend di medio periodo (e come dimostra il grafico, raramente sbaglia). L'eventuale allungo sopra tale media darebbe il via a nuovi acquisti, con target intermedio di 10400 punti per il Dow Jones e successivamente anche 10500 punti ( dove transita la media a 200 giorni). 

Settembre si apre alla grande: Milano + 3,22%

Sulla scia di alcuni dati Usa migliori delle attese le borse europee sono rimbalzate con violenza nella giornata odierna. A dare il là agli acquisti, in particolare, ci ha pensato l'indice Ism manifatturiero del mese di agosto, inaspettatamente salito a quota 56,3 punti dal 55,5 del mese di luglio e nettamente meglio delle attese di 53 punti. Il rimbalzo era nell'aria da giorni, ma oggi è stato un vero successo per i trader che hanno puntato al rialzo.

Il nostro Ftse Mib a fine seduta ha archiviato un rialzo del 3,22% a quota 20369 punti. In mattinata molti titoli erano partiti male e durante la prima ora l'indice milanese segnava un calo vicino al mezzo punto percentuale. Successivamente c'è stato un pronto recupero e nel corso della giornata è partito un vero Rally azionario che si è concluso sui massimi di seduta. Il segnale è molto importante e proietta l'indice attorno alle resistenze di 20400 e 20500 punti per domani. Ipotizzabile un ulteriore allungo verso i 21000 punti nei prossimi giorni se il trend dovesse proseguire con questa intensità. Tuttavia un rimbalzo così violento porta gli oscillatori di breve in zone alquanto pericolose, e  quindi è sempre possibile qualche piccola correzione. Prudentemente ho chiuso la mia operazione su Generali, in chiusura di seduta, in profitto del 3,7% per non rischiare troppo. (  operazioni condivise 3).