Visualizzazioni totali

sabato 11 settembre 2010

11 Settembre 2001- Nove anni dopo

Sono passati ben 9 anni dal terribile attentato dell' 11 settembre 2001 al cuore dell'america, New York, al Word Trade Center. Gli attentati furono quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa'ida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America
Il racconto di quelle ore drammatiche viene descritto brevemente da queste righe di Wikipedia: 

La mattina dell'11 settembre 2001, 19 affiliati all'organizzazione terroristica di matrice islamica al-Qa'ida dirottarono quattro voli civili commerciali. 
I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell'equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del velivolo. Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime come conseguenza immediata degli attacchi, mentre i dispersi furono 24. La gran parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.

Personalmente il ricordo di quelle ore drammatiche è ancora vivo dentro di me e dedico questo post alla memoria e al ricordo di quelle 2974 vittime degli attentati. 
Sono passati 9 anni da quando il mondo è cambiato, da quando l'america ha scoperto di essere vulnerabile, e da quando tutti noi abbiamo capito quando sia vulnerabile la nostra esistenza. 
Ma l'america e il mondo occidentale ha reagito a questa tragedia ed è andato avanti. Oggi è il giorno del ricordo e della memoria.

giovedì 9 settembre 2010

I dati Usa aiutano le borse: Milano +1,3%

Chiusura positiva per piazza affari oggi: il Ftse ha archiviato la seduta in rialzo del 1,35% a quota 20858 punti. Anche oggi la seduta si era aperta in territorio negativo ma nel corso della giornata il clima è tornato positivo grazie a vari dati macroeconomici.
In particolare c'è da segnalare un dato piuttosto positivo: sussidi di disoccupazione americani scesi a 451 mila unità contro le 478 mila unità del dato precedente. Altra notizia positiva deriva dalla bilancia commerciale americana ( -42,8 B) contro -49,8B della lettura precedente. Entrambi questi dati sono risultati nettamente migliori delle aspettative degli analisti e nel giro di pochi minuti tutti i listini sono saliti violentemente. Nel finale di seduta c'è stato un alleggerimento di alcune posizioni azionarie ma il trend sembra ben impostato al rialzo. 
Per domani qualora le quotazioni dovessero salire ulteriormente, i primi ostacoli transitano in area 20950 punti e successivamente a 21000. In caso di rottura di questo livello si aprirebbero nuove opportunità fino a 21100 e successivamente a 21200. Tuttavia c'è da segnalare un livello di ipercomprato piuttosto intenso nel breve periodo, quindi non è da sottovalutare il rischio di qualche leggera correzione. 
In tal senso i primi target del ribasso potrebbero essere i 20700 punti e successivamente i 20500. 

mercoledì 8 settembre 2010

Milano, che recupero! Ftse Mib + 0,9%



Il denaro c'è ma non si vede: qualcuno vince, qualcuno perde. Il denaro di per sé non si crea né si distrugge. Semplicemente si trasferisce da una intuizione ad un'altra, magicamente. 


( Dal Film Wall Street)

Quest'oggi inizio il mio articolo con questa citazione celebre del film Wall Street, che quasi tutti voi avrete visto in passato. Questa frase ben esprime cosa è diventato il mercato azionario negli ultimi tempi, una vera bolgia, dove solo chi ha le giuste intuizioni riesce a vincere, gli altri perdono. Ebbene oggi abbiamo avuto l'ennesima prova di quanto sia imprevedibile il mondo della Borsa. 
Questa mattina sembrava che dovesse venire giù il mondo, anche graficamente la situazione era piuttosto preoccupante e le borse europee perdevano circa l'1%: le notizie provenienti dai mercati erano piuttosto preoccupanti. Non ultima la notizia sul Pil Greco che nel secondo trimestre  si e' ridotto del 3,7% su base annuale, piu' del previsto secondo l'ufficio centrale di statistica nazionale. Rispetto ai tre mesi precedenti la flessione e' stata dell'1,8%. 
Tuttavia nella seconda metà della seduta c'è stato un recupero molto importante, che ha permesso ai listini di portarsi inizialmente in territorio positivo e poi di allungare a +1%.
Pochi minuti fà il Ftse Mib ha chiuso a quota 20580 punti in rialzo dello 0,90%. Il recupero odierno è molto importante, per 2 aspetti: in primo luogo è stato testato il supporto a 20200 punti e da li le quotazioni sono ripartite violentemente verso l'alto. Secondo punto importante è che graficamente parlando si è cosi formato un Hammer Dayly, ( cioè una candela verde dopo un'apertura in netto ribasso, vedi figura in basso). 

In analisi tecnica questa è la tipica figura di inversione di trend e questo mi lascia piuttosto fiducioso anche per la seduta di domani. 
In caso di nuovi rialzi le prossime resistenze passano in area 20700 punti e successivamente a quota 20800, con possibilità di allungo fino a 21000.  In caso di ribassi i primi supporti passano invece a 20500 e a 20400 punti, e poi nuovamente a 20200. 

Fastweb +34%, si va verso il delisting!

L’azionista di maggioranza del gruppo che fu fondato da Silvio Scaglia e Francesco Micheli, l’elvetica Swisscom, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto per le quote di minoranza. 
Il consiglio d’amministrazione del colosso svizzero, titolare attualmente dell'82,082% delle azioni di Fastweb, ha deciso di sottoporre ai rimanenti azionisti un'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto la totalità delle azioni Fastweb, rappresentative del 17,918% del capitale, a un prezzo di 18 euro per azione. Rispetto ai prezzi precedenti l’annuncio il prezzo offerto incorpora un premio di 4,63 euro, ossia del 34,6%. L'offerta pubblica di acquisto sarà subordinata al raggiungimento di una soglia di almeno il 95% del capitale di Fastweb e partirà non appena la Consob procederà con la sua approvazione.
Swisscom mette così sul piatto fino ad un massimo di 256 milioni di euro, che arriveranno da fondi propri oppure da linee di credito attualmente disponibili. Il gruppo ha anche indicato che “sarà comunque in grado di corrispondere nel 2011 un dividendo di ammontare almeno equivalente a quello pagato l'anno precedente” e che “manterrà le disponibilità finanziarie necessarie ad altre eventuali operazioni”.
La finalità del gruppo elvetico è quella di rilevare tutte le quote di minoranza di Fastweb e ottenere 
la revoca del titolo da Piazza Affari. Nella nota emessa dalla stessa Swisscom, la società svizzera indica che “considerando il dinamico andamento del mercato italiano l’operazione garantirà maggiore flessibilità sul piano sia strategico sia operativo”.
La reazione del titolo a questa notizia è stata scoppiettante: a piazza affari il titolo Fastweb sale del 33,4% a quota 17,92 euro ad azione, dopo aver toccato anche i 18,07 euro ad azione.  ( un 'ottima notizia per gli azionisti di minoranza di Fastweb). A beneficiare di questa notizia anche Tiscali che sale del 5% a 0,11 centesimi ad azione. Il mercato valuta la possibilità di una possibile opa anche su Tiscali nei prossimi mesi. ( Il titolo è stato fortemente penalizzato in borsa negli ultimi mesi e potrebbe rappresentare una buona occasione per qualche altra società). 

martedì 7 settembre 2010

Gli stress test affondano i listini azionari

Gli stress test condotti su 91 banche europee hanno «minimizzato» i rischi di esposizione al debito sovrano: è quanto sostiene il Wall Street Journal. «Alcune banche hanno escluso certi titoli di Stato e molte hanno ridotto le somme riportate per tenere conto delle posizioni short ("corte") del loro portafoglio - fatti che né le autorità né la maggior parte delle banche hanno rivelato quando i risultati dei test sono stati pubblicati a fine luglio», afferma il quotidiano. «A causa della natura limitata delle notifiche fatte dalla maggior parte delle banche, è impossibile stimare il numero degli istituti che hanno escluso dai dati pubblicati porzioni del loro portafoglio di titoli di Stato, o valutare quale sia l'impatto complessivo della pratica».«L'esposizione al debito sovrano è stata ridotta di un ammontare significativo almeno per alcune banche, come Barclays e Crédit Agricole», scrive il Wsj, citando fonti di settore. 
I risultati degli stress test, che hanno bocciato solo sette banche, « inizialmente hanno alleviato i mercati». Ma«i timori si sono riaccesi», dato che paesi pesantemente indebitati come Grecia e Irlanda continuano a essere in difficoltà. Tra le avvisaglie, il Wsj cita il fatto che il costo per assicurare molti bond bancari e governativi contro il rischio di default è di nuovo balzato ai livelli di prima degli stress test in paesi come Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia.
Personalmente a luglio ero in vacanza e non avevo avuto occasione di documentarmi sufficientemente su questi famosi stress test. Tuttavia  rimasi piuttosto colpito dalla notizia che gli stress test erano andati alla grande per quasi tutte le banche europee nonostante i gravi problemi che affliggevano e ancora affliggono i bilanci dei vari paesi europei. A questo punto mi vien da pensare che il tutto sia stato organizzato a dovere in quel periodo per far riprendere i mercati azionari che rischiavano un nuovo e violento crollo, anche per questioni tecniche. Il grafico sottostante mostra che attorno al 10 di luglio il nostro listino viaggiava pericolosamente attorno ai 19000 punti. Nel giro di pochi giorni senza notizie macroeconomiche particolari il nostro indice era riuscito a guadagnare quasi il 10% raggiungendo nuovamente i 21000 punti sfruttando la notizia di questi famosi "stress test". Ipoteticamente parlando movimentare i mercati nei mesi estivi è sicuramente più facile visto gli scambi ridotti, e chissà cosa è successo realmente. Comunque sia nel bene o nel male  oggi il mercato se ne è accorto e le borse europee sono tornate a scendere in maniera piuttosto intensa.

Il nostro Ftse Mib ha chiuso in calo dell'1,28% a quota 20395 punti, in recupero dai minimi di giornata di 20258 punti. 
Graficamente parlando la situazione del nostro indice si è complicata notevolmente quest'oggi, in quanto sono saltati vari supporti piuttosto importanti. A questo punto l'up-trend che era partito la scorsa settimana rischia di essere messo in discussione. Sarà fondamentale monitorare la situazione nei prossimi giorni. Qualora venissero violati gli ultimi supporti passanti a 20250-20200 è probabile un ulteriore affondo verso i 20000 punti dove dovrebbero arrestarsi le vendite. In caso di rialzi, al contrario, i primi ostacoli transitano in area 20500 e successivamente a 20650 punti. Soltanto il superamento dei 20800 punti darebbe nuova linfa ai rialzisti con target intermedi di 21000punti e successivamente anche di 21300 punti. 

lunedì 6 settembre 2010

Una giornata di riposo per Milano

L'immagine qui a fianco ben rappresenta la seduta odierna di piazza affari. A causa della chiusura di Wall Street le borse europee hanno sonnecchiato per tutto il giorno senza mai voler prendere una direzione ben precisa. Alla fine l'indice Ftse mib ha chiuso la seduta in leggero rialzo (+0,10%) a quota 20660 punti. In un clima del genere le contrattazioni sono state estremamente ridotte e le oscillazioni dei titoli sono state molto ridotte. Insomma la tipica giornata da Scalping , mentre gran parte degli investitori tradizionali si è occupato di altro. Da domani però la musica cambierà, e di molto e mi aspetto movimenti piuttosto importanti sia al rialzo che al ribasso. 
Per quanto riguarda il nostro indice la prima resistenza da passare è quella dei 20750-20800 punti con target intermedio di 21000 punti. Da segnalare che alcuni titoli potrebbero trovare non pochi ostacoli a superare determinati livelli. ( Per fare un esempio unicredit potrebbe bloccarsi attorno ai 2 euro ad azione; in caso di superamento di tale livello potrebbe partire un nuovo impulso rialzista con successivo target di 2,05 ed anche 2,10). Vedremo cosa accadrà.

venerdì 3 settembre 2010

Settimana di recupero a piazza affari.

Tori ruggenti: questo sarebbe il titolo ideale per il comparto azionario negli ultimi giorni. Infatti a partire dall'ultimo giorno di agosto il nostro listino azionario ha messo a segno un rialzo dietro l'altro. Pensate in soli 4 giorni siamo passati da 19375 punti ( minimo del 31 agosto) ai 20640 della chiusura odierna ( un recupero del 6,5%). A dare la spinta al listino italiano nella giornata odierna ci ha pensato il dato sulla disoccupazione americana ( uscito al 9,6%, come nelle attese degli analisti), e sopratutto il dato sulla variazione occupazionale non agricola ( perdita di 54 mila posti di lavoro ) uscito nettamente meglio delle attese che si aspettavano un calo di 118 mila posti.  
Nel giro di pochi minuti tutti i listini europei sono saliti alle stelle, sfondando di slancio molte medie mobili di medio periodo. 
Nell'ultima ora di contrattazioni è scattata qualche presa di beneficio, a causa degli elevati livelli di iper-comprato raggiunti sul breve periodo. La chiusura di settimana è largamente positiva e sembra che il trend sia tornato positivo in questi ultimi giorni. 
A conferma di questo tutte le medie mobili di breve e medio periodo sono state violate al rialzo, preannunciando così ulteriori rialzi. Da segnalare tuttavia che i prezzi si muovono ancora al di sotto della media mobile a 200 giorni ( che transita attorno ai 21400 punti). Per la prossima settimana le prime resistenze passano attorno ai 20800 punti e successivamente a 21000 punti. (Qualora venisse rotto questo livello è probabile un ritorno sui massimi di luglio attorno ai 21400 punti (dove mi aspetto un significativo ritorno delle vendite).  Al contrario in caso di ulteriori prese di beneficio i primi supporti transitano in area 20600 e 20400 punti. 

mercoledì 1 settembre 2010

Wall street spicca il volo ! Dow Jones + 2,5%, Nasdaq e Sp500 +3%

Giornata stellare per la borsa americana in questo primo giorno di settembre. Il Dow Jones ha guadagnato il 2.53% a quota 10268.41, il Nasdaq il 2.97% a quota  2176.84, mentre l'S&P 500 è cresciuto del 2.94% a 1080.19 punti.
Quella odierna è stata la migliore seduta dal 7 luglio, segno che qualcosa è cambiato nell'aria. 
La chiusura sui massimi di seduta, sopra i 1080 punti per l'SP500 è sicuramente un segnale di forza rispetto alla debolezza delle ultime sedute. 
Il grafico sottostante mostra l'andamento del Dow Jones negli ultimi 6 mesi. La chiusura odierna si trova in prossimità della media mobile a 56 giorni, da sempre considerato un indicatore piuttosto importante del trend di medio periodo (e come dimostra il grafico, raramente sbaglia). L'eventuale allungo sopra tale media darebbe il via a nuovi acquisti, con target intermedio di 10400 punti per il Dow Jones e successivamente anche 10500 punti ( dove transita la media a 200 giorni). 

Settembre si apre alla grande: Milano + 3,22%

Sulla scia di alcuni dati Usa migliori delle attese le borse europee sono rimbalzate con violenza nella giornata odierna. A dare il là agli acquisti, in particolare, ci ha pensato l'indice Ism manifatturiero del mese di agosto, inaspettatamente salito a quota 56,3 punti dal 55,5 del mese di luglio e nettamente meglio delle attese di 53 punti. Il rimbalzo era nell'aria da giorni, ma oggi è stato un vero successo per i trader che hanno puntato al rialzo.

Il nostro Ftse Mib a fine seduta ha archiviato un rialzo del 3,22% a quota 20369 punti. In mattinata molti titoli erano partiti male e durante la prima ora l'indice milanese segnava un calo vicino al mezzo punto percentuale. Successivamente c'è stato un pronto recupero e nel corso della giornata è partito un vero Rally azionario che si è concluso sui massimi di seduta. Il segnale è molto importante e proietta l'indice attorno alle resistenze di 20400 e 20500 punti per domani. Ipotizzabile un ulteriore allungo verso i 21000 punti nei prossimi giorni se il trend dovesse proseguire con questa intensità. Tuttavia un rimbalzo così violento porta gli oscillatori di breve in zone alquanto pericolose, e  quindi è sempre possibile qualche piccola correzione. Prudentemente ho chiuso la mia operazione su Generali, in chiusura di seduta, in profitto del 3,7% per non rischiare troppo. (  operazioni condivise 3). 

martedì 31 agosto 2010

Milano chiude in rialzo trascinata da Wall Street

Nell'ultimo giorno di agosto l'indice principale Ftse Mib della borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,18% a quota 19734 punti. La giornata si era aperta in maniera piuttosto negativa per Piazza Affari, con ribassi diffusi su tutto il listino. Nella seconda metà della giornata le borse europee sono riuscite a recuperare le perdite e nel finale sono passate in territorio positivo grazie al recupero degli indici americani. 

La chiusura vicino ai massimi di seduta è un buon segnale anche per la giornata di domani. Da segnalare la tenuta del supporto dei 19400 punti, livello chiave che avevo già segnalato nell'articolo di ieri e il recupero di oltre 1,5% dai minimi di giornata. Tuttavia per poter parlare di rialzi nei prossimi giorni sarà importantissimo superare 2 resistenze molto importanti : la prima a 19800 punti, già testata oggi senza successo, e la seconda in area 19950-20.000. Superati questi ostacoli è lecito attendersi un bel rally azionario fino a 20.200punti e successivamente fino a 20.400 ed eventualmente fino a 20.500-20.600.

I dati Macro odierni sono riusciti a ribaltare la situazione grafica del Dow Jones:  In particolare nel mese di agosto la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e' salita a 53.5 da 51 del mese precedente (dato rivisto da 50.4). Si tratta del primo rialzo dopo due mesi consecutivi di cali. Il dato si e’ rivelato migliore delle attese. Il consensus degli economisti prevedeva infatti in media un valore di 50 punti. In giugno il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta’ statunitensi, ha registrato un incremento del 4.23%. Rivisto il dato di maggio: l'aumento comunicato del 4.61% e' stato in realta' del 4.64% (il maggiore da settembre 2006). Il progresso del 4.23% e' superiore a quello previsto dagli analisti (+3.1%).

lunedì 30 agosto 2010

Wall torna a quota 10.000 punti

Il paniere delle blue chip Dow Jones  ha ceduto l'1.39% a quota 10009.95, il Nasdaq l'1.56% in area 2119.97, mentre l'S&P 500 l'1.47% a 1048.91 punti. Tra i settori, presi particolarmente di mira finanziari, titoli di societa' al consumo discrezionali e industriali. La situazione torna di nuovo difficile per la piazza americana dopo il violento rimbalzo di venerdì. 
La chiusura sui minimi di seduta è un segnale piuttosto preoccupante, ma contemporaneamente c'è da segnalare la tenuta del supporto dei 10000 punti ( almeno per ora). Per domani sarà importante la tenuta di questo livello altrimenti è possibile un rapido ritorno attorno ai 9960 punti e successivamente a 9920 punti. Prestare particolarmente attenzione domani in quanto sarà l'ultima seduta di agosto ed i listini, in genere, tendono a prendere direzioni piuttosto violente per rafforzare le analisi tecniche mensili. 
Attenzione anche all'aumento della volatilità, VIX a 26,87 (+ 9,9% rispetto a venerdì). 

Passo falso per Piazza affari..Ftse Mib -0,59%

Giornata piuttosto strana quella di oggi a Piazza Affari. In un clima festivo e con scambi ridotti, l'indice principale Ftse Mib ha archiviato la seduta in calo dello 0,59% a quota 19699 punti vicino ai minimi di seduta. Graficamente la giornata odierna rischia di essere un passo falso per la nostra borsa. Questo calo odierno infatti va a spegnere momentaneamente il recupero violento delle quotazioni dello scorso fine settimana. A questo punto si aprono due scenari per i prossimi giorni. 
1 Nuovo crollo azionario con rapido ritorno sui minimi della scorsa settimana  attorno ai 19400 punti e successivamente anche a 19200 e 19000 punti. 
2 Il calo odierno non deve preoccupare poichè si tratta di una fase di transizione prima di un pronto recupero azionario. In tale scenario i primi target sarebbero 19900 punti e successivamente 20000 punti ed eventualmente anche 20200. 
Guardando il grafico sottostante è evidente che il trend sia di lungo periodo( media mobile a 200 giorni), che quello di medio periodo ( media mobile a 56 giorni) rimane negativo e questo lascia qualche possibilità in più per il primo scenario. Vedremo se i dati macro dei prossimi giorni riusciranno a far cambiare il sentiment attuale degli investitori. 

sabato 28 agosto 2010

Wall Street riparte a tutto gas!

Chiusura in grande spolvero per la borsa americana ieri sera. L'indice Dow Jones ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,65% a quota 10151 punti. La chiusura sui massimi di seduta è un segnale positivo che lascia delle buone speranze anche per la seduta di lunedì. Da un punto di vista grafico il rimbalzo partito dai minimi di ieri a quota 9936 punti è molto significativo e potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo rally azionario per gli indici americani. Oltretutto anche l'Rsi segnala che i prezzi si trovano ancora in una fase di ipervenduto ed è possibile un buon recupero la prossima settimana. Il grafico sottostante mostra che l'ultima volta in cui l'Rsi si trovava nella zona blu (a inizio luglio), c'è stato un violento recupero del listino americano nei giorni successivi. Per lunedì i livelli chiave da monitorare saranno i 10200 punti e successivamente i 10300 ( dove transita anche la media mobile a 56 giorni). 

venerdì 27 agosto 2010

Bernanke spaventa ma le borse poi recuperano

L'indice di Fiducia del Michigan è risultato a quota 68,90 leggermente peggio delle attese di 69,40. Tuttavia il tema dominante della giornata è stato il discorso di Ben Bernanke , presidente della Fed:
La Fed farà tutto il possibile per assicurare la ripresa economica: il Fomc  è pronto a fare di più se sarà necessario. 
Bernanke ha spiegato che la ripresa negli Usa di recente è stata «meno vigorosa di quanto ci aspettassimo» ma ci sono le «precondizioni» per un'accelerazione nel 2011 anche se nel secondo semestre dell'anno è possibile un rallentamento rispetto al primo. La Fed ha comunque gli strumenti necessari per sostenere la crescita e combattere la disinflazione - ha aggiunto Bernanke - che al momento come al momento ci sono bassi rischi per «un'indesiderabile inflazione o disinflazione». L'economia statunitense ha rallentato più del previsto e il suo rilancio è «lungi dall'essere raggiunto» ha spiegato ancora il presidente della Federal Reserve al convegno annuale della Banca centrale Usa che si sta tenendo a Jackson Hole, nel Wyoming.
Il mercato del lavoro Usa è più debole rispetto alle attese ha detto ancora Bernanke. La maggiore preoccupazione - ha spiegato il presidente della Fed- è l'elevato tasso di disoccupazione e questo perchè «un'alta disoccupazione non solo ha costi pesanti per chi non ha lavoro e per le loro famiglie, ma pone anche rischi alla sostenibilità della ripresa con i suoi effetti sui redditi delle famiglie e sulla fiducia».
La reazione delle borse nell'immediato è stata molto violenta e negativa. Tuttavia nel giro di pochi minuti, l'indice americano Dow Jones è andato a testare dei livelli chiave a quota 9920 punti e da lì ha dato avvio ad un portentoso recupero. Anche la borsa di Milano è riuscita in questa impresa ed è passata in territorio positivo da -1,4% subito dopo il commento di Bernanke. Il Finale di seduta è stato spumeggiante e il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,42% a quota 19812 punti, sopra l'importante resistenza dei 19800 punti. La chiusura vicino ai massimi di seduta è un buon segnale anche per lunedì mattina. 
Da segnalare l'aumento dei volumi sul nostro future e il violento recupero dell'ultima ora che potrebbe segnalare una inversione di breve già avviata ieri. 
Ricordiamo che quella di oggi è già la seconda seduta consecutiva chiusa in rialzo.
Al momento l'indice americano Dow Jones guadagna oltre l'1% , vedremo se avrà la forza per un ulteriore allungo nel finale di seduta. 

Pil Americano secondo semestre a +1,6%

Il Pil Americano nel secondo semestre del 2010 ha segnato un rialzo dell'1,6%.
Il dato è migliore delle attese degli analisti che si aspettavano una crescita dell'1,4% del Pil nel secondo semestre. Il dato mostra tuttavia un deciso rallentamento della crescita economica negli ultimi mesi: il dato precedente segnalava infatti una crescita del 2,4%. Il grafico mostra l'andamento del Pil americano negli ultimi 2 anni. 

La prima reazione al dato dei mercati azionari sembra essere incoraggiante. Ora la borsa di Milano cresce dello 0,8%. La tensione tuttavia rimane elevata in attesa dei dati sulla fiducia dei consumatori americani ( ore 15 e 55) e del discorso del presidente della Fed Bernanke. 

mercoledì 25 agosto 2010

Wall recupera e chiude in positivo

Chiusura in rialzo per la borsa americana questa sera. Dopo un'intera seduta passata in territorio negativo, nel finale il toro è tornato in scena a New York e il Dow Jones è riuscito a chiudere in lieve progresso a + 0,18% a quota 10058 punti. Graficamente parlando il recupero odierno è un bel segnale e la chiusura al di sopra dei 10000 punti nonchè vicino ai massimi di seduta  mostra una certa forza del recupero odierno. Sebbene lo scenario macroeconomico sia piuttosto negativo il mercato azionario è riuscito a recuperare dai minimi odierni anche a causa degli elevati livelli di ipervenduto raggiunto. Per domani sarà importante monitorare quota 10100 punti in caso di ulteriori allunghi con target finale di 10200 punti; al contrario in caso di nuovi ribassi bisognerà tenere d'occhio quota 10040 punti e successivamente i supporti passanti per i 10000 punti e per i 9940 punti. 

Milano in rosso ma in recupero dai minimi

Piazza affari archivia l'ennesima seduta in territorio negativo dopo i brutti dati macro provenienti dall'america:  dopo gli ordini durevoli in leggero rialzo è stato il settore immobiliare a dare il colpo di grazia ai listini azionari. 



Nel mese di luglio le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate del 12.4% a 276 mila unita'. Si tratta del calo piu' accentuato dal 1963 ( il minimo storico assoluto) . I numeri, che si riferiscono alla vendita di unita' abitative unifamiliari di nuova costruzione, si sono rivelati inferiori alle attese. Le previsioni degli economisti erano infatti per un valore annualizzato di 334 mila unita'. Impressionante il calo dei prezzi -6%, nei fatti una casa unifamiliare costa 204 mila dollari, mai cosi' in basso dal dicembre 2003. La deflazione è sempre piu' vicina in america. 
Nel finale di seduta l'indice italiano ha provato a recuperare parte delle perdite ma ha chiuso in calo dell'1,16% a quota 19465 punti. Per domani sarà fondamentale la tenuta dei 19300 punti altrimenti è probabile un ulteriore affondo verso quota 19000 punti. Al contrario in caso di recupero i primi ostacoli transitano in area 19500 punti e successivamente a 19700. Da segnalare l'aumento della volatilità quest'oggi: VIX a quota 28 punti ( +2% da ieri). 

Ordini durevoli usa in leggero rialzo ma peggio delle stime


Continua il momento negativo per l'economia americana. Anche i primi dati macroeconomici di oggi sono risultati sotto le attese. Nel mese di luglio gli ordini dei beni durevoli americani sono risultati in crescita dello 0,3% dal mese scorso. Il dato tuttavia è decisamente negativo, sotto le attese degli analisti che si aspettavano un +3,1%. 
Negativo anche il dato depurato della componente dei trasporti ( -3,8%) contro attese di +0,5%. 
I mercati azionari hanno accolto negativamente questi dati, e al momento l'indice di Milano è in calo dell'1,5%. 
Probabile a questo punto  un ritorno sotto quota 10.000 punti per l'indice Dow Jones quando il mercato americano aprirà i battenti. Vedremo se ci sarà un tentativo di recupero anche oggi nel finale di seduta. 

martedì 24 agosto 2010

Vendita di case esistenti in Usa in caduta libera:-27,2% dal mese scorso

Crollano a picco le vendite di case esistenti in America. L'ultimo dato disponibile, uscito pochi minuti fa, è stato terrificante: -27,2% dal mese scorso pari a 3,83 milioni di case. Si tratta del crollo maggiore da quando questo dato viene elaborato e  si tratta del valore peggiore, in termini assoluti dal 1995. Il dato inoltre risulta inferiore alle attese degli analisti che avevano  stimato un monte vendite di 4,65 milioni di case contro i 5,26 milioni di case del mese scorso ( dato rivisto al ribasso).  Il prezzo medio di vendita si attesta a 182.600 dollari, rispetto ai 183 mila dollari di giugno. Il 30% delle transazioni e' stato effettuato in contanti per l'intera somma. L'Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) inoltre comunica che nei confronti dell'anno precedente si registra una discesa del 25,5% (5,14 mln di unità a luglio 2009).
Il grafico qui in basso parla da solo, lascio a voi ogni commento...

La reazione dei mercati azionari a questo dato non si è fatta attendere. Al momento l'indice Dow Jones è in calo dell'1,2% mentre la borsa di Milano accusa perdite superiori al 2%. Vedremo se nel finale di seduta ci sarà qualche rimbalzo tecnico. 

lunedì 23 agosto 2010

Un lunedì da montagne russe

La seduta borsistica odierna è stata caratterizzata da numerose oscillazioni. Dopo un'apertura in lieve ribasso l'indice italiano Ftse Mib è andato a testare il supporto dei 19800 punti. Da quel momento in poi  le quotazioni avevano ripreso vigore e si erano spinte oltre i 20000 punti. L'apertura di Wall Street aveva messo le ali al nostro indice, che sui massimi odierni aveva toccato i 20260 punti (+1,8%) trascinato sopratutto dai titoli bancari. Tuttavia nell'ultima ora di contrattazioni c'è stata una nuova ondata di vendite che ha ridotto sensibilmente i guadagni. Il finale di seduta è stato piuttosto difficile da decifrare con movimenti repentini al rialzo o al ribasso. Alla fine della giornata il Ftse Mib ha chiuso a quota 20010 in rialzo dello 0,70%, sopra la resistenza dei 20000 punti.  
La chiusura odierna al di sotto dei massimi giornalieri non è un buon segnale di forza del rialzo odierno. Per domani è possibile un ritorno in prima battuta in area 19900 punti e successivamente a 19800 in caso di nuovi ribassi. 
Al contrario, in caso di nuovi rialzi, le quotazioni potrebbero spingersi attorno ai massimi odierni in area 20250 punti. L'eventuale rottura di questo livello potrebbe portare il nostro indice in area 20400 punti. 
Vedremo l'evoluzione dei mercati, anche perchè il Dow Jones è passato in territorio negativo dopo una buona partenza. 

domenica 22 agosto 2010

Continua la crisi delle banche americane: siamo a 118 fallimenti nel 2010

Sono passati quasi 2 mesi dal mio ultimo aggiornamento sulla situazione bancaria in america e la situazione è in netto peggioramento. Solo nell'ultima settimana sono fallite 8 banche americane, portando il bilancio da inizio 2010 a quota 118!  Secondo quanto riporta la FDIC, il Fondo di Garanzia dei depositi americani, questa settimana sono salite a quota 817 le istituzioni finanziarie  a rischio con un patrimonio complessivo di  415,9 Miliardi di dollari.
Tutti i numeri sono in deciso peggioramento dall'ultimo aggiornamento e credo che per i prossimi mesi ne vedremo ancora delle belle, con altri colpi di scena nel settore bancario. L'ipotesi di una nuova recessione in america potrebbe contribuire a un nuovo peggioramento della situazione bancaria e finanziaria che provocherebbe nuovi crolli in borsa, e nuovi crolli della produzione industriale. Le incognite per il futuro dell'economia americana rimangono ancora elevate ma speriamo che i vertici mondiali riescano a intraprendere scelte coraggiose per evitare una nuova drammatica recessione.



Vi lascio con il bollettino di guerra del settore bancario americano:
2007:   3 banche fallite
2008:  25 banche fallite
2009:  140 banche fallite
2010 : 118 banche fallite ( fino ad oggi)


Per chi fosse interessato ecco il link con l'intera lista delle banche fallite nel 2010 :

giovedì 19 agosto 2010

I dati Macro americani fanno paura e le borse scendono

Anche gli altri dati macro americani attesi per oggi, dopo le richieste dei sussidi di disoccupazione, sono risultati piuttosto deludenti:
Il Conference Board ha comunicato che il leading indexche fornisce una previsione sull'attivita' economica americana per i prossimi 6-12 mesi nel mese di luglio, ha registrato un rialzo dello 0.1% dopo il risultato negativo di giugno, rivisto a -0.3% da -0.2%, che aveva interrotto la serie di quattordici risulati utili consecutivi. 
L’indicatore ( detto anche superindice) si e' rivelato tuttavia inferiore alle attese del mercato. Gli economisti si aspettavano infatti una variazione positiva dello 0.2%.
Altre cattive notizie arrivano dall'indice Philly Fed, che misura il livello di attivita' economica del distretto federale di Filadelfia. L'indice e' crollato a -7,7 da 5,1 di luglio, gli economisti prevedevano un valore di 7. In retromarcia anche i sottoindici dei nuovi ordinativi da -4,3 a -7,1, dell'occupazione da 4 a -2,7 e dei prezzi da -8,4% a -12,5%, quest'ultima flessione segnala una moderata pressione deflazionistica. In netto peggioramento l'indice sulle prospettive a 6 mesi sceso a 19,6 da 25 punti. I dati sono stati diffusi dalla Federal Reserve di Filadelfia.
In questo scenario macroeconomico le borse non potevano non prendere la via dei ribassi. Anche la volatilità è cresciuta alle stelle: Vix a 25,93 (+5% da ieri). 
Nel finale di seduta la borsa italiana si è appesantita notevolmente e a chiuso a quota 20115 punti in calo del 2,05%.
Particolarmente colpito dalle vendite il settore bancario ed assicurativo ma nessun titolo dell'indice principale è riuscito a chiudere in territorio positivo. 

La chiusura vicino ai minimi di giornata non è un bel segno e preannuncia nuovi cali anche nella giornata di domani. Vedremo se il supporto dei 20000 punti reggerà a questa nuova onda ribassista. 

In america è allarme bancarotta e disoccupazione

Gli ultimi dati macroeconomici americani non sono dei migliori... Le richieste di bancarotta in Usa sono ai massimi degli ultimi 5 anni : secondo gli ultimi dati fra aprile e giugno le richieste sono state 422.061. Si tratta di un aumento del  9%,  rispetto alle 388.148 del primo trimestre 2010, e dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2009. Dall'ultimo trimestre del 2005 è la prima volta che a livello trimestrale vengono superate le 400mila richieste.  Considerando gli ultimi 12 mesi, da giugno 2009 a giugno 2010, le bancarotte sono state 1,57 milioni, il 20% in più rispetto ai 12 mesi precedenti quando c'erano state  1,13 milioni di rischieste. Tra gli stati in cui le richieste di bancarotta sono più alte, si mettono in evidenza il Nevada e la California. 
Non c'è dubbio a questo punto che la ripresa economica americana sia alquanto anemica nell'ultimo periodo. A conferma di questo c'è il dato sulle richieste di disoccupazione uscito su Wall street Italia pochi minuti fa' :
Nella settimana che si e' conclusa il 14 agosto le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 12000 unita' a quota 500.000, ai massimi dal 14 novembre 2009, segnalando una situazione in peggioramento del mercato del lavoro. Si tratta infatti del terzo rialzo consecutivo. Inoltre è stato rivisto al rialzo il dato di sette giorni fa a 488000 (+6000) da 484000 (+2000). 
Il dato è peggiore delle attese degli analisti a 475 mila. 
La reazione dei future americani al dato è stata molto violenta con un calo di quasi un punto percentuale in pochi secondi. Anche la borsa di Milano è scesa in modo repentino passando da +0,4% a -0,5%. Vedremo nelle prossime ore l'evoluzione delle quotazioni. 

martedì 17 agosto 2010

Milano riparte: Ftse Mib +1,27%

La borsa di milano archivia in positivo la seduta odierna con un +1,27% per l'indice Ftse Mib a quota 20668 punti. 
Il recupero di ieri pomeriggio, a questo punto , va inteso come inversione di tendenza di breve periodo per il nostro indice. La chiusura sui massimi di giornata conferma il trend rialzista innescatosi ieri pomeriggio. Per domani sarà fondamentale la rottura dei 20700 punti per poter ipotizzare nuovi allunghi rialzisti verso quota 20900 e successivamente 21000 punti. 
Difficile fare un'analisi di lungo periodo in quanto negli ultimi 3 mesi il mercato è stato piuttosto nervoso e al momento non c'è una direzione precisa del trend principale. Probabilmente le quotazioni rimarranno dentro questo trading-range tra i 21800 e i 19000 punti ancora qualche settimana prima di prendere una direzione precisa. Per quanto riguarda le medie mobili, i prezzi rimangono al di sotto della media mobile a 200 giorni (quella in blu), mentre si mantengono al di sopra di quella a 56 giorni (in giallo). Quindi l'indecisione del mercato regna sovrana.

Per quanto riguarda l'andamento macroeconomico la situazione rimane piuttosto delicata: i dati macro odierni non sono stati dei migliori per quanto riguarda il settore immobiliare americano ma c'è qualche segnale di ripresa sul fronte della produzione. 
Indice Zew Tedesco a 14 contro attese di 20,90
Permessi di costruzione rilasciati in Usa a quota 570.000
Nuovi cantieri edili residenziali in Usa a quota 550.000
Risultati positivi invece dalla Produzione Industriale americana cresciuta dell'1% nell'ultimo mese contro aspettative di + 0,6% e dal tasso di utilizzo delle capacità produttive salito a 74,80 contro attese di 74,50.



lunedì 16 agosto 2010

Piazza affari chiude in calo ma sopra i minimi

Ennesima giornata negativa per piazza affari quest'oggi dopo i cali dello scorso fine settimana. Durante la seduta  odierna l'indice italiano FTSE Mib accusava un calo superiore all'1% ma nel finale è riuscita a limitare i danni chiudendo a quota 20409 punti a -0,31%. Da un punto di vista tecnico la situazione sembra essersi stabilizzata negli ultimi giorni. Il trend rimane negativo ma vi è una perdita di forza del movimento in atto. Infatti i volumi odierni sono stati piuttosto bassi.
Si delineano in tale contesto 2 possibili scenari nei prossimi 2-3 giorni:
1 Prosecuzione del trend ribassista con target intermedio di 20200 punti e successivamente di 20000 punti
2 Inversione di tendenza di breve periodo con target intermedio di 20500 punti e successivamente 20700 punti dove però transita una resistenza piuttosto importante.Violato tale livello l'indice potrebbe portarsi rapidamente in area 20900-20990 punti. 
Per quanto riguarda i dati macro odierni non ci sono state grosse sorprese:
Indice dei prezzi al consumo in Europa a +1,7% ( come nelle attese)
Indice Empire index state manifatturiero a 7,1 ( un pò peggio delle attese a 7,50) )
Domani il mercato potrebbe muoversi a partire dalle 14 e 30 quando verranno rilasciati i dati sui permessi di costruzione americani.